

Il carcere di Aversa
Un lancio di telefoni cellulari oltre il muro di cinta, diretto verso l’interno della Casa di reclusione di Aversa, è stato intercettato nella mattinata dell’11 settembre grazie alla tempestiva attività della Polizia Penitenziaria. L’operazione, secondo quanto riferito dal segretario regionale dell’OSAPP Vincenzo Palmieri, ha consentito di bloccare due persone e di sequestrare un consistente quantitativo di materiale destinato, secondo l’ipotesi investigativa, a essere introdotto all’interno dell’istituto.
La vicenda è partita dalla segnalazione di un agente in servizio in uno dei reparti detentivi, che avrebbe informato un ispettore della possibile presenza, all’esterno del carcere, di materiale illecito destinato a essere introdotto attraverso un lancio oltre il muro di cinta. L’area indicata era quella di via Alfonso D’Aragona, adiacente al perimetro dell’istituto e in corrispondenza della zona interna destinata alle passeggiate dei detenuti.
Il Comandante di reparto, ricevuta la segnalazione, ha disposto immediatamente un servizio di appostamento e una serie di controlli di bonifica lungo il perimetro esterno, coinvolgendo l’ispettore di sorveglianza e altri agenti. Le pattuglie hanno quindi monitorato con particolare attenzione via Alfonso D’Aragona.
Nel corso dei controlli è stata individuata una Ford Focus nera, ferma in un’area di parcheggio nei pressi del Centro Analisi Golia, con due persone a bordo. Poco dopo, dal lato passeggero è sceso un uomo con il volto coperto e una busta di plastica bianca in mano.
L’uomo si sarebbe diretto verso il muro di cinta dell’istituto, ma l’intervento immediato degli agenti di Polizia Penitenziaria lo avrebbe costretto a tentare la fuga, abbandonando a terra la busta. Gli operatori sono riusciti comunque a raggiungerlo e a bloccarlo.
Secondo quanto riferito dall’OSAPP, l’uomo è stato identificato come Achouri Arbi, già detenuto presso la Casa di reclusione di Aversa e scarcerato alcuni mesi fa. Poco dopo è stato bloccato anche il conducente della Ford Focus, identificato come un cittadino di origine napoletana.
Il contenuto della busta ha confermato la natura particolarmente delicata dell’operazione. All’interno sono stati trovati quattro mini cellulari, cinque smartphone, otto cavi Usb, quattro prese/caricabatterie e otto schede Sim.
Si tratta di materiale che, se effettivamente destinato all’introduzione clandestina nell’istituto, avrebbe potuto consentire comunicazioni non autorizzate con l’esterno, rendendo particolarmente delicato il tentativo di consegna attraverso il muro di cinta.
L’uomo bloccato è stato accompagnato all’interno dell’istituto per gli adempimenti di rito, mentre sono proseguiti gli accertamenti sulla vettura utilizzata dai due.
La perquisizione della Ford Focus ha portato al ritrovamento di due marsupi. Secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, uno sarebbe stato riconducibile alla persona bloccata dagli agenti, mentre l’altro sarebbe appartenuto all’uomo che si sarebbe dato alla fuga.
Il materiale sequestrato è stato quindi sottoposto agli ulteriori accertamenti da parte degli organi competenti, mentre gli investigatori dovranno ora ricostruire l’eventuale destinazione dei telefoni e degli altri dispositivi e verificare se dietro il tentativo di lancio vi sia una rete organizzata per l’introduzione di materiale vietato nel carcere.
Intorno alle 15 è stato informato il Pubblico ministero di turno. Dopo aver ricevuto le prime informazioni sull’accaduto, il magistrato ha disposto la denuncia a piede libero e gli ulteriori adempimenti di competenza.
Restano dunque da chiarire tutti gli aspetti della vicenda, a partire dall’effettiva destinazione del materiale sequestrato e dagli eventuali ulteriori soggetti coinvolti nell’operazione.
L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza degli istituti penitenziari e, in particolare, sulla necessità di controllare anche le aree immediatamente esterne alle mura. È proprio lungo il perimetro che possono infatti essere tentati lanci di droga, telefoni cellulari e altro materiale destinato ai detenuti.
Il segretario regionale dell’OSAPP Vincenzo Palmieri ha espresso apprezzamento per l’intervento degli operatori, sottolineando come la tempestività della Polizia Penitenziaria abbia consentito di intercettare il tentativo, recuperare la busta e bloccare una delle persone coinvolte, mentre l’altra veniva successivamente fermata.
Per il sindacato, l’episodio rappresenta anche un richiamo alla necessità di garantire agli agenti organici adeguati, strumenti e condizioni operative idonee a fronteggiare i tentativi di introduzione illecita di telefoni e sostanze stupefacenti negli istituti.
La vicenda resta ora al vaglio degli organi inquirenti, ai quali spetterà ricostruire l’intera dinamica e accertare eventuali responsabilità. Per le persone coinvolte, naturalmente, vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Roma - E’ il Padrino del ‘Grande raccordo criminale’ che ha costruito sulla 'pax mafiosa'… Leggi tutto
Roma – È atterrato questa mattina all’aeroporto di Ciampino l’aereo che ha riportato in Italia… Leggi tutto
Napoli - Il Tribunale di Sorveglianza di Napoli ha disposto il carcere per un 33enne… Leggi tutto
Caccia ai broker e ai grandi fornitori di stupefacente che alimentano il mercato della droga… Leggi tutto
Nella tarda serata di ieri una densa colonna di fumo e fiamme si è levata… Leggi tutto
Prima di entrare nel dettaglio dei segni, è utile comprendere il clima astrale generale della… Leggi tutto