Una busta con un proiettile calibro 7,65 e una lettera con frasi minatorie è stata recapitata, nelle scorse settimane, al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha sporto denuncia alle forze dell’ordine. Il plico era indirizzato al titolare del MIM ed è arrivato alla sede romana del ministero; all’interno, oltre all’arma da fuoco inerte, un foglio accusava presunte irregolarità nel rilascio di diplomi da parte di scuole private in provincia di Salerno.
Cosa c’era nella busta e quando è arrivata
Secondo le ricostruzioni diffuse da più testate, la missiva è pervenuta agli inizi di agosto ed è stata inviata da mittenti anonimi da Salerno. Il contenuto intimidatorio ha spinto il ministro a presentare denuncia, mentre sono in corso gli accertamenti per ricostruire la provenienza e individuare gli autori.
Le reazioni del governo e delle istituzioni
La notizia ha provocato una reazione immediata e trasversale dell’esecutivo e delle cariche istituzionali.
Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, ha scritto sui social: «Esprimo la mia piena solidarietà e quella del Governo al Ministro Giuseppe Valditara per le gravi minacce ricevute. Un proiettile e una lettera minatoria sono vili atti intimidatori che non possono trovare spazio in una democrazia», auspicando «una condanna netta e unanime da parte di tutte le forze politiche».
Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha ribadito: «Se qualcuno pensa di fermare la nostra azione di Governo con le minacce e la violenza si sbaglia di grosso. Mando un abbraccio a Giuseppe, sono certo che non si farà intimidire».
Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture, ha espresso «piena solidarietà e vicinanza a Giuseppe Valditara per le gravissime minacce ricevute».
Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha rivolto «piena e convinta solidarietà» al ministro, augurandosi che «gli autori di questo gesto possano essere rapidamente individuati dagli organi competenti».
Lorenzo Fontana, presidente della Camera, ha condannato «intimidazione e violenza, in qualunque forma si manifestino», rivolgendo solidarietà a Valditara e alla sua famiglia.
All’interno della maggioranza, la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella ha definito il metodo «terroristico», sostenendo che a essere preso di mira è un ministro che «ha operato a protezione dei minori, degli insegnanti, dell’alleanza fra scuola e famiglia».
Dall’area del Pd, la responsabile nazionale scuola Irene Manzi ha affermato: «La violenza e l’intimidazione non devono mai entrare nel confronto politico e istituzionale. Ogni minaccia e ogni episodio di violenza vanno condannati con fermezza».
Il contesto: altre tensioni sulle riforme scolastiche
L’episodio si inserisce in un periodo di forte polarizzazione intorno alle riforme del ministero guidato da Valditara, tra norme su sicurezza, integrazione e rapporti scuola‑famiglia che hanno acceso lo scontro politico e sindacale. Fonti vicine al ministro hanno descritto il testo della lettera come «farneticante», ipotizzando il gesto di «uno squilibrato», mentre le indagini procedono per accertare moventi e responsabilità.



