Il caro carburante torna al centro delle rivendicazioni dei tassisti. Cobas Lavoro Privato – Settore Taxi, Associazione Taxitalia, Comitato Tassisti di Base Campania e Confintesa Taxi hanno trasmesso al Ministero dell’Economia e delle Finanze un’integrazione alla proposta già presentata sul contenimento dei costi energetici sostenuti dagli operatori del trasporto pubblico non di linea.
La richiesta è quella di aprire un confronto urgente con il ministero per valutare misure che, nelle intenzioni delle organizzazioni, possano incidere in maniera strutturale sui costi di esercizio del servizio taxi. Il carburante, viene sottolineato nella nota, rappresenta infatti una delle voci più rilevanti e difficilmente comprimibili per chi svolge quotidianamente il servizio.
La carta carburante nazionale
La prima proposta riguarda l’istituzione di una Carta Carburante Taxi nazionale, personale e direttamente associata alla licenza, alla targa e al veicolo autorizzato al servizio.
Lo strumento dovrebbe essere utilizzabile esclusivamente per i rifornimenti del mezzo impiegato come taxi e consentire, secondo la proposta, una riduzione della componente fiscale attraverso una decurtazione o un rimborso, totale o parziale, dell’Iva e delle accise.
Le organizzazioni chiedono che il sistema sia completamente digitale e tracciabile, così da limitare il rischio di utilizzi impropri. Le eventuali agevolazioni, precisano, dovrebbero essere definite nel rispetto della normativa nazionale ed europea.
Più credito d’imposta sul carburante
La seconda richiesta riguarda invece la revisione dell’attuale sistema di agevolazioni e crediti d’imposta destinati al trasporto pubblico non di linea.
Le rappresentanze dei tassisti chiedono in particolare un incremento del beneficio, ritenendo necessario rapportarlo maggiormente all’incidenza effettiva del carburante sull’attività quotidiana. L’obiettivo indicato è quello di arrivare a uno strumento che sia strutturale, semplice da utilizzare e concretamente accessibile agli operatori.
Rifornimenti nei depositi del trasporto pubblico
La terza proposta riprende una richiesta già avanzata nei confronti del Governo: consentire ai taxi di rifornirsi, su tutto il territorio nazionale e negli impianti tecnicamente idonei, presso i depositi delle aziende di trasporto pubblico locale e regionale.
Il carburante, secondo la proposta, dovrebbe essere ceduto al costo di approvvigionamento sostenuto dal deposito, nel rispetto degli obblighi fiscali, amministrativi e delle necessarie condizioni di sicurezza.
Per le organizzazioni firmatarie, le tre misure potrebbero essere adottate anche in maniera complementare, con l’obiettivo di ridurre il peso del costo energetico sul servizio.
«Non chiediamo carburante gratuito»
Nella lettera al Mef le organizzazioni precisano di non chiedere «carburante gratuito» né costi a carico della collettività, ma il riconoscimento della specificità del servizio taxi nell’ambito del trasporto pubblico non di linea.
Da qui la richiesta di un confronto con il Ministero dell’Economia per verificare la sostenibilità finanziaria delle proposte, la loro compatibilità con il quadro fiscale e le possibili modalità normative per attuarle.
Il sit-in del 22 settembre
La vertenza approderà intanto a Roma. Il 22 settembre 2026, alle ore 10, è previsto un sit-in davanti al Ministero dell’Economia e delle Finanze.
La mobilitazione sarà l’occasione per riportare all’attenzione del Governo il tema del costo del carburante e le richieste avanzate dalle organizzazioni di categoria, che sollecitano risposte e interventi non limitati a misure temporanee.
Domande frequenti sui costi del carburante per i tassisti
Ecco alcune domande comuni riguardo le richieste dei tassisti al Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Quali sono le principali richieste dei tassisti al Mef?
I tassisti chiedono l'istituzione di una Carta Carburante Taxi nazionale, un incremento del credito d'imposta sul carburante e la possibilità di rifornirsi presso i depositi delle aziende di trasporto pubblico.
Cosa prevede la Carta Carburante Taxi?
La Carta Carburante Taxi dovrebbe consentire rifornimenti esclusivi per i taxi, con una riduzione fiscale tramite decurtazione o rimborso dell'Iva e delle accise.
Quando si svolgerà il sit-in dei tassisti?
Il sit-in è previsto per il 22 settembre 2026, davanti al Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Le richieste dei tassisti prevedono costi per la collettività?
No, le organizzazioni precisano di non chiedere carburante gratuito né costi a carico della collettività, ma riconoscimenti per la specificità del servizio taxi.



