IL PROGETTO CANTIERE UNICO

Castellammare, appalto rifiuti da 131 milioni: i Democratici e Progressisti chiedono di fermare la gara

Otto anni di affidamento al centro della contestazione politica. Nel mirino costi, numero degli addetti, mezzi, investimenti e clausole del capitolato.
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A Castellammare di Stabia il futuro della raccolta dei rifiuti torna al centro del confronto politico. A riaccendere i riflettori è il progetto del Cantiere Unico SAD 2, che dovrebbe riunire in un’unica gestione i servizi di Castellammare e Torre Annunziata per un periodo di otto anni, con un valore complessivo indicato in circa 131 milioni di euro.

I Democratici e Progressisti chiedono di sospendere l’iter nella forma attuale e di riaprire il confronto istituzionale e tecnico prima dell’avvio della gara. Una richiesta motivata, secondo il documento diffuso dal gruppo, dalla necessità di chiarire una serie di aspetti economici, organizzativi e contrattuali contenuti nella documentazione del progetto.

Il confronto con l’appalto attuale

Il punto di partenza indicato dai Democratici e Progressisti è l’attuale servizio, affidato nel 2023 per circa 53 milioni di euro in cinque anni. Secondo il gruppo, prima di assumere un nuovo impegno pluriennale sarebbe necessario verificare i risultati raggiunti dall’attuale gestione, attraverso report del direttore dell’esecuzione, verbali di contestazione, eventuali penali, risposte del gestore e dati ufficiali sulla raccolta differenziata e sulla qualità del servizio.

Particolare attenzione viene inoltre chiesta sulla realizzazione della sede operativa e legale a Castellammare.

Secondo le osservazioni contenute nel documento, il nuovo progetto comporterebbe per Comune e cittadini un maggiore onere di circa 2 milioni di euro nei cinque anni, che salirebbe a oltre 3 milioni nell’arco degli otto anni, a fronte — sostiene il gruppo — di una riduzione di alcuni servizi e del personale previsto per Castellammare.

Meno personale e meno mezzi?

È proprio il dimensionamento delle risorse uno degli aspetti più contestati.

Il progetto del Cantiere Unico indica complessivamente 204 lavoratori e 96 automezzi per i due Comuni. Un dato che, secondo i Democratici e Progressisti, merita un approfondimento, anche perché a Castellammare vengono indicati attualmente 110 automezzi in servizio, mentre il nuovo piano ne prevederebbe 96 complessivi per entrambi i territori.

Anche sul personale emergono, secondo la nota tecnica allegata al comunicato, alcune incongruenze da chiarire.

Il progetto indica 204 lavoratori, ma la stessa documentazione descriverebbe circa 170 unità nel turno mattutino, 25 nel pomeridiano e 25 di riserva, arrivando a un totale apparente di 220. Da qui la richiesta di chiarire se la riserva sia già compresa nei 204 addetti e se i conteggi facciano riferimento a lavoratori effettivi oppure a unità equivalenti a tempo pieno.

Il gruppo chiede inoltre di verificare come siano garantiti ferie, riposi, malattie, infortuni, pronto intervento e tutti i servizi aggiuntivi, compresi centri di raccolta, mercati, arenili ed eventi.

I risparmi sotto la lente

Altro capitolo è quello dei risparmi annunciati.

Nella documentazione, secondo la nota dei Democratici e Progressisti, non risulterebbero adeguatamente documentati un risparmio annuo di circa 624mila euro e un ulteriore risparmio di circa 240mila euro legato alla riorganizzazione dei turni a Torre Annunziata.

La richiesta è quindi quella di pubblicare prospetti dettagliati che consentano di confrontare la gestione unitaria con l’ipotesi di appalti separati, indicando costi del personale, mezzi, strutture, servizi stagionali, impianti e spese comuni.

Per i 240mila euro, in particolare, il documento chiede di rendere verificabile il calcolo relativo alle ore notturne e straordinarie eliminate, alle maggiorazioni, al costo del nuovo turno pomeridiano e alle conseguenze sulla qualità e sulla sicurezza del servizio.

Investimenti da quasi otto milioni e Pef

Un’altra questione sollevata riguarda il Piano Economico-Finanziario.

Gli investimenti iniziali vengono quantificati in circa 7,99 milioni di euro. Secondo la nota, però, la quota di ammortamento annuale indicata nella documentazione non apparirebbe coerente con un ammortamento lineare dell’intero investimento e sarebbe riportata con importi differenti.

Da qui la richiesta di ricostruire nel dettaglio il piano degli investimenti, la vita utile dei beni, il valore residuo, gli investimenti sostitutivi, i costi di manutenzione e il regime proprietario delle dotazioni.

Viene inoltre chiesto di dettagliare l’IRR indicato al 34,3%, attraverso un prospetto completo dei flussi di cassa, degli oneri finanziari, delle imposte, del capitale circolante e dei ricavi CONAI.

Penali, garanzie e clausola sociale

I rilievi riguardano anche le clausole contrattuali.

I Democratici e Progressisti chiedono di riesaminare le disposizioni relative a penali, cumulo delle sanzioni, garanzia definitiva e incameramento della garanzia in caso di personale eccedente.

Secondo la nota, la presenza di personale aggiuntivo non costituirebbe di per sé la prova di un inadempimento o di un danno per l’ente: eventuali conseguenze economiche, viene sostenuto, dovrebbero essere collegate a una violazione specifica, accertata in contraddittorio e proporzionata al pregiudizio.

Anche la clausola sociale viene indicata tra gli aspetti da approfondire, con l’obiettivo di tutelare l’occupazione senza determinare automaticamente l’assorbimento integrale del personale uscente.

Il nodo del lotto unico

Al centro della discussione c’è infine la scelta di unificare in un unico lotto i servizi dei due Comuni.

Per i Democratici e Progressisti questa scelta dovrebbe essere accompagnata da un’analisi del mercato, degli effetti sulla concorrenza e della possibilità di partecipazione delle imprese, oltre che dal confronto con eventuali alternative territoriali o funzionali.

Da chiarire, inoltre, secondo la nota, anche la disponibilità degli impianti, le autorizzazioni, i centri di raccolta, gli eventuali mezzi pubblici concessi in uso, i servizi aggiuntivi e le prestazioni a chiamata, con relativi prezzi e limiti quantitativi.

Gli atti e il percorso istituzionale

La richiesta politica è quindi quella di ricostruire l’intero percorso che ha portato alla definizione del SAD 2, verificando le iniziative assunte negli anni 2023, 2024 e 2025 dal Comune, dall’ATO Napoli 3 e dall’EDA Napoli 3.

Il gruppo chiede che vengano messi a disposizione il Piano Industriale, il Capitolato, il PEF, le analisi delle alternative, il dimensionamento delle risorse e il cronoprogramma della gara.

Nel documento viene inoltre sottolineato che l’eventuale mancata espressione di un indirizzo contrario da parte degli enti coinvolti non può essere considerata automaticamente come prova di un’adesione consapevole e definitiva al modello del Cantiere Unico: per stabilirlo, sostengono i Democratici e Progressisti, occorre esaminare gli atti e ricostruire il percorso decisionale.

I rischi

La parte tecnica allegata al comunicato elenca infine le possibili conseguenze di un’eventuale prosecuzione dell’iter senza completare le verifiche e correggere le incoerenze segnalate.

Tra gli scenari indicati figurano possibili impugnazioni del bando o del capitolato, richieste cautelari di sospensione, eventuali contenziosi sulla sostenibilità delle offerte e sulla revisione del corrispettivo, maggiori costi per servizi o impianti non quantificati e difficoltà nel passaggio dal gestore attuale al nuovo affidatario.

La stessa nota precisa, tuttavia, che queste conseguenze non sono automatiche, ma vengono indicate come rischi connessi alle criticità evidenziate e al valore dell’appalto. Eventuali responsabilità amministrativo-contabili, viene specificato, potrebbero essere valutate soltanto qualora fossero accertati danno, condotta imputabile e nesso causale.

La richiesta: fermare l’iter e riaprire il confronto

La posizione dei Democratici e Progressisti viene sintetizzata nella richiesta di sospendere l’iter nella forma attuale e riaprire il confronto istituzionale e tecnico.

Il gruppo precisa di non voler escludere a priori il modello del Cantiere Unico, ma chiede che una gara del valore indicato sia costruita su dati verificabili, prestazioni definite, costi correttamente quantificati e garanzie adeguate per Comuni, lavoratori e utenti.

Informazioni utili

Aspetti chiave da considerare sull'appalto rifiuti a Castellammare

Ecco alcuni punti fondamentali da tenere a mente riguardo al progetto di appalto per la raccolta dei rifiuti a Castellammare di Stabia.

  • Valore dell'appalto: L'appalto ha un valore complessivo di circa 131 milioni di euro per un periodo di otto anni.
  • Risorse umane: Il progetto prevede 204 lavoratori e 96 automezzi, ma ci sono incongruenze nei numeri che necessitano di chiarimenti.
  • Costi aggiuntivi: Si stima un onere maggiore di circa 2 milioni di euro nei cinque anni, con una riduzione di alcuni servizi.
  • Documentazione richiesta: I Democratici e Progressisti chiedono di pubblicare dettagli sui risparmi e sul Piano Economico-Finanziario.
  • Rischi legali: Ci sono potenziali rischi di contenziosi se l'iter prosegue senza le necessarie verifiche.
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