Un’intera famiglia, padre e tre figli, gestiva il traffico di che aveva come base logistica e operativa i Palazzi Cirio di Mondragone, comune del litorale casertano. Lo hanno scoperto i finanzieri del Comando Provinciale di Caserta che questa mattina hanno portato a compimento, con dieci arresti ordinati dal Gip di Napoli, l’operazione “Smoke Palace II”, ricostruendo peraltro tutta la filiera criminale che va dai fornitori ai venditori al dettaglio. E’ emerso anche che gli indagati, per eludere i controlli delle forze dell’ordine, avevano organizzato “militarmente” la vigilanza nel complesso residenziale, con vedette che giravano gorno e notte; e non avevano inoltre alcuna paura delle forze dell’ordine, visto che dall’indagine e’ emerso che avrebbero intimidito persino un finanziere che aveva la disponibilita’ di un appartamento ai Palazzi Cirio. “Abbiamo smantellato un’agguerrita organizzazione – ha spiegato in conferenza stampa il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta Andrea Mercatili – che gestiva il contrabbando tenendo in ostaggio anche i tanti cittadini onesti che risiedono nei Palazzi Cirio, e da cui era arrivata un’accorata e pressante richiesta di un nostro intervento. Qualche giorno fa abbiamo arrestato due caporali, sempre a Mondragone, che reclutavano decime di lavoratori da sfruttare nei campi. E’ cosi’ che rispondiamo al bisogno di sicurezza manifestato dai cittadini”. Peraltro nei mesi scorsi i finanzieri della Compagnia di Mondragone guidati da Silverio Papis hanno arrestato numerosi venditori di sigarette di contrabbando, sempre nei Palazzi Cirio, sequestrando in totale oltre 520 kg di “bionde”, e costringendo gli indagati ad attuare degli accorgimenti, come il cambio continuo dei mezzi usati per trasportare le sigarette, o dei tragitti, o delle schede dei cellulari con cui comunicavano, o il frazionamento del carico trasportato, che veniva tenuto al di sotto della soglia che fa scattare il sequestro penale.

Contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri. La base operativa del gruppo era a Mondragone e da li’ ha gestito almeno dal 2015 ad oggi una piazza di vendita di presso i cosiddetti Palazzi Cirio, zona degradata ma centrale, con forte concentrazione di stranieri irregolarmente sul territorio italiano e dediti ad attivita’ illecite. L’indagine, iniziata a novembre 2016 e denominata Smokepalace, ha permesso l’individuazione della banda gestita da una famiglia di contrabbandieri italiani di Mondragone che operava in situazione di sostanziale monopolio nella minuta vendita di anche in zone limitrofe. Nel 2015, dopo contrasti per il controllo del traffico delle sigarette di contrabbando, si e’ avuta una scissione nell’organizzazione all’epoca predominante sul territorio, con la costituzione di un nuovo gruppo composto dalle persone arrestate oggi che hanno assunto il controllo delle locali piazze di vendita. Secondo gli inquirenti, il ruolo di capo indiscusso era stato assunto da Nicola Di Rosa, che, facendosi aiutare dai fratelli Sebastiano e Antonio e dal padre Corrado, ha organizzato i ‘punti vendita’, curato il trasporto delle sigarette e fatto sorvegliare la zona per eludere eventuali controlli delle forze di polizia. Al loro servizio anche una rete di venditori che hanno assicurato la continuita’ nella cessione al dettaglio. Inoltre, e’ emerso che intimidiva e minacciava direttamente chiunque contrastasse la sua attivita’, anche un finanziere che aveva la disponibilita’ di un appartamento in uno dei Palazzi Cirio. Identificati anche i fornitori delle sigarette di contrabbando, tutti nella provincia di Napoli, che, proprio per l’importanza della piazza mondragonese, provvedevano spesso anche alle consegne dirette con corrieri di loro fiducia. Rilevanti sono state anche le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia organico al clan camorristico che storicamente ha operato sul territorio di Mondragone.

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In sono finiti il promotore dell’organizzazione e i familiari che lo aiutavano, ovvero il 31enne Nicola De Rosa, i fratelli Sebastiano, di 26 anni, e Antonio, di 29 anni, e il papa’ Corrado, 56enne; destinatari di ordinanza in sono poi il braccio destro di De Rosa, il tunisino 29enne Faical Ghaca, e i fornitori delle sigarette prive del marciho dei Monopoli di Stato, tutti residenti tra Napoli e provincia, come il 43enne Angelo Belardo, di Cansandrino, e il 36enne di Napoli Nicola De Rosa (omonimo dell’altro indagato). Altre tre persone sono finite agli arresti domiciliari; tre misure a carico di altrettanti indagati non sono state ancora eseguite.

Arrestati

Corrado Di Rosa, 56 anni, di Mondragone, Sebastiano Di Rosa, 26 anni, di Mondragone, Faical Ghaca, 29 anni, di Mondragone; Salvatore Contemi, 43 anni, di Giugliano; Nicola De Rosa, 36 anni, di Arzano; Luca Caprio, 42 anni, di Casoria, Carmine Polito, 36 anni, di Cardito; Mario D’Angelo, 35 anni, di Frattaminore; Gennaro Lisitano, 43 anni, residente a Milano; Vincenzo Migliore, 47 anni, di Mondragone; Nicola Di Rosa, 31 anni, di Mondragone; Antonio Di Rosa, 29 anni, di Mondragone; Angelo Belardo, 43 anni, di Casandrino; Angelo Belardo, 62 anni, di Napoli, Antimo Frippa, 45 anni, di S.Antimo e Massimo Turo, 45 anni, di Afragola;

Arresti domiciliari

Ciro D’Ambrosio, 62 anni, di Napoli Mario D’Angelo, Gennaro Lisitano, Vincenzo Migliore e Luca Caprio.

 

(nella foto da sinistra Nicola Di Rosa, Antonio Di Rosa, Sebastiano Di Rosa, Corrado Di Rosa, Faical Ghaca, Angelo Belardo, Nicola De Rosa, Ciro D’Ambrosio, Luca Caprio, Mario D’Angelo)



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