Pensavano ormai di essere al sicuro gli 11 writer che, dopo aver compiuto un ‘tour’ di imbrattamenti in Italia tra il 2017 e il 2018, erano tornati in Spagna, a casa. Invece gli investigatori della Polizia Locale di Milano, da anni specializzati in questo genere di reati, hanno seguito le loro tracce sul web identificandoli, alcuni denunciandoli subito, e alla fine individuandoli tutti e mandando la polizia spagnola a perquisirli a Madrid, Valencia, Fuenlabrada e Mostoles de Madrid. Un colpo non indifferente, per i writer stranieri, abituati a scorrazzare per il Belpaese chiedendo aiuto logistico ai ‘colleghi’ italiani: “I nostri offrono loro ospitalita’, indicano i passaggi, le telecamere, e dove mettere a segno le azioni – spiega Marco Ciacci, comandante della Polizia Locale – E adesso probabilmente dal materiale sequestrato emergeranno decine di altre azioni vandaliche”. “Basti pensare – spiega Marco Luciani, comandante del Nucleo tutela decoro urbano – che alcuni di questi ragazzi indagati erano arrivati nel maggio scorso a Catania e poi erano andati a fare ‘tag’ a Napoli, Bari, Roma, Bologna e Milano”. Un grande problema per i writer, queste identificazioni con centinaia di foto e prove schiaccianti, dato che dalle indagini incrociate rischiano poi di essere condannati a risarcimenti di rilievo. Dal 2011 al 2018 a Milano sono stati aperti 220 procedimenti penali, con 363 indagati per 800 azioni, che hanno dato vita, in sede civile e penale e 152mila euro di risarcimenti per il Comune e 250mila euro per l’Atm, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico. Oltre a 15mila ore di lavori socialmente utili, una delle pene a cui vengono condannati come prezzo da pagare per la loro ricerca dell’adrenalina. 

Renato Pagano
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