Napoli. E’ stato spedito in comunità dove dovrà scontare la pena di tre anni incassati per la detenzione di una pistola nonostante sia anche indagato per la maxi rissa del novembre scorso che scatenò l’inferno tra la movida dei Baretti di Chiaia. Gaetano Formicola detto Pezzotto, 18 anni compiuti qualche mese fa e nipote del boss Bernardo di Taverna del Ferro a San Giovanni a Teduccio ha ottenuto una misura cautelare diversa dal carcere minorile grazie alla difesa degli avvocati Leopoldo Perone e Salvatore Impradice. Il giovane è accusato di essere uno dei protagonisti, insieme con altri tre amici di Taverna del Ferro, della famosa rissa della notte tra il 18 e 19 novembre in cui rimasero feriti quattro giovanissimi tra cui Giuseppe Troncone figlio del boss Vitale di Fuorigrotta. La rissa, come ricostruito dal gip nacque dalla rivalità tra i gruppi di giovani camorristi di Fuorigrotta e del Bronx di San Giovanni a Teduccio per le troppe bottiglie di champagne stappate (ben 45) dai primi e dalla sete di vendetta di questi ultimi che dopo la diffusione del video sui social network in cui Giuseppe Troncone, figlio del boss di Fuorigrotta, Vitale (in carcere da anni) per la “smargiassata”, consumando 45 bottiglie di champagne tra Mum e Dom Perignon, e una di queste la regala a Pietro come urla il dj dal palco, tutto rigorosamente ripreso con gli smartphone e diffuso sui social network. Nelle scorse settimane c’è stato il deposito della chiussura delle indagini da parte della Procura di Napoli e ora per Giuseppe Troncone, Gaetano ‘Pezzotto’ Formicola e altri due minori , tra l’altro suoi parenti, si prospetta il rinvio a giudizio.
Napoli, condannato e ‘spedito’ in comunità Gaetano ‘Pezzotto’ Formicola
Napoli. E’ stato spedito in comunità dove dovrà scontare la pena di tre anni incassati per la detenzione di una pistola nonostante sia anche indagato per la maxi rissa del novembre scorso che scatenò l’inferno tra la movida dei Baretti di Chiaia. Gaetano Formicola detto Pezzotto, 18 anni compiuti qualche mese fa e nipote del boss Bernardo di Taverna del Ferro a San Giovanni a Teduccio ha ottenuto una misura cautelare diversa dal carcere minorile grazie alla difesa degli avvocati Leopoldo Perone e Salvatore Impradice. Il giovane è accusato di essere uno dei protagonisti, insieme con altri tre amici di Taverna del Ferro, della famosa rissa della notte tra il 18 e 19 novembre in cui rimasero feriti quattro giovanissimi tra cui Giuseppe Troncone figlio del boss Vitale di Fuorigrotta. La rissa, come ricostruito dal gip nacque dalla rivalità tra i gruppi di giovani camorristi di Fuorigrotta e del Bronx di San Giovanni a Teduccio per le troppe bottiglie di champagne stappate (ben 45) dai primi e dalla sete di vendetta di questi ultimi che dopo la diffusione del video sui social network in cui Giuseppe Troncone, figlio del boss di Fuorigrotta, Vitale (in carcere da anni) per la “smargiassata”, consumando 45 bottiglie di champagne tra Mum e Dom Perignon, e una di queste la regala a Pietro come urla il dj dal palco, tutto rigorosamente ripreso con gli smartphone e diffuso sui social network. Nelle scorse settimane c’è stato il deposito della chiussura delle indagini da parte della Procura di Napoli e ora per Giuseppe Troncone, Gaetano ‘Pezzotto’ Formicola e altri due minori , tra l’altro suoi parenti, si prospetta il rinvio a giudizio.
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