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è fonte inesauribile di bellezza e conoscenza, anche attraverso la sua flora. La rosa, il più pregiato  fiore di tutti i tempi, era presente già nell’antica città di   nei più svariati usi. Come ornamento, nelle decorazioni parietali, nell’alimentazione, per la salute ed il benessere, o ancora in cosmesi. Di recente “La Rosa Antica di ” è stata oggetto di studi, nell’ambito di un progetto di ricerca condotto dal  di Pompei (Laboratorio di Ricerche Applicate) con il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II ( Prof. Luigi Frusciante, docente di Genetica e Gaetano Di Pasquale, ricercatore di Archeobotanica)  e l’Associazione “ “, che ha contribuito ad arricchire la conoscenza scientifica della specie, oltre a fornire informazioni sul contesto storico e naturalistico del territorio pompeiano e vesuviano. Mercoledì 6 giugno 2018, alle ore 17, nel giardino di a (NA),saranno presentati i risultati della ricerca su “La Rosa Antica di ”.
La ricerca è finalizzata alla costituzione di una rosa riconducibile al genotipo/fenotipo più diffuso a e in Campania in epoca romana. Ed è fondata su indagini di archeobotanica su specie antiche coltivate nell’area pompeiana, oltre che su un’ accurata analisi genica e di comparazione tra le varietà e le specie di rose rinvenute e conservate presso gli Orti botanici, i cimiteri monumentali campani e negli erbari antichi italiani. Il progetto è stato promosso e finanziato dall’associazione “La Rosa Antica di ”, che ha messo a disposizione gli spazi del roseto di a Boscorelae, per la coltura delle giovani piantine di rose. L’Associazione cura tra l’altro, su autorizzazione del di (dott. Michele Borgongino), la piantumazione delle rose antiche in alcuni giardini di domus pompeiane, come la Casa del Fauno, la Casa di Loreio Tiburtino e la Casa del Profumiere. L’evento sarà introdotto dal Direttore Generale del di Pompei,  professore Massimo Osanna, dal Direttore del Dipartimento Di Agraria, Prof. Matteo Lorito, oltre che dalProf. Luigi Frusciante Docente di Genetica Agraria e Gaetano Di Pasquale  Ricercatore di Botanica Applicata all’archeologia, entrambi autori della ricerca. Al termine degli interventi seguirà un concerto di musica classica degli “Amici del ‘700 Napoletano” (musiche di Pergolesi, Bach, Mozart e classici napoletani). La manifestazione è organizzata nell’ambito della IV , divenuto ormai un appuntamento consueto per . La coltivazione della rosa nell’antica Pompei aveva raggiunto raffinatezze degne delle attuali tecniche agronomiche e anche la produzione di essenze e profumi, ad essa collegata, aveva raggiunto sofisticati livelli tra i profumieri pompeiani. In Campania, in particolare nelle zone di Pompei, Paestum e Capua, la produzione e la lavorazione della rosa erano destinate ad un mercato più ampio della sola penisola italiana, affermandosi come attività di gran pregio sulle sponde dell’intero Mediterraneo antico. Nella dimensione privata, invece, i roseti assunsero un’importanza crescente come motivo ornamentale dei giardini classici pompeiani, come testimoniato dai numerosi ritrovamenti archeologici (es. casa dei Vettii) e dalle pitture vesuviane.



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