Ecco i 4 vicepresidenti della Camera, eletti oggi dai deputati a Montecitorio.LORENZO FONTANA (LEGA). Nato nel 1980 a Verona, laurea in Scienze Politiche, è stato vicesegretario del Movimento Giovani Padani, sezione giovanile della Lega dal 2002. Dopo essere stato consigliere comunale a Verona, Fontana è stato eletto per la prima volta nel Parlamento europeo nel 2009. A Strasburgo è stato lui, nel 2014, ad avvicinare Matteo Salvini al Front National di Marine Le Pen. Due anni dopo è stato nominato vicesegretario federale della Lega assieme a Giancarlo Giorgetti. Nel 2017 è stato ufficializzato il suo incarico di vicesindaco della città.MARA CARFAGNA (FI). Nata a Salerno, 42 anni, Maria Rosaria detta Mara ha un passato nello spettacolo. Ballerina – si è diplomata al San Carlo di Napoli – concorrente a Miss Italia 1997, co-presentatrice di Domenica In, La Domenica del villaggio e Piazza Grande. Nel 2004 si avvicina alla politica: nel 2006 è eletta per la prima volta alla Camera, nel 2008 viene riconfermata e diventa ministra per le Pari opportunità nel quarto governo Berlusconi, occupandosi in particolare di violenza sulle donne e stalking. Nel 2010 viene eletta consigliere comunale in Campania ma rinuncia per rimanere in Parlamento, nel 2013 è riconfermata alla Camera diventando portavoce del gruppo FI. Nel 2016 viene eletta al consiglio comunale di Napoli.MARIA EDERA SPADONI (M5S). Nata il 28 luglio 1979 a Montecchio Emilia, in provincia di Reggio Emilia, è entrata in Parlamento come deputata del Movimento 5 Stelle nelle elezioni Politiche del 2013. E’ stata vittima di intimidazioni mafiose per aver denunciato infiltrazioni nel territorio emiliano durante un comizio nel 2014. Si è laureata in Lingue e letterature straniere a Bologna nel 2004. Prima di entrare in Parlamento, è assistente di volo dal 2007, anno in cui diventa attivista degli ‘Amici di Beppe Grillo’ di Reggio Emilia e partecipa al V-Day per il progetto ‘Parlamento Pulito’. Alla Camera fa parte della commissione Esteri ed è presidente del Comitato permanente Agenda 2030.ETTORE ROSATO (PD). Nato il 28 luglio 1968 a Trieste e diplomato all’istituto tecnico industriale, è stato capogruppo dei deputati Pd nella scorsa legislatura. Parlamentare di fede renziana, è subentrato a Roberto Speranza nel giugno del 2015, quando l’attuale coordinatore di Mdp e deputato di LeU, all’epoca ancora nel Partito democratico, si dimise da presidente del gruppo dem di Montecitorio. Padre della legge elettorale che da lui ha preso il nome di ‘Rosatellum’, ha un passato nella Margherita, partito sotto la cui egida è entrato per la prima volta in Parlamento. Eletto consigliere provinciale nel 2001, è diventato consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia nel 2003, anno in cui viene eletto alla Camera. E’ stato sottosegretario agli Interni nel secondo governo Prodi (2006-2008). Sposato, con quattro figli, ha lavorato in Banca commerciale italiana e alle Assicurazioni generali.
Unpli mappa l’Italia invisibile: oltre 30mila beni nel censimento del patrimonio immateriale
C’è un’Italia che non si misura in monumenti o metri quadri, ma vive nei gesti quotidiani, nei riti tramandati, nelle lingue locali e nelle tradizioni custodite dalle comunità. È questa l’Italia che emerge dal primo Censimento del Patrimonio culturale immateriale, presentato alla Camera dei deputati, che ha già raccolto oltre trentamila elementi tra tradizioni, manifestazioni, prodotti locali e saperi antichi.
Il progetto, avviato nel 2023 e promosso dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia in collaborazione con Anci e con l’Istituto centrale per il Patrimonio immateriale, sotto la supervisione del ministero della Cultura, nasce con l’obiettivo di preservare e condividere un patrimonio fragile, destinato a scomparire se non viene raccontato e trasmesso. Un lavoro che si inserisce pienamente nello spirito della Convenzione Unesco del 2003 e che, per sua stessa natura, non potrà mai dirsi concluso.
Playoff Mondiali 2026, l’Italia attende il sorteggio: subito rischio Svezia per gli Azzurri
La corsa dell’Italia verso i Mondiali del 2026 entra nella sua fase più delicata. Con la conclusione dei gironi di qualificazione, il cammino verso Stati Uniti, Canada e Messico passa ora per i playoff, dove restano quattro posti ancora da assegnare. Domani a Zurigo verrà tracciato il percorso che gli Azzurri dovranno affrontare, una strada che si preannuncia tutt’altro che semplice.
La squadra guidata da Gattuso è stata inserita in prima fascia grazie al ranking FIFA, un vantaggio relativo che assicura solo un dato: la semifinale del 26 marzo si giocherà in Italia. L’avversaria, però, resta un’incognita pesante. Arriverà dalla quarta fascia, quella delle nazionali ripescate tramite la Nations League, e il ventaglio delle possibili contendenti non permette distrazioni. Tra Svezia, Irlanda del Nord, Macedonia del Nord e Romania il rischio di un incrocio complicato è reale, soprattutto con una Svezia desiderosa di riscatto e una Macedonia già capace in passato di rovinare i piani azzurri.
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