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Cronaca

Napoli, smantellato il centro di produzione di documenti falsi

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Una stamperia di documenti falsi é stata smantellata a dai carabinieri del comando antifalsificazione monetaria. I militari hanno fatto irruzione in un laboratorio clandestino in corso Malta. Qui hanno scoperto che , di 52 anni, stava per effettuare una consegna di una carta d’identità falsa in policarbonato, cioè di ultima generazione, appena prodotta, a un clandestino di origine africana. All’interno del laboratorio sono stati scoperti 73 supporti cartacei in bianco per la produzione di carte d’identita’ false, due patenti false, di nazionalita’ italiana e dello Sri Lanka, 142 marche amministrative false funzionali alla contraffazione di carte d’identità cartacee, oltre a computer e stampanti. Secondo i Carabinieri, l’elevata capacità tecnico professionale attribuita al falsario rende particolarmente insidioso il fenomeno della contraffazione documentale, difficilmente rilevabile nel corso di ordinari controlli del territorio da parte delle forze di polizia. L’allestimento del laboratorio clandestino consentiva di poter vendere documenti falsi di ottima qualita’ a prezzi ritenuti particolarmente accessibili: circa 500 euro per un documento falso, prezzo variabile in funzione della complessita’ del documento da riprodurre e della identita’ del destinatario. Il comando carabinieri antifalsificazione monetaria evidenzia che le attività investigative finalizzate al contrasto ed alla produzione di documenti falsi sono state incentivate alla luce della minaccia riferita ai fenomeni immigratori incontrollati e alla circolazione di ricercati, orbitanti sia nell’ambito della criminalità organizzata sia del terrorismo internazionale. In questo campo le recenti strategie di contrasto hanno portato alla luce l’utilizzo di documenti di identita’ falsi prodotti proprio in Campania. Il 26 marzo del 2016 a Bellizzi in provincia di Salerno era stato arrestato un algerino destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dall’autorita’ giudiziaria belga con l’accusa di aver fornito documenti falsi alla cellula integralista islamica. A Capodichino, invece, erano stati fermati tre afghani diretti a Londra con due passaporti falsi ed uno rubato. Ora le indagini continuano per risalire ai complici di Vallo.

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Cronaca

Sfida virtuale choc a Napoli: ragazzino di 11 anni si lancia nel vuoto e muore

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challenge choc a napoli

La questura di sta indagando su un episodio choc che si è verificato la notte scorsa a ridosso di Chiaia. Un bambino di 11 anni infatti si è suicidato lanciandosi dalla finestra della casa al decimo piano in cui abita con la famiglia.

Secondo le prime prime ricostruzioni il piccolo avrebbe lasciato anche un biglietto alla madre per spiegare l’insano gesto. Il giovane si è lanciato nel vuoto schiantandosi su un ballatoio sottostante. Quando sono arrivati gli operatori del 118 il suo cuore aveva già cessato di battere. Sconforto tra i familiari che non riescono a spiegare il gesto. Sono stati interrogati anche gli amici oltre ai familiari.

Figlio di due professionisti, non si esclude che sia stato vittima di un gioco sul web, una sorta di challenge che porta a gesti estremi. La polizia ha sequestrato computer e telefono nella disponibilita’ del ragazzino. Secondo quanto si e’ appreso, ci sarebbe anche un messaggio ai genitori che orienta le indagini sulla sfida virtuale. La procura ha aperto una indagine per istigazione al suicidio.

 

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Campania

Coronavirus, i titolari dei bar di Napoli: ‘Piu’ controlli invece di chiusura’

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Coronavirus, i titolari dei bar di : ‘Piu’ controlli invece di chiusura’

Una stretta sulla movida era nell’aria, quasi non sono sorpresi i titolari di molti locali del centro storico di Napoli, quando viene emanata l’ordinanza regionale sugli orari di chiusura. La preoccupazione e’ di non riuscire a risalire la china dopo i mesi di lockdown che hanno del tutto bloccato le loro attivita’. “Avremmo preferito controlli serrati, ma non limitazioni – spiega il proprietario di un bar del centro, meta serale di molti ragazzi – All’interno, si riesce a tenere sotto controllo la situazione perche’ non lasciamo entrare nessuno senza mascherina. Il nodo resta all’esterno dove i ragazzi si fermano. Piu’ controlli per verificare l’utilizzo di mascherine, questo sarebbe servito e forse stato piu’ utile”. Riflessioni comuni a molti, come i timori che le misure adottate dall’ordinanza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, possano essere un ulteriore freno alla ripresa delle attivita’. In molti ancora scontano i danni del lockdown, i giorni della ‘folla’ . “Non e’ stata la solita estate – racconta un esercente – Non c’erano turisti, pochi ragazzi per strada rispetto agli altri anni. Se le cose continuano cosi’, rischiamo di chiudere”. “Ora vogliono di nuovo gettare la croce addosso a noi che gestiamo i locali della movida – sottolinea un esercente – dopo la ‘colpa’ della diffusione del virus sara’ di qualcun altro. La verita’ e’ che l’emergenza sanitaria non e’ mai finita e chi di dovere non ha saputo gestirla”. C’e’ tra i commercianti un certo sconforto, dovuto anche alla tempistica dell’emanazione della delibera. “Il coronavirus e’ tornato adesso? Non se n’e’ mai andato – afferma un altro titolare di un altro locale del centro – pero’ fino a prima del voto tutto andava bene, poi all’improvviso il pericolo e’ di nuovo altissimo, la pandemia spaventa tutti”.

 

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