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Napoli, il Pg Riello: ‘Contro le baby gang schierare l’esercito di insegnanti’

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La Redazione

Napoli.Contro le “violenze sconvolgenti” delle baby gang “dobbiamo schierare un esercito di insegnanti”. Lo ha detto il procuratore generale di Napoli, Luigi Riello nella sua relazione in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2018 nel Maschio Angioino. “Non siamo qui per diffondere allarmismi – ha aggiunto Riello – ma nemmeno per nascondere la testa sotto la sabbia e far finta che vada tutto bene. Le violenze sconvolgenti che vedono minorenni come protagonisti e vittime non costituiscono una amara sorpresa inflittaci dal ‘destino cinico e baro’, ma solo l’ultimo anello di una catena di fatti pur diversi che concretizzano gravissime ferite al livello di civiltà e vivibilità di questa nostra terra splendida e vitale”. Riello sottolinea come “il dato statistico veda una riduzione del numero complessivo di procedimenti a carico dei minorenni”, ma spiega anche che “il dramma della violenza giovanile non si risolve solo con la falce della repressione e sul solo terreno processuale. Per loro dobbiamo schierare ‘un esercito di insegnanti’, una scuola che funzioni, dobbiamo innestare nelle periferie germogli di cultura”.

“La grave crisi economica, la mancanza di lavoro, i tagli avvenuti anche per le politiche sociali, hanno aggravato in maniera pressante le già difficili condizioni di vaste zone del territorio, soprattutto di Napoli e della sua provincia, con maggiore penetrazione di logiche e modalità camorristiche che appaiono fortemente radicate anche in giovani appena imputabili”. E’ un passaggio della relazione del presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli, Patrizia Esposito, stilata in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2018, e dedicato ai “fenomeni diffusi di baby gang, stese e paranze”. Esposito segnala “una evidente difficoltà di recupero e riscatto per un reinserimento da effettuarsi poi nella stessa degradata realtà di provenienza. La risposta dello Stato a questo fenomeno – sottolinea – deve essere svolta contemporaneamente su due distinti piani: quello della lotta alla criminalità organizzata tout court e quello della prevenzione mirata e più possibile precoce dei fattori di rischio della delinquenza minorile”.

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