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Napoli, il Pg Riello: ‘Contro le baby gang schierare l’esercito di insegnanti’

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.Contro le “violenze sconvolgenti” delle baby gang “dobbiamo schierare un esercito di insegnanti”. Lo ha detto il procuratore generale di Napoli, nella sua relazione in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2018 nel Maschio Angioino. “Non siamo qui per diffondere allarmismi – ha aggiunto Riello – ma nemmeno per nascondere la testa sotto la sabbia e far finta che vada tutto bene. Le violenze sconvolgenti che vedono minorenni come protagonisti e vittime non costituiscono una amara sorpresa inflittaci dal ‘destino cinico e baro’, ma solo l’ultimo anello di una catena di fatti pur diversi che concretizzano gravissime ferite al livello di civiltà e vivibilità di questa nostra terra splendida e vitale”. Riello sottolinea come “il dato statistico veda una riduzione del numero complessivo di procedimenti a carico dei minorenni”, ma spiega anche che “il dramma della violenza giovanile non si risolve solo con la falce della repressione e sul solo terreno processuale. Per loro dobbiamo schierare ‘un esercito di insegnanti’, una scuola che funzioni, dobbiamo innestare nelle periferie germogli di cultura”.

“La grave crisi economica, la mancanza di lavoro, i tagli avvenuti anche per le politiche sociali, hanno aggravato in maniera pressante le già difficili condizioni di vaste zone del territorio, soprattutto di Napoli e della sua provincia, con maggiore penetrazione di logiche e modalità camorristiche che appaiono fortemente radicate anche in giovani appena imputabili”. E’ un passaggio della relazione del presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli, , stilata in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2018, e dedicato ai “fenomeni diffusi di baby gang, stese e paranze”. Esposito segnala “una evidente difficoltà di recupero e riscatto per un reinserimento da effettuarsi poi nella stessa degradata realtà di provenienza. La risposta dello Stato a questo fenomeno – sottolinea – deve essere svolta contemporaneamente su due distinti piani: quello della lotta alla criminalità organizzata tout court e quello della prevenzione mirata e più possibile precoce dei fattori di rischio della delinquenza minorile”.

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Acerra

Arrestati i killer del boss di Acerra, Pasquale Tortora

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Omicidio di Pasquale Tortora ad Acerra: i Carabinieri eseguono un’ordinanza di custodia cautelare in carcere della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di . Arrestate due persone.

 

Nella mattinata odierna i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura partenopea nei confronti di un 29enne domiciliato a Qualiano e un 34enne di Marano di Napoli, entrambi censurati e gravemente indiziati di “omicidio volontario”, “porto e detenzione illegale di arma da fuoco” e “ricettazione”, tutti reati aggravati dalle modalità e finalità mafiose.
L’indagine, coordinata dalla D.D.A. di Napoli e condotta dal citato Nucleo Investigativo, è stata avviata a seguito dell’omicidio di  Pasquale Tortora, 54enne acerrano, esponente apicale dell’omonimo clan, avvenuto ad Acerra il 20 maggio 2020. Le investigazioni sono risultate da subito estremamente complesse ed articolate, tali da richiedere anche l’intervento dei carabinieri del R.i.s. di Roma.

 

Nel corso dell’attività investigativa sono state visionate decine di telecamere di videosorveglianza, sia pubbliche che private, ed è stato necessario analizzare minuziosamente un imponente flusso telefonico, per il quale sono stati utilizzati avanzati software appositamente concepiti.
Gli inquirenti hanno raccolto molteplici elementi per cui i due indagati risulterebbero gravemente indiziati di essere gli esecutori materiali dell’omicidio di Pasquale Tortora, delitto maturato negli ambienti camorristici locali, per cui sono tuttora in corso approfondimenti investigativi al fine di delineare i contorni dell’uccisione.
Per l’omicidio sono state utilizzate una pistola di grosso calibro, rubata anni prima nel salernitano, gettata poco dopo l’azione di fuoco sotto un ponte tra Acerra e Pomigliano d’Arco, e un’autovettura sottratta in un paese del napoletano a dicembre 2019. Sia l’arma che la vettura sono state ritrovate dai militari nel corso delle indagini e sulle stesse il R.i.s. di Roma ha condotto accertamenti scientifici, risultati poi determinanti per l’identificazione di uno degli indagati.
Il 29enne qualianese, il 21 giugno scorso, era stato già arrestato dai militari del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, perché trovato in possesso di una pistola clandestina, diversa da quella usata per commettere l’omicidio de quo.

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