Giudice arrestato, il Csm deciderà martedì sulla sospensione di Pagano. Ieri il magistrato ha rinunciato a difendersi davanti al Gip

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Salerno. Associazione per delinquere, corruzione e truffa: il giudice Mario Pagano, arrestato lunedì mattina per ordine del Tribunale di
Napoli si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia effettuato ieri. Ma sul magistrato ai domiciliari pende anche la spada di Damocle del Consiglio superiore della magistratura, al quale il Ministro Andrea Orlando ha chiesto la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio. Martedì prossimo la sezione disciplinare del Csm si pronuncerà sulla richiesta fatta nei confronti del giudice di Roccapiemonte in servizio al tribunale di Reggio Calabria. Pagano è accusato di associazione per delinquere, corruzione in atti giudiziari, truffa aggravata e falso in atto pubblico. Il magistrato è accusato in particolare di aver fatto in modo che gli venissero assegnate cause civili ai quali erano interessati amici imprenditori, per adottare decisioni a loro favorevoli. In cambio avrebbe ricevuto somme di denaro, sotto forma di finanziamenti alla società sportiva Polisportiva Rocchese, presieduta dal fratello Carmine, e regali. Accuse che si riferiscono a quando prestava servizio al tribunale di Salerno. La sospensione è stata chiesta dal ministro della Giustizia; e sarà senz’altro decisa dal Csm, perchè costituisce un atto dovuto, quando un magistrato viene arrestato.


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