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Cronaca Napoli

E’ di Secondigliano il ladro ucciso da un avvocato a Latina: è stato colpito alle spalle

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Latina. Ladro ucciso da un avvocato a Latina: la vittima era di Secondigliano. Domenico Bardi avrebbe compiuto 40 anni tra un mese, originario della zona di Secondigliano, quartiere di Napoli, si era introdotto nell’abitazione di via Palermo a Latina, ieri sera, con dei complici. E’ stato ucciso con due colpi all’emitorace dall’avvocato Francesco Palumbo, figlio del proprietario di casa, che accortosi della presenza dei ladri ha tirato fuori la pistola – regolarmente detenuta – e ha fatto fuoco. Secondo il medico legale Tommaso Cipriani che ha effettuato un esame esterno del cadavere di Bardi, il 40enne napoletano è stato colpito alle spalle da una distanza di almeno dieci metri. L’uomo è stato trovato riverso con la faccia a terra, indossava jeans, scarpe da tennis e un maglione scuro.
L’avvocato, indagato per eccesso colposo di legittima difesa, è stato ascoltato dagli agenti della Squadra Mobile di Latina che stanno seguendo le indagini.
Il professionista ha sostenuto di aver sparato perchè ha pensato che il ladro era armato. Secondo quanto emerso in queste ore, Domenico Bardi non era solo, con lui c’erano almeno altre due persone.
La vittima quando si è accorta di essere stata scoperta ha tentato di scappare, ma è stata colpita nei pressi di un albero in giardino.

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Cronaca

Guerriglia urbana a Napoli e scontri tra manifestanti e forze dell’ordine

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guerriglia urbana napoli

Scene da guerriglia urbana a Napoli. In centinaia, molti dei quali incappucciati, hanno prima lanciato oggetti contro le forze dell’ordine in assetto antisommossa davanti alla sede della Regione Campania, e poi si sono radunati per iniziare a cercare di sfondare i cordone di agenti.

 

Prima sassi, poi oggetti raccolti in strada come bottiglie contro polizia e carabinieri che hanno risposto con lacrimogeni. Lanciati anche perardi e fuochi pirotecnici esplosi ad altezza uomo. Aggredita in diretta un troupe di Sky e poi accerchiata una della Rai, mentre alcuni militari sono stati colpiti e uno e’ stato medicato per una ferita alla testa. Tra la folla, ultra’ della curva A, componenti di Identita’ insorgenti, ma anche commercianti e ragazzi. Sirene suonano a intermittenza, punteggiando il riprendere delle tensioni e nuovi scontri. Centinaia le persone in strada.

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In più momenti dai manifestanti è partito un lancio di oggetti verso le forze dell’ordine che hanno risposto con azioni di alleggerimento causando un fuggi fuggi generale. Al centro di via generale Orsini, all’ingresso posteriore della Regione, un cassonetto dei rifiuti e’ stato dato alle fiamme. Alle scene di violenza assistono alcune decine di persone dal lungomare, a distanza di sicurezza. I manifestanti “no” lockdown hanno lanciato anche bottiglie e sampietrini. Le auto in sosta sono state colpite con catene e i cassonetti rovesciati. Diverse le frange dei manifestanti che si stanno muovendo in maniera autonoma.

La protesta violenta in corso davanti alla sede della Regione Campania vede protagonisti un migliaio di manifestanti, quasi tutti giovani e a volto coperto da mascherine: non si tratta dei commercianti e piccoli imprenditori che hanno protestato pacificamente in queste ore a Napoli e Salerno contro le misure restrittive, ma di giovani che hanno risposto a un tamtam partito via social dopo l’annuncio del lockdown regionale fatto dal governatore De Luca. Il raduno e’ iniziato nelle zone tradizionalmente frequentate da universitari ed esponenti della galassia antagonista, anche se in corteo non sono state esposte sigle di alcun tipo. “Ma questa non e’ la vera Napoli, la violenza non ci appartiene”, commenta un passante in via Santa Lucia sbigottito da quanto sta accadendo.

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