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Oggi i funerali di Nicolina, la 15enne uccisa dall’ex compagno della mamma

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Si svolgeranno questo pomeriggio alle 15.30 nella chiesa di San Francesco a Ischitella, in provincia di Foggia, i funerali di Nicolina Pacini, la 15enne uccisa il 20 settembre da Antonio Di Paolo, 37 anni l’ex compagno della madre che poi si è suicidato. Per la giornata di oggi il sindaco della cittadina garganica ha proclamato il lutto cittadino. Ieri sera si è tenuta una fiaccolata per le vie del paese cui hanno partecipato molti studenti. Il corteo era aperto da uno striscione “Nessuno muore finchè vive nel cuore di chi resta”. La giovane frequentava il secondo anno del liceo “Publio Virgilio Marone” di Vico del Gargano ed è lì che si stava recando la mattina in cui è stata affrontata da Antonio Di Paola, che le ha sparato al volto. 

GIANCARLO SIANI: quando il giornalismo di denuncia fu messo a tacere

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23 settembre 2017 : sono passati 32 anni dalla morte di Giancarlo Siani . Il giovane giornalista, corrispondente del giornale ” Il Mattino”, aveva compito 26 anni quattro giorni prima, quando fu ucciso, la sera del 23 settembre 1985, raggiunto da una raffica di proiettili partiti dalle pistole di almeno due sicari al quartiere Vomero, dove il giovane abitava. Un efferato omicidio,commissionato dalla camorra per punire Siani che aveva osato denunciare, con le sue inchieste, la collusione tra camorra e politica negli appalti sulla ricostruzione che interessarono la Campania dopo il sisma del 1980. Un elemento scomodo per i capo clan Nuvoletta, Bardellino che, collusi con esponenti della politica oplontina, sul territorio tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, avevano costruito un impero grazie alla gestione e al controllo dello spaccio di droga e il contrabbando di sigarette. Articoli scomodi, quelli scritti dal giornalista, tanto da essere condannato a morte dai clan. In un dossier Siani scrisse che l’arresto  del boss Valentino Gionta, fu eseguito dai carabinieri grazie a una “soffiata” partita da elementi del clan Nuvoletta i quali volevano spodestare il boss per avere maggior potere negli illeciti affari insieme ai Bardellino; la rabbia si impadronì della mente dei fratelli Angelo e Lorenzo Nuvoletta alla lettura delle accuse sollevate da Siani. I due, rischiavano di essere giudicati “infami” nell’ambiente malavitoso dove non sono ammessi, per codice d’onore della mafia, amicizie con appartenenti alle forze dell’ordine. I Nuvoletta decisero la morte del giornalista. Le indagini, condotte dalla magistratura e le rivelazioni di tre pentiti, portarono all’arresto dei mandanti dell’omicidio: i fratelli Nuvoletta e gli esecutori materiali Ciro Capuccio e Armando Del Core. Con la sentenza, emessa in fase di giudizio il 15 Aprile 1997, la Corte d’Assisi di Napoli ha condannato all’ergastolo mandanti ed esecutori. Oggi,Giancarlo Siani,vive nel ricordo del fratello Paolo e nelle tante manifestazioni che avranno luogo in Campania per non dimenticare colui che era e sarà il simbolo della lotta contro la camorra.

La Cina blocca le ICO non regolamentate

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L’annuncio della Cina, che risale al 4 settembre, E’ stato un importante colpo a tutte le principali criptovalute, le cui quotazioni hanno perso rapidamente nel corso del tempo. Del resto é solo questione di tempo prima che tutti i Governi mondiali si dichiarino in merito alle ICO, ancora totalmente deregolamentate in gran parte dei Paesi.

Cos’é una criptovaluta?

Per comprendere cosa sia una ICO é importante, come prima cosa, sapere cosa sia una criptovaluta
Si tratta di una valuta digitale, il cui sviluppo e gestione non si basano su una banca centrale o sulla vigilanza da parte di un governo, ma su un sistema condiviso e criptato. La prima criptovaluta nata nel mondo é stato il Bitcoin, nel 2009, oggi però ne sono nate molte altre, visto che proprio i bitcoin hanno avuto un grandissimo successo: il loro valore é passato da infinitesimo a superiore ai 4.000 euro per singola moneta nel corso di alcuni anni.

Le criptovalute si utilizzano proprio come qualsiasi alta, si possono quindi usare per fare acquisti o transazioni e investimenti. Visto che non esistono in forma cartacea o metallica, si possono utilizzare solo in modo virtuale, in internet, ma hanno un valore del tutto reale.

Cos’é una ICO?

Líacronimo ICO significa Initial Coin Offer. In pratica si tratta di una IPO effettuata tramite criptovalute. Si tratta di un metodo utilizzato da molte start up per raccogliere capitali per dare inizio al loro sviluppo, che é però totalmente deregolamentato, in quanto tantissimi Stati non hanno una particolare legislazione che riguardi le criptovalute.

Negli ultimi mesi tramite le ICO diverse aziende hanno rastrellato ingenti somme, si parla di miliardi di euro, grazie al fatto che un investimento di questo genere trai vantaggi su due fronti: da un lato grazie allíaumento di valore della Start up e dallíaltro grazie al continuo aumento di valore della criptovaluta selezionata per la specifica offerta.

La Cina dice no

Una situazione totalmente deregolamentata, che lasciava spazio a speculatori di ogni genere, era solo in attesa di un no secco da parte di uno Stato. Il primo a farlo é stata la Cina, che hanno vietato categoricamente la possibilità di effettuare ICO.

Questo regolamento ha valore retroattivo e immediato: qualsiasi ICO in atto in Cina al 4 settembre é stata fermata e i capitali raccolti fino ad allora sono stati restituiti ai rispettivi investitori. Attendiamo ora di capire cosa avverrà negli altri Paesi del mondo.

Il Vangelo di oggi

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In quel tempo, poiché una gran folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola:
«Il seminatore uscì a seminare la sua semente. Mentre seminava, parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la divorarono.
Un’altra parte cadde sulla pietra e appena germogliata inaridì per mancanza di umidità.
Un’altra cadde in mezzo alle spine e le spine, cresciute insieme con essa, la soffocarono.
Un’altra cadde sulla terra buona, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per intendere, intenda!».
I suoi discepoli lo interrogarono sul significato della parabola.
Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo in parabole, perchè vedendo non vedano e udendo non intendano.
Il significato della parabola è questo: Il seme è la parola di Dio.
I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dai loro cuori, perché non credano e così siano salvati.
Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, accolgono con gioia la parola, ma non hanno radice; credono per un certo tempo, ma nell’ora della tentazione vengono meno.
Il seme caduto in mezzo alle spine sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano sopraffare dalle preoccupazioni, dalla ricchezza e dai piaceri della vita e non giungono a maturazione.
Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che, dopo aver ascoltato la parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza».

 

L’uragano Maria devasta l’isola di Porto Rico, evacuate 70mila persone: diga a rischio crollo

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Più di 70mila persone sono state evacuate a Porto Rico a causa del pericolo per una diga danneggiata dall’uragano Maria che rischia di crollare. Il National Weather Service dell’isola carabica ha lanciato l’allarme nella giornata di venerdì, avvisando che la diga di Guajataca, a nordovest della capitale San Juan, alta 315 metri, è a rischio crollo a causa di danni strutturali dovuti alle frane provocate dalla pioggia. É partita la corsa contro il tempo per allontanare la popolazione dell’area sottostante l’invaso prima che la diga ceda. La fuga è resa complicata dalle strade danneggiate da frane e fango. La situazione è difficile in tutta l’isola di Porto Rico. Il servizio di sicurezza pubblica ha comunicato che sono almeno sei i morti provocati dall’uragano. Tre persone hanno perso la vita travolte da frane di fango, due a causa delle inondazioni e un’altra persona è stata uccisa da un pannello che l’ha colpita alla testa. È probabile che il numero di morti salga nei prossimi giorni, dal momento che le squadre di ricerca e soccorso stanno raggiungendo aree finora inaccessibili. Maria, un uragano di categoria 5, ha colpito l’isola mercoledì: è il primo uragano di tale forza in 90 anni. L’energia elettrica manca su tutta l’isola e, secondo le prime stime, l’85% dei cavi in fibra sono danneggiati. Solo un quarto di Porto Rico ha ancora accesso all’acqua potabile. L’autorità elettrica ha fatto sapere che serviranno tre o quattro mesi per tornare alla normalità. “Ogni casa vulnerabile è stata completamente o parzialmente distrutta durante il percorso dell’uragano”, ha detto il governatore.

Benevento: momento delicatissimo, grana Lucioni compresa

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Non bastava un allenatore sostanzialmente sulla graticola e chiamato ad una vittoria schiaccia crisi e, soprattutto, salva panchina. Non bastava, ancora, che nell’elenco dei convocati diramato da Baroni fossero sempre assenti pressoché tutti gli infortunati (Antei, Djimsiti, Ciciretti, D’Alessandro e Iemmello) ad eccezione del recupero in extremis di Costa. Non è stato nemmeno sufficiente l’ennesimo clima di tensione tra i tifosi organizzati ed il diesse Di Somma. A chiudere il cerchio negativo che circonda il Benevento in questa sua prima stagione in Serie A ci ha pensato la deflagrazione del «caso Lucioni», con il giocatore dichiarato positivo ai test antidoping dopo il match contro il Torino. La «bomba» è esplosa nel pieno pomeriggio mentre la squadra, Lucioni compreso, era nel pullman che è partita da Benevento intorno alle 14 per raggiungere la Calabria dopo aver effettuato in mattinata l’ultimo allenamento nel Sannio. Adesso le difficoltà di Baroni per preparare al meglio lo scontro diretto per la salvezza in programma domani pomeriggio (calcio d’inizio alle 15) allo «Scida» contro il Crotone, si sono decisamente impennate, sino a quasi a divenire un piano orizzontale rispetto al rettangolo verde calabrese. Sarà l’ennesimo «Everest» da scalare per i giallorossi e per il tecnico toscano, sul piano morale, poiché è indubbio che il «fattaccio» che ha coinvolto il capitano destabilizzi la squadra, ma anche sul piano più strettamente tecnico tattico. Poiché il recupero di Costa che, dopo le ultime verifiche di questa mattina nella seduta di rifinitura, lasciava sperare che il difensore ex Empoli potesse dare il suo contributo e donare al tecnico della strega la possibilità di schierare due centrali difensivi di ruolo (per l’appunto Costa e Lucioni) e non l’adattato Venuti, come accaduto per tre quarti di gara al «San Paolo» e in tutto il match contro la Roma. Ciò, quindi, non potrà accadere per lo stop cautelativo sancito dal Coni per Lucioni. Non accadrà nemmeno che Iemmello possa dare manforte a Coda, come inizialmente auspicato, poiché nemmeno l’attaccante ex Sassuolo ha recuperato dalla sua infiammazione al tendine rotuleo ed infatti è rimasto a Benevento. »

Napoli, danneggia l’auto ai turisti stranieri perché gli avevano negato i soldi: arrestato parcheggiatore abusivo. IL VIDEO

Quattro ragazzi stranieri vengono a napoli per turismo e studio. Hanno preso alloggio in un B&B nei pressi del vicoletto Zuroli. Nel pomeriggio parcheggiano la loro vettura in piazza museo Filangieri. Mentre si avviano con i bagagli verso il B&B vengono avvicinati da un soggetto calvo che chiede loro dei soldi per il parcheggio. Dicono che non intendono pagare ma quello insiste con toni e atteggiamento sempre più minacciosi. Desiste quando i ragazzi gli dicono che sosteranno per poco.

Entrano in albergo, posano i bagagli, fanno un giro per la città e rientrano. Il mattino dopo vogliono proseguire il giro turistico e vanno a riprendere la vettura. Vicino vi trovano il calvo, quello che aveva chiesto i soldi. Li guarda beffardo e con l’indice della destra fa roteare un mazzo di chiavi attaccate a una catenella.

I ragazzi si accorgono che le fiancate della vettura sono rovinate da varie rigature. Mentre i giovani guardano i danni il soggetto si avvicina dicendo: – SI. SI. PER POCO…

Poi si allontana, cianciando di impunità per il gesto compiuto.

I ragazzi salgono in auto. Sono fermamente decisi a denunciarlo. Mentre percorrono la strada verso un comando dei carabinieri lo incrociano. Vogliono essere sicuri che venga punito e allora lo fotografano con lo smartphone. Il tipo se ne accorge e imprecando cerca di raggiungerli ma i ragazzi vanno via, dai Carabinieri.

I militari dell’Arma si recano subito sul posto e individuano il soggetto ripreso in foto nei pressi di piazza museo filangieri. Lo bloccano e sottopongono a perquisizione. In una borsetta a tracolla ci sono le chiavi con catenella che verosimilmente ha usato per rigare la vettura, le sequestrano.

a seguito della denuncia sporta dai 4 turisti i carabinieri della stazione stella traggono in arresto il parcheggiatore abusivo per tentata estorsione e danneggiamento.

Si tratta di Domenico Leva, un 54enne di via Donnaregina già noto alle forze dell’ordine, anche per reati specifici che dopo le formalità è stato rinchiuso nella casa circondariale di Poggioreale.

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Avellino: Novellino ci crede, Novara avvisato

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Non c’è due senza tre, ma ovviamente dopo le due sconfitte esterne di Cremona e Cesena, l’Avellino di Walter Alfredo Novellino oggi a Novara proverà ad esorcizzare il tre, tramutandolo in un risultato positivo in chiave classifica e soprattutto ritrovata autostima lontano dalle mure amiche di un Partenio Lombardi. «È importante e indispensabile cambiare marcia nelle sfide esterne – sentenzia Novellino – e questa è l’occasione, anche se popolata da insidie a proposito dell’avversario e del suo allenatore che conosco bene e so cosa è in grado di trasmettere ai suoi calciatori, ma detto questo, a noi occorrono punti e soprattutto una volta per tutte sfatare il tabù trasferta, ecco perchè servirà partire col piede giusto che è conseguenza soprattutto di un approccio impeccabile, in pratica perfetto». Già un talismano da sfruttare per risultati, quelli delllo Zini e del Manuzzi non certo cartine al tornasole rispetto alle prestazioni della squadra biancoverde. «Vero è che abbiamo perso le due partite esterne ma analizzato il modo in cui questo è avvenuto, avendo gestito sia la partita con la Cremonese che quella col Cesena. Una ragione comunque deve esserci, ebbene, con onestà intellettuale e realismo, questa va ricercata nel correggere errori che abbiamo commesso e che alla fine ci sono costati cari, facendoci perdere almeno quattro preziosi e meritasti punti per strada. Ecco perché è necessario essere bravi a rimanere concentrati per tutto l’arco della sfida di oggi: vince chi alla lunga gioca bene e soprattutto rimane concentrato sul pezzo». Squadra che vince non si cambia, ma il prevedibile turn over alla luce del prossimo delicato quanto impegnativo poker di sfide: Empoli, Bari Salernitana e Pescara, impone delle logiche alternanze a Novellino che poi sono anche riconoscimenti a chi, seppur in scampoli di gare, s’è fatto vedere ed ha convinto per impegno e prestazione: è il caso di Asencio. «Ho una rosa di 22 calciatori – ricorda Novellino – e darò spazio a tutti nell’arco del torneo per necessità e pure per scelte calibrate al tipo di avversario che incontriamo; ciò che al momento maggiormente mi interessa, è l’approccio: Asencio è un generoso, un ragazzo che ha qualità, si impegna molto in settimana e, dunque, merita fiducia: avrà i suoi minuti per dimostrarlo, ora deve rimanere solo tranquillo e continuare a lavorare, come sta facendo e bene. Come Molina che – ironico ma pungente Novellino a chi gli chiede di risparmiare l’esterno, una delle rivelazioni del suo Avellino – è stato fermo due anni, quindi ha riposato tanto e può tranquillamente giocare».

Salernitana: altro esame per Bollini

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Dopo appena cinque giornate di campionato, infatti, in casa granata siamo già alla destinazione finale. Oggi pomeriggio, Bollini si gioca la panchina all’Arechi contro lo Spezia. La truppa granata non ha ancora vinto una partita, è reduce da due pareggi di fila che non hanno convinto e si trascina una serie di equivoci tattici in cui il tecnico sembra essere rimasto imbrigliato. Oggi, però, il discepolo del 4-3-3 sembra disposto ad abiurare al suo dogma per schierare una squadra un tantino più equilibrata, complici anche defezioni, assenze e precarie condizioni fisiche di alcuni dei suoi interpreti. Negli ultimi due giorni, Bollini ha provato con insistenza un camaleontico 3-4-1-2 che può cambiare pelle a seconda delle esigenze. Nonostante il recupero di Rosina (finalmente tra i convocati, ma non al top), però, sembra che il ruolo di (finto) trequartista debba essere ricoperto da Sprocati. Bollini deve provare ad invertire in trend negativo che rischia di far saltare il banco e la… panchina. La squadra segna poco e gli attaccanti hanno mostrato di essere poco incisivi sotto porta. «La finalizzazione deve essere il terminale del nostro gioco». Già, la solita finalizzazione che non torna. Come un film già visto. «Quella di oggi è una partita fondamentale come altre commenta il tecnico attraverso il solito filtro del sito ufficiale, privo di ogni forma di contraddittorio Avremmo sicuramente potuto raccogliere di più fino a questo momento e abbiamo analizzato quello che dobbiamo fare meglio, tutti insieme, come squadra e non il singolo. Abbiamo una percentuale di errori troppo alta che gli avversari riescono a capitalizzare. Non possiamo andare sempre in svantaggio: e sto facendo di tutto affinché non ci sia negatività. Tutto questo si deve trasformare sempre in forza positiva per il lavoro».

Paganese: voglia di immediato riscatto

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La Paganese perde il centrocampista Imperio Carcione per il derby di stasera al Torre contro la Juve Stabia (fischio d’inizio alle 20.30). Una tegola non di poco conto per il tecnico azzurrostellato Massimiliano Favo, che dovrà giocoforza ridisegnare il reparto centrale per far fronte all’assenza del capitano. Già bloccato da una sindrome influenzale nel corso della settimana, l’ex Catanzaro ha dovuto alzare bandiera bianca a causa di un problema ad un dito di un piede. «Vedremo quale sarà la soluzione migliore ha detto Favo nella conferenza stampa della vigilia ma non ci fasciamo di certo la testa».Di certo il trainer napoletano non farà salti di gioia, anche perché la differente condizione fisica della rosa induce a valutare ogni soluzione tattica con molta attenzione soprattutto in mediana dove la Paganese sta accusando un gap di natura atletica. «È questo un aspetto che non posso non evidenziare ha sottolineato il tecnico azzurrostellato e che mi porta a vagliare bene ogni variante tattica. Non è facile convivere con questo tipo di situazione ma abbiamo l’obbligo di portare ogni calciatore ad un livello omogeneo di tenuta fisica».

Casertana: obiettivo tre punti con l’Akragas

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Dopo il turno di riposo imposto dal calendario, la Casertana torna in campo affrontando al Pinto (fischio d’inizio alle 16.30) l’Akragas. Un match che nasconde non poche insidie in considerazione del fatto che la formazione siciliana è reduce da due buoni risultati quali il successo casalingo nel turno precedente a spese della Paganese e il pareggio a reti bianche di sette giorni prima imposto sul suo campo alla capolista Monopoli. È ancora vivo, inoltre, l’amaro ricordo della doppia sconfitta rimediata nella passata stagione, anche se rispetto ad allora sono cambiati gran parte degli interpreti. Un match da prendere con le molle, insomma, anche se la compagine rossoblù è chiamata alla vittoria sia per confermare quanto di buono fatto nelle ultime due prestazioni, sia per cominciare a dare una propria impronta in una classifica piuttosto corta dopo che sono state disputate le prime quattro giornate. «Da questo punto di vista – dice il tecnico della Casertana Cristiano Scazzola – la sosta ci ha un po’ penalizzato. È normale che a chi riposa nelle prime sette, otto giornate qualcosa gli manchi perché chi guarda alla classifica non ne tiene conto. È chiaro che da parte nostra non dobbiamo pensare a questo, bensì a concentrarci sul singolo impegno che il calendario ci propone. Poi la classifica la cominceremo a guardare con maggiore attenzione nella seconda parte del girone di ritorno. Ora la nostra attenzione è esclusivamente rivolta all’Akragas per una gara che vogliamo vincere per i nostri tifosi il cui sostegno sicuramente non mancherà».

Camorra, si è pentito il boss Amirante, capo della ‘Paranza dei Bimbi’

Era stato arrestato il 17 febbraio 2016, dopo 8 mesi di latitanza e dopo essere sfuggito al blitz contro la Paranza dei Bimbi. Ora uno dei capi di quel famigerato cartello di famiglie criminali che hanno insanguinato il centro storico di Napoli negli anni scorsi ha deciso di passare dalla parte dello Stato. Si è pentito infatti Vincenzo Amirante, 52 anni, leader del  gruppo Amirante-Brunetti-Giuliano-Sibillo ribattezzato  con in famoso nome “La Paranza dei Bambini” e padre del giovane capo della cosca, Salvatore. Ed è proprio il figlio, come viene riferito dal Roma in edicola, una delle persone che è finita sotto accusa nei suoi verbali. Il primo è datato 8 agosto scorso. La notizia del pentimento di Amirante era già nota agli ambienti criminali di Forcella. Il boss ha deciso di cambiare vita dopo solo un anno e pochi mesi di carcere e ora sta svelando molti dei omicidi “Cold case” maturati durante la guerra di camorra tra la Paranza e il clan Buonerba “capelloni”. Ma Amirante sta svelando anche i nomi dei gestori delle piazze di spaccio, quelli che controllano il racket alla Maddalena e nei negozi di Forcella. Un vero e proprio fiume in piena insomma.

Tutto pronto per iil Napoli Film festival

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Tutto pronto per la 19esima edizione del Napoli Film Festival. Il tradizionale appuntamento con il cinema nel capoluogo partenopeo organizzato dall’Associazione Napolicinema si svolgera’ dal 25 settembre al 1 ottobre al Cinema Hart, nuovo quartier generale della manifestazione, con il patrocinio di ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, Regione Campania, Comune di Napoli, Goethe Institut Neapel, Institut Français Napoli, Instituto Cervantes Napoli. Proiezioni ed eventi sono previsti, oltre che al cinema Hart, anche all’Institut Français Napoli e all’Instituto Cervantes. 128 proiezioni, 30 incontri con ospiti e 5 concorsi per l’assegnazione dei Vesuvio Awards. Questi i numeri di un’edizione da ricordare, con Cristiana Capotondi, Sergio Castellitto, Margaret Mazzantini, Edoardo De Angelis, Massimiliano Gallo e Lou Castel ospiti d’eccezione. Tanti i premi volti dedicati alle opere prime e seconde con in gara i nuovi autori europei e italiani per Europa/Mediterraneo e Nuovo Cinema Italia (Institut Français-ingresso libero) e le sezioni corti, doc e scuola di Schermo Napoli che racconteranno la citta’ (Cinema Hart-ingresso libero). Ad inaugurare il festival sara’ l’attrice Cristiana Capotondi lunedi’ 25 settembre alle 21 al Cinema Hart, a cui seguira’ il film ‘7 minuti’ di Michele Placido con protagoniste 11 operaie che cercano di salvare dal licenziamento 200 loro colleghe. Nello Mascia e Francesco Paolantoni presenteranno in anteprima il cortometraggio ‘A’ Livella di Toto”, omaggio filmico al grande genio comico con le musiche originali di Ciccio Merolla (venerdi’ 29 settembre), mentre Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini incontreranno il pubblico sabato 30 settembre. A seguire la proiezione di ‘Fortunata’, film vincitore di tre Nastri d’argento con Jasmine Trinca miglior attrice al Certain Regard di Cannes 2017. Tra gli appuntamenti serali al Cinema Hart l’anteprima nazionale di ‘Ferrante Fever’, il documentario dedicato al mistero di Elena Ferrante, l’autrice della quadrilogia ‘L’Amica Geniale’ che ha conquistato il mondo, presentato dal regista Giacomo Durzi (29 settembre) e l’anteprima napoletana di ‘Hans Werner Henze-La musica, l’amicizia, il gioco’, il documentario di Nina di Majo su uno dei piu’ grandi compositori del XX secolo e la sua fuga negli anni ’50 tra Napoli e Ischia (30 settembre ore 19). Cinque i ‘Percorsi d’Autore’ con proiezioni all’Institut Français e all’Instituto Cervantes a ingresso libero dedicate a Mathieu Amalric, Raúl Are’valo, e agli italiani Sergio Castellitto, Margaret Mazzantini e Edoardo De Angelis. Per la sezione concorsi, per Europa/Mediterraneo previsti sei film europei provenienti per lo piu’ da nazioni cinematograficamente ‘poco visibili’ in Italia e in proiezione all’Institut Français. Dalla Croazia di ‘Ministry of Love’ di Pavo Marinkovic (25 settembre, ore 16,30) alla Spagna di ‘La puerta abierta’ di Marina Seresesky (26 settembre, ore 16), dall’Ungheria di ‘Demimonde’ di Attila Szasz (27 settembre, ore 16,30) alla Grecia di ‘Suntan’ di Argyris Papadimitropoulos (28 settembre, ore 16,30). Fino alla Turchia di ‘Secret from the Past’ di Rasit Gorgulu (29 settembre, ore 16,30) e alla Francia di ‘Love is dead’ di Eric Capitaine (30 settembre, ore 16,30). Cinque anche i lungometraggi previsti per la sezione Nuovo Cinema Italia, giunta alla sua quinta edizione. Tra le opere scelte ‘L’esodo’ di Ciro Formisano (25 settembre, ore 18,15), ‘Una vita in cambio’ di Roberto Mariotti (26 settembre, ore 17,30), ‘Era giovane e aveva gli occhi chiari’ di Giovanni Mazzitelli (27 settembre, ore 18,15), ‘Il viaggio’ di Alfredo Arciero (28 settembre, ore 18,15) e ‘Le terre rosse-I dimenticati della storia’ di Giovanni Brancale (29 settembre, ore 18,15). Per la 14esima edizione di Schermo Napoli (Corti, Doc e Scuole), curata da Giuseppe Colella, saranno proposti 37 titoli per la sezione Schermo Napoli Corti (ore 18,30 Cinema Hart-Posto unico Ç 5-Ridotto Ç 4) tra cui spicca ‘MalaMe’nti’ di Francesco Di Leva presentato alla Settimana Internazionale della Critica della 74a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La giuria sara’ composta dai giornalisti Alessandro Chetta e Ilaria Urbani e dal co-fondatore dei The Jackal Alfredo Felco. Per Schermo Napoli Doc concorreranno 13 titoli, divisi quest’anno tra documentari brevi e lunghi. A giudicare i lavori saranno il giornalista Stefano Amadio, il regista Mario Martone (Napoli 24, Lucciole per lanterne, Dert) e il musicista e produttore Davide Mastropaolo. 33 saranno le opere provenienti dalle scuole campane proposte invece per Schermo Napoli Scuole. Saranno in giuria la giornalista Carmen Credendino e i docenti Antonio Maiorino e Igor Scognamiglio. Tutti i concorsi vedono in palio il ‘Vesuvio Award’, scultura di bronzo realizzata da Lello Esposito, e una serie di premi che garantiranno una distribuzione alle opere. Il Premio ‘Avanti!’ offrira’ la possibilita’ alla miglior opera, selezionata nei vari concorsi, d’essere distribuita dalla ‘LAB 80 film’ nei cinema italiani. Sia per il concorso Nuovo Cinema Italia sia per Europa/Mediterraneo e’ in palio il premio ‘Augustus Color’ che consiste nella stampa di 5 copie in formato Dcp per ciascun vincitore, per favorirne l’acquisizione da parte della distribuzione italiana. Il quotidiano on-line Cinemaitaliano.info garantira’ al documentario selezionato dalla redazione la realizzazione di un dvd e la sua distribuzione nell’home video, mentre Diregiovani in collaborazione con l’Agenzia di stampa Dire assegnera’ il ‘Premio Giovani Visioni’ all’opera scolastica che si e’ distinta per un’idea originale che coniuga informazione, linguaggio narrativo ed efficacia del messaggio trasmesso. Rinnovato l’appuntamento con ‘Ciak sul lungomare’ che quest’anno propone una passeggiata ‘Sul set delle Quattro Giornate’. Sabato 30 settembre (ore 17, Piazza Mazzini) Campania Movietour e la Cooperativa SIRE condurranno i visitatori in alcune location del capolavoro di Nanni Loy del 1962, ‘Le quattro Giornate di Napoli’, del quale si ripercorrera’ la genesi produttiva

Piano ospedaliero della Campania, lunedì il ministro Lorenzin a Napoli

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L’appropriatezza nel Servizio sanitario nazionale e la condivisione di strategie d’integrazione tra ospedale e territorio. Lunedì 25 settembre, a Napoli, ci sarà il ministro della Salute Beatrice Lorenzin in occasione del sesto convegno nazionale promosso dalla Confederazione delle associazioni regionali di distretto (Card) guidata da Gennaro Volpe, direttore di dipartimento della Asl Napoli 1 e dall’Anmdo (Associazione nazionale medici direttori di ospedali) al cui timone in Campania c’è Giuseppe Matarazzo, direttore sanitario aziendale dell’ospedale dei Colli. Per l’occasione a Napoli giungono anche Raffaele Cantone presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione e Walter Ricciardi presidente dell’Istituto superiore di Sanità. Invitato anche il presidente della Regione Vincenzo De Luca in veste di commissario per la sanità regionale. Lea (Livelli di assistenza), attuazione del Piano ospedaliero, decollo dei servizi integrati territoriale per fare filtro e sbarrare il passo agli accessi impropri in pronto soccorso e mettere fine alla piaga delle barelle nelle corsie dei reparti di emergenza. Ma anche corruzione e sanità, medicina difensiva, governo clinico e le nuove leggi sulla responsabilità professionale dei medici i temi da affrontare alla vigilia della delicata tornata sui tavoli romani che vede la Campania alla verifica degli adempimenti sui Lea e il Piano di rientro il prossimo 28 settembre a Roma.  “Agli operatori non sfugge il fatto che Piano ospedaliero regionale e il Piano territoriale, approvati nell’ultimo anno dalla Regione – avverte Genny Volpe – sono le due colonne destinate a reggere per i prossimi lustri la tenuta e l’assetto della sanità campana. Pilastri destinati anche a cambiare il volto del sistema salute campano con un grosso lavoro da fare per il definitivo decollo dei servizi distrettuali concepiti per rappresentare il primo livello di cure integrato sul territorio in cui dare risposte a molti dei bisogni di salute della popolazione che oggi affluiscono impropriamente nei pronto soccorso”. “Siamo impegnati ad accompagnare le riforme regionali e nazionali del servizio sanitario – aggiunge Matarazzo – sia per integrare l’assistenza in ospedale con quella del territorio sia per incidere sugli aspetti legati al rischio clinico, alla responsabilità professionale dei medici, alle disuguaglianze sociali con il rischio che le nuove povertà possano generare una ridotta accessibilità ai servizi sanitari con pagando un presso altissimo in termini di mortalità evitabile che vede oggi la Campania svantaggiata rispetto ad altre realtà regionali del centro e del Nord. Ci auguriamo che il confronto possa inaugurare anche una nuova stagione di rapporti e di collaborazione tra il governo della Sanità regionale e quello della sanità nazionale”. “Occorre dare più linfa al territorio – aggiunge Volpe – investire in risorse e strutture, in edilizia e tecnologie per svecchiare un anello della catena delle cure la cui debolezza influenza tutti gli altri settori dell’assistenza provocando una inappropriatezza di sistema. Quando si parla di territorio si parla soprattutto di continuità delle cure all’atto delle dimissioni di un paziente finito in ospedale per malattie acute”. 

Città del Messico: trovati 70 sopravvissuti al terremoto

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Una settantina di persone sono state recuperate in vita sotto le macerie dopo il violento sisma di magnitudo 7,1 della scala Richter che ha colpito martedì il Messico. Lo ha detto il sindaco di Città del Messico, Miguel Angel Mancera, assicurando che “continueranno gli sforzi con tutta l’energia e l’intensità che possiamo mettere insieme”. Secondo il coordinatore della difesa civile messicana, Luis Felipe Puente, i morti accertati per il sisma sono 293, con 155 vittime a Città del Messico, mentre tra le 30 e le 40 persone risultano ancora disperse. 

Camorra, si è pentito il braccio destro di Schiavone, conosce il mistero della pen drive di Zagaria

Il deposito di nuovi verbali da parte della Dda di Napoli in relazione a recenti dichiarazioni rese da un nuovo collaboratore di giustizia nel corso dell’udienza del processo Medea è venuto fuori anche il nome: si tratta di Francesco Barbato, ex braccio destro di Nicola Schiavone. I due sono stati condannati, nel 2014 in primo grado e nel 2016 in Appello, al massimo della pena per un triplice omicidio avvenuto l’8 maggio del 2009 quando, dopo essere stati sequestrati, furono assassinati Giovanni Battista Papa, Modestino Minutolo e Francesco Buonanno.

La settimana prossima, il pubblico ministero Antimafia Maurizio Giordano depositerà i verbali del nuovo pentito, ma anche di Salvatore Orabona, affiliato ai Casalesi  della zona di Trentola Ducenta diventato collaboratore di giustizia nel mese di aprile.Il pentimento di Barbato assume un ruolo fondamentale nello sviluppo del processo ma anche nelle inchieste della Dda sui tanti misteri ancora irrisolti e legati ai Casalesi. Per il suo ruolo avuto all’interno dell’organizzazione criminale Barbato potrà chiarire tra l’altro la vicenda della compravendita della pen drive sparita dal covo di Michele Zagaria il giorno del suo arresto. Quella pen drive, come ricorda Il Mattino, fu “rubata da un poliziotto, Oscar Vesevo, indagato, consegnata a Orlando Fontana, in carcere e sotto processo. Secondo la Dda la pennetta a forma di cuore fu fatta sparire prima delle perquisizioni successive l’arresto del capo dei Casalesi per tutelare gli interessi economici della cosca.

Della pen drive si venne a conoscenza grazie a un’intercettazione registrata in macchina dei fratelli imprenditori Pezzella. L’usb dei misteri non è mai stata ritrovata, ma il pentito Salvatore Orabona sostiene che contenga “nomi di politici” e afferma che «dopo il recupero fu consegnata a Filippo Capaldo, nipote e delfino di Zagaria. I pm della Dda hanno chiesto al gip e al tribunale del Riesame la misura cautelare per il poliziotto Oscar Vesevo, ritenuto artefice del recupero e ripagato – sempre secondo l’accusa – con 50mila euro da Orlando Fontana, ma per quattro volte l’arresto dell’agente di polizia non è stato concesso.

 

Scafati, il Riesame durissimo con Aliberti: ”E’ ancora pericoloso e ha legami con la camorra”

Scafati. È una motivazione durissima quella che decreta per la seconda volta l’arresto in carcere per l’ex sindaco di Scafati, Angelo Pasqualino Aliberti. Secondo i giudici del Riesame, alla luce delle nuove prove acquisite nel corso dell’udienza prodotte dall’accusa e nonostante le prove a discapito della difesa ‘Non è stata superato il pericolo di recidiva’ relativo al reato di scambio di voto politico mafioso. Cioè Aliberti potrebbe nuovamente far ricorso a quel patto scellerato con il clan Loreto-Ridosso. ‘Esiste la presunzione che Aliberti lasciato libero continui ad agire politicamente entrando in affari con la criminalità organizzata per ottenere consensi per lui, per la moglie o in favore di terze persone a lui legate’ scrivono i giudici del Riesame. Ed inoltre è possibile ‘Che si attivi per attuare gli impegni assunti con i clan’. Secondo i giudici la tesi sostenuta dalla difesa secondo la quale la perdita della carica di sindaco avrebbe alleviato la possibilità di reiterare il reato non è comunque sostenibile. Infatti scrivono: ‘È irrilevante che Aliberti si sia dimesso dalla carica di sindaco.E poi il tempo decorso dal 2015 (l’ultima tornata elettorale incriminata, ndr) attualizza il pericolo perché lo avvicina alla data della prossima tornata elettorale per le amministrative previste per il 2018’. E poi a proposito di eventuali arresti domiciliari secondo i giudici ‘da casa Aliberti ha la possibilità di continuare a influenzare le scelte politiche della moglie Monica Paolino necessarie per ottenere l’appoggio della camorra’ e portare a termine quei patti con i clan. Inoltre Aliberti ha continuato a dimostrare attraverso il suo attivismo politico e anche la sua attività su Facebook di poter seguire, con l’ausilio di suoi fedelissimi e del suo ex staffista, Giovanni Cozzolino, tutto quello che accade in cittá. Per Aliberti i giudici del Riesame ripetono la richiesta di arresto in carcere, così come per Luigi Ridosso, l’unica eccezione rispetto alla richiesta del pm Vincenzo Montemurro quella per Gennaro Ridosso – difeso dall’Avvocato Dario Vannetiello – al quale dovrebbe essere applicata la misura dei domiciliari.

Rosaria Federico

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La Givova Scafati torna a casa, PalaMangano nuovamente riaccessibile

La Givova Scafati tranquillizza tutti i propri sostenitori e appassionati ed informa gli organi di stampa che le gare interne del prossimo campionato di serie A2 (girone ovest) saranno ritualmente disputate presso il PalaMangano.
La struttura di viale Della Gloria, infatti, ha riaperto ufficialmente i battenti ed ospita già il team gialloblù per gli allenamenti nei giorni di settimanali che vanno dal giovedì alla domenica.
Intanto, la formazione guidata da coach Perdichizzi si accinge a partire alla volta della capitale, dove questo fine settimana disputerà il I trofeo “Flavio Tortosa”. Il quadrangolare, che sarà di scena al PalAvenali, vedrà la partecipazione di Leonis Eurobasket Roma (serie A2), Virtus Cassino (serie B) e Tiber Roma (serie B). La formula sarà quella classica delle semifinali il sabato (ore 17:00 Leonis Eurobasket Roma – Virtus Cassino; ore 19:00 Givova Scafati – Tiber Roma) e le finali il giorno seguente, ai medesimi orari. Si tratta dell’ultima apparizione precampionato della compagine dell’Agro, che sta scaldando i motori, in vista dell’esordio stagionale nel primo campionato dilettantistico nazionale.

Poliambulatorio abusivo sequestrato ad Avellino

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Non aveva alcuna autorizzazione e neppure gli standard minimi strutturali e organizzativi rispettati: un poliambulatorio specialistico ad Avellino é stato sequestrato dai carabinieri del Nas di Salerno, che questa mattina hanno fatto irruzione nella struttura che fornisce assistenza medica. Al momento del blitz erano presenti anche diversi pazienti, ignari di trovarsi in un ambulatorio abusivo. I militari hanno sequestrato anche tutte le attrezzature mediche e i responsabili sono stati denunciati per numerose violazioni anche di carattere amministrativo.

Camorra: il maglificio di Libera rischia di chiudere

Un giorno di festa che segna la rivincita dello Stato: autorita’ politiche e istituzionali definirono con queste parole quel 21 ottobre del 2015. A Quindici, il piccolo centro del Vallo di Lauro, in provincia di Avellino, dove si e’ combattuta per anni una sanguinaria guerra tra i clan Cava e Graziano, quel giorno venne inaugurato il maglificio “100QuindiciPassi” che avrebbe dovuto produrre prevalentemente abbigliamento destinato alle forze dell’ordine. La sede del laboratorio tessile, affidata ai giovani dell’associazione Libera di don Luigi Ciotti, venne individuata nella villa confiscata ad Arturo Graziano, considerato il boss della omonima famiglia. Due anni dopo l’inaugurazione, alla quale insieme a don Ciotti intervenne anche la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosi Bindi, di quel progetto e’ rimasto quasi niente. I sette dipendenti inizialmente impegnati si sono ridotti a due e la produzione di indumenti, maglie, giubbotti destinati alle forze dell’ordine di fatto non e’ mai partita. Quello che doveva essere un maglificio, oggi funziona a scartamento ridotto come lavanderia per la sanificazione di lenzuola, giubbotti anti-proiettile e coperte dopo aver partecipato e vinto una gara pubblica bandita dall’Esercito italiano. Due anni fa sembrava essersi consumata la rivincita nei confronti dei clan che, oltre ad essere stati protagonisti di una faida che negli anni ha lasciato sul campo decine di morti, senza risparmiare anziani e adolescenti di entrambe le famiglie, per decenni hanno imposto la loro legge criminale sul territorio. Se la situazione dovesse restare quella di oggi, anche l’attivita’ della lavanderia sembra destinata inesorabilmente a chiudere, con tutta una serie di interrogativi sulla continuazione della gestione della villa confiscata al boss. Per questo don Luigi Ciotti mercoledi’ prossimo 27 settembre tornera’, a Quindici, nello stesso giorno in cui partecipera’ ad Avellino ad una manifestazione con Maurizio Landini e Michele Buonomo di Legambiente sulla bonifica dall’amianto del sito dell’ex Isochimica. “Certamente ci e’ mancata l’esperienza, sappiamo che abbiamo da imparare molto – dice Francesco Iandolo, il referente di Libera per Avellino – per questo stiamo pensando di affiancarci a realta’ imprenditoriali che operano nel terzo settore. Ma delle promesse, peraltro non richieste, che sono state declamate due anni fa non abbiamo avuto il minimo riscontro”. Ad adoperarsi per il futuro del maglificio “100QuindiciPassi”, durante le fasi finali del lungo iter intercorso tra il sequestro e la confisca della villa bunker di Arturo Graziano, fu l’ex capo della Polizia, l’avellinese Antonio Manganelli, attraverso la proposta di commissionare alla cooperativa di Libera la confezione di indumenti destinati alla Polizia di Stato. Dopo la sua prematura scomparsa, di quella iniziativa non e’ rimasta traccia ne’ seguito. Nel frattempo sono anche peggiorate le condizioni operative per tenere in vita anche le altre attivita’ che l’associazione Libera, in quanto gestore dell’immobile, progetta. I giovani di Libera si sentono isolati, ricordano i colpi di pistola sparati contro il cancello della villa la notte che precedette l’inaugurazione del maglificio. Chiedono che le istituzioni siano conseguenti nell’impedire che quel segnale forte lanciato due anni fa alla criminalita’, che incoraggia i cittadini ad avere fiducia nello Stato, finisca disperso.