E’ stata distintamente avvertita anche nel Reatino la scossa di magnitudo 3.9 registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 21:58 di questa sera con epicentro tra Scurcola Marcicana (L’Aquila) e Magliano de’ Marsi e ipocentro a 8 km di profondita’. Non si segnalano danni a cose o persone. La scossa e’ stata avvertita anche in alcune periferie di Roma e del suo circondario.
Firenze, l’appuntato dei carabinieri: ‘Mi sono fatto trascinare’
“Mi sono fatto trascinare in questa situazione”, “so di aver fatto una cosa inqualificabile”, ma “non mi spiego perche’. Da 20 anni sono nell’Arma e le persone io le aiuto, ho anche corso dei rischi”. Cosi’ l’appuntato dei carabinieri, accusato insieme al collega di pattuglia di aver violentato a Firenze una delle due studentesse americane che hanno denunciato i militari. Viene definito “devastato” dal proprio difensore, avvocato Cristina Menichetti, a cui ha esternato il proprio stato di prostrazione. E’ consapevole di “aver fatto una cosa inqualificabile”, ma anche di non saper spiegare “perche’ mi sono fatto trascinare in questa situazione”. Il militare venerdi’ scorso ha cercato un avvocato difensore per andare volontariamente in procura a farsi interrogare dal pm Ornella Galeotti a cui, anche in termini diversi, avrebbe detto le stesse cose. “Una decisione che gli e’ costata molto in termini umani e professionali, ma che ha sentito di dover fare”, commenta ilo suo difensore. Nell’ufficio del pm e’ rimasto dalle 13.20 alle 14.40. Ha risposto alle domande dicendo anche: “Non mi sono accorto che la ragazza era ubriaca”, e “non ho percepito da parte sua nessuna contrarieta'”, o resistenza, al rapporto sessuale avuto insieme. Inoltre, la studentessa americana che lo ha denunciato insieme all’amica “non mi sembrava ubriaca, non barcollava, non puzzava di alcol, connetteva bene i discorsi”, ha anche detto l’appuntato al suo legale, e pure al pm. “Non c’erano motivi per pensare che fosse ubriaca”, e “non credevo che fosse cosi’ giovane: aveva un’aria piu’ matura, vicino alla trentina di anni, mi sembrava piu’ grande di eta’, piu’ matura”. Al momento, si apprende dal difensore, avvocato Menichetti, l’appuntato non ha ricevuto ne’ avvisi di garanzia, ne’ notifiche per compimenti di atti di indagine. Sposato, con un figlio, per molti anni e’ stato in servizio in una stazione dei Cc nel Pratese: da luglio scorso e’ stato trasferito a Firenze. E la sera del controllo alla discoteca Flo, a piazzale Michelangelo, era la seconda volta che formava pattuglia con l’altro militare, un carabiniere scelto, celibe, piu’ giovane, con cui e’ accusato della violenza sessuale dalle due americane. Fuori dal locale le studentesse sono state fatte salire sull’auto di servizio dell’Arma e poi sono state portate nel palazzo dove soggiornano a Firenze in cui hanno denunciato di esser state violentate dai carabinieri. La difesa dell’appuntato sostiene che la studentessa non fosse ubriaca o comunque non lo fosse in modo tale da non opporsi al rapporto. “Il mio assistito ha spiegato al pm molto bene le modalita’ con cui e’ avvenuto il rapporto sessuale consenziente – afferma l’avvocato Cristina Menichetti – Modalita’ tali da far dedurre che non c’e’ stata violenza sessuale”. Decisivi sono i risultati degli esami attesi dalla procura in settimana sui reperti biologici raccolti durante le varie fasi degli accertamenti. “Vedremo dal prelievo del sangue – dice sempre il legale dell’appuntato – quale sia stato il tasso alcolemico della ragazza”. Domani vertice in procura per valutare l’esigenza di misure cautelari per i due militari. E sempre domani l’altro carabiniere, invece, potrebbe uscire allo scoperto e farsi interrogare. Ma a questo punto potrebbe essere lo stesso pm a convocarlo per mettere sul tavolo la sua versione dei fatti e confrontarla coi racconti delle studentesse.
Baroni, Benevento: ‘Non dobbiamo perdere l’entusiasmo’
“In questo momento di difficolta’ non dobbiamo perdere l’entusiasmo per colpa della sconfitta. Se escludiamo l’azione del gol del Torino, la squadra ha praticamente giocato una gara perfetta in cui ha creato molto e concesso pochissimo dando vita a una bella prestazione. Sicuramente dobbiamo leggere meglio alcune situazioni perche’ quando non puoi vincere una gara non devi nemmeno perderla perche’ queste sono leggerezze che una neopromossa non puo’ permettersi”. Queste le parole rilasciate dal tecnico del Benevento, Marco Baroni, ai microfoni di Sky Sport, dopo la sconfitta rimediata al ‘Vigorito’ contro il Torino. “Siamo rammaricati ma c’e’ la consapevolezza che le gare sono state giocate bene – ha infine concluso il tecnico giallorosso -. Oggi abbiamo visto anche che gli ultimi arrivati sono stati bene in partita. Memushaj ha dato un grande contributo, ma lo stesso hanno fatto anche Iemmello, Antei e Lazaar.
Camorra, condanne per 131 anni di carcere al clan D’Avino
Sono stati condannati a 131 anni di carcere i 21 imputati (uno solo assolto) del clan D’Avino di Somma Vesuviana nonostante il processo si sia svolto con il rito abbreviato che prevede lo sconto di pena.Il giudice per l’udienza preliminare Bruno D’Urso, ha inflitto condanne pesanti per Giovanni D’Avino, Ferdinando D’Avino, Stefano D’Avino, Anna Giuliano (ex convivente del boss D’Avino), Camillo Giuliano, Mario Schetter, Michele Iossa, Nadia Bova (agli arresti domiciliari); Domenico Terracciano, Francesco Ioia, Fabio Civita, Giovanni Mosca, Raffaele Anastasio, Clemente De Cicco, Salvatore Esposito, Giuseppe D’Ambrosio, Ferdinando Aprile, Domenico Giordano e Carmine Giordano (agli arresti domiciliari), Claudio Auriemma, e Fabio Caruana. L’inchiesta che è sfociata nel processo ha fatto luce su una serie di fatti di sangue, tra attentati ed estorsioni compiute tra il 2010 e il 2014 nei territori di Somma Vesuviana e Sant’Anastasia, quando i due cartelli criminali antagonisti (Anastasio – D’Avino), si contrapposero per dividersi quel pezzo di territorio.
Nel corso della complessa indagine, è emerso che il padrino Giovanni D’Avino soprannominato ’o bersagliere, era il vero dominus dell’organizzazione, all’interno della quale avevano un ruolo di prestigio i figli Ferdinando e Stefano. Nel corso delle indagini, venne alla luce che il gruppo D’Avino (ma anche gli Anastasio), imponevano il pagamento del pizzo, non solo agli imprenditori locali, facendo cambiare assegni “ballerini” che non venivano più pagati, ma anche a quanti gestivano le piazze di spaccio. Soprattutto per la gestione delle piazze di spaccio, un ruolo di protagonista spettava a Ferdinando D’Avino (figlio del boss), l’ex convivente Anna Giuliano e suo fratello Camillo, Stefano D’Avino. La cosca puntava ad inserire candidati nelle liste per le elezioni comunali.
Un aiuto concreto, come ha ricordato Il Roma, alle attività investigative è stato offerto dai pentiti tra cui Giuseppe Sarno ‘o Mussillo e Domenico Altieri, senza dimenticare l’ex boss di Forcella, Maurizio Ferraiuolo.
LE CONDANNE
Giovanni D’Avino 12 anni e 4 mesi
Ferdinando D’Avino 6 anni e 6 mesi
Stefano D’Avino 6 anni e 2 mesi
Anna Giuliano 4 anni
Camillo Giuliano 7 anni
Mario Schetter 10 anni
Michele Iossa 6 anni
Nadia Bova 5 anni
Domenico Terracciano 5 anni
Francesco Ioia 6 anni e 6 mesi
Fabio Civita 6 anni
Giovanni Mosca assolto per non aver commesso il fatto
Raffaele Anastasio 6 anni e 6 mesi
Salvatore Esposito 9 anni
Clemente De Cicco 9 anni
Giuseppe D’Ambrosio 8 anni
Ferdinando Aprile 4 anni e 8 mesi
Domenico Giordano 9 anni
Carmine Giordano 6 anni
Claudio Auriemma 1 anno
Fabio Caruana (pentito) 4 anni e sei mesi

Benevento punito nel recupero da Iago Falque
Con un guizzo di Iago Falque nei minuti di recupero, il Torino passa al ‘Vigorito’ per 1-0 battendo un Benevento bello e propositivo, ma che non ha saputo approfittare delle numerose occasioni da rete create durante il match. Partenza arrembante dei padroni di casa che, battuto il calcio di inizio, si proiettano immediatamente dalle parti di Sirigu con D’Alessandro, ma la difesa granata e’ attenta e brava a respingere l’offensiva campana. L’aggressivita’ messa in campo dalla squadra di Baroni sorprende vistosamente l’undici di Mihajlovic e, al 6′, Memushaj prova la conclusione dalla distanza ma Sirigu, nonostante la deviazione fortuita di un suo compagno, non si lascia sorprendere e blocca il pallone. Sospinto dal tifo incessante del ‘Vigorito’, l’undici di casa si affida a un pressing asfissiante che, al 12′, mette nelle condizioni di segnare Ciciretti che dalla distanza prova la conclusione ma il pallone, seppur di poco, finisce alto sopra la traversa. La reazione del Toro stenta ad arrivare e allora il Benevento prova ancora una volta a far male ai granata: al 22′, direttamente da calcio di punizione, Ciciretti calcia di sinistro verso la porta torinista, ma Sirigu e’ bravo a intervenire e respingere il pallone. La pressione giallorossa non diminuisce e il Toro, fino a quel momento spettatore non pagante della gara, incapace di organizzare una controffensiva valida rischia, al 40′, di capitolare: in area granata, Iemmello si smarca e dalla sinistra serve Ciciretti che, a porta vuota, viene anticipato dall’ottimo intervento di Molinaro che salva il risultato. Al 44′, ultima azione da rete della prima frazione di gara con Coda dal limite dell’area, ma Sirigu si supera ancora una volta salvando lo 0-0 che chiude i primi 45 minuti di gara. Al ritorno in campo, il Torino prova a cambiare marcia costringendo il Benevento nella propria meta’ campo. All’11’, i granata costruiscono la loro azione da rete piu’ clamorosa con Niang che dalla sinistra prova a servire Belotti in area ma il pallone, deviato goffamente dalla difesa giallorossa, costringe all’intervento Belec per evitare la clamorosa autorete. L’undici di Mihajlovic alza prepotentemente il proprio baricento e, al 19′, De Silvestri crossa per Belotti, ma e’ bravo Venuti ad anticipare il Gallo e a mandare il pallone in angolo. Padrone del campo e del gioco, il Torino non riesce a perforare il muro difensivo costruito davanti alla porta di Belec e il Benevento, al 35′, in azione di contropiede con Puscas torna a rendersi pericoloso ma e’ bravo Sirigu ad anticipare l’attaccante e vanificare l’azione dell’attaccante campano. Gli ultimi minuti del match sono tutti per il Benevento che, al 42′, torna a rendersi pericoloso su azione di contropiede con Lazaar che in area calcia verso la porta di prima intenzione ma Sirigu, ancora una volta, risponde presente salvando lo 0-0. Nei minuti di recupero il Torino si distende in avanti alla ricerca del gol della vittoria e, al 48′, Ljajic serve un assist al bacio a Iago Falque che davanti a Belec non sbaglia mettendo a segno la rete che regala tre punti ormai insperati alla sua squadra.
BENEVENTO-TORINO 0-1
BENEVENTO (4-4-2): Belec 6.5; Venuti 6, Lucioni 6.5, Antei 6.5, Letizia 6; Ciciretti 7 (39’st Del Pinto sv), Cataldi 6, Memushaj 6.5, D’Alessandro 6 (22’st Lazaar 6); Coda 6, Iemmello 6 (27’st Puscas 6). In panchina: Brignoli Djimsiti, Chibsah, Viola, Di Chiara, Gyamfi, Parigini, Lombardi, Armenteros. Allenatore: Baroni 6.5.
TORINO (4-2-3-1): Sirigu 7.5; De Silvestri 6.5, Nkoulou 6.5, Moretti 6.5, Molinaro 6; Rincon 6, Obi sv (10’pt Acquah 5; 12’st Baselli 6); Falque 7, Ljajic 6.5, Niang 5 (27’st Berenguer 6); Belotti 5.5. In panchina: Milinkovic-Savic, Ichazo, Bonifazi, Burdisso, Ansaldi, Edera, Barreca, Lyanco, Sadiq. Allenatore: Mihajlovic 5.5.
ARBITRO: Abisso di Palermo 6.
RETE: 48’st Iago Falque.
NOTE: giornata piovosa, terreno pesante. Ammoniti: Moretti, Cataldi, Rincon, Memushaj. Angoli: 10-2 per il Torino. Recupero: 1′; 4′.
Malaria, la piccola Sofia contagiata con un ago pungidito
Potrebbe essere stato un ago pungidito, di quelli che si usano per controllare il diabete, ma anche per effettuare la goccia spessa, esame utile a diagnosticare la malaria, a causare il contagio di Sofia, la bambina trentina di 4 anni morta di malaria. Un contagio avvenuto, secondo questa ipotesi, nel periodo in cui era stata ricoverata a Trento per diabete, mentre in pediatria c’erano due bimbe con la malaria. Ad avanzarla e’ il dottor Walter Pasini, direttore del Centro di Travel Medicine and Global Health. “Sembra assumere sempre maggior corpo nella vicenda di Trento – sostiene – quella che sin dall’inizio appariva l’ipotesi piu’ probabile e cioe’ che la povera bambina abbia contratto l’infezione nel periodo dal 16 al 20 agosto, dal sangue infetto attraverso un errore umano, quando era ricoverata in un reparto pediatrico che ospitava due bambine africane ammalate di malaria. Probabilmente l’ago infetto che ha trasmesso il protozoo della malaria e’ stato quello pungidito sul polpastrello della mano. “Sarebbe servito – spiega Pasini seguendo tale ipotesi – per il controllo della glicemia della bambina affetta da diabete. L’ipotesi che una zanzara Anophele, di cui peraltro non risultano tracce nelle trappole dell’ospedale, possa avere punto una delle due africane e poi la piccola appare inverosimile, cosi’ come le altre ipotesi formulate all’inizio”. “La vicenda – sottolinea allora l’esperto – pone drammaticamente in evidenza il tema delle infezioni intraospedaliere, che sono la piu’ frequente e grave complicanza dell’assistenza sanitaria e componente importante della nocivita’ dell’ospedale. Le infezioni contratte in ospedale sono la conseguenza della scarsa igiene ambientale, dell’inosservanza dei protocolli atti a tutelare la sterilita’ degli interventi chirurgici e diagnostici invasivi da parte del personale sanitario, dalla crescente antibiotico-resistenza e dell’imperizia e negligenza del personale medico ed infermieristico. Non esiste ancora nel nostro Paese piena consapevolezza del problema da parte delle autorita’ sanitarie, dei medici e della pubblica opinione, ma desta viva preoccupazione l’emergenza di ceppi di batteri resistenti a tutti gli antibiotici, anche quelli di nuova generazione, tra cui ceppi di bacilli di Koch multiresitenti ai farmaci con cui si cura la tubercolosi”. “Compito fondamentale delle direzioni sanitarie e dei servizi di igiene – conclude Pasini – sara’ quindi sempre piu’ l’educazione, la formazione professionale del personale medico e infermieristico per ridurre l’impatto delle infezioni ospedaliere sui degenti, specie quelli piu’ suscettibili di ammalarsi come i bambini piccoli, gli anziani, i malati di tumore, gli immunodepressi”.
Napoli, esondano i tombini: effetto geyser nella Metro di Salvator Rosa
Il maltempo ha causato disagi anche a Napoli dove per uno strano fenomeno nella stazione della Metropolitana di via Salvator Rosa i tombini pieni sono esondati con effetto geyser.
Intanto il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, ha disposto per la giornata di domani, 11 settembre, la chiusura, in via precauzionale, di ogni scuola di ordine e grado a seguito dell’allerta meteo. L’ordinanza di chiusura per pubblica incolumita’ si riferisce ai soli istituti scolastici che avevano deciso l’apertura anticipata. “Si chiede – spiega il primo cittadino – la massima diffusione della notizia onde evitare episodi di disagi per tutte le famiglie interessate. Nella giornata di domani, in base all’evolversi delle condizioni meteo, si decidera’ se prolungare o meno la chiusura dei plessi”.
Incidente al Papa a Cartagena: nulla di grave
Piccolo incidente per Papa Francesco a Cartagena. Le immagini mostrano il Papa che si porta una mano al viso mentre e’ sulla papamobile aperta ai lati. Poi quando arriva il volto appare tumefatto sopra e sotto l’occhio sinistro, cioe’ all’arcata sopraccigliale e allo zigomo e l’abito bianco e’ macchiato di sangue.
Sparatoria a Castellammare: due feriti in ospedale
Un 57enne e un 20enne sono giunti al pronto soccorso dell’ospedale ‘San Leonardo’ di Castellammare di Stabia con ferite da colpi di arma da fuoco. Si tratta di M.D.L., già noto alle forze dell’ordine, ferito all’addome, e di G.B.P., anch’egli già noto e ferito al piede destro. Nessuno dei due è in pericolo di vita. Entrambi hanno raggiunto l’ospedale stabiese a bordo di un’auto privata. Dai primi accertamenti effettuati dai Carabinieri è emerso che i due sarebbero stati feriti in via Viviani. Indagano i Carabinieri di Castellammare di Stabia.
Termina senza reti il derby tra Turris e Cavese
ARBITRO: Luca Angelucci di Foligno
ASSISTENTI: Francesco Valente di Roma 2 e Alessandro Palmigiano di Ostia Lido
RETI:
NOTE: Ammoniti: Fabbro (C), Manzo (C). Angoli: 4-7. Recupero: 1′ pt, 5′ st
Auto pirata investe gruppo di ciclisti: uno grave
E’ stata individuata dai carabinieri la donna che questa mattina, alla guida di una Passat, avrebbe investito un gruppo di ciclisti a Civitanova Marche ferendone gravemente uno. E’ una romena di 26 anni, ballerina nei locali della zona, che probabilmente questa mattina stava tornando da uno dei night in cui si esibisce. La donna era stata fermata per un controllo gia’ qualche giorno fa. Attraverso una serie di riscontri incrociati i militari sono risaliti a lei. La 26enne abita in un condominio a Porto Sant’Elpidio (Fermo), dov’e’ stata trovata parcheggiata l’auto con evidenti segni dell’incidente. Quando i carabinieri hanno suonato al campanello del suo appartamento, la giovane ha ammesso di essere stata lei alla guida dell’auto investitrice. E’ stata denunciata a piede libero per lesioni colpose, omissione di soccorsi e fuga dopo l’incidente.
Napoli, Parco Mascagna: dopo quasi un mese ancora chiuso
Nonostante il trascorrere dei giorni, oramai siamo quasi a un mese dalla chiusura, le migliaia di residenti dell’area collinare del capoluogo partenopeo, abituali frequentatori, continuano a ritrovarsi davanti ai cancelli sbarrati di uno delle poche oasi di verde pubblico a disposizione dei cittadini, Stiamo parlando del parco Mascagna, già conosciuto come giardini di via Ruoppolo, posto alle spalle di piazza Medaglie d’Oro, che si estende su una superficie di circa 12mila metri quadrati. A segnalare ancora una volta la gravità della situazione è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che ha anche pubblicato un video, dove si osserva la carenza dei necessari interventi per la messa in sicurezza delle alberature interessate: https://youtu.be/7ZeWCcZV8RU
“Già in passato era stato più volte evidenziato lo stato di degrado e di abbandono di questo parco comunale, dove, tra l’altro, si evidenzia la presenza di diverse aiuole brulle, ridotte perlopiù a campi in terra battuta, auspicando, in tali occasioni, l’intervento immediato degli uffici competenti per i necessari lavori di manutenzione – puntualizza Capodanno -. Peraltro l’attuale chiusura è una delle tante che si sono registrate nel tempo. Eclatante, per esemplificare, quello disposta per problemi legati ad alcune infiltrazioni nei locali adibiti ai servizi igienici annessi al parco, chiusura che suscitò la viva quanto giusta protesta dei tanti abituali frequentatori del parco per un disservizio che era stato, peraltro, più volte segnalato, senza che venissero adottati per tempo i provvedimenti del caso “.
“A giustificazione dell’attuale chiusura – continua Capodanno -, sui cancelli degli ingressi sbarrati, è stato posto un avviso, scritto a mano, sul quale si legge: “ Parco chiuso causa caduta rami. Il parco resterà chiuso fino a verifica alberature. Diffida del servizio da polizia locale a seguito fono n. 639458 protezione civile ” “.
“La cosa inaccettabile, per un parco abitualmente frequentato da tanti bambini accompagnati ma anche dai numerosi anziani che vivono in zona – stigmatizza Capodanno -, è che non sia indicata alcuna previsione per i tempi d’intervento né, per quanto ho potuto personalmente constatare, si vedono all’interno persone addette alla rimozione delle cause che avrebbero generato la chiusura. Fermo restando che, ovviamente, bisogna prioritariamente garantire la sicurezza dei frequentatori, la verifica delle alberature con gli eventuali interventi che si rendessero necessari, non dovrebbe essere un’attività che richieda tanto tempo “.
“Invece – aggiunge Capodanno – da una dichiarazione rilasciata del presidente della commissione ambiente del Comune di Napoli, riportata su un mensile locale, apprendiamo che a ragione della carenza endemica di personale e mezzi, si sarebbe ancora in attesa di un cestello dalla Napoli servizi per avviare i controlli, la qual cosa lascerebbe intendere che i controlli, nonostante il lungo lasso di tempo trascorso dalla chiusura, non sono neppure ancora iniziati “.
“A questo punto – conclude Capodanno – sollecitiamo, ancora una volta, la riapertura in tempi rapidi del parco Mascagna, in condizioni ovviamente tali da garantire la pubblica incolumità, provvedendo, nel contempo, anche all’esecuzione dei necessari lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria necessari, al fine di eliminare tutte quelle disfunzioni che possano, in qualche modo, limitare la totale e completa fruibilità dell’area a verde pubblico, da parte dei numerosi abituali frequentatori “.
Allerta meteo: domani scuole chiuse
La protezione civile ha diramato l’allerta meteo su tutto il territorio a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Il maltempo che sta flagellando l’Italia si sposta lentamente verso il Centro/Sud. E proprio la lentezza di questo sistema temporalesco è l’aspetto più pericoloso, perchè i fenomeni persistono svariate ore sullo stesso territorio. Il sindaco di Sarno Giuseppe Canfora ha disposto la chiusura delle scuole cittadine, di ogni ordine e grado, nella giornata di domani 11 settembre
Carceri: 754 detenuti della Puglia in sciopero fame
“Sono 754 al momento i detenuti pugliesi che hanno aderito al Grande Satyagraha del Partito Radicale: iniziativa nonviolenta che consiste nel digiuno, nello sciopero della spesa e nel rifiuto del carrello, finalizzata nel richiedere al piu’ presto l’attuazione della riforma dell’ordinamento penitenziario. Nello specifico: 484 a Foggia, 94 a Bari, 176 a Lecce. In tutta Italia gli aderenti sono 8000. Ma i mezzi di informazione sono presi da altro, ignorano la tematica della giustizia, soprattutto cio’ che accade nel suo ultimo anello, ossia le carceri”. Lo afferma in una nota Rita Bernardini, membro della Presidenza del Partito Radicale, a poche ore dalla partenza della IV Carovana della Giustizia che arrivera’ in Puglia stasera. Dopo Calabria, Sicilia e Sardegna, dall’ 11 al 19 settembre il Partito Radicale e l’Unione delle Camere Penali Italiane organizzano infatti una “Carovana per la Giustizia” che attraversera’ tutta la Puglia. Faranno parte della Carovana oltre 10 militanti e dirigenti del Partito Radicale, tra cui i coordinatori della Presidenza Rita Bernardini e Sergio D’Elia. Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno Tocchi Caino, ha spiegato i dettagli dell’iniziativa: “La Carovana fara’ la prima tappa a Foggia l’11 settembre: in mattinata ci sara’ la proiezione del docu-film Spes contra Spem, con la regia di Ambrogio Crespi, all’Istituto Tecnico Economico Blaise Pascal e poi visita nel carcere foggiano; proseguira’ poi in tutte le province pugliesi, con ingressi in tutti gli altri istituti di pena della regione: San Severo, Lucera, Trani, Turi, Bari, Brindisi, Taranto, Lecce”. Gli obiettivi della Carovana sono: raccolta firme sulla proposta di legge delle Camere Penali per la separazione delle carriere dei magistrati; amnistia e indulto, premessa indispensabile per una Giustizia giusta; superamento di trattamenti crudeli e anacronistici come il regime del 41 bis e il sistema dell’ergastolo, a partire da quello ostativo; approvazione dei decreti delegati della riforma dell’Ordinamento Penitenziario; 3.000 iscritti al Partito Radicale entro il 31 dicembre 2017 per continuare le lotte di Marco Pannella.
La morte della ballerina di Melito: Alessandra e Giuseppe erano stati alla stessa festa la sera della tragedia
Era stati insieme alla stessa festa. In un locale di Coroglio. Era una festa di compleanno di una conoscente. Giuseppe Varriale e al sua ex fidanzata Alessandra Madonna si erano parlati a lungo. Poi la bella ballerina di Melito che in quel locale ci lavorava dopo la festa lo aveva cercato con insistenza al telefonino. Due chiamate non risposte da parte di Giuseppe e alla terza l’ennesimo rifiuto di tornare insieme. Alessandra allora si è messa in auto ed è andata sotto la sua casa a Mugnano ad aspettarlo. L’ennesima discussione tra i due poi la tragedia. La cintura della ragazza che rimane impigliata nella portiere del Suv. Giuseppe che parte, lei che vola a terra trascinata dall’auto. Giuseppe si ferma dopo alcuni metri, la soccorre, la porta in ospedale a Giugliano. Sono circa le quattro del mattino. Alle 13 circa il cuore della 24 enne di ferma per sempre gettando nello sconforto familiari ed amici.
“Sono sconvolto, la mia vita è distrutta. Non mi sono accorto di nulla: solo quando ho visto Ale a terra con la testa rotta ho capito che era successa una tragedia. L’ho caricata in macchina e l’ho portata in ospedale”. Si è sfogato così ieri Giuseppe Varriale, attraverso il penalista che lo difende, l’avvocato Nicola Pomponio. Il gestore di un sito e-commerce di Mugnano è ai domiciliari e domani comparirà da vanti al gip Barbara Del Pizzo, del Tribunale di Napoli Nord, per l’udienza di convalida del fermo. Il pm Valeria Palmieri, che indaga con il coordinamento del procuratore Francesco Greco, gli contesta al momento l’omicidio volontario.
L’avvocato Celestino Gentile, che assiste il padre di Alessandra, non è convinto che sia andata così e ipotizza che la ragazza sia stata trascinata dall’auto per un lungo tratto: Io dimostrerebbero le numerose fatture rilevate dal medico legale nel corso del primo esame esterno compiuto sulla salma. La famiglia ha anche il sospetto che la ballerina abbia gridato mentre veniva trascinata, ma che Giuseppe non si sia fermato. Dall’autopsia che si svolgerà martedì probabilmente si potrà capire qualcosa in più sulle cause della morte di Alessandra e forse anche sul comportamento di Giuseppe. Si resta anche in attesa dei risultati dell’alcol test e del narco test fatto sul ragazzo.
“Di tutto quello che è accaduto – ha spiegato ai giornalisti l’avvocato Pomponio – l’unica cosa certa è che il mio cliente non voleva uccidere la sua ex fidanzata. Contro di lui, un ragazzo incensurato di soli 24 anni, si è scatenata un’autentica carneficina mediatica. Qualcuno ha esagerato, non comprendo questo accanimento ancor prima della conclusione delle indagini e dell’udienza di convalida che si terrà domani”.
Per mercoledì intanto a Melito, giorno dei funerali di Alessandra Madonna, è stato proclamato il lutto cittadino.
Nubifragio a Livorno, 6 le vittime e ancora 4 dispersi
E’ di 6 morti e 4 dispersi il tragico bilancio, provvisorio, del nubifragio che dalla scorsa notte ha colpito Livorno, che è stata flagellata da una bomba d’acqua con 250 millimetri di pioggia caduti tra le 2 e le 4 di notte, 400 ml in totale. Quattro morti sono stati ritrovati in un seminterrato che si è allagato in via Nazario Sauro. Si tratta di membri della stessa famiglia: sono un bambini di 4 anni, i suoi genitori e il nonno, che è riuscito a salvare la nipote più grande, di 15 anni, ma tornando indietro per salvare l’altro bambino non è riuscito a risalire da detriti, fango e acqua alta che avevano inondato la casa. La quinta vittima è una persona morta in via della Fontanella; la sesta un uomo di 64 anni trovato senza vita in via Sant’Alò. Non viene invece conteggiata come causata dal maltempo la vittima di un incidente stradale avvenuto sulla Via Aurelia. Sarebbero ancora 4 i dispersi: i vigili del fuoco sono alla ricerca di una donna in via Garzelli e di altre tre persone che risulterebbero disperse a Gabbro (una) e Collinaia (due).
Maltempo, allerta arancione in tutta la Campania fino a domani sera
E’ stata estesa a tutta la Campania e prorogata di ulteriori 24 ore l’allerta meteo della Protezione civile della Regione Campania di colore arancione gia’ in vigore. Al momento, la perturbazione sta interessando le regioni centrali della Penisola e percorrera’ quindi prima i quadranti settentrionali della Campania, la Piana campana, il casertano, l’Alto Volturno e il Matese, per estendersi alla provincia di Napoli, al capoluogo partenopeo, alla Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini (su Alta Irpinia e Sannio, Tusciano e Alto Sele l’allerta e’, al momento, di colore Giallo). Dalle 22 di stasera, invece, scatta l’allerta Arancione per tutte le zone del territorio. Secondo la Protezione civile, “il rischio idrogeologico previsto sara’ diffuso con una instabilita’ di versante localmente anche profonda: possibili, nelle zone di allerta, frane e colate rapide di fango o di detriti, significativi ruscellamenti con trasporto di materiale, voragini e fonemeni di erosione. Previsto anche un innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua minori, con fenomeni di inondazione delle aree limitrofe, anche per effetto di criticita’ locali (come, ad esempio, tombature, restringimenti). Si segnala anche una possibile caduta massi in piu’ punti del territorio. Per quanto riguarda i centri fortemente urbanizzati, va attenzionata anche corretta tenuta del sistema fognario e di smaltimento delle acque reflue”. “Particolare attenzione va posta poi a tutte le aree e i versanti del territorio che presentano fragilita’ aggravata anche dai recenti incendi. E’ possibile, infatti, che si verifichi il trasporto a valle dei materiali prodotti dalla combustione. La Protezione civile regionale invita anche a prestare attenzione alle zone depresse del territorio e con condizioni idrogeologiche particolarmente fragili per la ridotta capacita’ di assorbimento e smaltimento degli afflussi meteorici, a causa degli effetti indotti dai numerosi incendi boschivi che hanno interessato il territorio. Si invitano gli enti competenti a porre in essere tutte le misure atte a prevenire e costrastare i fenomeni attesi e di verificare la corretta tenuta delle strutture esposte alle oscillazioni dei venti e al moto ondoso: i venti, in particolare sulla costa, saranno forti con raffiche nei temporali”.
Alla Mostra del Cinema di Venezia, l’Italia vince con Nicchiarelli e Rampling
Niente Leone d’oro per l’Italia che porta a casa comunque due riconoscimenti con “Hannah” e “Nico, 1988”. Quest’ultimo, della regista romana Susanna Nicchiarelli, vince il premio per il miglior film della sezione Orizzonti. Il road movie della Nicchiarelli è dedicato agli ultimi anni di vita di una delle più importanti icone pop del Novecento, modella dalla bellezza leggendaria negli anni Sessanta, storica musa di Andy Warhol e cantante dei Velvet Underground. Nei panni della “sacerdotessa delle tenebre”, l’attrice e cantante danese Tryne Dyrholm che, sposando l’intento della regista, non dà alla star tedesca un profilo tragico o decadente ma ricostruisce la sua vita – piena di momenti musicali, divertenti e commoventi -, restituendo verità al personaggio e rendendo omaggio al suo talento, che negli anni Ottanta ha fortemente influenzato i movimenti gothic e new wave tanto da essere considerata la progenitrice del gothic rock. Non si tratta quindi di una biografia sentimentale sebbene racconti i suoi due grandi dolori: il trauma di essere cresciuta nella povertà in una Berlino Ovest distrutta e il rapporto con il figlio avuto da Alain Delon mai riconosciuto. Il film, prodotto da Vivo Film, Rai Cinema e Tarantula è in sala dal 12 ottobre non è una biografia sentimentale. “Hannah” del regista trentino Andrea Pallaoro, porta a casa la Coppa Volpi per la migliore attrice femminile. Si tratta dell’inglese Charlotte Rampling che aveva folgorato il regista per la sua interpretazione nel film “La caduta degli dei” di Luchino Visconti. Ex atleta, sfoggia i suoi settantuno anni con fierezza ed eleganza. Durante la sua carriera ha lavorato con registi di fama internazionale ottenendo diversi riconoscimenti e nel 2015 vince l’Orso d’argento al Festival del cinema di Berlino come migliore attrice in “45 anni”, scritto e diretto da Andrew Haigh. La Rampling è la protagonista assoluta del lavoro di Pallaoro e interpreta il ritratto intimo di una donna che non riesce ad accettare la realtà che la circonda, impegnata a ritrovare una sua identità dopo l’arresto del marito accusato di un gravissimo reato.
Napoli, 15enne ricoverato in coma etilico al Cardarelli
Ha bevuto sostanze alcoliche in compagnia di amici, fino a sprofondare in coma etilico: un ragazzo di 15 anni e’ ricoverato nell’ospedale Cardarelli di Napoli con prognosi riservata, dopo essere stato soccorso dalla polizia. Il minorenne non sarebbe, secondo i medici, in pericolo di vita. Gli agenti sono intervenuti ieri sera nel quartiere Vomero, dopo una chiamata al 113 che segnalava schiamazzi da parte di un gruppo di ragazzi nei giardini di piazza Medaglie d’oro. All’ arrivo dei poliziotti i giovanissimi si sono dileguati, con l’eccezione del 15enne, in preda a malore. Gli agenti lo hanno accompagnato nell’ospedale pediatrico Santobono, da dove e’ poi stato trasferito al Cardarelli. Il 15enne, residente in via Toscanella, alla periferia nord della citta’, e’ ora accudito in ospedale dalla madre. La polizia indaga per accertare chi abbia venduto le sostanze alcoliche al minorenne e ai suoi amici.
Charlie Plummer: a 19 anni vince il Premio Marcello Mastroianni
Il Premio Marcello Mastroianni, ad un giovane attore o attrice emergente, è stato assegnato a Charlie Plummer, protagonista di “Lean on Pete”. Il film in concorso è del regista inglese Andrew Haigh, Plummer, considerato d’altra parte, un astro nascente del cinema americano ed è già stato scelto anche da Ridley Scott per il ruolo di John Paul Getty III, nel film “All the Money in the World”, girato in parte a Roma. Per la sezione Orizzonti, dopo il premio per il miglior film a “Nico”, la giuria, presieduta da Gianni Amelio – dopo aver visionato diciannove lungometraggi e dodici cortometraggi in concorso – ha assegnato il Premio alla Migliore Regia all’iraniano Vahid Jalilvand per il film “Bedoune tarikh, bedoune emza” (Senza data, senza firma), che si è aggiudicato anche il premio al Miglior Attore della sezione Orizzonti con Navid Mohammadzadeh; il Premio Speciale della Giuria Orizzonti a “Caniba”, il documentario sul giapponese Issei Sagawa, che nel giugno del 1982, uccise e mangiò a Parigi la sua compagna di studi olandese Renee, firmato dai registi ed antropologi francesi Verena Paravel e Lucien Castaing-Taylor.



