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Torre Annunziata, pizzo per i nuovi Gionta: il Riesame ne scarcera solo due

Torre Annunziata. Tornano in libertà alcuni dei 12 arrestati dai carabinieri due settimane fa perché accusati di essere i nuovi “signori del pizzo” per conto del clan Gionta in città. Il tribunale del Riesame infatti  dopo Salvatore Ferraro ‘o capitano (difeso dall’avvocato Elio D’Aquino), già scarcerato per motivi di salute, e per il quale è stata confermata la misura degli arresti domiciliari; ha rimesso in libertà anche Raffaele Abbellito (difeso dall’avvocato Ciro Ottobre) e Catello Nappo (difeso dall’avvocato Giovanni Tortora), 24enne fratello minore di Ciro “capa e auciello”, ritenuto l’ultimo reggente del clan Gionta e arrestato da latitante un anno fa. Annullata l’ordinanza su alcuni capi d’imputazione per Oreste Palmieri, Leonardo Amoruso e proprio Ciro Nappo (già detenuto per altro), ma restano tutti in carcere, insieme agli attuali presunti capi ovvero Luigi Della Grotta e Vincenzo Amoruso.

Meningite, muore ragazzo di 13 anni: avviata la profilassi

Non ce l’ha fatta il ragazzo 13enne ricoverato presso l’ospedale San Gerardo di Monza colpito da Meningite. Il giovane è deceduto questo pomeriggio. “Esprimo il mio cordoglio alla sua famiglia in questo momento di grande dolore”, ha detto l’assessore al Welfare Giulio Gallera di Regione Lombardia in merito all’adolescente residente a Robecco sul Naviglio ricoverato in rianimazione il 27 mattina all’ospedale di Magenta in condizioni critiche per una sepsi da Meningococco di tipo C e in seguito trasferito all’ospedale a Monza dove è morto questo pomeriggio.L’allarme è scattato quando l”adolescente si era sentito male nella notte tra martedì e mercoledì e all’alba era stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Fornaroli di Magenta. I medici gli avevano diagnosticato la Meningite e, quando le sue condizioni si erano aggravate, era stato trasferito all’ospedale monzese.”Come anticipato – ha spiegato l’assessore Gallera – sono già stati sottoposti a profilassi tra i contatti stretti del ragazzo 3 familiari e 19 amici. Hanno inoltre effettuato la profilassi 23 compagni di classe e 12 insegnanti dell’Istituto tecnico industriale Alessandrini di Abbiategrasso (Mi)”.”Ribadisco – ha detto il titolare regionale della Sanità – che come abbiamo fatto negli altri casi che si sono verificati all’interno di istituti scolastici offriremo la vaccinazione a tappeto per tutti gli studenti dell’istituto coinvolto. Con Asst Ovest Milanese stiamo valutando il numero degli alunni coinvolti e il possibile programma operativo da seguire”.Nella mattinata di oggi si è tenuto anche un incontro informativo con la Direzione scolastica e i genitori della Scuola.

Camorra, gli amici di Genny Cesarano intercettati dopo l’omicidio commentavano: ”Lo hanno scambiato per Alessio Pica”

Nessuno degli amici di Genny Cesarano, il 17enne vittima innocente della camorra ucciso da una stesa al rione Sanità nel settembre del 2015 si è costituito parte civile nel processo che comincerà a fine ottobre. Nessuno si costituito perché in cinque sono indagati per falsa testimonianza. Secondo la Dda hanno cercato di depistare le indagini insieme con un poliziotto in pensione, padre di uno dei ragazzi, come è emerso dalle intercettazioni contenute nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Fraancesca Ferri che hanno portato all’arresto dei killer (Luigi Cutarelli, Ciro Perfetto, Mariano Torre e Antonio Buono)  e del mandante (il boss pentito Carlo Lo Russo). Pochi giorni dopo la morte di Genny i ragazzi continuavano a vedersi di notte e a commentare i fatti di camorra. La notte del 29 settembre del 2015 in cinque parlavano nell’auto (una Toyota Yaris) intercettata

Antonio:          eh o cazz…mannaggia la marina…fratell…quello stava…quello…è morto Genny Cesarano…che non sa niente…

o pazz:                          bravo…quello a lui…incomp…

Antonio:          che non ha fatto niente…una botta nella schiena…o nannone ha preso venti botte addosso…e non è morto….hai capito o no…fratello….come è strana la vita

o pazz:             la morte di Genny….io te lo dico io…secondo me…cos…la sensazione mia….la se quello…lo hanno preso per Alessio Pica…a quello…all’improvviso..nel bordello…lo hanno…

Parlano quasi tutti insieme

Antonio:          o pazz…o pazz…ti posso dire una cosa…o frat…io sono vico per miracolo…o frat…

uomo::            tu dovevi morire tu pesce in mano…

Antonio:        io dovevo morire io…non doveva morire lui….perchè lui ha preso una botta….io quindici….ne ho prese…quattro nel mezzo….e dieci…undici mi passarono in testa….guagliù…hanno sparato all’impazzata…

Un altro componente aggiunge che hanno sparato a raffica e a chi colpivano. Antonio concorda. Un altro dice che dopo ( i killer) non sono più andati.

Mattia:                                    guagliù, ma quante volte devo dire … pure questi qua alle due e mezza salirono a Miano

uomo:              due motorini salirono…. e due scesero

uomo 1:           chi dice che è stato proprio o nannone

Antonio:         ma quando mai…gualiù…ma quello se viene…viene sotto e sotto…e ti cresima… o frat….

uomo 2:           guagliù..hanno detto che due motorini sono saliti a Miano…e due sono scesi

Fanno delle ipotesi. Qualcuno dice che sono stati i “quartieriani”, o che qualcuno dei killer stia appoggiato li. Qualcun altro riconduce l’omicidio al fatto delle “mazzate” allo stadio e che hanno preso parte anche “quelli di Forcella”. Un altro dice che invece questo fatto dello stadio non c’entra proprio niente e che è stato solo un pretesto.Ancora che è stato il fatto di Pasquale sullo stadio. Mattia dice che può essere stata gente del Rione Traiano, ma Antonio risponde che non c’entrano niente, perchè hanno le loro guerre. Dicono che volevano ammazzare qualcuno, perchè hanno sparato ad altezza d’uomo. Giuseppe dice che i killer hanno pensato che alle cinque del mattino, in un gruppo di persone ferme nella Sanità, sicuramente ci doveva essere qualcuno “malamente”. Un altro dice che hanno sparato per uccidere. Mattia chiede a Giuseppe: se tu fossi malavitoso, staresti alle 5 del mattino in mezzo alla strada?

Niente ergastolo perché il figlio ucciso era adottivo, l’avvocato: ‘Applicata la norma’

“Dura lex sed lex, ma questo caso e’ molto semplice in realta’: nella sentenza era stata applicata una aggravante al mio assistito che non doveva essere contestata perche’ questo ragazzo era figlio adottivo e non naturale e pertanto rientrava in un’altra fattispecie, cosa questa eccepita dalla Cassazione. E io ho chiesto pareri su questo”. Lo ha detto l’avvocato Roberto Mete dello studio di Udine, legale del moldavo che era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio del figlio adottivo di 19 anni, ergastolo ora annullato dalla Cassazione. “Quindi – ha aggiunto Mete – su questo bisognerebbe chiedere al legislatore: c’e’ il codice penale del 1921 che prevede questa divergenza di trattamento, e cioe’ il legislatore ha pensato che fosse piu’ grave uccidere un figlio naturale piuttosto che un figlio adottivo. E quindi se qualcuno aveva qualcosa da eccepire sul piano della disparita’ di trattamento – ha precisato Mete – avrebbe potuto sollevare una questione di legittimita’ costituzionale. Cosa che e’ stata fatta con i giudici che poi hanno serenamente applicato la legge. Questo e’ il caso di cui ci stiamo occupando. Ora la sentenza e’ definitiva in punto ‘qualificazione dell’aggravante’, quindi – spiega – il reato non e’ piu’ quello, con una sentenza che nessuno puo’ piu’ modificare perche’ annullata dalla Corte. Ha quindi rinviato tutto alla Corte d’Assise di Venezia solo per la quantificazione della pena. Quindi ci sara’ un’udienza a Venezia con la sola discussione sulla pena da applicare che non deve essere inferiore ad anni 16, come ha detto la stessa Corte di Cassazione. Comprendo – conclude Mete – che la gente e’ stizzita perche’ dal punto di vista civilistico vi e’ assoluta parita’ tra figli naturali e adottivi, ma il Codice penale dice un’altra cosa. Tutto qua”.

Uccise il fratello e lo gettò nel forno dell’azienda: latitante arrestato a casa fidanzata

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 E’ stato arrestato nella casa bresciana della storica compagna dalla quale piu’ volte e’ tornato durante i sette anni di latitanza Claudio Cominelli, l’uomo condannato a 24 anni di carcere nel 2010 per l’omicidio del fratello Walter buttato nel dicembre del 1992 nel forno di un’azienda di Caionvico nel Bresciano. Nei sette anni di latitanza Cominelli e’ stato all’estero e poi per un lungo periodo ad Ancona. Era irreperibile dalla sentenza di condanna in Cassazione per omicidio del quale si e’ sempre provato innocente. “Anche stamattina ha negato di essere lui l’omicida del fratello” ha spiegato Alfonso Iadevaia, dirigente della Squadra mobile di Brescia che questa mattina ha effettuato l’arresto. 

Maxi rissa nel carcere tra 20 detenuti: 4 feriti

Maxi-rissa nel pomeriggio all’interno del carcere Canton Mombelli di Brescia dove si sono affrontati detenuti di etnia diversa. Coinvolti oltre venti reclusi. Ad avere la peggio quattro che hanno riportato ferite ed escoriazioni sanguinanti al volto ed in altre parti del corpo oltre a qualche frattura. La direzione ha disposto immediatamente la chiusura delle sezioni detentive interessate. I responsabili della rissa sono stati rinchiusi in una sezione diversa da quella di appartenenza. “La tensione rimane altissima all’interno del carcere, si temono altri disordini, per questo la direzione ha disposto la massima allerta tra il personale di polizia penitenziaria”, spiega in una nota la Cgil. “Purtroppo il carcere di Brescia, con tutte le sue limitazioni e carenze strutturali, non risponde piu’ ai canoni di una detenzione moderna e negli ultimi periodi si e’ caratterizzato per risse e disordini vari che hanno comportato anche un serio rischio per i lavoratori della polizia penitenziaria che, anche se sott’organico, sono riusciti e riescono a mantenere la sicurezza ma con tantissimo sacrificio, in queste condizioni e’ a rischio anche l’idea del trattamento stesso”, denunciano i sindacati.

Napoli con Reina ritrovato per coltivare il sogno

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Un tuffo per riprendersi il Napoli e smentire gli scettici. Il volo di Pepe Reina contro il Feyenoord ha colpito i tifosi del Napoli, anche quelli piu’ amareggiati dalla telenovela estiva che sembrava potesse portare via il portiere spagnolo dal San Paolo. Un tira e molla ingenerato dal no del club azzurro al suo prolungamento di contratto e che aveva portato Reina a guadarsi intorno, a valutare altre offerte. A 35 anni, Pepe si sente ancora pienamente in gioco e pensa al futuro che dal punto di vista contrattuale con il Napoli finisce il 30 giugno prossimo. Proprio per questo e per la tensione che si era creata tra l’iberico e il presidente azzurro De Laurentiis, l’addio sembrava ormai imminente, poi la svolta e la decisione di dire di no ai milioni del Paris Saint Germain per tenere fede al patto dello scudetto con i compagni e il tecnico Sarri. Un avvio di stagione con qualche incertezza aveva pero’ incrinato la fiducia di una parte della citta’, che nel match di Champions League contro il Feyenoord e’ stato riconquistato. Il suo balzo in perfetto anticipo, intuendo la direzione del tiro dal dischetto di Toornstra, ha stupito il San Paolo, ricordando i grandi rigori parati dallo spagnolo, come quello in cui disse no all’allora milanista Balotelli, che non si era mai fatto parare un rigore nella sua carriera. L’umore di Reina ora e’ sereno e anche i rapporti con la societa’ sono piu’ distesi; non e’ detto che l’avventura azzurra del portiere debba per forza concludersi a fine stagione. Ci vorra’ tempo, invece, perche’ riprenda l’avventura in campo di Arek Milik che oggi ha lasciato la clinica Villa Stuart dopo l’intervento chirurgico ai legamenti del ginocchio destro. Milik tornato a Napoli dove comincera’ nei prossimi giorni una tabella di riabilitazione per tornare in campo, ma ci vorranno almeno 4-5 mesi. Intanto Sarri comincia a preparare la sfida al Cagliari, per il lunch time di domenica in cui il San Paolo tornera’ a riempirsi (e ci saranno anche i tifosi del Cagliari) a differenza della Champions. Oggi all’allenamento si e’ aggregato anche il giovanissimo brasiliano Leandrinho, che da due anni cresce nella squadra primavera: non e’ una prima punta vera, ma ormai il “falso nueve” e’ una formula che a Napoli porta fortuna.

Il fondatore degli Inti Illimani in visita al Comune di Napoli

Napoli. Horacio Durán Vidal, fondatore nel 1967 del leggendario gruppo Inti Illimani e dal 2004 membro degli Inti Illimani Histórico è stato in visita a Palazzo San Giacomo, ricevuto dal Sindaco Luigi de Magistris.
“E’ la storia della musica – ha detto il primo cittadino – Sono stato particolarmente felice di incontrare chi ha accompagnato tanti momenti della mia generazione”.

Il Comune di Napoli revoca l’autorizzazione al bus no-gender, non potrà sostare in piazza

Napoli. Le polemiche sono iniziate già da qualche giorno ed ora che il Comune di Napoli ha revocato l’autorizzazione al ‘Bus delle Libertà’ che doveva sostare domani mattina nel cuore della città, in piazza Trieste e Trento. Ed è scattato il momento delle accuse. Il Comitato Campania Rainbow parla di “terrorismo informativo” che starebbe mettendo in atto la campagna nazionale promossa dalle associazioni del Family Day CitizenGO Italia e Generazione Famiglia. Il portavoce del Family Day se la prende con il Comune e parla di dittatura a pensiero unico. Gli organizzatori insistono, saremo comunque a Napoli dalle 12 alle 14. Il senatore Carlo Giovanardi si rivolge al prefetto Pagano: “Bisogna garantire la libertà di esprimere i propri convincimenti che il sindaco di Napoli De Magistris vuole vergognosamente negare”.

Il Ministro Franceschini visita la Scugnizzeria, la libreria di Scampia

Napoli. Il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha visitato La Scugnizzeria, libreria aperta da pochi giorni da un gruppo di giovani nella strada che divide Melito di Napoli da Scampia, un luogo in cui per la prima volta ragazzi e adulti possono avvicinarsi alla lettura. Il ministro ha incontrato i gestori e alcuni ragazzi dell’associazione Voci di Scampia, manifestando interesse per i tanti progetti in corso.
“Si tratta di un progetto coraggioso e intelligente – ha commentato Franceschini – da lungo tempo mancava una libreria a Scampia e ora, grazie a questa attività, finalmente i ragazzi possono cogliere un’opportunità di arricchimento, incontrarsi in un luogo che apre prospettive su altri mondi, su quel grande universo interiore che la letteratura può regalare a ognuno di noi. Grazie a luoghi e a progetti come questo le periferie possono tornare a essere il centro di quelle comunità che le abitano”.

Acerra, rubano 60 chili di noci da un fondo agricolo: fermati due giovanissimi

Un furto che avrebbe procurato un ottimo guadagno, in considerazione del prezzo di mercato a cui vengono vendute le noci ma, ciò è stato impedito grazie all’intervento della Polizia di Stato.Due giovani di 21 e 22 anni, sono stati sorpresi ed arrestati in flagrante dagli agenti del Commissariato di P.S. di Acerra, mentre rubavano all’interno di un fondo agricolo una notevole quantità di noci.I poliziotti, a seguito delle lamentele di alcuni agricoltori della zona, hanno effettuato dei specifici servizi di controllo nelle aree di campagna della zona.

Nel primo pomeriggio di oggi, durante un giro di perlustrazione, hanno notato due giovani S. E. di 21 anni e S.J.F. di 22 anni che, utilizzando una pertica di legno, battevano sui rami di un noce, al fine di farne cadere i frutti.Gli agenti, prontamente intervenuti, hanno bloccato i due giovani che avevano già raccolto oltre 30kg di noci.Ad una distanza di circa 200 metri, rinvenuta anche l’autovettura con la quale i giovani erano giunti sul posto, all’interno della quale, nascosti dentro il vano portabagagli, è stato sequestrato un altro borsone contenente altri 30kg di noci.I due giovani sono stati arrestati e sottoposti agli arresti domiciliari, in attesa d’esser giudicati, nella giornata di domani, con rito per direttissima. Riconsegnati al proprietario del fondo agricolo i 60 kg di noci. 

Castellammare, il sindaco ‘cede’ ai civici: presidenza del consiglio e un assessore

Castellammare di Stabia. Nuovi equilibri a Palazzo Farnese in vista della nuova giunta comunale che nei prossimi giorni sarà presentata. Giornata abbastanza tranquilla, quella di oggi. Il sindaco ha trascorso la giornata  “in missione” in Regione Campania per incontrare Mario Casillo, capogruppo del Pd a Palazzo Santa Lucia. Casillo avrebbe chiesto “ai suoi” di cedere alle richieste formulate dai consiglieri del blocco civico dissidenti. Il PD sarebbe pronto a concedere lo scranno di Presidente del Consiglio Comunale ad un consigliere civico. Un posto per Eutalia Esposito che sarebbe, inoltre, la prima donna a rivestire questo incarico nella storia consiliare della città. Il sindaco e i suoi sarebbero disposti a “sacrificare” Eduardo Melisse, attuale presidente dell’Assise. Sacrificarne uno per recuperarne sette.Una formula che non fa una grinza in politica. E che rafforzerebbe ancora di più il primo cittadino e tutta la coalizione . Bisogna sottolineare che Tina Somma ha aderito, qualche giorno fa a Campania Libera, e di conseguenza dopo un riordino degli uomini in giunta dovrà allinearsi al consigliere Ciro Cascone che, attualmente, è sotto il simbolo della lista del governatore De Luca. Senza dimenticare inoltre che anche il consigliere Marino  ha deciso di sostenere Pannullo. L’opposizione, quindi, non sarà più composta da 9 membri bensì da 7, ammesso che dopo il sacrificio Melisse resti in maggioranza. Trovato l’accordo con Area Civica, Antonio Pannullo potrebbe governare con 18 voti, compreso il suo. Una maggioranza corposa per poter proseguire il percorso amministrativo. 
Renato Pagano

Ischia, aliscafo impatta contro banchina: nessun ferito

Un aliscafo della compagnia Alilauro, l'”Angelina Lauro jet”, partito da Napoli alle 17,20 ed arrivato a Ischia, ha impattato contro la banchina di attracco del porto. Tutti i passeggeri sono stati fatti scendere e il mezzo veloce non ha proseguito la marcia verso Forio, destinazione finale della corsa. Sul posto la Guardia Costiera di Ischia, coordinata dal Tenente di Vascello Alessio De Angelis. Non si segnalano feriti. Dopo l’impatto dalla prua del mezzo si e’ levata una colonna di fumo. 

Napoli, continuava a spacciare dai domiciliari: arrestato 51enne

Antonio Sorianiello, pregiudicato di 51 anni, era stato arrestato alla fine del mese di aprile, perché responsabile del reato di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente, motivo per il quale era stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.Nella tarda mattinata di oggi, gli agenti del Commissariato di Polizia San Carlo Arena lo hanno arrestato, nuovamente, per il medesimo reato.Il 51enne, infatti, pur stando ai domiciliari ha continuato a svolgere l’illecita attività.

La Polizia, a seguito di un servizio di osservazione, ha notato un acquirente entrare nell’abitazione del 51enne ed effettuare il consueto scambio soldi/droga.Gli agenti hanno fermato l’acquirente, appena uscito dall’abitazione del pregiudicato, trovandolo in possesso di una dose di cocaina, appena acquistata per la somma di 30 euro .All’atto di voler accedere nell’appartamento di Sorianiello, i poliziotti hanno atteso un po’ prima di entrare.Sequestrata la somma di 265 euro ma nessuna dose di droga è stata rinvenuta nell’abitazione, verosimilmente, proprio in virtù del lasso di tempo trascorso prima di aprire la porta.I poliziotti hanno arrestato Sorianiello, conducendolo alle camere di sicurezza della Questura, in attesa d’esser giudicato, nella giornata di domani, con rito direttissimo. 

 

Trapani-avvitarori rubati a Cesena e recuperati a San Giorgio grazie al Gps incorporato

 Due trapani-avvitatori professionali, di ultima generazione, hanno consentito agli agenti del Commissariato di P.S. San Giorgio a Cremano di rintracciare e denunciare un pregiudicato per ricettazione.I poliziotti, infatti, a seguito di una segnalazione giunta dal Commissariato di P.S. di Cesena, sono venuti a conoscenza che, 20 giorni fa, nel comune emiliano era stato commesso un furto di alcuni trapani, all’interno di un cantiere edile.

La particolarità era quella che due degli arnesi rubati, essendo dotati di wi-fi, avevano segnalato la loro posizione a 530km di distanza, in S. Giorgio a Cremano (NA), appunto.Gli agenti hanno svolto indagini tra i pregiudicati della zona, scoprendo chi fosse il ricettatore.   In Via S. Martino, ove è ubicata l’edilizia popolare, i poliziotti hanno rinvenuto, all’interno di un box,  tutta la merce rubata nel cantiere a Cesena, ossia : 5 valigette contenenti ognuna un trapano-avvitatore completo di batterie e caricabatterie, nonché un demolitore professionale.S. T. 31enne del posto, è stato denunciato, in stato di libertà, per il reato di ricettazione.Nei prossimi giorni la Polizia di Stato riconsegnerà al legittimo proprietario tutta l’attrezzatura recuperata.

Mugnano, lotta al bullismo: l’amministrazione Sarnataro promuove un tavolo permanente con le scuole

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Lotta al bullismo e al cyber bullismo, l’amministrazione targata Sarnataro promuove un tavolo tecnico permanente con le scuole del territorio. La prima riunione si terrà domani mattina nella sala giunta del Comune. All’incontro parteciperanno i referenti delle scuole elementari, medie e superiori, sia pubbliche che private, presenti sul territorio comunale e un gruppo di psicologi, che a titolo volontario, metteranno a disposizione le loro competenze in materia. A coordinare i lavori l’assessore alle Politiche Sociali, Valentina Canditone: “Il nostro obiettivo è quello di avere un quadro chiaro del fenomeno, attraverso un monitoraggio costante. Ovviamente il bullismo non si verifica unicamente all’interno delle mura scolastiche, ma certamente è da lì che si deve partire per capire come e quanto è sviluppato il fenomeno”. A promuovere l’apertura del tavolo tecnico il consigliere delegato all’istruzione, professor Andrea Cipolletta: “Con quest’iniziativa si apre una stagione di proficua collaborazione tra le istituzioni scolastiche e l’amministrazione comunale. Per la prima volta sono state coinvolte tutte le scuole del territorio, statali e paritarie, affinché tutti i ragazzi della nostra comunità siano accompagnati in un sano cammino di crescita e maturità. La loro sicurezza è una priorità per tutti noi”.  Durante l’incontro sarà presente anche il sindaco Luigi Sarnataro: “A Mugnano abbiamo avuto purtroppo diversi casi di bullismo e cyber bullismo, che hanno avuto rilievo a livello nazione, come il caso del piccolo Fabio e il tragico suicidio di Tiziana Cantone. Già lo scorso anno abbiamo messo in campo una serie di iniziative ed incontri per accendere i riflettori sul problema. Certo non si tratta di un fenomeno che si può risolvere in un paio di giorni, proprio per questo abbiamo voluto aprire un tavolo tecnico permanente con le scuole. Bisogna innanzitutto capire quanto è diffuso il bullismo all’interno delle classi e quale fascia di età è più a rischio. Sono fermamente convinto che solo educando sin da piccoli i giovani al rispetto della privacy e dell’altro si potrà arginare e combattere qualsiasi forma di violenza”.  

Pomigliano, rientro anticipato dei 300 lavoratori Fca da Cassino

Rientro anticipato per quasi tutti i 300 lavoratori dello stabilimento Fca di Pomigliano d’Arco, in trasferimento temporaneo nella fabbrica di Cassino a causa del ”cambio di normativa del mercato cinese e della flessione del mercato orientale sui modelli premium”. E’ quanto ha comunicato la dirigenza aziendale dello stabilimento automobilistico campano alle rsa di Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Aqcf, nel corso di un incontro avvenuto oggi. econdo quanto reso noto da alcune rsa, il rientro di 253 lavoratori sui 283 in trasferimento temporaneo a Cassino da marzo di quest’anno per far fronte alla produzione dei modello Alfa Romeo Giulia e Stelvio, e’ previsto a partire da lunedi’ 9 ottobre. Nei giorni scorsi erano rientrati dallo stesso stabilimento, altri 46 operai, che avevano rinunciato alla trasferta temporanea.

”E’ necessario che in tempi brevi i massimi vertici di FCA ci convochino per il progetto premium nello stabilimento di Pomigliano d’Arco”. Lo ha detto il segretario nazionale della Fim, Ferdinando Uliano, commentando e giudicando ”negativo” il rientro di 253 lavoratori dello stabilimento di Pomigliano in prestito temporaneo a Cassino, a partire dal 9 ottobre prossimo. ”Dopo l’annuncio fatto ad inizio anno non sono piu’ sostenibili i continui rinvii – ha detto il sindacalista – prima a giugno poi a settembre, rispetto alla reale partenza dei nuovi investimenti. Non ci rassicura nemmeno il fatto che la copertura degli ammortizzatori sociali arrivi sino a luglio 2019: gli ammortizzatori sono necessari per accompagnare gli investimenti, ma questi devono partire. E’ indispensabile che a partire dall’Amministratore Delegato venga data una risposta concreta alle preoccupazioni nostre e soprattutto dei lavoratori campani, declinando nel dettaglio la partenza dell’investimento premium su Pomigliano”. Secondo Uliano, inoltre, il rientro a Pomigliano dei lavoratori prestati a Cassino ”a seguito delle modifiche sulle normative di esportazione per gli stock dei prodotti premium sul mercato cinese, aumentera’ la percentuale di riduzione di attivita’ dei lavoratori in CDS con un conseguente impatto sul reddito dei lavoratori”. ”Come avevamo giudicato positivamente l’accordo e l’opportunita’ lavorativa che si era creata nel mese di febbraio – ha concluso – ora consideriamo negativa la sua interruzione. Le proroghe e le potenziali stabilizzazioni della quasi totalita’ degli oltre 800 giovani nuovi assunti a Cassino con contratto in somministrazione in scadenza sono certamente positive, ma non riducono le nostre richieste di certezza su Pomigliano”.

Napoli: il Comune approva il piano di fattibilità dei percorsi turistici a Rione Sanità

Con la Convenzione tra il Comune di Napoli e il MiBACT che ha sancito il finanziamento al Comune per la realizzazione del Progetto territoriale integrato per la riqualificazione dell’Area Vergini-Sanità, la Giunta Comunale, su proposta dell’Assessore all’Urbanistica Carmine Piscopo e dell’Assessore alla Cultura e Turismo Nino Daniele, ha approvato oggi il Progetto di fattibilità tecnica ed economica da porre a base di gara per l’acquisizione di: un Masterplan, inteso quale piano strategico integrato per la riqualificazione dell’Area Vergini- Sanità che interesserà vie, strade e alcuni immobili comunali; otto progetti esecutivi per la riqualificazione dei principali percorsi turistici che interesseranno: Piazza Cavour, via Vergini, via Fuori Porta San Gennaro, via Mario Pagano, via Stella, Cimitero delle Fontanelle, Piazza Sanità da via Vergini, Rampe San Gennaro dei Poveri, piazzetta San Vincenzo, salita Stella, via Cristallini, salita Capodimonte, salita Miradois, salita Moiariello, via Morisani; un progetto per il recupero del Complesso del Crocifisso di via S. Maria Antesaecula; un progetto di sistemazione ed adeguamento del Complesso di via S. Agostino degli Scalzi. Lo studio di fattibilità approvato prevede la predisposizione di differenti livelli di progettazione, finanziati dal MiBACT per un importo di circa 300.000 EUR. “Siamo convinti”, dichiarano gli Assessori Piscopo e Daniele, “che la scelta di puntare su questi itinerari turistici nell’area Vergini Sanità insieme alla valorizzazione di alcuni beni comunali presenti lungo tali percorsi possa contribuire alla rinascita del quartiere, rinascita alla quale questa Amministrazione insieme alle realtà locali sta lavorando da tempo”.

Uccise il padre della fidanzata: 20 anni di carcere

Condannato a venti anni di carcere il 22enne Luca Gentile per l’omicidio del padre della fidanzata, il carrozziere di 62 anni Eugenio Tura De Marco, avvenuto nel rione Fornelle, nel cuore del centro storico di Salerno, la sera del 20 febbraio del 2016. Oggi il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Salerno, Stefano Berni Canani, in sede di rito abbreviato, ha dato lettura della sentenza. Gentile, poco dopo il delitto, confesso’ di aver accoltellato il suocero affermando, tuttavia, di aver reagito ad approcci sessuali da parte di Tura De Marco. Ipotesi questa, smontata dal pm della procura salernitana, Elena Guarino, che in fase di repliche, ha mostrato le foto dei luoghi in cui avvenne l’omicidio, ritenendoli incompatibili qualora fosse avvenuta una colluttazione. L’accusa, nello scorso mese di aprile, aveva chiesto trenta anni per Gentile, non ritenendo possibile la concessione delle attenuanti, ma applicando solo lo sconto di pena previsto dall’abbreviato. Il giudice non ha riconosciuto l’aggravante dei rapporti familiari che, pero’, permane per la figlia della vittima, che il prossimo 16 ottobre, innanzi alla Corte d’assise di Salerno, dovra’ rispondere di concorso morale in omicidio, in quanto ritenuta responsabile di aver rafforzato il proposito criminoso del fidanzato. “E’ una sentenza parzialmente giusta – commenta all’Agi l’avvocato difensore di Luca Gentile, Luigi Gassani del foro di Salerno – sia per l’equita’ dimostrata dal giudice sia per la correttezza del pubblico ministero. Valutiamo di proporre appello affinche’ venga riconosciuto lo stato di ira del ragazzo che, piu’ volte, avrebbe ricevuto da Tura De Marco delle proposte, dal giovane non gradite, di andare a dormire a casa del suocero e di lasciare la figlia”.

Torre Annunziata, la denuncia dei Cinque Stelle: ”Cimitero nel degrado assoluto”

“È arrivato il momento di dire basta allo scempio in cui versa il cimitero di Torre Annunziata. In particolare, ci riferiamo alla camera mortuaria che da decenni è in uno stato pietoso a causa dell’estremo abbandono e dell’incuria che hanno provocato una situazione di estremo degrado”. La denuncia arriva dal Movimento Cinque Stelle di Torre Annunziata che attraverso un sopralluogo ha documentato con le foto la situazione di estremo degrado del camposanto oplontino.
“Nonostante il susseguirsi delle amministrazioni comunali- continuano nella denuncia- nessuno si è mai fatto carico di questa situazione che ha dello scandaloso. Il cimitero, come altre infrastrutture comunali, è un fattore importantissimo di civiltà e di immagine. Abbiamo difficoltà soltanto a immaginare a cosa possa pensare un forestiero che, per ovvi motivi, dovesse entrare nella sala mortuaria della nostra città. Una vergogna!
Anticipiamo la risposta dei politici locali e cioè che ci sono progetti e progettoni della comunità europea, budget faraonici e mega strutture. Questo, poi, si vedrà. Nel frattempo, è obbligatorio lavorare sulla struttura esistente effettuando un restyling decente. Un’ulteriore postilla ad eventuali altri obiezioni e cioè che nell’attuale camera mortuaria non c’è lo spazio per le celle, spogliatoi ecc. e allora se la risposta è questa, se la cella non è a norma si deve chiudere.
L’altro aspetto importante che vogliamo evidenziare in questo nostro scritto, è la famigerata delibera n. 39 del 4/6/2015 riguardante l’approvazione del regolamento di polizia mortuaria. Questa delibera si rese necessaria, all’epoca, per far fronte alla mancanza di loculi nel cimitero torrese. Come “deterrente” fu deciso di applicare un’ulteriore tassa per i defunti che, pur essendo torresi, avessero la residenza in altre città o all’estero. A parte il fatto che questa gabella la troviamo assolutamente ingiusta, ma ora (nel 2017) è venuta a cadere la situazione di emergenza di cui sopra perché – a seguito di lavori – sono aumentati i loculi.
Quindi, a questo punto, non ci sembra giusto che una persona nata a Torre Annunziata, che vive la città quotidianamente e che, soltanto per motivi economici o lavorativi, risiede a Trecase debba pagare una ulteriore tassa per essere seppellito nella città natia. Noi chiediamo la revisione di questa gabella. L’amministrazione comunale, se proprio ritiene necessario mantenere questo ulteriore salasso, potrebbe effettuare una revisione del regolamento e decidere di semplificare la tabella in questo modo: il defunto che risiedeva in un comune della Campania è esente dal pagamento e prevedere solo due fasce: residenza in Italia (Campania esclusa) ed estero. Noi cittadini del meetup Cinque Stelle Torre Annunziata, insieme all’attivista Ciro Langella che ha sollevato la questione e che, purtroppo, è incappato in questa vera e propria ingiustizia a giorni protocolleremo una richiesta di incontro con il sindaco Vincenzo Ascione”.
La missiva dei Cinque Stelle si chiude poi con una comunicazione: “Avendo fatto un sopralluogo al cimitero, ci siamo accorti che manca il cartello con gli orari di apertura e chiusura. Oltre a questa mancanza, non accettabile per un edificio pubblico, vogliamo segnalare che il cimitero di Torre Annunziata osserva un solo turno di apertura: quello mattutino. Strano perché TUTTI i cimiteri d’Italia prevedono un turno mattutino e uno pomeridiano…”.

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