“Il Var? Non si puo’ e non si deve tornare indietro: e’ uno strumento fantastico, ma certe tempistiche vanno accelerate. Gli errori dall’inizio dell’anno sono pochi ma qualcuno eclatante e, visto da fuori, incomprensibile”. Lo ha detto, ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su RadioUno, il presidente del Coni, Giovanni Malago’. “Se il campionato mi diverte? Quando ci sono determinate partite, come Atalanta-Juventus o Milan-Roma, mi diverte ancora molto – spiega il numero uno dello sport italiano – Quando vedi invece goleade o la manifesta inferiorita’ di altre, molto meno. Un numero inferiore di squadre sarebbe di buon senso: tutti sono d’accordo, ma il peso politico di poche societa’ e’ determinante e, per lo stallo statutario, il passaggio da 20 a 16 squadre e’ mancato. La Lega non ha ancora un presidente? Ci sara’ un’assemblea che formalizzera’ gli elementi statutari che, nel giro di 7-10 giorni, a meno che non vogliano rovesciare di nuovo il tavolo, cosa che sarebbe un suicidio, portera’ ad una nuova governance. Sarebbe pazzesco se non si andasse a dama”.
Las Vegas, spari al concerto: 2 morti e 24 feriti. Ucciso l’assalitore
Due morti e 24 feriti é il primo bilancio della sparatoria nella zona dei disordine’ di Las Vegas. Una persona armata , che è stata uccisa dalla polizia, ha preso di mira le persone sulla Strip di Las Vegas Strip e uno sconosciuto ha sparato sulla folla dalle finestre del Mandalay Bay Resort and Hotel, secondo le prima confuse testimonianze dalla città del Nevada, mecca Usa del gioco d’azzardo. L’assalto è avvenuto al festival di musica country Route 91 Harvest che era in corso di fronte al Mandalay Bay. La polizia è intervenuta isolando la zona e sta dando la caccia agli assalitori, il cui numero è ancora imprecisato il numero degli sparatori. Secondo la Cnn uno degli assalitori sarebbe morto. La portavoce dell’ospedale universitario di Las Vegas Danita Cohen ha detto che la struttura sta accogliendo “diversi” feriti da arma da fuoco. Su Twitter i testimoni dicono di spari dai 29esimo piano dell’albergo e di una guardia della sicurezza colpita al 32esimo piano. Gli spettatori del festival hanno riferito di colpi di arma automatica.
Vendeva baby tartarughe su internet: denunciato
Un altro sequestro effettuato dalle Guardie Zoofile Agriambiente del Coordinamento Provinciale di Napoli che grazie al Nucleo Telematico hanno scovato su internet la vendita di tartarughe terrestri senza documentazione. Gli Agenti fingendosi clienti hanno contattato il venditore per l’acquisto degli esemplari. Lo stesso dava appuntamento presso il distributore di carburante all’Auchan di Giugliano. Al momento dell’incontro vista la fauna gli Agenti si qualificavano e per queste, venivano sequestrate al venditore P.E. di anni 31 di San Cipriano d’Aversa 10 esemplari di Testo Hermanni baby detenute in uno scatolino. Dopo l’identificazione gli Agenti sono andati con il venditore nelle sua abitazione dove rinvenivano altre 2 baby tartarughe e 2 tartarughe adulte nel proprio giardino che venivano sequestrate. Il venditore è stato denunciato. La vendita abusiva di tali animali sta diventando una piaga molto diffusa, un commercio che porta diverse di decina di migliaia di euro annue nelle tasche di queste persone.
Google: ”Gli editori sceglieranno notizie gratis o a pagamento”
Limitare i contenuti gratuiti e porre fine alla politica del “primo click gratis”. E’ la nuova strategia annunciata da Google, per sostenere i ricavi degli editori in difficolta’ per il passaggio dal cartaceo al digitale. “Veramente credo che Google e gli editori di notizie condividano una causa comune”, ha detto il vicepresidente del colosso Usa, Philipp Schindler; “I nostri utenti danno valore al giornalismo di alta qualita'”. La piu’ significativa delle misure annunciate e’ l’adozione di un modello flessibile che permettera’ agli editori di esigere la sottoscrizione di un pagamento in qualsiasi momento; le testate potranno decidere se mostrare gli articoli gratuitamente o prevedere una forma di pagamento per una parte o per l’intero contenuto.
Il Vangelo del giorno
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 18,1-5.10.
In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?».
Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:
«In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.
E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me.
Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».
Benevento: si resta in ritiro a Roma
Un solo giorno di riposo. Da domani il Benevento torna in ritiro al «Mancini Park Hotel» nonostante la sosta del campionato: niente di punitivo ma una semplice prosecuzione di quanto già programmato nei giorni scorsi. Baroni spera di recuperare anche Ciciretti e Antei dopo aver ritrovato D’Alessandro, Djimsiti e Iemmello, tre pedine fondamentali per il suo scacchiere. Proprio questi ultimi due, a microfoni e taccuini nel dopo-gara sottolineano la buona prestazione della squadra nonostante la settima sconfitta di fila. Come contro il Torino, anche stavolta c’è mancato davvero poco per incamerare il primo punto. Abbiamo disputato davvero una buona gara – spiega Berat Djimsiti -. Ci siamo opposti all’Inter con ardore e combattività. Questa prova non può che farci essere fiduciosi in vista dei prossimi impegni. In particolare per me, che non scendevo in campo da troppo tempo è stata un’iniezione di adrenalina non indifferente. Ho passato qualche momento complicato ma adesso mi sento bene e posso finalmente dare il mio contributo». L’albanese analizza nel complesso il campionato del Benevento unitamente ai vantaggi che ha portato il ritiro nella capitale. «Dobbiamo in ogni caso migliorare ancora tanto. Il ritiro? È stato un toccasana – ammette – e ha dato la possibilità a molti di noi di approfondire la conoscenza visto che alcuni sono arrivati addirittura negli ultimi giorni di mercato e non c’era stata ancora la possibilità di familiarizzare. Ora stiamo lavorando per diventare un gruppo coeso e unito, questo è di capitale importanza per essere compatti verso l’obiettivo salvezza. A Roma abbiamo trascorso molto tempo insieme e i risultati sul campo si sono visti. Ora siamo già proiettati verso la sfida col Verona: avremo a disposizione ben due settimane per prepararla e cercheremo di farlo con tutto l’impegno possibile. Sarà una gara-chiave per la salvezza e abbiamo tutta l’intenzione di farci trovare pronti. Il gol primo incassato? Eravamo posizionati male. Sono errori che contro una squadra come l’Inter si pagano, non c’è niente da fare». Anche Iemmello è più o meno sulla stessa lunghezza d’onda. Per lui un assist a D’Alessandro in occasione del gol e una rete annullata per un fuorigioco che purtroppo non c’era. «Non portiamo a casa punti – precisa l’attaccante – ma la consapevolezza di potercela giocare con tutti gli avversari. Siamo dispiaciuti per come è finita, soprattutto perché abbiamo avuto diverse occasioni per poterla pareggiare. Ora non resta che pensare al Verona, con 15 giorni a disposizione per poterci preparare c’è tutto il tempo per oliare meccanismi e acquisire una maggiore intesa. Sarà una partita dove non possiamo fallire». Iemmello è convinto che la sosta potrà fare solo bene a lui e ai compagni. «Molti di noi, me compreso, ancora non hanno avuto la possibilità di lavorare in un certo modo a causa degli acciacchi. Per questo potremo trarre grande giovamento dalla pausa di campionato. In più ci sarà utile per consentire a calciatori attualmente indisponibili di tornare arruolabili. Questa squadra ha grossi margini di miglioramento e questo ci lascia ben sperare». L’attaccante racconta anche la dinamica del gol annullato. «L’arbitro credo abbia fischiato il fuorigioco di D’Alessandro. Io non ero in posizione irregolare e non ritengo che quella di Marco fosse attiva. Peccato. Volevo sottolineare che il pubblico ci ha dato una grande mano: nonostante le tante sconfitte hanno sostenuto la squadra fino alla fine, salutandoci con applausi e incitamenti. La nostra crescita è graduale e deve trovare costanza attraverso il lavoro. Chiaro che poi occorrono anche i risultati, perché senza quelli non si va da nessuna parte»
Avellino: occhio allo stadio…
Il vento, quello che soffia, sferzante, lassù in vetta dove l’Avellino si è posizionato, è comunque una bella sensazione. «Un primo posto che obiettivamente nessuno poteva immaginare, nonostante la convinzione di aver lavorato bene in estate nell’allestimento della squadra – confessa candidamente Walter Taccone ma il calcio è bello perché premia sforzo, impegno, lavoro e noi al momento abbiamo fatto, interpretato tutto questo, anche se un pizzico di fortuna visto oggi (ieri, ndr) nella gara con l’Empoli c’è stato e senza questa componente non si centra alcun grande risultato; mi riferisco non solo ad una vittoria sull’avversario di turno ma anche ad altro». Così il presidente dell’Avellino fa una rivelazione: «Nel dopogara i ragazzi mi hanno cercato e scendendo negli spogliatoi, mi sono congratulato con tutti loro, dicendo che avevo finalmente visto un Avellino formato anni Ottanta, una squadra che entra in campo decisa ad aggredire, soffrire quando c’è da soffrire, risalire la china e soprattutto provare sempre a vincere, anche nelle avversità e rimontare due gol all’Empoli obiettivamente lo era. Ma queste sono cose che danno morale, fortificano l’autostima e presentano un Avellino da temere. Domenica al San Nicola serviranno con il Bari che dovrà sapere di avere al suo cospetto una squadra da rispettare, che non si arrocca in difesa, ma combatte, attacca e gioca un ottimo calcio: questa è una grande soddisfazione per un presidente ma soprattutto per una tifoseria, che ringrazio per la convinzione di credere nelle qualità non solo tecniche di questi ragazzi, ma anche in quelle umane e che l’ha convinta a spingere e sostenere la squadra: insomma, una vittoria di gruppo, intendo di tutte le componenti, che lascia ben sperare per il futuro». Nei confronti del quale Taccone però sciorina molto realismo: «Promozione in A? Non diciamo eresie: non abbiamo fatto ancora nulla, giochiamo gara dopo gara senza montarci la testa, ma rimanendo umili e concentrati; nel calcio basta un nulla per perdere un match, diventare brocchi dopo essere stati considerati campioni. La verità sta sempre nel mezzo, nell’equilibrio che bisogna dimostrare con il lavoro, il sacrificio e la pazienza. Noi tutti ne dovremo avere molta, perché il campionato è ancora lungo. Fatto è che abbiamo allestito una squadra competitiva, affidata ad un ottimo tecnico, Novellino, che sa cosa fare e come fare a trarre il meglio dai ragazzi, scegliendo schemi ed uomini adatti ai medesimi. La squadra è completa in tutti reparti ma se a gennaio dovessimo aver bisogno di qualcuno ed il mister ce lo chiederà, lo accontenteremo. Mancano tre mesi, può succedere di tutto, mi auguro in positivo per noi, ma ribadisco, non mi tirerò indietro». Ai tifosi un assist importante. «Meritano una sede più consona ma questa non è casa mia aggiunge Taccone riferendosi al Partenio Lombardi qui sono un ospite.Nelle altre città, vedi Frosinone, il Comune ha costruito lo stadio in tandem con la società che ha contribuito ai lavori, specchio di una simbiosi perfetta. E questa sinergia va creata anche ad Avellino. La nostra disponibilità c’è, inoltre con l’amministrazione stiamo provando a chiudere la lunga querelle degli anni passati del dare avere ed ho l’impressione che il Comune avendo deciso di ragionare in modo sereno, quando in 10-20 giorni arriveremo al punto, si potrà cominciare a ragionare. Abbiamo già un progetto perfetto che è poi la riqualificazione dell’intera area intorno allo stadio: centro commerciale, foresteria, torre, parcheggi nuovi. Insomma una riqualificazione a tutto tondo che comprenderà l’area stadio di calcio, palazzetto dello sport del basket e piscina comunale».
Salernitana: Sprocati va alla grande
Del resto doveva essere la stagione di Sprocati, e per il momento tutto sembra stia andando per il verso giusto. Sette giornate in archivio e l’antipasto offerto dall’esterno lombardo ha conquistato il palato di tutti. Anche e soprattutto del suo allenatore. Vero è che la panchina iniziale di Parma ha lasciato tutti sbigottiti, ma Bollini ha spinto e non poco per averlo anche in questa stagione. Poi se gli anticipa anche che farà gol, come accaduto venerdì sera al Tardini prima della sostituzione, allora funziona tutto decisamente alla grande. Merito di quella continuità che Mattia Sprocati ha ritrovato negli ultimi tempi. Dopo una lunga, anzi lunghissima, attesa in tal senso. In questo avvio di campionato ha infatti giocato sin dal primo minuto 5 delle 7 gare totali disputate, saltando soltanto Carpi e Parma. Coincidenza oppure no, nel primo caso è arrivata una sconfitta e nel secondo il pari è stato riacciuffato principalmente per merito dell’ex Pro Vercelli. Una maglia, quella da titolare, conquistata già nella passata stagione quando disputò dall’inizio 9 delle ultime 13 partite del torneo cadetto. Un ruolino di marcia che Sprocati non aveva addirittura dal 2012-13 quando giocò con grossa continuità con la maglia della Reggiana in Lega Pro. Nel mezzo tanta panchina, tanti scampoli di gara e poche maglie da titolare (non più di tre di fila). Ma mai una polemica da parte del direttore interessato. Neppure a Parma quando, come già raccontato, ha sorpreso un po’ tutti la sua esclusione che sembrava avesse addirittura rovinato l’intera serata, poi però spazio alla sostituzione ed il party è potuto finalmente cominciare. 1 gol, 2 tiri nello specchio, 19 palloni giocati, 8 passaggi riusciti, 4 giocate utili ed 1 palla recuperata, senza dimenticare anche le 7 palle perse che in una partita come quella di due giorni fa non hanno però lasciato nessun segno. Questa in numeri la (grande) gara di Sprocati al Tardini. Che sia 4-3-3, 3-5-2 o 3-4-3 cambia poco, per il numero 28 granata deve esserci sempre spazio. Le numerose qualità tecniche ma anche tattiche gli consentono di fatto di poter giocare in varie zone di campo. In questo primo mese e mezzo di campionato, ad esempio, ha già ricoperto il ruolo di esterno di sinistra, di destra ed ha fatto anche il trequartista alle spalle di due punte. Tutto quello che in pratica avrebbe dovuto fare Alessandro Rosina, che complice gli infortuni e l’esplosione del suo compagno di squadra rischia ora di perdere per davvero un posto nell’undici iniziale. Perché rubare la scena allo Sprocati di questo avvio di campionato sembra quasi impossibile. Ma non solo per Rosina, un po’ per tutti i protagonisti dell’intero panorama di serie B. Il motivo è molto semplice. Anzi dovremmo dire i motivi. Partiamo dal primo. Da quello più incisivo: dopo Alesami del Palermo e Pasqual dell’Empoli il terzo miglior esterno di sinistra per produttività globale è proprio il granata. Ma è solo l’inizio. Ecco un altro dato. Nel caso dei passaggi chiave forniti ai propri compagni di squadra sfiora la percentuale del 70% ed è sul podio con Brugman del Pescara e Coronado del Palermo. A ruota, poi, tante altre statistiche significative.
Insigne: ”Il campionato è ancora lungo, continuiamo su questa strada”
“Gli spareggi mondiali non mi fanno paura, cercheremo di affrontarli nella maniera migliore possibile e di andare in Russia”. Lo ha detto l’attaccante del Napoli, Lorenzo Insigne, prima di raggiungere Coverciano, sede del ritiro azzurro, dove la rosa guidata dal c.t. Gian Piero Ventura da oggi inizierà a preparare la prossima gara di qualificazione ai mondiali di ‘Russia 2018’, quella contro la Macedonia. Insigne ha anche parlato delle dodici vittorie consecutive del Napoli fra la scorsa e l’inizio di questa stagione. “Stiamo facendo bene ma dobbiamo continuare cosi’ perche’ il campionato e’ ancora lungo e speriamo che continuiamo su questa strada. Col Napoli facciamo un calcio, con il mister della Nazionale ne facciamo un altro-ha aggiunto Lorenzo Insigne– Io cerco di adattarmi ed in qualsiasi ruolo gioco cerco di dare una mano al mister della Nazionale. Contro la Macedonia e l’Albania sono partite importanti e fondamentali e noi sicuramente le affronteremo con la mentalita’ giusta, e cercheremo di fare risultato perche’ dobbiamo fare per forza risultato. Gli infortuni di Belotti e Verratti? Sono due giocatori molto forti e fondamentali per la nostra Nazionale. Chi li sostituira’ sicuramente ci dara’ una mano e si mettera’ a disposizione del mister. Io sto bene, cerco di dare tanto per questa Nazionale perche’ l’ho sempre sognata. Mi mettero’ a disposizione del mister e di dargli una mano per fare risultato nelle prossime due partite”.
Abusavano di una bambina con la scusa dei gattini: indagati due anziani
Avrebbero abusato di una ragazza minorenne fingendosi conoscenti della famiglia. La ragazzina, una 15enne, era diventata oggetto di desiderio di due uomini. I fatti, secondo la procura di Nocera Inferiore, risalgono dal 2012 al 2015. Un’indagine delicata quella che sta svolgendo la Procura che vedrebbe coinvolti due uomini che in periodi diversi avrebbero approfittato della minore nata in Bulgaria ma residente ad Angri. Si tratta di un 69enne ed un 80enne che in più circostanze avrebbero mostrato atteggiamenti gentili ed amichevoli con la scusa di farle vedere dei gattini. La ragazza nel periodo attenzionato aveva 13 anni, fu attirata in cantina dal 69enne che la costrinse ad avere un rapporto sessuale. La bambina avrebbe provato più volte a divincolarsi, minacciando inutilmente di raccontare tutto ai carabinieri. La fuga sarebbe risultata impossibile, avendo l’uomo chiuso a chiave l’ingresso della cantina. Ma altre volte, invece, il 69enne l’avrebbe semplicemente costretta con violenza, afferrandola per il polso. L’80enne invece avrebbe abusato della ragazzina quando la piccola aveva 11 anni. In quella circostanza l’uomo si sarebbe finto un amico del padre della piccola, deceduto tempo prima, andando a prenderla all’esterno di una chiesa per poi condurla nella propria automobile. Da lì, il viaggio verso un luogo isolato, dove anche stavolta la vittima avrebbe subito una violenza di tipo sessuale. La procura ha chiesto l’incidente probatorio con audizione protetta della ragazzina che dovrebbe spiegare agli inquirenti cosa sarebbe accaduto.
Schianto fatale lungo la Statale Appia: muore uomo originario di Portici
Un uomo originario di Portici ma residente nell’Alto Casertano è morto ieri in un incidente stradale che si è verificato lungo la statale Appia tra Casale di Carinola e Sessa Aurunca. La vittima si chiamava Umberto Mese, 59 anni. Era su uno scooter insieme con la moglie quando in una curva poco illuminata si sono schiantati contro una Fiat Panda. L’uomo ha perso la vita sul colpo mentre la moglie ha riportato gravi ferite ed è ricoverata in prognosi riservata all’ospedale di Sessa Aurunca. Il conducente della Panda che è risultato positivo all’alcol test è stato denunciato per omicidio stradale.
Napoli, rissa tra baby gang: minorenne inseguito sul lungomare
Ennesima rissa sul lungomare di Napoli nel week end. Due baby gang si sono affrontati sui marciapiedi nei pressi di piazza Vittoria. Tutti minorenni. Uno dei ragazzini ha avuto la peggio. Era quello presi di mira dal rivale. Ma è riuscito a scappare. E’ stato inseguito fino alla Galleria della Vittoria dove è riuscito a seminare gli avversari della baby gang. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire attraverso le immagini delle telecamere quanto accaduto. Negli ospedali napoletani non si è presentato alcun ferito. Il ragazzino evidentemente ha preferito curarsi a casa.
Terremoto: scossa di magnitudo 3.7 al largo delle isole Eolie
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 é stata registrata alle 3:26 al largo delle isole Eolie. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 295 km di profondità ed epicentro davanti la costa est di Stromboli, a 77 km da Messina. Non si hanno segnalazioni di danni a persone o cose.
Horror-Camorra: testa tagliata e usata come pallone per giocare a calcio. IL RACCONTO CHOC DEL BOSS PENTITO
Sembra la scena di un film dell’horror eppure a leggere i verbali di Gennaro Notturno ‘o sarracino, uno che fino a pochi mesi fa era uno dei capi del clan degli “scissionisti”, quella testa del rivale tagliata con un seghetto da falegname e fatta rotolare, presa a calci come un pallone, è il macabro epilogo di un omicidio di camorra: quello di Giulio Ruggiero, ucciso il 21 gennaio del 2005. Dodici anni fa. Quella testa mozzata, usata per giocare a calcio in una villa di Varcaturo dal boss provocò il disgusto di due affiliati che vomitarono per quella scena a cui dovettero assistere, e poi fu portata al cospetto di una vedova di camorra ucciso da un cugino di quell’uomo. L’omaggio della vendetta e l’inizio di una faida che tra il 2004 e il 2005 ha insanguinato Napoli e l’hinterland. “E’ iniziata la guerra, siete pronti?” disse il capoclan ai suoi affiliati. Il racconto di una delle faide più sanguinarie della storia della camorra partenopea viene raccontata in questi mesi da Gennaro Notturno che racconta la guerra tra i Di Lauro e gli Amato-Pagano. La Gomorra reale che va aldilà della fiction che in questi anni ha raccontato quella Napoli sanguinaria.
Gennaro Notturno, alias ‘ sarracino, era uno dei capi della cupola di “scissionisti” che ha creato un impero milionario sui traffici di cocaina. I suoi verbali come quelli di Pasquale Riccio, un affiliato legato agli Abbinante, sono terrificanti. Notturno, un boss disposto a tutto, racconta 38 omicidi in un verbale illustrativo di 16 pagine, facendo nomi e cognome di killer e mandanti di rivali della camorra ma anche di persone innocenti come Antonio Landieri e Gelsomina Verde. Tra gli omicidi ricostruiti dal neo pentito Notturno, come riporta Il Corriere del Mezzogiorno, anche quelli dei genitori di tre capiclan e di Gaetano De Pasquale, ucciso il 1 novembre del 2004. De Pasquale aveva 26 anni, quando fu sequestrato e portato al cospetto di Cesare Pagano, il capo della rivolta. “Lo legò ad una sedia e lo interrogò per ore” dice Notturno. Il giovane piangeva implorava di non essere ucciso, ma il boss gli mostrò migliaia di euro: “Gli disse che se avesse svelato i piani dei Di Lauro lo avrebbe fatto migrare in Sudamerica”. Prima lo fece parlare, “poi i suoi uomini lo affogarono in una bacinella piena d’acqua e gettarono il corpo in un pozzo”.
Mattanza quella che i Di Lauro misero in atto in quegli anni. Il 30 ottobre del 2004 i killer incrociarono in strada un 75enne, Salvatore De Magistris patrigno del killer Biagio Esposto. “I Di Lauro lo picchiarono e gli passarono sul corpo con la motocicletta” racconta Notturno, morì per le profonde ferite. Un mese dopo arrivò la ritorsione, fu assassinato all’Arenaccia Gennaro Emolo, il padre di un altro boss: “Spuntarono da dietro con il silenziatore montato su 7,65. Un colpo alla nuca e si accasciò”. L’uomo vendeva carciofi per strada. Notturno parla anche di compensi, soldi, tanti soldi frutto del traffico di cocaina venivano dispensati ai killer più feroci. “Per uccidere noi killer indossavamo Rolex da 100mila euro”. L’ostentazione della ricchezza accumulata con il sangue. Un dettaglio che passa in secondo piano rispetto all’efferatezza dei killer nei confronti di una ragazza legata ai Di Lauro “le bruciarono il volto con l’acido muriatico” racconta Notturno.
Wind presenta All Inclusive VEON Edition
Wind presenta All Inclusive VEON Edition, a fronte di un canone di 9 euro ogni 30 giorni, offre minuti illimitati e 500 SMS verso tutti, e 5 GB di traffico dati in 4G, superati i quali la velocità di navigazione verrà ridotta a 128 kbps, diventando “illimitata”. L’offerta sarà attivabile solo su nuova SIM dall’interno dell’app VEON.
Inoltre tutti i nuovi clienti con offerta ricaricabile che scaricheranno e si registreranno al servizio VEON entro 15 giorni dall’attivazione della SIM, potranno ottenere 5 euro di credito omaggio.
Berisha ferma la Juve, il Napoli è capolista solitario
La Juve si fa rimontare da 2-0 a 2-2 contro l’Atalanta, spreca anche un rigore con Dybala e lascia cosi’ il Napoli da solo al comando. A Bergamo prima da titolare per Bernardeschi, assieme a Dybala e Mandzukic alle spalle di Higuain, al rientro dal primo minuto, Benatia affianca Chiellini, Asamoah fa rifiatare Alex Sandro. Gasperini sceglie Palomino per completare il trio difensivo con Masiello e Caldara, in mezzo Cristante e Freuler con Spinazzola a sinistra e Kurtic a ridosso di Cornelius, preferito a Petagna, e Gomez. Parte meglio la Juve ma il sinistro di Bernardeschi e’ facilmente controllato da Berisha mentre al 15′ la girata in area di Higuain e’ debole sulla torre di Mandzukic. Ma fra il 21′ e il 24′ la squadra bianconera piazza un micidiale uno-due con Bernardeschi sugli scudi: l’ex viola prima ribatte in rete da due passi la pessima respinta di Berisha sulla conclusione da fuori non irresistibile di Matuidi, poi trova l’imbucata giusta in area per il Pipita che di sinistro non perdona. Ma l’Atalanta riapre la gara poco dopo la mezz’ora e anche stavolta pesa un errore di un portiere, perche’ Buffon non trattiene la punizione di Gomez e Caldara insacca. Gasperini toglie un abulico Cornelius per inserire Ilicic che subito si mette in evidenza con un pallone d’oro per Kurtic che di testa spreca malamente da due passi. A inizio ripresa bianconeri insidiosi con Benatia e Higuain e allora Gasperini si gioca anche la carta Petagna per Kurtic. Il 3-1 di Mandzukic viene giustamente annullato grazie alla Var per la precedente gomitata di Lichtsteiner su Gomez e al 22′ l’Atalanta pareggia: cross del Papu e incornata vincente di Cristante. La Juve potrebbe riportarsi in vantaggio: Petagna intercetta col braccio largo una punizione di Dybala, Damato si consulta col Var e indica il dischetto ma Berisha si riscatta parando la conclusione di Dybala.
ATALANTA-JUVENTUS 2-2
ATALANTA (3-4-1-2): Berisha 6.5; Masiello 7, Caldara 7, Palomino 6.5; Hateboer 5.5, Cristante 7 (43’st De Roon sv), Freuler 6, Spinazzola 5; Kurtic 5.5 (11’st Petagna 5.5); Cornelius 5 (32’pt Ilicic 6), Gomez 6.5. In panchina: Gollini, Castagne, Haas, Rossi, Vido, Gosens, Orsolini, Bastoni, Mancini. Allenatore: Gasperini 6.5.
JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon 5; Lichtsteiner 5.5 (21’st Barzagli 6), Chiellini 5.5, Benatia 5.5, Asamoah 6; Bentancur 6.5, Matuidi 6; Bernardeschi 6.5 (24’st Cuadrado 5.5), Dybala 5, Mandzukic 5.5 (33’st Douglas Costa sv); Higuain 6. In panchina: Szczesny, Pinsoglio, Rugani, Alex Sandro, Sturaro, Caligara. Allenatore: Allegri 6.
ARBITRO: Damato di Barletta 6.
RETI: 21’pt Bernardeschi, 24’pt Higuain, 31’pt Caldara, 22’st Cristante.
NOTE: cielo nuvoloso, terreno in buona condizioni. Spettatori: 24 mila circa. Al 38’st Berisha para un rigore a Dybala. Ammoniti: Lichtsteiner, Gomez, Palomino, Petagna. Angoli: 3-0 per la Juventus. Recupero: 1′, 6′.
A2 Ovest – Debutto amaro per Napoli al PalaBarbuto: Eurobasket non sbaglia
Il Cuore Napoli Basket di Ciro Ruggiero fa il suo esordio in Serie A2 Girone Ovest dopo la splendida annata precedente culminata con la vittoria dei playoff di B e della Coppa Italia undici anni dopo la vittoria di quella Napoli targata Carpisa. Al PalaBarbuto i cestisti dal Cuore azzurro ricevono il peggior cliente possibile: l’Eurobasket Roma di Coach Bonora che quest’anno ha ambizioni da grande. Napoli priva di Mattia Mastroianni, Guglielmo Caruso e Gennaro Sorrentino, Ingrosso e Marziaioli, tra gli elementi chiave del team sin dal precampionato, recuperati invece Vucic, Nikolic, Maggio e Fioravanti sebbene non al meglio della condizione. Napoli fatica a stare sul parquet al cospetto di Piazza e compagni che partono subito fortissimo con i giochi sotto le plance. I 4 rimbalzi complessivi totalizzati dei partenopei all’intervallo lungo rendono l’idea della difficoltà oggettiva degli uomini di Coach Ciccio Ponticiello nel pitturato. Gli azzurri sono comunque ”caldi” dai 6.75 e piazzano ben 6/7 canestri dalla lunga distanza nel solo primo quarto. Nonostante il coraggioso inizio di Napoli, Roma tiene sotto scacco i partenopei con le giocate di Deloach, Piazza, l’ex Brkic, Sims e Poletti. I padroni di casa non demordono mai per tutto l’arco del match dimostrando comunque una buona aggressività nonostante le rotazioni corte ed il duo Nikolic-Vucic a mezzo servizio. Il finale recita 90-68 Eurobasket con Napoli che bagna il proprio esordio nel massimo campionato dilettantistico con il rammarico di non aver potuto schierare molti elementi cardine.
Tabellino
Cuore Napoli Basket – Leonis Roma 68-90 (24-29, 11-22, 15-19, 18-20)
Cuore Napoli Basket: Kerry Carter 18 (1/2, 4/11), Stefan Nikolic 17 (6/6, 1/2), Roberto Maggio 13 (3/5, 2/4), Alessio Ronconi 6 (0/1, 2/6), Hrvoje Vucic 5 (1/3, 1/2), Bruno Mascolo 5 (2/3, 0/2), Nikolay Vangelov 4 (1/2, 0/0), Matteo Fioravanti. NE: Giuseppe Lepre, Antonio Gallo, Massimiliano Bordi, Vincenzo Malfettone. All. Ponticiello, Ass. Russo e Trojano
Tiri liberi: 10 / 20 – Rimbalzi: 15 6 + 9 (Kerry Carter 5) – Assist: 9 (Kerry Carter, Roberto Maggio 3)
Leonis Roma: Michael Deloach 30 (5/5, 5/7), Deshawn Sims 22 (11/15), Mitchell Poletti 18 (6/11, 1/1), Giulio Casale 7 (0/2, 2/2), Alessandro Piazza 3 (0/0, 0/1), David Brkic 3 (0/0, 1/3), Eugenio Fanti 2 (1/1, 0/2), Matteo Frassineti 2 (1/2, 0/2), Alessandro Cecchetti 2 (1/1, 0/0), Daniele Bonessio 1 (0/2, 0/1), Leonardo Galli 0 (0/0, 0/0), Matteo Santucci 0 (0/0, 0/0). All.
Tiri liberi: 12 / 14 – Rimbalzi: 28 9 + 19 (Deshawn Sims 9) – Assist: 13 (Eugenio Fanti 4)
Arbitri: Brindisi, Pecorella e Bartolomeo
di Mario Miccio
Referendum Catalogna, la polizia assalta i seggi: oltre 700 feriti
La polizia spagnola ha fatto irruzione con i manganelli, sparando pallottole di gomma e lanciando lacrimogeni, nei seggi dove migliaia di catalani si sono recati alle urne per votare nel referendum d’indipendenza proibito da Madrid. I servizi di emergenza catalani hanno soccorso 761 persone ferite o contuse ai seggi, secondo l’ultimo bilancio. Il ministero del Interni ha detto che 33 agenti di polizia hanno avuto bisogno di assistenza medica. Le violenze hanno suscitato allarme all’estero e inasprito le tensioni tra il governo del premier Mariano Rajoy e le autorità catalane nella peggiore crisi politica della storia della Spagna post-franchista. Il referendum è stato organizzato in segreto sotto minaccia di rappresaglie e incriminazioni penali ma migliaia di catalani hanno sfidato il governo di Madrid al grido di “Votarem”, voteremo. Rajoy ha detto che il referendum è stato bloccato. “Oggi non c’è stato un referendum sull’autodeterminazione in Catalogna. Lo stato di diritto resta in vigore con tutta la sua forza” ha detto dalla Moncloa in un intervento trasmesso dalla tv spagnola. Dalla mattinata, dopo che la polizia regionale si è rifiutata di intervenire con la forza restando fuori dai seggi, gli agenti in tenuta anti-sommossa della polizia nazionale e della Guardia civil sono intervenuti con i manganelli sguainati per sigillare i seggi e sequestrare le urne, provocando scontri. I video sui social media mostrano gli agenti che trascinano gli elettori per i capelli, gettano persone dalle scale e aggrediscono i pompieri che proteggono un seggio.
Nella seconda consultazione su questo tema in tre anni 5,3 milioni di catalani erano chiamati ad esprimersi sull’indipendenza dalla Spagna della ricca regione del nordest, che ha una propria lingua e una propria cultura. Il quesito era “volete che la Catalogna diventi uno stato indipendente in forma repubblicana?”. La legga sul referendum prevede una dichiarazione d’indipendenza entro 48 ore se il “sì” prevarrà, ma il governo regionale non sembra intenzionato a percorrere questa strada. Già prima del voto la magistratura aveva ordinato il sequestro delle schede, l’arresto degli organizzatori e la chiusura dei siti che promuovevano il voto dichiarato incostituzionale dai tribunali di Madrid. La vicepremier Soraya Saenz de Santamaria ha invitato le autorità catalane a smettere la “farsa” del referendum. Migliaia di persone si sono raccolte fuori dai seggi prima dell’alba unendosi a coloro che avevano dormito all’interno per garantire l’apertura delle urne. Nel centro di Barcellona la polizia ha caricato gli elettori seduti per terra sparando proiettili di gomma. All’esterno di un altro seggio gli scrutatori hanno eretto barricate per tener fuori gli agenti. – La repressione è stata attaccata duramente dai leader catalani. “l’uso ingiustificato della violenza, irrazionale e irresponsabile, da parte dello Stato spagnolo non fermerà a volontà del popolo catalano” ha detto il presidente catalano Carles Puigdemont. La polizia, ha aggiunto, ha usato “manganelli, pallottole di gomma e forza indiscriminata” contro persone che dimostravano “pacificamente”. “Il capo di un governo vigliacco ha inondato la città di polizia” ha scritto su Twitter la sindaca di Barcellona Ada Colau, che ha aggiunto “Barcellona città di pace, non ho paura”, riprendendo lo slogan spontaneo coniato dopo gli attacchi jihadisti di agosto sulla Rambla. La polizia ha fatto irruzione nel centro sportivo nei pressi di Girona dove avrebbe dovuto votare Puigdemont, rompendo le vetrate. Ma il presidente è riuscito comune a votare nella vicina Cornella del Terri, e in molte zone il voto è stato del tutto tranquillo. La squadra di calcio del Barcelona ha dovuto giocare a porte chiuse il suo match di oggi, 3-0 contro il Las Palmas, che sulla maglie aveva cucito una bandiera spagnola. Dopo i disordini il club aveva chiesto invano il rinvio della partita alla Liga spagnola. “la peggior esperienza professionale della mia vita” l’ha definita il centrocampista Gerard Piqué: “il calcio è stata l’ultima preoccupazione”.
Tragedia a Napoli: bimbo di due anni muore soffocato con latte e biscotti
Una tragedia si è consumata in serata a Napoli dove un bimbo di soli due anni è morto soffocato da latte e biscotti. Il piccolo è stato accompagnato al Loreto mare dai genitori ma nonostante i tentativi dei medici di rianimarlo il suo cuore ha cessato di battere pochi minuti dopo il ricovero. Il piccolo era stato colto da malore a casa dopo aver preso latte con i biscotti. Fatale probabilmente un boccone andato di traverso. I genitori hanno cercato di rianimarlo a casa. E’ arrivato in ospedale in condizioni disperate.
Ingresso gratis: code e tensioni alla Reggia di Caserta
Code e qualche tensione questa mattina alla Reggia di Caserta per la prima domenica del mese in cui, come in tutti i musei statali, l’ingresso agli Appartamenti storici era gratuito mentre la visita al Parco costava solo 5 euro. Da record l’ afflusso, con oltre 17 mila presenze. Questa volta pero’, a differenza di altre giornate particolari in cui era stata registrata una alta presenza di visitatori, come la Pasquetta ed il 25 Aprile, non e’ stata predisposta alcuna misura straordinaria da parte della Prefettura per accogliere meglio i turisti. Mancavano le transenne e le forze dell’ordine non erano in numero sufficiente. Cosi’ le file sono arrivate fino alla stazione ferroviaria, distante qualche centinaio di metri dall’ingresso principale del monumento patrimonio dell’Unesco. Dalla Reggia non e’ probabilmente partita alcuna segnalazione per organizzare meglio l’afflusso, perche’ nessuno si aspettava un tale boom di ingressi. Ad un certo punto, visto la quantita’ di visitatori, gli ingressi agli Appartamenti sono stati provvisoriamente bloccati dalla Direzione, provocando le proteste dei turisti in attesa sotto un sole piuttosto caldo. Intanto la Polizia ha monitorato l’area sorprendendo numerosi parcheggiatori abusivi. Tre sono stati identificati in viale Ellittico e colpiti da ordine di allontanamento per 48 ore.



