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Napoli, migrante pregiudicato tenta di accoltellare guardia giurata alla Stazione: arrestato

Migrante senza fissa dimora  cerca di uccidere una guardia giurata nella Stazione Centrale di Napoli perché lo aveva invitato ad uscire. E’ stato arrestato grazie all’intervento della polizia ferroviaria. si tratta di Ibrahim  Sako nato in Senegal nel 1982, in Italia senza fissa dimora, pluripregiudicato sottoposto all’obbligo di presentazione alla P.G. presso il Commissariato di Vasto Arenaccia. E’ accusato del tentato omicidio ei confronti della Guardia Particolare Giurata, Basilio Volpe, napoletano di 53 anni, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.

Lo straniero privo di documenti, soggetto pericoloso, con numerosi precedenti penali, conosciuto agli operatori Polfer per essere abituale frequentatore della Stazione Centrale di Napoli e per aver consumato numerosi reati ai danni di viaggiatori e di personale delle Ferrovie, nei pressi del binario 5 di questa Stazione, aggrediva con un coltello, una Guardia Giurata in servizio. Nel corso di un controllo da parte della Guardia Giurata finalizzato all’allontanamento dell’immigrato, l’uomo non esitava ad estrarre un coltello tentando di colpirlo. E poi ha cominciato a urlare: “Io devo dormire, non mi voglio allontanare da qui, tu non sei nessuno. Lasciami stare. Io so chi se e non stai attento ti ammazzo…”. La guardia Giurata con mossa fulminea evitava il fendente, mentre una pattuglia del Reparto Operativo di Napoli centrale, vista la scena, interveniva immediatamente, disarmando il pregiudicato, bloccandolo, per poi condurlo negli uffici Compartimentali. Veniva sequestrato il coltello dalla lunghezza di circa 21 cm con lama seghettata di 11 cm circa.Il fermato è stato arrestato e rinchiuso presso la Casa Circondariale di Poggioreale.

Napoli, é un ex pusher legato alle Teste Matte il detenuto suicida a Poggioreale

E’ Massimiliano Marcello, 39 anni e un passato da esponente di punta nel gruppo delle “Teste Matte” dei Quartieri Spagnoli il detenuto che ieri si è impiccato nella sua cella del padiglione Palermo del carcere di Poggioreale dove era detenuto. Era stato condannato nel 2014 a dieci anni di reclusione per traffico di droga. Probabilmente non ha retto al peso del carcere e ha deciso di porre fine alla sua vita con un gesto estremo.

Il 39enne, come ricorda Il Roma, fece in passato parte del gruppo di narcotrafficanti capeggiati dai boss Lucio Morrone, alias “Spalluzzella”, e Paolo Pesce. Un’organizzazione, legata con le “Teste Matte” e alcuni esponenti del clan Abbinante di Scampia, e che avrebbe per anni invaso di droga le strade di Napoli. dalle indagini emersero le varie fasi dei cosiddetti “passaggi di mano”, attribuendo a ognuno le varie responsabilità. Del reato di traffico di sostanze stupefacenti furono accusati Lucio Morrone, Paolo Pesce, Vincenza De Fortis Nadi, Luigi Ombra, Luigi Egidio, Maria Rosaria Marino, Carmine Egidio, Vincenza Egidio, Salvatore Febbraio, Vincenzo Di Napoli, Paolo Russo, Massimiliano Marcello, Angelo Aldorasi, Giancarlo Di Pinto e Adriano Masi. Furono indagati, in particolare per la vendita, il commercio e il trasporto di cocaina, hashish, kobrett e ecstasy.

Osservatorio SIP, oggi gli adolescenti sono adulti

Il fatto che un ragazzino voglia crescere velocemente è una cosa del tutto normale e comune.

Con l’età si conquistano quelle libertà che da piccoli non si hanno, come guidare un’auto, sentirsi liberi di uscire ed agire, non dover sottostare alle regole dei genitori, non dover chiedere sempre permessi, etc.

Ma poi in realtà questi ragazzi vogliono realmente essere adulti? O meglio sanno cosa vuol dire diventare adulti?

Secondo alcuni psicologi gli adolescenti di oggi aspirano non tanto alla figura dell’adulto, visto come persona matura e responsabile, quanto ad una immagine di uomo prestante dal punto di vista fisico e sessuale, insomma il classico uomo trentenne che quotidianamente vediamo in Tv.

E’ un tipo di approccio che può alla lunga creare problemi di natura identitaria, esistenziale e quindi precursore di disagi psicologici. Nell’analisi di un percorso terapeutico infatti, gli esperti utilizzano un approccio psicologico del modello sociale ed individuale a cui il paziente tende, così da valutare l’esatto indirizzo psicoterapeutico da utilizzare.

Quindi la loro aspirazione si esaurisce nella fisicità e nella sessualità dell’essere adulto.

In realtà, invece, essere realmente adulti vuol dire prendere decisioni importanti, essere responsabili delle proprie scelte, saper fronteggiare le difficoltà quotidiane, essere guida per i propri figli, e tutto questo è impensabile per gli adolescenti di oggi, che forse in realtà, diciamola tutta, non vorrebbero crescere mai!

Se ci soffermiamo anche solo un attimo a guardare i nostri giovanissimi, è difficile trovare un modello di riferimento che possa distinguersi dalla massa.

Sono tutti impegnati a trasgredire, a curare il proprio aspetto fisico, a “godersi la vita”, a sentirsi, come dicono loro: Grandi!

Ma poi tra tutti chi sa veramente cosa voglia dire Vivere la vita tutti i giorni, fare sacrifici, rientrare a casa stremati dal lavoro, pur di avere uno straccio di stipendio? Forse Pochi…. Ma oggi la vita di un adulto è questa.

Stando ai risultati riportato dall’Osservatorio SIP quasi il 75% delle ragazze, oggi in Italia, considera solo il proprio look come priorità giornaliera, puntando a mettere in risalto il proprio corpo con tatuaggi, piercing e interventi al seno o alle labbra; il 26% dei maschi usa l’alcool e la droga come status simbol della propria “adultità” e solo il 10% prova ad adottare comportamenti più maturi, come ad esempio essere prudenti, cucinare, lavorare, leggere, studiare, etc.

Anche il modo di vestirsi delle quindicenni è a dir poco preoccupante!

Vedere queste ragazzine indossare abiti succinti e tacchi vertiginosi per sembrare più grandi e sentirsi guardate dagli uomini, è assolutamente anormale. Dove stanno le ragazze di 12 anni in jeans e scarpe da ginnastica impegnate a ridere e scherzare sulle prime esperienze, sulle prime conquiste, sulle prime paure adolescenziali?

Ormai siamo diventati la società del tutto e subito! Si nasce già adulti.

Forse dovremmo semplicemente ricordare che a volte il verbo trasgredire non vuol dire perde di vista la propria identità, ma salvaguardare la propria individualità, in ogni fase della vita!

Il bello è proprio questo: non esiste né il testo REW (riavvolgimento), né tasto FF (avanzamento veloce), ma solo Play!

 

Smantellata banda che portava in Somalia mezzi militari in disuso: 5 arresti

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E’ stato arrestato stanotte, dalla Polizia Stradale di Firenze, anche l’ultimo dei quattro somali, nell’ambito delle indagini condotte nei confronti di un sodalizio criminale specializzato nel trasferire in Somalia mezzi militari in disuso, eludendo la normativa vigente che prevede l’embargo verso quel Paese. La banda era stata neutralizzata ieri mattina dalla Polizia di Stato che aveva arrestato tre somali e un italiano, nonché effettuato venti perquisizioni in Toscana, Campania, Calabria, Emilia-Romagna e Sicilia. L’ultimo somalo era riuscito a sfuggire dalla cattura poiché non trovato presso la sua abitazione dai poliziotti che, comunque, si erano messi sulle sue tracce, monitorandone gli spostamenti a distanza. Infatti, da una soffiata si è appreso che egli era nel napoletano e, a quel punto, il cerchio attorno a lui si è stretto presso la stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, presidiata ininterrottamente da quelli della Stradale e della Ferroviaria. Sono stati passati al setaccio tutti i treni in arrivo e a tarda sera, dall’ultimo proveniente da Napoli, è sceso il somalo, che si era confuso tra gli altri passeggeri, sicuro di farla franca. Ma i poliziotti avevano impresso nei loro occhi il viso dello straniero, che non ha avuto scampo. Ora tutta la documentazione sequestrata nel corso dell’operazione è al vaglio degli investigatori della Polstrada e della Questura di Firenze che, insieme a quelli della Sezione di polizia giudiziaria della Procura, potranno acquisire ulteriori elementi contro la banda.

”Cuore Napoli”: in taxi gratis per donare il sangue

Il grande cuore e la generosità dei napoletani non smette mai di stupire in senso positivo. E questa volta vede come protagonisti i tassisti napoletani che si mettono al servizio della citta’ e di chi ha piu’ bisogno con un’iniziativa di solidarieta’. Per cercare di far fronte all’emergenza sangue che mette a rischio le terapie trasfusionali, domenica prossima dalle 9 alle 12 le corse per i donatori saranno gratuite. Per l’occasione, infatti, i tassisti guidati da Nino Castagner tassista youtuber napoletano, mettono a disposizione il servizio gratuito per coloro che vorranno realizzare questo gesto di solidarieta’. Due auto da otto posti partiranno da piazza Dante e accompagneranno i donatori al Centro trasfusionale del Cardarelli per poi riportarli indietro a donazione avvenuta. L’iniziativa e’ stata voluta dalla direzione strategica dell’Azienda ospedaliera, in collaborazione con il Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale diretto dalla dr.ssa Maria Criscuoli e con il Centro di Riferimento Regionale Malattie Rare del Globulo Rosso diretto dal dr. Aldo Filosa del Cardarelli, con la Fondazione Italiana Thalassemia, l’Associazione Gocce di Vita 2 e l’Associazione Orizzonte Guarigione. “Speriamo – dice il direttore generale Ciro Verdoliva – che i napoletani rispondano come sempre, dimostrando generosita’ e solidarieta’. Con questa iniziativa speriamo di poter sensibilizzare la cittadinanza e trasmettere un messaggio forte: donare il sangue significa donare la vita. Per questo dovremmo farlo abitualmente”. Al Cardarelli per ringraziare tutti i donatori ci sara’ anche Monica Sarnelli (testimonial della Fondazione Italiana di Thalassemia) e i rappresentanti delle Associazioni coinvolte.

“Questa è la mia vita e non la voglio cambiare”, il baby spacciatore litiga con i genitori dopo che era stato fermato dai carabinieri

“Questa è la mia vita e non la voglio cambiare. E mo’ finitela che mi sono scocciato”, con queste parole lo spacciatore sedicenne, arrestato ieri dai  carabinieri di Casavatore, ha affrontato i suoi genitori. Il minorenne è stato trovato con alcune dosi di droga da sniffare mentre era in sella a uno scooter risultato rubato pochi giorni prima a Fuorigrotta. Appena sedici anni e un curriculum notevole negli ambienti delinquenziali: cinque denunce per furto, rapina, droga e annessi. Inoltre vanta l’essere riconosciuto come capo della piazza di spaccio di cocaina a piazza Cirillo di Casoria. Quando gli uomini delle forze dell’ordine, diretti dal luogotenente Rosario Tardocchi, lo hanno fermato, non ha avuto alcuna reazione. I carabinieri lo hanno intercettato mentre piazzava una dose e, perquisito sul posto, lo spacciatore minorenne è stato trovato in possesso di sei dosi di cocaina e sessanta euro circa in banconote di piccolo taglio. Poi l’incontro non certo piacevole con i genitori in caserma: per lui è scattata solo una denuncia.

Parte la Class Action contro l’autovelox di Aversa Nord

Da quest’estate agli automobilisti campani, e non solo, sono state notificate migliaia di multe provenienti dall’Autovelox di Aversa Nord posizionato sull’Asse Mediano (S.P. 335), dove il limite di velocità da qualche mese è stato drasticamente abbassato a 60 km/h per gli autoveicoli e 30 km/h per i camion.

Sin dalla notifica dei primi verbali, del caso si è occupata anche l’Associazione “Difesa Consumatori e Contribuenti”, già protagonista con successo degli annullamenti a catena delle multe da parte del Giudice di Pace Irpino, sul tratto Autostradale A/16 di Avellino.

Oltre al deposito dei primi ricorsi innanzi il Giudice di Pace di Napoli Nord per diversi vizi che presentano i verbali notificati, in questi giorni l’Avv. Cristiano Ceriello, Presidente dell’Associazione “Difesa Consumatori e Contribuenti”, ha anche annunciato l’avvio di una Class Action per l’Autovelox di Aversa Nord.

L’Avv. Ceriello precisa come si tratti dell’avvio di un’Azione di Classe nei confronti della Provincia di Caserta ai sensi della legge “Brunetta” del 2009, che consente appunto di agire in Class Action nei confronti della Pubblica Amministrazione per cancellare e modificare propri provvedimenti lesivi di interessi di utenti e consumatori.

La Class Action nei confronti della Pubblica Amministrazione, infatti, diversamente da quanto accade nelle Class Action contro privati previste dal Codice del Consumo, non agisce per il rimborso di alcunché, ma l’obiettivo è quello di migliorare il servizio pubblico ed eliminare o modificare provvedimento ritenuti dai cittadini di “lesione diretta, concreta e attuale dei propri interessi”.

Una delle Leggi meno applicate in Italia, continua l’Avv. Ceriello, ma che sinora ha portato a risultati importanti, come ad esempio sempre sul tema delle contravvenzioni l’obbligo sancito dal Tar della Lombardia di modificare le multe del Comune di Milano nel (Sentenza n.ro 1267/2017 Tar Lombardia).

Per quanto riguarda l’Autovelox sulla Aversa Nord, l’Associazione “Difesa Consumatori e Contribuenti” rileva nella Class Action diverse criticità per le quali viene richiesta la modifica da parte della Provincia di Caserta dei limiti di velocità, ritenuti troppo bassi e pericolosi per la sicurezza degli automobilisti. La raccolta di adesioni proseguirà per qualche settimana, sino alla notifica formale della Diffida all’Ente Provinciale.

La Class Action prevista nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, prevede appunto la notifica di un’Atto di Diffida e dopo 90 giorni l’avvio al Tar competente dell’azione giudiziale.

Per l’Azione di Classe di “Difesa Consumatori e Contribuenti” è stato creato un apposito sito: www.classactionautoveloxaversa.it, nonchè una pagina Facebook: “Class Action – Autovelox Aversa Nord”, nel quale tra l’altro viene riservato uno spazio informativo all’autovelox e dove si può scaricare copia della class action e come aderirvi.

Vendeva pesce spada ”sotto taglia”, denunciato commerciante del Cilento

Tre esemplari di pesce spada “sotto taglia”, per un peso complessivo di 8 kg, pronti per essere immessi in commercio, sono stati sequestrati durante un controllo sulla Var. SS18 “Cilentana” dalla Guardia di Finanza di Vallo della Lucania.
La specie ittica è tutelata dai Regolamenti comunitari e internazionali i quali prevedono il divieto assoluto di pesca di questa specie dal 1° ottobre al 30 novembre allo scopo di consentire il ripopolamento della fauna ittica
I militari hanno fermato e sottoposto a controllo un furgone sul quale erano trasportati gli esemplari di pesce spada oltre a circa 130 Kg di pesce, molluschi e crostacei privi della documentazione accompagnatoria attestante al provenienza, in violazione degli obblighi in materia di cd. “tracciabilità”.
Il prodotto è stato, quindi, sottoposto a sequestro amministrativo e, in quanto non ritenuto idoneo al consumo dai medici dell’A.S.L., intervenuti su richiesta dei Finanzieri, affidato a ditta autorizzata per la distruzione, al fine di tutelare la salute dei consumatori finali.
Sanzione amministrativa “salata” per un importo complessivo di 34.500 euro per il titolare dell’attività commerciale.

Cinque accessori per la cucina di cui non potrete fare a meno!

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Arredare la cucina non significa solamente acquistare i migliori mobili e posizionarli nella maniera più funzionale. Arredare la cucina significa infatti attrezzarla con piccoli e grandi oggetti per un uso di tutti i giorni, veri e propri accessori indispensabili che faranno – spesso! – la vostra fortuna. Ma quali sono?

Ne abbiamo individuato 5 tra i più noti, fermo restando che qui potrete trovare svariati accessori da cucina che non sono inclusi in questo elenco.

Set di coltelli

Guai a pensare che sia sufficiente un’unica tipologia di coltello per tutte le occasioni. Cercate invece di acquistare un completo set di coltelli di buona fattura, e abituarvi ad utilizzare il giusto coltello per il giusto cibo. Vi renderete presto conto di quanto le vostre attività culinarie diventeranno più facili e divertenti!

Pentole

Lo stesso discorso appena riepilogato per i coltelli potrebbe essere ben riproposto nei confronti delle pentole. Acquistate un set di ottima fattura, che sia composto da almeno 5 elementi: un wok, una pentola in ghisa, una pentola per la pasta, una bistecchiera, una padella. In questo modo riuscirete a cucinare tutto il necessario, nel migliore dei modi.

Tagliere

Il tagliere è un elemento presente in quasi tutte le cucine degli italiani, ma è anche uno degli elementi più sottovalutati tanto che, spesso, ci si dimentica quasi della sua esistenza. Cercate invece di renderlo elemento essenziale della vostra cucina, per poter evitare le contaminazioni da cibo e per poter avere una solida base di lavoro. Per questo motivo, cercate di usarne almeno due (uno ad hoc per frutta e verdura, l’altro per carne, pesce, ecc.).

Grattugia

Se siete tra coloro che hanno l’abitudine di usare prodotti già grattugiati e acquistabili al supermercato in comode bustine per frigorifero, siete in ottima compagnia. Cercate però di riscoprire il piacere di grattugiare il formaggio sulla pasta quando vi occorre, magari con l’ausilio del giusto accessorio.

Apribottiglie

L’apribottiglie è uno degli altri accessori da cucina che riteniamo indispensabili. Che sia a cavatappi o multifunzione, poco cambia. Siamo certi che quando arriva il momento di aprire una buona bottiglia di vino, non vorrete farvi trovare senza.

E voi che cosa ne pensate di questo elenco? Quali sono gli accessori da cucina che ritenete indispensabili nella vostra casa? Se doveste essere chiamati in causa per individuarne solamente 5 da portare con voi, quali andrete a scegliere?

 

Napoli, violenza sugli scogli di Marechiaro: presi i tre stupratori

I Carabinieri della Compagnia di Bagnoli questa mattina hanno eseguito 3 misure cautelari nei confronti di altrettanti minorenni fortemente indiziati di essere stati gli autori della violenza sessuale di gruppo che si consumo’ lo scorso mese di Maggio, nella localita’ di Marechiaro a Posillipo, ai danni di un’altra minore. L’attivita’ era partita in quella sera di maggio dalle prime dichiarazioni assunte dai militari intervenuti presso l’ospedale dove la ragazza era stata portata dai genitori dopo aver subito la violenza. L’indagine si e’ articolata sin da subito in una serie di attivita’ condotte dai militari sotto la direzione e il costante confronto con la Procura della Repubblica per i Minorenni di Napoli. La ricostruzione dell’accaduto e l’individuazione dei giovani, effettuata dai Carabinieri con complesse attivita’ di indagine, e’ stata efficace in quanto ha consentito l’acquisizione anche di elementi di riscontro all’ipotesi iniziale nonche’ di delineare il ruolo di ciascuno dei componenti del gruppo. L’epilogo investigativo coincide con l’esecuzione delle misure in argomento, che hanno condotto i minori in regime cautelare presso altrettante strutture minorili.

Torre Annunziata, “Se ti beccano le guardie, ingoia la dose”, così lavoravano i pusher della Provolera

“Se ti beccano le guardie, ingoia la dose, che poi torni qui e te ne regalo una uguale”. Era questo il modello di conversazione tra i pusher che controllavano la piazza del rione Provolera a Torre Annunziata e i tossicodipendente-clienti. I carabinieri hanno smantellato la piazza e hanno arrestato i sei pusher. In carcere sono finiti Pellegrino Colasante, 27 anni, (suo padre Francesco era stato già arrestato lo scorso anno) Aniello Gallo, 33 anni, il 21enne Cristian De Angelis, Daniele Vista, 24 anni, e il 37enne Salvatore Aurino. La loro piazza sarebbe la casa dei Colasante in via Asilo Infantile. Le indagini sono state avviate nel febbraio 2016, quando era stata scoperta la presenza di una “piazza di spaccio” nel rione Provolera in pieno centro di Torre Annunziata controllata da Francesco Colasante legato ai “Fransuà” Chierchia. Il sistema era sempre lo stesso: la telefonata, la richiesta, i soldi lasciati a terra e la dose di droga che vola dalla finestra. “Ciao, cosa ti serve? Marijuana? Lascia 5 euro a terra e non preoccuparti”, poi dalla finestra vola la dose in un pacchetto. “Una volta ho dovuto fare due giri in auto, quello non tornava”, ha raccontato uno dei “clienti” fermati e sentito come testimone.

La particolarità dell’inchiesta è che tra gli spacciatori c’era anche uno “juventino”. Uno degli arrestati, indossava la tuta della compagine bianconera come segno di riconoscimenti durante il “servizio”. A raccontarlo è proprio uno degli acquirenti: “Vado sempre dallo stesso spacciatore. Stasera indossava una t-shirt bianca e la tuta della Juventus”. Dalle indagini è emerso che gli spacciatori si appostavano in strada, in vico Luna, incassando i soldi e chiedendo agli stessi di fare un giro.

 

Monnezzopoli a Torre del Greco, chiuse le indagini su Borriello e presunti complici

Torre del Greco. Chiuse le indagini sul presunto giro di mazzette ed appalti pilotati al comune, l’ex Sindaco Borriello e gli imprenditori dei rifiuti verso il rinvio a giudizio. Siamo a due anni dall’ avvio dell’ inchiesta condotta dalla procura oplontina e a circa due mesi dall’ arresto di Ciro Borriello. Il PM Silvio Pavia ha chiuso le indagini a carico dell’ex fascia tricolore, degli imprenditori Francesco e Virgilio Poeti e dei fratelli Balsamo. Le accuse vado dalla corruzione di pubblico ufficiale per atti contrari ai doveri d’ufficio, truffa ai danni ad ente pubblico, falso in atto pubblico, frode pubblica. Ora il pubblico minierà chiederà il rinvio a giudizio dei sette indagati e verrà fissata un’ udienza per decidere se Borriello e i gestori dell’appalto dell’igiene urbana affronteranno o meno, un processo. I magistrati sono convinti che l’ex sindaco fosse totalmente asservito in modo incondizionale agli interessi dei fratelli Balsamo. Tanto che la sua attività da sindaco è stata sempre volta a favorire la società: per compiere atti contrari ai suoi doveri d’ufficio riceveva 20mila euro al mese dai Balsamo.

Avellino: Bidaoui per continuare a correre

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Due anni fa senza squadra Bidaoui, con l’Avellino che lo prese, puntando sulle sue qualità anche se la stagione scorsa, viaggiò tra alti e bassi e fu poco utilizzato da Toscano, con Novellino che però, credette nelle sue caratteristiche e qualità. E allora, tra alti e bassi, ecco quest’anno la definitiva esplosione, proprio grazie alla fiducia concessagli da Novellino che aveva intuito sin dal ritiro di Cascia che Soufiane poteva, come si sul dire, «uscire». «Non finirò mai di ringraziare il mister; l’anno scorso – rivela Bidaoui – non ero al meglio ma ora mi sento bene. Qualche volta mi alleno anche a parte, ci credo e voglio giocare con questa maglia il più possibile, poi si vedrà». Meglio l’utilizzo dal fischio iniziale oppure a gara in corso? A svelare il giallo, lo stesso calciatore. «Cominciare o subentrare per me è uguale – dice -, ma probabilmente la mia resa si vede di più quando subentro per il particolare che all’inizio l’avversario si chiude di più, mentre nel secondo tempo lascia aperti più spazi in cui poter agire e quindi è più e meglio sfruttabile la seconda iportesi». Il rapporto con Novellino. «Fantastico – dice di getto Bidaoui – ; fatto di dare e avere: tanta la sua fiducia, altrettanto enorme la mia risposta per dedizione al lavoro e sacrificio, ma credo sia anche un fatto di cultura, educazione. Vero è che il mister sbaglia il mio nome – sorride divertito – ma sono e resto sempre io. La sua fiducia ed anche la sua carica, mi danno serenità: non è una cosa da poco». E poi c’è la ricerca del gol. «E’ quello che mi manca – confessa candidamente – , speriamo di farne qualcuno quest’anno; in settimana mi alleno con impegno e sacrificio affinchè il sabato possa farmi trovare in firma il più possibile per riversare il tutto a vantaggio del gruppo nel quale mi sento molto amalgamato». Due vittorie di fila che danno sicurezza: «Vero che siamo secondi, ma questo non vuol dire nulla; il Bari è una grande squadra e per questo scenderemo al San Nicola per fare risultato e perchè no, per vincere», dice l’esterno che ha tanta concorrenza sulla fascia. «Abbiamo un squadra più forrte di quella dell’anno scorso e la concorrenza in questo sport è normale. Sceglie il mister e chi viene utilizzato, non dve e non può deluderlo».

Violenta l’amica disabile: processo per ”l’orco” di Salerno

Salerno. E’ successo esattamente un anno fa, ha violentato una giovane donna approfittando della sua disabilità psichica e ieri è stato rinviato a giudizio dal gup Piero Indinnimeo a termine dell’udienza preliminare.
L’uomo, un salernitano, conosceva bene la ragazza. Nessun vincolo familiare tra i due, solo amicizia: erano conoscenti di vecchia data. Anche la famiglia di lei si fidava del giovane. Un giorno l’ha portata a casa sua, l’ha messa sul letto ed ha iniziato ad abusare di lei. L’episodio è venuto fuori dopo qualche giorno a seguito degli strani comportamenti della ragazza. Così è scattata la denuncia alle forze dell’ordine che di fatti hanno portato ad accusare l’uomo di violenza sessuale.

Casertana: secondo Rainone è problema mentale

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La Casertana è migliore, per curriculum degli interpreti, di quella che martedì ha perso contro un Francavilla buono ma non certo trascendentale. I tifosi lo sanno e con una contestazione dura ma civile, hanno provato a risvegliare la squadra da un preoccupante torpore. Lo sanno anche i calciatori, come ha confermato Rainone nel dopo gara: «Siamo una buona squadra» ha detto il difensore. Ne è consapevole anche la società che ha esonerato Scazzola dopo cinque giornate per chiamare un tecnico di carattere come D’Angelo nella speranza che Rajcic e compagni traggano benefici in termini di rendimento. A loro, allenatore e dirigenza, il compito di capire cosa non va e di trovare la giusta soluzione. «Siamo bloccati mentalmente» ha spiegato ancora Pasquale Rainone a conferma del fatto che forse, al netto di qualche lacuna migliorabile sul mercato di riparazione, la squadra soffre l’aspetto mentale più che quello tecnico.

Carceri, detenuto psichiatrico aggredisce tre agenti penitenziari

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Gravi disordini nella polveriera “Beccaria”: detenuto psichiatrico aggredisce tre agenti di Polizia Penitenziaria e lancia sputi verso gli operatori sanitari.
Nella serata di ieri, un detenuto di origine magrebina e con problematiche di natura psichiatrica ha aggredito tre agenti di Polizia Penitenziaria (ricorsi alle cure ospedaliere) oltre a lanciare sputi verso gli operatori sanitari. Il tutto solo perchè rifiutava la somministrazione della terapia farmacologica prescritta, ieri, dallo specialista del nosocomio San Carlo, ove lo stesso è stato ricoverato per diversi giorni per trattamento specialistico e dove ha tentato due volte di evadere.
Siamo di fronte ad uno scempio – afferma Giuseppe MEROLA- Segretario Regionale Lombardia SiNAPPe (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria) per la Giustizia Minorile – e l’Amministrazione non può rimanere cinica dinanzi a questa polveriera, sempre più pronta ad esplodere. Gli agenti sono stanchi ed esausti di essere vittimizzati da queste situazioni. Purtroppo -continua MEROLA- la gestione dei soggetti psichaitrici diventa sempre più ardua ed articolata in quanto sprovvisti di strutture, mezzi e strumenti atti a fronteggiare eventi critici. Alcuni giorni fa, abbiamo inviato un esposto alle Autorità sanitarie regionali e territoriali al fine di attivare le giuste ed utili attività riparative e/o migliorative e attendiamo un confronto sul caso.
Servono interventi seri ed efficienti -conclude Pasquale BAIANO- Coordinatore Nazionale SiNAPPe perla Giustizia Minorile- i lavoratori non meritano di essere vessati ed indignati. Coinvolgeremo nuovamente le Autorità sanitarie, garanti, istituzionali e tutte quelle competenti oltre che a lanciare un ennesimo ed instancabile grido di allarme!
Per adesso non ci resta che esprimere piena vicinanza e solidarietà a tutti gli operatori coinvolti.

Benevento: Baroni recupera qualche pedina

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Il Benevento prosegue a lavorare a Roma, presso l’Hotel Mancini, dove sta svolgendo la seconda settimana consecutiva di ritiro. In verità l’attuale romitaggio non è conseguenza diretta dell’ultima sconfitta patita con l’Inter, sebbene sia stata la settima di fila in questo avvio di campionato, ma è una decisione assunta già dopo la trasferta di Crotone. In quel frangente, società e staff tecnico hanno deciso di comune accordo di fissare due settimane di lavoro lontano dal Sannio per cementare un gruppo di calciatori formatosi in ritardo, quindi, per svolgere un programma specifico per uniformare la condizione fisica degli atleti provenienti da preparazioni precampionato diverse ed, infine, pure affinché fosse svolto un certosino lavoro di recupero dei tanti infortunati che il Benevento annoverava tra le sue file proprio in concomitanza con l’ultima trasferta, quella in Calabria. Già nel match contro l’Inter il lavoro sviluppato nella prima settimana di ritiro romano ha dato i suoi frutti o, quantomeno, si sono intravisti dei risvolti positivi. Così come pure l’infermeria è stata svuotata, seppur ancora parzialmente, con i recuperi di Djimsiti, D’Alessandro e Iemmello. Infine è sembrata migliorata anche la condizione fisica generale, rispetto alla settimana orribile vissuta tra gli impegni con Napoli, Roma e per l’appunto Crotone.

Salernitana: atteso il riscatto di Bocalon

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Doppietta sotto i riflettori, poi il buio. Riccardo Bocalon si era presentato così al pubblico dell’Arechi nella sera della prima gara interna in campionato. Nel pirotecnico tre a tre con la Ternana, infatti, il bomber veneziano aveva lasciato il segno con una doppietta provvidenziale. Un gol per tempo per riacciuffare per due volte le fere, poi raggiunte definitivamente dal penalty trasformato da Vitale nel finale. Un gol di rapina, un altro di pregevole fattura: una zampata da due passi sul tiro al volo di Sprocati ed un destro all’incrocio dal limite dell’area in una notte quasi perfetta per l’attaccante veneziano, nella quale l’unico rammarico era rappresentato dal fatto che i suoi gol non avevano regalato la vittoria alla Salernitana. Dopo le due marcature in Coppa Italia, contro Alessandria e Carpi, Bocalon era partito col piede giusto anche in campionato timbrando due volte il cartellino al debutto dei granata davanti al proprio pubblico. In una serata caratterizzata da luci e ombre, la sua stella brillava luminosa nel cielo dell’Arechi e tutti pensavano che quell’inizio in grande stile sarebbe stato foriero di altri gol. E invece l’ex centravanti dell’Alessandria non si è più ripetuto, restando a secco nelle gare successive. Bollini lo ha sempre schierato dal primo minuto all’Arechi, mentre in occasione della trasferta di Vercelli gli ha concesso un turno di riposo. Bocalon aveva corso tanto contro il Pescara, dannandosi l’anima nell’andare a pressare i difensori di Zeman e pagando questa sua generosità con una scarsa lucidità sotto porta. Quella che gli è mancata anche a Parma quando non ha saputo sfruttare un cross al bacio di Vitale. Una deviazione di testa goffa quanto imprecisa, non certo quello che ci si sarebbe aspettati da un attaccante come lui che dentro l’area non è tipo da concedere sconti a nessuno. Al Tardini, nell’assalto finale granata, col Parma in nove uomini, Bollini lo ha sostituito per inserire Rosina lasciando al centro dell’attacco il solo Rodriguez. Con lo spagnolo Bocalon aveva già giocato in tandem dal primo minuto contro lo Spezia e la nuova soluzione tattica due punte e Sprocati a sostegno aveva dato ottimi risultati: con due attaccanti centrali la Salernitana era riuscita a perforare la difesa ligure e lo spagnolo di Terrassa aveva tratto giovamento dal lavoro del suo partner, riuscendo a segnare una doppietta e ripetendo l’impresa riuscita a Bocalon contro la Ternana. Per la gara di sabato contro l’Ascoli, Bollini è intenzionato a riproporre in coppia i due attaccanti, che stanno affinando l’intesa e che andranno a caccia di gol pesanti. Bocalon non segna dal quattro settembre, Rodriguez dalla gara con lo Spezia. Per il veneziano il digiuno è già piuttosto lungo e all’Arechi vuole tornare a esultare per regalare una gioia da tre punti ai tifosi granata. I due centravanti hanno segnato due gol a testa, frutto di altrettante doppiette, e sabato vorrebbero togliersi lo sfizio di andare entrambi a segno. Sarebbe il modo migliore per suggellare la propria intesa e per spingere Bollini a proseguire sulla strada intrapresa nelle ultime settimane, un po’ per scelta e tanto per necessità.

Sequestrarono e violentarono una minorenne: 4 anni e 8 mesi di carcere ciascuno

Hanno incassato la metà della pena che aveva chiesto la pubblica accusa: 4 anni e 8 mesi di carcere ciascuno  per i due paganesi accusati di aver sequestrato e violentato una ragazza minorenne due anni fa. Il Tribunale di Nocera Inferiore  ha condannato Antonio Saggese e Giuseppe Bombardino che dovranno risarcire per 20mila euro la giovane vittima. Erano accusati di violenza sessuale, sequestro di persona, lesioni e resistenza.Bombardino e Saggese furono arrestati dai carabinieri tra la notte del 13 e 14 febbraio 2016. La ragazza raccontò, mentre era in ospedale per farsi medicare, che dopo essere uscita da una cornetteria con un’amica ,era  stata avvicinata e poi bloccata per le braccia da uno dei due,  minacciata di morte e costretta a salire in un’automobile. La ragazza tentò di fuggire più volte, ma fu prima scaraventata su di una saracinesca e poi riportata con forza in auto. Una sequenza ripresa da alcuni video di sorveglianza e finiti negli atti della Procura. Lungo il tragitto provò anche a chiedere aiuto a due persone, inutilmente. L’auto con a bordo i due ragazzi e la minore giunse poi all’esterno di una scuola, in un luogo appartato, dove sarebbe stata consumata la violenza. Dalle indagini emerse che la ragazza sarebbe stata costretta a bere, per poi consumare un rapporto sessuale con entrambi gli imputati. Al termine, fu riaccompagnata a casa. Dopo aver perso i sensi, fu soccorsa dalla madre, con una corsa in ospedale dove poi partì la denuncia.I due giovani sono liberi da alcuni mesi dopo due anni circa tra carcere e domiciliari.Nel corso dell’ultima uidenza aveva reso anche dichiarazioni spontanee nel corso delle quali si erano difesi sostenendo che sia stato un rapporto consensuale e non una violenza sessuale.

La Corte dei Conti condanna l’ex sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino

Hanno affidato a un’associazione culturale “senza titolo” un’immobile del Comune di Napoli e cosi’ facendo “hanno generato un danno erariale di 173mila euro”. Per questa ragione la sezione giurisdizionale delle Corte di Conti della Campania ha condannato l’ex sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino a pagare seimila euro di danni, e il suo ex assessore al Patrimonio, Marcello D’Aponte, a ventimila euro. Il grosso della cifra devono restiturla allo Stato due allora dirigenti del servizio Patrimonio, Giovanni Annunziata e Corrado Di Maso. I due verseranno alle casse del Comune di Napoli rispettivamente 27mila e 81mila euro. Secondo l’accusa avrebbero concesso con un provvedimento del 2010 un immobile dell’ amministrazione municipale in piazza Sant’Eligio all’associazione culturale ‘Millennio III’ che non era iscritta al registro delle associazione e non aveva personalita’ giuridica. Avrebbe dovuto versare canoni per 1.500 euro al mese e invece ha “occupato l’immobile a titolo gratuito”. Pertanto, secondo il pm Ferruccio Capalbo, si sono generati debiti per 79mila euro per canoni non riscossi. Oltre a questi ci sono 12mila euro di interessi passivi. Ma il conto non finisce qui. Il Comune di Napoli ha infatti locato un immobile privato nei pressi di quello dato in concessione gratuita, pagando oltre 77mila euro di canoni per poter sistemare un ufficio pubblico che altrimenti non avrebbe trovato spazio. Anche questo e’ stato contestato come danno erariale.

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