Caserta. Saccheggiava le auto in sosta sugli autogrill tra San Nicola Ovest e Teano: arrestato dalla polizia stradale il napoletano Salvatore D’Arco. Stamane, il personale della Sottosezione Polizia Stradale di Napoli Nord ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di D’Arco. Il ladro è stato scoperto grazie all’aiuto delle videocamere di sorveglianza nelle due aree di servizio depredate dall’uomo. Gli inquirenti hanno ricostruito il modus operandi di Salvatore D’Arco che una volta giunto sull’area di servizio, individuava l’autovettura da saccheggiare e prelevava bagagli o altri effetti personali, per poi entrare all’interno del locale bar per verifìcare il comportamento degli occupanti del veicolo. Successivamente e comunque non prima di essersi accertato che gli stessi fossero impegnati a consumare un pasto o a rifocillarsi al bancone del bar, si dirigeva verso l’autovettura individuata e con destrezza l’apriva utilizzando dispositivi inibitori di frequenza oppure rompeva i vetri delle portiere. Dopo aver depredato le auto scappava a bordo della sua auto.
Gli episodi sono avvenuti nel parcheggio dell’area di servizio San Nicola Ovest, sull’Autostrada A/1 alla chilometrica 737 Sud, il 23 agosto 2017 ai danno di due cittadini inglesi e il 10 settembre 2017 ai danno di due cittadini italiani. Con lo stesso modus operandi ha messo a segno un furto su un’auto in sosta presso l’area di servizio Teano Est. Personale dell’unità dì Polizia Giudiziaria della Sottosezione Polizia Stradale di Caserta Nord, ha estrapolato le immagini del ladro e lo ha identificato. Salvatore D’Arco è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso il suo abituale domicilio a Napoli.
Caserta, arrestato a Napoli il ladro degli autogrill: depredava le auto in sosta nei parcheggi
Le mani dei Casalesi sui rifiuti: condannati 5 imprenditori finiti nel processo ‘Black land’
Tonnellate di rifiuti speciali sotterrati tra la Campania, la Puglia e la Basilicata. Il business controllato dalla camorra e dal clan dei Casalesi grazie ad imprenditori spregiudicati: la Cassazione conferma le condanne per cinque dei sei imputati finiti nel processo denominato ‘Black land’ nel quale vi è stato il contributo dell’ex boss casalese, oggi collaboratore di giustizia Carmine Schiavone, nella ricostruzione dei passaggi e dei metodi di smaltimento illegale. La terza sezione della Cassazione ha confermato la sentenza di Appello nei confronti di Gerio Ciaffa (3 anni, 9 mesi e giorni 10 di reclusione), Giuseppe Gammarota, Donato Petronzi, Giuseppe Zenga e Francesco Pelullo condannati tutti a due anni di reclusione ciascuno. Assolto invece per non avere commesso il fatto Michele Brandonisio. Gli imputati sono stati condannati anche alla rifusione delle spese sostenute dai Comuni di Ordona, Trani, Apricena, Cerignola e Carapelle, che si sono costituiti parti civili, liquidate in complessivi 2000,00 euro – oltre spese generali ed accessori di legge – a favore di ciascun ente. Erano originariamente 10 gli imprenditori finiti nell’inchiesta e accusati di avere – in concorso tra loro – al fine di conseguire l’ingiusto profitto rappresentato dal risparmio di spesa derivante dalla mancata attivazione delle corrette procedure di gestione dei rifiuti previste dalla legge, con più operazioni e con l’allestimento di mezzi ed attività continuative organizzate, gestito abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti speciali.
Gli inquirenti hanno ricostruito il percorso di 300mila torrellate di rifiuti speciali provenienti dal Casertano e sotterrati nelle province di Foggia, Benevento e Potenza. Terreni agricoli avvelenati con oggetti in plastica, tubi di gomma e materiali edili di scarto. Rifiuti sotterrati a ‘sandwich’: strati di spazzatura e terreno. Pile di rifiuti fino a 12 metri di altezza erano stati trovati anche grazie alle dichiarazioni di Schiavone.
Secondo quanto accertato dalla Dia di Bari, i rifiuti casertani, conferiti dalla Gesia di Pastorano e dalla Ilside di Bellona (le cui attività sono già oggetto di indagine da parte dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere) venivano smaltiti secondo una duplice modalità . Da un lato la frazione secca veniva conferita alla Spazio Verde Plus di Carapelle (Foggia) e, dopo essere stata trasportata presso l’impianto di stoccaggio di Foggia, veniva gradualmente smaltita illecitamente (mediante abbandono) in cave abbandonate di Trani e Poggio Imperiale nonché su terreni agricoli ed aree protette delle province di Foggia, Benevento e Potenza, utilizzando sempre come base operativa per gli smaltimenti illeciti l’area di parcheggio di Carapelle della società Ecoball Bat. Dall’altro lato, invece, la frazione umida veniva conferita all’impianto di compostaggio Biocompost Irpino di Bisaccia dove il rifiuto non trattato veniva semplicemente triturato e miscelato, per poi essere trasportato con documenti di trasporto che ne attestavano falsamente la natura di «ammendante compostato misto». Trattandosi di compost, quindi, non si rendeva necessaria l’ulteriore, prescritta documentazione per il trasporto dei rifiuti. Il tutto veniva poi smaltito all’interno di una ex cava di Ordona.
Hamsik: ”Juventus? Non sarà una gara decisiva”
“Ieri contro l’Udinese non abbiamo giocato al meglio, ma credo che la vittoria sia meritata. Sappiamo che le gare in campionato sono sempre impegnative ed equilibrate, ma lavorando di squadra siamo riusciti a portare a casa i tre punti e solo a fine stagione capiremo il peso di questa vittoria”.
Così il centrocampista del Napoli Marek Hamsik ha commentato il successo di ieri contro l’Udinese attraverso il proprio sito ufficiale. “La gara contro la Juve? Superfluo dire cosa significhi per un napoletano sfidare la Juve, ma sono convinto che non sarà una sfida decisiva: mancano ancora tante partite alla fine del campionato”, ha detto poi il capitano azzurro.
Napoli, pistola e droga in un cortile a San Giovanni a Teduccio
I carabinieri del nucleo operativo della compagnia Poggioreale hanno recuperato e sequestrato una Beretta, con matricola abrasa e 4 cartucce nel caricatore, nascosta nel cortile di un condominio di via comunale Ottaviano a San Giovanni a Teduccio sotto una mattonella rimovibile.
Continuando l’ispezione nei luoghi circostanti, inoltre, in un anfratto ricavato in un muro dello stesso condominio, i militari hanno trovato un involucro contenente 41 grammi di eroina e un bilancino di precisione.
Anziana di Gragnano morta nell’ospedale di Sorrento: tre medici a processo
Mori’ per quella che viene ritenuta una inutile operazione alla milza. A distanza di due anni finiscono a processo medici e assistenti ritenuti responsabili dell’intervento. E’ la decisione presa dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Torre Annunziata in merito al decesso di Elena Migliozzi, l’anziana di Gragnano morta nel settembre del 2015 per le conseguenze di quell’intervento. A giudizio sono finiti il primario Pietro Gnarra e il medico Loris Tango (entrambi in servizio alla Chirurgia dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Sorrento) e il componente della Radiologia dello stesso nosocomio, Chiara D’Errico. Il processo iniziera’ il 15 febbraio dell’anno prossimo.
La donna, 77 anni, fu ricoverata per le perdite di sangue da una gamba. Dagli accertamenti emerse una lesione alla milza che, in sede di operazione, non fu piu’ riscontrata. La donna – e’ la tesi della famiglia – sarebbe deceduta, complici altri problemi di salute, a causa proprio di quell’operazione.
Napoli, spari ai Baretti: il figlio del boss di Fuorigrotta mercoledì dal magistrato
E’disposto a farsi interrogare Giuseppe Troncone, 20enne incensurato, figlio del ras Troncone di Fuorigrotta, condannato lo scorso anni a oltre sette anni di carcere per estorsione. Attraverso i suoi avvocati, Antonio Abet e Giuseppe Perfetto, ha fornito nei giorni scorsi una prima ricostruzione dell’accaduto.
“Sono stato aggredito, mi sono soltanto difeso”, ha fatto sapere. Il giovane è indagato nell’inchiesta sulla sparatoria ai Baretti di Chiaia della scorsa settimana con quattro feriti. Non è destinatario di alcun provvedimento restrittivo e vuole spiegare ai giudici con precisione cos’eÌ€ successo in quella drammatica notte. Oltre a fornire la sua versione die fatti potrebbe fornire i nomi delle persone presenti.
Secondo la ricostruzione più probabile, più o meno in 30 si erano dati appuntamento via Facebook ai baretti di Chiaia per un incontro sulla supremazia nella zona durante il fine settimana. Da un lato una quindicina di giovani e soprattutto giovanissimi di Fuori- grotta e del rione Traiano; dall’altro, circa in parità numerica, i coetanei di San Giovanni a Teduccio e Cercola con all’interno del gruppo anche due ragazze, cugine.
Le stesse che, insieme ad altrettanti maschi, sono finite dopo la sparatoria all’ospedale insieme con un 18enne e una 19enne estranei alla contesa. Il litigio sarebbe cominciato per motivi banali, non ancora chiariti, sui social nei giorni precedenti, trascinandosi con toni sempre piuÌ€ accesi. Sulla vicenda c’è l’ombra della camorra: visto che altri, oltre a Troncone avrebbero vincoli di parentela ai Puccinelli-Petrone del rione Traiano; altri ai Formicola della zona Orienatale
Caivano, trovato con un fucile e una penna pistola: arrestato
A Caivano i carabinieri hanno arrestato un 25enne del luogo per detenzione illegale di armi e munizioni: Pasquale Falco nascondeva in un armadio di casa un fucile browning, una pen-gun calibro 22 e 64 cartucce di vario calibro. Nel corso di un’altra perquisizione i militari hanno denunciato per riciclaggio e detenzione illegale di cartucce una disoccupata 40enne del luogo trovata in possesso di 43mila euro in contante occultati nel mobiletto del bagno e 3 cartucce per arma corta
Sant’Antimo, aveva 55mila euro in cassaforte: denunciato per riciclaggio uomo del clan Verde
A Sant’Antimo, i carabinieri hanno denunciato per riciclaggio un 50enne ritenuto appartenente al clan “Verde” , sorpreso in possesso di 55.600 euro in contante nascosti in cassaforte
Scontri Udinese-Napoli: tifoso azzurro arrestato e due denunciati
Un tifoso campano di 20 anni e’ stato arrestato dalla Polizia di Udine a seguito degli scontri verificatisi un’ora prima del fischio d’inizio di Udinese-Napoli di ieri pomeriggio. Altri due tifosi partenopei, di 25 e 26 anni, che erano stati accompagnati in Questura dopo i tafferugli, sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale. Il tifoso arrestato e’ stato bloccato durante gli scontri con le forze dell’ordine e, nel tentativo di scappare, ha colpito due operatori del Reparto Mobile di Padova con una cintura. E’ accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate.
I due poliziotti feriti sono stati medicati in pronto soccorso a Udine con una prognosi di sette giorni. Il Questore ha emesso nei suoi confronti anche un Daspo di quattro anni e un divieto di ritorno in tutti i Comuni della provincia di Udine per tre anni. Gli altri due tifosi sono stati bloccati poco prima dell’inizio della partita, riconosciuti tra i facinorosi che avevano fronteggiato le forze dell’ordine. Trascorsi i termini per l’arresto in flagranza, i due sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale.
Anche nei loro confronti il Questore ha emesso un foglio di via per tre anni da tutti i comuni della provincia friulana e un Daspo, rispettivamente per cinque e sei anni. Prima della gara un gruppo di circa 150 tifosi napoletani aveva cercato di allontanarsi dalla propria zona, la Curva Sud solitamente destinata alle tifoserie ospiti, dirigendosi verso quella occupata dai supporter friulani. Gli agenti delle forze dell’ordine, in tenuta antisommossa, hanno diviso e riportato i gruppi al loro posto, utilizzando anche i lacrimogeni.
Ristoratore napoletano tornava dall’Olanda con 7 chili di cocaina in auto: arrestato
I carabinieri di Napoli nell’area di servizio “Mascherone ovest” lungo la A1, in corrispondenza del comune di Capena in provincia di Roma, hanno bloccato e perquisito un Fiat Doblo’ con targa olandese, in viaggio verso sud dall’Olanda, rinvenendo 7 chili e mezzo di cocaina pura nascosta in calzini sportivi stipati in un’intercapedine.
Il conducente e’ stato arrestato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio: e’ un ristoratore 30enne olandese ma di origini napoletane, Stefano Tjeerd Bianco, e’ stato arrestato e condotto al carcere di Rebibbia.
Tentano di accendere stufa con alcol: madre e figlia 13enne ustionate
Una ragazzina di 13 anni e la sua mamma di 40 anni sono ricoverate con gravi ustioni a seguito del tentativo di aver cercato di accendere una stufa usando dell’alcool. La 40enne e’ ricoverata in prognosi riservata presso il reparto Grandi Ustionati dell’Ospedale Cardarelli di Napoli per aver riportato ustioni di terzo grado su diverse parti del corpo.
La ragazzina, invece, si trova nell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli con una prognosi di trenta giorni. Il fatto si e’ verificato all’interno dell’abitazione della 40enne nella tarda serata di ieri.
Qualità della vita, la classifica del Sole 24Ore: Belluno la migliore, Napoli quart’ultima, Caserta ultima
Secondo l’indagine annuale del Sole 24 Ore sulla qualita’ della vita, Belluno e’ la citta’ italiana dove essa e’ migliore, seguita da Aosta, in cima alla classifica lo scorso anno, e Sondrio. All’ultimo posto Caserta, preceduta da Taranto e Reggio Calabria. In base ai dati rilevati dal quotidiano di Confindustria, la situazione nelle grandi aree urbane e’ in peggioramento, con Milano che scende dalla seconda alla ottava posizione, mentre Roma ne perde ben undici e si colloca al ventiquattresimo posto della classifica.
Torino, da parte sua, perde cinque posti ed e’ quarantesima; Genova addirittura 21 posizioni, risultando 48esima. Va un po’ meglio a Palermo (97esima, guadagna due posti), stabile Napoli al quart’ultimo posto della graduatoria. L’indagine viene realizzata misurando ricchezza e consumi, lavoro, ambiente e servizi, demografia, giustizia e sicurezza e cultura. Da quest’anno vengono presi in esame parametri nuovi come acquisti online, gap retributivo di genere, spesa in farmaci, consumo di suolo, anni di studio degli over 25 e indice della litigiosita’ nei tribunali.
Minacciato e taglieggiato da due bande di usurai va dai carabinieri e li fa arrestare
Minacciato e taglieggiato da due bande di usurai che volevano appropriarsi della sua sala scommesse alla fine si rivolge ai carabinieri e li fa arrestare. E’ accaduto a Caserta e stamane i Carabinieri della Compagnia di Caserta hanno eseguito,a Caserta, Villa Literno, Capodrise ed Acerra, sei misure cautelari (tre in carcere, tre agli arresti domiciliari e un divieto di dimora nella Provincia di Caserta} emesse dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura, nei confronti di altrettanti indagati, per usura, tentata estorsione e tentata rapina, commessi in danno del titolare di un’agenzia di scommesse con sede a Caserta.
Le indagini sono scaturite dalla denuncia del maggio dello scorso anno presentata dalla persona offesa ai Carabinieri di Caserta. In particolare il titolare di una sala scommesse, decideva di rivolgersi ai Carabinieri, poiché, non essendo più in grado di onorare i debiti contratti a causa degli elevati interessi usurari praticati imposti dai suoi “finanziatori”, stava subendo minacce talmente gravi da temere per la propria incolumità .
La vicenda aveva inizio nell’ottobre 2015, quando, a causa di problemi economici, l ‘imprenditore si rivolgeva ad un suo vecchio socio, il quale si proponeva come intermediario per fargli ottenere il prestito di una somma di denaro pari a 30mila euro pattuendo con gli usurai la restituzione della somma complessiva di Euro 52.800, suddivisa in 24 rate mensili, dell’importo di Euro 2.200 cadauna. È stato appurato che il tasso d’interesse mensile praticato era del 5%, applicato sulla base di un meccanismo di restituzione a “scalare”, ossia calcolando l’interesse sul debito residuo, dopo aver corrisposto la rata. La situazione economica, nel frattempo, continuava inevitabilmente a peggiorar.
Per questo la vittima, per onorare i debiti contratti, si era indebitata con altri usurai, che profittando del suo stato di bisogno, gli avevano applicato interessi mensili fino al 10%. In considerazione del persistere della situazione di insolvenza, che aveva spinto la persona offesa a ricorrere a tali prestiti, nonché a causa dell’elevato tasso d’interesse applicato, nel giro di pochi mesi, l’imprenditore non era più in grado di pagare le rate mensili pattuite, in tal modo scatenando la reazione violenta degli usurai, i quali, oltre che minacciarlo gravemente, gli prospettavano la necessità di vendere l’agenzia di scommesse, in caso di mancato pagamento. Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Casetta, coordinati da questa Procura, hanno permesso di riscontrare le dichiarazioni rese dalla vittima a carico dei destinatali degli odierni provvedimenti cautelari. In particolare, il grave compendio indiziario raccolto riguarda le seguente persone:
TUZIO Davide, destinatario della misura del divieto di dimora nella provincia di Casetta, per essersi fatto promettere ed in parte restituire interessi usurai pari ad Euro 28.800 per il prestito di Euro 40.000;
DELLA MEDAGLIA Salvatore, destinatario della misura della custodia cautelare in carcere, per essersi fatto promettere ed in parte restituire interessi usurai del 10% mensili su un prestito di Euro 10.500;
CECORA Piovo Fabio, destinatario della misura della custodia cautelare in carcere, per essersi fatto promettere ed in parte restituire interessi usurai del 10% mensili su tre prestiti per un totale di Euro 48.000 nonché di tentata estorsione in concorso con
NATALE Carmela, a sua volta, sottoposta agli arresti domiciliari, per aver minacciato la vittima di un grave danno alla persona ed averle prospettato la necessità di vendere la sua agenzia di scommesse. Entrambi sono inoltre gravemente indiziati per tentata estorsione in concorso con SANTORO Giovanni e SIRIGNANO Giuseppe, a loro volta, destinatati della misura degli arresti
domiciliari, in quanto, in data 01 luglio 2016, si recavano presso l’agenzia di scommesse della vittima, al fine d’indurla a consegnare loro la metà delle provvigioni come corrispettivo per il ritardo nei pagamenti.
Giugliano, sequestrate 5 tonnellate di sigarette di contrabbando: 4 arresti.IL VIDEO
Cinque tonnellate di tabacchi lavorati esteri sono stati sequestrati e quattro persone, tre italiani e un croato, sono state arrestate dai finanzieri del gruppo di Giugliano in Campania. I militari, in seguito a un’attività info-investigativa, hanno pedinato un autoarticolato con targa estera che, arrivato nella cittadina di Palma Campania , si è diretto all’interno di un piazzale adibito a deposito di materiale edile.
Insospettiti, i finanzieri hanno effettuato un controllo sulla merce trasportata, scoprendo, nascoste sotto una copertura di bancali, le sigarette di contrabbando. I tabacchi erano pronti per essere immessi nel commercio illecito, dal valore stimato di oltre 2 milioni di euro e con una evasione di tributi doganali per oltre 1,5 milioni di euro.
Napoli, colpo grosso dei rapina-Rolex ai danni dell’ex presidente di Confindustria
Colpo grosso dei rapina Rolex ieri a Napoli: l’ex presidente di Confindustria, Antonio D’Amato è stato depredato nel primo pomeriggio di ieri di un prezioso Patek Philippe del valore di 25mila euro. Il 60enne imprenditore era a bordo della propria automobile, si trovava incolonnato nel traffico del corso Vittorio Emanuele.
Il colpo dei banditi è stato velocissimo e nonostante il tentativo di resistenza di D’Amato i banditi sono riusciti a strappare il costoso orologio dal suo polso e si sono dileguati in sella a uno scooter. L’imprenditore ha presentato denuncia alla polizia che ora sta visionando le immagini delle telecamere pubbliche e private della zona anche se i due banditi avevano il volto parzialmente coperto da sciarpe.
Camorra, stesa al Cavone: le mira di espansione dell’asse Mazzarella-Pallonetto-Masiello
Anche dietro la stesa dell’altra notte al Cavone ci sarebbe la mano e la mente del nuovo boss del clan Mazzarella. Gli inquirenti sono convinti che il ras dal suo quartier generale di San Giorgio a Cremano abbia deciso di imporre “la sua legge” su tutto il territorio di Napoli centro partendo dalla periferia Orientale della città . Venti colpi esplosi da due pistole diverse (una calibro 9 e una 7,65) sono un segnale fortissimo. Non una semplice richiesta di pizzo rivolta al titolare del bar colpito in via Correra. L’uomo naturalmente ha riferito agli investigatori di non aver mai subito minacce.
Gli uomini della squadra mobile di Napoli che stanno conducendo le indagini stanno cercando di avere elementi utili attraverso le immagini delle telecamere pubbliche e private poste lungo la zona. Dopo la doppia sparatoria di venerdì notte ai Quartieri Spagnoli si è passati all’attacco del Cavone. I Mazzarella, alleati con i D’Amico di San Giovanni a Teduccio nella zona Orientale(dove hanno deciso di contrastare i Rinaldi) avrebbero creato un asse con le famiglie storicamente vicine a loro nella zona del Pallonetto di Santa Lucia e con i Masiello dei Quartieri. E così dopo il segnale mandato al gruppo Saltalamacchia-Ferrigno-Esposito dei Quartieri Spagnoli è arrivato un altro raid intimidatorio contro l’asse Lepre-Festa e Ricci “frauella” che controlla il Cavone fino a piazza Dante.
La situazione sta diventando esplosiva e polizia e carabinieri seppur presenti in maniera massiccia in zona anche grazie al nuovo piano sulla Movida tranquilla non riescono ad arginare e fermare le picchiate improvvise notturne dei pistoleri inviati dai Mazzarella. In ballo questa volta non c’è solo il controllo del pizzo di Natale sul mercato della Maddalena e sui commercianti del centro. C’è qualcosa di più: il controllo totale di tutte le attività illecite nel centro di Napoli. Un disegno criminale di espansione che rischia di scatenare una nuova faida.
Uccisa dal suo ex, la mamma in tv: ”Vuole sapere se lo ammazzerei? Si, lo farei”
Durante un servizio della trasmissione “Petrolio” su RaiUno – in onda sabato 25 per la Giornata contro la violenza sulle donne – Clementina Ianniello, madre di Veronica Abbate ha affermato: “Vuole sapere se lo ammazzerei? Sì, lo farei. Il perdono può darlo solo Dio”. Sua figlia, la bella diciannovenne di Mondragone, è stata uccisa con un colpo di pistola dal suo ex fidanzato, Mario Beatrice, allievo della Guardia di Finanza.
La donna non riesce a perdonarlo: “È un bastardo che non ha saputo gestire il primo no della sua vita. Non è possibile che un esseruccio uscirà prima del previsto dal carcere e si rifarà una vita mentre mia figlia è in una tomba”.
Uno sfogo comprensibile e molto duro quello della madre di Veronica, che è anche fondatrice dell’associazione antiviolenza La Casa di V.e.r.i., e che durante l’intervista televisiva ha anche lanciato un allarme sulla scarcerazione di Mario Beatrice che a suo avviso potrebbe non avvenire non molto in là nel tempo.
L’assassino è stato condannato in primo grado a trent’anni, la pena è stata poi ridotta a ventidue: va poi considerato il calcolo sulla liberazione anticipata (uno sconto di tre mesi per ogni anno di detenzione) e la richiesta di un affidamento in prova quando mancheranno tre anni dalla fine della pena.
Dopo un periodo di detenzione nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere e quello di Bollate ha ottenuto, come prevede l’ordinamento penitenziario, anche la possibilità di frequentare un corso di cuoco previsto per la riabilitazione dei detenuti.
Intanto, la tragedia che segnò la famiglia di Veronica come l’intera comunità , dopo undici anni è ancora viva. Il dolore implacabile.
Sarno, conservava droga nell’attività : il cane Zidane mette a segno un altro “gol” e fa arrestare un uomo
E’ accusato di detenzione di sostanze stupefacenti, l’uomo arrestato nel corso dell’operazione dei carabinieri di Sarno con l’ausilio del Nucleo Cinofili. I militari hanno perquisito l’attività di N.F., all’interno della quale il fiuto infallibile del carabiniere a quattro zampe Zidane ha scovato 400 grammi di hashish. Il pastore tedesco segnalava al suo conduttore la presenza dello stupefacente facendo scattare le manette al titolare dell’autolavaggio. Il Magistrato di turno ha disposto per l’uomo il giudizio per direttissima che dovrebbe svolgersi nei
prossimi giorni. Così dopo sette mesi N.F. è finito nuovamente in carcere. Ad Aprile infatti era stato arrestato insieme al figlio per lo stesso reato. Sempre nella sua attività i militari supportati dal cane Zidane trovarono circa 260 grammi di hashish e 140 di marijuana.
Terremoto: scossa di magnitudo 3.6 nel Gargano
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 è stata registrata nella notte dall’Ingv in mare, al largo della costa garganica. I comuni più vicini all’epicentro della scossa, delle ore 2.43, sono stati: Rodi Garganico, Ischitella e Peschici. La scossa è avvenuta a una profondità di 5 km.
Contusione alla mano per Higuain, in dubbio per Napoli
Preoccupano la Juve le condizini di Gonzalo Higuain,ieri sera in panchina con una vistosa fasciatura ad una mano. L’attaccante sara’ sottoposto stamattina ad esami. “Sembrava una cosa da poco – ha spiegato Massimiliano Allegri in conferenza stampa -, poi stamattina il dolore e’ aumentato. L’ho portato in panchina per necessita’, era a disposizione ma ho cercato di preservarlo”.



