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Camorra, imponeva il caffè ai bar: 78 anni di carcere per il clan Mallardo

Giugliano. Condannati in Appello a 78 anni di carcere gli affiliati al clan Mallardo nel processo scaturito dall’inchiesta “caffè macchiato”. Il clan del defunto padrino Feliciano Mallardo (era stato arrestato anche lui in questa inchiesta e condannato in primo grado a 24 anni di carcere) imponeva a tutti gli esercizi commerciali del Giuglianese l’acquisto di caffè prodotto dalla cosca: il caffè Seddio. Era Giuseppe D’Alterio, nipote del boss ad aver organizzato l’operazione. Nonostante la miscela di caffè non fosse di ottima qualità i gestori dei bar erano costretti ad acquistarlo dalle mani degli uomini del clan però per servire i clienti erano costretti ad acquistarne altro migliore.
Una doppia spesa per tutti. Giuseppe D’Alterio è stato condannato a 15 anni di carcere per intestazione fittizia di beni aggravata, estorsione aggravata, violenza privata aggravata, trattamento illecito. Il fratello, Carlo Antonio D’Alterio, invece a 12 anni e 6 mesi per concorso esterno all’associazione camorristica, intestazione fittizia di beni aggravata ed estorsione aggravata in primo grado. Antonio e Pasquale Coppola 12 anni per intestazione fittizia di beni.  Anche per Michele Palumbo 12 anni  di carcere per concorso esterno all’associazione camorristica e intestazione fittizia di beni aggravata.
Per il capo dell’azienda, l’83enne Francesco Seddio 12 anni per concorso esterno all’associazione camorristica, intestazione fittizia di beni, estorsione aggravata. Carmen Granata condannata a 1 anno e 6 mesi (pena sospesa) per violenza privata aggravata e trattamento illecito dei dati. Santa Mallardo a 1 anno e 10 mesi di reclusione. Saverio Miraglia è stato assolto da ogni accusa.In primo grado furono assolti i figli di Seddio e tutta una serie di indagati accusati di intestazione fittizia di beni e concorso esterno in associazione camorristica. L’azienda  dopo il dissequestro  è tornata a funzonare.

 

Uccise l’amante della sua compagna: condannato a 12 anni di carcere

E’ stato condannato a 12 anni di carcere Davide Giorgio Sanzone, il 42enne di origine siciliana responsabile dell’omicidio di Maurizio Fortino, infermiere di 52 anni e amante della moglie. Lo ha deciso il gup Luigi Levita del Tribubnale di Nocera Inferiore che ha anche stabilito un risarcimento di 350 mila euro per le parti civili. Sanzone si è sempre difeso sostenendo  che l’accoltellamento non era preordinato e che non voleva uccidere l’infermiere, tant’è che l’avrebbe aiutato anche a tamponare la ferita e a rimettersi sulla moto.
Gli aveva chiesto scusa e supplicato di non denunciarlo. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Davide Sanzone Giancane si era lasciato da circa 5 anni con la donna, ma andava spesso a casa sua per vedere la figlia. E la sera dell’omicidio nel luglio scorso in casa Maurizio Fortino, una presenza indesiderata soprattutto per il fatto che ci fosse la bambina. Ne nacque una lite furiosa culminata nell’accoltellamento.

 

Camorra, la Dda presenta appello contro le assoluzioni e la sentenza sul clan Orlando

La Dda di Napoli ha presentato Appello contro la sentenza di primo grado che aveva mandati assolti numerosi esponenti del clan Orlando e comminato pena lievi rispetto alle richieste. Il pm Mariella Di Mauro, titolare dell’inchiesta, ha impugnato la sentenza di primo grado emessa dal gup Antonio Tarallo nel processo che si è svolto con il rito abbreviato.
Secondo il gup per molti imputati “non sono stati ravvisati i requisiti minimi di partecipazione associativa”, nonostante le oltre  mille pagine di intercettazioni ambientali, telefoniche e fotografiche oltre al lavoro investigativo delle forze dell’ordine. La dda infatti aveva chiesto ben 3 secoli di carcere per i 26 imputati che avevano fatto richiesta di abbreviato. Ma alal fine solo in 15 furono condannati per pene complessive pari a 115 anni di carcere e ben 11 gli assolti. La sera della sentenza ci furono i fuochi di artificio a Marano e dintorni. Grazie alla sentenza sono tornati in libertà Gaetano Orlando, fratello del caposca latitante Antonio, detto Mazzolino, Lorenzo Nuvoletta, nipote dell’omonimo padrino di Vallesana, Crescenzo Polverino, Ciro e Antonio Di Lanno, Celestino Carbone, Luigi Baiano, Pasquale Fabio Lucci, Raffaele Carputo, Raffaele Visconti.
Assolto in primo grado anche Raffaele Veccia, genero di Gaetano Orlando, ma ancora detenuto poiché destinatario di una seconda ordinanza di custodia cautelare.  Il clan Orlando  aveva preso il predominio su Marano e i comuni limitrofi estromettendo i Polverino e assoggettando Nuvoletta e grazie a vincoli familiari aveva creato clan satelliti con i quali controllava anche i comuni di Mugnano, Calvizzano e Quarto.Un clan articolato in piu’ livelli, militarizzato, in grado di imporre il pagamento del ‘pizzo’ a tappeto sul territorio, forte anche di ‘innesti’ della famiglia Novoletta, un tempo l’unica federata con la mafia siciliana.
Il nuovo gruppo criminale avrebbe esteso i propri tentacoli su settori specifici del territorio: mercato ortofrutticolo, edilizia ed appalti pubblici, gestione del ciclo integrato dei rifiuti, cimitero e macchina amministrativa. Con la latitanza di Antonio la famiglia malavitosa era guidata dai fratello Gaetano e Raffaele detto papele e dal cugino Angelo detto ‘o malomm. La cosca aveva inglobato alcuni esponenti dei Nuvoletta di Marano e  si era estesa nel territorio limitrofo era strutturata in almeno quattro livelli. Al vertice del gruppo, detto anche dei Carrisi, i fratelli Orlando, roccaforte tra Marano e Quarto; poi, al secondo livello, Armando Lubrano, nipote del boss Antonio, insieme a Lorenzo Nuvoletta, figlio di Ciro, elemento di vertice dell’omonimo clan ucciso in un agguato, e Angelo Orlando, ‘portavoce’ dei boss; al terzo livello, i ‘responsabili di zona’ come Gennaro Sarappo, che si occupa di Quarto, e Raffaele Lubrano, attivo a Calvizzano, insieme all’addetto al controllo, Celeste Carbone; al quarto livello, gli esecutori degli ordini

Novantenne muore carbonizzato nel letto a causa di un incendio nel Sannio

Un novantenne di Guardia Sanframondi  in provincia di Benevento e’ stato trovato carbonizzato all’interno della propria abitazione in seguito ad un incendio divampato all’interno della camera da letto. A dare l’allarme sono stati alcuni vicini che hanno notato il fumo e le fiamme. I vigili del fuoco hanno domato le fiamme ma per l’anziano non c’e’ stato nulla da fare. Sulle cause dell’incendio, causato probabilmente per il cattivo funzionamento di una stufa, indagano i carabinieri.

Salerno, violentarono una connazionale sulla spiaggia di Santa Teresa: condannati due marocchini

 

Condannati entrambi a quattro anni di reclusione per violenza sessuale di gruppo Hassan Raziqi e Radouane Makkak, i due marocchini che, nella notte del 17 maggio dello scorso anno sulla spiaggia di Santa Teresa a Salerno, hanno abusato sessualmente di una donna. La vittima e’ una 31enne di origini marocchine, che vive e lavora da anni in Italia. Del dispositivo della sentenza, emesso dalla prima sezione penale del Tribunale di Salerno (presidente Gabriella Passaro, a latere Gerardina Romaniello e Marilena Albarano), e’ stata data lettura in serata.
Il pm della procura salernitana, Francesco Rotondo, nell’udienza del 25 settembre scorso, aveva chiesto pene di otto e dieci anni di carcere. L’avvocato della parte civile aveva aderito alle richieste della pubblica accusa. A Raziqi e Makkak (quest’ultimo non e’ regolare sul territorio nazionale) venivano contestati i reati di violenza sessuale e di violenza sessuale di gruppo, aggravati in quanto avvenuti di notte, perche’ agendo in concorso tra loro, con violenza e minaccia, hanno costretto la donna a subire atti sessuali, quali un rapporto completo prima con Makkak e poi dei palpeggiamenti al seno e alle parti intime ad opera di Raziqi. “Aspettiamo di leggere le motivazioni – dice all’Agi l’avvocato di Raziqi, Claudia Pecoraro del foro di Salerno – per poi valutare di procedere con l’appello”.

Camorra a Ponticelli, Cito fu fermato dalla polizia prima di vendicarsi con i De Micco per l’omicidio di Vincenzo Pace

Ci sarebbe anche l’omicidio di Vincenzo Pace e il ferimento di Emanuele Cito nel lungo elenco delle croci che sono state disseminate sul territorio di Ponticelli negli ultimi anni ad opere del clan De Micco che hanno fatto il bello e il cattivo tempo per controllare tutti gli affari illeciti nel quartiere. L’agguato avvenne nell’aprile del 2015 al rione De Gasperi. I due, ex Sarno dopo qualche anno di esilio forzato erano tornati alla ribalta nella zona ed insieme a Raffaele Stefanelli, uomo di punta del clan D’Amico “fraulella” del rione Conocal stavano cercando di nuovo spazio ma soprattutto nelle loro intenzioni vi era quella di cacciare da Ponticelli i “tatuati” ex alleati dei Cuccaro di Barra.
Una guerra senza  quartiere che porterà poi al clamoroso omicidio della donna boss Nunzia D’Amico detta la “passilona” uccisa davanti al portone della sua abitazione il 10 ottobre del 2015. Fu quello l’omicidio che sancì la vittoria da parte dei “Bodo” sui D’Amico che furono costretti a restare confinati al Conocal ma comunque sotto le loro dipendenze. Prima I famigerati “tatuati” avevano eliminato anche colui che da parte degli ex Sarno puntava a riprendersi il quartiere ovvero Vincenzo Pace ucciso in un agguato l’11 aprile.
Il suo socio Emanuele Cito, vero obiettivo dell’agguato, aveva indicato come possibili mandanti i  De Micco. Cito che di recente è stato condannato a 8 anni di carcere per la sua partecipazioni alle attività criminali dei D’Amico “Frauelella” dopo l’agguato aveva organizzato la risposta per colpire i De Micco. ma fu fermato dalle forze dell’ordine. Scrivono i magistrati a proposito di Cito e Pace: ” Risulta infatti che sia Cito sia pace dopo l’estinsione del clan Sarno non avevano perso i collegamenti con la criminalità organizzata ed anzi erano entrati a far parte di una nuova organizzazione operante al rione De Gasperi della quale faceva parte Raffaele Stefanelli prima di insediarsi definitivamente nel Conocal, organizzazione che era collegata sia dall’inizio con quella facente capo alla figlia D’Amico”.

(nella foto il luogo dell’omicidio di Vincenzo Pace e nei riquadri da sinistra Luigi De Micco ed Emanuele Cito)

Peppe Barra e Maria Pia Calzone nel cast di ‘Napoli velata’ di Ozpetek. Dal 28 dicembre al cinema

Torna Ferzan Ozpetek! E torna con un film girato in Italia dal titolo “Napoli velata”. A un anno esatto dall’uscita di “Rosso Instambul”, la nuova pellicola sarà dal 28 dicembre in trecentocinquanta sale.
Un cast numeroso e che vanta nomi come quello di Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Borghi, Anna Bonaiuto, Peppe Barra, Maria Pia Calzone, Luisa Ranieri, Biagio Forestieri, Lina Sastri e Isabella Ferrari. Si tratta, come scrive il regista nelle sue note, di “un mistery che sfocia nel thriller dei sentimenti”, che “sfiora molti elementi del melodramma, del noir”. La Napoli descritta da Ozpetek è lontana da quella dell’iconografia classica, ricca di mistero, di fascino nascosto, con i suoi riti pagani, i fantasmi, la morte, dove ci sono anche sesso, sangue e musica (magnifica l’interpretazione di Arisa di Vasame di Enzo Gragagniello). Poi ci sono tante donne protagoniste perché, spiega Ozpetek, “Napoli e’ femmina”. Donne che il cineasta turco, innamoratosi di Napoli sei anni fa quando ha curato la regia de La Traviata al San Carlo, ha scelto e stravolto con sapienza. “Ho giocato molto con i loro capelli, le ho cambiate al punto che Lina Sastri e Isabella Ferrari sono quasi irriconoscibili al primo colpo d’occhio”.
Il film racconta di un amore e di un omicidio, in cui non tutto è come appare e le persone nascondono o così  qualcosa. “Napoli velata” inizia come un thriller in piena regola, quasi citando Hitchcock a partire alla scala ripresa con ossessione perché, spiega il regista, “è un elemento importantissimo di Napoli: richiama l’occhio, l’utero, la coscienza”. Il seguito però segue percorsi diversi e inaspettati, spiazzando continuamente e arrivando a una conclusione che lascia aperti molti interrogativi. Un atto d’amore per la città partenopea, come spiega Peppe Barra: “Con uno sguardo d’amore Ferzan ha accarezzato e amato la città che in questi tempi è così bistrattata e grazie a lui anch’io sono entrato nell’utero di Napoli, nell’utero velato”.
“Quando ho visto per la prima volta la “figliata”, racconta il regista – un rito arcaico legato profondamente alla cultura napoletana dei “femminielli” e che mette in scena un parto maschile, c’era un personaggio che metteva un velo e diceva che dovete vedere ma, più ancora, dovete sentire per capire questa città. Poi, ovviamente, c’è anche il Cristo velato che è coperto e, comunque, si vede tutto – aggiunge -. E anche quando sono andato alla “farmacia degli incurabili” c’era un velo e, vicino, una scala che scendevano quanti andavano a morire”. Ed è proprio il senso della morte ad essere così fortemente presente nel film. “Anni fa, quando avevo diciannove anni, Elio Petri mi disse che tutto ciò che facciamo nella vita è per allontanare l’idea della morte – spiega -. A Napoli ci giocano, la fanno diventare una cosa quotidiana, non da avere paure. E così la morte lì perde il suo senso. Questa città assomiglia a me – aggiunge – e si può dire quasi che Napoli mi ha tenuto lo specchio, per questo è stato facile girare qui”.

Elio e le storie tese, Sanremo e la lunga agonia di un addio

Dopo trentasette anni di matrimonio, il concerto al Mediolanum Forum di Assago avrebbe dovuto firmare ufficialmente la separazione e invece salta fuori la partecipazione al Festival di Sanremo. Ora c’è da chiedersi se ci sarà anche un nuovo album. Intanto, molti cominciano a sospettare che si tratti di una delle tante trovate di Elio.
In realtà lo scioglimento di Elio e le storie tese è reale, ma sarà un lungo percorso fino al 30 giugno 2018 e sono proprio loro a spiegare bene cosa accadrà nel prossimo futuro.
Il concerto al Forum si terrà, e sarà davvero quello conclusivo. Una grande festa, tre ore di musica e tante sorprese, che la band non vuole rivelare. La partecipazione al Festival invece la commentano così: “per noi è una ciliegina sulla torta e ci dà l’occasione per sottolineare ancora una volta che la nostra è una storia molto strana, originale, poco italiana anche se è molto italiana. Anche solo perché siamo insieme da così tanti anni”.
Ma dal Teatro Ariston di Sanremo a un album e a un altro tour di addio, è un attimo quindi pare sia tutto chiaro: in programma sia il disco (che presumibilmente uscirà subito dopo Sanremo) sia gli ultimi live.
Si parte il 20 aprile da Montichiari, poi il 23 maggio a Rimini, e ancora Padova, Torino, Firenze, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Acireale e Bari. Chi ha comprato il biglietto per il Forum e invece risiede in una delle città del tour, non deve però sentirsi preso in giro perché con il suo biglietto, potrà averne uno gratuito per rivedere Elio e le storie tese. L’unica cosa ancora poco chiara è il motivo della data della separazione fissata per il 30 giugno visto che l’ultimo concerto sarà il 23 maggio. Ci sarà una nuova “eliata”? Non si può prevedere, intanto una cosa la dice ciara e tonda rispetto al suo futuro: “Voglio tentare di fare fare l’influencer. E’ un modo meraviglioso di guadagnare un sacco di soldi senza fare un cazzo”.

Napoli, 17enne accoltellato alla gola in via Foria

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Un ragazzo di 17 anni e’ stato accoltellato a Napoli in circostanze ancora da chiarire, ma non si esclude che l’episodio sia legato a una lite tra due gruppi sfociata in violenza. Il fatto e’ accaduto poco fa all’angolo tra via Foria e via Cesare Rossarol, nel centro storico del capoluogo campano. Il minorenne e’ stato trasportato all’ospedale San Giovanni Bosco, e presenta ferite alla schiena e alla gola. Indagini della polizia.  Il 17enne ferito a Napoli e’ grave ma non in pericolo di vita. E’ stato colpito alla gola e, secondo quanto al momento ricostruito dalla Polizia di Stato, il tutto sarebbe avvenuto nel corso di una lite scoppiata per futili motivi.
Gli agenti del commissariato Montecalvario stanno, invece, lavorando per risalire all’identità dell’aggressore di un ragazzino di 14 anni sfregiato al volto la scorsa notte nel corso di una lite in piazza Municipio. Il giovane è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale dei Pellegrini ed è stato giudicato guaribile in 25 giorni.

Consip, chiusa l’inchiesta Fm4: in 21 accusati di turbativa d’asta

Undici società coinvolte e 21 indagati, tra i quali due imprenditori sono alcuni dati del fascicolo sulla gara Consip Fm4 in merito alla quale la procura ha inviato oggi l’avviso di chiusura indagine.Tutti gli indagati sono accusati di turbativa d’asta: secondo gli inquirenti della guardia di finanza dell’Antitrust, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Mario Palazzi, i partecipanti alla gara si accordavano per spartirsi i lotti con intese non limitate a un bando ma inserite in un quadro di accordi complessivi che riguardavano anche altre stazioni appaltanti.La gara FM4, di ‘facility management’, ovvero servizi per la Pa, del valore di 2,7 miliardi, bandita dalla centrale acquisti della pubblica amministrazione nel 2014 era suddivisa in 18 lotti.
Chi indaga è convinto che gli accordi tra le 11 società coinvolte, tra le quali Romeo Gestioni e Sti, abbiano di fatto evitato la concorrenza e l’ingresso di altri competitors nel settore. Il tutto attraverso: la presentazione di offerte concordate in maniera tale da non realizzare sovrapposizioni competitive sui singoli lotti di gara (le cosiddette ‘offerte a scacchiera’); la presentazione di offerte finalizzate per ciascun lotto ad alterare le medie dei punteggi di gara (anche dette ‘offerte di appoggio’); l’occultamento di centri codecisionali unici in relazione ai diversi offerenti; la condivisione occulta di informazioni e dati sensibili; la pubblicità prima della scadenza del termine di presentazione dell’offerta dei lotti su cui il raggruppamento con mandataria Cns intendeva presentare offerte; la promessa di subappalti a soggetti economici appartenenti a gruppi concorrenti.
Sempre oggi, la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per i sei responsabili di tre aziende, accusate di aver fatto cartello per accordarsi su una serie di aspetti della gara per la manutenzione delle scuole denominata ‘scuole belle’.I sei, come nel caso di FM4 accusati di turbativa d’asta, si sarebbero accordati su una serie di aspetti, pur partecipando separatamente al bando, per aggiudicarsi le gare in questione bandite nel 2012.”Pur concorrendo formalmente in maniera autonoma – scrivono i pm Mario Palazzi e Letizia Golfieri, titolari dell’indagine – coordinavano la loro partecipazione alla gara condividendo la scelta di partecipare su otto lotti scambiandosi reciprocamente informazioni sulle strategie da seguire”.

Napoli, domani ampio turn over in Coppa contro l’Udinese

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Ci sara’ un ampio turn over nel Napoli per la sfida di domani sera contro l’Udinese valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Maurizio Sarri non pensa al match di campionato di sabato con la Sampdoria ma deve, comunque, dare spazio a quei calciatori che fino a oggi hanno giocato molto poco. Naturalmente dovra’ dare un senso alla formazione evitando poi di esporsi troppo con gli avversari friulani. Sara’ impossibile vedere in campo Diawara visto che deve scontare un turno di squalifica.
Sarebbe stato opportuno dare un turno di riposo a Jorginho, ma l’italo-brasiliano deve esserci per forza. Dovrebbe, pero’, avere compagni di reparto diversi rispetto alla normalita’. Zielinski dovrebbe sostituire Hamsik, Rog, invece, Allan. In difesa tra i pali spazio al napoletano Sepe che fece bene contro il Chievo Verona nell’ultima partita giocata in questa stagione. Sulle corsie esterne Maggio a destra e Hysaj a sinistra. Al centro c’e’ Chiriches con Koulibaly. Maksimovic si sta riprendendo dall’influenza. In attacco dovrebbe esserci solo Mertens dei titolari a meno che Sarri non decida di far ritrovare un po’ di minuti nelle gambe a Insigne. In caso contrario Giaccherini si schierera’ sulla corsia mancina e Ounas su quella opposta. L’obiettivo resta la conquista dei quarti di Coppa Italia ma il primato della classifica di serie A viene prima di tutto. Probabile formazione (4-3-3): Sepe; Maggio, Chiriches, Koulibaly, Hysaj; Rog, Jorginho, Zielinski; Ounas, Mertens, Giaccherini

(foto da sscnapoli.it)

Camorra, il boss pentito: ‘Volevo uccidere Penniello per un debito di 500 milioni, ma lui si è costituito e non ci ha dato un euro’

Aveva un debito di 500 milioni delle vecchie lire con la famiglia Lo Russo ed in particolare con l’irriducibile Giuseppe Lo Russo, unico dei fratelli “Capitoni” di Miano a non essersi pentito, e per questo sul capo di Giovanni Penniello c’era una condanna a morte. O avrebbe restituito i soldi oppure Carlo Lo Russo lo avrebbe ucciso. Il pregiudicato si salò perché dopo aver ricevuto “l’imbasciata” da parte degli uomini del clan dopo alcuni mesi di latitantza ci costituì.E’ stato lo stesso ex boss oggi pentito a raccontarlo agli investigatori nel corso dei suoi numerosi verbali firmati davanti alla Dda. La vicenda inedita è contenuta nelle 960 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Francesca ferri e che il mese scorso ha portato in carcere una quaratina di reduci del cosca di Miano. Tra questi c’è anche Cito Taglialatela, nipote dei Lo Russo. E proprio parlando della gestione del traffico di droga di quest’ultimo che Carlo Lo Russo svela l’inedito retroscena.
Ecco cosa ha raccontato Carlo Lo Russo: “Ciro Taglialatela è figlio di mia sorella Rosaria che noi chiamiamo Celeste e di mio cognato Bruno, detenuto. Quando sono stato scarcerato è venuto a trovarmi in più occasioni. Anche a Natale e a Pasqua mi ha portato il cestino. E’ poi venuto in compagnia di un ragazzo per prendere le difese di Giovanni Penniello, nel periodo in cui quest’ultimo era latitante, perché io volevo recuperare da Giovanni Penniello i soldi che lui doveva dare a mio fratello Peppe, cioè 500 milioni delle vecchie lire. Io avevo incaricato Giulio De Angioletti e Peppe o’ Biondo cioè De Vincentis di chiarire con Penniello che doveva ridarci questi soldi, li ho incaricati di portargli l’imbasciata che se non restituiva i soldi di mio fratello Peppe lo avrei ucciso. Questa minaccia è stata recapitata al Penniello sia da Giulio sia da Peppe sia da mio cognato Angelo Marino. Si sono incontrati con Giovanni Penniello prima che diventasse latitante.
Come sapete è stato latitante per un breve periodo e poi si è costituito. Non mi ha dato niente, neanche un euro. Tornando a Ciro , come dicevo, lui ha preso le parti di Penniello, una specie di garante, venne a dirmi di stare tranquillo che a poco alla volta mi avrebbe fatto avere i soldi che io avrei destinato a Teresa, la compagna di Peppe mio fratello… Ciro venne a parlarmi di questa cosa poco prima di Pasqua, a casa mia insieme ad un ragazzo che non avevo mai visto e che mi presentò come nipote di Bruno… in questa occasione a casa mia c’erano anche Luigi Cutarelli e Ciro Perfetto, io fui esplicito nel ribadire a mio nipote Ciro Taglialatela che ero intenzionato ad uccidere Penniello se non mi avesse restituito i soldi. Inoltre quando sono stato a Secondigliano, ad aprile maggio, ho avuto modo di parlare con mio cognato Bruno ed anche a lui ho detto la stessa cosa. Bruno Taglialatela è amico intimo di Giovanni Penniello ecco perché mio nipote Ciro è intervenuto in difesa del Penniello…”.

Antonio Esposito
2.continua

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Bimba dalle ‘labbra blu’ guarita a Napoli

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Affetta sin dalla nascita da una gravissima e rara cardiopatia congenita, una piccola bimba siriana di quattro anni, operata lo scorso 4 ottobre nella cardiochirurgia pediatrica dell’Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli, e’ ritornata sana e salva a casa. Nata nel 2013 da genitori trasferitisi dalla Siria nel capoluogo partenopeo, la piccola era affetta da una cardiopatia caratterizzata da anomalia del sistema venoso sistemico. Trasferita in urgenza, la bimba e’ stata seguita fin dalla nascita dall’equipe della Cardiochirurgia Pediatrica, come rende noto l’azienda ospedaliera universitaria Federico II. “La patologia della bambina ha causato una cianosi ingravescente che negli anni ha portato la bimba ad avere le classiche ‘labbra blu’. Giunta l’eta’ giusta per effettuare l’intervento, la bambina e’ stata dapprima sottoposta a cateterismo cardiaco dai cardiologi interventisti Antonio Rapacciuolo e Francesco Borgia, e successivamente ad inizio ottobre e’ stata sottoposta ad un delicatissimo intervento cardiochirurgico con tecnica di ‘Rastelli’ durato nove ore ed eseguito dalla nostra equipe coadiuvata dai dottori Sergio Palumbo e Raffaele Giordano” sottolinea Gaetano Palma, responsabile della Cardiochirurgia Pediatrica federiciana. “Le cure intensive sono continuate per otto giorni tra le attenzioni di medici, anestesisti e infermieri di terapia intensiva. Tale risultato chirurgico e’ stato possibile anche grazie all’ausilio della nuova tecnologia di stampa 3D del cuore, un progetto che ha visto un notevole impegno del cardiochirurgo in formazione Giuseppe Comentale” aggiunge il prof. Palma. La stampa 3D del cuore ha reso, infatti, interpretabile la complessa anatomia cardiaca della piccola paziente permettendo ai chirurghi di poter gia’ visualizzare la reale conformazione intracardiaca il giorno precedente l’intervento e che, sicuramente, potra’ essere utile in futuro in altri casi similari. La piccola dalle “labbra blu”, ormai diventate rosee, dopo dodici giorni nel reparto di Cardiochirurgia Pediatrica, e’ ritornata a casa.

Lavori alla centrale idrica di Boscotrecase: disagi in tre comuni

Possibili disagi per cali o mancanze d’acqua sono previsti in alcuni comuni in provincia di NAPOLI: ne da’ notizia Gori, la societa’ che gestisce il servizio idrico integrato dell’ambito distrettuale Sarnese-Vesuviano. A Torre del Greco (NAPOLI) per lavori programmati potra’ mancare l’acqua dalle 20.00 di questa sera fino a martedi’ 19 dicembre alle 4:00 in via Resina Nuova, via Volpicelli, via Viuli, via Piemonte Sopra i Camaldoli, via Pisani, via Dietro ai Camaldoli, via Cappella degli Orefici, via Giovanni XXIII (zona a monte fino all’incrocio con via Chiazzolelle), via Pagliarelle, via Salzano, via Fossa della Monaca, via Ruggiero, via Boccea, via Lamaria (zona a monte), via Tironi della Guardia, via Montagnelle, via Nazionale, viale Europa, via Leopardi, via Litoranea, via Lava troia, e in tutte le traverse della zona. Per lavori programmati sono previsti disagi a Boscotrecase (NAPOLI) da questa sera alle 20.00 a martedi’ 19 dicembre alle 4.00 in via Cifelli e in tutte le traverse della zona. Cosi’ anche a Trecase (NAPOLI), stesso giorno e fascia oraria, in via vicinale Tironi della Guardia. I lavori programmati riguardano la centrale regionale di sollevamento idrico che si trova a Boscotrecase. In questi tre comuni potrebbero verificarsi dei cali idrici o interruzioni. La sospensione per lavori programmati finalizzati al miglioramento della distribuzione idrica e’ prevista, invece, ad Ercolano (NAPOLI) dalle 20.00 di domani, martedi’ 19 dicembre fino a mercoledi’ 20 dicembre alle 6.30 (in via Bosco Catena, via San Vito, via San Vito Arena, via Marsiglia, traversa Palmarosa, via Cegnacolo, via Casevecchie, via Ex Cook, via sacerdote Benedetto Cozzolino e traverse, via Viulo, via dello Sbirro) e a Gragnano (in via Tommaso Sorrentino, via Starza, via Vittorio Veneto, piazza Mercato) sempre nella giornata di domani, martedi’ 19 dicembre, dalle 12.30 alle 19.00.

Napoli: accordo per accoglienza migranti da 265 sindaci della Campania

Oggi a Napoli e’ stato siglato un protocollo d’intesa tra il ministro degli Interni Marco Minniti e 265 sindaci della Campania per l’accoglienza dei richiedenti asilo. “Non e’ vero che con questo protocollo si toglie lavoro ai nostri cittadini. Anzi e’ esattamente il contrario sempre di piu’ nel segno del riscatto che parte dalla cultura – ha detto il primo cittadino di Napoli, Luigi de Magistris – Rifugiati e migranti possono contribuire alla ricchezza economica dei nostri territori non sottraendo lavoro a nessuno. Con questo protocollo si pone fine alla creazione di luoghi che possono diventare bombe sociali come e’ stata in citta’ piazza Garibaldi”. Il sindaco di Avellino, Paolo Foti, ha ricordato che in provincia di Avellino sono sistemati 2600 migranti, cifra che eccede le quote di assegnazione. “Servono – ha aggiunto Foti – equita’ ed omogeneita’ nei trasferimenti. La realta’ irpina non si e’ mai sottratta alle richieste pervenute dalla Prefettura, abbiamo sempre lavorato per l’accoglienza, ma deve essere razionale e organizzata”. “I sindaci specie nei Paesi e nelle cittadine sono le istituzioni di prossimita’ piu’ accessibili e spesso sono esposti alle attese e alle pretese di tutti, oggetto di denigrazione, denuncia e polemica, intrappolati nella giungla della burocrazia e dalla cronica mancanza di risorse”, ha detto il sindaco di Benevento, Clemente Mastella. Per quanto riguarda il territorio del casertano, il primo cittadino di Caserta, Carlo Marino, ha ricordato che su quel territorio e’ presente “lo Sprar piu’ grande del Paese. Noi – ha proseguito – abbiamo sempre lavorato per l’accoglienza e l’inclusione che riteniamo un’opportunita'”. Se molti territori campani accolgono i migranti, la citta’ di Salerno con il suo porto e’ il primo approdo. “Sul nostro porto – ha ricordato il sindaco Vincenzo Napoli – avvengono gli sbarchi e la macchina messa in moto funziona e riduce al minimo la permanenza sulla banchina ma bisogna fare in modo che ci sia una sicurezza percepita”.

Napoli, alla cappella San Savero, concerto e cena di solidarietà per i terremotati di Ischia

Si chiamano “I Virtuosi di Sansevero” i musicisti, tra i più talentuosi allievi di strumenti ad arco di prestigiose Accademie nazionali e internazionali, che si esibiranno per la prima volta a Napoli alla Cappella Sansevero, martedì 19 dicembre, alle ore 20.00. Un evento speciale, organizzato nel suggestivo complesso monumentale per il consueto appuntamento di Natale, il cui intero incasso sarà devoluto ai terremotati dell’isola di Ischia. L’ingresso al “Concerto di Natale” (ore 20.00) e, a seguire, alla cena offerta presso l’Atelier di Lello Esposito a Palazzo Sansevero (ore 21.30) ha il costo di EUR 25,00 a persona. I biglietti sono in vendita presso il ticket office del Museo Cappella Sansevero (Via F. De Sanctis 19) e presso la Concerteria in Via M. Schipa 15. La neonata camerata nasce da un’idea di Riccardo Zamuner, giovane violinista napoletano, che ha riunito alcuni tra i più brillanti giovani musicisti dell’Accademia Stauffer di Cremona, dell’Accademia Nazionale di alto perfezionamento di Santa Cecilia e di altre importanti Accademie internazionali, con l’intento di creare un ensemble di archi senza direttore in cui ogni componente è solista eccellente. Il progetto de “I Virtuosi di Sansevero” prevede di affiancare ai giovani talenti, musicisti di fama internazionale come il M° Ermanno Calzolari, il M° Andrea Maini e il M° Luca Signorini. Ha lo scopo di formare un gruppo in cui l’esperienza di concertisti affermati, insieme all’entusiasmo e al talento di giovani che hanno già iniziato una brillante carriera, possano far rinascere quelle eccellenze culturali ed artistiche che hanno reso la nostra città unica al mondo. Un organico variabile che prevede anche l’esecuzione di repertorio per quartetto, sestetto e ottetto d’archi e che, in occasione del debutto alla Cappella Sansevero, comprenderà undici musicisti: Riccardo Zamuner, Federica Tranzillo, Maria Teresa De Sanio (violini primi); Chrystelle Catalano, Federica Severini, Ivos Margoni (violini secondi); Andrea Maini, Martina Iacò (viole); Raffaella Cardaropoli, Sancho Almendral (violoncelli) e Ermanno Calzolari al contrabbasso. Il raffinato programma presentato dalla camerata per salutare il Natale 2017 partirà da Vivaldi (Concerto per due violini e archi, Op. 3 n. 8) con l’esibizione da solisti di Chrystelle Catalano e Riccardo Zamuner; proseguirà poi, in un crescendo di grande suggestione e atmosfera natalizia, con Corelli (Concerto grosso per la notte di Natale, Op. 6 n. 8) per proporre, infine, dal repertorio di Tchaikovsky, Serenata per archi, Op. 48. La scelta di suonare senza direttore vuole rimarcare la voglia di costruire insieme un organico stabile in cui le capacità e il virtuosismo di ognuno possano confluire nella ricerca di un suono e di una identità unica al servizio della musica. Tutti i componenti dell’ensemble svolgono intensa attività concertistica sia da solisti che in formazioni cameristiche e in prestigiose orchestre, e sono vincitori di importanti concorsi internazionali. Con il Concerto di Natale de “I Virtuosi di Sansevero” il Museo Cappella Sansevero intende offrire un omaggio alla musica e soprattutto desidera rivolgere un messaggio di augurio alla città di Napoli, straordinaria fucina di giovani talenti.

L’ex ministro Matteoli muore in un incidente stradale

L’ex ministro Altero Matteoli è morto in un incidente stradale in cui era rimasto coinvolto sulla via Aurelia all’altezza di Capalbio. Matteoli era stato estratto dalle lamiere dell’auto in fin di vita: i medici hanno tentato di rianimarlo sul posto ma non c’è stato nulla da fare. Il senatore Matteoli viaggiava da solo su una Bmw quando in località Il Giardino a Capalbio, non lontano da Ansedonia (Grosseto), c’è stato lo scontro frontale con una Nissan con a bordo un uomo e una donna, rimasti entrambi feriti. Il conducente della Nissan, 50 anni, è stato poi trasferito all’ospedale di Grosseto: le sue condizioni sarebbero gravi. La donna è stato portata con l’elisoccorso all’ospedale di Siena. Inutili i tentativi di rianimare il parlamentare. La strada è chiusa in entrambi i sensi. Sul posto polizia stradale, carabinieri e 118.
Da ministro dei Trasporti lottò per realizzare la Tirrenica, il collegamento autostradale fra Livorno e Civitavecchia. Ed oggi Altero Matteoli è morto in un incidente stradale proprio sull’Aurelia. In passato l’ex ministro, originario di Cecina (Livorno), aveva messo in guardia dai “pericolosissimi incroci a raso” nel tratto dell’antica strada consolare tra Grosseto a Civitavecchia, spingendo per la costruzione di una nuova infrastruttura più moderna. faceva parte, fra l’altro, del Tavolo per la sicurezza stradale, in qualità di presidente della commissione Trasporti. Gentiloni esprime il suo personale cordoglio e quello del governo ai familiari del senatore. Di Matteoli il premier ricorda la passione politica, la coerenza del suo percorso, il profondo senso delle istituzioni.

Appalti truccati: prosciolto Giorgio Zinno, sindaco di San Giorgio

 

Il sindaco di San Giorgio a Cremano  Giorgio Zinno, del Pd, e’ stato prosciolto perche’ il fatto non sussiste dall’accusa di concussione, turbativa d’asta e associazione per delinquere in merito ad alcuni appalti dei lavori pubblici. Stamane la decisione del gip; la Procura di Napoli aveva chiesto per Zinno il rinvio a giudizio nell’ottobre 2016. ”Ho sempre avuto fiducia nella giustizia” commenta il sindaco difeso dall’avvocato Maurizio Capozzo.
”La magistratura giudicante nel valutare i fatti di questa vicenda, aveva gia’ evidenziato in un primo momento la mancanza di elementi indiziari. Gia’ il gip, infatti, aveva escluso l’ipotesi di una mia partecipazione al fatto criminoso. Oggi anche il secondo giudice ha ascoltato la mia tesi, confermando che il fatto non sussiste. Si chiude per me una vicenda dolorosa e difficile, che tuttavia ho sopportato consapevole della mia innocenza e fiducioso che questa vicenda si sarebbe conclusa secondo verita”’.

La Finanza sequestra 50mila prodotti per casa non sicuri pronti alla vendita nel salernitano

La Guardia di Finanza di Sala Consilina ha svolto un controllo nei confronti di un grande magazzino ubicato ad Atena Lucana (SA), dove sono stati rinvenuti prodotti sui quali non erano riportate le indicazioni “minime” previste dal Codice del Consumo e il cui commercio è vietato in quanto privi dei necessari requisiti di sicurezza. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato circa 50 mila pezzi (articoli per fumatori, casalinghi e accessori vari) per un valore di circa 9.500 euro; i prodotti erano offerti in vendita agli ignari consumatori. Nei confronti del responsabile della società sottoposta a controllo, segnalato all’autorità amministrativa competente, sono state irrogate sanzioni fino a 25.000 euro.

Nola: tenta rapina ma scivola e cade da scooter, arrestato

E’ stato bloccato stanotte dai carabinieri della Compagnia di Nola che lo hanno arrestato per tentata rapina, violenza e resistenza a pubblico ufficiale nonché per lesioni personali. Si tratta di un 31enne di Camposano già noto alle forze dell’ordine, che in sella al suo T-Max nero ha affiancato un 20enne di Avella (Avellino) alla guida di un’utilitaria e lo ha minacciato e spaventato con pugni sul vetro per portargli via l’auto. Non è però riuscito nell’intento perché è caduto scivolando sull’asfalto umido.
Il 20enne ne ha approfittato ed ha chiamato il 112 fornendo una parziale descrizione dello scooter e del soggetto. Dopo pochi minuti i militari hanno individuato un uomo alla guida di un T-Max che corrispondeva perfettamente alla descrizione, quindi lo hanno seguito. E all’alt dei carabinieri il 31enne ha immediatamente accelerato per far perdere le proprie tracce ma i militari lo hanno inseguito bloccandolo nel centro abitato di Cicciano. L’uomo ha fatto un ultimo tentativo per evitare l’arresto ingaggiando colluttazione con i carabinieri ma è stato immobilizzato e arrestato.