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Allan: “Vogliamo fare la storia del Napoli, ora testa nel Crotone per dare il massimo”

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“Il nostro augurio è che il 2018 sia ancora più bello dell’anno appena trascorso”. Allan Marques Loureiro, noto semplicemente come Allan, rivela i suoi auspici per l’anno che verrà e le ambizioni azzurre. “Vogliamo fare la storia del Napoli e di questo grande Club e regalare tante gioie ai nostri tifosi, ma il campionato è lungo e dobbiamo solo lavorare per continuare sulla nostra strada – ha spiegato il 26enne centrocampista brasiliano – Sinora abbiamo dimostrato di poter raggiungere grandi risultati, ma essere avanti adesso conta pochissimo. Dobbiamo avere la testa al Crotone e dare il massimo. Per la classifica è prestissimo, manca un intero girone e ci sono 3-4 squadre che lottano per il vertice”. “Non mi è mai capitato di giocare nel periodo natalizio, ma per noi cambia poco perchè vogliamo dare il massimo sempre – ha aggiunto l’ex Udinese – Personalmente mi sento bene, sto esprimendomi a buoni livelli e sono soddisfatto della mia condizione”. Sul record di gol di Hamsik: “Marek merita questa gioia perchè è un calciatore che ama Napoli e che ha dato tutto per la maglia azzurra. Speriamo di poter festeggiare altri traguardi insieme alla squadra…”. Il Napoli si allena in vista della sfida di venerdì sera in casa del Crotone. C’è in palio il titolo d’inverno nell’ultima giornata del girone d’andata. Vincendo gli azzurri sarebbero campioni di dicembre ma l’obiettivo è arrivare primi al termine del campionato. Sarri ha fatto lavorare i suoi sulla rapidità nell’allenamento di oggi. Poi nel finale c’è stata una partitina. Dove tra i titolari non c’era Mario Rui perchè squalificato. Lo sostituirà Maggio. In difesa potrebbe riposarsi Albiol per lasciare posto a Chiriches mentre Koulibaly resterà al suo posto con Hysaj a sinistra. A centrocampo non dovrebbe cambiare niente con Jorginho in cabina di regia. Hamsik sarà a sinistra con Allan a destra. In attacco Mertens va a caccia del gol che manca dal 29 ottobre. Insigne e Callejon proveranno a fare degli assist per il belga. Domani seduta mattutina prima della partenza per la Calabria. Probabile formazione (4-3-3): Reina; Maggio, Chiriches, Koulibaly, Hysaj; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne.

Calciomercato, valzer di portieri: Donnarumma verso il Paris St. Germain, Reina al Milan

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Calciomercato, valzer di portieri tra le principali squadre italiane. Al centro dei trasferimenti c’è sempre lui, Gigio Donnarumma, che a fine stagione probabilmente lascerà il Milan. Per averlo, tramite i buoni uffici dell’agente Mino Raiola, è in prima fila il Paris St. Germain, che cederà Kevin Trapp al Liverpool, mentre il Milan si sarebbe già cautelato bloccando Pepe Reina. A quel punto il Napoli avrebbe bisogno di un nuovo numero uno, e il principale candidato è Mattia Perin, a meno che il d.s. Giuntoli non batta una pista straniera, visto che sta facendo seguire Geronimo Rulli della Real Sociedad e Bernd Leno del Bayer Leverkusen, che piace molto al dirigente partenopeo. Nel caso venga scelto Perin, il Genoa ha già pronto il sostituto ovvero il romanista Lukasz Skorupski. La Juventus ha fissato il prezzo per Alex Sandro, che potrebbe andarsene già a gennaio: la Vecchia Signora aspetta un’offerta da almeno 60 milioni di euro per farlo partire, con Manchester United e Chelsea sempre molto interessati. Per i Blues di Antonio Conte l’obiettivo primario è però, ma solo a giugno, l’ex bianconero Arturo Vidal, in uscita dal Bayern, mentre un altro Vidal, il blaugrana Aleix piace molto a Roma, che lo vorrebbe subito soprattutto nel caso Emerson Palmieri parta con destinazione la Torino bianconera. L’alternativa, sia per la Roma che per la Juve è sempre Matteo Darmian, se davvero lascerà il Manchester United. L’Inter, che sogna sempre Javier Pastore e insiste con Stephan De Vrij per prenderlo a parametro zero a giugno, continua a parlare con il Barcellona per Gerard Deulofeu, esterno d’attacco ex Milan, che piace molto a Luciano Spalletti. La dirigenza interista sta lavorando per averlo in prestito, mentre è difficile che arrivi il brasiliano Ramire dallo Jiangsu Suning: il faraonico ingaggio di 10 milioni all’anno che percepisce in Cina è un ostacolo troppo alto per le possibilità dei nerazzurri, vincolati dai parametri del fair play finanziario. Il Napoli, dopo Ciciretti, Machach e Younes (in questo caso manca l’accordo con l’Ajax, c’è solo quello col giocatore) sta spingendo con il Bologna per avere Simone Verdi, ma il giocatore ha imposto una frenata: fino a giugno resterà in Emilia, poi si vedrà. A quel punto gli emissari di De Laurentiis, interessati anche allo slovacco Lukas Haraslin ex ‘primavera’ del Parma che ora gioca in Polonia nel Lechia Danzica, dovranno guardarsi dalla concorrenza di Roma e Inter. E sempre a proposito del Bologna, Saphir Taider potrebbe partire già a gennaio e il nome caldo per sostituirlo è quello di Luca Mmazzitelli, centrocampista del Sassuolo cresciuto nella Roma. Nel mirino dei rossoblù c’è anche Afriyie Acquah del Torino. L’ex granata Bruno Peres fatica a trovare spazio nella Roma e potrebbe andare in Portogallo: piace a Benfica e Porto. La Fiorentina segue Luca Antonelli del Milan e Adam Masina del Bologna. Tra i due, è più facile arrivare al primo, visto che la dirigenza rossonera potrebbe cederlo anche in prestito. In entrata il Milan lavora sul talento brasiliano David Neres, che gioca nell’Ajax: la richiesta degli olandesi, che trattano anche l’altro esterno d’attacco Justin Kuivert con il Manchester United, parte da un minimo di 25 milioni di euro.

Gragnano, effettuata l’autopsia sul 32enne Angelo Cesarano morto la sera di Natale in un incidente stradale

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Si svolgeranno all3 15,30 di domani presso la chiesa del Corpus Domini a Gragnano i funerali del 32enne imbianchino Angelo Cesarano morto il giorno di Natale per le ferite riportate in un incidente stradale. Nella serata di oggi il medico legale Sergio Infante ha effettuato l’autopsia dopo di che il magistrato ha liberato la salma per far si che i familiari potessero dargli l’ultimo saluto.
Non solo gli abitanti di via nastro dove abitava il giovane ma tutta la comunità di Gragnano è sotto choc per l’incredibile morto di Angelo, padre di due figli e con un terzo in arrivo.  Il giovane era uscito di casa dopo il pranzo di Natale per andare a trovare un parente ricoverato all’ospedale San Leonardo di Castellammare ma non vi è mai arrivato. La sua vita si è fermato contro quel maledetto palo in via Castellammare poco dopo lo svincolo della superstrada e della galleria di Varano.
“Un padre, un fedele e un lavoratore esemplare” così lo ha definito don Emanuele Rosanova il parroco della chiesa dove domani si terranno i funerali e dove pochi mesi fa Angelo e sua moglie avevano battezzato la seconda figlia. Ora la moglie è in attesa di un terzo figlio che purtroppo  non conoscerà mai suo padre.

Napoli, 17enne accoltellato, il 15enne fermato: ‘Non sono un bullo’

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Quando é avvenuta l’aggressione si trovava a casa, insieme con la mamma e due familiari. Non ha mai preso parte ad episodi di bullismo, frequenta la scuola (secondo anno di un Istituto tecnico) con discreto profitto, e una sola volta e’ stato sospeso per motivi di condotta, mai comunque per atti violenti. E’ rimasto fermo nel rimarcare la propria estraneità ai fatti C.F. il quindicenne arrestato con l’accusa di appartenenza alla baby gang che accoltello’, il pomeriggio del 18 dicembre scorso in via Foria a Napoli, il 17enne Arturo, ferito gravemente. Stamattina, davanti al gip Avallone, si e’ svolto l’interrogatorio di garanzia. Il ragazzino, assistito dall’avvocato Emireno Valteroni, ha replicato punto per punto a tutte le contestazioni. Secondo la difesa un argomento a vantaggio dell’indagato potrebbe essere costituito dal fatto che un ragazzo che era stato sospettato di essere l’accoltellatore – e riconosciuto in foto dalla vittima – e’ stato subito scagionato dal suo datore di lavoro, un noto artigiano napoletano, il quale ha dichiarato che nel pomeriggio del 18 l’indiziato era al lavoro nella sua bottega al centro di Napoli.
Per quanto riguarda la ricostruzione dell’episodio, nell’ordinanza viene confermata la pista di un atto di bullismo, una violenza gratuita non finalizzata a realizzare una rapina. Arturo ”veniva avvicinato da quattro ragazzi, uno dei giovani gli chiedeva l’ora e lui estraeva dalla tasca il proprio cellulare e riferiva che erano le 17.21. I quattro quindi cominciavano a domandargli ‘come sei messo’ dove devi andare? cosa fai?’ invitandolo ad andare con loro. Arturo rispondeva che doveva tornare a casa: a tale risposta uno ha estratto un coltello mentre un altro lo bloccava alle spalle tenendogli le braccia, quello che aveva estratto il coltello cominciava a colpirlo in diverse parti del corpo”.
Arturo, il 17enne accoltellato probabilmente a scopo di rapina lo scorso 18 dicembre in via Foria a Napoli, é salvo grazie alla buona sanità. Lo sottolinea una nota dell’Asl Napoli 1 a firma del direttore generale Mario Forlenza che ricorda le tappe della lotta per salvare la vita allo studente colpito in particolare al polmone e alla gola. Il 17enne e’ arrivato al pronto soccorso del San Giovanni Bosco “in shock emorragico come codice rosso per ferite al collo, al torace e al braccio multiple da punta e taglio che gli avevano procurato Emo pnx e lacerazione della giugulare interna di destra, in imminente pericolo di vita”. “In tempi rapidissimi – si legge nella nota – é stato trasferito in sala operatoria dove e’ stato trattato da due equipe chirurgiche contemporaneamente quella di chirurgia generale e di chirurgia vascolare. Gli infermieri smontanti di sala operatoria sono rimasti in servizio e il centro trasfusionale rimase aperto oltre l’orario per tutte le evenienze. Dopo l’intervento il ragazzo é stato trasferito in Rianimazione per uscirne dopo tre giorni fuori pericolo.
Il 25 dicembre, giorno della festività del Natale, si è reso necessario trasferirlo presso l’ospedale Monaldi per trattare le lesioni concomitanti che rischiavano un peggioramento. Il dottor Sorge allertato dal dottor De Maria, che era di turno, in relazione a questo trasferimento, convinto che era necessario per il completo recupero del paziente, nonostante il parere contrario di altri medici, ha personalmente accompagnato il ragazzo in ambulanza al Monaldi dove ad attenderlo c’era il primario del reparto di destinazione. Ciò dimostra che la buona sanità é possibile a condizione che ognuno faccia il proprio dovere anche e soprattutto assumendosi precise responsabilità”.

Nola, a giudizio 38 furbetti del cartellino del comune

Si è concluso con 38 rinvii a giudizio, 24 proscioglimenti ed un’assoluzione con rito abbreviato la maxi udienza preliminare contro i furbetti del cartellino del Comune di Nola tenuta davanti ai magistrati di piazza Giordano Bruno. Sotto la lente di ingrandimento gli ingressi e le uscite degli impiegati comunali che si occupavano delle procedure per una delle scorse tornate elettorali. L’esplosione del caso circa un anno fa, quando nel gennaio scorso la Procura di Nola, fece scattare 63 denunce in stato di libertà nei confronti di altrettanti impiegati (tra cui un dirigente) accusati di avere fatto passare ad altre persone il badge per l’attestazione della presenza in ufficio. Il periodo preso di mira dagli investigatori è stato quello relativo alle elezioni amministrative del 2014, quando fu eletta l’attuale amministrazione.
Sotto l’occhio attento degli investigatori in particolar modo lo svolgimento del lavoro straordinario per le votazioni. Sono stati circa quattrocento gli episodi incriminati. Si trattava in tutti i casi di piccole assenze, della durata di un’ora al massimo,ma comunque quando gli impiegati dovevano essere al lavoro. «Pause» per andare a sbrigare affari privati, il tempo di andare e venire: la sosta al bar, le compere al negozio o al supermercato, il cane da portare a spasso. A svolgere le indagini i carabinieri della compagnia di Nola, al comando del capitano Degli Effetti, i quali hanno poi steso un rapporto dettagliato per la Procura. Ad emettere il verdetto è stato il Gup di Nola Giuseppe Sepe, al termine di un’udienza preliminare iniziata il 24 maggio scorso. A dirigere le indagini è stato il sostituto procuratore della Repubblica Maurizio De Franchis, il quale dopo aver visionato lunghe ore di immagini riprese dalle telecamere, ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio il primo marzo.
La principale fonte di prova è stata una telecamera nascosta, sistemata nell’impianto di illuminazione di emergenza. Per 38 degli indagati è stato disposto il rinvio a giudizio. Già fissata la data per l’inizio del dibattimento, che sarà avviato il 17 aprile del prossimo anno di fronte al giudice monocratico Di Petti. Ecco invece l’elenco delle persone per le quali il giudice ha dichiarato non luogo a doversi procedere prosciogliendoli dalle accuse: Erasmo Caccavale, Carmelina Caruso, Francesco De stefano, Rosa Di Domenico, Felice Di Somma, Giuseppe Ferrante, Matilde Fusco, Manlio Gallucci, Lucia Giugliano, Filomena Liberti, Vincenzo Nappi, Vincenzo Napolitano (nato nel 1957), Vincenzo Napolitano (nato nel 1962) Tobia Nunziata, Felice Pacchiano, Gennaro Pezzillo, Francesco Peluso, Gatano Peluso, Guido Pizza, Felice Romano, Mauro Romano, Paolino Santaniello, Stella Rita Giulia Scala e Adriana Tudisco. Tra i prosciolti anche un dirigente, Paolino Santaniello. Tra i legali che difendevano le varie persone coinvolte anche l’avvocato Paola Guarino.
Diversa invece la posizione dell’unica indagata che ha deciso di chiudere la vicenda attraverso il ricorso al rito abbreviato: si tratta di Carmela Iovino. Il giudice in seguito alla richiesta ha stralciato la posizione ed ha emesso nei suoi confronti una sentenza di assoluzione nel merito. Nella vicenda è scesa direttamente in campo anche l’amministrazione comunale di Nola, attraverso il sindaco Geremia Biancardi, che ha deciso di costituirsi parte civile contro i furbetti del cartellino. Nel procedimento è già presente infatti l’avvocato incaricato dal Comune, il quale, nell’ipotesi di condanna di qualcuno dei 38 rinviati a giudizio chiederà un risarcimento economico in favore delle casse comunali.

Morì a 38 anni perché i medici non si accorsero dell’emorragia cerebrale: in tre rischiano il processo

Arriva la richiesta di rinvio a giudizio da parte del sostituto procuratore Gianpolo Nuzzo di Nocera Inferiore per i tre medici iscritti sul registro degli indagati per la morte della 38enne Daniela Delli Priscoli. L’accusa formulata è di omicidio colposo per negligenza, imprudenza e imperizia. A rischiare il processo sono il medico di base della donna di Mercato San Severino e di due ospedalieri in servizio presso la struttura di Fucito.
Daniela morì nel dicembre del 2016 lasciando tre figli, il più piccolo di soli sei mesi e questo perché nessuno dei tre sanitari, secondo l’accusa, predispose esami approfonditi per capire l’origine dei lancinanti dolori alla testa. Per questo motivo la sua famiglia si è affidata all’avvocato Francesco Dustin Grancagnolo per vedere affermato il proprio diritto alla giustizia. Secondo il perito di parte civile, il neurologo e medico legale Tito De Marinis, Daniela poteva essere salvata se le fossero stati fatti approfonditi esami. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la perizia della procura, affidata al medico legale Giovanni Zotti che ha accertato che la donna è morta per un aneurisma cerebrale. Era la mattinata del 5 dicembre del 2016 quando Daniela andò in ospedale a Mercato San Severino per una forte cefalea. I medici riscontrarono una grave ipertensione arteriosa, di massima gravità, e, nonostante al momento delle dimissioni, la donna fosse colta da un nuovo e fortissimo dolore, che secondo prassi doveva essere calmato con una terapia farmacologica, i medici omisero di ricoverarla e anche di effettuare una tac ed altre indagini. Tac che, secondo quanto poi dichiarato dagli stessi sanitari, non fu eseguita perché in quel momento l’apparecchio era fuori uso. Ma non fu neanche disposto il suo trasferimento in un’altra struttura sanitaria. Ma la dimisero prescrivendole ulteriori approfondimenti diagnostici di natura ortopedica per i forti dolori al collo. Il giorno successivo il medico di famiglia della Delli Priscoli, invece, senza una adeguata diagnosi, le prescriveva soltanto un ansiolitico, ovvero un holter pressorio per la cefalea senza considerare una diagnosi di natura vascolare o neurologica. Infatti la donna aveva una emorragia cerebrale in corso.
Tant’è che nel giro di pochi giorni dalle dimissioni è tornata nuovamente in ospedale, ma questa volta al San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, per non uscirne mai più viva. Qui i medici non hanno potuto far altro che constatarne la morte cerebrale. Le sue ultime parole, nel corso della nottata, prima dell’ennesimo ricovero sono state al marito: «Portami in ospedale, non sto bene», poi in ambulanza ha perso i sensi.
Nonostante il dolore per la improvvisa morte, però, il marito volle assecondare le sue volontà e chiedere nel corsod ella stessa nottata al giudice l’autorizzazione per l’espianto dei suoi organi che hanno regalato la vita ad altre persone. Polmoni, reni, cuore, fegato e cornee sono stati donati a persone che erano in lista d’attesa per un trapianto in varie località italiane.
Un calvario, quello di Daniela, durato in tutto una ventina di giorni durante i quali nessuno le ha indicato gli esami giusti da fare per capire a cosa potessero essere legati quei dolori alla testa che le creavano dei veri e propri momenti di choc.

Calcio, ranking Uefa: Real Madrid miglior squadra 2017, Juve quinta, Napoli sedicesimo

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Il Real Madrid è la squadra migliore del 2017. La formazione spagnola, vincitrice delle ultime due edizioni della Champions League, guida l’ultima classifica dell’anno del ranking Uefa con un coefficiente di 148.000. Al secondo posto un’altra squadra spagnola, il Barcellona con 126.000. Terzo il Bayern Monaco (125.000), mentre al quarto posto c’è ancora una squadra spagnola, l’Atletico Madrid (122.000). La migliore delle italiane è la Juventus, quinta con 120.000, alle spalle dei bianconeri il PSG (109.000), sesto. Sttimo il Siviglia (108.000) e ottavo il Manchester City (97.000), prima delle inglesi. Chiudono la top ten Borussia Dortmund e Benfica, appaiate a 95.000. La seconda migliore italiana è il Napoli, 16esimo con 76.000, mentre la Roma è 25esima (56.000). Nella classifica per nazioni che tiene conto degli ultimi cinque anni), comanda sempre la Spagna con 98.284, davanti all’Inghilterra con 71.748 e all’Italia con 69.749.

Benevento, Vigorito: ‘Napoli su Ciciretti? Non è sul mercato’

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“Stiamo cercando calciatori che possono scalare questa montagna che abbiamo di fronte per salvarsi. Ci sarà anche qualche calciatore in uscita. Non mi sono arrivate notizie ufficiali su Ciciretti. Non andrò a caccia di chi vuole prenderlo. Io non faccio richieste perché non è stato messo sul mercato”. Così Oreste Vigorito, presidente del Benevento, intervenuto ai microfoni di Radio CRC. “Il Napoli? Sono aperto a qualsiasi discussione, c’è un contratto e per risolverlo prima bisogna fare un passo avanti”, ha aggiunto. Per quanto riguarda il mercato in entrata, invece, il patron giallorosso ha aggiunto: “Guilherme è a Benevento, ha fatto le visite. I calciatori del Napoli credo siano fuori dalla nostra portata. Se ci fosse un contatto potremmo verificare la disponibilità per qualche calciatore”.

Pozzuoli, si attende la convalida del fermo dell’aspirante boss Avallone e dei suoi fedelissimi

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Ascesa e caduta in soli quattro mesi per Carlo Avallone, il 30enne boss “fantasma” di Pozzuoli che ha provato a spodestare la vecchia guardia del clan Longobardi-Beneduce o suon di stese e intimidazioni a partire dal suon quartiere generale di Monteruscello. Si attende la convalida del fermo da parte del gip per lui, la sua fidanzata Anita, il suo fedelissimo Vincenzo Viola, che controllava la zona di Licola,  e gli altri tre fermati alla vigilia di Natale nella villetta di Pescopagano. Carlucciello aveva trovato rifugio per trascorrere le feste e organizzare altre scorribande armate a Pozzuoli e dintorni.
“Mo cummannam nuje, va’ accirimma tutti quanti” dicevano quando si presentavano in giro a minacciare commercianti e imprenditori. L’ormai ex aspirante boss è accusato di tentato omicidio, tentata estorsione, porto abusivo di armi, reati aggravati da modalità e finalità mafiose. La lunga scia di violenza era iniziata in piena estate, con la gambizzazione di un pregiudicato che aveva osato disobbedire ai nuovi ordini. Da allora Carlucciello e i suoi avevano messo a segno una stesa contro un centro scommesse e poi contro un autolavaggio ed un supermercato.
E poi ancora in via del Mare a Licola, e il raid all’interno del mercato ittico di Pozzuoli. Ma le azioni violente del gruppo del boss fantasma non avevano lasciato inerme le forze dell’ordine che in pochi giorni prima avevano arrestato il suo braccio destro Massimiliano Ferri e poi il 15 dicembre era toccato a Gabriele Sgamato e Marco Gelminno, rispettivamente di 21 e 26 anni. Catturati all’interno della roccaforte dei 600 alloggi di Monteruscello. I due avevano con se anche due pistole tra le quali una a tamburo. E l’altro giorno a testimoniare il grave clima di tensione che Avallone e i suoi avevano innescato tra i cittadini di Monteruscello dopo la diffusione della notizia della sua cattura ci sono stati dei fuochi d’artificio in segno di liberazione.

 

Torre Annunziata, crollo di rampa Nunziante: grande successo della petizione di don Ciro Cozzolino

Sono passati oramai cinque mesi e mezzo dal crollo della palazzina di Rampa Nunziante a Torre Annunziata, che costò la vista a otto persone. Per evitare che ciò accada di nuovo, un prete, Don Ciro Cozzolino, ha scritto una lettera al capo dello Stato. Tale iniziativa è diventata anche social, infatti il prete della parrocchia SS. Trinità, ha non solo mandato la lettera a Mattarella ma anche postato il testo integrale su Facebook, chiedendo a tutti i torresi di condividere quanto scritto: “Per farlo – dichiara il prete – tutti i torresi hanno due modi: riproporla sulla loro bacheca personale facebook o firmare la petizione che  ho aperto presso la segreteria della mia parrocchia. Terminata la raccolta delle adesioni, immagino subito dopo il Natale, spedirò la lettera con la petizione popolare al presidente Mattarella, chiedendogli inoltre un incontro personale a Roma”.”L’obiettivo di don Ciro, che a partire dalla scorsa estate è in prima linea anche al fianco dei parenti delle vittime nel corso di tre fiaccolate organizzate per le strade cittadine per «chiedere ai colpevoli di farsi avanti e di collaborare coi magistrati, perché noi oggi abbiamo sete di verità e giustizia», è spingere il capo dello Stato affinché faccia il possibile, intercedendo presso il parlamento per far sì che “l’Italia intera sia dotata finalmente di una regolamentazione seria e coscienziosa in merito alla sicurezza degli edifici. Sono ormai decenni – si legge infatti nella lettera aperta che il prete invierà a Mattarella – che si parla di una certificazione obbligatoria per i fabbricati senza mai approdare a qualcosa di certo, sicuro, preciso e definito; il registro dell’anagrafe condominiale si è rivelato strumento inadeguato e insufficiente, inutile a cancellare disgrazie annunciate. I singoli Comuni – continua don Ciro Cozzolino – stanno dimostrando i loro limiti nell’affrontare un problema così grave, per cui succede che al primo allarme segnalato si procede a sgomberi con conseguenze disastrose per gli occupanti dei palazzi, trasferiti poi in tende o abitazioni di rifugio. Sembra quasi di assistere alle maglie di una catena che non riesce a spezzarsi”.
L’ultima nota del parroco allude a una specie di sindrome da crollo, che dal 7 luglio scorso attanaglia soprattutto la città di Torre Annunziata. Basti pensare che due mesi dopo la tragedia, alla prima avvisaglia, nove famiglie con bambini furono sgomberate in fretta e furia e a tarda sera da due palazzi fatiscenti al rione Carceri. “Chiederemo alla Regione e al presidente De Luca di stanziare fondi straordinari per un piano straordinario utile per abbattere tutti i palazzi inagibili della città – disse quel giorno il sindaco Ascione – Non posso tollerare altri morti dopo gli otto già pianti lungo Rampa Nunziante”. Quelle famiglie, sgomberate lo scorso 9 settembre, probabilmente passeranno anche il prossimo Natale in una tendopoli di fortuna. Scenario deprimente e intollerabile. I cittadini sono con il loro prete, che ha così deciso di scrivere al capo dello Stato. In poche ore, il post di don Ciro ha raccolto infatti centinaia di condivisioni, letteralmente spopolando sui social network. A colpire i torresi, anche la chiosa della nota indirizzata al presidente Mattarella. “Non vogliamo che questo appello resti lettera morta. Desidereremmo essere ricevuti per ascoltare e conoscere il Suo pensiero, Presidente”.

Napoli, contro i vandali de Magistris sta pensando alla chiusura notturna della Galleria Umberto I

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“La Galleria Umberto non e’ di proprieta’ dell’amministrazione comunale, ma gli ultimi atti di vandalismo mi fanno pensare che, se ci sara’ il contributo di tutti coloro che ne hanno la proprieta’, andremo verso una chiusura notturna”. Cosi’ il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, ospite della redazione di NapoliToday per una lunga intervista, si e’ espresso sui reiterati episodi notturni di vandalismo all’interno della Galleria Umberto I.
“Di fronte a questi episodi anche l’immagine della citta’ si deprime e non e’ giusto che cio’ accada per colpa di qualche atto di vandalismo di poche persone. La stragrande maggioranza dei napoletani si sta prendendo cura della propria citta’, altrimenti Napoli non sarebbe arrivata dove si trova adesso”, ha concluso de Magistris.

Il coordinamento intersindacale delle imprese funebri della Campania: ‘Con la nuova legge regionale finalmente fine per gli abusivi’

 

In questi giorni la Regione Campania ha approvato 3 importanti regolamenti in attuazione della Legge Regionale che disciplina le attività funerarie e cimiteriali.
(L.R. 12/2001 modifica dalla L.R. 7/2013). Il Coordinamento Intersindacale delle Imprese Funebri della Campania esprime viva soddisfazione per questi 3
importanti regolamenti già previsti dalla Legge Regionale numero 7 del 2013 e che, finalmente, oggi sono stati emanati. “Ringraziamo la Giunta Regionale per essere intervenuta, con questi regolamenti, in un settore che ha bisogno di regole certe e chiare -hanno dichiarato Walter Giordano, presidente dell’Acitof  e Giuseppe Ricci della Federcofit- nell’interesse comune delle famiglie, delle imprese e delleAmministrazioni Comunali”.
Grazie alla legge regionale dal 2013 ad oggi sono stati qualificati più di 2000 tra direttori tecnici e operatori funebri e sono stati assunti con contratto di lavoro subordinato econtinuativo più di 1000 operatori, arginando in modo consistente il lavoro nero che in questo settore era molto utilizzato. Con le nuove innovative disposizioni è stato istituito il registro regionale in cui vengono iscritti tutti gli operatori che svolgono l’attività funebre, registro consultabile on-line dalle pubbliche amministrazioni e da qualsiasi cittadino.
Anche nella Regione Campania finalmente si possono costruire e gestire le case funerarie, luoghi appositamente e adeguatamente attrezzati per dare un ultimo saluto al proprio congiunto in maniera decorosa e nel rispetto delle normative in materia di sicurezza e tutela igienico sanitaria. Si può trasferire la salma subito dopo il decesso, ovunque esso avvenga, evitando l’osservazione di 24 ore, in particolare dai luoghi poco adatti per il commiato, come gli obitori degli ospedali o gli obitori dei cimiteri. Tutte le sigle aderenti all’accordo intersindacale, Acitof, Federcofit  e Laiif, unitamente alla E.F.I. (Eccellenza Funeraria Italiana) confermano il proprio impegno e la propria disponibilità a collaborare pienamente con le istituzioni per la piena e rapida applicazione delle nuove disposizioni. Manca ancora però l’istituzione “dell’Osservatorio regionale per la legalità e la trasparenza delle attività funerarie e cimiteriali” previsto dall’art. 5 bis della legge legge regionale. 12/2013, e ancora non è stata rinnovata la “Consulta regionale” di cui ha l’articolo 5 della medesima legge. “Sono assolutamente importanti e urgenti il rinnovo della Consulta regionale e l’istituzione dell’Osservatorio, l’assenza di questi due importanti organismi può rallentare gravemente la piena attuazione anche delle recenti norme regolamentari e potrebbe, inoltre, produrre effetti addirittura controproducenti della stessa legge” ha dichiarato Luigi Cuomo, presidente dell’associazione antiracket Sos Impresa e referente regionale della Laiif-Confesercenti della Campania. Cuomo, pertanto, sollecita il Presidente Vincenzo De Luca a fare in modo che al più presto possibile si completi il quadro normativa, soprattutto in questo particolare momento in cui il settore delle imprese funebri continua ad occupare troppo spazio nelle pagine di cronaca nera e giudiziaria in tutta la Regione Campania.
Il coordinamento intersindacale unitamente all’Efi., infine, stigmatizza improvvisate e improvvide iniziative tese a minare l’impianto strutturale della legge 12/2001; esistono, infatti, isolati tentativi di infiltra re emendamenti corsari nella prossima legge finanziaria regionale con norme che non hanno nulla a che vedere con il buon senso e la competenza specifica in questo delicato settore e che mirano a mantenere la preesistenti condizioni autorizzative ed operative a vantaggio della parte meno strutturata e virtuosa del settore abituata ad operare in spregio al rispetto delle imperative normative in materia assicurativa, contributiva e fiscale. E’ in atto un rinnovamento del settore a tutela degli operatori onesti e delle famiglie che necessitano delle adeguate garanzie di ricevere servizi funebri qualificati e svolti nel rispetto delle leggi; di ciò va ulteriormente ringraziata la Regione Campania per l’impegno dedicato a questa causa e per la volontà di procedere senza distrazioni verso gli obiettivi di tutela collettiva contenuti nella legge regionale 12/2001.
E proprio domani un corteo di di imprese funebri organizzate in un comitato spontaneo che ha preso piede nella provincia di Benevento ha organizzato un corteo sotto la sede della Regione Campania a palazzo santa Lucia a Napoli e ha preannunciato di aver presentato un ricorso al Tar contro la delibera. Ma il Coordinamento lntersindacale delle Imprese Funebri della Campania, anche per fugare eventuali dubbi interpretativi in merito alla portata della vigente normativa disciplinante il comparto funebre, ha diffuso un proprio comunicato in cui reputa “doveroso premettere che la normativa vigente è stata emanata ed è entrata in vigore già con decorrenza da luglio 2013, data in cui le disposizioni, invero innovative, ivi contenute hanno acquisito efficacia vincolante per tutte le imprese funebri che esercitano ovvero intendano esercitare la propria attività all’interno del territorio Campano.
Ciò significa che i regolamenti scientemente approvati negli ultimi giorni dalla Regione, altra funzione non hanno avuto che quella di puntualizzare aspetti già delineati dalla Legge Regionale, nei limiti ed in conformità a quanto ivi pattuito, vieppiù contribuendo a rendere chiari e stabili diritti e obblighi di tutte le aziende operanti nel settore funebre, le quali, seppur adeguatesi ai requisiti prescritti dalla richiamata normativa, dal 2013 ad oggi non hanno subito alcuna riduzione numerica. Questa l’opinione di comune accordo espressa dai rappresentanti della maggioranza delle imprese funebri campane le quali, nella piena onestà intellettuale, non mancano di evidenziare quelli che sono stati i riflessi positivi della normativa, anche per gli operatori funebri che mai fino ad oggi avevano avuto la possibilità di essere assunti mediante contratto di lavoro stabile. Il numero delle imprese funebri, dal 2013 ad oggi è aumentato, cosa che non succedeva da molti anni, grazie alla Legge Regionale del 2013 che stabilisce in maniera chiara, tra l’altro, che le imprese funebri autorizzate possono svolgere l’attività su tutto il territorio regionale senza limitazioni o vincoli territoriali. Grazie alla stessa Legge regionale inoltre sono aumentati in maniera impressionante il numero di occupato regolarmente assunti, che prima erano utilizzati in maniera non regolare. Questi tra i tanti motivi per cui si ritiene di dover nuovamente ringraziare la Regione Campania per l’intervento normativa operato, con preghiera di disattendere eventuali scellerate richieste emendatrici volte ad apportare modifiche peggiorative rispetto all’attuale disciplina”.

Napoli, tragedia sfiorata al Vomero: cade il palo della luce nel campo di calcetto, 17enne ferito

Un ragazzo di 17 anni è rimasto ferito, a Napoli, da un palo della luce caduto probabilmente a causa del forte vento nel campetto di calcio attiguo alla chiesa Santa Maria della Libera in via Belvedere, nel quartiere collinare Vomero. Il fatto si è verificato questa mattina, intorno alle 9.45, nel corso della cerimonia inaugurale di un torneo natalizio di calcio a 5.
Il giovane è stato trasportato presso il pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli, ma non è in pericolo di vita. Il campetto, dato in comodato d’uso a un’associazione sportiva, è stato sequestrato.

La Tombola Vajassa con Nanà al Teatro Portalba torna il 29 e il 30 dicembre

Il 29 e il 30 dicembre alle ore 20.30 al Teatro Portalba, (via Portalba 30) torna La Tombola Vajassa con Nanà, l’originalissimo “femminiello” che proietterà il pubblico nella più verace atmosfera della tradizionale tombola napoletana.Il  gioco nasce nel 1734 da un escamotage: poiché il sovrano aveva proibito durante il Natale il gioco del lotto per questioni religiose, il popolo  si sbizzarrì inventando questo gioco con un panariello in cui furono inseriti 90 numeri.

Poi furono disegnati i numeri sulle cartelle e così la fantasia popolana trasformò un gioco pubblico in un gioco a carattere familiare.La serata sarà arricchita da un primo piatto e un dolce della cucina tradizionale napoletana, accompagnati da un bicchiere di vino.

La quota di partecipazione è di  25,00 euro;  spettacolo vietato ai minori di anni 14.Info e prenotazione obbligatoria 081.5499953 – 340.4230980
manievulcani@gmail.com; www.manievulcani.com – www.visiteguidatenapoli.it
La Tombola Vajassa chiuderà i suoi appuntamenti natalizi con le date del  5 e 6 gennaio.

Protezione civile, prorogata criticità meteo fino a domani sera Allerta Gialla su tutta la Campania

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La Protezione Civile della Regione Campania ha prorogato l’allerta meteo con criticità idrogeologica di colore Giallo attualmente in vigore fino alle 20 di domani sera estendendola a tutto il territorio regionale. In particolare, la perturbazione in essere su alcune aree della Campania, a partire dalle 20 di questa sera, interesserà anche le altre zone. Si prevedono, fino a domani sera, Precipitazioni diffuse, anche a locale carattere di rovescio o temporale, puntualmente di moderata intensità. Tale quadro meteo è associato a venti forti, con raffiche nei temporali e a mare agitato o molto agitato con possibili mareggiate lungo le coste esposte. Il rischio idrogeologico riguarda ruscellamenti superficiali,

possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse; innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua minori con inondazione delle zone circostanti; occasionali fenomeni franosi. Si raccomanda alle autorità competenti di porre in essere o mantenere attive tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni, come previsto dai rispettivi piani di protezione civile.

Napoli, Hamsik: ‘E’ arrivato il momento di raccogliere’

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Il tempo dei complimenti e’ finito, ora c’e’ il tempo della raccolta. Marek Hamsik e il Napoli la parola scudetto, per scaramanzia, non la pronunciano ma quale sia l’obiettivo e’ chiaro a tutti. “Ormai siamo insieme da tre anni, in tre anni la squadra ha cambiato pochissimo, il modo di giocare non e’ cambiato e questo ci permette di crescere ogni settimana, ogni mese, c’e’ la consapevolezza che stiamo migliorando sempre, si vede, ed e’ arrivato il momento di raccogliere i frutti: siamo sulla buona strada e speriamo di rimanerci fino a maggio”, l’auspicio a Sky Sport del centrocampista slovacco, a cui non interessa il titolo di campione d’inverno che arriverebbe gia’ venerdi’ in caso di successo a Crotone (“non siamo in Argentina dove c’e’ Clausura e Apertura, non danno una coppa, conta essere primi a maggio”) e guarda con interesse alle prossime gare: “siamo ancora in quattro in lotta ma speriamo che presto la classifica si allunghi ancora di piu’ e vedremo chi restera’ a combattere fino alla fine. Le prossime due giornate saranno importanti, abbiamo un calendario favorevole e dobbiamo sfruttarlo al massimo”.
Il Napoli, del resto, puo’ ancora crescere. “Ci sono sempre delle cose da imparare ma per il momento e’ fondamentale non sbagliare partite come la prossima col Crotone, una gara insidiosa: tutti penseranno che sara’ facile ma non lo sara’, dovremo giocare il nostro calcio e portare a casa la vittoria”. Perche’ il 2017 “e’ stato l’anno in cui siamo stati la squadra che ha fatto piu’ punti di tutti ma non siamo riusciti a portare a casa nemmeno un trofeo, e’ mancato solo quello altrimenti sarebbe stato da 10”.
E allora l’auspicio per il 2018 puo’ essere solo uno: “speriamo sia l’anno giusto, vorrei farmi un tatuaggio nuovo a fine maggio, vedremo”. Per vincere lo scudetto serve giocare bene ed essere concreti, servono i gol di Mertens (“ci sono passato anch’io ma sta facendo assist a volonta’ dandoci ugualmente una grossa mano, il gol arrivera’ presto, magari gia’ venerdi’”) e serve soprattutto la guida di Maurizio Sarri: “e’ un malato di calcio, vive di calcio 24 ore su 24, ne e’ innamorato, e’ la sua passione e la trasmette anche a noi”, conferma Hamsik, a cui non dispiace giocare a Natale (“dopo la sosta e’ sempre dura ripartire”) e che spera di rivedere presto i video dei cori che il San Paolo gli ha dedicato per il gol numero 116 in maglia azzurra. “Come mi fanno sentire questi tifosi nessun altro, c’e’ qualcosa fra di noi difficile da spiegare, e’ una piazza calda, che vive di calcio – continua – Il record? Essere il miglior bomber nella storia di una societa’ e’ una cosa bellissima e sono contento di esserci riuscito a Napoli.
Anche Maradona mi ha mandato un messaggio, lo ringrazio, ho qualcosa in mente per lui ma non posso dirlo”. E per quanto riguarda il futuro, “ogni tanto ci penso ma oggi penso ancora da calciatore e voglio godermi ancora questi anni. Dopo che avro’ smesso, vorrei non fare niente e viaggiare un paio d’anni per poi dedicarmi alla scuola calcio nella mia citta’”.

Nella chiesa di Sant’Anna a Boscotrecase il ‘Concerto del Ringraziamento’

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Venerdì 29 dicembre, appuntamento con il quartetto d’archi della Filarmonica “Khmelnytsky”, il clarinetto del maestro Carannante e la voce del soprano Mouhlen. Fine anno all’insegna del pentagramma sotto le navate della chiesa parrocchiale di Sant’Anna, a Boscotrecase. L’appuntamento è per venerdì 29 dicembre, a partire dalle ore 19,30, con il “Concerto del Ringraziamento”, un’occasione di “incontro con la musica con la quale si vive una serata nello spirito dell’amicizia” spiega il direttore artistico della kermesse, Antonio Tommaso Cirillo.
La serata evento, organizzata con la collaborazione dell’associazione musicale “Symphonia Mundi” di Bacoli (Na) e di don Rosario Petrullo, parroco di Sant’Anna, vedrà protagonisti il quartetto d’archi della Filarmonica “Khmelnytsky” accompagnata, per l’occasione, dal clarinetto del maestro Giuseppe Carannante e dalla voce del soprano Gabrielle Mouhlen.A dir poco ricco il programma del concerto (autogestito) che prevede musiche di Mozart, Carannante, Giordani, Gluck, Caldara, Pergolesi e Bellini. “La musica è l’arte che ci rivela noi stessi e ci propone agli altri nella nostra autentica natura” sottolinea ancora il direttore artistico Cirillo. Un motivo in più per non mancare.

Napoli, gli auguri dei bimbi del parco dei Murales a Ponticelli. IL VIDEO

Ecco lo splendido video realizzato dai ragazzi del Parco dei Murales di Ponticelli per augurare un buon anno a tutti i napoletani. “Vogliamo augurarvi buon fine anno con un breve video realizzato dai giovanissimi residenti del Parco dei Murales Ponticelli. Grazie a Fortuna, Ciro, Gennaro e Raffaele che hanno raccontato l’opera realizzata da Daniele Nitti in arte Hope dal titolo “Je sto vicino a te” 💙
Il video è stato realizzato con il supporto del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”.

Allarme dei medici di famiglia: “Ospedali a rischia caos con nuova infuenza”

Con questa nuova perturbazione, e con il relativo calo delle temperature, il rischio di contrarre l’influenza è alto. Per questo i medici di medicina generale della Fimmg Napoli lanciano un allarme e chiariscono che . Sono infatti in molti a credere che il virus influenzale abbia già fatto il proprio corso nei giorni che hanno preceduto il Natale. . Situazione che comporta, spiegano i medici di famiglia, almeno due importanti rischi. . La preoccupazione dei medici di famiglia va crescendo anche perché tutto fa credere che proprio durante le festività, giorni nei quali l’assistenza ospedaliera è sempre messa a dura prova, il numero dei ricoveri possa salire esponenzialmente. . Non si tratta solo di una precauzione volta ad evitare di assorbire tutte le risorse del sistema su casi che in realtà andrebbero curati a casa, il rischio è anche quello che oltre al danno si aggiunga la beffa. Da sempre i medici di famiglia ricordano ai cittadini che un paziente con il sistema immunitario provato o debole ha più probabilità di contrarre un’infezione o per l’appunto l’influenza restando a lungo in un ambiente ospedaliero. E’ evidente quindi che, se possibile, è bene restare a casa. Sarà proprio il medico di famiglia a dare indicazione contraria se necessario.

Napoli, domani in Duomo pranzo con i poveri

“Il Cardinale Sepe e la Chiesa di Napoli nello spirito dell’opera di misericordia “Accogliere i pellegrini” aprono le porte della Cattedrale a 600 fratelli e sorelle soli, poveri e senza dimora, ai quali si uniscono ormai anche nuclei familiari senza reddito”. E’ quanto si legge in una nota della Curia di Napoli. “Anche quest’anno sulla tavola vari tipi di pizza e panuozzo, nonché latticini e altro ancora – si legge – . Tutto viene preparato all’istante. Sul sagrato del Duomo, infatti, ci saranno forni e le attrezzature occorrenti alla preparazione di gustosissime pietanze, offerte dal Cav. Vincenzo Staiano di Gragnano/Lettere, titolare della Pizzeria/Ristorante Zì Aniello, noto ormai come il “Piazzaiolo del Papa”, perché in nome di Papa Francesco ha preparato e distribuito migliaia di pizze in piazza San Pietro e nei Comuni terremotati del Centro Italia, mentre, nei giorni scorsi, ha offerto allo stesso Papa Francesco una grande pizza per il suo compleanno. Il pranzo verrà allietato da artisti con la esecuzione di canzoni classiche napoletane. Al termine, il Cardinale Sepe consegnerà un dono a tutti gli ospiti”, conclude la nota.