I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Casoria dopo un concitato inseguimento ad alta velocità hanno bloccato e tratto in arresto Tommaso Tesone, un 37enne di Lusciano per droga. L’uomo è stato notato mentre si aggirava alla guida di una vettura nel parco Verde di Caivano, luogo frequentato da spacciatori di stupefacenti. Quando i militari gli hanno intimato l’alt, dopo aver rallentato è ripartito a folle velocità, determinando un concitato inseguimento ad alta velocità per i centri abitati che si è concluso a Casaluce, nel casertano, ove i cc sono riusciti a sbarrargli la strada in sicurezza e ad arrestarlo. Nel tentativo di divincolarsi ha colpito al volto uno dei CC con una gomitata e procurato graffi all’altro (entrambi guaribili in pochi giorni). L’arrestato è ora in attesa di rito direttissimo.
Napoli, turista drogato e derubato da due finti venditori di calzini alla Stazione Centrale
Napoli. Turista drogato e derubato da due finti venditori di calzini della Stazione centrale di Napoli che si erano offerti di aiutarlo a trovare in albergo dove dormire. Dopo cinque mesi i due malviventi sono stati beccati e condotti agli arresti domiciliari. Si tratta di due personaggi noti alla polizia ferroviaria che ha portato a termine l’inchiesta. Negli ultimi tempi, in ambito ferroviario si è registrata la recrudescenza criminale di una fenomenologia posta in essere da malviventi e/o gruppi di malviventi, che facendo credere di essere venditori abusivi di calzini, e/o altri accessori di abbigliamento di tenue valore, presidiano la stazione, avvicinano i viaggiatori e, in base alle caratteristiche della vittima, compiono furti, estorsioni e rapine in loro danno.In merito a tali eventi la Polizia Ferroviaria pone in essere pregnanti attività di contrasto a tutela dei cittadini.
Nel mese di agosto 2017 si verifica un grave episodio di rapina aggravata in danno di un turista romano di 35 anni. L’uomo è in questa stazione ferroviaria di Napoli centrale, al telefono informa la madre sulla sua permanenza a Napoli e sulla necessità di trovare una camera per la notte. Viene avvicinato da un uomo, finto venditore di calzini, che ascoltata la telefonata, si offre di aiutarlo a trovare una camera,. Il giovane accetta l’aiuto, a loro si aggiunge un altro uomo, con il quale si portano prima in un bar di fronte alla stazione e poi in un hotel poco distante.Qui si fermano i suoi ricordi.Quando si sveglia nella sua camera d’albergo il ragazzo nota sul comodino il proprio bancomat. È ancora frastornato, sotto effetto di qualche sostanza psicotropa, ma realizza subito l’accaduto. Controlla l’app della sua banca ed ecco la triste scoperta: più di mille euro prelevati nelle ultime tre ore. Subito si rivolge alla Polizia Ferroviaria di Napoli per raccontare l’accaduto.
Grazie alla descrizione fornita dalla vittima le indagini si concentrano subito su un noto “pseudo-venditore” abusivo di calzini, facente parte di gruppo di delinquenti operanti in questo impianto ferroviario.L’attività investigativa, condotta senza soluzione di continuità in modo incisivo e pressante dagli agenti, ricostruisce tutto l’accaduto partendo dal bar dove la vittima era stato drogata, all’albergo dove lo stesso era crollato sotto l’effetto di sostanza psicotrope per arrivare alle immagini di videosorveglianza che riprendono chiaramente le transazioni fraudolente effettuate dai due malviventi.L’autorità giudiziaria, valutati tutti gli elementi indiziari raccolti, ha così emesso due ordinanze di esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari a carico dei pluripregiudicati napoletani B.A. di anni 29 e di M.G. di anni 40.Sono subito scattate le ricerche dei due malviventi da parte degli investigatori, finché pochi giorni fa M.G. è stato sorpreso in Piazza Garibaldi mentre il B.A. continuava ad essere irreperibile.Le ricerche si sono concentrate così sul catturando, cercandolo nei luoghi solitamente frequentati, in quelli risultanti dalle attività investigative e presso le abitazioni dei familiari e congiunti.A questo punto il B.A, vistosi braccato, si è arreso ed è stato assicurato alla giustizia: notificatogli il provvedimento anche per lui sono scattati gli arresti domiciliari.
Fca: Nola, Slai Cobas annuncia iniziative a tutela stipendi
Lo Slai Cobas ha annunciato iniziative ”di rivalsa contro Fca per la tutela del salario dei lavoratori del reparto logistico di Nola”, nel caso in cui l’azienda dovesse perdere il contenzioso con l’Inps per la proroga dei contratti di solidarieta’ ai circa 280 addetti del reparto stesso, per i quali l’istituto previdenziale non riconosce il trattamento usufruito dal Lingotto. Alla base del contenzioso, il trattamento di proroga dei Cds da luglio del 2016 a luglio del 2017, che secondo l’Inps non sarebbe potuto avvenire in quanto in contrasto con il Jobs act. L’azienda, dal canto suo, invece, ritiene che il trattamento era giustificato in quanto i Cds erano stati stipulati prima del Jobs act. ”Ma ora sono a rischio le buste paga dei lavoratori – spiegano dal sindacato di base – gia’ falcidiate da un decennio di cassa integrazione. Fca e sindacati ‘firmatutto’ sono incappati nelle maglie dei controlli Inps, ed ora l’azienda, con una lettera cautelativa consegnata ai lavoratori insieme alla busta paga, cerca di ‘mettere le mani avanti’ a fronte della paventata restituzione da parte dei lavoratori delle somme percepite quali contributi previdenziali dell’Inps in conseguenza del contenzioso. Intanto ad aprile saranno 10 anni dall’annunciato avvio del reparto logistico di eccellenza, che e’ stato in cassa integrazione senza soluzione di continuita’ in conseguenza di una moltitudine di piani industriali-fantasma. E a settembre cessa l’ultima proroga della ‘cassa’ consentita dai contratti di solidarieta’ e relativa agli stabilimenti FCA di Pomigliano e Nola. E’ irrealistico pensare di poter ovviare a quest’annunciato disastro sociale ed industriale con paventate produzioni di auto elettriche o mini-suv a partire dal prossimo 2020”.
Afragola, in auto con cocaina e soldi: arrestato 25enne
I Carabinieri della Stazione di Pomigliano d’Arco hanno arrestato ad Afragola un 25enne, R.V., del rione Salicelle, già noto alle forze dell’ordine. Il ragazzo è stato fermato alla guida della sua Ford a bordo della quale i militari hanno trovato e sequestrato 8,3 grammi di cocaina in dosi e 995 euro in denaro contante ritenuti provento di attività illecita. L’arrestato è stato trasferito nella Casa Circondariale di Poggioreale.
Baby gang, don Ciotti: ‘Gli arresti sono atti d’amore
“E’ un atto d’amore inchiodare le loro responsabilita'”. Cosi’ il presidente nazionale di Libera, don Luigi Ciotti, in un’intervista a Tv2000, ha commentato l’arresto di 9 minorenni per il pestaggio di Gaetano il ragazzo di 15 anni aggredito a calci e pugni da una baby gang alla stazione di Chiaiano a Napoli lo scorso 12 gennaio. “L’arresto di questi ragazzi – ha aggiunto don Ciotti – deve interrogarci tutti. E’ la societa’ degli adulti che deve interrogarsi su cosa ha creato, che cosa ha permesso, che cosa non ha fatto. Questo non toglie le responsabilita’ delle singole persone. Ma e’ il mondo adulto che deve fermarsi, deve interrogarsi ed e’ il mondo adulto che deve ancora di piu’ sentire il bisogno di costruire dei percorsi e fare delle scelte”. “Questi ragazzi – ha proseguito don Ciotti – non dobbiamo tradirli, hanno sbagliato, bisogna mettere dei paletti. Pero’ ci sono anche delle responsabilita’ oggettive. Allora dobbiamo chiedere conto anche di chi e’ stato alla finestra nell’arco di questi anni: i peccati di omissione, la malattia terribile che e’ la delega, a volte anche la rassegnazione e l’indifferenza. E’ la societa’ nel suo insieme che deve interrogarsi. Questo non significa semplificare rispetto a quelle violenze che a tutti noi ci feriscono profondamente”.
Studente 17enne accoltella l’insegnante a scuola: arrestato
Studente 17enne accoltella l’insegnante a scuola: arrestato. Quetsa volta non c’entrano ne Gomorra, ne le baby gang ma solo la brutale violenza di un giovane studente che si è scagliato con la sua prof. E’ accaduto in provincia di Caserta dove uno studente di 17 anni ha accoltellato un’insegnante nell’istituto superiore Ettore Majorana di Santa Maria a Vico. Il fatto è avvenuto intorno alle 12. L’insegnante ha riportato una ferita alla guancia sinistra, suturata all’ospedale di Maddaloni, ed è stata giudicata guaribile in 15 giorni. Il ragazzo è in stato di fermo. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, il ragazzo, residente ad Acerra, si é presentato a scuola con un coltello, si é scagliato contro la docente colpendola a volto davanti ai compagni, mentre erano in corso le lezioni. Il fatto sarebbe avvenuto per futili motivi dovuti a presunte offese da parte della stessa durante l’orario di lezione La professoressa é rimasta ferita alla guancia sinistra; condotta all’ospedale di Maddaloni, e’ stata giudicata guaribile in 15 giorni.
Napoli, video hard di una mamma è virale in rete. L’appello disperato: ‘Non diffondetelo’
Un nuovo caso di video hard che ha come protagonista una giovane mamma napoletana sta facendo il giro del web ed è diventato virale in pochissimo tempo. La donna subisce le volgarità e le mortificazioni del suo partner e anche queste sono diventate oggetto di scherno sulla rete con commenti irripetibili. La donna oggi è intervenuta alla seguitissima trasmissione radiofonica La radiazza in onda su radio Marte. “Oggi abbiamo sentito la ragazza protagonista del video hard che è diventato virale e abbiamo avuto la conferma che è disperata perché aaè preoccupata anche per le conseguenze che questa vicenda potrebbe avere per le figlie, che ha cresciuto da sola, e per il suo lavoro”. Lo hanno detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e Gianni Simioli che, con La radiazza di Radio Marte, ha accolto l’appello degli amici della ragazza a non diffondere il video che, purtroppo, è già arrivato anche sui siti dedicati ai filmati porno. “Abbiamo anche scoperto che il fidanzato l’ha abbandonata al suo destino quando ha scoperto che il video è diventato virale” hanno aggiunto Borrelli e Simioli ringraziando “le forze dell’ordine che hanno raccolto la denuncia della ragazza e stanno indagando ad ampio raggio per capire chi abbia avviato la diffusione di un video che doveva restare segreto”. “Ho già messo in contatto la ragazza con l’assessore regionale Chiara Marciani e, in queste ore, ci sarà un primo incontro per capire come possiamo aiutarla a combattere questa sua battaglia” ha aggiunto Borrelli sottolineando che “l’aiuto sarà possibile grazie alle opportunità offerte dalle leggi regionali contro il cyberbullismo e la violenza di genere”. Prima che scoppi un nuovo caso Tiziana Cantone conclusosi in maniera tragica con il suicidio della ragazza originaria di Mugnano, la forze dell’ordine stanno cercando di individuare coloro che hanno diffuso in rete un video privato che andrebbe censurato non fosse altro per le volgarità che l’uomo rivolge alla donna.
Al rientro dal permesso premio portava droga in carcere: bloccato minorenne ad Airola
Un tentativo di introdurre droga nel carcere minorile di Airola in provincia di Benevento e’ stato sventato dagli uomini del Reparto della Polizia Penitenziaria. Lo rende noto il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, Donato Capece, che ricostruisce anche quanto avvenuto: “Durante la perquisizione ad un detenuto italiano al rientro dal permesso premio, il personale di Polizia penitenziaria ha scoperto nella cucitura del pantalone della tuta delle cartine per tabacco. Insospettiti da tale comportamento, gli agenti hanno condotto il detenuto presso il nosocomio piu’ vicino per farlo sottoporre a controlli radiografici. Prima che il detenuto fosse sottoposto agli esami, pero’, ha avvertito dolori allo stomaco”. Si trattava di un quantitativo di 50 grammi di hashish che erano stati occultati. “Il carcere minorile di Airola – sostiene Capece – non e’ nuovo a detenuti che sfruttano tale opportunita’ con finalita’ rieducativa per introdurre sostanze stupefacenti di vario genere. Un plauso va alla Polizia penitenziaria per la brillante operazione svolta che ha condotto a risultati eccellenti. Si meritano una lode dal Ministero, questi uomini in divisa che ogni giorno ci rendono orgogliosi di lavorare con loro”. Ancora una volta Capece evidenzia i pericoli che avrebbero potuto determinare l’introduzione di droga nel carcere minorile: “Questo ennesimo rinvenimento di stupefacente destinato a detenuti, scoperto e sequestrato in tempo dall’alto livello di professionalita’ e attenzione dei Baschi Azzurri in servizio nel carcere minorile di Airola evidenzia una volta di piu’ come sia reale e costante il serio pericolo che vi sia chi tenti di introdurre illecitamente sostanze stupefacenti in carcere. Ogni giorno la Polizia Penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane si diffonda uno spaccio sempre piu’ capillare e drammatico, stante anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti”. Secondo quanto riferisce “l’hashish, la cocaina, l’eroina, la marijuana e il subutex – una droga sintetica che viene utilizzata anche presso il SERT per chi e’ in trattamento – sono quelle che piu’ diffuse e sequestrate dai Baschi Azzurri. Ovvio che l’azione di contrasto, diffusione e consumo di droga in carcere vede l’impegno prezioso della Polizia penitenziaria, che per questo si avvale anche delle proprie Unita’ Cinofile. Questo fa comprendere come l’attivita’ di intelligence e di controllo del carcere da parte della Polizia Penitenziaria diviene fondamentale. E deve convincere sempre piu’ sull’importanza da dedicare all’aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari, come ad esempio le attivita’ finalizzate a prevenire i tentativi di introduzione di droga in carcere tanto piu’ se destinato a minori, proprio in materia di contrasto all’uso ed al commercio di stupefacenti”.
La Corale Vesuviana festeggia i suoi venticinque anni al teatro Summarte di Somma Vesuviana
Somma Vesuviana è in trepidante attesa per il concerto della “Corale Vesuviana” in programma domenica 4 febbraio al teatro Summarte in occasione dei venticinque anni dalla sua fondazione. La Corale, che accolse anche Papa Francesco in Piazza del Plebiscito a Napoli, nacque dall’idea di padre Franco Capasso, che ”attraverso la musica creò un’istituzione in grado di rappresentare la Campania nel mondo”. Quello che in principio era solo un coro, è riuscito in seguito a portare i canti della Madonna in dialetto napoletano del ‘700 per il mondo, dalla Grande Muraglia Cinese, al Grand Central Terminal di New Work, così come a San Pietroburgo e Instanbul. ”Oggi la nostra corale è tra le più conosciute ed apprezzate in Europa – ha commentato Concetta Paradiso, presidente della Corale Vesuviana – un grazie a tutti i circa duecento coristi che in questi anni si sono dedicati alla corale testimoniando nel mondo la fede, la cultura e la storia della nostra terra”. Domenica la Corale festeggerà alla presenza dei sindaci del vesuviano, ma anche di alcuni dei maggiori esponenti della cultura campana che nel corso di questi anni l’hanno accompagnata nel suo percorso di crescita, e dell’allora vescovo di Nola, monsignor Beniamino De Palma, che tenne a battesimo la sua nascita. Sul palco del Summarte saliranno anche i gruppi musicali che hanno accompagnato la Corale in questi anni come, ad esempio, “Il Torchio” e “La Scuola di pianoforte”.
Napoli, fermato dai carabinieri mentre spaccia al rione dei Fiori
Napoli, fermato dai carabinieri mentre spaccia al rione dei Fiori. I Carabinieri della Stazione di Secondigliano hanno tratto in arresto in flagranza di reato Damasco Vincenzo, un 59enne del rione dei Fiori. Durante un servizio di osservazione su una “piazza di spaccio” nei pressi del corso Secondigliano i militari dell’Arma lo hanno sorpreso nel corso di 3 cessioni di droga ad acquirenti del luogo. Subito bloccato e perquisito, aveva addosso 20 stecchette di hashish del peso totale di 20 grammi e la somma in contante di 150 euro in banconote di vario taglio ritenuta provento di pregressa attività illecita. L’arrestato è attesa in di rito direttissimo.
Trecase: lavori di adeguamento sismico e mesa in sicurezza del plesso di via Vesuvio
Entro fine mese gli alunni del plesso di via Vesuvio, interessato da lavori di adeguamento sismico e messa in sicurezza, troveranno ospitalità nelle strutture individuate per consentire l’avvio dei lavori ed evitare i doppi turni. Il sindaco, Raffaele De Luca e la dirigente scolastica Agata Esposito con una nota ufficiale congiunta comunicano di essere riusciti ad assicurare il regolare svolgimento delle lezioni senza intoppi.
Un obiettivo per nulla facile da raggiungere, considerato che bisognava trovare la collocazione adatta per ben ventuno classi. “La gara d’appalto è in corso di svolgimento – chiarisce il primo cittadino, sottolineando la sfida che ha dovuto ingaggiare con la burocrazia – all’esito delle procedure prenderanno il via i lavori che contiamo di completare entro l’inizio del 2019”.
Nel frattempo una parte degli alunni della Scuola primaria (le elementari, tanto per intenderci) si trasferirà negli altri due edifici che compongono l’Istituto comprensivo “D’Angiò” di Trecase (via Carlo Cattaneo e IV Marzo) e la restante (sei classi) si sistemerà nelle aule dell’Oratorio “Monsignor Giuseppe Tortora” in via Regina Margherita, messe a disposizione dal parroco di Santa Maria delle Grazie e San Gennaro, don Aniello Gargiulo, con il “placet” del cardinale Crescenzio Sepe.
“Le famiglie di Trecase e dei comuni vicini che ci hanno affidato i loro figli possono stare tranquille – continua la preside, alla quale sta a cuore fare chiarezza sul punto per evitare fraintendimenti – l’anno scolastico proseguirà regolarmente”.
“Le polemiche innescate da qualcuno – conclude il sindaco De Luca – lasciano il tempo che trovano. Siamo consapevoli di aver fatto tutto quello che ci competeva nel minor tempo possibile e con la massima attenzione. Riconsegneremo ai nostri ragazzi una scuola sicuramente più bella, efficiente ed in regola con tutte le normative”.
Di Bello arbitro dello storico derby tra Benevento e Napoli
Un arbitro del Sud per lo storico derby del Ciro Vigorito tra Benevento e Napoli. sarà infatti il brindisino Marco Di bello a dirigere domenica sera il posticipo della 23esima giornata del campionato di serie A. Un derby molto atteso per il fanalino di coda Benevento che vorrebbe provare a compiere l’impresa storica e fare lo sgambetto alla capolista Napoli. Queste le designazioni arbitrali per la 23esima giornata del campionato di Serie A in programma domenica 4 febbraio alle ore 15:
Atalanta-Chievo: Calvarese;
Benevento-Napoli (ore 20.45): Di Bello;
Bologna-Fiorentina: Doveri;
Cagliari_Spal; Massa;
Verona-Roma (ore 12.30): Fabbri;
Inter-Crotone (sabato ore 20.45): Orsato;
Juventus-Sassuolo: Pasqua;
Lazio-Genoa (lunedì ore 20.45): Maresca;
Sampdoria-Torino (sabato ore 18): Rocchi;
Udinese-Milan: Manganiello.
Napoli, appalti Romeo: perquisiti gli uffici di un dirigente del Comune
Napoli. I carabinieri hanno perquisito gli uffici e l’abitazione di un dirigente del Comune di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti Romeo. Vincenzo Salzano, dirigente dell’Ufficio grandi reti tecnologiche ed illuminazione pubblica del Comune, e’ indagato per corruzione in concorso con l’imprenditore Alfredo Romeo. Nel decreto di perquisizione emesso dai pm Celeste Carrano, Henry John Woodcock e Francesco Raffaele, viene contestato al dirigente di aver rilasciato alcune autorizzazioni per favorire Romeo, relative in particolare alla sostituzione di due pali dell’illuminazione pubblica davanti all’Hotel Romeo, in via Cristoforo Colombo, e alla pedonalizzazione di Vicoletto del Leone, stradina adiacente all’albergo.In cambio il dirigente avrebbe ricevuto dall’imprenditore l’affidamento dei lavori ad una impresa in cui aveva interessi insieme con un familiare, nonche’ la promessa che una volta andato in pensione avrebbe assunto incarichi di consulenza presso la Romeo gestioni. Gli inquirenti evidenziano, tra l’altro, che le autorizzazioni furono rilasciate al di fuori della sfera di competenza del dirigente, in quanto la decisione sarebbe spettata alla giunta comunale.
Uccise il fratello per l’eredità: oggi Luca Materazzo rientra in Italia
Uccise il fratello per l’eredità: oggi Luca Materazzo rientra in Italia dopo il suo arrestao avvenuto il mese scorso a Siviglia in Spagna. Rientrera’ oggi in Italia, scortato dagli agenti del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia (Scip), Luca Materazzo, il 36enne napoletano accusato di aver ucciso il 28 novembre del 2016 con 40 coltellate il fratello ingegnere Valerio. Materazzo era latitante in Spagna: il 2 gennaio scorso e’ stato rintracciato dagli uomini della squadra mobile di Napoli a Siviglia ed e’ stato arrestato dalle autorita’ spagnole. Una volta arrivato all’aeroporto di Fiumicino, Materazzo sara’ trasferito in carcere e messo a disposizione dell’autorita’ giudiziaria.
Le indagini sul delitto svolte subito dalla Sezione Omicidi della Squadra Mobile di Napoli si concentrarono sulle attivita’ e le relazioni di Luca Materazzo, autore del cosiddetto “omicidio di Chiaia”, costringendo verosimilmente l’uomo anche ad isolarsi da parenti e conoscenti per impedire agli investigatori di rintracciarlo. Un tentativo di latitanza sicura che pero’ e’ stato smantellato dall’attento lavoro degli investigatori della Polizia di Stato di Napoli e dello SCIP. All’arrivo a Fiumicino, scortato dagli agenti del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, a carico di Luca Materazzo verranno espletate le formalita’ dell’arresto sul territorio nazionale presso l’Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea, e successivamente l’uomo, accompagnato da personale della Sezione Omicidi di Napoli, sara’ trasferito nel carcere del capoluogo campano, a disposizione dell’autorita’ giudiziaria partenopea.
Napoli, prostituzione e spaccio di droga: arrestati una nigeriana e un nigeriano
Nel corso di un’ operazione finalizzata al contrasto della criminalità straniera, messa in atto nella zona centrale di questo capoluogo campano, gli agenti della Sezione Criminalità Extracomunitaria della Squadra Mobile, in via Palermo, hanno arrestato i seguenti cittadini nigeriani:
– ANAEKWE Anthonia Uchechi, di anni 59 poiché destinataria di mandato d’arresto europeo da parte del Belgio per tratta di esseri umani, istigazione sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, associazione per delinquere; titolare di carta di soggiorno a tempo indeterminato rilasciato dalla Questura di Napoli.
– GODWIN Mana,di anni 33, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente;
Gli agenti sono intervenuti in via Oronzio Costa dove sono stati effettuati diversi controlli a cittadini stranieri. Nel corso dell’operazione i poliziotti hanno rintracciato, nelle vicinanze di un esercizio commerciale gestito dal marito, la Anaekwe quale destinataria del provvedimento internazionale. Quindi poco dopo, presente nei paraggi, gli agenti hanno proceduto al controllo di un altro cittadino nigeriano, Godwin, il quale ha tentato la fuga ma dopo un breve tratto è stato bloccato e trovato in possesso, occultata negli indumenti intimi, di 50 grammi di marijuana. Entrambi sono stati arrestati e condotti rispettivamente presso la casa circondariale femminile di Pozzuoli e la casa circondariale di Poggioreale.
La baby gang di Chiaiano: ‘Siamo come i tumori’. Le frasi choc sui profili facebook
Baby gang di Chiaiano: sui social facevano i duri, alcuni scrivevano “siamo come i tumori”, altri postavano foto alla Mourinho con le mani incrociate a mo di manette. “Se non sai farti la galera allora vai a lavorare e non fare l’infame accusando gli altri”. È il 25 novembre quando uno dei ragazzini del branco scrive sul suo profilo Facebook la frase choc, riportata oggi da Il Corriere del Mezzogiorno. Gli investigatori oramai li avevano individuati, li stavano monitorando. Un altro ragazzino sul suo profilo facebook ha decine di foto di pistole, droga e soldi e una con il sosia de l’attore di Gomorra che ha interpretato Sangue blu. “Se non potete uccidermi, allora dovete temermi”, c’è scritto invece sul profilo di Raffaele, il capo della baby gang dei nove ragazzi che ieri mattina sono stati fermati dalla polizia. È stato lui a sferrare il calcio allo stomaco di Gaetano e che gli ha spappolato la milza, mentre gli altri lo prendevano a pugni.
Dieci contro uno che hanno rischiato di uccidere un ragazzino di 15 anni senza un valido motivo. E’ quanto emerso dalla ricostruzione del ferimento di Gaetano, studente preso a calci e pugni all’esterno della metro di Chiaiano. Non volevano portargli via i soldi o il cellulare, non c’era stata un’occhiata di troppo, un equivoco. C’era solo la voglia di “fare una rissa e dare fastidio”. Otto minori sono stati collocati in una comunità di recupero, uno ha ottenuto il beneficio della permanenza in casa grazie alla collaborazione spontanea ritenuta decisiva, mentre un ragazzino non ancora 14enne è stato segnalato alla famiglia. Le accuse che emergono sono gravi: lesioni gravissime e minacce di morte. Un contributo importante alle indagini è stato fornito dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Stando al racconto di Gaetano in quella terribile sera sono stati due gli aggressori ad aver infierito sul suo corpo con dei calci all’addome. E proprio un calcio gli aveva spappolato la milza. A raccontare in modo dettagliato quella sera è la testimonianza Baby gang, un 15enne ‘pentito’ ha aiutato la polizia a trovare il branco che assalì Gaetanodi G.P., l’unico ad avere la forza di presentarsi il giorno dopo il pestaggio in commissariato per raccontare quanto avvenuto. Il ragazzo, accompagnato dalla madre, ha ammesso di aver fatto parte del branco che ha ridotto in fin di vita Gaetano. Ha raccontato la “banalità” dell’aggressione dettata da “un amico più bullo” R.S. che aveva l’esigenza di dare fastidio e cercare rogne. Dalle immagini raccolte dagli investigatori si comprende che l’aggressione è stata premeditata e notata da decine di passeggeri della metro ma nessuno è intervenuto. Gaetano, finito sul letto di un ospedale, salvato dal rischio di emorragia interna, ha riconosciuto i suoi aggressori. Ora R.S. il bulletto della baby gang è in comunità assieme a M.V., S.R., U.A., G.P., E.M., R.C., I.D.S., G.T. Si tratta di giovani non legate alla camorra eccetto un caso.
Castellammare, i lavoratori di Fincantieri disertano il varo
Castellammare. Clamorosa forma di protesta stamane dei lavoratori di Fincantieri che hanno deciso di disertare la cerimonia del varo di un troncone centrale della nave da crociera che andrà poi finito nel cantiere di Monfalcone. E’ la prima volta nella secolare storia del cantiere stabiese che accade una cosa del genere. Le maestranze in accordi con i sindaci hanno deciso di lasciare da soli i dirigenti dell’azienda e qui pochi operai necessari alla manovra del varo. Molti operai come dimostra la foto si sono allontanati dalla zona dello scalo mentre altri hanno esposto uno striscione nei pressi della cerimonia del varo che recita: “Fincantieri Stabia, quale Futuro? Pretendiamo equa ripartizione dei carichi di lavoro”. la protesta nei confronti dell’azienda che continua a non dare un futuro certo ai lavoratori stabiesi.
Ciro Serrapica

Gragnano, bancarotta: processo per Delle Donne e altri 20
Gragnano. Associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta è questa la grave accusa che pende sul capo di Gerardo Delle Donne, imprenditore di Gragnano e padre della consigliera comunale Anna Delle Donne, eletta con una lista di appoggio alla candidata sindaco del Pd, Silvana Somma, attualmente candidata alla Camera nel collegio uninominale di Castellammare. Con lui ci sono imputati altre venti persone tra cui alcuni della sua stretta cerchia familiare e altre di Castellammare e dei Monti Lattari. Sono stati tutti rinviati a giudizio per il fallimento della della Italbutter con sede legale a Salerno e sede operativa a Sant’Antonio Abate. L’inchiesta era partita nel 2011 dopo la denuncia di una ditta della Lituania che aveva denunciato il mancato pagamento per circa 1, 3 milioni di euro (da parte della “Italbutter”) di diverse consegne di cagliata , il prodotto usato per la produzione dei formaggi. Secondo la ricostruzione fatta dalla Guardia di Finanza, Gerardo Delle Donne già coinvolto in altri procedimenti analoghi avrebbe ceduto fittiziamente i beni del patrimonio della Valle dei Mulini Alimenti srl (la società fallita negli anni scorsi ndr), la cui stima si aggira attorno ai 10,1 milioni di euro, a diverse aziende, tra cui proprio la Italbutter srl. L’impresa fallita, al momento del crac, aveva debiti con istituti bancari e fornitori per 8,2 milioni di euro, 1,6 milioni con società finanziarie e persino il mancato pagamento del trattamento di fine rapporto ai propri dipendenti. Sempre secondo le accuse della Guardia di Finanza i vertici aziendali avrebbero, inoltre, continuato a gestire le aziende attraverso l’ utilizzo di alcuni prestanome. Grazie ad alcune rogatorie internazionali ‘imprenditore gragnanse negli ultimi anni avrebbe messo in piedi un giro di affari pari a circa 20 milioni di euro. Ma secondo le Fiamme Gialle, lo avrebbe fatto servendosi di un sistema fatto di prestanome, finanziatori e organizzatori. A fine aprile è stata fissata la prima udienza del processo.
La Cassazione conferma l’ergastolo per il figlio di ‘Sandokan’
La Suprema Corte di Cassazione ha confermato la condanna all’ergastolo per Nicola Schiavone il primo figlio di Francesco Schiavone detto Sandokan. La sentenza per il giovane rampollo dei Casalesi è stata letta nella serata di ieri. Il ricorso dei suoi legali è stato respinto per il primogenito del boss del clan dei casalesi mentre è stata confermata l’assoluzione per Francesco Barbato, assolto per non aver commesso il fatto. L’omicidio di Antonio Salzillo, commesso nel 2009 a Cancello ed Arnone, fu considerato un vero spartiacque. Dopo più di 20 anni il clan Schiavone ripulì il territorio casertano da possibili incursioni ad opera dei vecchi sodali di Antonio Bardellino, scomparso in Brasile. Salzillo infatti era il nipote di Bardellino, fratello di Paride, fu strangolato con un filo stretto intorno al collo e lanciato nel canale dei Regni Lagni per ordine di Mario Iovine. Il fratello Antonio aveva deciso di tornare a Cancello ed Arnone con lo scopo di aprire una rivendita di auto ma la sua sentenza di morte era già stata scritta. Francesco Barbato è stato assolto per non aver commesso il fatto dopo essere stato condannato in primo grado all’ergastolo. Confermata l’assoluzione dall’accusa di omicidio anche per Michele Ciervo, condannato a 4 anni e 8 mesi solo per favoreggiamento.
Pena confermata anche per i coniugi Ernesto Arrichiello e Teresa Massaro, quest’ultima cugina del pentito Roberto Vargas, due agricoltori di Cancello ed Arnone che avrebbero ospitato i sicari dopo il delitto nella loro masseria. Dall’ergastolo erano passati a ventitrè anni di reclusione in Appello. Gli imputati sono stati tirati in ballo dai fratelli Pasquale e Roberto Vargas, cugini della donna, e Salvatore Caterino, condannati a 14 anni e 6 mesi di reclusione in quanto beneficiari dello sconto di pena applicato ai collaboratori di giustizia. Massimo Russo, colui che impugnò la pistola e sparò, si è visto confermare la condanna a ventotto anni di carcere a fronte di una condanna all’ergastolo in primo grado.
Ragazza fatta a pezzi, in corso perquisizioni nelle case dei sospettati
Ragazza fatta a pezzi, in corso perquisizioni nelle case dei sospettati. Sono in corso a Macerata perquisizioni da parte delle forze dell’ordine nelle case di alcuni sospettati per l’omicidio di Pamela Mastropietro, trovata ieri uccisa, fatta a pezzi e nascosta in due valigie poi gettate lungo la strada nelle campagne di Pollenza. Le persone le avrebbe indicate il nigeriano che ieri sera e’ stata fermato con l’accusa di omicidio e per questo interrrogato fino a notte fonda. L’uomo che ha ammesso di aver seguito la 18enne ma di non aver alcuna responsabilita’ nel suo assassinio avrebbe, secondo quanto appreso, indicato altri individui che sarebbero coinvolti nella vicenda.Sono state in particolare le immagini delle diverse telecamere di sorveglianza prese in esame dai carabinieri partendo dalla zona dove si trova la comunita’ ‘Ars’ e via via allargando il raggio di analisi, fino alla stazione ferroviaria di Macerata e ad altri punti dove ci sono le fermate del servizio di trasporto pubblico, nella convinzione che la ragazza con il suo trolley avesse una destinazione da raggiungere, se non anche una persona con cui incontrarsi dopo aver concordato la fuga dalla comunita’. Non si esclude pero’ tra gli investigatori che l’incontro tra Pamela e il suo, o i suoi carnefici, sia stato anche del tutto casuale, ovvero legato al consumo di droga: e’ possibile che alla Ragazza sia stata proposta droga in strada, per l’appunto dalla persona che le immagini di una telecamera di una farmacia hanno visto come quello che la seguiva in strada, persona conosciuta dalle forze dell’ordine e che e’ stato il primo importante tassello nelle indagini, o che lei stessa sapesse dove andare a cercare qualche spacciatore, per poi finire uccisa. Forse anche da una overdose e da cui e’ poi derivato il tentativo di chi era con lei di liberarsi del corpo facendolo a pezzi e abbandonandolo in due trolley, uno dei quali appartenente alla stessa vittima. Si attende in mattinata che la Procura e i carabinieri facciano un primo punto informativo sulle indagini e sui risultati finora raggiunti. L’autopsia stabilira’ le cause della morte di Pamela, se per fatto traumatico, cioe’ omicidio volontario, oppure conseguenza di overdose cui poi e’ seguito il comunque grave reato di vilipendio di cadavere.



