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disordine Online: giocare informati con i disordine online legali AAMS

Quella dei disordine online italiani è una storia di successo. Da qualche anno questo questi siti internet sono diventati un vero fenomeno tra gli appassionati del gioco d’azzardo. Si tratta di un mercato in continua evoluzione, che lo scorso anno ha registrato un fatturato superiore ai 100 miliardi di euro. I giocatori italiani amano sempre di più i siti di disordine online, che permettono di divertirsi in qualsiasi momento della giornata, senza limiti. Tuttavia, essendo un modo di giocare d’azzardo piuttosto nuovo, è importante informarsi prima di cominciare a scommettere soldi online. Per farlo si possono consultare dei siti specializzati, come ad esempio wikidisordine.it. Questi siti permettono ai giocatori di avere una panoramica chiara e precisa sul mondo dei disordine online AAMS italiani.

 

Giocare d’azzardo online è un passatempo che ha conquistato migliaia di giocatori italiani. I disordine online italiani permettono di giocare gratis o di divertirsi scommettendo soldi veri. Entrambe le opzioni offrono molti vantaggi, perché i disordine online sono sempre aperti, e sono accessibili da computer smartphone e tablet. Il giocatore ha quindi una grande libertà d’azione. Un altro vantaggio è anche la grande varietà di giochi, che sono disponibili in numero molto maggiore rispetto alle sale da gioco terrestri. I giochi più popolari in assoluto sono le slot machine. I disordine online AAMS ne offrono a centinaia, con funzioni e temi molto vari, per assicurare al giocatore un’esperienza di gioco sempre diversa. Altri giochi presenti nei siti di disordine sono blackjack, roulette, baccarat, videopoker, lotterie e disordine live. Molto popolari sono anche i giochi con jackpot progressivo, che permettono al giocatore di vincere delle somme notevoli anche con delle scommesse di pochi centesimi.

 

Un altro vantaggio dei disordine online rispetto alle sale da gioco tradizionali sono i bonus. Gli operatori online infatti offrono ai propri giocatori una serie di promozioni che permettono loro di divertirsi in modo gratuito. Ci sono bonus di molti tipi, e tra questi il bonus di benvenuto è il più diffuso. Per ottenere questo bonus è sufficiente iscriversi ad uno dei migliori disordine online italiani. Il disordine premia il nuovo giocatore con un bonus gratis, dei giri gratis alle slot, a volte anche un bonus cashback. Giocare online è molto conveniente e permette ai giocatori di divertirsi con grande libertà e con una serie di promozioni molto ampia.

 

I disordine online italiani sono legali dal 2011, quando il Governo decise di rinunciare al monopolio sul gioco d’azzardo a distanza. Da allora operatori privati di disordine online hanno aperto i loro siti in Italia. Per farlo le sale da gioco devono prima di tutto ottenere una licenza da AAMS, l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. Le licenze vengono concesse sono alle aziende che dimostrino di essere serie e trasparenti, e che offrano ai giocatori il massimo della sicurezza e dell’affidabilità. I disordine online AAMS devono rispettare delle norme di sicurezza molto alte, per proteggere i giocatori italiani da eventuali malintenzionati. Per farlo questi siti usano una tecnologia molto avanzata, la stessa usata dalle banche per i loro siti di e-banking. I giocatori d’azzardo possono fidarsi di questi siti, che sono tra i più sicuri in rete.

 

In questo contesto giocare informati è essenziale. È importante capire al meglio il mondo dei disordine online AAMS per giocare in totale sicurezza e non incorrere in spiacevoli sorprese. I vantaggi per gli appassionati del gioco sono tanti, ma è essenziale giocare in modo responsabile e consapevole. Per questo è importante consultare i migliori siti guida ai disordine online prima di cominciare a giocare. In più bisogna sempre e solo scommettere somme che ci si può permettere di perdere, e giocare in modo responsabile.

Castellammare. ”L’Agorà al femminile”, l’8 marzo si parla di pari opportunità: convegno promosso da Federaziende Imprenditori Napoli e Fondazione Oiermo

Comunicato Stampa. Parlare di pari opportunità nel giorno universalmente dedicato alla donna: è il senso del convegno promosso giovedì 8 marzo da Federaziende Imprenditori Napoli e Fondazione Oiermo, che si terrà a via Annunziatella a Castellammare di Stabia. Protagoniste saranno in particolare le scuole superiori, i cui alunni diventeranno il punto di riferimento della giornata: “Saranno loro – spiega Carla Del Prete, presidente di Federaziende Napoli, il cui direttivo è composto da sole donne – a interrogare i relatori, che verranno sollecitati dai quesiti dei ragazzi. Gli studenti, grazie all’impegno di dirigenti scolastici e insegnanti, in questi giorni hanno dibattuto in classe sulle pari opportunità, la cui violazione genera violenza, mobbing e stalking”.
Tre le scuole invitata a “L’Agorà al femminile” (questo il titolo del convegno): l’istituto Vitruvio, lo Sturzo e l’alberghiero. Ai ragazzi il compito di sollecitare la psicologa e psicoterapeuta Adriana Ferrigno, la specialista in scienze e tecniche psicologiche Francesca Cioffi, l’avvocato Marcella Fenocchio, la criminologa Mariarosaria Policarpo oltre a una rappresentanza delle forze dell’ordine.
A margine del convegno Federaziende ha deciso di premiare alcune donne che si sono distinte nelle loro attività lavorative e sociali: “Eccellenze – prosegue Carla Del Prete – a cui abbiamo voluto dedicare un riconoscimento ma soprattutto ci siamo voluti fregiare della loro presenza per dare testimonianza ai ragazzi di come tenacia, passione e grande umanità spesso portano a ottenere risultati importanti nella vita”. Durante il convegno, in programma dalle 10, la vicepresidente e la segretaria di Federazione, Sofia De Luca e Carmen Manuela Melisse, presenteranno anche le attività dello Sportello Rosa istituto per essere un punto di riferimento per le donne vittime di violenza e abusi.
“La fondazione Oiermo – afferma don Alessandro Colasanto – è lieta di accogliere simili iniziative. Una delle mission della nostra fondazione, richiama proprio il difficile e complicato ruolo delle donna oggi in società. Troppo spesso considerate ‘soggetti svantaggiati’, è giusto invece offrire opportunità ed occasioni che restituiscano loro la giusta dignità.

Pomigliano, rubava cavi di rame nel parcheggio della Fca: va ai domiciliari

Pomigliano. E’ stato sorpreso mentre rubava un cavo di rame lungo cinque metri dai pali del parcheggio per le auto dei lavoratori della fiat di Pomigliano. A fermare Francesco Cirillo sono stati i carabinieri che l’hanno spedito ai domiciliari in attesa del rito direttissimo. Il cavo rubato è stato restituito alla Fiat. Non è il primo caso di furti di rame nell’hinterland napoletano. Il cosiddetto oro rosso che fa gola a tutti viene venduto al prezzo di due euro se si tratta di materiale usato, circa 70 euro al chilo se invece è nuovo. Oltre ai danni economici che crea alle aziende si registrano anche danni di natura sociale, con quartieri al buio, circolazione ferroviaria paralizzata. Anche se i furti sono in leggero calo, l’allarme resta alto. Una volta rubato il rame viene consegnato a fonderie clandestine che lo fondono senza nessuno standard di sicurezza e poi viene rivenduto.

Sciopero 8 marzo, che succede in Calabria?

Anche la Calabria sarà interessata dallo sciopero che giovedì 8 marzo coinvolgerà tutto il nostro Paese. Lo sciopero generale è stato indetto, non in modo casuale, in occasione delle celebrazioni della giornata internazionale delle donne, con l’intento di porre l’accento sulla necessità di migliorare le condizioni di vita di tutti e delle donne in particolare. A subirne le ripercussioni, tuttavia, potrebbero essere i cittadini che avranno bisogno dei servizi offerti dall’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. Chi ha prenotato visite specialistiche o esami dovrebbe contattare il reparto interessato per verificare se gli stessi sono confermati o meno.

Ma non è tutto, perché giovedì andrà in scena anche lo sciopero generale dei trasporti: si asterrà dal lavorare il personale che aderisce alle diverse sigle sindacali da cui la mobilitazione è stata indetta, con modalità differenti tra il settore dei trasporti locali, quello aereo e quello ferroviario. A proposito dei treni, lo sciopero indetto dal sindacato Usb durerà 21 ore e inizierà dalla mezzanotte alle nove di sera. Anche i capitreno e i macchinisti di Italo-Ntv e di Trenitalia si fermeranno: ciò vuol dire che anche sul nostro territorio si potranno riscontrare disagi.

Per quel che concerne gli aerei, non sono da escludere ritardi consistenti o addirittura cancellazioni per il coinvolgimento degli assistenti di volo e dei piloti nello sciopero. Per chi dovrà muoversi da e verso Roma, la situazione potrebbe essere piuttosto critica: negli aeroporti di Ciampino e di Fiumicino, infatti, incroceranno le braccia i dipendenti di Aviation Services. Va detto, comunque, che lo stop dei lavoratori di Enav a livello nazionale durerà solo quattro ore, tra l’una e le cinque del pomeriggio. Oltre a ciò, però, è bene considerare gli scioperi delle singole compagnie: i dipendenti di Air Italy si rifiuteranno di lavorare tra mezzogiorno e le quattro di pomeriggio, mentre lo stop del personale di Alitalia durerà tutto il giorno.

Infine, i mezzi pubblici potrebbero far registrare ritardi e soppressioni: rimangono unicamente le fasce di garanzia tradizionali, a tutela degli spostamenti dei lavoratori e degli studenti. I pendolari, quindi, potranno sfruttare il trasporto pubblico dall’inizio del servizio alle otto del mattino e dalle cinque di pomeriggio alle otto di sera.

Ovviamente, come sempre accade in occasione degli scioperi, non saranno compromessi i trasporti e gli spostamenti caratterizzati da dinamiche di urgenza: ciò vuol dire che sarà garantito il trasporto di medicinali effettuato da DSS Trasporti e da altre aziende del settore.

Camorra, il pentito: ‘I mariuoli del rione Sanità fecero la colletta per comprare il motorino rubato alla moglie del boss’

Rubarono il motorino di Dora Staterini, la moglie del boss del rione Sanità, Patrizio Vastarella, e i ladri del quartieri furono costretti a fare una colletta per ricomprarglielo. E’ quanto emerge dalle 400 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip Francesca Ferri e che la scorsa settimana ha portato in carcere tutto il gotha del clan Vastarella, compresa la donna di camorra Dora Staterini, o come è stata definita dal capo della squadra mobile di Napoli, Luigi Rinella, la “cassiera e l’addetta alle pubbliche relazioni” della cosca. Il clan aveva il controllo totale del territorio. Lo hanno spiegato i due pentiti Rosario De Stefano (uomo dei Lo Russo) e Salvatore Marfè: un ex affiliato ai Ferraiuolo di Forcella. E a proposito della colletta per il motorino rubato a Dora Staterini il pentito DeStefano ha raccontato: “Tutti i mariuoli della Sanità fecero la colletta, raggranellarono fino a tremila euro, per comprare il motorino alla moglie di Patrizio Vastarella. Poi ci fu il pestaggio di un uomo dei Sequino, indicato come responsabile”. Intanto Dora Staterini ieri è stata interrogata dal gip e ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere in attesa di studiare l’ordinanza  e preparare il Riesame. Oggi toccherà agli altri della famiglia, compreso il marito, il boss Patrizio Vastarella e agli altri arrestati nel blitz.

Prostituzione nel centro massaggi: due arresti. IL VIDEO

Il centro massaggi, aperto da 6 mesi, era tale solo nell’insegna affissa sulla porta d’ingresso. On line, infatti, i gestori lo pubblicizzavano nemmeno velatamente come luogo in cui essere oggetto di attenzioni particolari da parte delle massaggiatrici. A Pozzuoli, in localita’ Monteruscello, nel Napoletano, i Carabinieri hanno fatto irruzione in un appartamento dove hanno sorpreso la ragazza che gestiva l’attivita’, M.A., una 24enne di Quarto, e il suo socio, V.F., un coetaneo di Giugliano; le massaggiatrici sono una 21enne e una 27enne di Napoli. I militari dell’Arma hanno appurato che i due si occupavano di accogliere i clienti e contrattare la prestazione, tra i 60 e i 100 euro, pagando poi alle ragazze appena 20 euro. Sequestrati la documentazione contabile dell’attivita’, l’incasso giornaliero e l’intero appartamento. I gestori sono stati arrestatI per sfruttamento della prostituzione in concorso e sono ai domiciliari.

Violenza sessuale e stalking: a giudizio 22enne del Salernitano

Fisciano. Un 22enne di Fisciano è stato rinviato a giudizio con l’accusa di stalking, lesioni ed estorsione. La vittima delle violenze pressoché quotidiane era l’ex fidanzata. Secondo quanto raccolto dagli inquirenti la donna sarebbe stata vittima di una serie di atteggiamenti messi in atto dal fidanzato con lo scopo di ottenere tutto ciò che desiderava, dal sesso ai soldi. I fatti risalirebbero tra il novembre del 2015 e il febbraio del 2016. Secondo le indagini il giovane avrebbe approfittato della debolezza della ragazza per estorcerle danaro ogni qualvolta ne avesse bisogno provocando uno stato di ansia e paura per la ragazza. Quando si rifiutava di versargli i soldi la picchiava. Nella denuncia vengono citati due episodi. Il primo risalente al 23 gennaio quando la ragazza finì in ospedale con una prognosi di sette giorni. Il secondo, invece, al 3 febbraio quando la giovane riportò contusioni alla gamba sinistra e agli zigomi. L’accusa peggiore per il giovane è quella di violenza sessuale. Il fatto è risalente al 2 febbraio 2016 quando la ragazza fu costretta a subire atti sessuali contro la sua volontà. Tutte le accuse furono valutate anche dal gip, in fase preliminare, che dispose per l’imputato una misura cautelare. Ora gli atti finiscono davanti al collegio del tribunale di Nocera Inferiore. Ora il 22enne dovrà affrontare il processo.

Omicidio di camorra ‘Cold Case’: tre arresti nel clan dei Casalesi

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I Carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Napoli, nei confronti di 3 indagati ritenuti responsabili a vario titolo di concorso in omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco aggravati dal metodo e finalità mafiose. Le indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e scattate nel 2016 a seguito di dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, fanno luce sull’omicidio di Antonio Mottola, ucciso a 36 anni il 5 luglio 1995 a Casal di Principe, ritenuto affiliato all’organizzazione camorristica Nuova Famiglia all’epoca capeggiata da Antonio Bardellino, per conto della quale era addetto alla raccolta del denaro proveniente dalle estorsioni a commercianti e imprenditori. L’omicidio avvenne nel contesto ​dell’epurazione degli esponenti facenti capo alla famiglia Bardellino e nella successiva contrapposizione armata nell’ambito dello stesso clan dei Casalesi, tra gli Schiavone-Bidognetti e i De Falco-Quadrano-Venosa. L’omicidio di Mottola fu commissionato da Walter Schiavone e materialmente eseguito da Giuseppe Russo detto “‘o padrino”, Giuseppe Misso detto “Caricalieggio”, Nicola Panaro detto “‘o principino”, Oreste Caterino (deceduto) e Bruno Salzillo con il ruolo di segnalare la presenza della vittima. Alla luce dell’allora recente collaborazione con la giustizia di Giuseppe Quadrano, si temeva che anche Mottola, appartenente alla stessa fazione di quest’ultimo, potesse, in caso di arresto, riferire su eventi delinquenziali per loro compromettenti.

Faida del Gargano: resti umani trovati in una gravina

Altri resti umani sono stati trovati sul Gargano. In localita’ “Paradiso selvaggio”, a Vieste, i carabinieri Cacciatori hanno trovato le ossa di un piede. Sul fondo di una gravina, ad una profondita’ di circa sei metri, i militari hanno trovato, infatti, un paio di vecchi stivali di gomma, come quelli usati per portare al pascolo le greggi: uno era quasi completamente disfatto, l’altro quasi integro. E proprio all’interno di quest’ultimo c’erano le falangi di un piede. Le condizioni di quanto ritrovato fanno inevitabilmente pensare che fossero la’ da tempo. Proprio nella stessa localita’, il 6 luglio del 2011, era stata ritrovata la Fiat Punto del 21enne Francesco Li Bergolis, misteriosamente scomparso un mese prima, appartenente alla nota famiglia di Monte Sant’Angelo, coinvolta in una faida che per anni ha seminato morte e terrore. I resti rinvenuti sabato verranno anch’essi inviati al RIS di Roma, per gli accertamenti tecnici finalizzati a identificare quella che presumibilmente e’ un’altra vittima della criminalita’ organizzata locale.

Ottaviano, fallimento clinica Trusso: sequestro beni agli ex amministratori

I finanzieri del comando provinciale di Napoli hanno sottoposto a sequestro beni immobili e disponibilità finanziarie per oltre 1 milione di euro. Le fiamme gialle di Ottaviano, nei giorni scorsi, al termine di un’attività investigativa, hanno eseguito nei confronti della società che gestiva la Clinica Truss, operante nel settore sanitario, nonché dell’amministratore della stessa, un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente di beni sino al raggiungimento della somma di euro 1.081.554,62. Gli accertamenti sono scattati in seguito alla revoca della procedura concorsuale del concordato preventivo, posta in essere per il mancato versamento di ritenute fiscali per un importo superiore alla soglia di punibilità di euro 150.000. La mala gestione della società ha portato l’azienda al dissesto e, successivamente, al fallimento, danneggiando la struttura sanitaria, unica nel territorio vesuviano, con unità di pronto soccorso ed un organico di circa 180 dipendenti.

Scontri Vicenza-Padova: anti-semitismo e perquisizioni

La Polizia di Stato sta effettuando su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza decine di perquisizioni a carico di appartenenti a gruppi di ultras padovani coinvolti negli scontri verificatisi lo scorso 27 gennaio 2018, in occasione dell’incontro di calcio Vicenza-Padova, allorquando rimasero feriti anche appartenenti alle Forze dell’Ordine. Le indagini sono condotte dalle Digos delle Questure di Padova e Vicenza. Agli indagati sono contesati i reati di travisamento in occasione di manifestazione sportiva, possesso di oggetti atti ad offendere, lancio di materiale pericoloso, violenza/resistenza a pubblico ufficiale aggravata, manifestazioni esteriori del disciolto partito fascista, lesioni personali aggravate. Infatti, oltre a provocare gli scontri prima dell’inizio della partita, alcuni ultras padovani, durante e dopo il match, si sono evidenziati per l’utilizzo di gestualita’ tipiche di estrema destra e per l’esposizione di striscioni e cartelli dal contenuto antisemita, fatti per altro compiuti il 27 gennaio, data in cui ricorreva la “Giornata della Memoria”. Ulteriori dettagli saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terra’ alle ore 11.30 nella Questura di Vicenza.

Bottino d’oro: rubati 5 milioni di dollari da un aereo cargo della Lufthansa

Il prezioso carico si e’ volatilizzato in pochi minuti dallo scalo internazionale di Viracopos, vicino a San Paolo (Brasile): i malviventi sono arrivati a bordo di un pickup con adesivi che “imitavano il logo della compagnia di sicurezza della pista”, ha spiegato la polizia. Hanno minacciato gli uomini della sicurezza che facevano la guardia al carico e in sei minuti sono ripartiti portandosi tutto il denaro. L’aereo sul quale si trovavano i 5 milioni di dollari era partito dall’aeroporto di Guarulhos, nello Stato di San Paolo, e stava facendo uno scalo tecnica a Viracopos prima di puntare verso Zurigo.

Napoli, anziano di 85 anni uccide il figlio: portato in Questura

Un uomo di 85 anni ha ucciso il figlio di 56 anni. Il fatto e’ accaduto la scorsa notte in un appartamento di San Pietro a Patierno, alla periferia di Napoli. La polizia sta ricostruendo la dinamica del fatto. L’anziano e’ stato portato in questura. La Polizia e’ intervenuta nel quartiere di Scampia dopo che l’uomo, con una spranga di ferro, ha commesso il delitto. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tra genitori e figlio c’era c’erano dissidi che duravano da tempo; a scatenare la furia dell’anziano uomo, la richiesta da parte della vittima di 2000 euro per pagare le spese legali connesse a una denuncia presentata nei suoi confronti proprio dei genitori a dicembre scorso. Secondo quanto si apprende il 56enne e’ stato colpito dal padre con una mazza di ferro. Soccorso e portato in ospedale e’ morto dopo qualche ore a causa della gravita’ delle ferite riportate.

Colpo alla camorra delle ‘griffe’ contraffatte: 12 misure cautelari

I finanzieri del Comando Provinciale di Roma, in collaborazione con i “Baschi verdi” del Gruppo Pronto Impiego di Napoli, coordinati dai Sostituti Procuratori presso la Direzione Distrettuale Antimafia partenopea Catello Maresca e Francesco De Falco, stanno eseguendo nel capoluogo campano 12 misure restrittive della libertà personale (9 arresti domiciliari e 3 obblighi di dimora) nei confronti degli appartenenti ad un’organizzazione criminale dedita alla illecita produzione e vendita di falsi capi di abbigliamento e calzature, talmente simili agli originali da poter indurre in errore anche l’occhio più esperto. Le Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino hanno sequestrato complessivamente circa 500 mila articoli tra calzature, capi di abbigliamento, etichette e tessuti contraffatti dei noti marchi Dolce & Gabbana, Alessandrini, Gucci, Fendi, Liu-Jo, Louis Vuitton, Burberry, Armani e Hogan, tutti di altissima qualità, nonché 313 macchinari di ultima generazione e 36 cliche’ rinvenuti in laboratori clandestini dislocati a Napoli e provincia. Le indagini hanno percorso a ritroso la “filiera del falso”, anche grazie all’ausilio di indagini tecniche, così permettendo di ricostruire l’illecito traffico, dalla vendita al dettaglio, effettuata sulle piazze e quartieri rionali della Capitale e del sud-Italia, fino ai 23 laboratori clandestini.Il sodalizio, specializzato nel “falso”, era composto da 65 soggetti, tutti italiani, tra cui anche 12 donne, ove ognuno aveva un compito ed una professionalità specifica, come ad esempio le sarte, le ricamatrici, i rivettatori, i tagliatori, i trasportatori e gli addetti alle vendite; un sistema ben collaudato che, nel solo periodo di durata delle indagini, ha permesso di accumulare illeciti profitti per oltre 8 milioni di euro.

Camorra: arrestato il cassiere del boss pentito Antonio Lo Russo

A conclusione di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, personale del Centro Operativo D.I.A. sta eseguendo un’ordinanza di applicazione di misura coercitiva emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli su richiesta della locale D.D.A. nei confronti di POTENZA Bruno ( cl.’62), detenuto presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, e DI NAPOLI Maurizio (cl.’76), destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari.
Il POTENZA è ritenuto responsabile di favoreggiamento aggravato dall’art.7 l.203/91 nei confronti di LO RUSSO Antonio, già esponente di vertice dell’omonimo clan ed oggi collaboratore di giustizia. In particolare, nell’ambito delle indagini svolte, supportate dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia ma anche da attività tecniche, emergeva che Bruno POTENZA, durante il periodo della latitanza del LO RUSSO, durato dal maggio 2010 all’aprile 2014, riceveva da questi la somma di euro 500.000, consapevole che si trattasse di parte della cassa del clan, al fine di aiutare il LO RUSSO a “diversificare” i rischi di sequestro da parte dell’A.G. tramite il ricorso a diverse modalità di custodia dei profitti economici delle attività delittuose cui la sua organizzazione era dedita da anni.
Inoltre il POTENZA e di NAPOLI sono ritenuti responsabili di interposizione fittizia di beni, avendo il primo attribuito fittiziamente al secondo la titolarità della società cui è riconducibile l’attività di ristorazione – sala per ricevimenti denominata Villa delle Ninfe con sede in Pozzuoli, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione.
In particolare, nell’ambito delle indagini, supportate come detto da attività tecniche, oltre che da mirati accertamenti patrimoniali, emergeva che la gestione del ristorante, ad onta della formale conclusione di un contratto di fitto d’azienda con una società apparentemente “terza”, era sempre stata di Bruno POTENZA, anche durante la detenzione di quest’ultimo il quale, colpito da un ordine di esecuzione emesso dalla Procura Generale per un residuo di 5 anni e 3 mesi di reclusione in esecuzione di sentenza di condanna, si era presentato presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere ove, allo stato, risulta ristretto.
Non è la prima volta che i beni riferibili ai fratelli POTENZA, famiglia della zona di S. Lucia storicamente dedita al contrabbando di sigarette fino agli anni ’90, poi stabilmente dedita all’usura nel cui ambito investiva gli stessi proventi così accumulati negli anni, sono stati oggetto di sequestro.
Da ultimo, nel luglio 2017, questo centro operativo dava esecuzione alla misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di beni mobili, immobili, tra i quali anche il ristorante Villa delle Ninfe, e disponibilità finanziarie emessa, ai sensi della normativa antimafia, dal Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti dei fratelli POTENZA per un valore di circa 20 milioni di euro.

Banda specializzata in furti in chiese e parrocchie: 9 arresti

I presunti componenti di una banda specializzata nei furti nelle chiese e nelle parrocchie sono destinatari di ordinanze di custodia cautelare che vengono eseguite dalle prime luci dell’alba nel Salento dai carabinieri. Si tratta di nove persone che dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata ai furti e alla ricettazione. L’indagine, chiamata “Santi Medici”, partita nel novembre del 2015, ha permesso di sgominare una banda criminale specializzata soprattutto nel compiere furti nelle chiese, parrocchie, istituzioni religiose, che venivano depredate di denaro contante, paramenti sacri e moltissimi preziosi ex voto di inestimabile valore, custoditi all’interno dei luoghi sacri. Sono 22 i colpi accertati, messi a segno in tutta la provincia di Lecce. L’operazione viene fatta dai militari della Compagnia Carabinieri di Maglie, con la collaborazione di quelli della Compagnia di Casarano e con il supporto aereo di un elicottero del 6 NEC di Bari.

L’antiterrorismo indaga sul caso di Rosa Di Domenico: i sospetti su una rete di fanatici dell’Islam

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Spunti investigativi emergono dal l’interrogatorio di Rosa Di Domenico, la quindicenne rientrata in Italia con un volo da Ankara questo pomeriggio. La ragazza, allontanatasi a maggio scorso, e’ stata ascoltata dai pm della procura di Napoli Nord e dalla Squadra mobile di Napoli che Indaga sul suo allontanamento apparentemente volontario dall’Italia.
Due le inchieste, una ordinaria l’altra dell’Antiterrorismo. Al momento non si sa cosa sia successo. Ma dalle prime notizie che trapelano si è stabilito che la ragazzina sarebbe stata portata via da Sant’Antimo a bordo di un furgone guidato da un connazionale di Alì, Quasib, l’ uomo che è sospettato di aver instradato Rosa Di Domenico verso la radicalizzazione per l’Islam. E sarebbe un altro  cittadino pakistano che si sarebbe prestato a fare da transfert. Sono entrambi indagati. Gli investigatori hanno chiesto a Rosa se era prigioniera e si è liberata? Oppure il pakistano l’ha lasciata libera spontaneamente perché si sentiva braccato? Dove ha vissuto in questi dieci mesi? Come è stata trattata? Gli inquirenti stanno anche verificando l’esistenza di una rete di contatti che potrebbe aver protetto Alì durante il suo allontanamento dall’Italia. E tra l’altro bisogna anche capire come ha lasciato l’Italia, lei che nemmeno disponeva di un passaporto. Probabilmente Alì  da Brescia ha seguito la rotta “balcanica” l’ha portata fino in Turchia, passando per la Germania. La Squadra mobile di Napoli aveva puntato da tempo i riflettori proprio sulla Turchia, considerandola la meta in cui a lungo è stata tenuta segregata la vittima.
Perché per tutto questo periodo a Rosa non è stato consentito di rientrare in Italia nonostante la telefonata a Natale e la promessa che sarebbe tornata presto?Ma la cosa importante da capire è chi c’è dietro  Alì Quasib. E per questo che indaga anche l’anti terrorismo.
Rosa ieri mattina si era rivolta l’autorita’ consolare italiana a Istanbul chiedendo di essere rimpatriata, e dopo gli opportuni contatti attraverso i carabinieri con i genitori per confermarne l’identita’, e’ stata imbarcata su un volo ed e’ atterrata a Capodichino alle 17,35 . La Squadra mobile ha anche acquisito informazioni dagli organi di polizia turca attraverso l’Interpol dopo che era stata emanata una nota di rintraccio a seguito della denuncia dei genitori. In questa inchiesta, c’e’ gia’ un un indagato, il pakistano Alì Quasib l’ uomo che è sospettato di aver instradato Rosa Di Domenico verso la radicalizzazione per l’Islam. Sin da subito la Turchia era stato individuato come paese in cui era approdata la ragazza dopo la sua fuga dall’Italia.  Rosa e’ arrivata all’aeroporto di Capodichino alle 17,35 con un volo proveniente da Ankara. Non appena ha messo piede a terra e’ stata portata in una stanza della Polfer dove ad aspettarla c’erano gli agenti della Squadra Mobile di Napoli e i pm della Procura di Napoli Nord e dell’antiterrorismo. Ha dovuto raccontare tutto quello che e’ successo dal 27 maggio, giorno della sua scomparsa, fino a ieri mattina quando alle 9 ha bussato alla porta del consolato italiano ad Ankara e ha chiesto di parlare con un funzionario: “Sono Rosa Di Domenico, voglio tornare a casa”. Poi la telefonata con la mamma: “Sto tornando, sto bene”, le lacrime a singhiozzo. La madre all’aeroporto ha avuto anche uno svenimento ed e’ stata soccorsa dagli operatori del 118. L’interrogatorio e’ durato oltre tre ore nelle quali “ci sono spunti investigativi sui quali occorrono verifiche”, commenta il procuratore di Napoli Nord Francesco Greco. Rosa e’ arrivata a casa a Sant’Antimo, comune a Nord di Napoli, in tarda serata accolta da moltissimi amici, familiari che hanno applaudito commossi.

Elezioni: ecco i nomi degli 88 parlamentari sicuri della Campania

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Per avere l’ufficialità dal Viminale bisognerà attendere il complicato conteggio dei resti ma i nomi dei 88 parlamentari eletti in Campania sono certi sperano nel ripescaggio quelli rimasti fuori. La Campania porta ben 60 parlamentari dei Cinque: una valanga: 32 su 33 all’uninominale (quasi un cappotto). A questi bisogna sommare quelli del proporzionale: 11 deputati in Campania 1 (54%), 8 deputati in Campania 2 (44%) e 9 senatori nel collegio unico regionale (48%).

Forza Italia invece conferma buona parte degli uscenti (8 deputati e 4 senatori), Fratelli d’Italia (un deputato e senatore) e Lega (due deputati e un senatore) che piazzano un paio di colpi ciascuno, il Pd (6 deputati e 3 senatori) che quasi azzera la sua rappresentanza e Liberi e Uguali che salva l’onore eleggendo due deputati. Il partito di Silvio Berlusconi elegge alla Camera Mara Carfagna e Paolo Russo in Campania 1, Carlo Sarro, Cosimo Sibilia e Enzo Fasano in Campania 2. Debutta Antonio Pentangelo, ex presidente della Provincia di Napoli ed ex sindaco di Lettere, eletta anche Marta Fascina, la 29enne di Portici sconosciuta ai più, ex dipendente del Milan calcio e candidata a sorpresa in posizione blindata. Tra i ripescati c’è il giornalista salernitano Gigi Casciello, che si ritrova a Montecitorio complice l’expoit della Ferraioli nel collegio uninominale di Agropoli. Al Senato la rappresentanza azzurra sarà composta da Domenico De Siano, Luigi Cesaro e Sandra Lonardo: resta una quarta casella, ancora in bilico tra Claudio Lotito e Vincenzo Carbone.

Successo della Lega con l’elezione di Pina Castiello e Gianluca Cantalamessa alla Camera e Claudio Barbaro al Senato, mentre Fratelli d’Italia conferma Edmondo Cirielli a Montecitorio e la prima volta di Antonio Iannone a Palazzo Madama.

Il Pd elegge solo i capilista e bisognerà attendere gli eventuali ripescaggi: già sicuri di uno scranno alla Camera Gennaro Migliore, Paolo Siani e Raffaele Topo in Campania 1 e Piero De Luca e Umberto Del Basso de Caro in Campania 2, spera ancora nell’elezione Eva Avossa, vicesindaco di Salerno seconda nel listino dietro Marco Minniti. Al Senato, invece, è certa del ripescaggio Valeria Valente, seconda dietro Matteo Renzi, eletto in Campania ma vincitore nel suo collegio uninominale a Firenze. Gli altri big eletti paracadutati a Palazzo Madama sono Valeria Fedeli e Gianni Pittella, che chiudono la porta (per ora) a Stefano Graziano e Angelica Saggese.

Conquista due seggi Liberi e Uguali, che elegge alla Camera Michela Rostan in Campania 1 e Federico Conte in Campania 2.

Questa invece la valanga Cinque Stelle: ai riconfermati Carlo Sibilia e Angelo Tofalo alla Camera e Sergio Puglia al Senato, volano in Parlamento anche Conny Giordano, Iolanda Di Stasio, Gilda Sportiello, Alessandro Amitrano, Flora Frate, Teresa Manzo, Luigi Iovino, Carmen Di Lauro, Margherita Del Sesto, Giovanni Russo, Marianna Iorio, Maria Pallini, Anna Bilotti, Cosimo Adelizzi, Agostino Santillo, Sabrina Ricciardi, Sergio Vaccaro, Silvana Giannuzzi, Vincenzo Presutto, Luisa Angrisani e Felicia Gaudiano. Con più eletti che candidati, beneficeranno di un bonus ripescaggio Fabio Di Micco al Senato e tre tra Aniello Nazaria, Pasquale Maglione, Mirella de Benedictis e Michela Rescigno alla Camera. Di fatto, di tutti i cinquestelle candidati nei listini in Campania, soltanto uno potrebbe restare fuori dal Parlamento. A questi si aggiungono naturalmente i 32 eletti nei collegi uninominali.

Senato: collegi uninominali

Gli eletti

Napoli – San Carlo all’Arena: Franco Ortolani (M5S)
Fuorigrotta: Paola Nugnes (M5S)
Giugliano: Maria Castellone (M5S)
Casoria: Raffaele Mautone (M5S)
Caserta: Vilma Veronese (M5S)
Benevento: Danila De Lucia (M5S)
Avellino: Ugo Grassi (M5S)
Battipaglia-Cilento: Francesco Castiello (M5S)
Salerno: in vantaggio Andrea Cioffi (M5S)
Torre Del Greco: Virginia La Mura (M5S)
Portici: Francesco Urraro (M5S)

Camera: collegi uninominali Campania 1

Circoscrizione 1
Giugliano: Salvatore Micillo (M5S)
Acerra – Pomigliano: Luigi Di Maio (M5S)
Casoria: Vincenzo Spadafora (M5S)
Pozzuoli: Andrea Caso (M5S)

Circoscrizione 2
Napoli – Fuorigrotta: Roberto Fico (M5S)
Napoli – San Carlo all’Arena: Doriana Sarli (M5S)
Napoli – San Lorenzo: Raffaele Bruno (M5S)
Napoli – Ponticelli: Rina De Lorenzo (M5S)

Circoscrizione 3
Portici: Gianfranco Di Sarno (M5S)
Nola: Silvana Nappi (M5S)
Torre Del Greco: Luigi Gallo (M5S)
Castellammare di Stabia: Catello Vitiello (M5S)

Camera: collegi uninominali Campania 2

Circoscrizione 1
Benevento: Angela Ianoro (M5S)
Ariano Irpino: Generoso Maraia (M5S)
Avellino:  Michele Gubitosa (M5S)

Circoscrizione 2
Caserta: in vantaggio
Antonio Del Monaco (M5S)
Santa Maria Capua Vetere: Giuseppe Buompane (M5S)
Aversa: in vantaggio Nicola Grimaldi (M5S)

Circoscrizione 3
Scafati: in vantaggio Virginia Villani (M5S)
Salerno: in vantaggio Nicola Provenza (M5S)
Battipaglia:  Nicola Acunzo (M5S)
Agropoli:  Marzia Ferraioli (Forza Italia)

Studente 16enne scomparso da due settimane: trovato morto in fondo al lago

La speranza di ritrovare lo studente trentino scomparso a Riva del Garda il 16 febbraio scorso e’ finita. L’adolescente, 16 anni, e’ stato trovato morto nel lago di Garda. Del ragazzo la famiglia aveva perso le tracce nel pomeriggio di quel venerdi’. L’ultima notizia era stata in una telefonata con la mamma: le aveva detto che avrebbe fatto una passeggiata prima del ritorno in famiglia a Tione, come ogni fine settimana. Frequentava infatti a Riva del Garda il liceo classico e viveva nella cittadina sul lago durante la settimana. Dopo la chiamata pero’ era sparito e il suo cellulare era spento. Le ricerche erano partite subito, coordinate dal commissariato del governo di Trento, che nelle Province autonome ha le funzioni delle prefetture. Altrettanto istantaneo un passaparola tra gli amici e compagni di scuola, con volantini e messaggi sui social media. L’adolescente era appassionato di storia, in particolare della Grande guerra, e amava ripercorrerne i luoghi sulle montagne trentine. I soccorritori avevano quindi puntato sulle alture dei dintorni, senza trascurare comunque le acque del lago di Garda, cosi’ come del vicino fiume Sarca. L’ipotesi era quella di un incidente che avesse impedito al ragazzo di chiedere aiuto. Di lui pero’ non c’era traccia, nemmeno a cercarlo coi droni negli anfratti inaccessibili anche al personale piu’ esperto del soccorso alpino, e neppure usando i cani. Per ampliare le possibilita’ erano stati intanto richiesti i tabulati telefonici del cellulare dello studente, alla ricerca di chiamate rivelatrici, ma invano. La polizia intanto aveva setacciato i filmati delle telecamere di Riva, fino ad arrivare dopo una settimana a individuarlo in piazza. Aveva un cappotto, un abbigliamento cittadino e non da escursione. Era diretto a sud per una strada che poteva portare a Brescia lungo la vecchia Gardesana, cosi’ come al sentiero del Ponale, verso le alture della Rocchetta. La polizia aveva diffuso appelli e immagini, anche rivolti allo studente stesso, nell’ipotesi che si fosse allontanato volontariamente. Una pista esclusa dal ritrovamento di oggi dell’adolescente nel Garda, individuato dai sommozzatori della polizia a oltre venti metri di profondita’ fra le rocce, sotto la strada della vecchia Gardesana. Un ritrovamento che lascia aperta la possibilita’ di un incidente, se il ragazzo si fosse avventurato sulle rocce scivolose della riva.

Esce per suicidarsi, poi spara a caso e uccide un senegalese

È un uomo di 54 anni di nazionalità senegalese l’uomo ucciso a colpi di pistola sul ponte Vespucci a Firenze. L’uomo, in base a quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato un venditore ambulante irregolare. Sempre secondo quanto emerso al momento è stato raggiunto da più colpi di pistola all’altezza del torace. L’uomo fermato per l’omicidio è un italiano di 65 anni, Roberto Pirrone, 65 anni, incensurato: avrebbe sparato con una Beretta regolarmente detenuta. Pirrone sarebbe uscito di casa con l’intenzione di suicidarsi, finendo poi per sparare e uccidere a caso.

L’uomo, che non sarebbe lucido e alternerebbe momenti di pianto, avrebbe fatto riferimento alla volontà di suicidarsi per questioni economiche. Un biglietto di addio, indirizzato alla figlia, sarebbe stato anche ritrovato nella sua abitazione in Oltrarno. Uscito in strada però non avrebbe trovato il coraggio. Con l’idea di non gravare più sulla famiglia, sempre stando a quanto ha raccontato, avrebbe deciso di sparare per finire in carcere. Inizialmente avrebbe incrociato una famiglia con bambini, desistendo dalle sue intenzioni, poi l’uomo contro il quale ha sparato uccidendolo.

Protesta poi dei senegalesi nel pomeriggio a Firenze in seguito all’omicidio del loro connazionale. I manifestanti, dopo un presidio sul ponte Vespucci dove è avvenuto l’omicidio, hanno improvvisato un corteo per chiedere chiarezza su quanto accaduto: “Ci devono spiegare perché ha sparato. Non ci devono dire che è un pazzo. Siamo arrabbiati e non ci piace che questa cosa sia avvenuta in questo momento politico dell’Italia”, ha detto lo storico portavoce della comunità senegalese. Il corteo, partito diretto verso la questura, è poi andato in piazza Signoria dove ha incontrato l’assessore al welfare e l’iman. Quindi è ripartito verso piazza della Stazione dove è stato bloccato in parte il traffico. Tirate giù alcune recinzioni di uno dei cantieri della tramvia. Altri danneggiamenti durante il tragitto per il centro storico, con vasi rotti, cestini rovesciati così come alcuni motorini. A vigilare sui manifestanti le forze del’ordine.