Boscoreale. Finisce ai domiciliari Giovanni Padovani, pericoloso pluripregiudicato del vesuviano nonché gestore, per l’accusa, di una fiorente piazza di spaccio con base operativa al Piano Napoli di Via Passanti Scafati, tristemente famosa come la Scampia del vesuviano. Niente carcere, nonostante sia stato beccato per ben 3 volte nell’arco di un anno con quantitativi tutt’altro che modici ed appartenga alla “famosa” famiglia Padovani. Beccato a commettere nuovamente sempre lo stesso reato: quello di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il Padovani, primogenito di Salvatore Padovani, fratello di Carlo, il Signore della droga del vesuviano è riuscito comunque ad ottenere gli arresti domiciliari grazie alla difesa dell’avvocato Gennaro De Gennaro. L’ultimo arresto era avvenuto nella serata di Giovedì quando i carabinieri di Boscoreale sotto la direzione operativa del maresciallo Serra avevano dato luogo ad una perquisizione capillare e porta a porta dei vari isolati.In quella circostanza all’isolato 25 avevano rinvenuto sulla persona del pregiudicato sostanza stupefacente del tipo crack, suddivisa in 20 dosi e pronta ad essere ceduta. Secondo i carabinieri, durante il fermo del Padovani erano sopraggiunti diversi acquirenti per acquistare droga ma avendo riconosciuto le forze dell’ordine si erano velocemente dileguati. Ieri si è tenuta la direttissima dinanzi al giudice del tribunale di Torre Annunziata. La Procura aveva chiesto il carcere per il pericoloso pregiudicato che nell’ arco di un anno era stato arrestato altre due volte ed era stabilmente inserito in un grosso contesto di spaccio. I militari hanno precisato che dopo l’arresto erano stati aggrediti verbalmente dai familiari del giovane. Il giudice del rito direttissimo ha ritenuto la misura adatta per evitare la reiterazione del reato. Il giovane ha potuto così far ritorno presso la propria abitazione.
Pedopornografia, in rete anche le foto delle sorelline o rubate dai telefoni portati in riparazione: 37 indagati
Ci sono ben 37 indagati in tutta Italia di cui tre in provincia di Napoli nell’inchiesta della polizia postale di Salerno che ha scoperto un vasto giro di diffusione in rete di materiale pedopornografico in rete attraverso il portale del darkweb denominato “la Bibbia 3.0”. In alcuni casi qualcuno ha diffuso in rete anche le foto della sorellina minore di 12 anni, dell’ex fidanzato o c’è stato chi come un tecnico di computer e smartphone ha rubato le foto dai supporti informatici portati in riparazione.E cosi stamane ufficiali di PG in servizio presso la Polizia Postale e delle Comunicazioni, hanno completato l’esecuzione di trentasette decreti di perquisizione personale, domiciliare e informatica nei confronti di diversi soggetti, operanti sull’intero territorio italiano, nonché il sequestro delle conversazioni effettuate attraverso un noto sito internet, disposti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, all’esito di una complessa attività di indagine condotta in ordine ai delitti di divulgazione e di detenzione di materiale pedopomografico.
Da tempo la Polizia Postale e delle Comunicazioni era sulle tracce degli ideatori dell’archivio informatico, denominato “La Bibbia”, alimentato da immagini pedopornografiche acquisite (a volte anche mediante sottrazione dai socia} network) con diverse modalità.
Le perquisizioni disposte dalla Procura di Salerno in 14 Regioni (Campania, Lazio, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia, Calabria, Marche, Abruzzo, Toscana, Liguria, Trentino Alto Adige e Veneto) hanno impegnato circa 200 Ufficiali di PG della Polizia Postale coordinati dal Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia on line del Servizio Polizia delle Comunicazioni di Roma.
In particoiare, la complessa anività investigativa -interamente svoita daUa Sezione di Salerno della Polizia Postale, a seguito di segnalazione di un cittadino relativa alla presenza, nel deepweb, di un archivio denominato “labibbia3.0”, contenente ingente materiale pedopornografico – culminava nel rinvenimento, nella catalogazione dei files illeciti e nella individuazione di coloro che, nel tempo, avevano costituito, divulgato e implementato le cartelle informatiche. Si tratta di circa cinquanta persone che, mediante chat private, erano solite scambiare materiale pedopornografico, al fine di arricchire l’archivio (attualmente giunto alla versione 5.0).
Le investigazioni hanno consentito di appurare che “La Bibbia” è un maxi archivio telematico contenente migliaia di file di fotografie e video ritraenti donne, prevalentemente adolescenti, che si mostrano nude e in pose provocanti. Il materiale è catalogato minuziosamente: ogni cartella ha, infatti, un titolo per agevolare la consultazione, quali : “Bagasce con nome e cognome”, “Bagasce senza nome”, “Le Instacagne”, “Non sapevo che fossi minorenne” In alcuni casi, poi, sono riportati tutti gli elementi utili per la identificazione del soggetto ritratto (nome, cognome, numero di telefono, indirizzo e-mail, città di residenza e così via); in altri, non sono pubblicate informazioni private; in altri, ancora, le fotografie sono state acquisite da social come Instagram. A conclusione delle investigazioni, è stato possibile ricostruire l’apporto dato all’archivio infonnatico da tutti i partecipanti alla chat, identificando coloro che inviano: le fotografie dell’ex fidanzata, della sorella minore di 12 anni, le fotografie estrapolate dai supp0rti tecnici (telefoni e computer) da riparare in quanto tecnico di un centro assistenza, le immagini sottratte dai profili pubblici di ragazze minorenni contribuendo, così, all’implementazione delle cartelle dell’archrv10 pedopornografico.
Le condotte illecite contestate agli indagati non possono, però, semplicemente essere ricondotte alla sola creazione del più grande archivio pedopornografico e pornografico sul territorio nazionale – rinvenibile tanto nel deep web tanto nel web in chiaro – ma anche nell’annientamento psicologico delle giovani vittime ritratte nelle foto e nei video. L’obiettivo ulteriore degli indagati, consisteva, infatti, nel rendere possibile, attraverso l’identificazione, ogni forma di molestia e di gogna mediatica. Per quanto emerso dall’analisi delle conversazioni gli internauti oltre a fornire il materiale pedopomografico inviavano ogni informazione utile all’individuazione della vittima.
Le attività eseguite su tutto il tenitorio nazionale hanno confermato le iniziali ipotesi investigative consentendo la denuncia di 33 persone per il reati di detenzione di materiale pedopomografico, l’arresto in flagranza, per il reato di detenzione di ingente quantità di materiale pedopomografico, di 2 indagati e un arresto per produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope oltre al sequestro di centinaia di supporti informatici contenenti migliaia di file pedopomografici che saranno sottoposti ad analisi tecniche.
Bomba dei signori del racket: terrore nel Vesuviano
Una potente bomba carta è stata fatta esplodere nella notte in via Gramsci a San Sebastiano al Vesuvio. L’ordigno ha mandato in frantumi le vetrata della farmacia la Farmacia Finelli e ha divelto la serranda di un’agenzia Immobiliare adiacente comprese le insegne dei due negozi. Danni anche a due auto in sosta e alla palazzina, dalla quale si sono staccati gli intonaci. tabnta paura per gli abitanti che si sono precipitati in strada. sul posto i carabiieri e i vigili del fuoco per le stime dei danni e la verifica alla staticità dell’edificio e per fare i primi rilievi per le indagini. I danni maggiori li ha subiti l’agenzia immobiliare che sarebbe il vero obiettivo della bomba. Il titolare , così come quello della farmacia, sono stati ascoltati dai carabinieri ai quali hanno riferito di non aver avuto mai minacce ne richieste estorsive. Ma per gli inquirenti il segnale è chiaro: si tratta di un bomba messa dai signori del racket. Le indagini si concentrano sui clan Arlistico-Terracciano di Pollena Trocchia e sul clan Piscopo di Massa di Somma. Di recente alcuni noti pregiudicati delle due cosche criminali sono tornati in libertà dopo aver scontato gli anni di carcere e quindi potrebbero approfittare del vuoto di potere che c’è in questo peirodo sotto il vesuvio con il tramonto dei Sarno e soprattutto del clan Vollaro. Ma gli inquirenti non escludono che dietro vi sia la mano e la sete espansionistica del nuovo reggente del clan Mazzarella che ha già “conquistato” San Giorgio a Cremano e Portici.
Caffè, cornetto e marijuana: in manette i barman-pusher di Ischia porto
Ischia. Caffè, cornetto e marijuana: un’offerta allettante per i consumatori di droghe leggere dell’isola di Ischia. Il continuo via vai di giovani dal bar di Ischia porto dove i due barman si davano da fare arrotondando lo stipendio con la vendita di droga era stato notato dai carabinieri della compagnia di Ischia coordinati dal capitano Andrea Centrella. La notte scorsa i militari hanno effettuato una perquisizione nelle rispettive abitazioni in collaborazione con i militari della stazione di Barano. E l’intuizione si è rivelata giusta perchè sono stati sequestrati 510 grammi di hashish, già divisi in dosi pronte ad essere cedute, 520 grammi di marijuana e tutto l’occorrente per il taglio ed il confezionamento delle quantità minime da cedere ai clienti. In mattinata i due sono stati trasferiti al carcere di Poggioreale dove resteranno rinchiusi in attesa della convalida da parte del gip. Si tratta del ventottenne, U.N., e del ventinovenne D.V., entrambi camerieri in un bar di Ischia Porto.
Sempre sull’isola di Ischia i carabinieri agli sbarchi del porto di Casamicciola, hanno arrestato il ventinovenne napoletano V.M.. L’uomo, incensurato e disoccupato è stato trovato in possesso di bene 243 grammi di hashish divisi in diverse stecche, più tutto il materiale per il confezionamento. Per lui sono scattate gli arresti domiciliari.
Detenuto appicca incendio nel carcere di Fuorni: 4 agenti intossicati
Salerno. Nuovi disordini all’interno del carcere di Fuorni: quattro agenti sono finiti in ospedale per una intossicazione. E’ accaduto l’altra sera nel reparto isolamento dove un detenuto di origini magrebine ha dato fuoco ad alcuni oggetti all’interno della sua cella. Gli agenti intervenuti hanno dovuto far ricorso alle cure dei medici dell’ospedale Ruggi di Salerno per aver inalato il fumo che si stava sprigionando dalla cella mentre hanno spento l’incendio. Il magrebino già a Poggioreale nei mesi scorsi aveva aggredito alcuni agenti ed era stato trasferito da pochi giorni a salerno in isolamento. Il pronto intervento degli agenti penitenziati ha evitato che le fiamme si propagassero e quindi che le conseguenze fossero ancora più gravi. Sulla vicenda è intervenuto il segretario nazionale del Sappe, Emilio Fattorello: “Non possiamo esimerci, ancora una volta,dal denunciare lo stato di tensione che si vive all’interno della casa circondariale di Salerno dove si susseguono eventi critici che ricadono con effetti negativi sulla incolumità degli stessi detenuti e del personale che opera senza idonei mezzi basti pensare che l’incendio è stato domato a fatica con un solo estintore in quanto la sezione detentiva in questione non è fornita da un idrante. Il detenuto autore dell’incendio è particolarmente violento infatti anche a Salerno si è reso responsabile di aggressioni nei confronti dei colleghi trattasi di soggetto Giudicabile per reati comuni furto ed altro”. Anche i sindacati Uilpa, Uspp, Cisl e Cnpp della provincia di Salerno in una nota esprimono tutta la loro preoccupazionenei confronti degli agenti penitenziari: “Il personale di polizia è sempre di meno causa mancato turn over e personale sempre più anziano e consumato, da una logorante attività lavorativa, sempre più attenzionata dalle cronache nazionali e regionali. Ma in tutto questo, gli organi preposti, continuano a far finta di nulla, giustificando spesso, che questi episodi, sono frutto di una naturale conseguenza lavorativa, dimenticando spesso, che come la conseguenza lavorativa, esiste innanzitutto, il diritto del lavoratore, dove esplicita in modo inequivocabile, che tutti I lavoratori, hanno il diritto, di esercitare la loro funzione professionale in sicurezza, salubrità dei luoghi do lavoro e con giusti ed equilibrati, carichi di lavoro. Chiediamo un incontro urgente con il provveditore dell’amministrazione penitenziaria della Campania, per cercare una soluzione al problema dell’organico e della dotazione sicurezza. La direzione di Fuorni ha chiesto 70 agenti e il provveditore, sostiene, che i numeri dell’organico, sono esatti. Chiediamo pubblicamente, che l’amministrazione penitenziaria della Regione Campania, si prenda le sue responsabilità”.
Pornografia minorile in rete nel circuito ‘La Bibbia 3.0’: tre indagati a Napoli
Operazione contro la pornografia minorile: e’ stata la procura Distrettuale di Catania a coordinare l’azione di contrasto alla pornografia minorile on-line, condotta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni etnea, e conclusasi con l’esecuzione di perquisizioni in varie citta’ d’Italia ed il sequestro di numeroso materiale informatico. Sei le persone indagate per divulgazione di immagini e video pedopornografici.
L’indagine e’ stata avviata dalla Polizia Postale di Catania a seguito di una segnalazione dell’associazione Meter che indicava la presenza sulla Rete di un forum che rinviava ad uno spazio virtuale contenete un archivio di migliaia di video/foto di pornografia minorile denominato “La Bibbia 3.0”. All’interno dell’archivio i file erano minuziosamente catalogati in cartelle. Il creatore del forum invitava gli utenti a immettere altri file di simile contenuto: “carica una cartella contenente video e foto (preferibilmente le ragazze devono essere minorenni)”. Le investigazioni informatiche hanno consentito di individuare il presunto creatore del forum, successivamente chiuso, residente in provincia di Napoli, nonche’ gli altri cinque soggetti che avevano diffuso tramite altre piattaforme web, tra cui anche servizi di file sharing, il predetto archivio informatico. Sono ancora in corso le attivita’ per l’identificazione delle minori. Presenze del vasto archivio informatico sono state rinvenute anche sul Deep Web. Le perquisizioni sono state compiute presso le residenze degli indagati nelle provincie di Napoli (3), Bologna (1), Chieti (1) e Lecce (1). Il materiale informatico sara’ sottoposto ad analisi da parte del personale specializzato della Polizia Postale.
Latitante dato per morto faceva il ristoratore in Romania
La Direzione delle Investigazioni Criminali della Polizia Rumena, in collaborazione con i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro e con il supporto del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia – S.i.Re.n.e., ha localizzato e arrestato ad Alba Iulia, in Romania, Pasqualino Ariganello, 62 anni, pregiudicato, imprenditore di Rosarno ritenuto vicino alla locale cosca di ‘ndrangheta “Pesce”, latitante dal 2011 allorquando si sottraeva al provvedimento di esecuzione pena e contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Modena, dovendo scontare la pena di 9 anni, 3 mesi e 29 giorni, per i reati di bancarotta fraudolenta, insolvenza fraudolenta e appropriazione indebita. L’identificazione, l’individuazione e la cattura – si legge in una nota – giungono all’esito di un’intensa attivita’ info-investigativa condotta dai militari della Tenenza di Rosarno, nel corso della quale e’ stato accertato che, sebbene i familiari ne avessero da diversi anni annunciato la morte, Ariganello in realta’ svolgeva liberamente attivita’ d’impresa in Romania dove aveva costituito delle attivita’ nel settore della ristorazione e dell’edilizia. Sulla scorta delle evidenze raccolte nel corso dell’attivita’ di ricerca, la Procura della Repubblica presso il tribunale di Modena ha quindi emesso un mandato di arresto europeo in ottemperanza al quale la Polizia Rumena, sulla base degli elementi forniti dalla Tenenza di Rosarno, nella giornata di mercoledi’ lo ha localizzato. Ariganello, arrestato, al termine delle formalita’ di rito e’ stato messo a disposizione dell’Autorita’ giudiziaria Rumena che ha convalidato l’arresto in attesa di decidere sulle procedure di estradizione in Italia.
Bernardeschi e Higuian riportano, momentaneamente, la Juventus in vetta
La Juventus batte Fiorentina 2-0 nel primo anticipo della 24esima giornata del campionato di serie A, disputato al Franchi di Firenze. In gol l’ex Bernardeschi e poi il cecchino implacabile di Higuain. Ma si discuterà a lungo sull’intervento del Var che al 20′ del primo tempo e sullo 0-0 ha annullato un rigore concesso dall’arbitroe per fallo di mano di Chiellini. Il VAR segnala un fuorigioco precedente alla segnalazione. Forti dubbi sul fuorigioco perché le immagini Sky mostrano un tocco di Alex Sandro cadendo e non di un giocatore viola.
I GOL – 11′ st: punizione vincente dell’ex Bernardeschi concessa per un fallo di Badelj sullo stesso giocatore bianconero al limite dell’area. – 41′ st: Higuaine scatta in contropiede sul filo del fuorigioco e trafigge Sportiello con un preciso diagonale
Fiorentina-Juventus 0-2
RETI: 56′ Bernardeschi (J), 86′ Higuain (J).
Fiorentina (4-2-3-1): Sportiello; Milenkovic, Astori, Pezzella, Biraghi; Veretout, Badelj; Chiesa, Benassi (77′ Eysseric), Gil Dias (66′ Thereau); Simeone. A disp. Dragowski, Cerofolini, Olivera, Hugo, Gaspar, Dabo, Cristoforo, Saponara, Falcinelli, Lo Faso. All. Pioli.
Juventus (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner (61′ Barzagli), Benatia, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Marchisio (65′ Douglas Costa); Bernardeschi (77′ Bentancur), Higuain, Mandzukic. A disp. Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Rugani, Asamoah, Sturaro. All. Allegri.
ARBITRO: Guida.
NOTE: ammoniti Lichtsteiner (J), Gil Dias (F), Alex Sandro (J), Veretout (F), Thereau (F), Biraghi (F), Benatia (J). In tribuna anche il neo ct della Nazionale, Gigi Di Biagio.
Ghoulam già operato: torna ad allenarsi tra un mese
“Faouzi Ghoulam é stato operato a Villa Stuart dal professor Mariani per una frattura trasversale alla rotula destra. Intervento perfettamente riuscito. Il giocatore inizierà domani la riabilitazione. Sarà valutato tra 15 giorni e dovrebbe ritornare in campo per allenarsi tra un mese circa”. Con questa nota emessa in serata il Napoli ha precisato quali sono le condizioni di salute e i tempi di recuperi di Ghoulam. Il terzino algerino durante l’allenamento a Castel Volturno si è infortunato questo pomeriggio allo stesso ginocchio sinistro operato a novembre per la rottura del legamento crociato. Partito immediatamente alla volta di Villa Stuart a Roma è stato visitato dal professor Mariani e insieme al medico sociale del Napoli hanno deciso di effettuare subito l’intervento chirurgico.
Acqua inquinata ad Avellino, il sindaco vieta di bere da rubinetti
Acqua inquinata ad Avellino, e il sindaco vieta ai cittadini di bere da rubinetti. I parametri microbiologici non sono conformi ai livelli stabiliti per legge e scatta il divieto di bere acqua del rubinetto ad Avellino. L’Alto Calore Servizi, la societa’ che gestisce l’erogazione idrica nel 118 comuni irpini, ha comunicato al Comune di Avellino le irregolarita’ riscontrate in un serbatoio che fornisce gran parte della citta’ e il sindaco Paolo Foti ha emesso un’ordinanza urgente per vietare il consumo di acqua erogata dall’Alto Calore per uso potabile. Nel frattempo l’Alto Calore ha sospeso la fornitura in attesa dell’esito dei controlli che gli esperti dell’Asl di Avellino hanno avviato gia’ nel pomeriggio di oggi.
Omicidio Vassallo, ci sarà anche Bassolino alla manifestazione di domani a Pollica
Napoli. “Sono stato invitato alla marcia di domani dal porto di Acciaroli al luogo dove fu ucciso. Faccio di tutto per esserci: per dovere politico, per reciproca e antica stima con il sindaco-pescatore, per vicinanza umana ai familiari. E’ giusto non arrendersi e continuare a chiedere verità e giustizia per Angelo Vassallo”. Cosi’ Antonio Bassolino in un post su Facebook ha annunciato la sua partecipazione alla marcia – organizzata dalla Fondazione Vassallo – “Per Angelo. Conoscere la verità per tornare a credere nella giustizia”. La notizia della prossima archiviazione delle indagini sull’omicidio del sindaco pescatore, avvenuto il 5 settembre del 2010, senza che si sia arrivati a scoprire i mandanti e gli esecutori del delitto ha spinto i familiari e la Fondazione ad organizzare una manifestazione pubblica. Migliaia le adesioni su change.org alla petizione da inviare al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’apertura di una commissione d’inchiesta sul caso Vassallo. La marcia partirà domani alle 14,30 dal porto di Acciaroli e arriverà fino al luogo dove è stato ucciso il sindaco di Pollica, nel 2010. Hanno annunciato la partecipazione alla manifestazione i comuni gemellati con i paesi del Cilento, come Bologna, ma anche altri sindaci e politici provenienti da tutta Italia. La Procura di Salerno che per sette anni e mezzo ha condotto le indagini, non avendo altri elementi utili per scoprire gli assassini, ha deciso di chiudere formalmente l’inchiesta che potrebbe essere riaperta nel caso ci fossero dati utili per rivedere le indagini.
Camorra, tiro al bersaglio dei Mazzarella contro i Rinaldi per il controllo dell’area Est
L’espansione del clan Mazzarella sta mettendo in difficoltà i Rinaldi e i suoi alleati he negli ultimi mesi hanno gradatamento perso tutti i territori che controllavano. La testimonianza ulteriore sono state le ultime stese che ci sono state contro obiettivi primari come quella in via Ravello di domenica scorsa, proprio nel quartiere generale della cosca guidata dal boss Ciro “My way” e poi quella di due giorni dopo in vico Soprammuro alle Case Nuove altra roccaforte dei Rinaldi. Qui ci sarebbe addirittura stato un mancato agguato nei confronti di una donna legata al clan e che aveva il ruolo di esattrice. Un commando composto da giovani pistoleri legati allo spericolato reggente della cosca, “l’uomo nero” (cosi chiamato per il suo modo di vestire) di San Giorgio a Cremano, avrebbe cercato di eliminare la donna, senza riuscirci. Un segnale inequivocabile che lo scontro oramai sta raggiungendo livelli di non ritorno se si pensa che in due mesi il boss Ciro Rinaldi ha dovuto subire l’onta di due stese sotto la sua abitazione. Gli ibvestigatori continuano a monitorare la situazione ma intanto i cittadini hanno timore perchè il gruppo del neo reggente dei Mazzarella con la complicità di Salvatore Fido e dei d’Amico di San Giovanni a Teduccio stanno facendo adepti anche tra i reduci dei De Micco per contrastare il cartello di vecchie famiglie malavitose che si è venuto a formare all’indomani del blitz contro i De Micco “Bodo”. E anche la stesa che c’è stata a Barra la scorsa settimana sarebbe opera di questo gruppo che ha in pratica riconquistato il controllo totale del mercato della Maddalena e di piazza Mercato, il rione Luzzatti, Poggioreale e le stesse San Giorgio a Cremano e Portici e ora sta cercando di stringere all’angolo i Rinaldi, i Reale e le altre famiglie come i Cuccaro-Aprea e i Minichini-Schisa per prendere il controllo di tutta l’area Orientale di Napoli.
Napoli, almeno Mertens ci sarà domani contro la Lazio
Dries Mertens probabilmente ci sara’ domani contro la Lazio. Faouzi Ghoulam invece non ci sara’, probabilmente, per molto tempo. Il terzino algerino oggi si e’ infortunato nuovamente al ginocchio destro, lo stesso che aveva subito la rottura dei legamenti crociati lo scorso 1 novembre. Stavolta si ipotizza la rottura della rotula, che potrebbe comportare una nuova operazione e un nuovo lungo stop, almeno fino a fine stagione. Lo staff medico azzurro si e’ subito accorto della gravita’ dell’infortunio e infatti Ghoulam e’ stato immediatamente trasportato a Roma, dove e’ arrivato camminando sorretto dalle stampelle per sottoporsi agli esami e alle visite del professor Mariani, che lo aveva operato a novembre. Una bruttissima tegola quella del terzino algerino che si era reso protagonista di un recupero lampo dall’infortunio: Ghoulam da alcuni giorni aveva ripreso ad allenarsi con i compagni e per lui si ipotizzava un ritorno almeno in panchina gia’ a meta’ mese, con la ripresa delle coppe. Invece ora Sarri dovra’ fare di necessita’ virtu’, contando su Mario Rui che ha comunque risposto positivamente in questi mesi, ma ora dovra’ fare gli straordinari fino a fine campionato. Alla vigilia della difficile sfida contro la Lazio, notizie migliori arrivano invece dalla caviglia di Dries Mertens: il belga oggi e’ tornato a svolgere tutto l’allenamento con i compagni, avverte ancora un po’ di dolore ma potrebbe farcela: domani Sarri decidera’ di concerto con lo staff medico e il giocatore se schierarlo dall’inizio al centro dell’attacco. Notizie meno buone arrivano dalla difesa: Albiol potrebbe dare forfait, lasciando il posto a Chiriches, mentre Hysaj sta meglio dopo l’attacco influenzale e potrebbe stringere i denti. Sara’ comunque un Napoli con i cerotti quello che affrontera’ domani sera i biancocelesti in una sfida determinante per il prosieguo del cammino degli azzurri verso il sogno scudetto. Il Napoli scendera’ in campo davanti ai 50.000 del San Paolo gia’ conoscendo il risultato di stasera della Juventus e potrebbe avere il compito di riprendersi la vetta: uno stimolo che moltiplichera’ le forze dei muscoli acciaccati degli azzurri.
Donna scomparsa da Arezzo, interrogato il 45enne napoletano che l’ha incontrata dopo la fuga
Napoli. Donna scomparsa da Arezzo: è stato interrogato l’amico di Napoli con il quale si è incontrata. L’uomo, un 45enne napoletano, ha ammesso di aver trascorso la prima notte dopo la scomparsa che risale al 23 gennaio con Susy Paci la casalinga 49enne di Subbiano in provincia di Arezzo. L’uomo, che non è indagato, non avrebbe fornito particolari spunti per le indagini confermando di non aver più visto la 49enne dal 24 gennaio ma di aver intuito un possibile spostamento verso Salerno. Intanto le indagini proseguono attraverso l’esame dei social e delle caselle mail da parte della polizia postale: l’attività più recente sembrerebbe quella su twitter. La famiglia dal canto suo ha ricevuto messaggi di solidarietà confermando di non aver avuto più contatti con la 49enne.
Fca di Pomigliano, i 5 operai licenziati a Sanremo voteranno per i ragazzi de ‘Lo Stato Sociale’
Sanremo: 5 operai Fca Pomigliano licenziati nel 2014 saranno domani all’Ariston. Ai cancelli dello stabilimento Fca di Pomigliano d’Arco è stato esposto uno striscione con la scritta: ”Il nostro unico voto va allo Stato sociale”. Cinque operai hanno così voluto ringraziare pubblicamente ”Lo Stato sociale” per averli portati ”sul palco dell’Ariston”, annunciando che domani saranno a Sanremo per fare il tifo per la band ed esprimere loro il proprio affetto. I ragazzi de ‘Lo stato sociale’, ieri sera, hanno indossato magliette con sopra scritti i nomi dei cinque lavoratori Fca licenziati nel 2014 a seguito di una protesta con la quale simularono il suicidio di Marchionne, e poi reintegrati in fabbrica da una sentenza della Corte d’Appello di Napoli nel 2016. ”Nel vostro brano ‘una vita in vacanza’ ci riconosciamo con amarezza – hanno scritto oggi ai ragazzi del gruppo musicale i cinque operai, Antonio Montella, Mimmo Mignano, Marco Cusano, Massimo Napolitano, Roberto Fabbricatore -. La Fiat, nonostante una sentenza che la obbliga a reintegrarci sul posto di lavoro, preferisce pagarci e tenerci fuori, ci tiene cioè ancora in una condizione di vacanza forzata. A noi le vacanze piacciono e pensiamo che tutti gli sfruttati non debbano vivere per lavorare ma come dice la vostra canzone, ci piacerebbe ritornare in fabbrica per continuare a lottare per la difesa delle nostre libertà politiche e sindacali. Per ora questo ci viene negato”. Le tute blu oggi hanno volantinato un documento di ringraziamento, e chiesto ai colleghi di votare per ‘Lo Stato sociale’.
Collusioni e droga con il clan Belforte di Marcianise: la Dda chiede 20 anni per l’agente che scortò D’Alessio
Caserta. Traffico di droga con il clan Belforte: chiesti 20 anni di carcere per il poliziotto che scortò Gigi D’Alessio per un servizio mai autorizzato. Furono tre gli agenti finiti dinanzi ai giudici delTribunale di Santa Maria Capua Vetere, accusati a vario titolo di associazione per delinquere e favoreggiamento. Oggi il pm della Dda Luigi Landolfi ha chiesto venti anni di reclusione per Nunziante Camarca, il poliziotto tuttora sospeso che fu arrestato nell’ottobre del 2015 insieme a due colleghi in servizio al Commissariato di Marcianise, Alessandro Albano e e Domenico Petrillo (questi ultimi accusati di favoreggiamento). Camarca, accusato di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti, è a processo dinanzi ai giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ed è difeso dall’avvocato Mariano Omarto. I tre poliziotti furono al centro anche di un altro caso: la scorta fatta dai tre agenti, con l’auto di ordinanza al cantante Gigi D’Alessio. Un episodio avvenuto nel dicembre del 2013 quando i tre mentendo al dirigente del loro commissariato e falsificando le relazioni di servizio, scortarono con l’auto della polizia, per le strade di Napoli, il cantante che doveva recarsi ad un evento di presentazione del suo nuovo cd. Sulla vicenda Gigi D’Alessio è stato anche ascoltato come testimone in tribunale nel febbraio del 2017. Molto grave l’accusa contestata a Camarca e ai colleghi, quest’ultimi due già condannati in abbreviato in primo grado e in attesa dell’Appello il prossimo 14 febbraio. Per la Dda i tre agenti, in cambio di danaro o altre utilità, avrebbero favorito alcuni spacciatori di Marcianise, collegati al clan Belforte, rivelando loro notizie riservate sulle indagini che li riguardavano, in modo da sfuggire alla cattura, o arrestando persone legate ad altri gruppi di spaccio concorrenti. Peraltro la Dda, dopo aver contestato inizialmente l’aggravante mafiosa per i tre agenti, l’ha poi esclusa. In aula oggi il pm Landolfi ha chiesto una pena di un anno e sei mesi per l’altro imputato Paride Amoroso, sottufficiale dell’Esercito ed ex collaboratore del Sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano nonchè ex consigliere comunale a Marcianise, accusato di accesso abusivo al sistema informatico; due anni sono stati infine richiesti per la terza imputata Oxana Luyeta. La sentenza è prevista per il 20 aprile.
Il Grande Frtaello a Caivano per le selezioni della quindicesima edizione
La prossima tappa delle Selezioni Ufficiali per partecipare all’edizione numero 15 del Grande Fratello si
terrà domani, Sabato 10 febbraio, dalle ore 15.00, presso la fabbrica di pentole Steel Pan – Zona ASI Località
Pescarola – di Caivano.
Dopo il grande successo di pubblico dell’edizione VIP, che si è conclusa lo scorso dicembre con la vittoria di
Daniele Bossari, la redazione del Grande Fratello sta lavorando alla nuova edizione del programma, quella
dedicata ai non famosi.
Non è ancora stata rivelata la data di inizio del programma, ma i casting per la ricerca di concorrenti per il
reality prodotto da EndemolShine Italy sono aperti e sono realizzati in esclusiva dalla società partner
Wobinda Produzioni.
Ospite delle Selezioni, direttamente dalla finale del GF14, Rebecca De Pasquale che, oltre alla popolarità
ottenuta grazie al soggiorno nella casa più spiata d’Italia, è seguita e amata da centinaia di migliaia di fan
sul web. Si tratta, quindi, di un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati del programma di canale 5 per
partecipare alle selezioni e tentare di entrare nella casa più famosa d’Italia.
Per partecipare al provino con i redattori del programma basta essere maggiorenni e presentarsi in orario
sul luogo dell’evento. Il casting tour del Grande Fratello continuerà, poi, in altre città d’Italia.
Le date delle selezioni sono in continuo aggiornamento e sono visibili sul sito ufficiale www.grandefratello.mediaset/casting
Wobinda Produzioni – www.wobinda.it – è da sempre l’unica struttura incaricata di effettuare le Selezioni
Ufficiali del Reality Grande Fratello per conto di EndemolShine Italy, e dal 2014 ha ricevuto anche il
mandato esclusivo di vendita e gestione del marchio relativo al format.
Pianura, scoperta dalla polizia l’autorimessa della auto rubate: fermato un 53enne
La Polizia scopre nel quartiere Pianura un’autorimessa per lo smontaggio ed il riciclaggio di autovetture: fermato un ricettatore 53enne. E’ stato sorpreso dalla Polizia di Stato mentre era nei pressi di una autorimessa, all’interno della quale vi era un’autovettura Ford, modello C-Max totalmente smontata, rubata quattro giorni fa in provincia di Caserta e, quando innanzi a lui si sono materializzati gli agenti, non ha potuto far altro che esclamare: “Mi avete sgamato, l’auto che cercate è qui!”. P. F., 53enne del quartiere Pianura, vanta a suo carico una serie di precedenti proprio per il reato di ricettazione. Gli agenti dei Commissariati di Polizia “Bagnoli” e “San Paolo”, infatti, lo hanno sottoposto a fermo di P.G. nel pomeriggio di ieri. I poliziotti sono arrivati a lui grazie alla segnalazione del GPS, giunta in sala operativa, che indicava l’autovettura nel quartiere Pianura. Abilmente gli agenti, sono riusciti a giungere sino in Via Vivaldi, ove il 53enne aveva allestito un deposito di smontaggio e riciclaggio di autovetture e parti di esse. Rinvenuti e sequestrati, oltre ad altre carcasse di alcune auto, già oggetto di un’indagine del 2016, anche numerosi libretti di circolazione e targhe di auto. Il proprietario dell’autovettura Ford C-Max, che aveva acquistato il veicolo solo 10 giorni prima, è stato informato del ritrovamento. P.F. è stato sottoposto a fermo di P.G., per il reato di ricettazione, e condotto alla Casa Circondariale di Poggioreale.
Miano, il grido di don Francesco: ‘Dov’è la politica? E perché non si parla di camorra in queste elezioni?’
Non ci sta e non le manda a dire. Don Francesco Minervino, da 18 anni parroco della chiesa di Maria Santissima Assunta a Miano, e decano a Scampia. Subito dopo il duplice omicidio dell’altra sera in via Ianfolla a Miano ha espresso il suo pensiero sulla bacheca facebook. Non ha tralasciato niente. Del resto un parroco di frontiera come lui non può farlo e non lo ha mai fatto. In molti lo considerano un “baluardo di speranza”. Anche se don Francesco questa volta sembra non averne di sperenze. “Non siamo nuovi a questo genere di cose…Siamo molto avviliti perché si parlerà del nostro quartiere sempre per episodi del genere e mai quando qualcuno si fa il mazzo tanto per qualcosa di buono”. Il suo pensiero ha animato il dibattito delle tantissime persone perbene che abitano a Miano e nei quartieri a Nordo di Napoli. Ha spiegato ancora don Francesco: “Siamo avviliti ma non rassegnati, perché questo quartiere può cambiare in meglio per la gente onesta che ci abita a prescindere dalle istituzioni scadenti e assenti. Stanchi di cortei, convegni, premi della legalità; infatti, basta, non se ne può più. Servono fatti!”. E proprio perché servono i fatti che il decano dei parroci punta l’indice contro la politica:”La lotta alla criminalità è la grande assente di questa campagna elettorale, a sinistra come a destra. Si tratta di un silenzio assordante, una rimozione, che, consapevole o inconscia, deve preoccupare: perché se la criminalità è organizzata, deve essere organizzata anche la politica in questi quartieri. Sempre che voglia davvero opporsi alla camorra”. Numerosi sono stati i commenti,le condivisioni e le emotion al post di don Francesco non nuovo ad uscite pubbliche forti per scuotere le coscienze dei cittadini e della cosiddetta società civile. A settembre scorso aveva detto: “Non ho visto questa mobilitazione dopo i recenti agguati. Non ho visto la gente salire sulle barricate per dire no alla camorra”. E purtroppo per lui e per la gente onesta di Miano la camorra l’altra sera ha lasciato sul selciato altre due vittime.
Concerto del Duo Synthesis alla Domus Ars. Domenica 11 febbraio
Al via la seconda parte della Stagione Concertistica dell’associazione Musica Libera. Domenica 11 febbraio alle ore 11.00 la Domus Ars (via Santa Chiara, 10) ospita il Duo Synthesis formato da Andrea Caputo e Lorenzo Pascucci.
Il primo è tra i più promettenti solisti di clarinetto, vincitore lo scorso anno del Master di specializzazione presso il Mozarteum di Salisburgo dove attualmente studia, mentre Lorenzo Pascucci è un pianista d’eccezione che annovera tra i suoi meriti la vittoria di oltre 20 concorsi nazionali ed internazionali.
Il programma di sala prevede: W. A. Mozart – dal Concerto KV622: 1° movimento, Allegro C. Saint-Saëns – Sonata op.167, Allegretto, Allegro animato, Lento, Molto allegro, Allegretto – INTERVALLO – J. Brahms – Sonata op.120 nr.2 Allegro amabile, Appassionato ma non troppo Allegro, Andante con moto, Allegro M. Arnold – Sonatina op.29 Allegro con brio, Andantino, Furioso.
Continua il crowdfunding per il grande concerto pasquale presso la Chiesa di Sant’Eligio del 26 marzo 2018 in collaborazione con La Corale Giubileo. La raccolta fondi promossa dall’Associazione Musica Libera servirà a riattivare l’organo liturgico della chiesa. Tutti le info sul sito www.associazionemusicalibera.com
Il programma della Stagione Concertistica continua il 4 marzo con I Brigan, il 18 marzo è la volta del Recital Pianistico di Genny Basso. L’Ensemble Novissimo si esibirà il 15 aprile mentre il 6 maggio suoneranno i VibraPiano. Gran finale il 10 giugno con Mimmo Maglionico e Roberto Trenca.



