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Ricambi auto e acquisiti online: consigli per l’uso

Cresce il ricorso al web per quanto riguarda l’acquisto di parti di ricambio per automobili. Una tendenza sempre più marcata visti i vantaggi, ormai noti, di ricorrere alla rete per operazioni di questo genere.
Su internet si trovano ormai tantissimi portali, di ogni genere, che offrono servizi di questo tipo: il problema è a monte, capire cosa si sta cercando. Perché ci sono realtà che vendono parti di ricambio originali, quindi omologate per ciascun differente veicolo; ed altre che invece optano per i cosiddetti ricambi commerciali, quindi adattabili.
Ovviamente la scelta deve essere dettata dalla necessità: se ad esempio si deve acquistare un pezzo del motore, del cambio o di qualsiasi altra parte meccanica del veicolo, rivolgersi al mercato dei pezzi non originali potrebbe essere un rischio.  
Viceversa per necessità legate a parti di carrozzeria, si pensi ad esempio ai tappetini auto, agli specchietti, ai sedili, ai pneumatici e ad altre parti di questo tipo, andare a cercare tra siti che mettono a disposizione pezzi di ricambio equivalenti, non quindi originali, può essere una soluzione ottimale per risolvere il problema che si è venuto a creare andando, al contempo, a risparmiare sulla cifra finale.
Una volta portata a termine questa prima distinzione e appurato con esattezza quali siano le nostre esigenze, si passa ad un altro punto, non certo di minore importanza: la scelta del sito al quale rivolgersi per effettuare l’acquisto.
In linea generale valgono le linee guide buone per qualsiasi tipologia di acquisto in rete su e-commerce: quindi massima attenzione all’attendibilità e al livello di sicurezza garantito dal portale; controllare se è dotato di modulo https per maggior sicurezze soprattutto in riferimento alle transazioni; andare a leggere prima quali sono le forme di pagamento accettate; capire come si muove in termine di politica dei resi.
Perché acquistare pezzi di ricambio per auto direttamente online, da soli, senza intermediazione di addetti dl settore, può essere rischioso poiché si possono generare errori. Ecco perché potrebbe essere utile rivolgersi a soggetti, quindi a portali, che offrano anche un servizio di assistenza in tempo reale così da poter chiedere consigli.
In conclusione con alcune piccole accortezze si può andare ad acquistare pezzi di ricambio direttamente online accorciando tempistiche e risparmiando sulla cifra finale. Sono sempre più gli italiani che acquistano componenti auto sul web, che siano accessori o parti meccaniche; un business in forte crescita direttamente proporzionale alla necessità di tentare di risparmiare qualcosa dato che i costi per la manutenzione delle auto continuano a crescere.   

Nasconde fucili e migliaia di munizioni in giardino: arrestato 45enne. IL VIDEO

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I carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata hanno arrestato un 45enne di Scisciano , disoccupato e già noto alle forze dell’ordine, per ricettazione, porto e detenzione illegale di armi e detenzione illegale di munizioni per armi comuni e da guerra.
Tutto è partito quando i militari hanno osservato l’uomo in un sospetto andirivieni da e per un casolare nel comune di Sant’Anastasia: visibilmente agitato ha spostato grossi sacchi bianchi e poi si è allontanato frettolosamente. In quel momento è scattato l’intervento dei carabinieri che, bloccato l’uomo, hanno perquisito lo stabile e le pertinenze rinvenendo in una cisterna di plastica 2 fucili da caccia con matricola abrasa e 2 carabine con le munizioni; nei sacchi bianchi c’erano oltre 3000 munizioni (più di 200 delle quali per armi da guerra) e materiale per il confezionamento dei colpi (polvere da sparo, ogive e bossoli).
Il casolare era un deposito di armi e munizioni verosimilmente custodite in quel posto sicuro nell’attesa che acquirenti interessati ad armi “anonime” ne avessero fatto richiesta. L’arsenale è stato sequestrato; sulle armi saranno effettuate le indagini dattiloscopiche e balistiche del caso. L’uomo è stato portato in carcere.

 

La Bufala: Stallone dato per morto

Sylvester Stallone è stato creduto morto da molti suoi fan, dopo che su internet qualcuno aveva diffuso la fake news con tanto di immagini false dei suoi “ultimi giorni”.
La bufala ha cominciato a circolare l’altra notte, quando l’attore e i suoi rappresentanti dormivano. Al mattino una legione di ammiratori adoranti lo stava già piangendo, ma la star e suo fratello si sono affrettati a smentire, affermando sui social media che Stallone era vivo e stava bene.
“Per favore, ignorate questa stupidaggine… sono vivo e vegeto, sono felice e in salute. E ancora pronto a fare a pugni”. Sylvester Stallone, protagonista di una fake news che lo dava per morto, passa al contrattacco sul suo profilo Instagram.
L’attore di ‘Rocky’ e ‘Rambo’, solo per citare alcuni dei film più famosi e amati dal pubblico, denuncia via social la falsa notizia della sua morte causata da un cancro alla prostata. “L’attore – si legge nel testo della fake news ripresa e postata da Stallone – ha tenuto nascosto la sua malattia ma alla fine non ha potuto batterla”.
Poi, in un post successivo, Stallone mostra tutta la sua grinta accompagnando una sua foto nei panni di John Rambo con la didascalia: “Ricordati di afferrare sempre la VITA per la gola e di non lasciarla andare finché ci riesci!!!”.

Casal di Principe, le baby gang rimuovono gli arredi dalla piazza: sfida al sindaco

Atti vandalici in Piazza Mercato, il sindaco decide di sporgere denuncia ai carabinieri. Pare che qualcuno si sia divertito a danneggiare le banchine e spostare blocchi in cemento in una delle piazze principali della città. Azioni che pur rientrando nei semplici atti vandalici destano tanta preoccupazione. Così il sindaco Renato Natale “per attenzionare e per attivare tutte le precauzioni” ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri della compagnia di Casal di Principe. Il timore che questo atto possa inserirsi in un contesto molto più complicato. Nessuno conosce ancora i responsabili ma pare che a compiere questo gesto sia stata una banda di ragazzi organizzati attorno al figlio di un capoclan dei Casalesi in carcere. Si tratta di giovanissimi che emulano Gomorra e portano dentro di se logiche criminali vissute in famiglia. Colpire gli arredi urbani può essere inteso come una sorta di atto di forza. In pratica l’intento può essere quello di dimostrare di avere forza pronta all’uso. Proseguono le indagini dei militari di Casal di Principe per capire chi sia stato a compiere un atto del genere.

Avellino: un paio di rientri contro il Novara

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Alessandro Scaia, preparatore atletico dell’Avellino, a Sportchannel 214 ha fatto il punto sugli infortunati: “A Venezia abbiamo fatto una brutta partita, mentre contro il Cesena avevamo dominato, in Laguna specie nel primo tempo non siamo proprio scesi in campo. Vanno analizzati gli episodi, capire dove sbagliamo e ripartire. Ne abbiamo parlato anche con il mister per capire i motivi di un cambio di prestazione così radicale, lui sa trovare sempre la chiave giusta. Riguardo gli infortunati, Bidaoui sente ancora dolore al piede, contro il Novara però ci dovrebbe essere così come Moretti. Migliorini ha un problema al ginocchio che va gestito, Castaldo probabilmente recupera contro il Bari. Cabezas non è rotto, aspettiamo solo l’ok e potremo averlo a disposizione

‘Sono stato io’, si presenta dai carabinieri di Marano uno degli aggressori del 20enne di Mugnano

Ha già un volto e un nome uno dei tre aggressori del 20enne di Mugnano, Salvatore Migliaccio accoltellato senza apparente motivo con 8 fendenti in varie parti del corpo due notti fa fuori a una discoteca di Pozzuoli. Si tratta di un giovane incensurato,  D.S.E. che si è presentato spontaneamente ai carabinieri di Marano, consegnando anche il coltello utilizzato per colpire salvatore e che ha raccontato di aver preso parte alla violenta aggressione. Secondo, quanto anticipato dal quotidiano Il Mattino, il giovane nel corso della sua confessione avrebbe anche fatto mettere a verbale le sue scuse a Salvatore e alla famiglia. Ad aggredire il giovane di Mugnano sarebbero stati in tre. Secondo il suo racconto ci sarebbe stata una lite tra suo fratello e il giovane di Mugnano. Ora i carabinieri stanno verificando la sua versione e aspettano di sentire di nuovo il giovane venditore di mozzarelle di Mugnano che ieri è uscito dall’ospedale ma è ancora sotto choc per i colpi subiti.

 

Napoli: Reina corteggiato dal Milan

Quale sarà il futuro di Pepe Reina, col contratto è in scadenza a giugno? L’edizione odierno de La Gazzetta dello Sport fa sapere che – si legge – “il braccio di ferro con De Laurentiis della scorsa estate fa pensare a un divorzio incombente e a Milano sono pronti ad approfittarne”. Il club rossonero, infatti, ha mosso i primi passi per lo spagnolo, considerato erede ideale di Donnarumma.

Olimpiadi: Goggia centra l’oro in discesa

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Sofia Goggia regala all’Italia team la terza medaglia d’oro (e nona medaglia complessiva) dei Giochi Olimpici di Pyeongchang. Nella discesa libera la bergamasca ha preceduto di nove centesimi la norvegese Ragnhild Mowinckel, argento ‘a sorpresa’, e di 47 centesimi la statunitense Lindsay Vonn. Le altre tre azzurre in gara sulla pista del Jeongseon alpine centre – Nadia Fanchini, Federica Brignone e Nicol Delago – non hanno concluso la prova.

Il mistero dei tre napoletani scomparsi in Messico e l’ombra dei criminali del ‘Cartel Jalisco Nueva Generation’

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Il mistero dei tre napoletani scomparsi in Messico da 22 giorni oggi potrebbe portare ad importanti novità. Dalla cittadina di Tecalitlan, fino ad oggi conosciuta per il Festival dei Mariachi, fonti vicine alla polizia locale fanno sapere che il delegato della polizia appunto oggi potrebbe tenere una conferenza stampa per spiegare l’accaduto. La scomparsa di Raffaele Russo prima e di suo figlio Antonio e del nipote Vincenzo Cimmino potrebbe essere legata a una presunta truffa che il primo avrebbe commesso nei confronti delle persone “sbagliate”. E chi sarebbero le persone sbagliate? In quella zona da tempo è operativo uno dei cartelli criminali più pericolosi del Messico ovvero il “Cartel Jalisco Nueva Generation”,  al cui interno ci sarebbero anche molti ex militari. Cosa è accaduto e perché Raffaele Russo avrebbe avuto contatti con questa gente resta per il momento ancora avvolto nel mistero. Ma la cosa preoccupa un po tutti perché secondo fonti ufficiali nello stato di Jalisco dal 2014 al 2016 ben 6943 persone sono state sequestrate, 4782 delle quali ritrovate poi in vita, 282 morte e il resto ancora ufficialmente desaparecidos. La pericolosità di questo cartello criminale è testimoniata dal fatto che ieri il giovane sindaco Victor Diaz Contreras “presidente municipale” di Tecalitlan, parlando alla trasmissione Rai “Chi l’ha visto?” ha detto che i tre italiani non si trovano nel carcere della sua città e che Raffaele Russo era diretto in un altro paese di cui non ha voluto fornire il nome. Ma le fonti investigative sanno bene quale è il paese: è la piccola cittadina di Jlotlan de los Dolores, che si trova su una montagna a 64 chilometri di distanza e a cui si ci arriva inerpicandosi su una tortuosa strada di montagna tra colline aspre intervallate da foreste. Una strada deserta. Dove non c’è nulla. All’apparenza. Ma invece ci sarebbe una centrale di raffineria di stupefacenti. E allora ecco il mistero. Perché Raffaele Russo è andato li? Lui e i suoi familiari che da alcuni anni girano il Messico facendo i “magliari” non hanno mai avuto a che fare con i narcos. E’ stato un errore? E andando li ha visto qualcosa che non doveva? Oppure arrivato nel paese nel tentare di vendere i suoi prodotti qualcuno si è impressionato che si trattava di una truffa e possa averlo sequestrato? Se è certo come ha spiegato il sindaco Diaz che i tre napoletani non si trovano in carcere allora questa ipotesi è quella più probabile ma anche quella più preoccupante e angosciante. Perché il cartello di “Jalisco Nueva Generation” potrebbe aver sequestrato anche gli altri due familiari di Russo che si erano messi sulle loro tracce. Anche se come hanno dimostrato i messaggi vocali via whats app lasciati agli altri due familiari presenti in Messico il giorno della scomparsa si parlava di poliziotti che li avevano invitati a seguirli. Erano veri o falsi? E perchè dalla polizia locale prima avevano detto che i tre italiani stavano li e poi avevano negato? Il mistero resta, almeno per oggi. Poi si spera che qualcuno cominci a fare chiarezza.

 

(nella foto il piccolo paese di Jlotlan de los Dolores e i tre napoletani scomparsi)

Da Fuorni a Roccaraso, l’ex sindaco di Scafati lascia il carcere: squallida ironia del fratello su Fb

Scafati. Ventisei notti in carcere, poi verso una casa in montagna agli arresti domiciliari. E’ la fine del carcere per l’ex sindaco Angelo Pasqualino Aliberti, arrestato per scambio elettorale politico-mafioso con esponenti del clan Loreto-Ridosso. E’ stata eseguita, in mattinata, l’ordinanza che ha permesso ad Aliberti, di ottenere gli arresti domiciliari. C’erano ad attenderlo i genitori nell’abitazione di Roccaraso. Un’abitazione che, seppur lontana da Scafati, non è lontana dal suo mondo politico. La casa, infatti, è stata messa a disposizione da un’amica di famiglia, una professoressa – figlia di un esponente di spicco della Democrazia Cristiana negli anni ’90 e sindaco di Scafati che ha poi preferito lasciare la politica attiva -. Un esponente politico di cui, in qualche modo, Aliberti è stato un giovane allievo negli anni in cui si dilettava a fare da anchorman per una tv privata locale e dava i primi passi in politica.
A Roccaraso Aliberti dovrebbe trascorrere i giorni di detenzione in assoluto isolamento, senza contatti con il mondo esterno se non i suoi genitori che provvederanno ai bisogni quotidiani. Nessun contatto social, nessuna comunicazione con il fratello Nello Maurizio e con la moglie Monica Paolino, entrambi indagati nel procedimento che lo ha portato poi all’arresto. La settimana scorsa, ci aveva pensato il Gip del Tribunale di Salerno, Giovanna Pacifico, ad accogliere l’istanza di scarcerazione degli avvocati Silverio Sica e Agostino De Caro, nella quale la difesa chiedeva la trasformazione della detenzione in carcere con quella domiciliare. A dare il via libera a questa decisione il parere positivo della Procura antimafia che tanto aveva insistito, nell’ultimo anno, per il suo arresto: prima due volte davanti al Riesame e poi altrettante volte dinanzi ai giudici della Cassazione. Venti giorni sono bastati alla Procura per vedere cessate quelle esigenze cautelari che aveva tante volte riproposto. Il Gip Pacifico ha deciso per i domiciliari con l’utilizzo del braccialetto elettronico e la detenzione a Roccaraso, con assoluto divieto di comunicare attraverso ogni mezzo con il mondo esterno. In particolare, il giudice aveva specificato il divieto assoluto per l’utilizzo dei social, uno dei presupposti che avevano spinto la Cassazione a disporre l’arresto in carcere. Questa decisione è stata alleggerita dal Riesame, ieri mattina, che ha evitato ad Aliberti il braccialetto elettronico, indisponibile per il momento, che tratteneva ancora nel carcere di Fuorni l’ex sindaco di Scafati. E senza braccialetto, il provvedimento è stato eseguito subito. In mattinata è stata la sarcastica quanto sgradevole ironia del fratello, Nello Maurizio, ad annunciare al mondo social la lieta novella. ‘In partenza il padre e la mamma di Totò Riina’ con la foto dei genitori questo il suo post su Facebook. Un cattivo gusto spinto che ha raccolto, invece, messaggi indirizzati a Pasquale Aliberti, con richieste di abbracci e saluti e un commento della madre Rosaria Matrone: “Io e tuo padre siamo orgogliosi e fieri dei nostri figli…”. Evidentemente, l’accostamento a Totò Riina, non ha sconvolto nessuno.
In realtà, Nello Maurizio Aliberti – salvato dall’arresto – ma non dall’inchiesta nella quale è pesantemente coinvolto, continua ad essere – come lo è stato in passato – il tramite tra l’allora fratello sindaco, ora non più, e il microcosmo che lo ha circondato, fatto di semplici supporter politici o simpatizzanti, ma anche di quelli che si sono rivelati camorristi in cerca di appalti, ma anche imprenditori in cerca di appalti appetitosi e disposti a qualunque cosa. Il nome dei fratelli Aliberti, nel bene e nel male, continua ad essere legato indissolubilmente, anche oggi. A lui vengono affidati gli abbracci e i saluti, anche se quei saluti in realtà ad Angelo Pasqualino Aliberti, non potrebbero mai arrivare.

Rosaria Federico

*PRECISAZIONE: In merito all’abitazione di Roccaraso nella quale l’ex sindaco sta trascorrendo i domiciliari, si precisa che l’abitazione è di proprietà della moglie dell’ex presidente dell’Acse Eduardo D’Angolo, omonima della figlia dell’ex sindaco Dc di Scafati, come scritto erroneamente nell’articolo. Tanto si deve per correttezza nei confronti dei nostri lettori e dei diretti interessati con i quali ci scusiamo. (r. f.)

Napoli, arrestato al Nord mentre faceva una rapina il fratello di uno dei killer della ‘Strage delle Fontanelle’

Da Napoli al Nord Italia per compiere rapine ma alla terza è stato beccato dai carabinieri. Si tratta di Antonio Daniello, fratello del più noto Alessandro uno del clan dei famigerati “Barbudos” ovvero i Genidoni-Esposito Spina, protagonisti della faida contro i Vastarella e contro i Lorusso. A Napoli tra l’altro la famiglia Daniello abitava a Miano nello stesso palazzo del boss, ora pentito, Carlo Lo Russo. Alessandro Daniello, come risulta dalle indagini, è uno dei protagonisti della Strage delle Fontanella alle sanità in cui morirono Giuseppe Vastarella (figlio del boss) e il cognato Salvatore Vigna mentre altre tre persone tra cui un altro Vasatrella rimasero ferito. Alessandro daniello secondo le indagini sarebbe uno dei due killer( l’altro individuato invece sarebbe Emanuele Esposito) che il 22 aprile del 2016 fece fuoco nel circolo Maria Santissima dell’Arco  alle Fontanelle. Per quel duplice omicidio sono a processo oltre ai due killer anche i mandanti  Antonio Genidoni (il capo dei “Barbudos”) e la mamma Addolorata Spina oltre a Vincenza Esposito, moglie di Genidoni nel ruolo di istigatrice. La strage sarebbe maturata per vendetta degli omicidi di Ciro Esposito ‘o spagnuolo, e del padre, il boss Pierino Esposito, ras del rione Sanità uccisi a 10 mesi di distanza. I carabinieri di Alba hanno arrestato, in flagranza di reato, il giovane di origine napoletana, Antonio Daniello, perso durante un tentativo di rapina ai danni di una tabaccheria a Canove di Govone d’Alba, nella Langa Cuneese. I carabinieri avevano intensificato i controlli in seguito alle due rapine messe a segno nei giorni scorsi in altrettante tabaccherie a Magliano Alfieri e Govone. Il giovane agiva sempre poco prima dell’orario di chiusura, con il viso coperto da cappello e sciarpa. Era armato di pistola e coltello e parlava con un accento dell’Est Europa per mascherare la sua vera identita’. Daniello e’ un pregiudicato napoletano per reati di spaccio di stupefacenti. E’ stato bloccato mentre tentava di fuggire, dopo aver messo a segno la rapina.

Inchiesta Sma, Colletta si difende: “Sono stato vittima di un raggiro, offrivo le mie competenze professionali”

Angri. “Ho scelto la strada del silenzio per vedere fino a che punto il regista di questo film fosse capace di confondere i giornalisti seri e l’opinione pubblica; in questa vicenda, sono stato vittima di un raggiro da parte di pericolosi delinquenti finalizzato a porre in essere un tentativo di affossamento politico e mediatico di uno degli amministratori più cristallini e di indubbia integrità morale del nostro panorama nazionale; altrettanto vergognoso è il parallelismo mediatico che tenta di accostare l’inchiesta Sma alla vicenda che mi coinvolge”. Lo scrive Francesco Igor Colletta, il consulente del lavoro di Angri che partecipò con l’ex assessore salernitano e suo amico Roberto De Luca, all’incontro con il falso imprenditore Nunzio Perrella, ‘infiltrato’ di Fanpage.it. Colletta e De Luca sono stati iscritti nel registro degli indagati dai magistrati della procura di Napoli con l’accusa di corruzione. Il commercialista ha diffuso una dichiarazione attraverso il suo difensore, avvocato Michele Avino, nella quale di difende: “Emergerà, in modo incontrovertibile – dice Colletta- , che il mio intervento era finalizzato esclusivamente ad offrire le mie competenze professionali ad una società che si presentava all’interlocutore come una realtà d’eccellenza nella gestione dei rifiuti. Lo stesso De Luca veniva interpellato nella sua sola e precipua qualità di libero professionista. L’incontro con Roberto De Luca mi veniva sollecitato dall’Ingegnere Giancarlo Adami, con il quale ho rapporti professionali; quest’ultimo mi presentava il sedicente Signor Paolo Varotto (in realtà Perrella col quale non ho mai avuto alcun tipo di rapporto), responsabile Commerciale della PUNTO RICICLO srl, il quale sommariamente mi esponeva un progetto innovativo nel campo dello smaltimento dei rifiuti”. “Nel corso dell’incontro – afferma Colletta – si è parlato anche del mio incarico professionale e delle mie competenze professionali. All’incontro presso lo Studio Professionale del Dottor Roberto De Luca il sedicente Paolo Varotto illustrava la documentazione dell’azienda Punto Riciclo srl ed esponeva le procedure innovative per il trattamento dei rifiuti grazie al cosiddetto sistema di separazione e di stoccaggio. In nessuno dei due incontri con il Varotto si è parlato di partecipazione a gare, ma solo ed esclusivamente di progetti innovativi da valutare e verificare in via sperimentale”. “E’ mio primario interesse – conclude il commercialista – che i magistrati titolari dell’inchiesta, cui va il mio massimo tributo, superato il polverone mediatico provocato da una sottile ed orientata regia politico-criminale, consegnino al cittadino Francesco Igor Colletta ed a tutti i cittadini una verità giudiziaria che sia lo specchio della verità dei fatti, fatti che mi vedono totalmente estraneo a condotte illecite. Forte della consapevolezza della liceità e della trasparenza della mia condotta professionale che passa anche attraverso la mia storia personale di carabiniere, ho già manifestato alla Magistratura la mia operosa disponibilità affinchè ogni aspetto della vicenda venga chiarito”.

Napoli, la polizia sequestra una pistola nell’ascensore di un palazzo antico

Napoli. Gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile  – sezione Falchi hanno effettuato una ispezione  all’interno di un fabbricato nel vicoletto Zuroli a Napoli. L’attenta e scrupolosa osservazione dei poliziotti ha consentito di rinvenire e sequestrare,  ben occultata  sul tetto della cabina dell’ascensore, avvolta in uno strofinaccio da cucina colorato, una  pistola  semiautomatica marca Makarov PM calibro 9 mm corto, munita di slot per l’alloggiamento del silenziatore e con il caricatore fornito di 5 cartucce  cal. 380. La pistola è stata sequestrata ed è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti.

Napoli, nuova stesa al Rione Sanità: trovati cinque bossoli

Napoli. Nuova stesa al Rione Sanità. Alle 19 la polizia è stata allertata per alcuni spari, giunti in vico Canale ai Cristallini gli agenti hanno ritrovato cinque bossoli. Secondo gli inquirenti, si tratta di una nuova stesa. Un fenomeno che negli ultimissimi tempi sembrava stesse scemando ma che stasera è tornato al Rione Sanità, uno dei quartieri più controllati del centro storico di Napoli. Gli investigatori stanno cercando di capire cosa è accaduto in questi ultimi tempi che ha determinato la sparatoria di stasera e la conseguente rottura della pax mafiosa non sottoscritta tra le cosche che si contendono il predominio delle attività illecite nel rione ovvero i Vastarella-Mauro da una parte e i Sequino-Savarese dall’altra.

Spaccio, l’inviato di Striscia torna nel rione Traiano: i pusher lo insultano. Irruzione della polizia

Napoli. L’inviato di Striscia la notizia, Vittorio Brumotti torna nelle piazze di spaccio del Rione Traino, i pusher gli lanciano insulti e oggetti: blitz della Polizia. Dopo i servizi andati in onda il 23 e 24 gennaio scorsi, Brumotti torna a documentare il continuo spaccio di sostanze stupefacenti. Dopo aver raccolto nuove immagini di spacciatori che all’interno di due appartamenti preparavano dosi di droga da vendere, – rende noto un comunicato di ‘Striscia’ – l’inviato del tg satirico si è recato nel quartiere armato di megafono ed è stato nuovamente accolto dai pusher con insulti e lancio di oggetti. “Sul posto – conclude la nota diffusa da ‘Striscia’ – sono poi giunti i Vigili del Fuoco e i Falchi, sezione della Squadra Mobile della Polizia, che con Brumotti hanno fatto irruzione e hanno perquisito un bunker del nuovo supermarket della droga a Napoli, smantellando anche il sistema di videosorveglianza: gli spacciatori avevano infatti piazzato numerose microcamere per verificare chi entrava e usciva dall’abitazione”.

Napoli: seconde linee per l’operazione Lipsia

Ounas, Rog e Diawara. Non è ancora chiaro se giocheranno tutti dall’inizio, ma la sensazione è che gran parte delle chances azzurre di qualificazione agli ottavi di Europa League passerà dai loro piedi visto che Maurizio Sarri è pronto a dargli nuovamente fiducia nel ritorno col Lipsia di giovedì sera (ore 19.00) alla Red Bull Arena. Per un motivo o per un altro, nessuno di questi tre calciatori è riuscito a rendere al meglio in questa stagione, e questa potrebbe essere l’ultima possibilità per mettersi in mostra sul palcoscenico europeo, specie per gente come Rog e Diawara: il croato ha spesso dimostrato forza fisica e dinamismo, ma gli manca forse la qualità nel palleggio, indispensabile per conquistare un ruolo di primo piano in questo Napoli; discorso inverso per Diawara, che dopo una prima stagione più che positiva sta vivendo un’annata in chiaroscuro e spesso quando è stato chiamato in causa dall’inizio (vedi Spal e Genoa nel girone d’andata) non ha convinto. Sarri si aspetta di più da entrambi, così come dall’algerino Ounas, autore comunque dell’unico gol azzurro nell’1-3 di giovedì scorso: quell’entusiasmo e quella freschezza che saranno fondamentali per ribaltare il risultato e tentare l’impresa in terra tedesca.Una delle chiavi del match sta forse nelle parole del difensore Raul Albiol, intervistato oggi ai microfoni di Kiss Kiss Napoli: “Dobbiamo migliorare atteggiamento in Europa, manca ancora una gara e dobbiamo provare a fare risultato. Solo così potremo pensare a passare il turno, prima di riconcentrarci poi sul campionato e sul Cagliari”. Una crescita di mentalità che deve passare in primis dall’atteggiamento e dalle motivazioni, fattori che anche giovedì sera potranno fare la differenza tra una vittoria e una sconfitta. D’altronde gli azzurri avranno comunque l’obbligo di giocarsela fino all’ultimo minuto e di vender cara la pelle. Non solo per la gloria, per il ranking o per gli eventuali introiti economici, ma anche per i circa 1200 tifosi partenopei che tra oggi e domani arriveranno a Lipsia solo per assistere al match della Red Bull Arena.

Napoli, i clan della zona Orientale facevano anche il traffico di armi.IL VIDEO

Non solo droga ma, forse, anche il traffico di armi nel ‘core business’ dell’associazione a delinquere sgominata oggi dalla DDA di Napoli e dalla Squadra Mobile della Questura partenopea, con l’esecuzione di 17 arresti concentrati nei quartieri di Ponticelli e San Giovanni a Teduccio. Le armi (12 pistole di diverso calibro, due mitragliette Uzi, un fucile di precisione, 636 proiettili di calibro diverso), sono state trovate ancora confezionate, non pronte all’uso, come avviene di solito durante i blitz. Di fatto, secondo gli investigatori, la banda non aveva necessita’ di tenere sotto controllo armato il territorio. Aspetto a cui, invece, e’ interessata la camorra. E, quindi, non e’ escluso che l’arsenale sequestrato fosse destinato proprio alla criminalita’ organizzata. Al momento, comunque, agli indagati non viene contestato il reato di traffico di armi. Le indagini, pero’, sono ancora in corso. La banda – e’ emerso dall’attivita’ investigativa – aveva contatti diretti con i narcotrafficanti colombiani, spagnoli e olandesi. La droga, una volta arrivata in Italia, veniva distribuita in varie regioni e anche venduta alla camorra, che cosi’ inondava di cocaina, hashish e marijuana, le sue piazze di spaccio.

Il Tar del Lazio dichiara inammissibile il ricorso contro lo scioglimento del consiglio comunale di Marano

E’ inammissibile il ricorso amministrativo proposto da cittadini-elettori per contestare un decreto di scioglimento di un consiglio comunale per presunte infiltrazioni della criminalita’ organizzata. E’ il principio espresso dal Tar del Lazio con una sentenza con la quale ha dichiarato inammissibile un ricorso proposto da 14 cittadini di Marano (Napoli) per contestate il decreto con il quale nel dicembre 2016 fu deciso che la gestione del comune dovessero essere affidata a una Commissione straordinaria a causa di ritenuti condizionamenti dell’attivita’ amministrativa da parte della criminalita’. I cittadini ricorrenti lamentavano, quale effetto degli atti impugnati, “la lesione del diritto di elettorato attivo” e “la lesione dell”immagine’ della comunita’ alla quale appartengono”, privata del diritto di essere amministrata da organi non eletti. Per il Tar, il ricorso “e’ inammissibile per carenza di interesse a ricorrere, per non essere i cittadini nella qualita’ di elettori portatori di un interesse diretto, concreto ed attuale all’annullamento dell’atto impugnato”. In proposito, i giudici amministrativi hanno richiamato una recente pronuncia secondo la quale lo scioglimento di un’amministrazione comunale “mentre incide sulle situazioni soggettive dei componenti degli organi elettivi, i quali, per effetto di essa, vengono a subire una perdita di status, non altrettanto incide su quella dell’ente locale, titolare di posizioni autonome e distinte, che, anzi, nella misura vede uno strumento di tutela e di garanzia dell’Amministrazione”.
Invece con una seconda ordinanza, che fa seguito a un provvedimento del maggio scorso, il Tar del Lazio ha nuovamente chiesto al Ministero dell’Interno di depositare tutti gli atti che nel gennaio dello scorso anno hanno portato allo scioglimento del Comune di Casavatore, per la ritenuta esistenza di infiltrazioni da parte della criminalita’ organizzata. A rivolgersi al tribunale amministrativo sono gli ex amministratori, con in testa l’ex sindaco Lorenza Orefice. Chiedono l’annullamento del Dpr con il quale il 24 gennaio 2017 il Presidente della Repubblica ha disposto lo scioglimento del consiglio comunale di Casavatore, con conseguente nomina della commissione straordinaria, ma anche della proposta del Ministro dell’Interno e della Relazione del 19 gennaio 2017, allegata al decreto presidenziale, della successiva deliberazione del Consiglio dei Ministri, delle relazioni della Prefettura, della Commissione ispettiva e del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nonche’ del decreto del Prefetto di Napoli con il quale e’ stata disposta la sospensione degli organi amministrativi. Con la sua ordinanza il Tar, considerato “che le relazioni della Commissione ispettiva del 15.09.2016 e del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del 26.10.2016 costituiscono provvedimenti la cui conoscenza in forma integrale e’ propedeutica alla difesa in giudizio delle ricorrenti” e rilevato che per tale ragione, con ordinanza del 10 maggio 2017, “la Sezione aveva gia’ ordinato il deposito della detta documentazione, unitamente a tutti gli atti e documenti in base ai quali e’ stato emanato il decreto di scioglimento del consiglio comunale di Casavatore, in versione integrale e fermo il rispetto delle cautele imposte dalla natura classificata del testo”, ha ritenuto “di ribadire l’ordine di produrre i predetti atti nel fascicolo di causa, in versione integrale e senza ‘omissis'”. Un mese di tempo e’ stato concesso per il deposito degli atti richiesti; prossima udienza il 6 giugno.

Fincantieri Castellammare: nuova nave LHD avra’ anche ospedale a bordo

Il profilo di impiego civile della nave della Marina militare la cui realizzazione e’ stata avviata oggi negli stabilimenti Fincantieri di Castellammare di Stabia (NAPOLI), prevede, tra l’altro, supporto sanitario e ospedaliero; trasporto e sbarco anche in zone non attrezzate di personale e mezzi di soccorso ruotati o cingolati; fornitura a terra di acqua potabile e alimentazione elettrica; possibilita’ di ospitare a bordo personale specialistico o di ricoverare personale civile; supporto per operazioni di soccorso tramite elicotteri e battelli di dotazione organica. Dotata di ampie aree di imbarco carico all’interno (circa 4.500 mq tra bacino-garage e hangar-garage) e di un ponte continuo scoperto idoneo a ricevere veicoli ruotati di vario tipo, container ed elicotteri, l’unita’ puo’ assolvere molteplici missioni sia di tipo militare che civile. Le varie aree di stivaggio del carico sono accessibili tramite rampe poppiere e laterali, e la movimentazione del carico sara’ affidata a rampe interne ed elevatori. Sara’ presente a bordo un ospedale completamente attrezzato, con sale chirurgiche, radiologia e analisi, gabinetto dentistico, e zona degenza per 28 ricoverati gravi (ulteriori ricoveri sono possibili in moduli container opportunamente attrezzati).

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