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L’Ordine dei Medici di Caserta: «No ai processi mediatici sul caso del piccolo Domenico»

L’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Caserta interviene pubblicamente sulla vicenda del piccolo Domenico, il bambino morto all’ospedale Ospedale Monaldi di Napoli dopo un intervento di trapianto di cuore, esprimendo cordoglio alla famiglia ma anche preoccupazione per il clima mediatico che si è creato attorno al caso.

In una nota ufficiale, l’Ordine dei medici casertani manifesta “profondo cordoglio e la più sincera vicinanza alla famiglia del piccolo Domenico”, sottolineando al tempo stesso la necessità che la vicenda venga accertata nelle sedi competenti, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza prevista dalla Costituzione per i professionisti coinvolti nelle indagini.

Secondo l’Ordine, infatti, la narrazione pubblica che si è sviluppata nelle ultime ore rischia di trasformare un’inchiesta giudiziaria ancora in corso in un vero e proprio processo mediatico. Un meccanismo che, spiegano i medici, porta spesso ad attribuire responsabilità prima che siano stati completati gli accertamenti tecnici e scientifici. Un approccio che, oltre a colpire la dignità dei professionisti coinvolti, rischia anche di incrinare il rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario.

Nel documento emerge anche una riflessione più ampia sul modo in cui oggi viene percepita la medicina. Sempre più spesso, sostengono i medici, nell’opinione pubblica si è radicata l’idea che il risultato sanitario sia garantito, quasi come se fosse un diritto automatico. Una visione che finisce per ignorare un dato fondamentale: la medicina resta una scienza complessa, praticata da esseri umani e quindi inevitabilmente esposta al rischio di errore.

Per questo l’Ordine di Caserta esprime anche vicinanza ai colleghi e agli operatori sanitari del Monaldi che si sono trovati ad affrontare questa tragedia in condizioni non sempre ideali. Nel documento si richiama infatti l’attenzione sulle criticità strutturali della sanità italiana, dove le risorse spesso non sono sufficienti a garantire condizioni di lavoro ottimali. Turni emergenziali, carenza di personale e difficoltà nell’aggiornamento professionale continuo rappresentano problemi reali con cui molti medici si confrontano quotidianamente.

Non manca poi un riferimento alle condizioni di alcune strutture sanitarie pubbliche, che talvolta non risultano pienamente accreditate o non possiedono ancora tutti i requisiti necessari per l’accreditabilità istituzionale. Da qui l’appello finale dell’Ordine. Da un lato, il richiamo al rispetto dei principi deontologici dell’informazione, affinché il diritto di cronaca venga esercitato con equilibrio e responsabilità.

Dall’altro, la necessità di tutelare la dignità degli operatori sanitari, evitando narrazioni sensazionalistiche che possano alimentare tensioni o episodi di violenza. Infine, un invito alle istituzioni affinché garantiscano risorse adeguate e maggiore sicurezza per chi lavora ogni giorno negli ospedali italiani.

Truffa online ad Avellino, tre persone denunciate dai carabinieri

Una truffa informatica costruita con telefonate, conti correnti e falsi bonifici. È quanto hanno scoperto i carabinieri della stazione di Cervinara, in provincia di Avellino, al termine di un’attività investigativa scattata dopo la denuncia presentata da una cittadina.

I militari hanno denunciato in stato di libertà tre persone residenti in diverse zone d’Italia, ritenute responsabili di truffa informatica in concorso. Tutto è iniziato all’inizio di gennaio quando la vittima aveva pubblicato online un annuncio per vendere del materiale. Poco dopo era stata contattata da un presunto acquirente che si era mostrato interessato all’acquisto.

L’uomo utilizzava un’utenza telefonica intestata fittiziamente a uno straniero e, con una serie di telefonate, riusciva a guadagnare la fiducia della donna. Approfittando della scarsa familiarità della vittima con gli strumenti finanziari digitali, i truffatori sono riusciti a convincerla a effettuare un bonifico di 500 euro, mentre lei era convinta di ricevere il pagamento per la vendita.

Le indagini dei carabinieri hanno permesso di ricostruire il meccanismo utilizzato dal gruppo. Due dei malfattori si occupavano delle telefonate, inducendo la donna a trasferire il denaro su un conto corrente intestato a un terzo complice. Quest’ultimo, una volta ricevuta la somma, provvedeva a suddividerla con una serie di bonifici di importo minore verso i conti riconducibili agli altri due indagati. L’attività investigativa ha consentito di individuare i responsabili e ricostruire il flusso del denaro. I tre sono stati quindi denunciati alla competente autorità giudiziaria per truffa informatica.

Secondigliano, hashish e cocaina in casa: arrestato pusher 30enne

Droga pronta per lo spaccio e denaro ritenuto provento dell’attività illecita. È quanto hanno scoperto i carabinieri durante un’operazione nel quartiere Secondigliano, alla periferia nord di Napoli, che ha portato all’arresto di Daniele Romano, 30 anni, già noto alle forze dell’ordine.

I militari della stazione locale hanno eseguito una perquisizione domiciliare nell’abitazione dell’uomo, rinvenendo diverse dosi di stupefacente già confezionate. Nel dettaglio sono state trovate dodici stecchette di hashish e sette dosi di cocaina, insieme a 95 euro in contanti ritenuti collegati all’attività di spaccio. Il trentenne è stato arrestato con l’accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio e trasferito in camera di sicurezza, dove resta in attesa del giudizio.

Nel corso dei controlli i carabinieri hanno esteso la perquisizione anche alle aree comuni dello stabile. Nel vano scale, a carico di ignoti, sono stati rinvenuti cinque panetti di hashish e una pistola Beretta calibro 22 risultata rubata durante un furto avvenuto a Caserta. L’arma e la droga sono state sequestrate mentre proseguono gli accertamenti per individuare eventuali altri responsabili legati al deposito di stupefacenti e alla presenza dell’arma all’interno dell’edificio.

Ucciso e sciolto nell’acido: 30 anni ai killer dell’innocente Giulio Giaccio

Si è chiuso un altro capitolo giudiziario per uno dei delitti più atroci della cronaca campana. La Corte di Assise di Appello di Napoli, nell’aula 318 del Nuovo Palazzo di Giustizia, ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per Luigi De Cristofaro e Raffaele D’Alterio.

I due sono ritenuti rispettivamente mandante ed esecutore materiale dell’omicidio di Giulio Giaccio, il giovane operaio ucciso e sciolto nell’acido il 30 luglio del 2000. La sentenza di secondo grado ricalca quanto stabilito in primo grado, mantenendo l’esclusione dell’aggravante mafiosa, punto centrale della battaglia legale della famiglia.

Un tragico errore: “Non sono io Salvatore”

La vicenda di Giulio Giaccio è quella di un tragico e fatale scambio di persona. Ventisei anni fa, un commando del clan Polverino entrò in azione per eliminare un uomo di nome Salvatore, “colpevole” di avere una relazione non gradita con la sorella del boss Salvatore Cammarota.

Giulio, che con quel contesto non aveva nulla a che fare, fu prelevato per errore. Nonostante le sue disperate grida — “Non sono io Salvatore, non so chi sia” — i killer non si fermarono. Il giovane fu giustiziato e il suo corpo fatto sparire nell’acido per cancellare ogni traccia del passaggio della vittima sulla terra. Per decenni, la sua scomparsa è rimasta avvolta nel mistero, fino alle recenti rivelazioni dei collaboratori di giustizia.

Il peso dei pentiti e la verità processuale

Il verdetto odierno arriva dopo l’acquisizione di prove cruciali. Durante l’udienza dello scorso 28 gennaio, il sostituto procuratore generale ha depositato le trascrizioni integrali dei verbali dei collaboratori di giustizia Giuseppe Ruggiero e Roberto Perrone, le cui dichiarazioni si sono unite a quelle di altri tre pentiti.

Questi racconti hanno permesso di ricostruire la dinamica del sequestro e i dettagli macabri dell’esecuzione, squarciando il velo di omertà che per un quarto di secolo ha coperto il clan Maranese.

La battaglia per il riconoscimento di “vittima di camorra”

Nonostante la conferma della pena, la famiglia Giaccio guarda già ai prossimi passi legali. L’avvocato Alessandro Motta, legale dei familiari, ha espresso soddisfazione per la tenuta dell’impianto accusatorio, ma ha sottolineato l’importanza del ricorso in Cassazione riguardante altri imputati dello stesso filone.

L’obiettivo è il riconoscimento dell’aggravante mafiosa, finora esclusa. “Se la Cassazione accogliesse il ricorso — ha spiegato Motta — gli atti tornerebbero in Appello per un nuovo processo. Questo non solo potrebbe portare a pene più severe, ma permetterebbe a Giulio Giaccio di essere ufficialmente riconosciuto come vittima di reati camorristici”, un passaggio fondamentale per la memoria storica e la dignità del giovane operaio.

Napoli, sgominata la banda dei distributori di carburante: cinque arresti

Napoli – Blitz della Polizia di Stato contro una banda specializzata nelle rapine ai distributori di carburante della zona vesuviana. Nella mattinata di oggi gli agenti hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Tribunale di Nola su richiesta della Procura della Repubblica.

Il provvedimento riguarda sei persone: per cinque è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per un sesto indagato il giudice ha applicato l’obbligo di dimora nel comune di residenza insieme all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di numerosi reati contro il patrimonio e contro l’ordine pubblico.

Rapine e colpi ai distributori

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, il gruppo avrebbe messo a segno una serie di rapine aggravate e furti tra il 25 luglio e il 22 novembre 2025.

Nel mirino della banda sarebbero finiti soprattutto i dipendenti di diversi distributori di carburante, oltre ad alcuni utenti e clienti di esercizi commerciali.

I colpi sono stati commessi in vari centri dell’area vesuviana e dell’hinterland napoletano: Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Pomigliano d’Arco, Casalnuovo, Castello di Cisterna, Acerra e Afragola.

Tra le accuse contestate figurano, oltre alle rapine aggravate, anche la detenzione e il porto abusivo di armi, la ricettazione e la simulazione di reato.

Il covo della banda

Le indagini hanno inoltre permesso di accertare che gli indagati non agivano in modo occasionale, ma come parte di una struttura organizzata.

Secondo gli inquirenti il gruppo disponeva di un vero e proprio covo utilizzato come base logistica. All’interno del rifugio sarebbero state custodite armi, veicoli rubati e altro materiale impiegato per la preparazione e l’esecuzione delle rapine.

Gli elementi raccolti dagli investigatori hanno consentito alla Procura di Nola di contestare l’esistenza di un’associazione per delinquere stabile e organizzata, culminata nell’emissione delle misure cautelari eseguite questa mattina.

 

Maddaloni, rubano 3 km di cavi di rame e scappano: bottino recuperato. E’ caccia ai ladri

Maddaloni – Un colpo da oltre tremila metri di cavi in rame è stato sventato nella notte dai Carabinieri della Compagnia di Maddaloni, nel Casertano. Un rocambolesco inseguimento si è concluso con il recupero dell’intero bottino e di due autovetture, mentre i malviventi sono riusciti a dileguarsi nelle campagne, approfittando del buio.

Il blitz e la fuga nel buio

Erano da poco passate la mezzanotte quando una pattuglia, impegnata in un servizio di controllo del territorio, ha notato un convoglio sospetto composto da tre mezzi che procedevano affiancati a forte velocità.

Si trattava di un’Audi A6 station wagon nera, una BMW 530d e un furgone Volkswagen Transporter bianco. A insospettire i militari, le targhe straniere esposte – risultate poi riconducibili a immatricolazioni bulgare e polacche ma non corrispondenti ai veicoli – e la loro andatura.

All’intimazione dell’alt, i conducenti non hanno esitato: hanno accelerato bruscamente tentando la fuga. Ne è nato un inseguimento che si è concluso poco dopo, quando i fuggitivi, vedendosi ormai raggiunti, hanno optato per una ritirata lampo. Alcuni sono fuggiti a bordo dell’Audi, riuscendo a seminare i carabinieri, mentre gli occupanti della Bmw e del furgone si sono dati alla macchia a piedi, sparendo nell’oscurità della campagna circostante.

Il bottino e i mezzi abbandonati

Una volta messi in sicurezza i mezzi abbandonati, i militari hanno fatto la scoperta. All’interno della BMW e del furgone sono state rinvenute due grandi cesoie e un ingente quantitativo di cavi in rame, tagliati in pezzi lunghi circa tre metri. La lunghezza complessiva del materiale recuperato è stata stimata in circa 3000 metri, un bottino dal valore economico considerevole.

La refurtiva, la cui provenienza è ora al vaglio degli inquirenti, è stata posta sotto sequestro insieme ai due veicoli utilizzati per il trasporto.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Maddaloni che, coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, hanno avviato le indagini per identificare i componenti della banda.

Gli investigatori stanno ora analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e i dati relativi ai veicoli per risalire all’identità dei fuggitivi e ricostruire l’esatta provenienza dei cavi in rame, verosimilmente asportati da qualche infrastruttura della zona poco prima del blitz.

Vergara si ribella: «Basta chiamarci giovani, in Europa a 17 anni giocano la Champions»

Antonio Vergara, 23 anni, centrocampista del Napoli, rompe il silenzio e lancia un messaggio forte al calcio italiano. In un’intervista al Corriere della Sera, il giocatore napoletano (cresciuto a Frattamaggiore) critica apertamente la mentalità del nostro Paese sui giovani talenti.

«In Europa i ragazzi a 17 anni giocano in Champions League – dichiara senza mezzi termini – in Italia si parla tanto di talenti, ma forse non siamo pronti culturalmente a considerarli tali. Non chiamateci più giovani, per il calcio non lo siamo più».

Pio Esposito come esempio del futuro azzurro

Vergara cita espressamente un nome per rafforzare la sua tesi: Francesco Pio Esposito, attaccante classe 2005 (due anni più giovane di lui), già considerato tra le promesse più luminose del panorama italiano.«Pio Esposito ha due anni meno di me, è fortissimo. Fisicamente e anche mentalmente. È il futuro dell’Italia», sottolinea il centrocampista azzurro, che vede nei coetanei e nei più giovani una generazione pronta a prendersi la scena.

Da «signor nessuno» a titolare insostituibile

Il percorso di Vergara negli ultimi mesi è stato fulmineo. A gennaio il piano prevedeva una cessione in prestito, ma una serie di infortuni in rosa ha cambiato tutto.«A gennaio potevo andar via, questi erano i programmi…

Poi quello che è successo non era prevedibile, però mi sono fatto trovare pronto. Sapevo di avere la stima di Conte», racconta.In poche settimane è passato dall’essere «il signor nessuno» a «il signor qualcuno», come lui stesso sintetizza con ironia e soddisfazione:

«Sono passato dall’essere invisibile a fare le cose di sempre, ma non sono più un invisibile».

La fiducia di Conte e la tenacia nello spogliatoio

Nonostante la concorrenza di campioni affermati, Vergara ha conquistato la fiducia di Antonio Conte con lavoro e personalità.«Gattuso mi ha chiesto di continuare così», rivela riferendosi probabilmente a un precedente allenatore o a un consiglio ricevuto, ma è con Conte che è esploso: «Provo a migliorare ogni giorno.

Ci sono tanti giocatori che meritano la Nazionale, ma ci credo, lavoro».Sugli infortuni che gli hanno aperto le porte da titolare non ha rimpianti né sensi di colpa: «Ci penso tutti i giorni, ma non mi dà fastidio. Nel calcio accade e neanche di rado. Ho avuto la tenacia di stare in questo spogliatoio pieno di campioni, con l’idea di fare una formazione».

Una vita normale nonostante il successo improvviso

Anche fuori dal campo, Vergara tiene i piedi per terra: «Faccio le cose di sempre, mi vedo con i pochi amici che ho, ai quali il calcio neanche piace». Ma la notorietà è arrivata, e con essa la consapevolezza di aver compiuto un balzo decisivo nella carriera.

Sorrento, il ladro seriale dei corrieri scarcerato da 48 ore, torna a colpire. Terzo arresto

Sorrento Ci sono abitudini dure a morire, e quella di Salvatore Napoli per i furgoni delle consegne sembra ormai un’ossessione. Per il 42enne di Torre Annunziata, il copione della criminalità si è ripetuto ieri per la terza volta, con una precisione cronometrica che ha lasciato poco spazio all’immaginazione e molto al lavoro dei Carabinieri. Il finale, però, è rimasto lo stesso: manette ai polsi e ritorno in cella.

Il ritorno in scena dopo la libertà

Era uscito dal carcere solo due giorni fa, dopo aver scontato una detenzione per i medesimi reati. Ma la libertà, per Napoli, è durata il tempo di un respiro. Ieri pomeriggio, l’uomo è tornato a presidiare la sua “zona di caccia” preferita: Corso Italia, il cuore pulsante di Sorrento, dove il viavai dei corrieri è incessante.

Ha individuato il bersaglio, uno spedizioniere impegnato in una consegna, e ha atteso che il portellone rimanesse incustodito. Pochi secondi per allungare la mano nell’abitacolo e agguantare un portafogli, convinto di averla fatta franca ancora una volta.

Un modus operandi fotocopia

Non aveva fatto i conti con gli uomini dell’Aliquota Radiomobile di Sorrento. I militari, che ormai conoscono bene le sue movenze e il suo modus operandi, lo stavano osservando a breve distanza.

Napoli si è guardato intorno, ha “nasato” l’aria cercando di capire se ci fossero divise nei paraggi, poi ha agito. Un gesto fulmineo che però non è sfuggito agli occhi degli operanti, che lo hanno bloccato prima ancora che potesse tentare la fuga.

La scia di colpi tra settembre e oggi

La “carriera” sorrentina di Napoli racconta di una pervicacia fuori dal comune. Il primo atto risale al primo settembre dello scorso anno: arrestato in flagranza per un furto su un furgone in Corso Italia.

Scarcerato dopo il rito direttissimo, non ha perso tempo: dieci giorni dopo, l’11 settembre, era di nuovo nello stesso posto, con la stessa tecnica, a sfilare oggetti da un altro veicolo. Anche allora, l’intervento dei Carabinieri fu immediato. Dopo mesi dietro le sbarre, il 42enne è tornato a colpire con una coerenza criminale che lo ha portato, per la terza volta consecutiva, davanti a un giudice per rispondere di furto aggravato.

Il 42enne si trova ora nelle camere di sicurezza, in attesa del giudizio che dovrà stabilire se, questa volta, la lezione sia stata appresa o se il “teatro” di Corso Italia dovrà attendere il suo prossimo ritorno.

Caivano, scacco allo spaccio nel centro storico: tre arresti in poche ore

Caivano – Non si ferma l’attività di contrasto al narcotraffico nel cuore di Caivano. Nelle ultime ore, i Carabinieri della Compagnia locale hanno inferto un duplice colpo al mercato della droga, che sembra essersi spostato capillarmente tra le vie del centro storico.

L’operazione si è conclusa con l’arresto di tre persone, tutte già note alle forze dell’ordine, e il sequestro di diverse dosi di stupefacenti.

L’inseguimento tra i vicoli e il sequestro

Il primo intervento è scattato durante un servizio di osservazione nel nucleo antico della città. I militari hanno sorpreso un 34enne mentre cedeva una dose di cocaina a un passante in cambio di contanti. Alla vista delle divise, l’uomo ha tentato una fuga disperata tra i vicoli, ma è stato rapidamente bloccato e perquisito.

Addosso gli sono stati trovati 6 involucri di cocaina e 240 euro in banconote di piccolo taglio, ritenuti provento dell’attività illecita. Il 34enne è stato posto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

La base operativa nel “basso”

Poco dopo, l’attenzione dei Carabinieri si è spostata su un’abitazione al piano terra, un tipico “basso” del centro, caratterizzato da un sospetto e continuo via vai di persone. Approfittando della porta lasciata socchiusa, i militari hanno fatto irruzione all’interno, sorprendendo un 40enne e un 21enne seduti attorno a un tavolo, intenti a confezionare le dosi per la vendita.

Sul tavolo sono stati rinvenuti e sequestrati: 15 grammi complessivi tra cocaina e crack, materiale vario per il taglio e il confezionamento; 290 euro in contanti;e 4 televisori, sospettato essere merce di scambio o provento di attività furtive.

Il bilancio dell’operazione

Mentre per il primo arrestato è scattata la misura cautelare domiciliare, per i due complici del “basso” si sono aperte le porte del carcere, dove restano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’operazione conferma il massimo sforzo investigativo delle forze dell’ordine per sottrarre il centro storico di Caivano al controllo delle piazze di spaccio.

Ubriaco alla guida, fugge dall’alt dei carabinieri con passamontagna e coltello in auto: 24enne arrestato

Ha rifiutato di fermarsi al controllo dei Carabinieri, dandosi alla fuga per le strade della provincia di Salerno, ma il suo tentativo di seminare la gazzella è durato appena un paio di chilometri. Protagonista della vicenda, avvenuta nella serata di ieri, un 24enne originario di Castellammare di Stabia, già noto alle forze dell’ordine.

Tutto è iniziato a Sant’Antonio Abate, in via Roma, dove una pattuglia dei Carabinieri stava effettuando un posto di blocco. I militari hanno notato una Jeep procedere a velocità sostenuta e hanno intimato l’alt alzando la paletta. Il conducente, invece di fermarsi, ha improvvisamente accelerato, tentando di allontanarsi.

Il blitz e i precedenti

È scattato così un breve ma serrato inseguimento, conclusosi dopo circa due chilometri ad Angri, in via dei Goti, dove i Carabinieri sono riusciti a bloccare il veicolo e a fermare il conducente.

Una volta bloccato, il 24enne è stato sottoposto a perquisizione personale e veicolare. All’interno dell’abitacolo, i militari hanno rinvenuto un passamontagna e un coltello della lunghezza di 22 centimetri, illegalmente detenuto.

Alcol test positivo e arresto

Durante le operazioni di rito, il giovane è stato anche sottoposto all’alcool test, che ha dato esito positivo, confermando lo stato di alterazione psicofisica alla guida.

Al termine delle procedure, il 24enne è stato tratto in arresto con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’arrestato è stato trattenuto in camera di sicurezza in attesa del giudizio per direttissima.

Primavera a Napoli tra misure anti smog e voglia di stare all’aperto

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A Napoli marzo è un mese di confine: si esce di più, si riprendono passeggiate e sport, ma l’aria può ancora “pesare” come in pieno inverno. Non a caso, in città restano attive misure per contenere l’inquinamento: con l’ordinanza dirigenziale n. 784 del 24 novembre 2025 il Comune ha previsto limitazioni alla circolazione di alcuni veicoli più inquinanti fino al 31 marzo 2026, in fascia diurna nei giorni feriali. In parallelo, ARPAC pubblica bollettini e dati della rete regionale che fotografano l’andamento degli inquinanti nell’area Napoli Caserta e nelle altre zone della Campania, utili per capire quando l’aria è più critica. In pratica, il mese che “sa di primavera” arriva mentre si chiude la fase più delicata per la qualità dell’aria, e questo spiega perché molte persone avvertono ancora gola irritata, tosse secca o affanno leggero durante gli sforzi. Non è sempre un problema serio, spesso è una somma di fattori, ma è il periodo in cui ascoltare i segnali diventa più importante, perché quello che sembra solo cambio di stagione può essere un campanello d’allarme per chi ha già fragilità respiratorie.

Quando l’aria è più carica, il corpo risponde

Le polveri sottili e altri inquinanti non sono un tema astratto: possono influire su vie respiratorie e sistema cardiovascolare, soprattutto se l’esposizione è ripetuta o se si parte da condizioni come asma, bronchite ricorrente, iperreattività bronchiale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità collega l’inquinamento atmosferico a un aumento del rischio di patologie respiratorie acute e croniche, oltre che a eventi come ictus e malattie cardiache, in un quadro complessivo di impatto sulla salute pubblica. Nel quotidiano, questo può tradursi in sintomi “sfumati”: voce più roca la sera, fiato più corto lungo una salita, tosse che si ripresenta quando si cammina in strade trafficate. A marzo il quadro diventa ancora più particolare perché cambiano anche umidità e temperatura, e si alternano giornate tiepide ad altre più fredde, con un effetto “altalena” sul benessere. Chi lavora all’aperto o si sposta molto in città può notare più facilmente queste variazioni, mentre chi vive in zone collinari o ventilate potrebbe percepire un miglioramento, salvo poi avere ricadute nei giorni più stabili e senza vento. La cosa utile, senza allarmismi, è distinguere ciò che passa in pochi giorni da ciò che persiste per settimane.

Pollini in aumento: la primavera campana che si sente nel naso e nei bronchi

In Campania marzo è anche l’avvio vero e proprio della stagione delle allergie: ARPAC porta avanti il monitoraggio aerobiologico e, negli anni, la rete è stata ampliata con stazioni di campionamento in punti chiave del territorio, a supporto di prevenzione e gestione delle pollinosi. La stessa ARPAC mette a disposizione un canale dedicato per consultare il livello di dispersione di pollini e spore (come Alternaria) rilevati dalle stazioni regionali. È qui che molte persone scoprono che non era “solo raffreddore”: starnuti a raffica, prurito agli occhi, naso chiuso che va e viene, calo di energia e sonno meno riposante sono spesso segnali di rinite allergica, che a volte si accompagna a tosse o senso di costrizione toracica. Se i sintomi iniziano a condizionare lavoro, sonno o attività fisica, un consulto mirato può chiarire la causa e impostare una strategia sensata; anche sul piano pratico, oggi può aiutare prenotare una visita specialistica a Napoli tramite Elty, portale che consente di organizzare appuntamenti e prestazioni mediche in modo rapido, scegliendo specialità e disponibilità in base alle proprie esigenze.

Dalla tosse “di stagione” all’asma: perché in marzo i sintomi si sommano

Quando si parla di allergie, spesso si pensa solo al naso, ma in molti casi l’irritazione scende ai bronchi, soprattutto se si trascinano strascichi dell’inverno. A marzo, in particolare, possono sovrapporsi aria ancora influenzata da traffico e riscaldamenti, prime fioriture e ripresa dell’attività fisica: una combinazione che mette alla prova chi ha asma, bronchiti ricorrenti o semplicemente bronchi sensibili. Il risultato tipico è una tosse secca che compare la sera, oppure durante la corsa sul lungomare o in collina, con respiro sibilante o difficoltà a “prendere piena aria” dopo uno sforzo. In questi casi, la differenza la fa la precisione: non serve rincorrere soluzioni casuali, serve capire se è una fase transitoria o se c’è una componente asmatica o allergica da inquadrare. Un controllo con pneumologo o allergologo, eventualmente affiancato da una spirometria, aiuta a dare un nome ai sintomi e a evitare che il problema si trascini fino ad aprile e maggio, quando la stagione pollinica entra nel vivo. L’obiettivo non è medicalizzare il cambio di stagione, ma proteggere il respiro, soprattutto per chi vive e si muove ogni giorno in un contesto urbano.

Sonno, ora legale e stress di cambio stagione: un fattore spesso sottovalutato

Marzo non “muove” solo aria e pollini, muove anche i ritmi. Il 13 marzo 2026 cade la World Sleep Day, dedicata alla consapevolezza sul sonno, e il tema 2026 richiama l’idea che dormire bene sia parte integrante del benessere. Pochi giorni dopo arriva un altro passaggio concreto: in Italia l’ora legale scatta domenica 29 marzo 2026, con lo spostamento in avanti di un’ora. Per qualcuno è un dettaglio, per altri significa due o tre giorni di sonnolenza, irritabilità, fame disordinata e calo di concentrazione. Quando il sonno peggiora, anche i sintomi respiratori possono essere percepiti più intensamente, perché diminuisce la soglia di tolleranza allo stress fisico. In un mese già “carico” per chi soffre di rinite o tosse, proteggere il riposo diventa una piccola scelta strategica: routine più regolare la sera, luce naturale al mattino, e attività fisica ripresa con gradualità. Non sono regole rigide, sono accorgimenti che aiutano a non arrivare a fine marzo con la sensazione di essere sempre in debito, soprattutto se si sta già gestendo un fastidio respiratorio.

Prevenzione concreta: capire cosa serve davvero e scegliere il percorso giusto

La parola chiave, a Napoli come altrove, è prevenzione, ma fatta bene: non significa fare tutto, significa fare ciò che è utile. Se i sintomi sono nasali e stagionali, una valutazione allergologica può orientare verso test mirati e terapie appropriate; se prevalgono tosse e fiato corto, un inquadramento pneumologico e un esame funzionale respiratorio possono chiarire il quadro; se compaiono palpitazioni o affanno anomalo, un consulto cardiologico può escludere cause diverse. L’aspetto più importante, spesso, è non aspettare che la stagione “passi da sola” quando il corpo continua a mandare segnali chiari: marzo è il momento giusto per intervenire, perché si è ancora in tempo prima della primavera piena. E, senza trasformare l’organizzazione in un problema aggiuntivo, strumenti digitali come Elty possono aiutare a gestire la parte pratica della prenotazione, lasciando al consulto con lo specialista il cuore della questione: capire, prevenire, e tornare a respirare e dormire meglio mentre la città entra davvero nella nuova stagione.

Monaldi, dopo il caso Caliendo scatta l’effetto domino: interventi disdetti e reparti senza specialisti

Il caso del piccolo Domenico Caliendo continua a produrre effetti pesanti sull’organizzazione dell’ospedale Monaldi. La struttura si trova oggi a fronteggiare una doppia criticità: da un lato il calo di fiducia dei pazienti, con una pioggia di disdette per visite e interventi programmati; dall’altro la difficoltà di ricostruire l’organico della cardiochirurgia pediatrica, rimasta di fatto paralizzata dopo la sospensione dei medici coinvolti nella vicenda giudiziaria.

Una combinazione di fattori che rischia di rallentare l’attività clinica di uno dei principali poli cardiologici del Mezzogiorno.

Disdette e prenotazioni in calo

Negli ultimi giorni negli uffici dell’ospedale si registra un fenomeno inusuale: prestazioni annullate all’ultimo momento e nuove prenotazioni in netto calo. Le rinunce riguardano soprattutto l’area cardiologica e cardiochirurgica, ma non solo.

Il clima di incertezza generato dal caso Caliendo – il trapianto fallito che ha portato all’apertura di un’inchiesta – sembra aver alimentato timori tra alcuni pazienti. Emblematico il caso discusso pochi giorni fa in una riunione della direzione: una ragazza poco più che diciottenne, richiamata per un ricovero finalizzato a un intervento di cardiochirurgia prenotato da mesi, ha deciso di rinunciare alla procedura.

Segnali analoghi arrivano anche da altri reparti. In alcuni ambulatori, come quello di oculistica, diversi interventi di cataratta programmati sono stati cancellati.
Cardiochirurgia pediatrica quasi ferma

Il nodo più delicato resta però la cardiochirurgia pediatrica. L’attività chirurgica nel settore è sostanzialmente bloccata dopo la sospensione dall’attività clinica del primario Guido Oppido e della sua assistente Gabriella Farina, provvedimento adottato in attesa che venga chiarita la loro posizione nell’indagine.

Senza una guida stabile e con l’organico ridotto, il reparto si trova ora a dover ripartire quasi da zero.

La ricerca di specialisti

Per tentare di ricostruire la squadra la direzione del Monaldi ha avviato diversi passaggi. Il 27 febbraio, con una Pec firmata dalla direttrice generale Anna Iervolino, l’azienda ha chiesto il curriculum a Mario Fittipaldi, cardiochirurgo salernitano che in passato aveva lavorato per sei mesi nella struttura.

La documentazione richiesta – interventi eseguiti come primo operatore, tipologia delle procedure e risultati clinici – è stata sollecitata nel caso in cui il medico intendesse riprendere l’attività presso l’unità operativa di cardiochirurgia pediatrica e cardiopatie congenite.

Attualmente Fittipaldi lavora in un ospedale specializzato di Londra, dopo oltre dieci anni di esperienza internazionale maturata tra Inghilterra, Spagna e Nuova Zelanda.

Il nodo delle precedenti assegnazioni

Il chirurgo ha risposto alla richiesta con una propria Pec, ricordando però alcune vicende interne che avevano portato al suo allontanamento dalla struttura.

Nella comunicazione Fittipaldi sottolinea che, dopo la mobilità e la cessazione dal servizio di alcuni dirigenti della stessa unità operativa, era stato bandito un nuovo concorso per la cardiochirurgia pediatrica senza un interpello interno nei suoi confronti, pur essendo già assunto a tempo indeterminato.

Successivamente, con la dismissione della struttura semplice dipartimentale, il medico era stato assegnato alla cardiochirurgia degli adulti. Una scelta che lo aveva spinto a ricorrere all’aspettativa per continuare a esercitare la disciplina pediatrica in altre strutture.

Ripartenza in salita

Per il Monaldi la fase che si apre appare dunque complessa. Da una parte c’è la necessità di ricostruire la fiducia dei pazienti, scossa da una vicenda che ha avuto grande eco nell’opinione pubblica. Dall’altra c’è l’urgenza di rafforzare gli organici, soprattutto in un settore altamente specialistico come la cardiochirurgia pediatrica.

L’azienda sta provando a muoversi su più fronti: pubblicazione di bandi di mobilità, nuovi concorsi e contatti informali con chirurghi che negli anni hanno lasciato Napoli per lavorare in altre regioni o all’estero.

La speranza è riportare rapidamente il reparto a pieno regime. Ma, dopo lo shock delle ultime settimane, la strada per la normalizzazione appare ancora lunga.

Rione Sanità, GPS, algoritmi e microspie: come la tecnologia ha incastrato i rider del clan

Il quartier generale dei Sequino-Savarese al rione Sanità è stato messo sotto scacco da una sorveglianza digitale costante, capace di mappare ogni movimento e decriptare ogni sussurro. E’ quanto emerge dalla lettura delle oltre 600 pagine dell’ordinanza cautelare che l’altro giorno ha portato in carcere 22 esponenti dei clan Sequino-Savarese e Mazzarella.

La rete delle telecamere “intelligenti”

Il primo pilastro dell’indagine è stato il posizionamento strategico di telecamere ad alta risoluzione in punti nevralgici, come l’intersezione tra via Antonio Villari e i gradini San Nicandro.

Non si è trattato solo di registrare immagini, ma di incrociarle con i dati delle utenze telefoniche. È così che gli agenti hanno filmato in tempo reale lo scambio del “telefono dedicato”: le immagini mostrano Salvatore Verdicchio mentre consegna fisicamente il cellulare (l’utenza terminante in 256) ad Alessandro Aprea.

«Il passaggio dell’apparecchio, unito all’uso comune dello scooter targato DV18911, è la prova plastica dell’esistenza di una struttura organizzata e non di semplici spacciatori occasionali», scrive il GIP.

Il tracciamento GPS: il pedinamento silenzioso

Per incastrare i corrieri come Salvatore Matrone e Vincenzo Peluso, gli inquirenti hanno utilizzato localizzatori GPS installati sotto i telai dei ciclomotori. Questo ha permesso di creare una “mappa del calore” dello spaccio:

La partenza: Il segnale GPS indicava il prelievo della droga dai depositi del clan.

Il tragitto: Il movimento verso la piazza di Salvatore Frattini, monitorato al metro.

Il blitz mirato: Grazie alla posizione in tempo reale, i Carabinieri del R.O.N.Inv. sapevano esattamente quando intervenire per il sequestro “a botta sicura”, evitando inutili inseguimenti nei vicoli che avrebbero messo a rischio l’incolumità pubblica.

Le intercettazioni ambientali: oltre il linguaggio criptico

Il vero capolavoro investigativo è stato però l’uso delle microspie ambientali. Mentre al telefono i sospettati usavano termini come “maglietta” o “imbasciata”, nelle discussioni “vis-à-vis” (spesso registrate all’interno di auto o abitazioni monitorate) la guardia si abbassava.

L’analisi dei metadati: Gli esperti informatici hanno analizzato migliaia di record telefonici, notando che le utenze venivano attivate e disattivate con ritmi frenetici, spesso intestate a cittadini stranieri ignari (le cosiddette “utenze fittizie”).

Il confronto vocale: Nonostante il tentativo di camuffare la voce o usare un gergo strettissimo, il software di comparazione fonica ha permesso di attribuire con certezza le identità di Simone Quagliarella e Giuseppe Repetti, anche quando venivano chiamati solo con soprannomi come “o’ niro”.

Il “buco” nel sistema: le lamentele digitali

La tecnologia ha anche catturato il lato “aziendale” del clan. Attraverso le ambientali, gli inquirenti hanno ascoltato Verdicchio lamentarsi dei costi del lavoro (i 10 euro l’ora per i pusher) e delle falle logistiche. La digitalizzazione dell’inchiesta ha trasformato ogni squillo di cellulare in una coordinata geografica e ogni messaggio in un capo d’imputazione.

Napoli, era in cura per problemi psichiatrici l’aggressore del bus

Napoli – Quindici minuti di puro terrore, vissuti con la lama di un coltello puntata alla gola. È il bilancio della serata di follia consumatasi ieri per le strade di Napoli, dove un uomo di 39 anni ha accoltellato una donna sul bus C32 dell’Anm in via Simone Martini trasformando una tranquilla serata in un incubo a occhi aperti.

La dinamica dell’aggressione

Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressore – un uomo già noto alle strutture sanitarie per gravi problemi psichiatrici – avrebbe colpito la vittima improvvisamente e senza motivo. E poi trattenuta sotto la minaccia di un coltello per circa 15 minuti. Il 39enne si è barricato a bordo del bus.

Al momento del fermo e della successiva perquisizione, i militari hanno scoperto che l’uomo non era armato di una sola lama: addosso nascondeva infatti un secondo coltello, pronto all’uso.

L’uomo è stato immediatamente ammanettato e condotto presso la casa circondariale di Poggioreale. Le accuse a suo carico sono pesanti: sequestro di persona e lesioni personali gravi.

La vittima, visibilmente sotto shock e ferita, è stata prontamente soccorsa dai sanitari del 118 e trasportata d’urgenza all’ospedale Cardarelli. Sebbene le ferite riportate siano state giudicate serie dai medici, la donna non sarebbe fortunatamente in pericolo di vita, ma resta sotto osservazione per monitorare il quadro clinico e il grave trauma psicologico subito.

Decine di cittadini hanno ripreso con i telefonini l’intervento dei carabinieri del nucleo Radiomobile di Napoli, che intorno alle 22 sono riusciti a sottrarre alla folla inferocita il 39enne,

L’oroscopo del 6 marzo 2026 di Paolo Tedesco

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La giornata si apre con una Luna in Vergine che ci spinge a mettere ordine nelle nostre priorità. Siamo pratici, forse un po’ troppo critici, ma è il momento giusto per sistemare i dettagli che contano. Venere in Ariete accende la scintilla della passione e della competizione, mentre Marte in Cancere ci invita a proteggere il nostro nido emotivo. Attenzione alle parole: si può essere più taglienti del solito.

♈ ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

  • Amore: La vostra intraprendenza è ai massimi storici. Venere nel segno vi rende magnetici e irresistibili. Chi è single potrebbe vivere un colpo di fulmine in un contesto dinamico (palestra, corsa, gara). In coppia, evitate di essere troppo egocentrici: oggi si tratta di fare squadra.

  • Lavoro: Energia alle stelle. Siete pronti a firmare progetti e a imporre le vostre idee. Ottimo per chi deve avviare una trattativa, ma attenzione a non bruciare le tappe.

  • Salute: Vitalità eccellente. Scaricate la tensione con lo sport. Unico neo: la testa. Possibili cefalee da stress positivo.

  • Finanze: Siete impulsivi negli acquisti. Ottimo per comprare qualcosa per il vostro look, ma evitate investimenti avventati firmati oggi.

  • Consiglio del giorno: “L’audacia di oggi getta il seme per i successi di domani. Osate, ma con metodo.”

♉ TORO (20 aprile – 20 maggio)

  • Amore: Giornata di ritiri strategici. Avete bisogno di pace e di coccole. La Luna in Vergine vi rende un po’ permalosi: non prendetevela se il partner non intuisce al volo i vostri desideri, comunicateli con dolcezza.

  • Lavoro: La vostra pazienza è messa alla prova da colleghi disordinati. Dovrete rimboccarvi le maniche e sistemare le cose da soli per avere risultati perfetti. Ottimo per il lavoro manuale o creativo.

  • Salute: Sistema digestivo sotto i riflettori. Preferite cibi leggeri e cucinati in casa. Una camminata rigenerante vi schiarirà le idee.

  • Finanze: Quadro stabile. Nessuna spesa improvvisa, ma nemmeno entrate straordinarie. Giornata di amministrazione.

  • Consiglio del giorno: “La calma è la tua forza. Prima di reagire a un torto, conta fino a dieci e vedrai il lato pratico della situazione.”

♈ GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

  • Amore: Siete l’anima della festa, o meglio, del gruppo. La vostra parlantina conquista tutti. In coppia, è il momento ideale per organizzare una gita fuori porta o un progetto comune. Single: un amico potrebbe diventare qualcosa di più.

  • Lavorato: Comunicazione al centro. Riunioni, telefonate, email. Siete instancabili. Perfetto per chi lavora nel marketing, nella vendita o nel giornalismo.

  • Salute: Attenzione alla gola e alle corde vocali. Se parlate tanto, idratatevi.

  • Finanze: Potreste ricevere una piccola somma arretrata o trovare un affare intelligente online.

  • Consiglio del giorno: “La parola è d’argento, il silenzio è d’oro. Oggi ascolta più di quanto parli, scoprirai segreti utili.”

♋ CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

  • Amore: Marte nel segno vi rende protettivi e un po’ possessivi. Volete avere il controllo della situazione sentimentale. Bene prendersi cura dell’altro, male soffocarlo. Trovate un equilibrio.

  • Lavoro: Siete il collante del team. La vostra empatia vi permette di mediare conflitti. Ottimo per chi si occupa di risorse umane o assistenza clienti.

  • Salute: Energia nervosa alta. Potreste sentirvi agitati. Un bagno caldo o una tisana alla sera vi rilasseranno.

  • Finanze: Gestione oculata delle risorse domestiche. Potreste pensare a un piccolo investimento per la casa.

  • Consiglio del giorno: “Il guscio del granchio è la sua forza, ma a volte va abbandonato per crescere. Esci dalla tua tana emotiva.”

♌ LEONE (23 luglio – 22 agosto)

  • Amore: Orgoglio e passione si mescolano. Volete essere al centro dell’attenzione del partner, e lo meritate. Single: sguardi magnetici. Ma non siate troppo teatrali, la semplicità oggi conquista di più.

  • Lavoro: Creatività alle stelle. Se avete un progetto personale da proporre, questo è il momento giusto. I superiori noteranno il vostro impegno.

  • Salute: Cuore e circolazione in primo piano. Niente eccessi, via libera a cene leggere.

  • Finanze: Tentati da spese faraoniche per stupire. Meglio un regalo di valore, ma non eccessivo.

  • Consiglio del giorno: “Il sole splende per tutti, ma oggi ricordati di scaldare chi ti sta vicino senza bruciarlo con la tua luce.”

♍ VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

  • Amore: La Luna nel segno vi rende perfezionisti anche in amore. Analizzate ogni gesto del partner. Cercate la perfezione, ma rischiate di trovare difetti inesistenti. Godetevi il momento.

  • Lavoro: Giornata super produttiva. Le vostre liste funzionano, la concentrazione è massima. Sistemate arretrati e pratiche burocratiche con maestria.

  • Salute: Benessere generale. La Luna nel segno dà una sferzata di energia e purezza interiore.

  • Finanze: Controllo maniacale delle spese. Ottimo per fare verifiche e tagliare costi inutili.

  • Consiglio del giorno: “La perfezione è un’illusione, la bellezza sta nell’imperfezione. Applica questa regola anche ai rapporti umani.”

♎ BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

  • Amore: Ricerca di armonia e dialogo. Siete stanchi delle tensioni e cercate il confronto pacifico. Ottimo per chiarimenti in coppia. Single: fascino magnetico, attirerete persone mature e interessanti.

  • Lavoro: Diplomazia al potere. Riuscite a gestire clienti difficili o a trovare un compromesso che salva un progetto. L’arte di “tener buoni” tutti funziona.

  • Salute: Ritenzione idrica? Bevete molta acqua e limitate il sale. La pelle potrebbe essere sensibile.

  • Finanze: Partnership finanziarie favorite. Potreste decidere di aprire un conto cointestato o investire con un socio.

  • Consiglio del giorno: “La bilancia non pende mai tutta da una parte. Cerca il compromesso, ma senza mai perdere la tua identità.”

♏ SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

  • Amore: Passione intensa e mistero. Il vostro sguardo profondo ipnotizza. In coppia, giornata di grande intesa fisica. Single: potreste essere attratti da una persona “vietata” o difficile da conquistare.

  • Lavoro: Investigatori nati. Scovate errori e scoprite informazioni che vi danno un vantaggio competitivo. Ottimo per chi fa ricerca o analisi.

  • Salute: Energia potente ma accumulata. Attenzione alla rabbia repressa: se necessario, sfogatela in palestra.

  • Finanze: Gestione del risparmio. Potreste pensare a un investimento a lungo termine o a un’assicurazione. Diffidate di proposte troppo belle per essere vere.

  • Consiglio del giorno: “Il potere non è nulla senza controllo. Usa le tue scoperte con saggezza, non come armi di ricatto.”

♐ SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: Voglia di evasione e libertà. Se il partner vi rinserra troppo, scappate. Meglio organizzare un viaggio o un’avventura insieme. Single: l’amore potrebbe essere lontano, magari straniero.

  • Lavoro: Idee innovative e visioni a lungo termine. Proiettati al futuro, forse trascurate le pratiche burocratiche di oggi. Delega i dettagli noiosi.

  • Salute: Gambi in movimento. Attenzione a distorsioni se fate sport. La vostra irrequietezza vi porta a muovervi molto.

  • Finanze: Occhio agli acquisti impulsivi online. Quel corso o quel biglietto aereo dell’ultimo minuto è proprio necessario?

  • Consiglio del giorno: “La fretta è una cattiva consigliera. Mira alla meta, ma goditi il percorso, altrimenti rischi di perdere occasioni preziose.”

♑ CAPRICORNO (22 dicembre – 20 gennaio)

  • Amore: Responsabilità e serietà. Siete presi dagli impegni, ma non dimenticate di ritagliare un momento intimo. Una cena a lume di candela può risollevare lo spirito. Single: cercate stabilità, non avventure.

  • Lavoro: Scalata al successo. La vostra ambizione è evidente a tutti. Raccogliete i frutti di sforzi passati. Possibile riconoscimento da un superiore.

  • Salute: Ossa e denti. Curate l’alimentazione, via libera a latticini e verdure a foglia verde.

  • Finanze: Budget sotto controllo. Entrate stabili, nessun intoppo. Potreste iniziare a pianificare una spesa importante per l’estate.

  • Consiglio del giorno: “La cima della montagna è il tuo obiettivo, ma non dimenticare di portare una coperta per chi ha freddo lungo la salita.”

♒ ACQUARIO (21 gennaio – 19 febbraio)

  • Amore: Giornata all’insegna dell’amicizia e della stranezza. Il vostro lato anticonformista affascina. In coppia: stupite il partner con un’iniziativa fuori dal comune. Single: l’amore arriva quando non lo cerchi, magari in un gruppo di volontariato.

  • Lavoro: Innovazione e tecnologia. Le vostre idee avveniristiche trovano terreno fertile. Ottimo per presentare progetti digitali o di gruppo.

  • Salute: Sistema nervoso. Troppi stimoli esterni potrebbero affaticarvi. Concedetevi una pausa di silenzio.

  • Finanze: Guadagni legati alla tecnologia o al web. Potreste ricevere un compenso per un progetto innovativo.

  • Consiglio del giorno: “L’originalità è la tua firma, ma a volte un po’ di sana routine può aiutarti a non disperdere le tue energie.”

♓ PESCI (20 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: Siete romantici e sognatori come non mai. Parole dolci e gesti poetici conquistano il partner. Single: l’anima gemella potrebbe essere una persona molto spirituale o sensibile.

  • Lavoro: Intuito affilato. Affidatevi al vostro sesto senso per prendere decisioni importanti. Ottimo per chi lavora nell’arte, nella musica o nell’aiuto agli altri.

  • Salute: Piedi e liquidi. Attenzione alla circolazione. Sì a pediluvi rilassanti e scarpe comode.

  • Finanze: Qualche piccola spesa imprevista per la casa o la famiglia. Niente di allarmante.

  • Consiglio del giorno: “Nuota nel tuo oceano di sogni, ma tieni sempre un occhio aperto sulla realtà, per non andare a sbattere contro gli scogli.”

Cosa ci riservano le stelle quest’oggi

Cari amici, questo 6 marzo 2026 ci parla di ordine e azione. La Luna in Vergine ci chiede di mettere a posto i cassetti della nostra vita, sia quelli materiali che quelli emotivi. È una giornata in cui non possiamo permetterci di lasciare nulla al caso, soprattutto nei dettagli pratici del lavoro e della salute.

Ma non è una giornata noiosa! Venere in Ariete e Marte in Cancro creano un contrasto affascinante: da un lato la voglia di affermare sé stessi e di conquistare (Ariete), dall’altro il bisogno di proteggere e di essere protetti (Cancro). Il segreto di oggi sarà trovare l’equilibrio tra il nostro io e il noi.

Attenzione ai nervi scoperti: la precisione della Vergine può trasformarsi in critica tagliente. Cerchiamo di essere costruttivi, non distruttivi. In amore, per tutti i segni, il messaggio è chiaro: la passione c’è, ma va dosata con la dolcezza.

In definitiva, le stelle ci regalano una giornata propositiva. L’energia per fare c’è, la lucidità per organizzare pure. Sta a noi non sprecare questo carburante celeste in litigi inutili o perfezionismi ossessivi.

Buona giornata a tutti e che le stelle vi siano lievi!
— Paolo Tedesco

Omicidio Fontana, la Corte d’Appello cancella l’ergastolo al ras Catello Martino

Castellammare – Non è stata una “sentenza” di camorra pianificata a tavolino, ma un’esplosione di violenza brutale nata da uno sgarro personale. Con una decisione che ha rimescolato le carte di un caso di cronaca nerissima, la Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha cancellato l’ergastolo per Catello Martino, detto “’o puparuolo”, il 52enne di Castellammare di Stabia accusato dell’omicidio del giovane Alfonso Fontana.

La condanna è scesa a 20 anni di reclusione, grazie all’esclusione dell’aggravante della premeditazione e al riconoscimento del rito abbreviato, inizialmente negato in primo grado.

L’agguato: terrore a due passi dal Palazzo di Giustizia

La sera del 7 febbraio 2024, il cuore di Torre Annunziata si trasforma in un set da film poliziesco, ma il sangue è vero. Sono circa le 20:00 quando Alfonso Fontana, 24 anni, stabiese con piccoli precedenti, viene intercettato in via De Simone. La posizione è simbolicamente agghiacciante: a pochi metri dall’ingresso del Tribunale di Torre Annunziata, il tempio della legalità.

Fontana capisce di essere in trappola. Tenta una fuga disperata a piedi, ma i sicari non gli lasciano scampo. Testimoni riferiscono di una sequenza rapida: diversi colpi di pistola esplosi a bruciapelo che lo raggiungono al torace e alle gambe. Il giovane stramazza al suolo, morendo quasi sul colpo, mentre il commando svanisce nel nulla tra i vicoli che circondano il palazzo di giustizia.

Il movente: l’ombra di un furto alla “famiglia”

Le indagini della Procura oplontina e dei Carabinieri si stringono subito attorno all’ambiente di Castellammare. Emerge un retroscena che mescola dinamiche criminali e rancori privati. Il “peccato originale” di Alfonso Fontana sarebbe stato un furto.

Secondo la ricostruzione accusatoria, Fontana avrebbe sottratto oggetti preziosi (tra cui un orologio di valore e gioielli) dall’abitazione della figlia di Catello Martino, esponente di spicco della malavita locale legato ai clan di via Fontanelle.

Quello che per molti sarebbe stato un normale (seppur grave) episodio di microcriminalità, per Martino è diventato un affronto d’onore. Fontana era stato “sentenziato” non per una guerra di territorio, ma per aver osato toccare i beni della famiglia del boss.

L’addio plateale: fuochi d’artificio e “onore”

Il clima intorno alla vicenda si fa incandescente durante le esequie. Nonostante i divieti e i controlli serrati delle forze dell’ordine, l’addio ad Alfonso Fontana a Castellammare di Stabia diventa un evento plateale: scritte sui muri, magliette con il suo volto e i classici (e inquietanti) muisica e fuochi d’artificio fatti esplodere per “salutare” il feretro.

Un rituale che per gli investigatori è il segno tangibile della tensione che respira il quartiere e della necessità della “famiglia” della vittima di rivendicare la propria presenza sul territorio.

La svolta giudiziaria: cade l’ergastolo

Il processo di primo grado si era concluso con la massima pena: il carcere a vita. I giudici avevano inizialmente ritenuto l’omicidio un atto pianificato con cura. Tuttavia, nel secondo grado di giudizio, la linea difensiva dell’avvocato Gianluigi Di Ruocco ha fatto breccia.

I giudici della V sezione della Corte d’Assise d’Appello hanno stabilito che non vi fu premeditazione. L’omicidio sarebbe stato il frutto di un impulso violento, una “reazione” non studiata a tavolino nei giorni precedenti, ma maturata in un arco temporale ridotto. Questo dettaglio tecnico ha permesso l’accesso allo sconto di pena previsto dal rito abbreviato, portando la sentenza a 20 anni di carcere.

 

Napoli, donna accoltellata sul bus da un 39enne di Pianura

Napoli – Un pomeriggio di terrore su un autobus di linea a Napoli. Una donna di 32 anni è stata aggredita e accoltellata al volto e alle braccia da uno sconosciuto mentre si trovava a bordo del mezzo pubblico. L’episodio si è verificato in via Simone Martini, nella zona collinare.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i militari del nucleo Radiomobile dei carabinieri, che sono riusciti a bloccare l’aggressore poco dopo il folle gesto. Si tratta di un uomo di 39 anni, residente a Pianura, che al momento non sembra avere alcun legame con la vittima. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe agito senza un apparente motivo.

La 32enne, seppur ferita in modo grave, è sempre rimasta cosciente. Immediatamente soccorsa, è stata trasportata in codice rosso all’ospedale Cardarelli. I sanitari escludono al momento pericolo di vita, ma la prognosi resta riservata.

Gli investigatori stanno ora ascoltando eventuali testimoni presenti sul bus per ricostruire l’esatta dinamica dell’accoltellamento e fare piena luce sulla vicenda.

L’uomo ha rischiato il linciaggio ed è stato insultato pesantemente mentre è sceso dal bus con i carabinieri ed è entrato nella gazzella.

 

Superenalotto, sei 5 centrano il colpo ma il Jackpot continua a crescere

Ancora nessun vincitore del “6”, e il sogno milionario continua a crescere. L’estrazione di oggi del Superenalotto lascia ancora aperta la caccia al jackpot, che dopo il concorso odierno sale a 130,3 milioni di euro, una cifra capace di alimentare speranze e strategie di milioni di giocatori in tutta Italia.

Nel concorso di oggi, però, non sono mancate le soddisfazioni: sei fortunati giocatori hanno centrato il “5”, portandosi a casa 30.632,55 euro ciascuno. Una vincita importante, anche se lontana dal colpo della vita che tutti attendono con il “6”.

I numeri dell’estrazione di oggi

La combinazione vincente del concorso n. 37 del Superenalotto è stata:

7 – 23 – 39 – 62 – 63 – 78

  • Numero Jolly: 22

  • Numero SuperStar: 35

Numeri che, come sempre, diventano subito oggetto di analisi tra appassionati e giocatori abituali: dalla presenza di due numeri consecutivi nella fascia alta alla distribuzione tra numeri bassi e alti, fino alla curiosità del 7, numero spesso associato alla fortuna.

Jackpot sempre più ricco

Il dato che più colpisce, ancora una volta, è l’assenza sia del “6” sia del “5+1”. Questo significa che il montepremi continua a crescere estrazione dopo estrazione.

Per il prossimo appuntamento con il Superenalotto il jackpot in palio sarà infatti di 130.300.000 euro, una cifra che potrebbe cambiare la vita a chi riuscirà a centrare la combinazione perfetta.

Le vincite del concorso Superenalotto/Superstar n.37

Superenalotto

  • Punti 6: 0 vincite – 0,00 €

  • Punti 5+1: 0 vincite – 0,00 €

  • Punti 5: 6 vincite – 30.632,55 €

  • Punti 4: 470 vincite – 398,01 €

  • Punti 3: 19.979 vincite – 28,20 €

  • Punti 2: 333.874 vincite – 5,24 €

SuperStar

  • Punti 6 SuperStar: 0 vincite – 0,00 €

  • Punti 5+ SuperStar: 0 vincite – 0,00 €

  • Punti 5 SuperStar: 0 vincite – 0,00 €

  • Punti 4 SuperStar: 0 vincite – 0,00 €

  • Punti 3 SuperStar: 76 vincite – 2.820,00 €

  • Punti 2 SuperStar: 1.748 vincite – 100,00 €

  • Punti 1 SuperStar: 10.391 vincite – 10,00 €

  • Punti 0 SuperStar: 21.800 vincite – 5,00 €

Altre vincite

  • Seconda Chance 50 €: 107 vincite – totale 5.350 €

  • Seconda Chance 3 €: 16.098 vincite – totale 48.294 €

  • WinBox 1: 2.208 vincite – totale 55.200 €

  • WinBox 2: 260.493 vincite – totale 530.206 €

Il commento finale

L’estrazione di oggi conferma un trend ormai chiaro: il jackpot del Superenalotto continua a salire e rende ogni nuovo concorso sempre più atteso. Con 130,3 milioni di euro in palio, la prossima estrazione potrebbe trasformarsi in uno degli appuntamenti più seguiti dagli appassionati della lotteria.

Nel frattempo, sei giocatori festeggiano una vincita importante con il “5”, mentre migliaia di altri portano a casa premi minori grazie al SuperStar e alle opzioni di gioco aggiuntive.

La domanda che ora si fanno tutti è una sola: il prossimo concorso sarà quello giusto per vedere finalmente centrato il “6”? Il conto alla rovescia è già iniziato

Sal Da Vinci scende in campo: una partita per la «Fondazione Domenico»

Napoli – Una promessa nata sotto il segno della solidarietà, nel cuore pulsante dei festeggiamenti per il recente trionfo sanremese. A Napoli, tra l’affetto degli abitanti della Torretta, Sal Da Vinci ha annunciato un’importante iniziativa benefica: l’organizzazione di una partita di calcio che vedrà protagonista la Nazionale Cantanti.

L’obiettivo è chiaro e nobile: raccogliere fondi a sostegno della fondazione intitolata a Domenico, il bambino di soli due anni e mezzo tragicamente scomparso in seguito al trapianto di un cuore risultato danneggiato.

L’omaggio alla determinazione di una madre

Il progetto nasce dal profondo legame con la storia di Patrizia, la madre di Domenico, diventata il simbolo di una battaglia coraggiosa per la verità e la giustizia. È lei, infatti, la promotrice della fondazione che porta il nome del figlio.

“Questa mamma è un esempio straordinario, non si è mai arresa”, ha dichiarato Sal Da Vinci, sottolineando come il suo impegno non sia solo una ricerca di risposte sul passato, ma un gesto volto a prevenire il ripetersi di simili tragedie in futuro.

Il plauso delle istituzioni

Alla festa era presente anche il deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha voluto rimarcare l’importanza dell’iniziativa: “Ancora una volta, l’amore prevale sulle polemiche”, ha commentato.

“La battaglia per ottenere giustizia sta proseguendo con fermezza. Grazie al lavoro della fondazione guidata dalla mamma di Domenico, sarà possibile offrire un supporto concreto e lavorare affinché casi drammatici come il suo non debbano più ripetersi”.

Il sostegno del mondo dello spettacolo, unito alla determinazione della famiglia e delle istituzioni, punta ora a trasformare il dolore in una risorsa preziosa per la comunità.

Casavatore dà la caccia agli «zozzoni»: videosorveglianza inchioda lo sversatore abusivo

Cssavatore – Beccato “zozzone” con la videosorveglianza. L’azione incisiva della Polizia locale agli ordini del comandante Francesco Perrella. Il nuovo regolamento sul sistema di videosorveglianza, approvato pochi giorni fa in Consiglio Comunale, sta già dando risultati concreti.

Grazie alle telecamere è stato individuato il responsabile di uno sversamento abusivo di rifiuti: è scattato immediatamente il sequestro del mezzo utilizzato, insieme alla denuncia e alla verbalizzazione nei confronti dei responsabili.

“Un segnale chiaro” ha detto il sindaco Fabrizio Celaj: “chi inquina e danneggia il nostro

territorio verrà identificato e perseguito”.
“Un sentito ringraziamento alla Polizia Locale per il lavoro svolto con professionalità, tempestività e grande senso di responsabilità. Il loro impegno quotidiano è fondamentale per garantire il rispetto delle regole e la tutela della nostra comunità.

Intendiamo proseguire con determinazione su questa strada, rafforzando i controlli e facendo piena applicazione del regolamento, affinché si comprenda e sia chiaro che il rispetto delle regole non è un’opzione, ma un dovere verso il nostro territorio e l’ambiente.
La tutela del territorio è una responsabilità di tutti”.

P.B.