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Balotelli-Salvini: parole al veleno

Botta e risposta tra il leader della Lega Matteo Salvini e l’attaccante del Nizza Mario Balotelli su Toni Iwobi responsabile Immigrazione della Lega Nord, e primo senatore nero d’Italia eletto in Parlamento. Il calciatore attacca su Instagram Iwobi: “Forse sono cieco io o forse non gliel’hanno detto ancora che è nero. Ma vergogna!!!”.   Secca la risposta di Salvini: “Balotelli, non mi piaceva in campo, mi piace ancor meno fuori dal campo”.

Camorra: sequestro beni per 35 milioni di euro all’imprenditore Antimo Morlando

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E’ di oltre 35 milioni di euro il valore dei beni sequestrati, tra la Campania e il Lazio, dai Nuclei di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bologna e Napoli, ad Antimo Morlando, 57 anni, detto a’ mucia, attualmente detenuto, imprenditore nel settore edile e personaggio di spicco di organizzazioni criminali attive nell’Agro Aversano e nei comuni a Nord di Napoli. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Napoli (Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione), su proposta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, e ha riguardato beni mobili, immobili, società e rapporti finanziari riconducibili a Morlando, ai suoi familiari nonché a soggetti terzi ritenuti “prestanome”. L’imprenditore, nel mese di luglio 2017, era stato arrestato dagli stessi Reparti della Guardia di Finanza, nell’ambito dell’operazione “Omphalos”, in quanto ritenuto responsabile dei reati di usura, esercizio abusivo di attività finanziaria, intestazione fittizia di quote societarie, intestazione fittizia di beni, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, tutte fattispecie aggravate dal cosiddetto ‘metodo mafioso’, per aver agevolato i clan camorristici ‘Morelli’ prima ed ‘Aversano’ poi, attivi nei comuni di Grumo Nevano, Casandrino e Sant’Antimo. In particolare,  Morlando, già in passato più volte arrestato per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, era considerato – anche sulla base di quanto ribadito a più riprese da diversi collaboratori di giustizia – il fulcro della pianificazione delle attività estorsive sul territorio, che poi venivano materialmente eseguite da altri affiliati. Nel tempo si era poi dedicato ai prestiti usurai, riuscendo in tal modo a penetrare in realtà societarie già affermate ed a prenderne il controllo in maniera occulta e surrettizia. L’uomo ha successivamente investito nel settore immobiliare con lo scopo di avviare speculazioni edilizie e si è poi dedicato anche a una serie di truffe nel settore assicurativo, pur mantenendo la piena partecipazione alle diverse vicende criminali di carattere associativo perpetrate dai sodalizi camorristici di cui faceva parte. l provvedimento di sequestro di oggi costituisce l’epilogo di complesse indagini di polizia economico-finanziaria, condotte in stretta collaborazione dalle fiamme gialle felsinee e campane, che hanno permesso di ricostruire l’intero compendio patrimoniale illecitamente accumulato dall’imprenditore e di disporre, a suo carico, il sequestro ai sensi del ‘codice antimafia’ di una serie di cespiti il cui valore è risultato nettamente sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati dallo stesso e dal suo nucleo familiare.

Compravendita di falsi attestati da operatore sanitario: oltre 100 indagati

Si è conclusa oggi una lunga indagine condotta dal Nas di Latina, denominata ‘Attestato rapido’, finalizzata al contrasto della contraffazione di attestati professionali per l’ottenimento della qualifica di Operatore socio sanitario (Oss). L’attività, avviata dal Nas nel 2015 e coordinata inizialmente dalla Procura di Cassino è stata successivamente trasmessa per competenza territoriale alla Procura di Milano, coordinata dal sostituto procuratore Antonio Cristillo e attualmente diretta dal sostituto procuratore Francesco Vittorio Natale De Tommasi. Le indagini svolte hanno consentito di individuare e disarticolare un’associazione per delinquere attiva sul territorio nazionale costituita da soggetti operanti negli ambienti della formazione e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Avvalendosi di strutture e imprese di loro titolarità, fornivano documenti falsi con l’illegittima apposizione dei loghi della Regione Lombardia e della Provincia di Milano. Il gruppo criminale proponeva poi l’acquisto dei falsi certificati di qualifica, rilasciati in totale assenza della frequenza di corsi di formazione della durata di mille ore, a fronte del pagamento di somme oscillanti tra 1.500 e 2.500 euro. Gli indagati sono complessivamente 103 e dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, falso e sostituzione di persona. Sono 96 i provvedimenti di perquisizione e sequestro odierni, eseguiti nell’area metropolitana di Roma, nelle province di Latina, Frosinone, Viterbo e Chieti, per la cui esecuzione il Nas di Latina è stato coadiuvato, nella fase operativa, da personale del comando carabinieri per la tutela della salute, dei gruppi per la tutela della salute di Roma e Napoli e dei comandi provinciali di Roma, Latina, Frosinone, Viterbo e Chieti. I provvedimenti scaturiscono da attività ispettive svolte in strutture ricettive per anziani, presso le quali sono stati trovati gli attestati professionali per la qualifica di operatore socio sanitario, poi risultati falsi perché contraffatti o rilasciati da centri formativi non abilitati. Le perquisizioni svolte hanno permesso di sottoporre a sequestro gli attestati professionali contraffatti in possesso agli indagati, con i quali hanno operato all’interno di strutture socio sanitarie e assistenziali in assenza di specifiche competenze.

Inps: Arriva il Bonus da 1900 euro per single, vedovi e separati. Ecco come averlo

E’ stata pubblicata nei giorni scorsi la circolare Inps che va ad ampliare e meglio spiegare le nuove modalità per gli assegni familiari e quelli di maternità, già pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 19 febbraio scorso. Ci sono infatti dei cambiamenti che vanno ad avvantaggiare soprattutto le fasce deboli, ovvero i genitori single, i vedovi, i separati ma anche chi deve accudire un disabile. In questi casi le sogli Isee per richiedere l’assegno familiare si alzano di molto.

In generale l’assegno familiare corrisponde a 142,85 euro erogati mensilmente per 13 mesi, con un importo complessivo pari a 1900 euro. Per richiedere tale beneficio, in casi generici, non bisogna superare un importo Isee di 8650 euro annui. Ma ci sono delle eccezioni. Infatti se si è genitori single, vedovi, separati, celibi o nubili, l’importo Isee da non superare aumenta a 10,639 euro annui. Nel caso in cui invece in famiglia venga accudito un inabile, la soglia Isee si innalza ancora a 14,508 euro. Nella fattispecie in cui si verifichino entrambi i requisiti ( ovvero da soli con disabile da accudire) questo importo aumenta ancora fino a 15,476 euro.

Chi possiede i requisiti per richiedere l’Assegno familiare può farlo entro 45 giorni prima delle due date fissate dall’Inps, ovvero il 15 luglio 2018 e il 15 gennaio 2019. La richiesta più essere fatta al proprio Comune di residenza tramite Caf o Patronato.

Novità per i limiti Isee e importi riguardano anche gli assegni di maternità: Clicca qui per tutte le notizie su questi bonus

L’appello di Di Maio: ‘Cambiamo insieme l’Italia, ora serve responsabilità’

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“La portata Di questo voto è immensa e segna uno spartiacque con tutto quello che è venuto prima. Forse ancora non ne apprezziamo del tutto l’importanza, soprattutto per quanto inciderà sugli anni a venire. Ma una cosa è sicura. Da qui non si torna più indietro. Ho detto in ogni città dove sono stato in campagna elettorale che il governo per noi si sarebbe potuto fare in base a convergenze sui temi ed è la linea che intendo portare avanti in totale trasparenza Di fronte ai cittadini e al capo dello Stato. Tutte le forze politiche devono manifestare responsabilità in tal senso”. Così il candidato premier del M5S Luigi Di Maio, in una lettera pubblicata su Repubblica indirizzata agli altri partiti. “Il voto ha ormai perso ogni connotazione ideologica. I cittadini non hanno votato per appartenenza o per simpatia, hanno votato per mettere al centro i temi che vivono nella propria quotidianità e per migliorare la propria qualità Di vita. La narrazione del “va tutto bene” non ha retto Di fronte alla realtà vissuta dagli italiani. Dieci milioni Di poveri non possono essere ignorati. 30 miliardi Di sprechi non possono non essere eliminati. Una tassazione folle per le imprese non può non essere ritoccata. La sicurezza nelle città giorno e notte non può non essere garantita – ha spiegato – La disoccupazione, soprattutto giovanile, non può continuare a dilagare. Questo è il messaggio che arriva forte e chiaro dalle urne. Non è stato un voto ideologico, così come non è stato un voto Di protesta. È stato un voto programmatico e i punti principali sono quelli sinteticamente ricordati sopra. Abbiamo ascoltato il Paese e messo al centro del dibattito elettorale questi temi, proponendo non solo le ricette, ma anche le persone che possono realizzarle”.”Sento tutta la responsabilità Di fronte a questa apertura Di credito da parte dei cittadini e non intendo sottrarmi agli oneri che ne derivano. La politica deve smetterla Di essere arrogante e deve iniziare ad essere umile. Politica vuol dire realizzare’ disse Alcide De Gasperi. ‘Politica per noi sarà realizzare il programma che abbiamo presentato agli elettori. Politica sarà mantenere gli impegni. Politica sarà onestà. Per decenni i partiti hanno messo al centro i loro interessi, per decenni la formazione dei governi è avvenuta con il bilancino per accontentare gli appetiti dell’uno e dell’altro – ha concluso Di Maio – Ora insieme abbiamo la storica occasione Di cambiare l’Italia. Io non voglio perderla e chi ha scelto Di ostacolare a tutti i costi il cambiamento faccia pure, ma sappia che non si può fermare il vento con le mani e che noi nonostante tutto cambieremo l’Italia”.

Castellammare, solo due offerte presentate per gli chalet

Castellammare di Stabia. Bando flop all’Acqua della Madonna: sono solo due le offerte presentate per la gestione degli chalet stabiesi. L’Autorità Portuale del Mar Tirreno Centrale in convenzione con Palazzo Farnese aveva messo a bando lo scorso dicembre la gestione dei nuovi chioschi in riva al mare. Un progetto che rientra nella visione della città in chiave turistica. Lunedì sono scadute le presentazioni delle domande e ieri la commissione si è riunita per esaminare le domande. Sono solo due le proposte presentate. Dopo un controllo formale della documentazione si procederà con la nomina di una commissione per assegnare la gara. Delusione per il basso numero di proposte, probabilmente quando il comune di Castellammare di Stabia avrà un’amministrazione politica sarà indetta una nuova gara per assegnare gli altri 6 chalet rimasti “vuoti”. “Ci aspettavamo un maggior interesse da parte del mercato – afferma il presidente Pietro Spirito – Potremo al massimo assegnare due degli otto chalet previsti. Il territorio perde una opportunità di profonda riqualificazione”.

Sgominata la banda dei rapina tir di Napoli est

Marcianise. Sgominata la banda dei rapinatir. Il durissimo colpo è stato inflitto dai carabinieri della compagnia di Marcianise che, oltre a sventrare una rapina, hanno liberato l’autista del mezzo sequestrato dai malviventi Sono stati arrestati tutti i sei componenti, si tratta di Antonio Iannicelli 39 anni, Gennaro Pinto 57 anni, Vincenzo Ciotola 45 anni, Salvatore Cappelli 56 anni, Benito Maione 47 anni ed M.F. 34enne incensurato proveniente dai quartieri di Napoli est. I sei sono ritenuti tutti degli specialisti per questo tipo di reato. Gli arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere in attesa di udienza di convalida. I militari hanno anche sequestrato una pistola giocattolo e un disturbatore di frequenze GPS. I componenti della banda, nella giornata di ieri, a bordo di due automobili hanno sbarrato la strada al 58enne autotrasportatore di surgelati, costretto all’uomo di scendere dal mezzo e salire in auto con loro. Ad evitare che il colpo venisse messo a segno un’auto dei carabinieri che, resosi conto di quanto stava accadendo, hanno chiesto i rinforzi. Così è iniziato l’inseguimento al tir e alle auto, sono stati bloccati ed arrestati. Il mezzo pesante dal valore di circa 100mila euro e 30mila euro di merce sono stati consegnati all’autista.

Fatture false: sequestrato un noto albergo di Palinuro

Al termine di indagini di polizia giudiziaria svolte dai Finanzieri della Tenenza di Sapri, l’Autorità Giudiziaria di Vallo della Lucania ha disposto il sequestro per equivalente di un noto hotel di Palinuro, del valore di 2 milioni di euro. Il provvedimento cautelare è giunto al termine di una delicata attività di polizia economico-finanziaria che ha visto i Finanzieri impegnati a ricostruire un imponente giro di fatture per operazioni inesistenti attraverso le quali i soggetti coinvolti si erano sottratti alla prevista tassazione. I relativi proventi illeciti sono stati poi riciclati nell’acquisto del complesso turistico. I Finanzieri di Sapri hanno apposto i sigilli alla struttura turistica, denunciando alla Procura di Vallo della Lucania 3 persone. L’operazione svolta conferma l’attenzione posta dal Corpo a contrasto dei fenomeni di criminalità economico finanziaria che danneggiano la libera concorrenza nel mercato e penalizzano gli imprenditori che onestamente operano nel settore.

Spacciavano coca nella Roma-bene dei Parioli e via Veneto: 21 arresti

Spacciavano cocaina nella “Roma Bene”: blitz dei carabinieri con 21 arresti. Nel corso dell’operazione cinque persone sono state arrestate in flagranza di reato e altre 16 invece colpite da Ordinanza di Custodia Cautelare, per associazione a delinquere finalizzata all’illecita commercializzazione di droga. E’ questo il bilancio dell’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma e condotta dai Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Roma. L’indagine ha riguardato il quartiere Parioli ed il mondo notturno della “Roma bene”, con particolare riferimento a due locali notturni nei pressi di via Veneto, all’interno dei quali, uno degli indagati, spacciava quotidianamente cocaina.

Boscoreale, 2 anni e 6 mesi di carcere per il pusher seriale del Piano Napoli

Boscoreale – Girava nel suo regno senza alcuna precauzione con la cocaina in mano tra gli isolati e le vedette del Piano Napoli. Si sentiva al sicuro e super protetto. Ma non era così. Fermato, arrestato, processato, condannato.Secondo la Procura doveva finire in galera immediatamente. Soggetto pericoloso del territorio vesuviano. Per il pm della Procura di Torre Annunziata, il pusher Giovanni Padovani, a 26 anni aveva dedicato “la sua giovane vita allo spaccio ed agli affari illeciti ed infatti è stato processato più volte, riportando varie condanne per lo stesso reato. Era la prova che non riusciva a cambiare vita. Per lui non si erano mai aperte le porte del carcere ed era giusto che questa volta fosse quella la sua destinazione”.Il giovane fu arrestato il 9 febbraio quando fu bloccato dai carabinieri ed ammise subito le sue responsabilità. Secondo la Procura non gli doveva essere riconosciuta l’ipotesi dello spaccio lieve ma quella professionale perché il Padovani vive spacciando e spacciando si arricchisce ed arricchisce la criminalità del vesuviano.Il giovane era stato fermato mentre usciva dal suo palazzo nel rione popolare del Piano Napoli con la droga nel palmo della mano. Oltre 20 dosi di crack.Secondo i carabinieri, durante il fermo, erano giunti diversi acquirenti per acquistare droga ma avendo riconosciuto le forze dell’ordine si erano velocemente dileguati. Ci furono momenti di forte tensione tra le forze dell’ordine che stavano operando il suo arresto ed alcuni familiari del arrestato nonché dei conoscenti accorsi quando videro scattare le manette ai polsi del giovane.
Alla fine, il giudice ha dato ragione all’avvocato Gennaro De Gennaro, difensore del giovane pluripregiudicato, sebbene la Procura oplontina avesse chiesto il carcere immediato ed una condanna esemplare per il Padovani, ritenendolo figura apicale di un collaudato sistema di spaccio. Ieri si è celebrato il giudizio abbreviato dinanzi al Tribunale oplontino. Il processo si è concluso con una condanna a due anni e sei mesi di reclusione a fronte dei quattro anni richiesti dalla pubblica accusa. Sospiro di sollievo per il Padovani Giovanni che non solo ha evitato il carcere ma ha riportato anche una minima condanna sebbene avesse molti precedenti e quel cognome “famoso”.

Mafia, sequestri beni per 120 milioni di euro al ‘re della fibra ottica’

I beni  del ‘re della fibra ottica’ Calogero Romano per un valore complessivo di oltre 120 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza. L’imprenditore di Agrigento titolare di numerose aziende che operano nel campo delle telecomunicazioni e della fibra ottica, nel settore edile ed anche di un autodromo. Il provvedimento e’ stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Agrigento, su proposta della Procura di Palermo. Le indagini, svolte dalle Fiamme Gialle palermitane e coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo, “hanno consentito di ricondurre il successo delle iniziative imprenditoriali di Romano ai rapporti di connivenza dallo stesso intrattenuti – nell’arco di un ventennio – con esponenti di spicco di Cosa Nostra agrigentina”, dicono gli inquirenti. Nel 2016, Calogero Romano è stato infatti condannato dal Tribunale di Agrigento alla pena di sei anni e sei mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, per aver contribuito ”al rafforzamento di Cosa Nostra, pur non facendone parte, fino a quando il suo principale punto di riferimento, il mafioso Ignazio Gagliardo, non entrò nel programma di protezione per i collaboratori di giustizia”. “Lo stesso – scrive le Fiamme gialle -aveva intrattenuto rapporti diretti con ”Cosa Nostra” agrigentina, beneficiando dell’appoggio e della protezione di esponenti della famiglia di Racalmuto, al fine di ottenere vantaggi per le proprie imprese, operanti nel settore edilizio e nel mercato del calcestruzzo. In particolare, tra il 1992 ed il 2012 l’imprenditore ha consentito agli esponenti del sodalizio criminale Ignazio Gagliardo, Calogero Gagliardo e Maurizio Di Gati, di gestire l’impianto di calcestruzzo formalmente riconducibile alle società dallo stesso controllate – tra cui la ”Eredi Romano di Romano Calogero, la Romano srl e la Ierre srl” “in cambio dell’accrescimento e sviluppo della propria attività economica”. “Attività che, proprio grazie all’appoggio incondizionato di esponenti di spicco di Cosa Nostra agrigentina, si è ulteriormente sviluppata ed è stata diversificata, ampliando così la galassia degli interessi economici di Romano – speigano le Fiamme gialle – Nel tempo sono state costituite molte società, tra cui la ”Program group racing engineering srl, proprietaria del noto Autodromo Internazionale Valle dei Templi di Racalmuto, la Beton società unipersonale a r.l. la ”Mediterranea cavi spa e la Romano Telecomunicazioni, queste ultime specializzate nella posa di cavi elettrici e telefonici che hanno via via guadagnato una posizione dominante nel settore delle opere di realizzazione di reti telematiche, nelle provincie della Sicilia occidentale.”Con il consenso di Giuseppe Falsone – dice la Guardia di Finanza – il boss di Campobello di Licata, considerato in passato il capo di Cosa Nostra agrigentina, Calogero Romano ha, inoltre, fornito alle aziende riconducibili a Angelo Di Bella e Vincenzo Leone, appartenenti alla famiglia mafiosa di Canicattì (Agrigento), il calcestruzzo necessario alla realizzazione dei lavori di costruzione del noto centro commerciale ”Le Vigne”, sito tra le città di Agrigento e Caltanissetta, ai medesimi ”consentito” sotto il diretto controllo della famiglia mafiosa egemone sul territorio. I finanzieri hanno peraltro accertato come per l’edificazione del centro commerciale, Romano abbia fatto sistematico ricorso a sovrafatturazioni delle forniture di calcestruzzo, al fine di precostituirsi ”fondi neri” necessari al sostentamento della famiglia mafiosa di Canicattì”. “A conclusione degli accertamenti economico-patrimoniali svolti dal Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, è stata – in definitiva – dimostrata una ingente sperequazione fra redditi leciti, patrimoni accumulati ed investimenti effettuati da Calogero Romano – dice la Finanza – sulla base della quale è stata applicata la misura patrimoniale del sequestro finalizzato alla confisca in capo allo stesso, anche mediante l’interposizione dei familiari, di 10 aziende di cui 2 ditte individuali e 8 società, decine di automezzi; 16 rapporti bancari e 119 immobili (tra terreni e abitazioni).

Scafati, nuovo attentato all’ex consigliere Mario Santocchio: distrutta la vetrina del negozio Fashion

Scafati. E’ finito di nuovo nel mirino Mario Santocchio, l’ex consigliere di Fratelli d’Italia, testimone nel processo Sarastra. Poco dopo le 23 di ieri sera, 6 marzo, un’altra bomba carta ha distrutto la vetrina di un negozio di sua proprietà e gestito da una donna di Ottaviano, situato accanto al locale preso di mira solo sei giorni fa. La seconda bomba carta nel giro di sei giorni. E se la prima volta ci poteva essere una possibilità su 100 che l’attentato fosse, per una pura casualità, stato fatto ai danni di una sua proprietà, questa volta gli attentatori sono andati a colpo sicuro. Colpita una delle vetrine del negozio di intimo e abbigliamento per la casa denominato ‘Fashion’, situato proprio accanto alla vetrina con l’insegna ‘Saul’ presa di mira il 28 febbraio scorso. Un’auto parcheggiato dinanzi al locale è stata in parte danneggiata, il vetro lato passeggero è andato in frantumi. Ma la bomba carta, probabilmente di un potenziale inferiore a quello dell’ultima volta, non è riuscita a distruggere completamente la vetrata del negozio. Poco dopo le 23,30 è giunta a Scafati anche l’affittuaria del negozio A. C., di San Gennarello di Ottaviano, che è stata subito identificata e ascoltata dai carabinieri della Tenenza di Scafati che stavano facendo i primi rilievi, in attesa dei militari della sezione scientifica. La giovane donna, si è presentata spontaneamente ai militari ed ha chiesto, subito di conoscere al più presto la verità per quell’attentato. A gestire il negozio fino a circa un anno fa era il marito, scomparso prematuramente per cause naturali. Intorno al luogo dell’attentato una piccola folla di curiosi, i residenti della zona e alcuni giovani e giovanissimi del centro storico protagonisti di momenti di tensione con i carabinieri. Uno di loro è stato redarguito verbalmente ma ha continuato a sostare nei pressi della striscia di contenimento. Dopo un battibecco con alcuni esponenti delle forze dell’ordine, i militari hanno tentato di portarlo via per identificarlo, ma intorno al ragazzo si sono stretti a cerchio i suoi amici a fargli da scudo, con alcuni ragazzini minorenni ad ingiuriare chi stava riprendendo la scena.
I carabinieri hanno anche raccolto le prime testimonianze dei residenti nei palazzi circostanti, usciti in strada appena sentito il forte boato. Prima della deflagrazione il silenzio, nessun motorino, nessuno ha visto scappare chi ha posizionato la bomba. Eppure erano da poco passate le 23, un orario in cui quella parte finale del Corso Nazionale, a pochi passi dall’istituto di credito Monte Paschi di Siena non è sempre deserto. Per fortuna nessuno si è trovato sul luogo dello scoppio. E i danni hanno riguardato solo il negozio e l’auto parcheggiata di fronte di proprietà di un residente della zona.
L’assenza di rumori sospetti, di auto o di moto nelle vicinanze, porta a credere che chi ha posizionato la bomba carta sia arrivato nei pressi del negozio a piedi, magari proveniente dal dedalo di stradine del quartiere Vetrai a poche decine di metri dal luogo dell’attentato. Medesime le modalità rispetto all’attentato del 28 febbraio, sul quale indagano gli stessi carabinieri della Tenenza di Scafati e della Reparto Territoriale di Nocera Inferiore.

Rosaria Federico

Napoli: Sarri chiama tutti a rapporto

Piu’ che Sarri, ci vorrebbe forse uno psicologo. Oggi il Napoli ha ripreso gli allenamenti dopo i due giorni di riposo concessi dall’allenatore all’indomani della sconfitta con la Roma. A Castel Volturno il clima non era dei piu’ allegri, non tanto per cio’ che e’ accaduto sabato sera al San Paolo, quanto piuttosto per la scomparsa di Davide Astori, notizia che ha profondamente colpito e addolorato tutti i calciatori azzurri. Giovedi’ ai funerali del capitano della Fiorentina, la societa’ sara’ rappresentata dal direttore sportivo, Cristiano Giuntoli, e da Christian Maggio. Sarri prima dell’allenamento che si e’ svolto nel pomeriggio, ha radunato tutta la rosa e ha lungamente parlato con i suoi giocatori. E’ facile immaginare il discorso del tecnico. La sconfitta con la Roma rappresenta una battaglia persa, ma la guerra e’ ancora tutta da combattere, sara’ stato sicuramente il senso del suo intervento. Certo il Napoli dovra’ ritrovare il morale e la concentrazione e non c’e’ neppure un minuto di tempo per distrarsi perche’ il prossimo impegno, quello domenica nel posticipo serale a S.Siro con l’Inter, e’ alquanto impegnativo. Qualcuno dice che dopo una batosta come quella subita sabato, pero’, e’ meglio confrontarsi con un avversario difficilissimo come l’Inter, proprio per poter quasi essere obbligati a ritrovare subito concentrazione e forza d’animo e riprendere cosi’ la marcia bruscamente interrotta. A Milano Sarri potra’ contare sulla miglior formazione possibile. Hamsik sta bene e oggi tutta la rosa ha partecipato all’allenamento in ottime condizioni fisiche. Lo stesso Chiriches, assente da un mese per problemi muscolari, a San Siro dovrebbe tornare in panchina. Il ritorno di Arkadiusz Milik in campo contro la Roma, sia pure per soli 13′, e’ poi un’altra buona notizia che tutti aspettavano gia’ da un po’ di tempo. Il contributo che il polacco potra’ dare nel finale di campionato viene tenuto in gran considerazione. E non solo perche’ con lui in campo potra’ finalmente avere un turno di riposo uno dei tre che giocano ininterrottamente dallo scorso settembre, quando Milik si ruppe il legamento crociato del ginocchio, ma anche perche’ Sarri potra’ finalmente puntare su un’arma tattica in piu’, vale a dire la presenza di un uomo forte fisicamente a centro area, da servire eventualmente con traversoni alti. Milik a San Siro siedera’ inizialmente in panchina, ma qualora se ne presentasse l’opportunita’.

Napoletani scomparsi in Messico, Alfano vede i familiari: ‘Massimo impegno’

Il ministro degli Esteri Angelino Alfano oggi ha incontrato, alla Farnesina, i familiari dei tre napoletani scomparsi in Messico. L’incontro, al quale hanno partecipato l’avvocato dei familiari e il direttore generale per gli italiani all’estero, Luigi Vignali, e’ servito a fare il punto sulle azioni in corso finalizzate al ritrovamento dei tre connazionali. Il ministro Alfano – si legge su esteri.it – ha ribadito il massimo impegno e il senso di urgenza con cui la Farnesina segue la vicenda tramite l’ambasciata italiana in Messico e con il coinvolgimento della Procura e di Interpol. Il titolare della Farnesina ha infine illustrato ai familiari il contenuto del suo recente colloquio telefonico con il suo omologo messicano, Luis Videgaray Caso. Nel corso della telefonata, che avuto luogo lo scorso 27 febbraio, il collega messicano ha sottolineato che obiettivi prioritari del governo messicano sono il “ritrovamento dei tre connazionali e la piena giustizia” per l’accaduto.

Pusher napoletano a Siena ingerisce 30 grammi di cocaina: prima in ospedale e poi in carcere

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Arrestato uno spacciatore di droga, aveva ingerito 30 grammi di cocaina. I carabinieri del nucleo operativo di Poggibonsi in provincia di Siena, durante un servizio finalizzato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti in Val d’Elsa, hanno fermato nel centro cittadino, tre uomini italiani, con precedenti penali, che si aggiravano con fare sospetto nei pressi del centro storico. Accompagnati in caserma per ulteriori accertamenti, i tre apparivano molto nervosi e tesi tanto che i militari, oltre agli accertamenti di routine, hanno richiesto al magistrato di turno l’autorizzazione a sottoporre uno di loro a esame rx al fine di accertare la presenza di sostanza stupefacenti occultate all’interno del corpo. I precedenti specifici di uno dei tre e il suo particolare atteggiamento non ha convinto i carabinieri, i quali con determinazione, prima di accompagnarlo al pronto soccorso cittadino, gli hanno richiesto se avesse ingerito droga. M.S., 42 anni, nato e residente a Napoli, vistosi perso, ha ammesso di aver ingerito oltre 30 grammi di cocaina. Effettivamente la cocaina era stata occultata nel retto, mediante alcuni ovuli termosaldati, i quali poco dopo sono stati espulsi naturalmente e recuperati. L’uomo è stato arrestato.

Elezioni nella zona stabiese: il grande flop nel Pd di Somma e Manniello e di Di Nardo con Forza Italia

“Sono orgogliosa della mia terra che, in una notte, ha raso al suolo la politica campana degli ultimi 30 anni”. Questo è il commento di Valeria Ciarambino, leader regionale del Movimento 5 Stelle, sconfitta alle elezioni regionali del 2015. I pentastellati in regione hanno fatto en plein vincendo in tutti i 18 collegi uninominali. Sono in totale 60 i seggi, tra deputati e senatori eletti in Campania, pentastellati, di curi 51 sono “new entry”. Ha vinto all’uninominale anche il candidato espulso di Castellammare di Stabia, Lello Vitiello che ha raggiunto oltre il 50% delle preferenze nell’uninominale a discapito di Annalisa Vessella, lady Pisacane e Silvana Somma del Partito Democratico. Il giovane avvocato stabiese ha già dichiarato di aderire al gruppo misto e di non “essere in vendita”, stoppando così tutte le eventuali proposte da parte dei partiti. Si contano i cocci di questa sconfitta clamorosa per i partiti tradizionali che hanno letteralmente “visto le stelle”. Castellammare di Stabia, la Stalingrado del sud, è ormai destinata a rimanere un lontano ricordo. Una vera e propria diaspora per l’elettorato di sinistra che non si riconosce più nella propria classe dirigente bocciata clamorosamente alle urne.

E’ questo il dato principale che emerge analizzando i numeri usciti dalle urne della città delle acque. Ben 17.495 sono le preferenze che il Movimento 5 Stelle incassa oggi, alle Politiche del 2018, a dispetto delle 7.063 del 2013. Sugli scudi il candidato alla Camera Catello Vitiello capace, nonostante la rottura con Di Maio, di ottenere consensi e trascinare il Movimento. Una vera e propria lezione a chi ha traghettato il Movimento negli ultimi anni: erano solo 950 le preferenze raccolte alle amministrative del 2013 dall’allora candidato a sindaco Vincenzo Amato. Gli stabiesi si sono riconosciuti in Vitiello che è stato dunque premiato. Con lui si accomoderanno alla Camera anche Carmen Di Lauro e Teresa Manzo, figlia di Filippo Manzo assessore nella giunta di centrosinistra a Lettere. Un risultato che annienta letteralmente e travolge il PD e i suoi candidati: solo 4.059 preferenze alla Camera, 3.956 al Senato. Un fallimento totale se si considera che alle Politiche del 2013 il partito di corso Vittorio Emanuele riuscì a strappare le oltre 8.000 preferenze. Un dato inequivocabile, in ben cinque anni non solo si è solo perso il consenso dell’elettorato tradizionalmente di sinistra ma anche quello dei simpatizzanti. Tradotto, dimezzamento dei consensi. Un dato su cui ora dovranno per forza di cose ragionare i dirigenti del PD in vista delle prossime elezioni amministrative. Altro dato non trascurabile: il calo dei consensi è visibile incrociando anche il dato delle elezioni amministrative. 6.157 le preferenze raccolte nel 2013 dal PD traghettato da Nicola Cuomo, 5996 quelle raccolte con Antonio Pannullo Sindaco. Una sonora bocciatura su tutta la linea per Pannullo, sfiduciato a febbraio, e i suoi sodali compagni casilliani che avevano imposto i nomi di Somma e Manniello. Il responso delle urne è stato inequivocabile. Ma a quanto pare ciò non basta per far scattare l’analisi interna e cominciare a ricostruire, l’ex primo cittadino residente a Portici infatti non vuole mollare l’osso forzando la mano al segretario cittadino Nicola Corrado, imponendo la sua candidatura.

Se al corso Vittorio Emanuele piangono di certo non sorridono gli azzurri di Forza Italia. Bocciatura politica per “l’ameba” Nello Di Nardo, così come ribattezzato dal sindaco sfiduciato Pannullo. 5844 preferenze quelle raccolte per la Camera dal partito di Silvio Berlusconi, 5145 al Senato. Un dato vertiginosamente anche questo in calo se si raffronta alle elezioni Politiche del 2010 dove il partito azzurro, allora PDL, raccolse complessivamente 8255 preferenze. Ma non tutto sembra perduto: rispetto alle amministrative del 2013 (3600) e 2016 (2388) i numeri sono in salita, addirittura raddoppiato quando l’allora candidato a sindaco Gaetano Cimmino fu sconfitto da Pannullo. Entra per la prima volta a Montecitorio lo stabiese Antonio Pentangelo, già candidato a sindaco sconfitto nel 2013 e presidente facente funzioni della Provincia di Napoli, eletto nel collegio Campania 1.01 (Giugliano, Acerra, Casoria, Pozzuoli).

New entry hanno lasciato il posto ai tanti big, tra cui Nello di Nardo candidato nel listino proporzionale. Il medico stabiese, già sottosegretario all’interno del Governo Amato, resta fuori dai giochi. Sono poco più di 3mila i voti raccolti dalla coalizione di centrodestra. Un’altra grande sconfitta è quella di Silvana Somma, candidata all’uninominale con il Partito Democratico. Silvana Somma ha ottenuto a Gragnano, nella sua città, circa 3mila voti. Una vera e propria debacle, considerando che alle precedenti elezioni amministrative, anche quelle perse per la seconda volta, aveva raccolto circa 5mila voti. Nella città della pasta c’è stata una sorta di “rivoluzione popolare” contro di lei e tutti quelli che la sostenevano dall’interno della maggioranza del sindaco Cimmino. I cittadini le hanno fatto pagare la non opposizione alla attuale amministrazione e gli accordi trasversali fatti con esponenti della maggioranza prima della campagna elettorale. Silvana Somma è stata punita nelle periferie montane di Gragnano dove alle amministrative aveva ottenuto, nonostante la sconfitta, un buonissimo risultato. Ma siccome da due anni la Somma non si è mai vista in quella zona ha raccolto poco più di settanta voti. E pensare che era l’unica candidata locale e lei contava molto sull’appoggio dei suoi concittadini che invece l’hanno bocciata sonoramente.

Buon risultato, invece, quello di Rivellini che supera i 65mila voti. Non poteva fare di peggio Franco Manniello, stabiese di nascita, presidente della Juve Stabia che porta a casa solo 37mila voti di cui 5mila a Castellammare di Stabia. Con questo risultato il patron si avvia al tramonto della carriera politica, una carriera che, sostanzialmente, non è mai decollata. Intanto, tra un mese circa, nella città delle acque si presenteranno le liste per le elezioni amministrative. La città andrà al voto in un clima politico non tanto sereno, i partiti tradizionali corrono il rischio di perdere anche la corsa verso Palazzo Farnese.

Ossa umane in Puglia: è lupara bianca

Le ossa di un piede sono state trovate sul fondo di una gravina, ad una profondità di circa sei metri,in località ‘Paradiso selvaggio’, a Vieste. La scoperta,la seconda del genere nel territorio dello stesso Comune,a distanza di soli pochi giorni, è stata fatta dai carabinieri Cacciatori degli Squadroni di Calabria e Sicilia, impegnati insieme a quelli di Sardegna in un lavoro di ispezione degli anfratti naturali che caratterizzano il Gargano. I militari hanno trovato un paio di vecchi stivali di gomma, del tipo di quelli generalmente usati per portare al pascolo e governare greggi, uno ormai quasi completamente disfatto, l’altro quasi integro. E proprio all’interno di quest’ultimo c’erano le falangi di un piede. Le condizioni di quanto ritrovato fanno pensare che quanto ritrovato fosse là da tempo e che – come nel caso emerso pochi giorni fa – si tratti del corpo una delle tante vittime di “lupara bianca” che, negli ultimi decenni, hanno accompagnato il radicamento della criminalità organizzata.

Padova: incendiata la porta della moschea

Ci sarebbe l’immagine di un uomo incappucciato che, accesa una sigaretta, butta un fiammifero davanti alla porta del centro islamico nel video di una telecamera di sicurezza vicina alla moschea di Via Turazza a Padova, in zona Stanga, oggetto di un attentato incendiario la notte scorsa. Lo si apprende da fonti investigative.

Davanti alla porta del centro islamico, una sala di incontri culturali e di preghiera, era stata notata già nella giornata di sabato una scatola di cartone, dalla quale alcuni passanti avevano sentito provenire odore di benzina, senza tuttavia che questo facesse scattare l’allarme.

Intorno alle 2 una pattuglia dei carabinieri in perlustrazione ha notato le fiamme che avvolgevano l’ingresso del luogo di preghiera.

L’incendio, di lieve entità, è stato spento velocemente. Gli investigatori hanno accertato che si è trattato di un atto doloso, scovando tracce di un liquido accelerante, forse benzina. La struttura ha subito solo lievi danni alla porta. Si indaga per individuare i responsabili e la matrice dell’atto incendiato.

Post elezioni: 5 Stelle talmente forti che…

In Sicilia gli eletti di M5s sono di più dei seggi a disposizione e per effetto di questo l’assegnazione avverrà sempre ai pentastellati ma in un altro collegio o circoscrizione. Sono quattro (tre alla Camera e uno al Senato), infatti, i seggi ‘non disponibili’ per l’exploit dei 5stelle che hanno ottenuto più posti in Parlamento dei candidati presentati nell’Isola. Questi seggi non assegnati, in base alla legge elettorale, spettano al Movimento nelle circoscrizioni o collegi dove ci sono candidati del M5s non eletti.

Esorcismi e violenze, resta in carcere il prete di Casapesenna don Michele Barone

Casapesenna. Esorcismi e violenze: Resta in carcere don Michele Barone, il sacerdote di Casapesenna, arrestato per maltrattamenti e violenza sessuale ai danni di tre donne, tra cui una minore di 14 anni. Sono stati scarcerati, invece, i genitori della ragazzina fini ai domiciliari perchè non avrebbero impedito gli abusi messi in atto dal prete. Il Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dopo gli interrogatori, ha rigettato le richieste dell’avvocato difensore di Barone, Carlo Taormina, mentre ha accolto l’istanza di scarcerazione per genitori della ragazza.
Per Barone erano stati chiesti gli arresti domiciliari ma, dopo il parere negativo della Procura, il Giudice ha deciso di confermare la misura, per cui la questione si sposta al Tribunale del Riesame dove Taormina ha già presentato istanza. L’altro indagato arrestato, il funzionario di ps Luigi Schettino, resta ai domiciliari in attesa che si pronunci il Tribunale del Riesame, al quale si è rivolto il suo legale Carlo De Stavola.
Durante l’interrogatorio, il funzionario di polizia ha ricostruito il suo ruolo all’interno della vicenda, rifiutando di essere etichettato come l’adepto di don Michele, ipotesi questa avanzata dalla Procura. L’ex dirigente del Commissariato di Maddaloni ha raccontato di aver conosciuto il sacerdote nel 2013, e di aver frequentato con la moglie anche il gruppo di preghiera creato da don Michele; almeno in quattro-cinque occasioni il poliziotto avrebbe assistito alle pratiche del prete, cui la Diocesi di Aversa contesta di aver praticato esorcismi senza autorizzazione. Schettino ha negato che il sacerdote avesse maltrattato ragazze o donne, o avesse abusato di loro, raccontando di aver preso parte con il gruppo ad un viaggio a Medjugorie dello scorso anno e ad una visita a Maddaloni presso un luogo dove si presume che si siano tenuti riti satanici; in quel caso, ha riferito il funzionario, una delle presunte vittime di don Michele, la 14enne i cui genitori sono finiti in arresto, sarebbe caduta in trance. Schettino ha poi negato anche l’altra accusa di aver tentato di convincere la sorella della 14enne a non presentare denuncia contro don Michele. La donna depositò il 19 ottobre del 2017 denuncia formale al Commissariato di Polizia di Chiaiano, poi qualche giorno dopo si recò al Commissariato di Maddaloni, comune dove risiedono i genitori e la sorella; qui si trovò di fronte Schettino, allora dirigente, e il suo vice, un sostituto commissario. Schettino ha spiegato che fu la donna a desistere e che non furono fatte pressioni nei suoi confronti, anche perchè una denuncia già c’era. Qualche mese dopo, il 19 febbraio scorso, pochi giorni prima dell’arresto del prete e dello stesso Schettino, il sostituto commissario ha poi depositato una relazione in cui dava conto delle presunte pressione fatte dal suo dirigente; un documento che è servito alla Procura come fondamentale riscontro alle accuse ipotizzate verso il poliziotto.

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