La Polizia di Stato di Genova ha arrestato un marittimo originario della Tanzania ritenuto responsabile del trasporto in Italia a bordo di una nave portacontainer di quasi 300 chili di cocaina. L’indagine e’ stata svolta dalla Squadra mobile con il coordinamento Direzione distrettuale antimafia delle Procura di Genova ed e’ partita dal ritrovamento nei giorni scorsi della droga a bordo del cargo ‘Dimitris C’. Lo stupefacente era occultato all’interno di un intercapedine al centro della nave ed era destinata ad essere smistata nei vari porti di scalo nazionali ed europei. L’attivita’ trae origine da un contesto internazionale coordinato dalla Direzione centrale per i Servizi antidroga e dal Servizio centrale operativo della Polizia.
Camorra, nuovo scacco ai clan di Marano: 29 arresti. IL VIDEO
I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal GIP di Napoli a carico di 29 indagati ritenuti responsabili a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata da finalità mafiose.Durante indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea i militari del Nucleo Investigativo di Napoli hanno scoperto l’esistenza e l’operatività di un’organizzazione criminale dedita al traffico di droga con base a Marano, nell’hinterland a Nord di Napoli.I promotori del gruppo di trafficanti, agevolando l’organizzazione camorristica degli “Orlando” comprendente anche elementi dei clan “Nuvoletta” e “Polverino”, rappresentavano il punto di congiunzione tra fornitori di droga inseriti in contesti criminali più vasti -contesti ai quali ambivano in prima persona con la partecipazione diretta alle “puntate”- e gli spacciatori al dettaglio di Campania e Lazio, loro stabili acquirenti.Acquisiti elementi a carico di pedine fondamentali nel traffico di internazionale di hashish dal Marocco a Napoli attraverso la Spagna.Emerso il ruolo poliedrico di alcuni personaggi che facevano da corriere o della cessione diretta per conto del sodalizio o di intermediari nella vendita di stupefacente tra i vertici del gruppo e gli acquirenti della provincia.Scoperti i custodi, tra i quali una donna che forniva appoggio logistico ed era stata arrestata nel corso delle investigazioni perché trovata in possesso di circa 50 Kg. di hashish nascosti nella sua vettura.
Napoli, Sarri non molla: “nessuna resa, ci crediamo ancora”
Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, parla al termine della sfida con l’Inter: “Io sono soddisfatto della prestazione dei ragazzi, abbiamo trovato una squadra forte in una buona serata, giocare a San Siro non è semplice ed invece abbiamo condotto la partita, dando una risposta buona. Ci è mancato di buttarla dentro, nel secondo tempo abbiamo avuto un paio di rigori in movimento, in termini di applicazione ed attenzione la squadra ha fatto molto bene. C’è una resa? Non so di cosa stia parlando lei. Se La Juventus se vince tutte è chiaro che bisogna solo applaudire, ma non siamo la squadra più ricca d’Italia e nemmeno la più forte. Possibilmente dobbiamo fare il nostro meglio fino alla fine, la prestazione dei ragazzi è stata di ottimo livello.Il gruppo crede ancora in questa chance? Noi crediamo di avere la possibilità di fare il nostro meglio. Scelte sbagliate negli ultimi quindici metri? Se parli della partita con la Roma sono d’accordo, stasera meno soprattutto nel secondo tempo. Con la Roma qualche episodio di egoismo l’ho visto anche io, stasera l’ho visto meno. Insigne ha fallito la palla della stagione? Ha messo fuori la palla più importante della serata. Insigne sta facendo una grande stagione, ha fallito un tiro in una grande partita di una grande stagione. I giocatori hanno mollato? Se quella di stasera sembra una squadra che ha mollato io mi dissocio e rimango della mia idea, è stata fatta una grande partita in un grande stadio”.
Napoli, commento società: “si ricomincia dal Genoa”
La Ssc Napoli ha commentato la prova degli azzurri sul proprio sito: “Nessun gol a Milano, Inter e Napoli pareggiano 0-0. Non ci sono le luci a San Siro che illuminano la scena. Ci sono due occasioni azzurre con Insigne e Mertens, c’è un palo nerazzurro e in generale un predominio di palleggio e di possesso del Napoli. Partita equilibrata che vive su spunti e di grande lotta palla su palla. Non arriva il gol ma si allunga la serie positiva in trasferta dei Guerrieri di Sarri che non perdono fuori casa da quasi un anno e mezzo. Si ricomincia domenica al San Paolo contro il Genoa. Altre 10 sfide per dare l’anima e cuore e scrivere un altro capitolo fino all’ultimo respiro…”
Inter-Napoli 0-0: Skriniar il migliore in campo
INTER
ALL. SARRI 5.5 – Non è il solito Napoli ammirato fino a qualche settimana fa, sia in zona difensiva che in quella offensiva. Il punto conquistato a San Siro non è da buttare, ma è comunque una battuta d’arresto nella corsa scudetto. La Juve ora è lì a pari merito e con una partita ancora da giocare. Ora sì che si fa dura.
Insigne commenta il pari: “Dobbiamo essere più cattivi”
Parla Lorenzo Insigne, intervenuto nell’immediato post partita ai microfoni di Premium Sport: “Dobbiamo stare tranquilli, penso che oggi la prestazione l’abbiamo fatta. Abbiamo creato tanto, dobbiamo essere più cattivi a fare gol. L’unica cosa da pensare è che non abbiamo fatto gol, ma abbiamo fatto una buona prestazione. Gol di Dybala ha lasciato il segno? Noi pensiamo a noi stessi, queste sono cose che dicono tanti per metterci pressione, lasciano a loro le parole e noi pensiamo alle nostre prestazioni senza guarda nessuno, po vince chi è più bravo. Scudetto? Finchè non sarà matematico che non possiamo vincerlo, lotteremo fino alla fine come fatto fino ad ora. Sono sereno, è un periodo così ma l’importante è restare concentrati e dare una mano alla squadra. Milik? Lui è un grande attaccante e si sta mettendo a disposizione della squadra, ci darà sicuramente una mano”.
Il Napoli si ferma a San Siro e la Juve sorpassa
Finisce senza reti il big match di San Siro, tra Inter e Napoli nel posticipo della 28esima giornata di serie A. Uno 0-0 che fa tanto piacere alla Juventus. Ora i bianconeri sono in testa con un punto di vantaggio sul Napoli con una partita in meno (il recupero in programma mercoledì contro l’Atalanta). In attesa di recuperare il derby, l’Inter e’ quinta a -1 dalla Lazio. Per la prima volta da quando è iniziato il campionato il Napoli è sotto la Juventus. La Squadra azzurra anche stasera non ha offerto una delle sue prestazioni migliori anche se le più ghiotte occasioni da gol sono capitate due volte sui piedi di Insigne, una su quella di Mertens, Hamsik e Callejon che però hanno sprecato. Inter aggressiva che non ha fatto quasi mai ragionare il Napoli con un pressing alto che ha messo in difficoltà soprattutto Allan e Jorginho. Davanti ai 60mila di San Siro, le due squadre si sono affrontate a viso aperto cercando la vittoria ma alla fine le difese hanno prevalso sui due reparti offensivi poco incisivi. L’occasione migliore capita così sulla testa di un difensore, Skriniar, che in avvio di ripresa centra il palo. Per il resto si è combattuto per lo più a centrocampo, dove ha fatto scintille il duello fra Gagliardini e Allan. Nel Napoli bene Insigne, male Mertens e Hamsik. Nell’Inter prestazioni anonime di Icardi, Perisic e Rafinha. Bene Eder quando è entrato nel finale, forse andava messo prima. Minuti di grande commozione e passione prima della gara. I tifosi della Curva Nord hanno celebrato i 110 anni della storia del club con una splendida coreografia tutta nerazzurra con le date 1908 – 2018 e la scritta 110. A centrocampo, invece, è stato mostrato il nuovo logo dell’Inter creato per l’occasione dell’anniversario. Poi il commosso ricordo di Gian Marco Moratti e Davide Astori, con i giocatori di Inter e Napoli abbracciati e mescolati fra loro per un minuto di silenzio. Impatto visivo da brividi, San Siro quasi esaurito. Spalletti lancia dal primo minuto Brozovic e Rafinha a centrocampo, mentre in avanti il tecnico nerazzurro ritrova Icardi. Sarri schiera il Napoli con la formazione tipo, in avanti il tridente delle meraviglie Callejon, Mertens e Insigne. Primo tempo giocato a buon ritmo e a viso aperto dalle due squadre. Napoli più manovriero e pericoloso dopo il quarto d’ora, prima con un destro dal limite debole di Hamsik e poi con un tentativo di incursione di Allan, fermato in extremis a due passi da Handanovic. Inter più guardinga, ma sempre pronta ad innescare la velocità di Candreva sulla fascia destra mentre appare ancora spento Perisic. Il problema dei nerazzurri è che difettano di precisione in fase di impostazione, anche perché il pressing del Napoli è come sempre asfissiante. Più volte rinvii e disimpegni della retroguardia interista finiscono preda di Allan e Jorginho, favorendo quindi una superiorità territoriale dell’undici di Sarri. Dal canto suo il Napoli difetta di incisività dalla trequarti in avanti, con Handanovic di fatto inoperoso. Per assistere a una azione dell’Inter, bisogna attendere il 36′ quando Candreva rientra sul sinistro dal limite e calcia di poco a lato alla destra di Reina. E’ di fatto l’ultimo sussulto di un primo tempo privo di grosse emozioni. In avvio di ripresa Spalletti inverte le posizioni di Cancelo e D’Ambrosio, con il portoghese spostato a sinistra per dare maggior supporto a Perisic. Ed è proprio da un fallo guadagnato da Cancelo sulla trequarti che nasce l’occasione più pericolosa della gara, con il colpo di testa di Skriniar su punizione dello stesso terzino lusitano respinto dal palo. San Siro improvvisamente si scuote e torna ad incitare i ragazzi d Spalletti, che sfiorano di nuovo il vantaggio con un cross velenoso di Candreva dalla destra che Koulibaly per poco non devia alle spalle di Reina. La reazione del Napoli non si lascia attendere, prima ci prova Insigne da fuori area con un destro di poco a lato e poi con una incursione di Callejon che davanti ad Handanovic manca l’aggancio. Inizia la girandola dei cambi, con Spalletti che inserisce Eder al posto di un anonimo Rafinha e Borja Valero per Candreva. Sarri manda in campo Zielinski al posto di Hamsik. Con il passare dei minuti le squadre si allungano, la stanchezza inizia a presentare il conto e anche a causa del campo pesante e scivoloso fioccano gli errori da una parte e dall’altra. Bella al 77′ la combinazione Icardi-Eder, con l’italo-brasiliano che tira dai venti metri fra le braccia di Reina. Replica il Napoli ancora con il solito Insigne, il suo destro di prima intenzione finisce però alto. Nel finale c’è spazio anche per Karamoh nell’Inter e Milik nel Napoli, ma il risultato non cambia. Al triplice fischio finale a gioire, a un centinaio di chilometri di distanza, è la Juve che da questa sera si trova da sola al comando della classifica di Serie A.
Inter (4-2-3-1): Handanovic 6, Cancelo 6, Skriniar 7, Miranda 6, D’Ambrosio 6, Brozovic 5.5, Gagliardini 5.5, Candreva 5.5 (34’st Borja Valero sv), Rafinha 5 (19’st Eder 5.5), Perisic 5.5 (41’st Karamoh sv), Icardi 5. (27 Padelli, 46 Berni, 2 Lisandro, 13 Ranocchia, 21 Santon, 29 Dalbert, 11 Vecino). All.: Spalletti 5.5.
Napoli: (4-3-3): Reina 6, Hysaj 5.5, Albiol 6, Koulibaly 6.5, Mario Rui 6, Allan 5 (44’st Rog sv), Jorginho 5.5, Hamisk 6.5 (26’st Zielinski 5.5), Callejon 5, Mertens 5 (41’st Milik sv), Insigne 6. (1 Rafael, 22 Sepe, 11 Maggio, 19 Milic, 62 Tonelli, 27 Machach, 42 Diawara, 27 Ounas). All.: Sarri 5.
Arbitro: Orsato di Schio 5.5.
Angoli: 3-2 per il Napoli. Recupero: 1′ e 3′. Ammoniti: Allan, Gagliardini, Insigne, Albiol per gioco falloso. Var: 0. Spettatori: 59.380
Siracusa-Casertana 0-1: fiato alle trombe, Turchetta
Ancora un exploit. Grandissima vittoria della Casertana al ‘De Simone’ di Siracusa. Decide un gol di Turchetta nel primo tempo. Successo che vale la salvezza e che può far sognare qualcosa di più . Oltre a Turchetta decisivo il portiere Forte con una gran parata sul finire dell’incontro. Squadre molto bloccate per i primi diciotto minuti. Al 30′ i falchetti passano: Finizio prolunga di testa una rimessa laterale, Daffara e Giordano vanno a vuoto consentendo a Turchetta di involarsi e dalla sinistra batte Tomei. Aal 44’ la dea bendata chiude gli occhi e aiuta il Siracusa. Alfageme scatta velocissimo con il marcatore che non riesce a tenerlo. L’argentino tira ma colpisce il palo. L’azione prosegue e Tomei deve rifugiarsi in corner su un tiro cross di Turchetta. Bianco si ripresenta con Parisi al posto di Marotta ma al quarto gli ospiti impensieriscono nuovamente la difesa siciliana con un’azione di rimessa Alfageme-Turchetta e conclusione di quest’ultima che Tomei blocca in due tempi. Al 53’ staffilata di Toscano che sfiora la traversa con la palla alta di pochi centimetri. Il Siracusa capisce di dover fare di più e al 68’ Mancino colpisce dal centro dell’area a botta sicura ma viene murato dalla difesa. I biancoblù le provano tutte senza però impensierire oltremodo Forte almeno fino all’85 quando sugli sviluppi di un corner Liotti fa gridare al gol e la respinta dell’estremo difensore vale come un gol.
Violenza ad Ascoli: picchiati due calciatori, uno l’anno scorso giocava a Pagani
Nella giornata in cui tutto il calcio italiano ha reso omaggio al capitano della Fiorentina Davide Astori, morto una settimana fa, da Ascoli Piceno giunge la notizia di una assurda aggressione a due giovani calciatori dell’Ascoli, il centrocampista Samuele Parlati (quattro presenze ed un gol in questa stagione, l’anno scorso in prestito alla Paganese) e il portiere Vincenzo Venditti (nessuna presenza), ‘rei’ di far parte di una squadra che dopo la sconfitta di ieri a Venezia e’ ora ultima nella classifica del campionato di serie B. Un pugno, uno schiaffo e poi la minaccia che lo stesso trattamento sara’ riservato ai loro compagni di squadra. Un brutto episodio avvenuto la notte scorsa nei pressi della centralissima piazza del Popolo, mentre i due giocatori stavano tornando a casa dopo la trasferta di Venezia. Oggi sono andati al comando provinciale dei carabinieri per denunciare l’accaduto. Hanno riferito di una decina di persone dal volto travisato da sciarpe bianconere (i colori dell’Ascoli) che li hanno affrontati mentre stavano rincasando. Parlati ha schivato il pugno, che lo ha preso di striscio ed e’ caduto a terra con chi glielo ha sferrato: Venditti, giunto in soccorso del compagno, ha preso uno schiaffo. Gli aggressori si sono poi allontanati non prima pero’ di aver “promesso” lo stesso trattamento per tutta la squadra. Scossi, i due hanno avvisato la societa’ e i compagni di squadra. I carabinieri sono gia’ al lavoro per identificare i responsabili, saranno utili le telecamere di sicurezza del centro storico. Dura la reazione della societa’ e del presidente Francesco Bellini che, dal Canada, ha espresso amarezza: “un episodio che con lo sport non ha nulla a che fare”. La societa’ bianconera ha tirato in ballo anche internet, facendo notare il “clima intimidatorio e di minacce alimentato ed esasperato dai numerosi commenti sui social network, culminato nella violenza fisica”. I fatti di Ascoli sono stati condannati dal presidente della Lega serie B Mauro Balata: “sono controproducenti per una squadra in difficolta’ di classifica che invece ha bisogno dell’affetto dei tifosi, come del resto dimostra la stragrande maggioranza della tifoseria bianconera” ha detto, esprimendo “solidarieta’ al presidente Bellini, alla dirigenza, alla squadra e allo staff tecnico”.
Omicidio del giovane ereditiero: i killer potrebbero essere arrivati dal Venezuela
Proseguono senza sosta le indagini sull’omicidio di Alessandro Neri, il ventinovenne di Spoltore in provincia di Pescara ucciso a colpi di arma da fuoco e trovato morto giovedi’ scorso, dopo tre giorni di ricerche, in un canale alla periferia sud di Pescara. Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire le ultime ore di vita del giovane e capire cosa sia accaduto da quando ha lasciato la sua abitazione, lunedi’ 5 marzo, fino al ritrovamento dell’automobile in una via del centro di Pescara, la mattina di mercoledi’ 7. Si cerca di individuare anche un possibile movente; al momento nessuna ipotesi e’ esclusa. Stamani i Carabinieri hanno ascoltato nuovamente la madre: una “normale audizione”, precisano i militari, durata circa tre ore. Elementi importanti per ricostruire i fatti sono emersi dall’autopsia sul corpo del giovane. Eseguita ieri dal medico legale Cristian D’Ovidio, vi ha preso parte anche un ufficiale dei carabinieri del Ris di Roma, esperto di balistica. Sul caso vige il massimo riserbo, ma l’esame autoptico, secondo quanto appreso, avrebbe chiarito diversi aspetti. I militari, d’altronde, si aspettavano di sapere, oltre ai tempi della morte, anche da quale distanza e’ stato esploso l’unico colpo che avrebbe ucciso il 29enne. La distanza, infatti, potrebbe rivelare il tipo di luogo in cui si e’ consumato il delitto, magari un’automobile o comunque un ambiente piccolo. Dall’autopsia e’ emerso, tra l’altro, che sul corpo del giovane, probabilmente ucciso 48 ore prima del ritrovamento, non vi sarebbero segni di colluttazione. La salma del ventinovenne non e’ stata ancora riconsegnata ai familiari. Importanti, per ricostruire le ultime ore di vita di Alessandro, anche i tabulati telefonici, per capire chi siano le persone con cui e’ entrato in contatto. Il telefono, che ha consentito di individuare la zona e poi di trovare il corpo con l’intervento dei cani molecolari, e’ stato acceso fino a lunedi’ sera. Indicazioni utili alle indagini sono arrivate dai familiari del ragazzo, ascoltati piu’ volte dai Carabinieri, che stanno sentendo anche amici e conoscenti.
E dalla ricostruzione storica avuta dai familiari della giovane vittima è emerso un possibile movente: i killer potrebbe essere addirittura arrivati dal Venezuela. Alessandro Neri era infatti rampollo di una ricca famiglia, grazie alla fortuna del nonno fatta in Venezuela. Probabilmente i suoi affari potrebbero aver creato gelosie e spinto qualcuno a vendicarsi sul nipote. Il giovane è figlio dell’italo-venezuelana Laura Lamaletto e di papà Paolo orafo a Firenze, apparteneva alla famiglia dei Lamaletto, originaria di Giuliano Teatino in provincia di Chieti, che grazie a nonno Gaetano in passato ha fatto fortuna in Venezuela. Una ricchezza costruita nell’edilizia, alla guida di una delle più importanti imprese di ceramica di tutta l’America latina. Rientrata qualche anno fa in Abruzzo, la famiglia ha investito quel patrimonio in ville, auto, proprietà. E poi c’era l’azienda vitivinicola Il Feuduccio, a Orsogna in provincia di Chieti, nella quale Alessandro lavorava. Si indaga anche sul passato del nonno che tornò in Abruzzo in tempi record, probabilmente per fuggire da qualcosa o qualcuno, lo stesso che si sarebbe vendicato poi sul nipote, magari. Si tratta solo di ipotesi, ma gli inquirenti non escludono nulla. Alessandro ha lasciato la sua auto in centro, quindi presumibilmente è stato portato sul luogo del ritrovamento dal killer, ma sembra che il 28enne potrebbe essere stato ucciso in un posto diverso da quello in cui è stato trovato. Sono tutti tasselli da ricostruire e oggi l’autopsia che verrà eseguita sul cadavere potrà fare una maggiore chiarezza
Proseguono infatti gli accertamenti sulla macchina del 29enne, trovata mercoledi’ mattina parcheggiata in pieno centro a Pescara, anche se al momento non risultano elementi per poter dire che non sia stato lui a lasciarla li’. Intanto in via Londra, a Spoltore, dove vive la famiglia Neri, continua il viavai di parenti e amici.Sul cancello c’e’ un cartello con la scritta “Questa e’ casa di Ale!”, all’ingresso della villetta i genitori hanno appeso una foto gigante del ragazzo. In giardino, poi, e’ stato sistemato lo striscione per ‘Nerino’, il soprannome del ragazzo, che ieri e’ stato esposto allo stadio Adriatico di Pescara durante la partita di serie B Pescara-Parma: recita “Nerino nel cuore. La Nord ti rende onore”. E su Facebook torna a scrivere la mamma la quale, nei giorni scorsi, quando si erano perse le tracce del figlio, oltre a rivolgersi alla trasmissione “Chi l’ha visto?”, sul social network prima aveva lanciato accorati appelli per aiutarla a trovarlo e poi aveva urlato tutto il suo dolore dopo il ritrovamento del corpo. Oggi la donna ha pubblicato un post per spiegare il significato del nome Alessandro: “Colui che protegge gli uomini (ma anche “uomo salvo”, “che salva”)!”.
Vaccini, da domani il caos nelle scuole: i presidi dovranno escludere i non in regola
Per quelle regioni in cui non e’ stata ancora istituita un’anagrafe vaccinale, “domani mattina i bambini fino ai 6 anni i cui genitori non avranno presentato la documentazione ne’ delle vaccinazioni fatte, ne’ delle prenotazioni effettuate, dovranno essere esclusi dalla frequenza. Questo non vuol dire che saranno espulsi da scuola: saranno riammessi subito dopo essere stati regolarizzati. Questo dice la legge”. Lo ha spigato la responsabile delle relazioni istituzionali dell’Associazione Nazionale Presidi, Licia Cianfriglia. “Le scuole – prosegue – hanno gia’ comunicato per tempo alle famiglie come stanno le cose. Confidiamo che i genitori che non si sono ancora messi in regola domani non portino proprio i bambini a scuola, approfittando della giornata per farlo. Ci sara’ una verifica all’ingresso e un controllo delle situazioni, ma certamente i bambini di quell’eta’ non verranno abbandonai a se’ stessi. Non siamo gendarmi, abbiamo l’obbligo di organizzare il servizio al meglio. L’Associazione Nazionale Presidi resta a disposizione per i suoi associati per ogni esigenza e consulenza”, conclude Cianfriglia. La scadenza del 10 marzo e’ quindi improrogabile e da domani i presidi che hanno gia’ le informazioni relative ai bambini non in regola con le vaccinazioni potranno convocare le famiglie o trasmettere loro una comunicazione scritta. In questo caso i bambini di asili nido e scuole materne che non sono stati vaccinati e che non sono in lista d’attesa per esserlo non potranno entrare finche’ la loro situazione non sara’ regolarizzata. I tempi in cui questo accadra’ dipenderanno da scuola a scuola. Ad esempio, si prevede che i tempi possano essere piu’ rapidi nelle Regioni che hanno adottato l’anagrafe vaccinale: in questo caso le scuole ricevono direttamente dalle Asl la situazione relativa a quanti sono in regola con le vaccinazioni. Dove l’anagrafe vaccinale ancora non c’e’ e’ invece la scuola a dover raccogliere la documentazione dalle famiglie e questo potrebbe richiedere tempi piu’ lunghi. In ogni caso a partire da domani i dirigenti scolastici avranno tempo fino al 20 marzo per inviare alle famiglie dei bambini non vaccinati la comunicazione formale che le inviti a provvedere alla vaccinazione.
Paganese, Cuppone: “Non dobbiamo fermarci a questa vittoria, continuiamo così”
In sala stampa anche l’altro autore del gol, Luigi Cuppone: “Il gol è nato da un’invenzione di Scarpa, sono stato fortunato ad anticipare in area con la punta il portiere.
Ora non dobbiamo cullarci su questa vittoria e continuare a fare bene. La vittoria di oggi è importante per la gente di Pagani. Il gol l’ho dedicato a mio padre presente in tribuna.
Il mister ha tante carte da giocarsi in avanti, siamo tanti e ognuno di noi deve cercare di fare meglio per giocare titolare.
Il mister ci ha messo subito in riga e ci ha fatto capire l’importanza della maglia, è uno tosto”.
Apple brevetta la tastiera virtuale per i Mac Book e gli IPad
Apple ipotizza di mandare in pensione le vecchie tastiere. In un brevetto depositato negli Stati Uniti, la casa di Cupertino mostra infatti un dispositivo pieghevole con due schermi, uno dei quali è volto a ospitare una tastiera virtuale.Nel brevetto si parla di due schermi dalle caratteristiche diverse, un Lcd e un Oled, e si ipotizzano due varianti. Nella prima il display che funge da tastiera è attaccato in modo permanente allo schermo principale, come un MacBook o un qualsiasi altro portatile tradizionale. Nella seconda il diplay-tastiera è staccabile, come in un tablet 2-in-1.Il brevetto, che potrebbe non tradursi mai in un prodotto portato sugli scaffali, estende a tutta la tastiera la Touch Bar, la barra virtuale con i tasti funzione introdotta da Apple nel 2016 sui MacBook Pro. Tra i vantaggi della tastiera virtuale ci sarebbe la possibilità di personalizzazione, scegliendo non solo le lettere presenti in base alla lingua ma anche, ad esempio, la loro grandezza e disposizione, o le dimensioni del trackpad, o ancora la compatibilità con l’uso di un pennino. E’ ipotizzabile anche che la tastiera si modifichi in base all’applicazione in uso.
Paganese, Scarpa: “Contento dei gol, ma di più per la vittoria”
Protagonista assoluto è stato Ciccio Scarpa, autore di una doppietta e di un assist nella partita tra Paganese e Rende: “Non possiamo più permetterci di perdere punti. Dobbiamo continuare a fare punti in casa da qui alla fine. Mister Fabio ci sta dando tanto a livello caratteriale. E in queste categorie l’agonismo è tutto. Dispiace per Talamo per l’espulsione, è un bravo ragazzo e serve tanto alla squadra. In fase di possesso dovevo allungarmi vicino agli attaccanti per sfruttare le mia caratteristiche più offensive. Mi trovo bene in questa posizione, noi dobbiamo continuare così. Fisicamente non stavo troppo bene all’inizio, dopo l’assist a Cuppone è come se avessi segnato io, ma ciò che mi importa di più è la vittoria della Paganese.
Con Fabio De Sanzo c’è un rapporto speciale, cercherò di impegnarmi ancora di più perché il mister si sta giocando tanto. Questi gol sono importanti per il proseguo della stagione.
Paganese, De Sanzo: “Vittoria importante, ma già penso alla prossima sfida”
Prima vittoria della gestione De Sanzo per 3-0 per la sua Paganese in casa contro il Rende :”Il primo quarto d’ora non abbiamo fatto troppo bene, dopodiché siamo riusciti a prendere le misure a loro che sono una buonissima squadra.
Scarpa devo sfruttarlo per le sue qualità, come vale per Cuppone. L’idea era quella di alzare il baricentro e provare ad attaccare.
Talamo non ha sbagliato, anzi. È questo lo spirito che voglio. Per Carini parla la sua carriera ed era soprattutto un problema di testa. La vittoria io già l’ho dimenticata e penso alla prossima partita. Questa prestazione è una boccata d’ossigeno. Guai a mollare, da martedì dobbiamo pensare alla prossima. Da calabrese è sempre bello vincere contro una squadra della Calabria. Ma io sono l’allenatore della Paganese e contro chiunque voglio vincere. La vittoria la dedico ai miei ragazzi, che li sto massacrando in allenamento. Cesaretti deve recuperare. Così come Baccolo. Ma sicuramente saranno a disposizione. I primi 15 minuti non mi sono per niente piaciuti, troppa foga agonistica e forse troppa voglia di fare, ma poi siamo riusciti a fare le cose provate in allenamento”.
Antonio Carlino
Papa Francesco telefona a una donna di Ischia malata di tumore: ‘Prego per te’
Commovente telefonata di Papa Francesco oggi pomeriggio a Nunzia Mattera, una signora che abita nel comune di Casamicciola, sull’isola di Ischia , per anni impegnata nella raccolta alimentare per i piu’ bisognosi. “Di lei mi ha parlato il vescovo (dell’isola, ndr) Pietro Lagnese”, ha esordito il Pontefice. Nunzia Mattera, dopo avere raccontato al Papa di averlo sognato mentre l’abbracciava gli ha chiesto di mettete la sua Casamicciola nelle preghiere, “perche’ e’ diventato un paese terremotato”. Lo scorso 21 agosto il comune di Casamicciola e’ stato devastato da una forte scossa sismica. Il Papa ha risposto: “Io prego per lei…e lei preghi per me”.
Akragas, Di Napoli: “Abbiamo fatto una figuraccia, la situazione societaria non c’entra”
Mister Di Napoli ha commentato la sconfitta umiliante della sua squadra così: ”C’è poco da raccontare, abbiamo fatto una grande figura di merda. Ognuno deve prendersi le sue responsabilità, abbiamo sbagliato tutto. Onore alla Juve Stabia che ha onorato il gioco del calcio fino al 90’. Fino ad oggi abbiamo sempre giocato con dignità ed orgoglio, oggi no. La Juve Stabia ha valori più importanti rispetto ai nostri, ma noi ci siamo sciolti come neve al sole dopo il secondo goal. Non cerco alibi, la situazione societaria non c’entra. Ora guardiamo avanti, dobbiamo riprenderci, la vita va avanti, più giù di così non possiamo andare. Cercherò di schierare gente che ha più motivazioni, meglio avere degli asini in campo che cavalli zoppi”.
Ivano Cotticelli
Juve Stabia, Simeri: “Felice per la mia tripletta, ma adesso vietato fermarsi”
Si è presentato in sala stampa l’autore della tripletta Simone Simeri: ”È stata la partita perfetta, non era facile, ma l’abbiamo affrontata con la mentalità giusta, merito soprattutto del mister. Ricambio la dedica che mi fece Canotto per la tripletta. Ogni goal ha la sua dedica, ho raggiunto la doppia cifra, che per un attaccante è molto importante. Questo è il mio primo anno serio in lega pro, sono contento. Ora non bisogna fermarsi. Strefezza ha fatto un capolavoro, il suo goal mi ricorda quelli di Mertens. Non è bello e nemmeno facile non giocare e subentrare, ma do il mio contributo. È la mia prima tripletta in serie C”.
Ivano Cotticelli
Camorra, intimidazione a Miano a una donna imparentata con i Lo Russo
Gli inquirenti non hanno dubbi che si sia trattato di una vera intimidazione nei confronti della famiglia Lo Russo, i famosi “Capitoni”di Miano. Le scritte illeggibili fatte con bombolette spray di colore giallo e rosse sull’auto di una parente dei Lo Russo sono un segnale verso i congiunti. Quattro sono collaboratori di giustizia (il primogenito Salvatore, il terzo e il quarto fratello maschio Mario e Carlo, Antonio Lo Russo, figlio di Salvatore) e anche se la proprietaria della Fiat 500L risulta incensurata e non avere niente a che fare con i clan e la camorra per gli investigatori è evidente che il segale sia rivolto ai parenti. La donna che aveva parcheggiato la sua auto in via Caprera stamane ha avuto la sgradita sorpresa di trovarla imbrattata con scritte illeggibili. Ha presentato una formale denuncia e d è stata sentita a verbale dalla polizia alla quale ha riferito di non aver mai subito minacce o altri tipi di richieste. Ma nella zona dopo gli ultimi arresti del novembre scorso con 40 tra i nuovi esponenti dei reduci del clan finiti in carcere è in atto una vera e propria faida per il controllo delle piazze di spaccio una volta in mano ai Lo Russo tra i Nappello spalleggiati dai Licciardi della Masseria Cardone che da tempo vogliono mettere le mani su Miano e i reduci dei capitoni con gli altri Lo Russo liberi, i Perfetto e i Ferrara-Stabile di Chiaiano. In questo scenario molto complesso si inserisce l’intimidazione alla donna imparentata con i Lo Russo.
Benevento, De Zerbi: “Partita della grande emozione per Astori”
Una partita diversa dalle altre. Lo conferma De Zerbi, l’allenatore della squadra che l’ha persa: “C’e’ stata grandissima commozione, sofferenza, perche’ giocare una partita in questo clima e’ pesante per tutti. Siamo contenti di averlo onorato nel modo giusto, cercando il risultato pur non al 100% perche’ queste cose non riescono a non toccarti. Vedere l’affetto che gli ha tributato il mondo calcistico fa capire la qualita’ dell’uomo. Non si vuole pensare che i calciatori sono uomini e invece i calciatori vivono di emozioni, per questo avevo detto che era troppo presto per giocare. Oggi non siamo stati quelli veri e non posso neanche arrabbiarmi, anche i miei giocatori hanno una coscienza, pensano e sono contento che sia così”.



