Antonietta Gargiulo, la 38enne di origini napoletane operaia della Findus di Cisterna di Latina ferita gravemente da suo marito Luigi Capasso che mercoledì scorso ha ferito lei, ha ucciso le due figlie e si è poi tolto la vita , ha saputo questa mattina della sorte delle sue bambine. A dare la triste notizia, dopo una attenta valutazione da parte dei medici, sono stati i familiari e gli psicologi. Gli psicologi si sono mossi con estrema cautela, grazie anche all’apporto dei familiari e dei medici e piano piano l’hanno guidata fino alla scoperta della terribile verita’. Appena messa al corrente, Antonietta Gargiulo sembra non abbia mostrato una vera e propria reazione. Questo particolare, a quanto si apprende, potrebbe essere dovuto al fatto che il suo viso e’ completamente immobilizzato a causa del delicato intervento che ha subito alla mandibola colpita dai proiettili sparati da suo marito. La donna proprio ieri si è risvegliata dalla sedazione dopo aver subito numerosi interventi chirurgici al San Camillo di Roma.Antonietta, stando a quanto si apprende, non ricordava nulla. Né di essere stata ferita del marito, né dell’uccisione delle piccole. La donna, intubata, respira autonomamente ma non è ancora in grado di parlare e che può esprimersi solo tramite mimica facciale La supporta un gruppo di psicologi che ha iniziato un percorso.La vittima ha poi preso coscienza della tragedia e ora sta elaborando quanto accaduto, seguita da un team specializzato di psicologi. A causa delle sue condizioni fisiche la donna non potrà partecipare ai funerali delle figlie, che si terranno domani alle 11 nella chiesa di San Valentino a Cisterna di Latina. Le sue condizioni di salute non le permettono di partecipare ai funerali delle sue due bambine che si terranno a Cisterna di Latina.
L’equipe di psicologi ora la seguira’ durante l’elaborazione del lutto. Fondamentale e’ stato l’apporto dei familiari, il fratello e la sorella che hanno dato un valido contributo nella comunicazione. Antonietta Gargiulo dovra’ ancora rimanere in terapia intensiva all’ospedale San Camillo.
“La signora Gargiulo ora sa quello che è successo ed è supportata da psicologi ma soprattutto dalla famiglia. Ci vorrà molto, molto tempo prima che possa riprendersi”. E’ quanto ha spiegato ai cronisti il legale di Antonietta. E poi ha aggiunto: “Domani ci saranno i funerali delle bambine ed è stato proclamato il lutto cittadino a Cisterna di Latina. Devo dire che ho ricevuto tantissime telefonate di vicinanza da tutto il paese, donne, uomini con e senza figli. Domani ai funerali ci sarà tutto il paese. La signora ovviamente date le sue condizioni di salute non sarà presente ma ci saranno i suoi familiari. Ora bisogna solo aspettare, dovrà fare un bruttissimo viaggio dentro se stessa, un viaggio lungo che dobbiamo rispettare”, ha concluso.
Tragedia di Cisterna, Antonietta non ricordava nulla. L’avvocato: ‘Ci vorrà tempo prima che si riprenda’
Sal Da Vinci in ‘Sinfonie in Sal maggiore’ al Teatro Augusteo di Napoli
Sal Da Vinci con “Sinfonie in Sal maggiore”, al Teatro Augusteo di Napoli dal 16 al 25 marzo. Una sinfonia di ricordi e di ambizioni che parte da Napoli e arriva a New York per rivivere le atmosfere delle grandi orchestre che suonavano pezzi indimenticabili. Ad accompagnare l’artista, un’orchestra di cinquanta elementi diretti dal maestro Adriano Pennino, Gianni Parisi e Floriana De Martino per un mix ben dosato tra la melodia classica napoletana e brani mai interpretati prima dal cantautore. Ci saranno i suoi sogni, i suoi ricordi, la sua voce e un equipaggio sgangherato e comico.
Ideato e scritto da Sal Da Vinci e da Ciro Villano, lo spettacolo è diretto da Marco Carniti che assemblerà i vari reparti: dalla prosa, passando per gli sketch che si ispirano ai gran varietà degli anni d’oro del teatro e della televisioni, senza rinunciare al gusto di raccontare temi profondi e scomodi come l’emigrazione.
Napoli, trasporto pubblico: al Vomero anche le scale “immobili”
“ Come se non bastassero i guasti che bloccano all’improvviso e con inusitata frequenza una delle tre funicolari presenti sulla collina vomerese, e i tanti disservizi che si registrano quotidianamente sia nell’ambito del trasporto su ferro che di quello su gomma, a completare il quadro di un trasporto pubblico che a Napoli continua a fare acqua da tutte le parti, da alcuni giorni si sono fermate al Vomero anche le scale mobili “. A segnalare l’ennesimo guasto è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari e del Comitato per il Trasporto pubblico.
” In verità – ricorda Capodanno -, dopo l’inaugurazione avvenuta, in pompa magna,il 16 ottobre del 2002, con lavori durati circa due anni e con una spesa di circa quattro miliardi delle vecchie lire, per il sistema intermodale di collegamento tra le funicolari e la stazione del metrò collinare di piazza Vanvitelli, costituito da tre scale mobili, due in via Scarlatti e una in via Cimarosa, si sono verificate numerose occasioni nelle quali almeno una delle tre rampe è stata posta fuori servizio, non consentendo quindi l’utilizzo non solo alle tante persone, per lo più anziane, che devono raggiungere la parte alta del quartiere ma anche ai turisti che si recano nell’area di San Martino. Al punto che in passato sono state ironicamente ribattezzate le “scale immobili” ”
” L’attuale fermo riguarda le scale mobili poste sia in via Cimarosa che in via Scarlatti – puntualizza Capodanno – . La cosa che lascia più perplessi e che aumenta il risentimento e la rabbia dei cittadini è generata dal fatto che non compare alcun cartello sui cancelli chiusi di tali impianti che annunci i disservizi all’utenza, indicandone anche i motivi e la durata “.
In verità – continua Capodanno – ho anche interpellato il numero verde del contact center, facendo presente le difficoltà incontrate da giorni, specialmente dalle persone anziane o con problemi di deambulazione, per il perdurare del fermo di tali impianti di risalita ma l’addetta, dopo avermi lasciato in linea per chiedere informazioni, non ha saputo precisare né i motivi del fermo né la loro durata, limitandosi ad affermare, a fronte delle mie richieste, che non sapeva cosa dirmi e che avrebbe passato la segnalazione, sperando che le scale mobili venissero riaperte presto “.
Ala luce di quanto sopra Capodanno, ancora una volta, sollecita gli uffici competenti affinché tali disservizi cessino in tempi rapidi, effettuando la necessaria manutenzione in periodi programmati, arrecando comunque il minor disagio possibile agli utenti, e realizzando un’adeguata informazione su cause e tempi d’intervento, laddove si dovessero verificare fermi generati da eventuali guasti.
Appalti truccati, il Pg della Cassazione chiede di confermare i domiciliari ad Alfredo Romeo
Sono da confermare gli arresti domiciliari per l’imprenditore Alfredo Romeo, accusato di corruzione nel filone napoletano dell’inchiesta sugli appalti Romeo. Lo ha chiesto il Sostituto procuratore della Cassazione Delia Cardia ai giudici della Sesta sezione penale della Suprema Corte che, tra questa sera e domani, decideranno se accogliere o meno il ricorso presentato dai legali di Romeo, gli avvocati Francesco Carotenuto e Alfredo Sorge. I difensori dell’imprenditore, che stamani e’ venuto in Cassazione dopo aver ottenuto il permesso temporaneo di lasciare i domiciliari per essere presente alla discussione svoltasi a porte chiuse, hanno contestato a tutto campo le esigenze cautelari e hanno chiesto l’annullamento dell’ordinanza di convalida emessa lo scorso quattro dicembre dal Tribunale del riesame di Napoli. Il prossimo dieci aprile, su decisione del gip Luana Romeo, e’ stata fissata la data di avvio del processo nei confronti di Romeo. La richiesta di rinvio a giudizio e’ stata formulata dai pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Francesco Raffaele. Le accuse contestate a Romeo fanno tutte riferimento al filone napoletano dell’inchiesta (l’altra tranche, sulle vicenda Consip, e’ condotta dalla Procura di Roma), che nel novembre dello scorso anno porto’ all’emissione di 16 misure cautelari. I presunti episodi corruttivi riguardano, in particolare, favori e regali a un ex dirigente e a dipendenti del Comune di Napoli, ad altri pubblici funzionari, a una funzionaria della Soprintendenza di Roma. A Romeo si contesta anche una frode in pubblico servizio per le pulizie all’ospedale Cardarelli. Ad avviso dei magistrati di merito, il ‘metodo’ Romeo sarebbe consistito nella “spregiudicata creazione di rapporti interpersonali, spesso di carattere corruttivo, con pubblici funzionari e rappresentanti delle istituzioni, al fine di aggiudicarsi appalti, superare disguidi o velocizzare procedure burocratiche”. Ai domiciliari era stato messo anche Ivan Russo, collaboratore di Romeo.
Anziana picchiata e rapinata ad Anacapri,condannato a 8 anni
Otto anni di reclusione: questa la pena inflitta a Friedrich Von der Horst, 43 anni, di Anacapri (NAPOLI), ritenuto dal Tribunale del capoluogo campano colpevole della feroce aggressione per rapina ai danni di un’anziana dell’isola, il 30 dicembre 2016. L’uomo e’ stato anche condannato a risarcire la vittima e il Comune di Anacapri, che si e’ costituito parte civile per il danno d’immagine determinato dalla vicenda. La sentenza di condanna, in primo grado, e’ stata emessa dai giudici dell’11/ma sezione penale (presidente Eliana Albanese). Il pm aveva chiesto 8 anni e 8 mesi. Von der Horst prese a calci e pugni l’anziana, riducendola in gravi condizioni, nella sua abitazione di via Caprile. Fu poi lasciata a terra incosciente; il rapinatore fuggi’ con contanti e oggetti di valore trovati in casa. La vicenda fece molto scalpore sull’isola di Capri. L’uomo, arrestato dalla polizia dopo alcuni mesi di indagini, e’ in carcere da un anno.
8 marzo: garante detenuti in carceri Pozzuoli e Poggioreale
Il garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, si e’ recato oggi, 8 marzo, festa della donna, nel carcere di Pozzuoli per fare gli auguri alle 158 donne presenti e per donare loro le mimose, simbolo di questa giornata. Nel pomeriggio Ciambriello, accompagnato da Ilenia Caputo, presidente dell’Associazione Transessuale NAPOLI (ATN) e da Annarita Mercogliano appartenente al movimento trans-femminista “Non una di meno”, si e’ recato nel carcere di Poggioreale dove ha visitato la sezione delle transessuali. Sono 278 le donne detenute ristrette in Campania, dislocate nelle varie sezioni femminili, presenti nelle carceri di Santa Maria Capua Vetere (60), di Fuori (26) e di Benevento (25) Lauro (9 detenute con figli) e nell’istituto penitenziario femminile di Pozzuoli (158). “I numeri – ha detto Ciambriello – ci permettono di capire che la percentuale delle donne recluse rispetto agli uomini e’ bassissima, pari al 4% in Italia, ma numeri bassi non possono significare bassa attenzione. Parlare di carcere femminile significa creare un carcere a misura di donna. Il carcere spoglia le persone non solo di quella che era la loro vita precedente ma anche della femminilita’. E questo accade anche perche’ le detenute devono sottostare a regole plasmate su schemi ed esigenze maschili. Difficile la vita, quella del carcere, dove divieti e limitazioni non riguardano solo la possibilita’ di muoversi e di agire ma anche di essere. Dove si scontano pene accessorie, quelle del controllo dei sentimenti e delle emozioni, assumendo toni del tutto particolari quando a esserne coinvolte sono le donne. Dove anche procurarsi l’indispensabile diventa difficile”. “Se la mancanza di spazio, la scarsa igiene e il sovraffollamento appartengono purtroppo all’intera comunita’ carceraria, per le donne ci sono esigenze fisiche, affettive, genitoriali ed emotive dai connotati molto piu’ delicati, meritevoli di una particolare attenzione. Possiamo togliere la liberta’ ma non la dignita'”, conclude Ciambriello.
Attacco hacker di Anonymous: in rete 26mila dati di prof italiani
“Salve popolo, siamo qui oggi per comunicarvi con grande gioia, che circa 26.600 dati personali (email, password, cellulari, indirizzi) di maestre, insegnanti, referenti e dirigenti di molte scuole italiane sono entrate in nostro possesso!”. E’ il tweet postato, con data di ieri, dall’account LulzSecIta (uno degli account utilizzati dagli attivisti di Anonymous). Allegato un link in cui gli hacker, rivolgendosi direttamente alla ministra Valeria Fedeli, spiegano che l’obiettivo della loro azione e’ l’alternanza scuola-lavoro. “Siete solo aguzzini che – scrivono – sfruttano l’esperienza nulla che hanno i giovani d’oggi approfittandovene per il vostro tornaconto personale. Se prima la scuola non funzionava per le infrastrutture inadeguate o fatiscenti, gli insegnanti ignoranti e negligenti (ancora presenti in abbondanza), e per tutta la farsa di studiare materie improntate non alla logica ma al puro nozionismo, ora funziona ancor di meno. Ma tanto alla Sig.ra Fedeli & Company, cosa interessa? Lei e la sua ciurma a fine mese hanno sempre lo stipendio in banca (chissa’ per quanto), lasciando fare quella misera esperienza lavorativa agli studenti”.”E siete solo fortunati – aggiungono – che evitiamo di citare la vostra esperienza nel campo della sicurezza informatica, un vero insulto verso tale ARTE, dato che avete dimostrato di non riuscire a gestire nemmeno un semplice sito. Avete pensato di essere superiori, ed avete sottovalutato INTERNET, ma temiamo voi dobbiate riguardarvi. E così come voi Ministri e Parlamentari state cercando di rovinare la scuola – concludono gli attivisti – noi cerchiamo di rovinare voi, ma con una sola differenza! Quale? Che voi fallite sempre, noi no”.In un tweet precedente, datato 2 marzo, la stessa sigla provocatoriamente chiede “abbiamo avuto problemi @MiurSocial?” e sotto fornisce tutti i link per aprire i documenti, con gli indirizzi mail degli insegnanti. Conferma dell’attacco informatico, risalente a una decina di giorni fa, arriva dagli investigatori.
Napoli, al Vomero multati 13 venditori abusivi di mimose
Come ogni otto marzo che si rispetti anche oggi a Napoli sono comparsi centinaia di venditori abusivi di mimose ad ogni angolo delle strade cittadine e d in ogni quartiere. Un fenomeno diffuso e generalizzato. Vendevano fiori senza autorizzazione: la Polizia Locale di Napoli sequestra la merce e la devolve alle chiese della zona. Agenti in azione oggi, in concomitanza con la Festa della Donna, nel quartiere Vomero di Napoli dove sono stati eseguiti controlli in via Scarlatti, via Luca Giordano, via Bernini, via Kerbaker, piazza Leonardo, via Pitloo, via Giotto, via Ruoppolo e Largo Cangiani. Complessivamente sono stati verbalizzati tredici venditori abusivi di fiori. Sempre nella zona del Vomero, in particolare in via San Domenico, via Cilea, Piazza Vanvitelli, via De Nardis, via G. Gigante, via Doria, via Fracanzano e via Rossini, allo scopo di prevenire e sanzionare il conferimento dei rifiuti fuori dagli orari consentiti, sono state multate nove persone. Infine, nel Mercato De Bustis, insieme con personale dell’ASL, in un’ attivita’ di vendita alimentare sono stati sequestrati 25 chilogrammi di mozzarella privi di confezionamento ed etichettatura. Complessivamente sono state contestate sanzioni per circa 68.500 euro.
Uccisero il capo della Paranza dei Bimbi: fine pena mai. LE INTERCETTAZIONI
Fine pena: mai. E’ questa la condanna arrivata in Corte di Assise per il killer e i due mandanti dell’omicidio del baby boss Emanuele Sibillo, famigerato capo dell’ormai disciolta “Paranza dei bimbi”. La DDa con il pm Francesco De Falco aveva chiesto il massimo della pena per colui che viene indicato dai pentiti come l’esecutore materiale di quell’omicidio, ovvero Antonio Amoroso detto “scapuzzedda”. Ergastolo anche per il boss Gennaro Buonerba reggente della cosca dei “Capelloni” di via Oronzo Costa , la famosa “strada della morte” durante la faida di Forcella e gli altri componenti del gruppo di vertice del clan:Luigi Criscuolo detto “sby sby” e per Andrea Manna detto “Cioccolata”. Dodici anni di carcere per Maurizio Overa, il pentito del clan Mariano dei Quartieri Spagnoli che ha svelato tutti i retroscena del delitto confermando anche il suo ruolo di istigatore e infine 16 anni di carcere per il giovane Vincenzo Rubino, anch’egli uomo dei Buonerba ma accusato solo del tentato omicidio del famigerato Antonio Napolitano detto nannone. E il gip Piccirillo ha accolto le richieste
L’omicidio avvenne la notte tra il 29 e 30 giugno del 2015 in via Oronzo Costa a Forcella, meglio conosciuta come ” la strada della morte”. Lo ha raccontato agli investigatori il pentito del clan mariano dei Quartieri Spagnoli, Maurizio Overa e lo ha confermato anche il suo capo Marco Mariano, capo dei “Picuozzi” anch’egli collaboratore di giustizia. Una ulteriore conferma si è avuta da un terzo pentito: Scuotto Claudio. le dichiarazioni insieme alle intercettazioni telefoniche ed ambientali e alle indagini della squadra mobile hanno costituito il quadro accusatorio che ha consentito al gip Eliana Franco di emettere l’ordinanza di custodia cautelare due anni fa e di arrivare al processo. Ecco il racconto del pentito Maurizio Overa
“…nel frattempo, dal carcere, Ciro MARIANO ci aveva mandato un ‘imbasciata dicendoci di appoggiare la famiglia dei BUONERBA che era da considerare una famiglia malavitosa a noi vicina. In quel periodo, infatti, era detenuto a Spoleto insieme a Ciro MARIANO, Vincenzo BUONERBA, fratello di BUONERBA Gennaro, poi arrestato recentemente insieme agli altri affiliati e a “Cioccolata”. Nel frattempo poi i TRONGONE Raffaele e Arcangelo, cacciati da Santa Chiara a seguito dell’omicidio FRANZESE, si erano alleati con i SEQUINO della Sanità, a loro volta alleati dei BUONERBA….in quel periodo era stato organizzato l ‘omicidio di SIBILLO da MANNA Andrea detto “Cioccolata”, Gennaro BUONERBA, Luigi CRISCUOLO e un ragazzo a nome Antonio che dovrebbe essere stato destinatario dell’ultima ordinanza di custodia cautelare eseguita, se non erro, nell’ottobre del 2015 nei confronti dei BUONERBA ed altri. Fui io a consigliare a MANNA e agli altri ragazzi di attendere SIBILLO nella zona dove i BUONERBA gestiscono una piazza di cocaina. Io feci ciò in quanto, come ho già riferito in precedenza, avevo un buon rapporto con MANNA Andrea detto “Cioccolata”, anche lui, per altro, detenuto per un certo periodo a Spoleto con Ciro MARIANO…i quattro che ho indicato sopra seguirono il mio consiglio ed infatti SIBILLO Emanuele fu ucciso nei pressi dell’abitazione dei BUONERBA mentre loro erano appostati. La mattina seguente mi chiamò MANNA Andrea dicendomi che doveva venire da me. Io all ‘epoca abitavo alla Riviera di Chiaia dove attualmente abita mio nipote, figlio di mia sorella, a nome Vincenzo MARINACCi. Io raggiunsi MANNA Andrea alla Riviera di Chiaia ave lo trovai insieme a Luigi CRISCUOLO, BUONERBA Gennaro e questo ragazzo a nome Antonio. Ricordo bene che era il 3 luglio e che MANNA Andrea mi raccontò che erano stati loro a commettere l’omicidio di SIBILLO Emanuele e mi chiese un appoggio. lo gli diedi le chiavi di casa mia e li ospitai per tre giorni. Inoltre diedi disposizioni al proprietario del Sol Bar di offrire ai quattro ragazzi tutti ciò che volevano a mie spese. Nella stessa mattinata MANNA e gli altri mi chiesero di fittargli un gommone da un armeggiatore soprannominato “omissis” che io conoscevo, che si trova all’altezza di Santa Lucia, difronte al vecchio club “21 “.lo pagai per il fitto del gommone, ma BUONERBA Gennaro lasciò i suoi documenti al titolare del! ‘ormeggio per garanzia. I quattro mi chiesero anche di fornirgli una bottiglia di Champagne e quattro bicchieri di cristallo che servivano per brindare sul gommone… Marco MARIANO era a piena conoscenza dell ‘appoggio che avevamo dato ai BUONERBA e agli altri dopo l ‘omicidio, anzi, il giorno 4 luglio, io e Marco MARIANO li portammo a mangiare a un ristorante a Fuorigrotta soprannominato “omissis ” che è di proprietà di Raffaele BARATTO dei “Calacioni “. Il giorno dopo i quattro andarono via… preciso che quando i ragazzi dopo l’omicidio vennero a casa mia si erano già disfatti di tutte le armi temendo di essere scoperti dalla Polizia”.
Questi invece gli altri particolari e la fase di preparazione dell’omicidio di Emanuele Sibillo:
“…Genni Buonerba era sottoposto a tangente ‘dalla famiglia SIBILLO e non voleva piu’ pagare. Genni mi fu portato da Andrea Manna detto cioccolata per confermargli il nostro appoggio per volonta’ di Ciro Mariano. Consigliai a Manna di spostarsi presso i Buonerba ed ando’ ad abitare in una casa che essi avevano in via dei Tribunali. Su mio consiglio Gennaro Buonerba e gli altri si organizzarono per reagire ai Sibili o. Non dovevano fare altro che attenderli nei pressi dell ‘abitazione di Gennaro Buonerba quando si recavano a ritirare i soldi. Si tratta di un vicolo stretto che non consente la fuga nel senso che o si torna indietro, il che comporta il fermarsi e girare il mezzo, o si va avanti necessariamente. Sicche’ se si organizza un agguato non c ‘e’ scampo. Ed infatti già in precedenza era stato colpito un ragazzo agente per conto dei Sibillo. Per come mi dice confermo che il nome del ragazzo e’ o’ nannone. L ‘ho intravisto in carcere durante questa detenzione a Secondigliano. Quanto alla dinamica dell ‘agguato a Sibillo Emanuele, per come mi è stato raccontato, i quattro che ho citato, ossia Genni Buonerba, Andrea Manna, Luigi Criscuolo detto bis bi’ e Antonio si appostarono in questo modo: uno nel palazzo di Genni; uno in un basso nelle vicinanze (i due sono Manna e Antonio), mentre Buonerba e Criscuolo rimasero sopra. Sibillo Emanuele con i suoi, in quattro od in sei persone, su due – tre motorini, arrivati sotto la casa di Buonerba iniziarono a sparare. Mentre stavano andando via Antonio e Manna uscirono fuori e gli spararono contro di spalle. Quando vennero a casa mia, la mattina dopo, avendo fiducia in me, da un sorriso che feci ad Antonio e dal suo controsorriso capii che ad uccidere il Sibillo era stato lui…Antonio l’ho visto in televisione con il casco nel filmato diffuso dal telegiornale che lo vede sparare. L ‘ho riconosciuto subito. Ritengo che a sparare in quel gruppo era sempre Antonio, l’unico veramente in grado di uccidere. Credo che anche a sparare al nannone sia stato lui, anche se il Criscuolo in carcere si era autoaccusato con me…Buonerba Gennaro rimase nella sua abitazione, al primo piano, insieme al Criscuolo e mi disse di non aver sparato perché non aveva la pistola e che a sparare erano stati solo Antonio e Manna”.
De Magistris e la sentenza della Corte dei Conti: ‘Napoli non andrà in dissesto’
Il sindaco Luigi De Magistris commenta la sentenza della Corte dei Conti che ha in parte respinto il ricorso dell’Amministrazione, ritenendo che il Conmune abbia sforato, nel 2016, sforato il Patto di Stabilità per non avere inserito nel bilancio i cento milioni che rappresentano il debito con il Cr8 risalente al commissariamento post terremoto del 1981.
“Ieri sera siamo stati in riunione fino a notte, ma fino a quando non conosceremo le motivazioni non potremo essere puntuali. Considero questa decisione un errore, è giuridicamente infondata e produce una profonda ingiustizia sociale che ricade sulla nostra città – puntualizza – La seconda considerazione è che c’è preoccupazione e gravità: dovere mettere per colpe non nostre, oltre cento milioni nel bilancio, per un debito storico del 1981, commissariamento post terremoto, e per un debito emergenza rifiuti che abbiamo, tolto significa farci pagare anche la sanzione. Paghiamo due volte. Un’ingiustizia clamorosa che apre la strada a una mobilitazione politica, amministrativa e istituzionale senza precedenti. Mai stato così indignato come per la decisione di ieri. Non ci si rende conto dell’ingiustizia sociale che per un cavillo formale viene fatta pagare, proprio adesso, e chissà perché, a distanza di anni, alla nostra città”.
“Da ieri iniziata mobilitazione politica metteremo in campo tutte le iniziative possibili – prosegue de Magistris – Non ci fermeremo con le armi della democrazia e della costituzione fino a quando non vinceremo la partita delle partite. Lo dissi a Montecitorio, abbiamo la cassa bloccata, farò di tutto con Gentiloni per risolvere la questione e poi affrontare la partita tutta parlamentare. Chiederò da sindaco ai deputati campani e napoletani di fare in modo che si ponga fine a questa ingiustizia. In questo Paese non ci si rende conto di quello che sta facendo – chiarisce de Magistris – Qualcuno forse ci vuole far cadere perché siamo arrivati così in alto rompendo il sistema, per la spallata finale.Napoli non andrà in dissesto, se avessi avuto dubbi parlando con i vertici tecnici dell’amministrazione, vedendo la loro indignazione, ho avuto la certezza che abbiamo ragione. Non ci fermeranno mai – conclude il sindaco – Se qualcuno ha dubbi sulla nostra capacità di resistenza e lotta se ne accorgerà nelle prossime settimane.”
Un vero avvocato truffava gli anziani nel Salernitano con due complici: tre misure cautelari
Una truffa organizzata ai danni di ignari anziani ma questa volta con protagonista un vero avvocato e una coppia di complici, un uomo e una donna. Truffe compiute tutte nei comuni della piana del Sele e che avrebbero fruttato al terzetto oltre 100mila euro. Sarebbero infatti almeno 13 le truffe, perpetrate soprattutto ai danni di persone anziane per un danno complessivo di circa 120mila euro, per le quali sono indagate tre persone a Salerno. A far luce su quanto accaduto alle ignare vittime cui venivano fatte richieste di cessioni del quinto degli stipendi o richieste di finanziamenti invece di richieste di risarcimenti, i finanzieri del Nucleo di polizia economica e finanziaria. I militari hanno eseguito le misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Salerno su richiesta della locale procura: una donna di 38 anni è finita agli arresti domiciliari, mentre per un pensionato 71enne e per un avvocato è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le indagini, coordinate dalla procura salernitana, sono state avviate dopo la denuncia di una coppia di anziani nei confronti di un uomo e di una donna che avevano loro falsamente prospettato la possibilità di ottenere un cospicuo indennizzo quale risarcimento per un infortunio avvenuto decenni prima. A fronte di tale possibilità, gli anziani avevano consegnato due assegni per un valore di 7.500 euro a favore degli indagati come anticipo per le spese che avrebbero dovuto sostenere per la gestione della pratica di indennizzo, che non fu però mai avviata. Le indagini hanno consentito di accertare che i due, con altri complici, avevano attuato almeno altre 12 truffe tra Salerno e i comuni della Piana del Sele.
Napoli: Reina ormai viaggia verso il Milan
Pepe Reina sarà un nuovo giocatore del Milan a partire dal prossimo primo luglio. I rossoneri hanno trovato un accordo col portiere spagnolo per un contratto biennale con opzione per il terzo anno ed hanno avvisato il Napoli della trattativa, passo formale per non incrinare i rapporti con la società del presidente Aurelio De Laurentiis. Ultimi passi formali, prima di arrivare all’annuncio: Pepe Reina e il Milan sono ormai promessi sposi.
Via Crucis: Papa Francesco sceglie i testi dei giovani
Papa Francesco ha affidato quest’anno la preparazione dei testi per la Via Crucis del Venerdì Santo a un gruppo di giovani, coordinato dal professor Andrea Monda, laureato in Giurisprudenza e Scienze Religiose, scrittore e saggista. I giovani sono studenti di un liceo classico romano, dove il prof. Monda insegna religione, e alcuni studenti universitari. Lo ha reso noto il direttore della Sala Stampa vaticana, Greg Burke.
Strage di Cisterna, Antonietta ha saputo della morte delle figlie
Antonietta Gargiulo, la 39enne ferita a Cisterna di Latina il 28 febbraio dal marito carabiniere Luigi Capasso da cui si stava separando e che ha poi ucciso le due figlie per poi suicidarsi, è stata informata della morte delle minori. A comunicarle la tragica notizia sono stati alcuni alcuni familiari insieme ad un team di psicologi dell’ospedale San Camillo dove è ricoverata. La donna sarà seguita costantemente dagli psicologi: da ieri non è più sedata e si trova ancora nella terapia intensiva. A quanto si appreso, la donna non si ricordava quanto accaduto. Le sue condizioni generali comunque vanno meglio ma resta in prognosi riservata appunto in terapia intensiva. Considerate le sue condizioni la donna non potrà essere al funerale delle figlie in programma domani alle 11 nella chiesa parrocchiale di San Valentino a Cisterna di Latina.
Elezioni, Saviano: ‘M5S e Lega hanno vinto perché dall’altra parte non c’era niente. Più niente’
Lo scrittore Roberto Saviano è tornato a parlare di politica e delle ultime elezioni. In un lungo articolo pubblicato su Repubblica oggi in edicola Saviano spiega, come ha sintetizzato sulla sua pagina facebook: In Italia il 4 marzo ha vinto il malessere, non ha vinto la speranza e non ha vinto la voglia di un futuro migliore. Il 4 marzo ha vinto l’idea di Stato chiuso, di nazione con confini alti e invalicabili, invalicabili per gli esseri umani ma non per i capitali criminali (per loro le frontiere sono sempre aperte). Invalicabili per gli stranieri ma non per gli italiani che ogni anno decidono di lasciare l’Italia. Il 4 marzo in Italia ha vinto una strana forma di nichilismo che, proclamando la propria libertà da ogni coerenza (M5S), si realizza anche come libertà di essere cattivi (Lega).
Ma qual era l’alternativa? L’alternativa questa volta non c’era. Incoerenza e cattiveria hanno vinto perché dall’altra parte non c’era niente. Più niente”. Lo scrittore napoletano sempre attento ai social oggi naturalmente non poteva dimenticare le donne: “I momenti di celebrazione di genere spesso mi provocano disagio… lascio agli altri il piacere di festeggiare genericamente le donne, tutte; io oggi festeggio le donne che leggono, le donne che approfondiscono. Se non ci fossero queste donne, librerie biblioteche teatri sarebbero spazi morti. Donne che, contrariamente a ciò che si pensa, non leggono nulla che somigli a romanzetti e manuali del cuore, ma dedicano il loro tempo a mantenere viva la cultura. Tempo che è ancor più prezioso, perché custodito nonostante la cura della famiglia e il lavoro. Donne che non vivono a compartimenti stagni, le cui passioni sono la loro vita e, quindi, la vita delle persone che amano. Donne, portatrici di passioni.
Oggi mi piace festeggiare le donne che difendono quanto di più prezioso ci resta: la complessità”, ha scritto Roberto Saviano sulla pagina facebook.
Legambiente presenta i risultati del monitoraggio della campagna Civico 5.0 a Napoli
In Italia si contano 11,9 milioni di edifici residenziali – il 79,3% degli edifici totali – con 30,6 milioni di abitazioni. Di questi, sono oltre 2 milioni gli edifici residenziali in mediocre e pessimo stato di conservazione e rappresentano il 16,8% del totale. Lo stato di conservazione è inversamente correlato con l’età degli edifici e, secondo un’analisi svolta dal CRESME sulle epoche di costruzione del patrimonio edilizio, la grande maggioranza è stata realizzata fino ai primi anni ’90, con 10,43 milioni (87,6%).
In Campania esistono circa 195 mila edifici residenziali in stato mediocre o pessimo, si tratta di oltre il 21,8% del patrimonio edilizio abitativo della regione. Il dato che riguarda le abitazioni non occupate è arrivato comunque al 17,1% nel 2011.
Innovazione ambientale, efficientamento energetico in edilizia, condivisione e sharing economy, ma anche agevolazioni fiscali e vantaggi ambientali. Sono questi i temi al centro di Civico 5.0, un altro modo di vivere il condominio, pensata per sensibilizzare cittadini, amministrazioni e costruttori sull’importanza di un nuovo modello di vivere e progettare i condomini e i suoi spazi; dando consigli utili e strumenti concreti per migliorare la qualità della vita dei palazzi condominiali, per capire come abbattere i costi in bolletta e dire ‘basta’ a alle case colabrodo.
Nel corso del dibattito sono intervenuti: Katiuscia Eroe, Responsabile Energia Legambiente, Francesca Ferro, Direttore Legambiente Campania, Maurizio Sasso, Dipartimento di Ingegneria Università degli Studi del Sannio, Antonio Polverino, Harpo Spa, Francesco Polverino, Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale, Università degli Studi di Napoli Federico II.
In particolare, i tecnici di Legambiente, prima dell’arrivo del Treno Verde in Campania, hanno realizzato un’indagine termografica in quattro appartamenti di due diversi condomini a Napoli (nel centro storico e della zona collinare) e in uno di questi anche un’analisi dei consumi energetici elettrici. Sui quattro appartamenti, i problemi sono evidenti e comuni: infiltrazioni, dispersione da infissi e serramenti e tra i nodi tra pilastri e solai. Nell’appartamento in cui è stata effettuata anche l’analisi dei consumi elettrici, il risparmio per la famiglia potrebbe essere pari a circa il 25% dell’attuale spesa se si efficientassero i consumi attraverso la riduzione degli sprechi e la gestione dell’energia. Alle case e agli appartamenti colabrodo, poi, si affiancano i problemi dei costi che gravano sulle famiglie italiane: oltre 2 mila euro tra elettricità, energia termica e mobilità. Costi che possono essere notevolmente ridotti anche grazie agli incentivi dell’ecobonus e sismabonus che consentono di detrarre le spese.
I risultati del monitoraggio scientifico effettuato dai tecnici di Legambiente dimostrano, con un’analisi a campione delle abitazioni, come e quanto sia possibile intervenire portando vantaggi immediati in termini ambientali, economici e di qualità di vita. “È importante che i cittadini diventino consapevoli del loro peso energetico e delle opportunità previste per i prossimi quattro anni. Ed è ancora più importante che le amministrazioni supportino le famiglie attraverso sportelli energie e campagne di informazione per garantire – spiega Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente il massimo accesso agli strumenti previsti dalla finanziaria con particolare riguardo alle famiglie più in difficoltà che subiscono maggiormente i costi e le inefficienze di una casa colabrodo”.
La Finanziaria 2017 ha, infatti, introdotto incentivi per l’efficientamento energetico e la riqualificazione antisismica validi fino al 2021 cui accedere per realizzare interventi nei condomini, con detrazioni fiscali fino all’85%, e questa è una delle detrazioni più alte anche in Europa, e un’assoluta opportunità per le famiglie, anche per quelle in difficoltà. La novità del 2018 è inoltre la possibilità della cessione del credito ad ESCO (Energy Service Company), banche che realizzano l’intervento così da permettere anche alle famiglie con limitate possibilità di spesa di realizzare questi interventi. Il primo passo per Legambiente è quello di conoscere e mappare il patrimonio edilizio esistente, lo stato in cui versa e i finanziamenti disponibili per avviare una nuova stagione per l’edilizia sostenibile. Un lavoro che assume un significato ancora maggiore in una regione, come la Campania, dove l’abusivismo edilizio e il consumo di suolo, non conosce sosta. Ma sono anche gli edifici pubblici a necessitare di interventi adeguati, a partire dalle scuole. Secondo gli ultimi dati del rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente l’efficientamento energetico e l’uso delle fonti rinnovabili nelle strutture scolastiche è assolutamente esiguo e in appena il 10,8% di questi è presente un impianto da fonti rinnovabili.
“La fotografia scattata dal nostro monitoraggio – dichiara Francesca Ferro, direttore di Legambiente Campania – offre importanti spunti per promuovere anche nella nostra regione un grande cantiere di innovazione, un progetto di riqualificazione del patrimonio edilizio con obiettivi ambiziosi e prestazioni che possano garantire davvero la sostenibilità ambientale e la salubrità degli edifici, la qualità indoor, il benessere e la salute dei cittadini. Solo così si può pensare di aprire una nuova fase per il settore delle costruzioni, ridimensionando fino a sconfiggere la stagione dell’abusivismo edilizio e del consumo di suolo indiscriminato. Avere case, scuole, edifici pubblici sicuri e sostenibili – concludere Ferro – significa non solo combattere l’illegalità e contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici, ma anche offrire vantaggi economici diretti per le famiglie e stimolare la crescita economica nel settore edilizio ormai in crisi”. In Campania gli interventi effettuati per il risparmio energetico sono stati 8.977 a fronte di 74,14 miliardi di euro investiti che hanno permesso un risparmio di 20,28 magawattora all’anno. Gli investimenti più consistenti hanno riguardato i serramenti, 5.335, seguiti da caldaie a condensazione, 1.384, e pompe di calore 676 (fonte Enea). La provincia campana che ha investito maggiormente è stata quella di Napoli con 28,1 miliardi di euro. Tra le altre province è quella di Avellino che si fa notare per l’investimento pro-capite più elevato.
Ischia, vendeva hashish in casa: arrestato 40enne
Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Ischia hanno arrestato Vincenzo Di Donna, di 40 anni, responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Un’indagine antidroga ha consentito agli agenti di localizzare un appartamento di via Giovanni da Procida da cui veniva svolta un’attività di spaccio.
Ieri sera, poco prima delle 20.00, è scattata l’operazione. I poliziotti sono entrati nell’abitazione del Di Donna rinvenendo droga, denaro ed attrezzature.
In particolare gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato n. 6 pezzi di hashish per un peso di 60 grammi, un bilancino di precisione, uno smartphone, la somma di denaro di euro 115,00 ed un coltello per il taglio della droga. Gli agenti hanno pertanto arrestato il 40enne conducendolo presso la Casa Circondariale di Poggioreale.
Picchia il padre e la madre perché il pranzo non è di suo gradimento: arrestato
Gli agenti del Commissariato di PS San Giorgio a Cremano hanno arrestato D.S. 46 anni, sangiorgese, pe i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate.
I poliziotti, poco dopo le 16.00, su segnalazione della centrale operativa sono intervenuti in Via Buongiovanni, dove era stata segnalata una lite in famiglia.
Gli agenti, al loro arrivo, hanno trovato la porta dell’appartamento aperta ed un’anziana donna all’uscio mentre all’interno un uomo riverso sul pavimento che tentata di ripararsi dai calci che gli sferrava con violenza il figlio.
I poliziotti con non poca difficoltà sono riusciti, dopo una breve ma intensa colluttazione, ed all’ausilio di un’altra pattuglia del commissariato, a bloccare l’aggressore arrestandolo.
I poliziotti, hanno accertato che il 46enne da tempo maltrattava, picchiava e minacciava i genitori per ogni futile motivo. Tra l’altro non era la prima volta che i due anziani coniugi avevano allertato le forze dell’ordine denunciando il tutto. Gli anziani coniugi hanno raccontato che mentre finivano di pranzare con il figlio, quest’ultimo, non soddisfatto del pranzo, ha dapprima minacciato e poi cacciato la madre di casa, la donna trovata dai poliziotti sull’uscio della porta, e poi si è accanito sul padre lanciandogli stoviglie e suppellettili di vario genere per poi picchiarlo con calci e pugni, non fermandosi neanche all’arrivo della Polizia.
L’uomo è stato arrestato e condotto al carcere di Poggioreale. La vittima, 70anni, è ricorsa alle cure dei medici con una prognosi di 7 giorni.
La Torre di Punta Licosa dichiarata di ‘interesse storico-artistico particolarmente importante’
La Torre di Punta Licosa è stata dichiarata ufficialmente di “interesse storico-artistico particolarmente importante” dalla Commissione della Regione Campania del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. I resti murari visibili oggi mostrano il perimetro e lasciano intravedere le tracce della volta del primo livello di una delle innumerevoli torri che caratterizzano il paesaggio costiero dell’Italia Meridionale, utilizzate per l’avvistamento delle navi nemiche e per trasmettere i segnali di pericolo alle altre torri del promontorio. Con decreto n. 387 del 1 febbraio 2018, la Commissione Regionale per il Patrimonio culturale della Campania, ha sottoposto l’area – già dichiarata di importante interesse archeologico – a rigide disposizioni di tutela, accogliendo la proposta della Soprintendenza Archeologica belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino. La torre, rivolta in direzione dello splendido isolotto, sorge proprio sulla costa frastagliata di scogli del Capo di Licosa. Venne costruita in un punto strategico dal quale è possibile osservare tutta la riva settentrionale del Cilento, da Santa Maria fino alla torre di Tresino, mentre in direzione di Ogliasto Marina si scorge la torre di Cannitiello e in lontananza il tratto di costa fino ad Acciaroli.
Grande soddisfazione del Sindaco di Castellabate Costabile Spinelli: «Un provvedimento che è in sintonia con l’attenzione che l’amministrazione comunale rivolge alla salvaguardia e alla valorizzazione della bellezza. Questa dichiarazione d’interesse culturale rappresenta uno stimolo ulteriore a preservare le nostre ricchezze paesaggistiche in un’area meravigliosa come quella protetta di Punta Licosa e in uno scenario naturalistico tra i più interessanti del Cilento».



