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Somma Vesuviana, il Comune ricorda le vittime innocenti della criminalità oraganizzata

Somma Vesuviana. In occasione della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” il Comune di Somma Vesuviana intende celebrare questo momento con la deposizione di una corona al monumento ai caduti in piazza. Appuntamento martedì 20 marzo alle ore 11. Ricorderemo, pertanto, il piccolo Gioacchino Costanzo assassinato nel 1995 a soli 18 mesi, e Francesco Tafuro e Domenico Liguori due giovani imprenditori uccisi nel 2016.
Seguirà una riflessione alla quale saranno presenti i familiari di Liguori e Tafuro, gli assessori, i consiglieri comunali, le autorità militari, Carmine Mocerino il presidente della Commissione speciale Anticamorra e beni confiscati della Regione, Antonio D’Amore referente provinciale dell’associazione Libera, il cerimoniale sarà affidato al responsabile dell’archivio storico del Comune Alessandro Masulli, ed un momento musicale a Ciro Seraponte.
“Vogliamo che resti sempre vivo nella nostra memoria”, commenta il sindaco Salvatore Di Sarno, “il ricordo di chi ha perso la vita per mano di violenti assassini. Per questo domani terremo questa semplice cerimonia nel cuore della nostra città: la nostra piazza. Invitiamo i cittadini ad essere presenti”.

Napoli, fermate per i mezzi pubblici non a norma

“ A Napoli occorre provvedere con urgenza al rifacimento delle delimitazioni per le aree d’accosto al marciapiede destinate alla sosta dei mezzi su gomma adibiti al trasporto pubblico nel capoluogo partenopeo – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Ciò in ottemperanza a precise disposizioni inserite al riguardo nel vigente codice della strada siano rimaste solo sulla carta per tanto tempo. A dimostrazione di una situazione non più accettabile al riguardo, quanto si verifica alla fermata dell’ANM posta in via tino di Camaino, nel quartiere Arenella, dove, all’interno dello spazio individuato dalle strisce gialle, si trovano numerosi cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, posti anche che in doppia fila, la qual cosa, a parte altre considerazioni facilmente intuibili, costringe i mezzi su gomma a sostare in mezzo alla carreggiata “.
” Le norme alle quali mi riferisco – puntualizza Capodanno – sono contenute nell’art. 151 del regolamento di esecuzione e di attuazione del CdS che recita: “ 1. Le strisce di delimitazione della fermata dei veicoli in servizio di trasporto pubblico collettivo di linea sono costituite da una striscia longitudinale gialla discontinua, posta ad una distanza minima di 2,70 m dal marciapiede o dalla striscia di margine continua, e da due strisce trasversali gialle continue che si raccordano perpendicolarmente alle precedenti; nel caso di golfi di fermata le strisce trasversali possono non essere tracciate. La larghezza delle strisce è di 12 cm. 2. La zona di fermata è suddivisa in tre parti: la prima e l’ultima di lunghezza pari a 12 m, necessarie per l’effettuazione delle manovre di accostamento al marciapiede e di reinserimento nel flusso di traffico da parte del veicolo; la zona centrale deve avere una lunghezza minima pari alla lunghezza, maggiorata di 2 m, del veicolo più lungo che effettua la fermata. 3. La prima e l’ultima parte possono essere evidenziate mediante tracciamento di una striscia gialla a zig zag …. 4. Sulla pavimentazione all’interno della zona di fermata deve essere apposta l’iscrizione BUS. 5. Nelle zone di fermata è vietata la sosta dei veicoli ” “.
“ Dunque – prosegue Capodanno – occorre prevedere, prima e dopo lo spazio destinato alla fermata vera e propria, una prima ed un’ultima parte di 12 m ciascuna, per le manovre rispettivamente di accosto al marciapiede e di reinserimento nel flusso di traffico dell’autobus, cosa che attualmente non avviene, proprio perché tali aree non sono previste. Difatti non è difficile assistere al fatto che il mezzo su gomma si fermi in mezzo alla carreggiata, non potendo inserirsi nello spazio accosto al marciapiede destinato alla sosta per l’insufficienza dello stesso “.
“ La qual cosa – precisa Capodanno – è espressamente vietata da un’altra norma dello stesso codice, vale a dire dall’art. 353, comma 7, del regolamento succitato che recita: “Le fermate degli autobus di cui al presente articolo devono essere effettuate esclusivamente nelle zone indicate nei commi che precedono, in modo da evitare che i passeggeri in salita o in discesa dai mezzi impegnino la carreggiata, diminuendo la capacità della strada ed intralciando il traffico sulla stessa”. Il tutto ovviamente anche a garanzia dei passeggeri in attesa alle fermate che non dovrebbero mai impegnare la carreggiata “.
“ Infine – continua Capodanno – va ricordato che, in base all’art. 158 del CdS, anche laddove non siano stati delimitati gli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia, vige il divieto di fermata e di sosta dei veicoli fino ad una distanza di 15 metri dal segnale di fermata, per un totale dunque di 30 m sulla carreggiata, 15 prima e 15 dopo il segnale “.
“ La palese mancanza di una valida e adeguata politica per la creazione di parcheggi pubblici da parte degli Enti competenti, la qual cosa comporta l’utilizzo a Napoli delle carreggiate come unici spazi pubblici per la sosta, anche con l’istituzione delle strisce blu con i conseguenti malumori generati di recente per gli aumenti delle tariffe – conclude Capodanno -, non può e non deve comportare la violazione di una precisa disposizione normativa, con evidenti ripercussioni negative per i viaggiatori che utilizzano i mezzi di trasporto su gomma “.

Napoli, ritrovato ordigno prima guerra mondiale in Galleria Borbonica

Nel centenario del primo bombardamento di Napoli, nella Galleria Borbonica ritrovato un ordigno della prima guerra mondiale. Per una incredibile coincidenza, in concomitanza con il centenario del primo bombardamento che ha subìto Napoli nel 1918, nella Galleria Borbonica è stato rinvenuto un raro ordigno risalente alla “Grande Guerra”. Lo straordinario ritrovamento è stato effettuato dagli speleologi che lavorano nella Galleria di via Morelli e che nella loro quotidiana opera di scavo e di recupero degli anfratti e dei cunicoli sotterranei, spesso vedono riemergere dalla polvere oggetti e reperti che raccontano la storia di Napoli.
L’ordigno è stato esaminato dagli esperti del 21° Reggimento Genio Guastatori di Caserta, coordinati dal Comando Forze Operative Sud di Napoli, che sono riusciti a identificare il tipo di bomba, ovvero una “Bombarda” da 240 mm utilizzata dal Regio Esercito sul fronte italiano, che era svuotata del suo contenuto esplosivo. La presenza di un simile tipo di ordigno inevitabilmente ha destato degli interrogativi su come possa essere arrivato in un posto così difficile da raggiungere, suggerendo un’interessante ipotesi, ovvero che la Galleria Borbonica di via Morelli possa essere stata un deposito di armi durante la prima guerra mondiale. Anche se Napoli non fu direttamente coinvolta nella guerra, infatti, ebbe un importante ruolo nella fabbricazione di armi ed elementi chimici ad uso bellico. A partire dal 1916, all’Università di Napoli, si produceva la cloropicrina utilizzata nell’industria bellica.
Da qui, dunque, l’identificazione della città di Napoli da parte dei tedeschi come obiettivo strategico da bombardare. Nella notte fra il 10 e l’11 marzo del 1918, un dirigibile Zeppelin della Marina imperiale tedesca partì dalla base di Jambol in Bulgaria per compiere il raid aereo su Napoli. Gli obiettivi del bombardamento erano il porto, l’Ilva di Bagnoli, le industrie di Napoli e i cantieri Armstrong di Pozzuoli che producevano un immane numero di munizioni di guerra. Ma per un errore di calcolo, le oltre 6 tonnellate di esplosivi non colpirono gli obiettivi prefissati e invece si abbatterono su Posillipo, sul Corso Vittorio Emanuele e anche sulla zona dei Granili alle spalle del porto, i Quartieri Spagnoli, la zona di Piazza del Municipio e Via Toledo, ovvero a pochi passi dalla Galleria Borbonica che si estende sotterraneamente da via Morelli fino a Monte di Dio. L’ordigno verrà esposto all’interno della Galleria Borbonica.

Napoli: salvato paziente con grave aneurisma all’Ospedale del Mare

Un uomo di 74 anni e’ stato salvato da un aneurisma grazie ad un intervento innovativo effettuato all’Ospedale del Mare di Napoli dall’equipe di chirurgia vascolare diretta dal dott. Francesco Pignatelli. “Il paziente, ricoverato nella Uoc di medicina generale dell’Ospedale del Mare diretta dal dott. Ernesto Grasso, accusava dolore addominale, ed e’ stato sottoposto prima ad una ecografia e poi ad una tac con mezzo di contrasto che ha evidenziato, con grande sorpresa da parte di tutti, la presenza di un grosso aneurisma toraco-addominale di 11 cm, a rischio di imminente rottura, che coinvolgeva entrambe le arterie renali e anche le due principali che irrorano l’intestino (tronco celiaco e mesenterica superiore)”, ha spiegato Pignatelli. “Il paziente – ha aggiunto il dottore – era affetto da cardiopatia ischemica e insufficienza respiratoria per cui, essendo ad altissimo rischio l’operazione tradizionale, abbiamo optato per un intervento endovascolare con impianto di un’endoprotesi branched custom made, vale a dire una protesi fatta su misura per il paziente in base alle sue caratteristiche anatomiche”. “L’intervento, durato circa tre ore, e’ stato effettuato in collaborazione con il radiologo vascolare dott. Giampaolo Santini, l’anestesista dott. Pio Zannetti e la dott.ssa Nicoletta Guarino. Al termine, il paziente e’ tornato in reparto e dopo ulteriori controlli e’ stato dimesso in ottime condizioni”, ha fatto notare Pignatelli, ricordando l’importanza della prevenzione: “Una normale ecografia, per questa patologia, puo’ salvare la vita. Per questo, noi dell’Asl Na1, in collaborazione con la Asl Na3 Sud abbiamo varato Sanapoli, progetto di screening per l’aneurisma dell’aorta addominale rivolto ai pazienti di eta’ superiore ai 55 anni con fattori di rischio ipertensione, ipercolesterolemia, patologie respiratorie, arteriopatia, fumo e familiarita’. L’esame consiste nell’effettuare un’ecografia addominale, gratuita, della durata di pochi minuti, non invasiva ne’ dolorosa”. “Lo screening – ha concluso – viene effettuato tutti i giorni all’Ospedale del Mare per i cittadini che afferiscono all’Asl1 e negli ospedali di Boscotrecase, Gragnano, Sorrento, Torre del Greco e Nola per quelli dell’Asl 3 Sud”.

Vigilante ucciso: fiori davanti al cancello della Metro. Cafiero de Raho: ‘C’entra il rapporti genitori-figli’

Hanno deposto fiori davanti al cancello di ingresso della stazione della linea 1 della Metropolitana di Piscinola, a Napoli. Sono i colleghi ed amici di Francesco Della Corte, la guardia giurata morta venerdi’ scorso in ospedale dopo essere andato in coma nella notte tra il 3 e il 4 marzo, colpito con violenza alla testa. Tre i minori fermati, coinvolti nella vicenda. Le guardie giurate della Security Service hanno indossato un nastro nero in segno di lutto. “In ricordo – e’ scritto su un foglio affisso al cancello – del nostro collega Francesco che continuera’, nonostante tutto, a lavorare al nostro fianco”. Una sottoscrizione per aiutare la famiglia di Francesco Della Corte. A lanciarla l’Eav, l’azienda di trasporti regionale. “Francesco Della Corte aveva 51 anni, oggi avrebbe festeggiato con la sua famiglia la festa del papa’. Il presidente, Vincenzo De Luca, ha lanciato una campagna di solidarieta’ chiedendo ad Eav di raccogliere gesti concreti verso la famiglia della vittima – dice il presidente Umberto De Gregorio – Per questo come azienda abbiamo aperto una sottoscrizione per aiutare la famiglia di Francesco Della Corte. Chi vuole potra’ far sentire la propria vicinanza alla famiglia devolvendo con un bonifico il suo contributo a Ente Autonomo Volturno srl Iban IT96R0310403402000000822036 – Deutsche Bank Spa 03104 causale “Per Francesco”. La somma raccolta verra’ devoluta alla famiglia”.

“Occorre dare ampio spazio alla scuola e riconoscere alla famiglia quel ruolo primario che la Costituzione le assegna”. Lo ha detto il procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho, questa mattina ad Ercolano in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, commentando l’aggressione del Vigilante, poi deceduto, ad opera di tre minorenni. “Laddove ne’ famiglia ne’ scuole riescono ad intervenire, occorre fare in modo che i servizi sociali possano verificare la frequentazione costante della scuola – ha aggiunto De Raho -, capire quale sia lo sviluppo di alcune famiglie, soprattutto quelle che sono toccate da fatti di camorra. In questo caso, quello del Vigilante, sembra che le famiglie fossero persone perbene; pare che uno dei genitori abbia detto “Non voglio piu’ vedere mio figlio se ha commesso un fatto del genere”. Il procuratore nazionale antimafia ha concluso: “Ci dobbiamo domandare perche’ il rapporto genitori – figli sia scalfito al punto da non fare emergere una realta’ che e’ purtroppo dolorosa, quella di figli che tentano di affermarsi nella societa’ usando la violenza. Probabilmente dobbiamo fare tutti un esame di coscienza e pensare qual e’ il rapporto con i giovani e con i nostri figli ed in che modo lo possiamo recuperare, in modo che questa ondata di violenza, che tocca tantissimi ragazzi, possa essere superata”.

“Il brutale omicidio di Francesco Della Corte e’ solo la punta di un iceberg che vede sempre piu’ spesso minori coinvolti in episodi di grave delinquenza”. Enzo Letizia, segretario dell’Associazione nazionale funzionari di polizia, commenta cosi’ il caso della guardia giurata morta in seguito all’aggressione subita alla periferia di Napoli. “Attenzione a non pensare che certi episodi riguardino solo il sud”, spiega Letizia: “i segnali che ci arrivano dal territorio sono univoci: in tutta Italia vi e’ un aumento di episodi di teppismo e violenza che vedono protagonisti giovanissimi”. “La scuola fa gia’ moltissimo – continua Letizia – lo rileviamo dai feedback dei nostri colleghi che ci dicono delle numerose iniziative volte a sostenere progetti di legalita’ nelle scuole di ogni ordine e grado. Ne’ credo sia corretto ricorrere sistematicamente e genericamente alle lagnanze sui servizi sociali che, a secondo delle realta’ dove operano, fanno cio’ che possono. Il problema – conclude il segretario – e’ che credo sia giunto il momento di rivedere in modo organico il codice di procedura penale minorile. Ribadendo il principio rieducativo della pena da un lato, eliminando dall’altro quel diffuso senso di assoluta impunita’ che spessissimo si ha in episodi gravi ma che non assurgono agli onori delle cronache. In questo senso credo sia importante rivolgere un segnale forte al nuovo Parlamento affinche’ metta in agenda una riflessione seria su un problema che va ben oltre il singolo episodio”.

“In queste ore e’ forte la solidarieta’ e la vicinanza alla famiglia del Vigilante Della Corte da parte della UIL Campania ed e’ doveroso che la citta’ tutta si stringa attorno alla famiglia”. Lo afferma Giovanni Sgambati, segretario generale della UIL Campania. “E’ necessario – aggiunge – che Napoli, le sue istituzioni, le imprese, le forze sociali, si facciano interpreti di una rivendicazione ed una denuncia che, da tanti mesi come UIL, stiamo ribadendo. Non si possono aggirare in maniera subdola le leggi per cui accade che molte societa’, appaltate o subappaltate, utilizzino licenze di altri territori o di altre citta’ per lasciare a vigilare e controllare un solo Vigilante invece di due, mettendo a repentaglio la sicurezza ed, in questo ultimo tragico caso, la vita stessa del lavoratore”. La UIL Campania “da tempo porta avanti questa battaglia ed e’ al fianco della categoria e di tutti i lavoratori affinche’ non si aggirino piu’ le regole e si garantisca seriamente la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori”.

 

Caivano, facevano consegne di droga a domicilio: arrestati due spacciatori

Ieri sera gli agenti della Polizia di Stato, del Commissariato di “Afragola”, hanno arrestato Giuseppe Palmieri, di anni 31 e Ferdinando Bervicato, di anni 20, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.Al fine di contrastare il dilagante fenomeno di spaccio di droga , nel territorio di Caivano e grazie all’operosità investigativa, gli agenti hanno interrotto un’attività posta in essere da due giovani, che, utilizzando una vettura Wolkswagen, spacciavano facendo recapitare le dosi ai loro consumatori che ne facevano richiesta telefonicamente.Dopo vari appostamenti e pedinamenti, i giovani sono stati bloccati in via Santa Barbara, nel Comune di Caivano, dinanzi ad un bar durante uno scambio droga-soldi.Da un controllo effettuato sono state rinvenute 26 stecche di hashish dal peso complessivo di 91 grammi, 130 euro in vario taglio e quattro telefonini utilizzati per le varie richieste di droga, che avvenivano telefonicamente.Le persone arrestate, questa mattina, saranno giudicati con rito per direttissima dall’Autorità Giudiziaria.

In fuga l’uomo che ha ucciso l’ex moglie davanti alla scuola della figlia

E’ ancora in fuga Pasquale Vitiello, l’uomo che stamane ha ucciso la moglie, dalla quale si stava separando, davanti a una scuola di Terzigno. La donna, Immacolata Villani di 31 anni, aveva denunciato qualche giorno fa il marito per maltrattamenti ed era tornata a vivere con il padre, a Terzigno, alla Masseria Amato, insieme alla loro unica figlia di 9 anni.  Immacolata aveva appena accompagnato la figlia alla scuola elementare di Boccia al Mauro di via dei Pini. Quando è uscita dal plesso scolastico ha incontrato Pasquale Vitiello che le ha sparato.  Immacolata era originaria di via Colombo nel quartiere Pellegrini di Boscoreale non lontano dalla zona dove è avvenuto l’omicidio. Stamane insieme con la nuova compagna del padre (la mamma è morta qualche anno fa) ha accompagnato la figlioletta a scuola.

La piccola frequenta la terza elementare. Imma infatti non poteva guidare perchè aveva un braccio ingessato. Poco dopo le 8,15 di stamane l’uomo, che era stato visto aggirarsi con fare nervoso davanti alla scuola in sella un motorino di piccola cilindrata, si è avvicinato all’auto, aveva un casco e un cappellino e le ha detto: “Scendi dobbiamo parlare”. La donna è scesa, ignara di quello che le stava per accadere. I due hanno iniziato a discutere animatamente, poi lui ha estratto una pistola dal giubbotto e le sparato un solo colpo mortale al centro della fronte.

E’ risalito sul motorino e si è dileguato. Momenti di panico e fuggi fuggi generale: le mamme che sono tornate a scuola  riprendersi i figli. Sul posto sono arrivati i familiari della vittima e il padre che hanno portato la bimba al sicuro. I carabinieri del nucleo operativo di Torre Annunziata insieme con quelli della stazioni di Poggiomarino e Boscoreale stanno setacciando tutta la zona. Vitiello era stato individuato in fuga lungo la statale 268. Con lui ci sarebbe anche un familiare che lo sta aiutando. Il marito di Immacolata Villani avrebbe lasciato una lettera in cui annunciava le sue intenzioni omicide. Lo riferisce all’Ansa il sindaco della città, Francesco Ranieri. Pasquale Vitiello, figlio di un direttore di banca, lavora nell’indotto dell’Alenia, azienda aerospaziale.

 Rosaria Federico

@riproduzione riservata

Enzo Moscato al Teatro Nuovo con ‘Raccogliere e bruciare’, il suo ultimo spettacolo

“Raccogliere e bruciare”, l’ultimo spettacolo di Enzo Moscato, in scena al Teatro Nuovo di Napoli mercoledì 21 marzo alle ore 21.00. L’attore e drammaturgo napoletano rielabora alcuni frammenti dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master, riscrivendoli in Lingua napoletana. Ma non solo, ricodifica anche i luoghi e allora il cimitero sulla collina diventa Partenope, sterminato obitorio cittadino creatosi dopo l’ennesima eruzione del Vesuvio.
In una nota Moscato scrisse: “Portare sulla scena, dopo averla imbrattata qua e là di lingua e di suoni napoletani, l’incredibile Antologia di Spoon River, capolavoro di Edgar Lee Masters tale da aver già rappresentato oggetto di studio e adattamento di autori italiani come Cesare Pavese, Fernanda Pivano e Fabrizio De Andrè, è sempre stato un mio obiettivo. Ho scelto alcuni dei frammenti dell’opera originale, componendoli dopo un lavoro, non continuativo, durato parecchi anni.”
Presentato da Compagnia Teatrale Enzo Moscato/Casa del Contemporaneo, lo spettacolo vedrà in scena con Moscato, anche regista, un cast composto da Giuseppe Affinito, Massimo Andrei, Benedetto Casillo, Salvatore Chiantone, Gino Curcione, Enza Di Blasio, Caterina Di Matteo, Cristina Donadio, Tina Femiano, Gino Grossi, Amelia Longobardi, Ivana Maione, Vincenza Modica, Rita Montes, Anita Mosca, Francesco Moscato, Luca Trezza, Imma Villa.

Avellino in lutto: è morto Pellegrini

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E’ morto Stefano Pellegrini, ex attaccante dell’Avellino nella stagioni 1973-74 e 1979-80. Pellegrini, classe 1953, è deceduto oggi a Roma all’età di 6. Era nato proprio nella Capitale e nella squadra giallorossa aveva mosso i primi passi nel calcio. Il 14 marzo 1971, debuttò in Serie A a soli 17 anni nel derby Roma-Lazio 2-2. Fino al 1977, oltre al titolo di campione d’Italia Primavera, colleziona 56 presenze e 11 reti con la prima squadra. Approda all’Avellino per la prima volta nella stagione 1973-74, lo storico primo campionato dei lupi in Serie B, dove disputa 12 presenze con 2 gol. Quindi approda al Barletta nella stagione 1974-75, poi altri due anni alla Roma dal 1975 al 1977 (33 presenze e 5 gol) e un nuovo ritorno in Puglia, questa volta al Bari, dove dal 1977 al 1979 in Serie B mette a segno 16 reti in 53 presenze. Fa ritorno all’Avellino nella stagione 1979-80, la seconda dell’Avellino in Serie A. Stagione che per i lupi fu ottima fino allo scandalo del calcioscommesse, che da marzo in poi fece calare nettamente la squadra irpina, per il coinvolgimento di alcuni suoi tesserati.

Individuato l’uomo che stamane ha ucciso la moglie a Terzigno davanti alla scuola

Ha i minuti contati l’uomo che stamane ha ucciso con uno solo colpo in fronte la sua ex moglie. Un’esecuzione spietata come i killer professionisti. Così l’ex marito, ha ucciso stamane a Terzigno, Imma Villani, una giovane mamma di 31 anni. L’uomo dopo l’omicidio è scappato ma in questi momenti è stato localizzato. La donna aveva appena accompagnato la figlioletta a scuola e si stava intrattenendo in auto con la compagna del padre che l’aveva accompagnata. Imma infatti non poteva guidare in conseguenza di una recente caduta e aveva un braccio ingessato. Poco dopo le 8,15 di stamane l’uomo, che era stato visto aggirarsi con fare nervoso davanti alla scuola in sella un motorino di piccola cilindrata, si è avvicinato all’auto, aveva un casco e un cappellino e le ha detto: “Scendi dobbiamo parlare”. La donna è scesa, ignara di quello che le stava per accadere. I due hanno iniziato a discutere animatamente, poi lui ha estratto una pistola dal giubbotto e le sparato un solo colpo mortale al centro della fronte. E’ risalito sul motorino e si è dileguato. Momenti di panico e fuggi fuggi generale. L’arrivo dei carabinieri, dei soccorsi, le mamme che sono tornate a scuola  riprendersi i figli. La ricerca dell’uomo.

 Rosaria Federico

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Grillo: basta col vaffa ma niente inciuci

 “Non assisterete a una mutazione genetica del movimento. L’epoca del vaffa è finita, ma quella degli inciuci non comincerà”. Così Beppe Grillo, intervistato da Repubblica: “La sfida è cambiare il sistema culturale, il modo di pensare”. “Adesso – spiega – la responsabilità di tutti è dare all’Italia una visione per i prossimi vent’anni. Governare è affrontare il futuro con chi condivide una visione, non dividere le poltrone e poi scoprire di non avere una visione, tantomeno comune”. “La specie che sopravvive, anche in politica, non è la più forte, ma quella che si adatta meglio – sottolinea i fondatore del movimento – . Noi siamo un po’ democristiani, un po’ di destra, un po’ di sinistra, un po’ di centro. Possiamo adattarci a qualsiasi cosa. A patto che si affermino le nostre idee”. Io non capisco più cosa è vero e cosa finto, se sono ancora il padre spirituale di un movimento oppure no. Non mollo, ma adesso un capo politico c’è e certe risposte deve darle lui”, dice ancora parlando del suo impegno. “Sono come una prostituta in una città senza marciapiedi: non so dove collocarmi”, aggiunge, garantendo che “continuerò a essere la voce di chi fatica ad andare avanti e dei militanti che lottano per cambiare l’Italia, l’Europa e il mondo. E terrò gli occhi aperti su tutto, anche su di noi”.

Si faceva sostituire da marito e figli: arrestata dipendente comunale

Una donna, addetta alle pulizie del Comune di Baucina, piccolo centro del palermitano, invece di andare al lavoro timbrava il badge e andava via per effettuare commesse personali oppure si faceva sostituire dal marito o dai figli. Ma la donna, A.M. L.B. di 54 anni, è stata scoperta e arrestata con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsa attestazione in servizio e denunciato in stato di libertà, per i medesimi reati, il marito ed i figli della donna. “Dopo numerosi servizi di osservazione, effettuati anche con l’ausilio di videoriprese, i Carabinieri hanno accertato che l’impiegata comunale, addetta ai servizi di pulizie del Comune di Baucina, si assentava sistematicamente dal posto di lavoro – dicono gli inquirenti – L’impiegata era solita effettuare la vidimazione del badge in corrispondenza degli orari di inizio e fine servizio, senza tuttavia intrattenersi nel palazzo municipale, per svolgere le proprie mansioni”. I militari hanno accertato che, in numerose occasioni, la donna “non si recava affatto presso la sede del Municipio, lasciando che andassero, al suo posto, il marito o uno dei due figli, i quali, nella circostanza, provvedevano fraudolentemente alla registrazione della sua presenza mediante timbratura del cartellino”. Le indagini hanno permesso di accertare, inoltre, che gli stessi familiari, in alcune circostanze, “al fine di dissimulare la presenza dell’impiegata, accedevano all’interno degli uffici orario di chiusura ed in pochi minuti effettuavano superficiali pulizie dello stabile, come svuotare i cestini e spazzare l’androne del palazzo municipale”.

E’ di Boscoreale la giovane mamma uccisa stamane davanti alla scuola di Terzigno: Si cerca il marito

E’ di Boscoreale del rione Pellegrini la giovane mamma uccisa stamattina davanti a una scuola a Terzigno dall’ex marito che ora è attivamente ricercato. Si chiama Immacolata Villani. L”ennesimo femminicidio nella cittadina vesuviana già teatro tre anni fa dell’omicidio di Enza Avino da parte dell’ex compagno. Questa volta il delitto è stato ancora più cruento perché si consumato davanti alla scuola elementare Boccia al Mauro in via dei Pini. La donna di 31 anni aveva appena accompagnato la figlia scuola quando improvvisamente è comparso l’ex marito in sella  a una moto che ha fatto fuoco contro la donna uccidendola. Momenti di panico e fuggi fuggi generale per le mamme e bambini che ancora stavano entrando in classe. Sul posto i carabinieri per i rilievi in attesa del magistrato di turno della Procura di Torre Annunziata mentre sono in corso battute e perquisizioni in tutta la zona alla ricerca del marito assassino. Molte mamme sono tornate a scuole appena si è diffusa la notizia per riprendersi i propri figli, tutti sotto choc. Ai bambini è stato detto che c’era un problema idrico e che quindi dovevano tornare a casa. La figlia della vittima che frequenta la terza elementare è ancora in classe in attesa che arrivino gli psicologici insieme con i familiari per portarla via. L’ex marito che ha fatto fuoco ha anche spento il suo cellulare: militari stanno cercando di rintracciarlo attraverso gli agganci della cella telefonica.

 Rosaria Federico

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Piantagione fatta in casa: cannabis sequestrata

Aveva realizzato una piccola ‘piantagione’ di cannabis indica in un immobile in costruzione, adiacente alla sua casa dove c’erano 39 arbusti di cannabis indica. E’ l’accusa contestata dalla squadra mobile di Catania ad Alfredo Giganti, 24 anni, che è stato arrestato per coltivazione e produzione di sostanza stupefacente, spaccio di cocaina e furto di energia elettrica. L’operazione è stata eseguita nel villaggio Campo di Mare del quartiere S. Francesco alla Rena. Nella sua abitazione, personale della Squadra Mobile di Catania – sezione Antidroga” e sezione Contrasto al crimine diffuso, collaborato da personale dalla sezione di Pg della Polizia Provinciale – ha trovato 10 grammi di cocaina, due bilancini di precisione e materiale per confezionare dosi. In un immobile attiguo, in suo uso, c’erano 39 piante di cannabis indica, per la cui coltivazione era stato allestito un impianto di illuminazione e ventilazione, collegato abusivamente alla rete pubblica, nonché fertilizzanti ed altri prodotti chimici.

Il delitto confessato: è stato Paolo ad uccidere Laura

Ha confessato il delitto Paolo Cugno, il compagno di Laura Petrolito, la ventenne accoltellata a morte e buttata in un pozzo a Canicattini Bagni, paese della provincia di Siracusa. Dopo ore di interrogatorio, il giovane, un bracciante agricolo, ha ammesso di avere assassinato la donna con cui 8 mesi fa aveva avuto una bimba. Accusato di omicidio è in stato di fermo. L’avrebbe ammazzata per gelosia.

La Parola di oggi

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 1,16.18-21.24a.
Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.
Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.
Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

Omicidio in provincia di Napoli: mamma uccisa davanti alla scuola

Una donna di 31 anni e’ stata uccisa davanti a una scuola elementare nel quartiere di Boccia al Mauro di Terzigno in circostanze ancora da chiarire. A sparare un uomo che poi si e’ allontanato. La donna aveva appena accompagnato i figli a scuola. Sul posto si sono recati i Carabinieri. L’uomo che ha fatto fuoco era in sella a uno scooter. L’omicidio è avvenuto in via dei Pini.

Poggiomarino, spari davanti a un bar: indagano i carabinieri

Poggiomarino. Spari in un bar in pieno centro, panico tra i gli utenti del locale, una donna ha accusato un malore. E’ successo ieri sera in una caffetteria, “Dolce Gola”, in viale Manzoni intorno alle 20. Un’auto di grossa cilindrata è sfrecciata davanti al bar ha fatto esplodere colpi di pistola ed è scappata via. Si è scatenato subito il caos, una donna è svenuta e c’è stato un fuggi fuggi generale. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri e dopo poco la situazione è tornata alla normalità. Stando ai primi rilievi i malviventi hanno utilizzato una pistola a salve. Non si è trattato di una rapina, infatti nessuno è sceso dall’auto. Probabilmente si è trattato di un avvertimento. Sono stati ascoltati i vari proprietari del bar e qualche testimone. Acquisite le immagini di videosorveglianza delle attività commerciali presenti lungo la strada. L’obiettivo principale è ricostruire il percorso dell’automobile e un contributo significativo sarà dato dalle immagini acquisite. Intanto procedono le indagini, i militari non escludono nessuna pista.

Sarno, muore per malore a casa di un amico

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Va a casa del conoscente per scambiare quattro chiacchiere quando la morte lo tradisce. Un malore improvviso avrebbe stroncato la vita di A.S. 60 anni. Il dramma venerdì sera in via Laudisio. Allertato il 118, il personale medico è giunto sul posto. Inutili i soccorsi che sono stati prestati, per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Il 60enne, secondo fonti ufficiose viveva da solo e non avrebbe parenti conosciuti. Il Comune venuto a conoscenza della situazione sarebbe disposto a pagare i funerali per dare a A.S. una degna sepoltura.