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Drammatico bilancio dell’incendio nel centro commerciale in Russia: 48 morti, 41 sono bambini

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E’ drammatico il bilancio  delle vittime provocate ieri sera da un violento incendio in un centro commerciale di Kemerovo, nella Siberia sud occidentale: è salito infatti a 48 il numero delle vittime e tra queste potrebbero esserci fino a 41 bambini, secondo quanto riporta la Bbc online che cita funzionari russi. Finora si contano fino a 27 dispersi. La tragedia e’ avvenuta nel mall Winter Cherry di Kemerovo, citta’ circa 3.600 chilometri a est di Mosca, quando molte delle vittime si trovavano nei cinema del centro commerciale. Sull’episodio, rivela la Tass, è stata aperta un’inchiesta penale.Alcuni media russi affermano che nell’incendio ci sono anche decine di dispersi e che molte delle vittime sono bambini. Le immagini diffuse dalle televisioni mostrano colonne di fumo nero che escono dalle finestre e persone che saltano da finestre e cornicioni per sfuggire alla morte.

Fondi neri e fatture false per le aziende edili in Campania: 34 arresti

Questa mattina 140 militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Caserta stanno dando esecuzione a 34 misure cautelari personali (10 custodie in carcere, 7 arresti domiciliari e 17 obblighi di dimora) disposte dal Gip del Tribunale di Napoli Nord nei confronti di un’agguerrita consorteria criminale con base nell’agro aversano che in pochi anni ha emesso migliaia di fatture false a beneficio di 643 aziende edili con sede prevalentemente in Campania, ma anche nelle Marche, Toscana, Emilia Romagna, Lazio ed Umbria. Grazie al giro d’affari illecito sono stati riciclati oltre 100 milioni di euro di cui 13,5 milioni rimasti nelle tasche degli organizzatori della frode e il resto restituito per contanti alle aziende beneficiarie che potevano così disporre di “fondi neri” per inquinare il mercato di riferimento.

E’ morto nella notte Fabrizio Frizzi

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E’ morto Fabrizio Frizzi. Aveva 60 anni. A dare l’annuncio la famiglia del conduttore in una nota: “Grazie Fabrizio per tutto l’amore che ci hai donato”. Così la moglie Carlotta, il fratello Fabio e i familiari. Fabrizio si è spento nella notte all’ospedale Sant’Andrea di Roma in seguito ad una emorragia celebrale.
Volto molto amato dal pubblico, Fabrizio Frizzi ha esordito in Rai con la tv dei ragazzi nella trasmissione a 20 anni con ‘Il barattolo’ nel 1980. Da ‘Scommettiamo che’ a ‘Europa Europa’, dal preserale ‘Luna park’ alla maratona benefica ‘Telethon’, e’ diventato uno dei volti piu’ popolari e amati di RaiUno. Ha condotto per 15 anni Miss Italia (e proprio al concorso nel 2002 ha conosciuto la moglie, giornalista a Sky Tg24). Grande appassionato di musica, fratello di Fabio il musicista autore di grandi colonne sonore, ha conquistato il pubblico giovane mettendosi in gioco come concorrente di ‘Tale e quale show’ condotto da Carlo Conti, di cui era grande amico, con cui ha fatto la staffetta per L’eredita’. Frizzi e’ stato anche doppiatore dei film d’animazione: la sua voce e’ indissolubilmente legata al cowboy di Toy Story. Il suo stile di conduzione era ispirato a Corrado e la sua fama e’ tale da essersi meritato una citazione sul numero 2778 di Topolino. Il 18 febbraio 2009, infatti, e’ stata pubblicata la storia “I Bassotti e gli insoliti ignoti”, dove i furfanti partecipano al quiz Soliti ignoti-Identita’ nascoste condotto da Paprizio Sfrizzi, versione topoliniana del Frizzi nazionale. Malgrado siano 73 i programmi condotti quello in cui il pubblico lo ricordera’ sempre e’ Miss Italia: Fabrizio, infatti e’ stato il padrone di casa del concorso di bellezza per ben sedici edizioni, dal 1988 al 2002 e dal 2011 al 2012. Seppure la sua carriera sia indissolubilmente legata al piccolo schermo e, in particolare, al ruolo di conduttore, Frizzi negli anni si e’ distinto anche come doppiatore e, in qualche caso, come attore di fiction. Non solo, ha anche partecipato in qualita’ di concorrente in programmi di successo, come ‘Ballando con le stelle’. Ma nella carriera di Frizzi anche l’Arena di Verona nella Vedova Allegra nel ruolo del barone Mirko Zeta, con Cecilia Gasdia e Luca Canonici e la partecipazione di Andrea Bocelli. Romano, e’ stato sposato in precedenza con Rita Dalla Chiesa con cui e’ rimasto in ottimi rapporti al punto da condurre insieme anche la ‘Posta del cuore’. L’unico programma che manca nel palmares di Frizzi e’ il Festival di Sanremo.

Agricoltore incornato dal toro, la moglie si arrampica su un albero

Un agricoltore è stato incornato da un toro ed è finito in ospedale mentre la moglie è stata costretta ad arrampicarsi su un albero per sfuggire alla furia dell’animale. E’ accaduto a Felitto, piccolo centro in provincia di Salerno. Un imprenditore del posto S.C. di 54 anni e la moglie si trovavano in un campo di loro proprietà alla periferia del paese quando improvvisamente è comparso il toro probabilmente fuggito da un campo vicino. Momenti di panico per la coppia. Il toro ha puntato l’uomo ed ha cominciato a colpirlo trascinandolo a terra per alcuni metri. La moglie in preda al panico è riuscita ad aggrapparsi ad un albero.  per fortuna dell’agricoltore l’animale ha lasciato la presa e si è allontanato. La donna ha caricato il marito in auto e lo ha accompagnato in ospedale di Roccadaspide dove gli sono state riscontrate ferite all’emitorace destro ma anche alle mani e ai polsi che l’uomo ha utilizzato per parare i colpi del toro.

 

Il clan Troia chiede lo sconto di pena. Il pentito: ”Sparai a Perrella a Ponticelli su ordine della Passilona’

Indagini chiuse per il clan Troia di San Giorgio a Cremano guidato dalla donna boss Immacolata Iattarelli, moglie del padrino detenuto Ciro, insieme con i figli Francesco e Vincenzo e alla nuora Concetta Aprea. La Dda ha pronta la richiesta di rinvio a giudizio per i 47 indagati che nel dicembre scorso finirono nel blitz ordinato dal gip Giuliana Pollio. hanno fatto sapere attraverso i loro legali che sono tutti pronti a chiedere l’accesso al rito abbreviato per ottenere lo sconto di pena previsto dalla legge. Nelle oltre 1100 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare viene ricostruita, anche grazie a una serie di pentiti, la storia della cosca degli ultimi dieci anni a cominciare dalla scissione con gli Abate”cavallari”. La Dda ha ricostruito nei dettagli il traffico di droga gestito dal clan e le varie piazze di spaccio, ben otto controllate dal clan oltre al lucroso giro di estorsioni in tutta la città attraverso la quale la Iattarelli incassava contanti per mantenere marito e figlio in carcere e soprattutto per consentire la bella vita alla figlia con la pretesa di abiti griffati e di lusso nei negozi.
E’ stato il pentito Alfredo Troia, uomo di famiglia, insieme con la moglie Maria Grandulli, a svelare tutti gli affari illeciti della cosca e a fare i nomi ma spiegando anche le alleanze con gli altri clan della vicina Ponticelli. In uno dei suoi primi verbali datato 21 marzo 2014 spiega: “…Posso altresì riferire dei rapporti del clan Troia con i Mazzarella di San Giorgio ed in particolare con Franco Mazzarella, i Rinaldi, gli Abbate, i Vollaro (Pippo Vollaro ha contatti con il clan Troia). Sono a conoscenza di omicidi commessi a San Giorgio ed in particolare circa quelli effettuati ai danni di Marittiello Leone, Cappiello Antonio che è mio zio; mi riservo di fare mente locale per altri episodi omicidiari…non ho commesso alcun omicidio. Ho partecipato invece ad una sparatoria commessa in relazione alla guerra tra i clan D’Amico e Perrella; ciò quando facevo reati per. i D’Amico, non ricordo il periodo. Da una parte vi erano le donne dei D’Amico e dall’altra Ciro Perrella. Io avevo rapporti con i D’Amico perchè mia madre, abita nel Conocal ed i D’Amico mi stavano aiutando ad uscire dalla tossicodipendenza. Io ho sparato contro Ciro Perrella che stava sul balcone e ho sparato contro questi con. una mitraglietta. Io stavo con Andalù ed è stata la Pastellona o Passilona a danni l’incarico di sparare con.tra Perrella. E’ stato o’ Mocillo a darmi la mitraglietta su incarico della Passilona. Mocillo di cognome fa Esposito. Ciò è avvenuto circa 3 anni fa e sono stato con i D’Amico per 6-7-8 mesi. Posso dire che è stato Minichini Ciro di Ponticelli ad intervenire con mio zio Troia Ciro per farmi uscire da questa guerra che non mi apparteneva e si trattava di una cosa sorta per questioni di altre famiglie camorristiche. Quanto a Troia Carmine posso dire che io effettivamente sono stato sparato da quest’ultimo poiché in precedenza, nel corso di una discussione, è stato da me offeso… Quanto a Parisi Valerio posso dire che in famiglia si è saputo, in particolare da Patrizia Troia madre dei Cappiello, che mio zio Carmine Troia, quando mi ha sparato, era accompagnato da mio zio Giovanni Troia e da Parisi Valerio. Parisi Valerio stava in macchina, come la mamma di Cappiello diceva al figlio Salvatore, mentre Giovanni si è occupato di recuperare i bossoli della pistola ed io l’ho visto fare questa cosa…”

ELENCO DEGLI INDAGATI

Aprea Concetta, 27 anni, di Napoli

Ariosto Claudio, 39 anni, di San Sebastiano al Vesuvio

Bellini Andrea, 31 anni di San Giorgio a Cremano

Carrotta Marcello, 34 anni di San Giorgio a Cremano

Corteggio Emanuele, 25 anni, di San Giorgio a Cremano

Corteggio Felice, 22 anni di San Giorgio a Cremano

Castellano Luigi, 40 anni di San Giorgio a Cremano

D’Amato Ciro, 26 anni di Napoli

D’Ambra Vincenzo, 33 anni di San Giorgio a Cremano

De Ponte Giovanni, 31 anni di San Giorgio a Cremano

Di Domenico Cosimo, 38 anni di Portici

Ferrara Gennaro, 44 anni di San Giorgio a Cremano

Ferricchio Cristian, 21 anni di San Giorgio a Cremano

Gallifuoco Marco, 35 anni di San Giorgio a Cremano

Gallifuoco Raffaele, 43 anni di San Giorgio a Cremano

Giugliano Luigi, 26 anni di San Giorgio a Cremano

Gloriosi Francesco, 38 anni di Portici

Iattarelli Immacolata, 55 anni di San Giorgio a Cremano

Montella Gaetano, 30 anni di San Giorgio a Cremano

Niccolò Aniello, 49 anni di Portici

Rega Entony, 21 anni di San Giorgio a Cremano

Ritaccio Emanuele, 24 anni di Portici

Santillo Olimpia, 57 anni di San Giorgio a Cremano

Siano Salvatore, 35 anni di San Giorgio a Cremano

Sodano Ugo, 24 anni di San Giorgio a Cremano

Troia Danilo, 23 anni di Massa di Somma

Troia Fabio, 40 anni di San Giorgio a Cremano

Troia Giuseppe, 27 anni di San Giorgio a Cremano

Troia Vincenzo, 38 anni di San Giorgio a Cremano

Troia Vincenzo, 24 anni di San Giorgio a Cremano

Troia Francesco, 29 anni di San Giovanni a Teduccio Napoli

Veneruso Daniele, 27 anni di Napoli

Rinaldi Stefano, 34 anni di San Giorgio a Cremano:

Bronzino Salvatore, 34 anni;

Bisignano Bruno, 34 anni anni;

Siano Vincenzo, 39 anni;

Siano Emanuele, 21 anni;

Staiano Ciro, 21 anni;

Vito Carla, 21 anni.

 

Antonio Esposito

@riproduzione riservata

 

(nella foto Vincenzo Troia e la mamma Immacolata Iattarelli)

Nazionale: con l’Inghilterra si cambia tutto

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Riscossa, rinascita, rivincita: chiamatela come vi pare ma il prossimo match degli azzurri a Wembley – martedi’ sera contro la nazionale dei ‘Tre Leoni’ – per l’Italia avra’ il sapore del riscatto. Deve averlo dopo il flop (piu’ di gioco che di risultato) di Manchester, contro un’Argentina certo non trascendentale e senza la sua stella piu’ brillante. “Basta veder vincere gli altri”, sintetizza per tutti Lorenzo Pellegrini, uno degli emergenti del calcio italiano che con tutta probabilita’ sara’ in campo dal primo minuto martedi’ nel tempio del calcio. Per il match contro l’Inghilterra il ct Gigi Di Biagio puntera’ sulla linea verde, di cui il talento classe ’96 della Roma e’ uno delle new entry gia’ affermata. “Tutti noi vogliamo rialzarci, senza pensare ai blocchi mentali o altro, non c’e’ tanto da pensare”, spiega in conferenza stampa. La ripartenza dopo il flop mondiale e’ stata dura, la sconfitta pur in amichevole contro l’Argentina, ha lasciato qualche strascico nella critica, ma Pellegrini si fa portavoce dello stato d’animo dei compagni di squadra: “Questa squadra ha giocatori forti – spiega – Abbiamo purtroppo davanti a noi un po’ piu’ di tempo per concentrarci e prepararci agli impegni del prossimo anno, dobbiamo sfruttarlo al meglio, per risalire tutti insieme. Non e’ una cosa che avviene dalla mattina alla sera, ma sono convinto che il lavoro paghi sempre”. Poi lancia il messaggio che conta: “Dobbiamo ricominciare tutti insieme, senza creare problemi che non esistono. Dobbiamo soprattutto crescere insieme, per noi, per l’Italia e per l’orgoglio di questa Nazionale: ci siamo un po’ stancati di vedere sempre gli altri fare qualcosina in piu'”. La sconfitta contro l’Argentina pur orfana di Messi e Aguero brucia ancora: “C’e’ un po’ di delusione ed amarezza – ammette il giallorosso, sul quale ci sono gli appetiti di mercato di top club – tutte le squadre che affrontiamo hanno l’obiettivo di far girare la palla, noi dobbiamo migliorare tanto sotto questo aspetto con le qualita’ tecniche che abbiamo. Possiamo divertirci e crescere, cercando di rubare agli altri quello che noi ancora non abbiamo. Giocatori come Bustos, Lo Celso, Lanzini non hanno molto piu’ di noi, se non l’esperienza internazionale”. Poi promuove Di Biagio, suo ‘padre putativo’ ai tempi dell’Under 21: “E’ stato molto diretto con noi, non gli interessa se viene chiamato ct o altro. E’ molto ambizioso, ha voglia di dimostrare e crescere, incarna l’italianita’ che ha voglia di fare un ulteriore step non solo a livello calcistico. Tante cose non dipendono da noi o da lui, noi dobbiamo fare quello che ci chiede il mister per cercare di crescere insieme. Perche’ alla fine questo e’ importante: conoscersi e formare un gruppo per tornare fra qualche anno dove l’Italia merita di essere”. Per il match di Wembley, scontato un ampio turnover (anche in vista i ravvicinati impegni di campionato, sabato), con Donnarumma (o Perin) al posto di Buffon, Darmian e Spinazzola ad agire sulle fasce con la coppia Bonucci-Ogbonna in mezzo. A meta’ campo linea verde Pellegrini-Gagliardini-Bonaventura, mentre in attacco dovrebbe scattare il turno di Belotti con Verdi e Candreva esterni.

Detenuto tenta il suicidio nel carcere di Cassino: salvato dagli agenti penitenziari

Un detenuto  ha tentato di uccidersi nella sua cella del carcere di Cassino, ma l’uomo è stato salvato dal tempestivo intervento dell’Agente di Polizia Penitenziaria in servizio. “L’insano gesto -posto in essere mediante impiccamento all’1.30 di notte- non è stato consumato per il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari. Soltanto grazie all’intervento provvidenziale di due Assistente Capo del Corpo di Polizia Penitenziaria di sezione si è evitato che l’estremo gesto avesse conseguenze. L’ennesimo evento critico accaduto nel carcere di Cassino è sintomatico di quali e quanti disagi caratterizzano la quotidianità penitenziaria”, denuncia Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe. Donato Capece, segretario generale del Sappe, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, evidenzia che “per fortuna delle Istituzioni, gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio in carcere -come a Cassino- con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, pur in un contesto assai complicato per il ripetersi di eventi critici. E’ solamente grazie a loro, agli eroi silenziosi del quotidiano con il Basco Azzurro a cui va il ringraziamento del Sappe per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie. La situazione delle carceri si è notevolmente aggravata. Basterebbe avere l’onesta di esaminare i dati sugli eventi critici accaduti in carcere nell’anno 2017”, denuncia.”I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre nell’interno anno 2017 sono inquietanti: 9.510 atti di autolesionismo (rispetto a quelli dell’anno 2016, già numerosi: 8.586), 1.135 tentati suicidi (nel 2016 furono 1.011), 7.446 colluttazioni (che erano 6.552 l’anno prima) e 1.175 ferimenti (949 nel 2016). E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria”. Per il Sappe ”lasciare le celle aperte più di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti -lavorare, studiare, essere impegnati in una qualsiasi attività- è controproducente perché lascia i detenuti nell’apatia: non riconoscerlo vuol dire essere demagoghi ed ipocriti”. E la proposta è proprio quella di ”sospendere la vigilanza dinamica: sono infatti state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili”.Anche per questo il giudizio del Sappe sulla riforma dell’ordinamento penitenziario è sempre stato critico: “I dati ci confermano che le aggressioni, i ferimenti, le colluttazioni -che spessissimo vedono soccombere anche gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sempre più contusi e feriti da una parte di popolazione detenuta prepotente e destabilizzante- sono sintomo di una situazione allarmante, per risolvere la quale servono provvedimenti di tutela per gli Agenti e di sicurezza per le strutture carcerarie e certo non leggi che allarghino le maglie della sicurezza penitenziaria, come la riforma penitenziaria approvata qualche giorno fa dal Governo nel Consiglio dei Ministri. Avere carceri meno affollate e più moderne non vuol certo dire aprire le porte delle celle, come pure prevedeva questa scellerata riforma penitenziaria!”.

Allarme terrorismo a Roma: è caccia al tunisino

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Un tunisino sospetto terrorista che starebbe pianificando attentati a Roma. E’ allerta dopo una segnalazione inviata nei giorni scorsi all’antiterrorismo dall’ambasciata italiana di Tunisi che, a sua volta, si era vista recapitare una lettera anonima in cui si parlava di una possibile minaccia terroristica in Italia, in particolare nel centro di Roma, ad opera di un cittadino tunisino sospettato di essere un islamista radicale appartenente all’Isis. Nella segnalazione, confermata dalla Farnesina, si fa riferimento ad Atef Mathlouthi, tunisino 41enne arrestato piu’ volte a Palermo e con precedenti per droga, che dovrebbe essere residente in Tunisia. La sua foto segnaletica e’ stata diramata a tutti gli uffici investigativi e anche alle pattuglie sul territorio. L’uomo, secondo quanto riportato nella lettera, potrebbe pianificare attentati nella capitale e, in particolare, nella metropolitana ma anche in “caffe’, siti turistici e centri commerciali”. Il warning e’ all’attenzione degli esperti dell’antiterrorismo, che lo stanno valutando con attenzione. In ogni caso sono comunque state sono state rafforzate le misure di sicurezza a Roma: un innalzamento del dispositivo che si va ad aggiungere a quello solitamente predisposto per le festivita’ pasquali in tutta Italia e che domani vedra’ un ulteriore passaggio con un tavolo tecnico in Questura. Attenzione in particolare alle iniziative religiose: dalle celebrazioni nelle chiese della citta’ a quelle all’aperto, come la via Crucis al Colosseo venerdi’. Ma e’ stata sensibilizzata la vigilanza di palazzi istituzionali e aree pedonali, centri commerciali, metro, stazioni e aeroporti, con bonifiche e controlli. Sotto osservazione gli ambienti dell’estremismo islamico mentre sono previsti controlli ai valichi di frontiera. Quella riguardante Atef Mathlouthi e’ solo l’ultima delle diverse segnalazioni che da mesi gli 007 di Tunisi girano ai nostri apparati di sicurezza, nell’ambito di una collaborazione, ripetono al Viminale, “consolidata, costante e proficua” che dura da tempo e che e’ stata rafforzata recentemente in un incontro tra il ministro Minniti e il suo collega tunisino Lofti Brahem. Una collaborazione che trova conferma anche nel numero degli espulsi: nel 2017 sono stati piu’ 25 i tunisini rimpatriati e in questi primi due mesi e mezzo sono gia’ 7. L’ultimo – secondo gli investigatori in contatto con un foreign fighter in Siria e pronto ad un “gesto eclatante” – 20 giorni fa: era arrivato con un barcone a Linosa, dove lo hanno arrestato per una precedente condanna per droga, e successivamente espulso. E proprio la rotta Tunisia-Italia e’ quella che al momento viene monitorata con maggiore attenzione. Perche’ con il calo dei flussi dalla Libia, c’e’ stato nel 2017 un aumento del 492% delle partenze rispetto al 2016. E quest’anno sono gia’ sbarcati 1.187 tunisini su un totale di 6.161 migranti (19% del totale). Ma soprattutto, dicono gli 007 nella Relazione annuale, perche’ “rispetto agli arrivi dalla Libia, quelli originati dalla Tunisia… sono essenzialmente autoctoni e prevedono sbarchi ‘occulti’, effettuati sottocosta per eludere la sorveglianza marittima aumentando con cio’, di fatto, la possibilita’ di infiltrazione di elementi…terroristici”. Intanto oggi una telefonata anonima che annunciava la presenza di una bomba alla Rinascente ha fatto scattare l’evacuazione precauzionale delle due sedi a Roma, in via del Tritone e in piazza Fiume. Sono state effettuate verifiche e bonifiche della polizia e poi l’allarme e’ poi rientrato.

Tragedia sfiorata a Gragnano: crolla la montagna nei pressi della fonte della Forma

Tragedia sfiorata a Gragnano nella zona montana di Castello dove si è verificata una frana nei pressi della fonte della Forma. Alcuni grossi massi si sono staccati dalla montagna sovrastante e non solo hanno invaso la carreggiata stradale ma hanno anche colpito la zona della fontana e della Cappella della Madonna di Lourdes che si trova nelle immediate vicinanze. Solo un caso fortuito ha voluto che al momento della caduta dei massi non ci fosse nessuno ne alla cappella a pregare, cosa che avviene tutti i giorni e a tutte le ore dai parte dei fedeli e dei devoti della zona, ne a prendere l’acqua alla fonte. La zona è stata interdetta al traffico. E ora bisognerà attendere tutte le verifiche prima che i cittadini possano ritornare nella zona. Un altro pezzo della famosa Valle dei Mulini di Gragnano abbandonata all’incuria e alla cattiva gestione.

Sgominata la banda dei furti nelle abitazioni: 6 arresti nell’Avellinese

 

Furti in abitazione: è questa l’accusa di cui dovranno rispondere 4 albanesi, domiciliati nel casertano e nel napoletano, destinatari di misure cautelati (3 in carcere ed un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) emesse dal Tribunale Ordinario di Avellino sulla base dei gravi indizi di colpevolezza raccolti dai Carabinieri nell’ambito di un’indagine in ordine alla consumazione di reati predatori perpetrati tra il 2016 ed il 2017 nei comuni di Avellino e Pratola Serra.L’attività d’indagine prende spunto da una violenta rapina in abitazione consumata in provincia di Caserta, nel corso della quale i malviventi avevano ingaggiato una violenta colluttazione con un amico dei proprietari di casa che, trovandosi all’interno dell’abitazione, aveva reagito mettendo i malviventi in fuga. Il sopralluogo effettuato dai Carabinieri all’interno della casa aveva consentito di rinvenire numerose tracce di sangue riconducibili ai rapinatori, che erano state quindi repertate ed inviate al RA.C.I.S. (Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche), permettendo d’identificare grazie alla comparazione del DNA due cittadini albanesi.Il riscontro ha consentito di poter attivare un’ attività d’indagine, svolta mediante attività tecniche d’intercettazione telefonica ed ambientale nonché attraverso servizi di pedinamento che ha consentito di compendiare un grave quadro indiziario a carico complessivamente di 18 soggetti (sedici di nazionalità albanese e due cittadini italiani), indagati in ordine alla responsabilità di 5 rapine aggravate e 34 furti in abitazione commessi tra la Campania e il Lazio.Le indagini hanno permesso di ricostruire il “modus operandi”: vi era una prima fase organizzativa in cui gli albanesi si contattavano e si davano appuntamento in un punto d’incontro prestabilito. Sul posto, dopo aver spento i telefoni cellulari per evitare di essere localizzabili, venivano definiti i ruoli ed i compiti di ciascuno, dopodiché l’autista accompagnava il “gruppo esecutivo” nella località prescelta, per poi allontanarsi. Solo alle prime ore del mattino, dopo la commissione di più furti nella stessa zona, i malviventi contattavano l’autista per farsi venire a recuperare in un punto preventivamente concordato. Lo spessore criminale del gruppo criminale – spiegano gli investigatori – è confermato dal fatto che gli stessi agivano con arnesi atti ad offendere, utilizzavano abiti scuri ed operavano scalzi per evitare di far rumore e mettere in allarme le vittime.L’operazione ha consentito di prevenire una nuova serie di attività delittuose che gli stessi indagati avevano in mente di compiere dopo essere rientrati illecitamente nel territorio nazionale nonostante la già avvenuta emissione di vari provvedimenti di espulsione a loro carico.

La Cavese espugna Nardò e torna a sognare

La Cavese espugna il “Giovanni Paolo II” grazie ad un eurogoal di Manzo. Il centrocampista al termine del primo tempo spiazza tutti con una conclusione da fuori diretta all’incrocio dei pali. Vittoria fondamentale perché non solo permette alla Cavese di consolidare il 2° posto ma soprattutto di riavvicinarci al Potenza, sconfitto 3-2 in casa del Francavilla e ora distante solo 5 lunghezze. Passiamo alla cronaca.
Ottima partenza degli uomini di casa che dopo due minuti subito chiamano in causa Bisogno, bravo a volare e mandare in corner la conclusione di Cavaliere. Tre giri di lancette lo stesso calciatore va in rete ma l’arbitro annulla per offside. Al 18’ sgroppata di Caporale che conclude con un tiro potente ma Bisogno blocca in due tempi. La partita non regala molte emozioni complice anche il campo pesante. Ad un minuto dal termine la Cavese passa in vantaggio con una botta da fuori di Manzo dritta all’incrocio dei pali. Si passa alla ripresa. Al 52’ Fella ci prova dalla trequarti ma la sfera è alta sopra la traversa. Al 61’ miracolo di Mirarco che con un colpo di reni salva su Martiniello. Lo stesso attaccante aquilotto al 65’ si vede negare il raddoppio dal palo con una conclusione al volo su sponda di Fella. Al 75’ arriva la risposta del Nardò ma Bisogno blocca a terra l’inzuccata di Cassano. I minuti passano con sostituzioni da una parte e dall’altra e si giunge al 90’ quando possiamo annotare un tentativo di esterno di Palmisano che però termina alto. Al 92’ Fella sfila la sfera a Cassano e ci prova da posizione defilata ma Mirarco respinge in angolo.

Nardò-Cavese 0-1
NARDO’: Mirarco, Scipioni, Caporale, Bertacchi, Cassano, Mangione, A. Palmisano (73′ Gaetani), De Pascalis, Cavaliere (70′ G. Palmisano), Capristo (57′ Gigante), Agodirin. A disp.: Spinelli, Trinchera, G. Greco, Bolognese, Di Cosola, O. Greco. All. Taurino

CAVESE (4-3-3): Bisogno Carotenuto, Garofalo (84’ Frezzi), Manzo, Lame (88′ Fabbro), D’Alterio, Oggiano, Iannini, Martiniello, Fella, Tripoli (58′ Massimo). A disp.: Marruocco, Marino, Favasuli, Logoluso, De Rosa, Girardi. All. Bitetto

Arbitro: sig. Giacomo Monaco di Termoli

Marcatori: 45′ Manzo
Ammoniti: Manzo (C), De Pascalis (N), Iannini (C), Agodirin (N), Caporale (N), Gaetani (N).
Espulsi:

Note: Circa 100 tifosi provenienti da Cava. Recupero 0′ pt, 7′ st

Vincenzo Vitale

Tragedia in campo: muore Boban

Durante una gara di terza divisione del campionato croato tra Marsonia e Pozega Slavonija è morto in campo, a causa di un collasso, il 25enne Bruno Boban. Il giocatore del Marsonia dopo essere stato colpito da una pallonata al petto, si è accasciato a terra perdendo conoscenza ed è morto dopo 40′ di tentativi di rianimazione, nonostante il pronto intervento dei medici e l’immediato trasporto in ospedale. Lo sfortunato giocatore è stato subito ricordato su Instagram dal connazionale Mario Mandzukic, attaccante della Juventus: “Riposa in pace, Bruno. Condoglianze alla famiglia Boban, così come a tutti i suoi amici e ai compagni di squadra”. “Riposa in pace, Bruno”, sono le condoglianze del Marsonia e della federcalcio croata.

Catania-Paganese 6-0: azzurrostellati travolti

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CATANIA (4-3-3) Pisseri 6,5; Blondett 6,5 (dal 28′ s.t. Esposito s.v.), Aya 6,5, Bogdan 6,5, Marchese 7 (dal 35′ s.t. Brodic s.v.); Lodi 8, Biagianti 7,5 (dal 19′ s.t. Rizzo 6,5), Mazzarani 7,5; Barisic 7,5 (dal 19′ s.t. Di Grazia 6), Curiale 7, Manneh 7 (dal 19′ s.t. Porcino 6). (Martinez, Semenzato, Tedeschi, Bucolo, Russotto, Ripa). All. Lucarelli .

PAGANESE (3-4-1-2) Gomis 5,5; Meroni 6 (dal 30′ s.t. Acampora), Piana 5, Carini 5; Ngamba 5,5, Tascone 5, Nacci 5, Della Corte 5; Cesaretti 5,5; Cernigoi 5 (dal 13′ s.t. Talamo 5,5), Cuppone 5 (dal 26′ p.t. Bensaja 5,5). (Marone, Galli, Tazza, Pavan, Acampora, Bernardini, Grillo, Maiorano, Boggian). All. De Sanzo.

ARBITRO Mei di Pesaro 6 (Garzelli di Livorno, Meocci di Siena).

Reti: al 10′ p.t. Biagianti, al 21′ p.t. Barisic, al 40′ p.t. Mazzarani, al 16′ s.t. Barisic, al 40′ s.t. Curiale, al 42′ s.t. Bogdan.

Sotto una pioggia battente il Catania passa subito con il tiro dalla distanza di Biagianti indirizzato all’angolino (prima Blondett aveva timbrato la traversa), raddoppia con Barisic pescato splendidamente da Lodi. La Paganese è in bambola. Cambia modulo ma subisce il tris di Mazzarani ancora su assist mostruoso di Ciccio Lodi. Tiro al volo imparabile e 3-0 firmato d’autorità. Gli uomini di Lucarelli potrebbero arrivare al 4-0; Manneh salta anche il portiere, ma la sua traiettoria viene respinta in scivolata da Meroni. Il cross di Marchese viene colpito da Curiale, ma la palla timbra il palo. Curiale fa 5-0 con uno scavetto, Bogdan fissa il 6-0 con un tocco di testa in tuffo.

Casertana-Lecce 1-0: capolista battuta da un gol di Turchetta

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Prestazione suoer contro la prima della classe, suggellata dal sigillo di Turchetta. Il risultato di 1-0 finale consente ai falchetti di agguantare il decimo posto a quota 39 punti. Una cavalcata inarrestabile per Alfageme & soci supportati da un pubblico caloroso. Passo falso, invece, per il Lecce che resta a quota 64 punti e vede avvicinarsi Catania e Trapani a quattro lunghezze. E’ il giorno della Casertana, è il giorno dell’impresa, è il giorno del ritorno in fase play-off.

CASERTANA (4-4-2): Forte; D’Anna, Polak, Lorenzini, Finizio; Carriero, De Rose (87’ Rajcic), Romano (71’ De Marco), Meola; Turchetta (78’ Padovan), Alfageme. In panchina: Gragnaniello, Cardelli, Forte Francesco II, Santoro, Minale, Rainone, Tripicchio, De Vena. Allenatore: Luca D’Angelo

LECCE (4-3-1-2): Perucchini, Lepore, Cosenza, Marino, Di Matteo (54’ Legittimo); Tsonev (46’ Armellino), Arrigoni, Mancosu; Tabanelli (66’ Persano); Saraniti (80’ Caturano), Torromino (46’ Di Piazza). In panchina: Chironi, Centenze, Costa Ferreira, Valeri, Ciancio, Gambardella, Selasi. Allenatore: Fabio Liverani

RETE: 46’ pt Turchetta (C)

Casertana-Lecce: tafferugli nella domenica delle Palme

I sostenitori salentini sono scesi dalla vettura e, con cinghie e pietre, avrebbero aggredito alcuni passanti, tra cui una ragazza. Momenti di tensione nel viale alberato che conduce verso lo stadio “Pinto”. L’episodio ha generato notevole nervosismo sia fuori all’ingresso che in tribuna, tanto che diversi tifosi casertani hanno preso di mira il presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani. Sono volate parole grosse per il massimo dirigente, a cui è stato detto di chiedere scusa alla tifoseria casertana per il caos creato dal pulmino dei dieci tifosi giallorossi.

E’ morta ad Ischia, Nunzia Mattera, la malata di cancro che aveva ricevuto la telefonata del Papa

E’ morta oggi, nel giorno del suo onomastico,  Nunzia Mattera, la donna di 60 anni (compiuti la scorsa estate) di Casamicciola  sull’isola d’Ischia ammalata di cancro che l’11 marzo scorso ha ricevuto una telefonata da papa Francesco. La donna, conosciuta per il suo impegno nel volontariato e per i piu’ bisognosi aveva fondato anni fa la “catena alimentare” grazie alla quale donava alle famiglie in difficolta’ una spesa settimanale. Piu’ di 60 nuclei familiari, circa 200 le persone, che fruiscono di questo servizio sull’isola. “Mettete la mia Casamicciola nelle vostre preghiere, perche’ e’ diventato un paese terremotato”, aveva chiesto la donna al Pontefice nel corso della telefonata-

Il neo presidente della Camera a Napoli tra selfie e strette di mano alla Stazione Centrale

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Il presidente della Camera, Roberto Fico, è arrivato alla Stazione centrale di Napoli, proveniente da Roma. Sceso dal treno, è stato accolto e salutato da numerosi viaggiatori, alcuni dei quali hanno voluto fare un selfie con lui.I viaggiatori che erano in attesa alla stazione centrale di Napoli lo hanno riconosciuto e lo hanno avvicinato per salutarlo. Roberto Fico, giunto nel pomeriggio di oggi a bordo di un treno “Freccia Rossa” proveniente da Roma, non si e’ sottratto neanche alla richiesta di qualche selfie mentre spingeva il trolley. All’esterno della stazione poi si e’ messo in fila per salire a bordo di un taxi. Con i tassisti ha scambiato qualche battuta prima di entrare in auto. “Sono emozionatissimo”, ha detto Fico che era con la sua compagna. “Non solo Napoli si aspetta tanto ma l’Italia intera”, ha detto. E poi ha aggiunto: ” E’ un bel momento per il Paese”. Giornata di relax quindi per il neo presidente della Camera, Roberto Fico, rimasto a Roma dopo la sua elezione alla terza carica dello Stato. Oggi Fico ha pranzato con la compagna e altri amici a Roma e subito dopo ha preso un treno (“Freccia rossa, seconda classe”): direzione Napoli, dove stasera passera’ la serata con amici e famiglia. Con la ‘passeggiata’ verso il Quirinale il nuovo Presidente della Camera ha voluto subito dare un segnale di sobrieta’ al suo mandato. Anche ieri sera e’ stato intercettato mentre, sempre a piedi se pure scortato, tornava a casa dopo la lunga ed emozionante prima giornata nel suo nuovo incarico.

Pro Vercelli-Avellino 0-0: biancoverdi con prestazione scialba

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Al 3′ la Pro Vercelli crea la sua prima occasione, ma ci sono subito le proteste degli uomini di Grassadonia per un presunto tocco di mano dei difensori irpini. Sempre nei primi minuti episodio in area di rigore con Morero che intercetta con la mano un passaggio di Mammarella per Reginaldo, intervento involontario per Di Martina che lascia giocare. Al 15′ Novellino è costretto al primo cambio per dei problemi a Gavazzi, dentro De Risio a supportare la manovra a centrocampo. Al 23′ prima vera occasione della gara, su cui Lezzerini giganteggia. Vives in possesso serve per Morra, arriva prima il portiere avellinese che smanaccia, palla quindi a Reginaldo, ma doppio intervento dell’estremo irpino a chiudere sull’attaccante brasiliano. Al 42′ altra occasione per i padroni di casa: Reginaldo serve Morra, De Risio sul pallone impedisce la conclusione. Al 46′ risponde di nuovo l’Avellino con un tentativo di Molina che finisce alto sopra la traversa. Nella ripresa la trama non cambia, ci prova Reginaldo, Lezzerini c’è in due tempi. Morero si infortuna alla mascella, lascia il posto a Pecorini. Nel finale, Raicevic servito da Kanoutè liscia a tu per tu con Lezzerini.

PRO VERCELLI (3-5-2): Pigliacelli; Alcibiade, Gozzi, Bergamelli; Ghiglione (64′ Bifulco), Germano, Vives, Castiglia, Mammarella; Morra (85′ Raicevic), Reginaldo (70′ Kanoute).In panchina: Gilardi, Berra, Altobelli, Rovini, Paghera, Gatto, Ivan, Pugliese, Jidayi. Allenatore: Grassadonia.

AVELLINO (3-5-2): Lezzerini; Kresic, Morero (81′ Pecorini), Ngawa; Laverone, Gavazzi (15′ De Risio), Di Tacchio, Molina, Falasco (60′ Cabezas); Castaldo, Ardemagni. In panchina: Casadei, Pecorini, Marchizza, Migliorini, Vajushi, D’Angelo, Rizzato, Wilmots. Allenatore: Novellino.

Salernitana-Novara 1-0: vittoria tutta Tuia

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Un colpo di testa decide tutto, quello di capitan Alessandro Tuia, evento che consente alla Salernitana di battere il Novara e sopratutto di allontanarsi definitivamente dalla zona più calda della classifica, distante ora sette punti. Vittoria granata merita, partita giocata bene contro un Novara pericoloso solo a tratti. A conti fatti, i pericoli reali creati dai piemontesi sono stati due: la traversa prima e Pucino poi hanno sventato il pericolo. Applausi in particolare per Bocalon e per Vitale, che si è fatto trovare pronto nel subentrare al posto dell’infortunato Pucino.

SALERNITANA (4-3-3): Radunovic 6; Casasola 6, Tuia 6.5, Monaco 6, Pucino sv (29′ pt Vitale 6,5); Minala 5, Ricci 6, Kiyine 6; Di Roberto sv (41′ st Rosina sv), Bocalon 6,5, Sprocati 6 (34′ st Popescu sv). In panchina: Russo, Mantovani F., Signorelli, Zito, Della Rocca, Schiavi, Odjer, Asmah, Rossi. Allenatore: Colantuono 6,5
NOVARA (4-4-2): Montipo’ 5.5; Moscati 5.5, Mantovani A. 6, Del Fabro 6, Chiosa 5.5; Di Mariano 6, Orlandi 6, Sciaudone 5 (33′ st Macheda sv), Casarini 6; Sansone 6 (14′ st Seck 5), Puscas 5.5 (23′ st Maniero 5). In panchina: Farelli, Benedettini, Troest, Lukanovic, Ronaldo, Calderoni, Nardi, Bovo. Allenatore: Di Carlo 5,5
ARBITRO: Di Paolo di Avezzano 6
RETE: 15′ st Tuia

Oggetto luminoso nella notte sui cieli della Campania. IL VIDEO

Sta facendo il giro del web da stamane la notizia dell’avvistamento nel cielo di uno strano oggetto luminoso. E’ accaduto intorno alle tre. L’avvistamento è avvenuto prima in Toscana e poi nei cieli di Napoli e quindi nel Cilento. A Capri ad esempio l’oggetto luminoso non identificato immortalarlo con gli smartphone sono stati Alex Amitrano e i ragazzi dello staff del Cinema Internazionale. Nella zona di Palinuro precisamente nei pressi di Foria di Centola il signor Diego D’Arienzo è riuscito a fare addirittura un video di 11 secondi e ha postarlo sui social. Qualcuno ha parlato anche della Tiangong 1, la stazione spaziale cinese in rotta di collisione con la terra da diversi mesi. Anche se il rientro della stazione è previsto tra il 30 e il 4 aprile.

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