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Uccide figlia disabile e poi tenta il suicidio

Ha ucciso con un colpo di pistola la figlia di 45 anni, disabile, per poi rivolgere l’arma contro se stesso, sparandosi al capo, sopravvivendo. E’ successo in mattinata a Meldola, sul primo Appennino forlivese. L’uomo, un pensionato di 73 anni, e’ stato trasportato in elicottero all’ospedale di Cesena, in condizioni giudicate disperate. 

Sono ancora da chiarire la cause della tragedia di Meldola, nel Forlivese, dove un pensionato di 73 anni ha sparato alla figlia disabile di 45, e poi ha tentato il suicidio. L’ipotesi al momento piu’ probabile sarebbero problemi economici derivanti dai forti costi, forse non piu’ sostenibili, delle cure assistenziali di cui aveva bisogno. Secondo quanto ricostruito, attorno alle 8.30 il padre ha accompagnato la figlia, cerebrolesa dalla nascita a seguito di complicanze durante il parto, sotto casa, in attesa dell’arrivo del mezzo che l’avrebbe accompagnata nella struttura assistenziale che la seguiva. L’ha fatta entrare nel garage e qui ha fatto fuoco, uccidendola sul colpo. 

La Finanza scopre un falso oculista a San Giorgio a Cremano

I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno individuato una persona che esercitava la professione di medico-oculista in assenza dei titoli abilitativi. I finanzieri della Compagnia di Portici hanno scoperto che, all’interno di una struttura polispecialistica a San Giorgio a cremano (Napoli) e presso uno studio privato nel quartiere di Secondigliano, entrambi non in regola con le prescritte autorizzazioni sanitarie, un sedicente oculista visitava ignari pazienti, per lo più giovanissimi, senza aver conseguito titoli accademici abilitativi all’esercizio della professione di medico-oculista. I controlli eseguiti insieme a personale dell’Asl Napoli 1 Centro, hanno portato al sequestro di uno studio medico, un centro diabetologico, le attrezzature ed i farmaci di vario tipo utilizzati e forniti agli ignari clienti dal sedicente medico specialista. Il responsabile è stato segnalato all’autorità giudiziaria per esercizio abusivo della professione sanitaria, unitamente al titolare della struttura sanitaria, quest’ultimo per aver concorso nel reato. Sono inoltre in corso accertamenti per ricostruire quanto è stato sottratto al fisco. 

Buffon:”Arbitro con immondizia nel cuore”

“Cosa ho detto all’arbitro? Avrei potuto dirgli qualsiasi cosa ma lui doveva avere la sensibilità per capire il disastro che stava facendo. Se non hai quella sensibilità devi stare in tribuna a mangiare le patatine e mandi qualcun altro perché significa che non riesci ad arbitrare queste gare. Uno che si comporta così, al posto del cuore, lo ripeto, ha un bidone dell’immondizia, perché è troppo eclatante. Vuol dire che non sapeva dove fosse, che squadre si stessero affrontando, vuol dire non sapere niente”. Così Gigi Buffon ai microfoni di Premium Sport, dopo l’amaro verdetto di Madrid, dove la Juventus è stata eliminata, dopo avere rimontato lo 0-3 dell’andata, solo per un rigore contestato al 92′.

“C’è un sentimento che prevale, questo è l’orgoglio. I ragazzi son stati meravigliosi e commoventi: da qui si riparte. A testa alta, anzi, altissima”, ha scritto Massimiliano Allegri in tweet ‘notturno, poche ore dopo la sconfitta.

Caso Siria: Trunp vuole intervenire coi missili

Gli Stati Uniti sono pronti a sferrare l’attacco in Siria e a punire il regime di Assad, reo secondo la Casa Bianca di usare armi chimiche contro il suo popolo. Al Pentagono si attende ormai solo l’ordine di Donald Trump, che intanto ha avvertito Mosca con una sorta di dichiarazione di guerra via Twitter: “La Russia si prepari, i nostri missili stanno arrivando, belli, nuovi e ‘intelligenti’!”. Immediata la risposta: “I missili li usino contro i terroristi”. Putin schiera le navi e avverte: risponderemo. La Casa Bianca frena: nessuna decisione finale è stata presa. E il segretario di stato Pompeo sottolinea: la guerra è sempre l’ultima risorsa. Ma manda anche lui un avvertimento a Mosca: finiti gli anni di politica soft. La May invia intanto i sottomarini: un’azione militare potrebbe iniziare tra stasera e domani, secondo la stampa Gb. L’Onu chiede di “evitare che la situazione diventi incontrollabile”.

Nuovo Governo: parte il secondo giro di Mattarella

Consultazioni: al via il secondo giro convocato dal presidente Sergio Mattarella al Quirinale. Dopo il primo nulla di fatto, la “liturgia” di cui il presidente della Repubblica si serve per individuare una maggioranza che sostenga un nuovo Esecutivo subisce una leggera modifica rispetto al precedente round. Questa volta, infatti, nello Studio alla Vetrata del Quirinale entreranno prima i rappresentati dei gruppi parlamentari, mentre il presidente Emerito della Repubblica Giorgio Napolitano e i presidenti delle Camere Roberto Fico e Elisabetta Casellati, al Colle saliranno venerdì.

Castellammare, dov’è Manuel? Ha contattato la moglie senza però ritornare a casa

La scomparsa di Manuel Spagnuolo, detto o “russ” residente a Castellammare di Stabia, ha susciato apprensione tra i familiari che allarmati anche da un messaggio postato su facebook, hanno sporto denuncia ai carabinieri. La richiesta d’aiuto arrivata anche dai social: in centinai si sono attivati nel condivedere il post. Ieri sera Chi l’ha visto ha trattato il caso nel corso della diretta ma Manuel sembra essersi volatilizzato. Un contatto con la moglie avuto in nottata aveva fatto sperare in un ritorno a casa. L’uomo 39 anni, parrucchiere di professione, stà attraversando un periodo di forte difficoltà psicologica, dovuta alla mancanza di lavoro. La mattina del 10 Aprile è uscito dalla casa del fratello a Boscoreale, dove aveva passato la notte, indossando una giacca blu con cappuccio, pantaloni blu, porta occhiali da vista. Gli ultimi avvistamenti lo collocano a Castellammare di Stabia.

‘Appartiene ai Sequino’, intercettato in carcere il boss Raffaele Vastarella parla dell’omicidio del figlio Vittorio

“Appartiene a uno dei Sequino”,  è la frase intercettata durante un colloquio in carcere tra Raffaele Vastarella, detto “Auciello” e il figlio Rosario. La frase è contenuta nelle oltre 400 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che il mese scorso ha portato in carcere 18 persone tra boss, familiari e affiliati del clan Vastarella del rione Sanità tra cui il reggente Patrizio, Vastarella, la moglie, il figlio, un nipote e altri affiliati. Anche lo stesso Raffaele è stato raggiunto da una nuova ordinanza in carcere. La conversazione è data 3 settembre 2016 ed è registrata nel carcere di Voghera dove l’uomo è detenuto. Il 31 agosto in via Sanità era stato ucciso il figlio Vittorio. Quella frase intercettata e l’intero colloquio hanno dato via a nuovi spunti investigativi ma anche la conferma della rottura tra i Vastarella e i Sequino che erano stati alleati fino a qualche anno prima e che si erano divisi la gestione dei traffici illeciti nel rione. Quell’omicidio farebbe riferimento alla strage di Martedei del 3 agosto quando in un agguato furono trucidati il boss emergente Salvatore Esposito, e Ciro Marfé, il primo  ritenuto legato al clan Sequino del rione Sanità e il secondo legato al clan Contini e il ferimento del ras Pasquale Amodio anch’egli legato ai Sequino. Erano di ritorno da un summit di camorra a cui avevano partecipato al Cavone in cui avevano deciso di creare un super cartello di camorristi (escludendo i Vastarella) che avrebbe dovuto gestire il traffico di droga da Poggioreale fino al Vomero. E Vittorio Vastarello secondo gli investigatori era un obiettivo facile da colpire perché non era uno di quelli che partecipava fino in fondo agli affari illeciti delle famiglia. Aveva terminato appena tre mesi prima gli arresti domiciliari per l’unico reato commesso in 43 anni, droga.

dall’intercettazione ambientale in carcere, pubblicata dal quotidiano Il Roma, traspare chiaramente tutta la convinzione dell’anziano ras che ad uccidere il figlio Vittorio, come riferitogli dall’altro congiunto, Rosario, sia stato qualcuno legato al clan Sequino,
Era il 3 settembre 2016 quando la microspia registrò la conversazione, durata circa due ore, dalla quale traspariva an-che la richiesta di “spiegazioni” su un argomento preciso a Patrizio Vastarella, fratello di Raffaele e zio di Rosario. Il giovane, libero, avrebbe fatto da tramite tra i due fratelli.
Raffaele: «Loro che ti hanno detto…».
Rosario: «Ah?».
Raffaele: «Loro che dicono?». Rosario: «incomprensibile». Raffaele: «I Tolomelli che di-cono?».
Rosario: «Non lo so, non ci stanno loro».
Raffaele: «No, perché appar-tiene a uno dei Sequino». Rosario: «Ah?».
Raffaele: «Appartiene a uno dei Sequino».
Rosario: «Incomprens…..adessso comunque…incomprens….”
Raffaele: «Come, ma quello che dico io, ma quello……incomprens….non poteva andare dietro…..incomprens…..dentro a un portone? E lo “menavano” a terra?».
I due sono interrotti da un detenuto che va a chiedere qua-te ore di colloquio devono fare. Rosario risponde: “due”. Raffaele: «Ha capito quello che dico io…è vero che stava a terra dentro a un portone?» Rosario: «Eh».
Raffaele: «Quello è un uomo di merda quel ragazzo».
Rosario: «Lo so….non ti preoccupare…hai capito? L’ho avuta la lettera».
Raffaele: «È stato quello, non hai capito?».
Rosario: «No…ma io a….».
Successivamente padre e figlio discutono sulla possibilità che il loro congiunto Vittorio forse si sarebbe salvato se i soccorsi fossero stati più rapidi. E gli investigatori sulla base di questo colloquio intercettato stanno cercando i riscontri anche alla luce del racconto fatto all’epoca da un supertestimone ascoltato poco dopo l’agguato e che si sarebbe trovato sulla scena del crimine.

 (nella foto il luogo dell’agguato e nei riquadri da sinistra il boss Raffaele Vastarella e il figlio ucciso Vittorio Vastarello

Napoli, ok all’agibilità: finalmente apre il campo sportivo ‘Landieri’ di Scampia

Un ‘travaglio’ lungo dodici anni ma finalmente Scampia, il popoloso quartiere delle ‘Vele’ in periferia di Napoli noto per essere stato la piazza di spaccio piu’ grande d’ Europa, ha di nuovo il suo stadio. Solo ieri, infatti, la Commissione di vigilanza di Pubblico Spettacolo ha certificato per l'”Antonio Landieri, vittima innocente di camorra” la definitiva agibilita’. Per realizzare il terreno di gioco dello stadio, omologato per la Lega Nazionale Dilettanti e che potra’ ospitare fino a 1300 spettatori, e’ stata utilizzata la gomma proveniente dal riciclo di 10mila pneumatici riciclati. “E’ il risultato di una sinergia istituzionale tra l’Ottava Municipalita’ ed il Comune di Napoli – ha dichiarato Apostolos Paipais, presidente della Municipalita’ – che portato ad un importante risultato per questo territorio”. “Una struttura attesa dai ragazzi del quartiere a Nord di Napoli – ha commentato Alberto Patruno assessore al Welfare e Politiche Giovanili dell’ottava Municipalita’ – intitolata ad una altro ragazzo, Antonio, che nel 2004 fu ucciso per errore in un agguato con due colpi di pistola alla schiena”. 

Marano, ladri alla scuola Mallardo: bottino 8 mila euro

Una serie di furti stanno colpendo gli istituti scolastici della città di Marano. La scorsa notte l’ennesimo furto ha riguardato la scuola Mallardo, ubicata in pieno centro cittadino.
I ladri hanno trafugato decine di computer e tablet, per un valore di circa otto mila euro. Le attrezzature erano custodite in un’aula dell’istituto che è il più antico della città. La scuola non possiede di un impianto di videosorveglianza, come sprovvista è anche la scuola di San Rocco, depredata meno di sette giorni fa, per un danno che ammonta a circa venticinque mila euro. A due passi c’è anche la casa del custode, che ha raccontato ai carabinieri di Marano di non essersi accorto di nulla e di non aver nemmeno udito il suono prodotto dall’allarme.
I ladri sono entrati nell’edificio, che ospita bambini della materna e delle elementari, intorno le quattro del mattino. A quell’ora – secondo la ricostruzione dei tecnici chiamati a supportare il lavoro dei militari dell’Arma – sarebbe scattato anche l’allarme. Gli autori del raid non si sono accontentati solo di rubare attrezzature scolastiche ma hanno anche vandalizzato i distributori di bibite e alimenti e arrecato danni a porte e finestre. Appresa la notizia, molti genitori hanno riversato la loro rabbia sulle pagine dei social network. Commenti non lusinghieri all’indirizzo del custode, ma anche nei confronti della dirigenza scolastica, rea – secondo alcuni – “di non essersi attivata per collegare l’allarme alla caserma di via Nuvoletta o ad altri presidi delle forze dell’ordine”.
“Alla fine a rimetterci sono sempre e solo i bambini – spiegano alcune mamme -. Molte attrezzature erano state acquistate di recente, ora chissà quanto dovremo aspettare per poterle ricomprare”.
I carabinieri potenzieranno i servizi di controllo notturno: controlli mirati con particolare attenzione alle strutture scolastiche del territorio. Intanto i genitori del plesso San Rocco, la scuola oggetto del precedente furto, hanno promosso una raccolta fondi per acquistare parte delle attrezzature sottratte. Ad aiutarli numerosi commercianti di Marano che hanno deciso di esporre lo slogan “Aiuta la scuola derubata” all’interno delle loro attività.

Picchiava la moglie da 10 anni: arrestato 46enne di Castel Volturno

Stamane la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. al termine di un’articolata attività investigativa delegata al Comando Stazione Carabinieri di Castel Volturno­ Pinetamare, nell’ambito del procedimento penale 3434/2018 RG mod. 21, ha dato esecuzione all’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, applicativa della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di un indagato, di anni 46, residente in Castel Volturno, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate, consumate in danno della moglie.
L’attività investigativa permetteva di accertare come l’indagato, nell’ultimo decennio (2008-2018), avesse maltrattato e malmenato la moglie sottoponendola a continue vessazioni ed angherie e facendola vivere in un clima costante di terrore e perdurante stato d’ansia per la sua incolumità.
La vittima in sede di presentazione della denuncia querela e durante le successive escussioni rendeva chiare dichiarazioni corroborate da numerose certificazioni mediche rilasciate dalla Struttura Ospedaliera Pineta Grande di Castel Volturno.
L’esecuzione della misura costituisce ulteriore momento della prioritaria azione di contrasto, operata dalla Procura di santa Maria Capua Vetere, nei riguardi delle manifestazioni criminali ai danni delle persone vulnerabili.

Penalisti in sciopero il 2-3 maggio per la mancata attuazione della riforma carceraria

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Astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria degli avvocati penalisti il 2 e 3 maggio prossimi e manifestazione nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica e l’informazione sulla mancata attuazione della riforma penitenziaria. Lo annuncia in una nota la Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane che chiede al Parlamento tutto, ai presidenti di Camera e Senato, ai Gruppi parlamentari ed ai presidenti delle Commissioni speciali, “di porre in essere quanto possibile al fine di ottenere l’inserimento dei decreti legislativi approvati dal Consiglio dei ministri nell’ordine del giorno delle Commissioni speciali. (SL’Ucpi ha anche convocato una conferenza stampa per il 16 aprile prossimo, per spiegare le ragioni della protesta. I penalisti sottolineano come “l’effettiva applicazione delle misure alternative, piuttosto che l’indistinta carcerizzazione, costituisca un reale incremento della sicurezza di tutti i cittadini, riservandosi ogni ulteriore iniziativa volta all’ottenimento della sollecita entrata in vigore della riforma”. 

Droga e armi nel ristorante di Gomorra, il titolare aveva fatto la comparsa

Giugliano. Il suo locale era diventato set per Gomorra la serie. E lui stesso aveva partecipato alla fiction con una comparsa. Era stato infatti protagonista in una scena in cui il titolare del locale veniva minacciato con una pistola. Si tratta di Saverio Carandente, 49enne titolare del ristorante Las Brisolas di Varcaturo. L’uomo è stato trovato in possesso di 38 kg di hashish, due fucili, due pistole e centinaia di munizioni. L’imprenditore è ritenuto responsabile di detenzione illegale, ricettazione di armi e munizioni oltre alla detenzione di sostanze stupefacenti ai fini spaccio.
La perquisizione nel locale viene dopo una lunga serie di indagini. Nel ristorante, molto frequentato soprattutto nel weekend, i militari hanno trovato una semiautomatica calibro 7,65 con matricola abrasa, 5.625 cartucce calibro 12 e 33 calibro 9, 38 chilogrammi di hashish suddivisi in 370 panetti da 102 grammi l’uno. Il titolare durante i controlli ha anche mostrato un porto d’armi per uso sportivo al quale aveva modificato la data di rilascio. Le armi sono state sequestrate, il ristorante, invece, resterà aperto. I carabinieri, però, vogliono vederci chiaro e capire se il locale è una base d’appoggio o il centro di una piazza di spaccio. Intanto l’imprenditore è in carcere e nei prossimi giorni sarà chiamato a chiarire la sua posizione.

Camorra, investimenti in Romania: arrestati due fratelli legati al boss Zagaria

Con il denaro del boss di camorra Michele Zagaria, due fratelli di Aversa avevano creato un patrimonio societario e immobiliare in Romania, tra imprese di costruzione, centri benessere, varie centinaia di appartamenti gia’ ultimati o in costruzione. Nicola, 43enne residente in Romania, e Giuseppe Inquieto, 48enne ancora residente nella cittadina casertana sono stati arrestati con l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso dagli uomini della Dia di Napoli, su delega della Direzione distrettuale antimafia partenopea. La misura di custodia cautelare e’ stata emessa dal gip napoletano nei confronti dei due sono imprenditori ritenuti appartenenti al clan dei Casalesi, in particolare, alla fazione del boss Michele Zagaria. Le indagini, durate due anni, sono state svolte in stretta collaborazione con l’autorita’ giudiziaria e gli organi di polizia romeni, con il coordinamento di Eurojust, si sono avvalse delle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, di intercettazione telefoniche, ambientali e telematiche e di analisi di documentazione bancaria e finanziaria. In particolare, il filone investigativo focalizzato su Nicola Inquieto, arrestato su mandato di arresto europeo con il supporto di Eurojust e del Servizio Interpol, in stretto contatto con il II reparto investigazioni e con il III reparto relazioni internazionali della Dia a Pitesti (Romania), ha consentito di individuare un imponente patrimonio societario e immobiliare in Romania, tra imprese di costruzione, centri benessere, varie centinaia di appartamenti gia’ ultimati o in costruzione. I due fratelli poi hanno avuto un ruolo strategico e fiduciario nella gestione di una fase della lunga latitanza di Zagaria. 

Pompei, fermata la baby gang torrese dei centri commerciali

Pompei. Una baby gang torrese specializzata in furti è stata bloccata dagli agenti della Polizia. I baby rapinatori seminavano il panico tra i gestori dei negozi di telefonia. Alla luce dell’intensificarsi dei fenomeni criminali delle ultime settimane il questore di Napoli ha inviato i militari a guardia degli Scavi e del Santuario, sono state inoltre intensificate le pattuglie su strada. Nella giornata di ieri sono state denunciate e fermate a vario titolo cinque persone tra minori e pregiudicati. Gli investigatori si sono focalizzati su una baby gang di Torre Annunziata dedita ai furti nei centri commerciali, in particolare nei negozi di elettronica. I due minori hanno 14 e 15 anni e sono accusati di aver rubato oggetti di telefonia, ora si cercano gli altri componenti della banda. Le altre due persone finite nella rete dei controlli straordinari della Polizia di Pompei sono due pregiudicati di Pagani con precedenti per spendita di banconote false. Entrambi sono stati denunciati per aver fornito generalità false agli agenti che li hanno fermati. Il quinto uomo denunciato è un giovane pompeiano, residente in via Nolana, trovato in possesso di droga. L’uomo è stato fermato grazie al dispiegamento di pattuglie lungo la linea di confine con i comuni considerati ad alto tasso di criminalità come Torre Annunziata, Scafati, Boscoreale e Castellammare di Stabia.

Napoletani scomparsi in Messico: la nuova pista di contrasti con i coltivatori di avocado

La scomparsa in Messico di Raffaele Russo, Antonio Russo e Vincenzo Cimmino potrebbe essere legata a un affare andato male con i coltivatori di avocado di Morelia, nel Michoacán, legati al cartello di Jalisco Nuova Generazione. Raffaele Russo aveva fatto affari in quella città nell’agosto 2017. È quanto riferito da fonti messicane al settimanale Oggi, che sul numero in edicola giovedì  12 aprile dedica un’indagine al rapimento dei tre napoletani, avvenuto il 31 gennaio scorso. Secondo le informazioni raccolte da Oggi, la Procura di Guadalajara nelle ultime settimane ha eseguito alcuni test del Dna su cadaveri rinvenuti nelle campagne circostanti Tecalitlán, la città in cui sono stati rapiti i tre. I controlli hanno dato esito negativo. La famiglia Russo ha offerto una ricompensa di 2 milioni di pesos – circa 89 mila euro – a chiunque fornisca informazioni utili. “Giurano che li cercano, ma io della polizia messicana non mi fido”, ha spiegato al settimanale Silvana Esposito, moglie di Raffaele Russo e madre di Antonio, che lancia anche un appello al presidente Sergio Mattarella e al ministro dell’Interno Marco Minniti: “Supplico il governo di mandare degli investigatori italiani a cercare i miei uomini. Subito, prima che archivino l’indagine e sia troppo tardi”. I parenti degli scomparsi avevano inviato un file audio ai media messicani che avevano diffuso l’appello con il numero di telefono di uno dei familiari a cui fare riferimento. I tre italiani, secondo le ricostruzioni, sarebbero stati ceduti da alcuni poliziotti al cartello criminale di Jalisco Nueva Generation con a capo il famigerato El Mencho per soli 43 euro e i due milioni di pesos di taglia è l’iniziativa tesa a smuovere un poco le acque. Secondo i legali, alcuni riscontri con alcune informazioni sarebbero già arrivati. Il tutto, come ricorda Il Roma, mentre l’avvocato Claudio Falleti aveva inoltrato un sollecito alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani per acquisire le informative sull’accaduto. Di recente una delegazione della Farnesina, guidata dal sottosegretario Amendola e dal console italiano in Messico, si era recata nel Paese centroamericano per incontrare le autorità locali. ma da allora non sono arrivate altre notizie e il tempo passa inesorabile e continua il tormento dei familiari.

Scambio di voto a Scafati, sei testimoni chiave contro Aliberti & C.

Scafati. E’ il processo alla casta familiare e politica che per otto anni ha governato la città di Scafati, facendo ‘affari’ con esponenti della criminalità organizzata per ottenere in cambio voti e potere. E’ iniziata stamane l’udienza preliminare a carico dell’ex sindaco Angelo Pasqualino Aliberti, ora agli arresti domiciliari, e di altri 14 imputati. La commissione straordinaria insediata nel comune sciolto per infiltrazioni mafiose si è costituita parte civile contro gli ex politici, per conto del Comune di Scafati. Parte civile nel processo anche gli imprenditori Aniello e Fabio Longobardi, vittime di estorsione, (assistiti dall’avvocato Giovanni Annunziata), e la giornalista Valeria Cozzolino (assistita dall’avvocato Daniele Rossetti), destinataria di minacce il cui mandante sarebbe l’ex sindaco Angelo Pasqualino Aliberti, messe a segno dal fratello Nello Maurizio e da Gennaro Ridosso, in prossimità delle elezioni comunali del 2013.
Dinanzi al Giudice per le udienze preliminari, Emiliana Ascoli, si è aperto il processo nei confronti degli imputati accusati a vario titolo di voto di scambio, estorsione, minaccia, violenza privata, abuso d’ufficio aggravati dal metodo mafioso.
E’ il processo che valuterà le responsabilità di politici e camorristi e scaturito dall’indagine della Dia, sezione di Salerno, denominata Sarastra che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata negli assetti istituzionali del Comune. Dinanzi al Gup Emiliana Ascoli sono imputati oltre all’ex sindaco Aliberti, arrestato per scambio di voto, anche il fratello Nello Maurizio, la moglie la consigliere regionale di Forza Italia, Monica Paolino, l’ex consigliere Roberto Barchiesi, l’ex staffista Giovanni Cozzolino, l’ex vicepresidente dell’Acse (la società in house del Comune di Scafati), Ciro Petrucci, Gennaro Ridosso ritenuto insieme ad Alfonso Loreto – oggi pentito – il capi del clan dominante a Scafati, i fratelli Andrea e Luigi Ridosso. Nello stesso processo anche il filone relativo alle agevolazioni alle ditte di pompe funebri, l’Eternità e Cesarano, per il quale sono a processo il dirigente dell’area economica del Comune Giacomo Cacchione, l’ingegnere Nicola Fienga, Giuseppina Ametrano, legale rappresentante de l’Eternità, Alfonso e Catello Cesarano, amministratori della ditta Cesarano Nicola Pompe funebri, all’epoca dei fatti.
Stamane, nell’aula bunker del carcere di Fuorni, alla presenza degli imputati – assente solo il pentito Alfonso Loreto – il pubblico ministero della Dda, Vincenzo Montemurro ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati ed ha formulata una richiesta di incidente probatorio per sei testi chiave nel processo che dovrebbero essere sentiti in questa fase preliminare. Diego Chirico (ex assessore), Pasquale Coppola (ex presidente del consiglio comunale, Filippo Sansone (ex amministratore delegato della Copmes), gli imprenditori Fabio e Aniello Longobardi, e la giornalista Valeria Cozzolino dovrebbero – secondo la procura – cristallizzare le loro accuse nella fase preliminare. Sulla richiesta si dovrà esprimere il giudice per le udienze preliminari nel corso della prossima udienza fissata per il 26 aprile.
La difesa di Aliberti, rappresentata dagli avvocati Silverio Sica e Agostino De Caro, da parte sua ha chiesto di sentire in questa fase preliminare tutti gli altri testimoni dell’accusa, inclusi i collaboratori di giustizia, ed ha sollevato alcune eccezioni preliminari, tra le quali la nullità delle ordinanze cautelari a carico di Aliberti per il mancato deposito di alcuni elementi a favore della difesa come l’intercettazione tra i fratelli Andrea e Luigi Ridosso, captata all’indomani delle elezioni comunali del 2013 e l’interrogatorio reso da Luigi Ridosso. Inoltre, la difesa ha chiesto di che vengano dichiarati inutilizzabili tutti gli atti di indagine successivi a marzo 2016 per mancanza di proroghe delle indagini preliminari. Su tutte le eccezioni, il Gup si è riservato la decisione. Si profilano, inoltre, nel processo almeno due richieste di riti alternativi quella per il pentito Alfonso Loreto, già formalizzata dal difensore, Luigi Ferrone, e quella per Luigi Ridosso, difeso dall’avvocato Michele Sarno, per la quale non vi è ancora nessuna ufficializzazione.
L’accusa più grave che pende sugli imputati è quella di scambio di voto politico mafioso: un patto scellerato tra i fratelli Aliberti e Monica Paolino, con esponenti del clan Loreto Ridosso, finalizzato ad ottenere voti alle amministrative del 2013 e alle Regionali del 2015. Con uomini di fiducia messi in posti chiave dell’amministrazione comunale, per consentire al clan di beneficiare di appalti. Roberto Barchiesi, zio dell’ex moglie di Alfonso Loreto, consigliere comunale eletto nella lista ‘Grande Scafati’, sostenuta proprio dai Rifosso-Loreto, e Ciro Petrucci, grande amico di Luigi Ridosso jr, vice presidente dell’Acse, avrebbero vigilato sugli interessi economici che avrebbero dovuto ottenere gli esponenti della cosca durante il periodo in cui Angelo Pasqualino Aliberti era sindaco.
Quello che è iniziato stamane è il primo processo scaturito dall’indagine ‘Sarastra’, sul sistema politico e familistico degli Aliberti e sui loro presunti legami con la criminalità organizzata.

 Rosaria Federico

@riproduzione riservata

Mafia in Toscana e estorsioni a imprenditori, verso il processo 7 persone: c’è anche un salernitano

Grosseto. Estorsioni, botte, minacce, incendi, intimidazioni e un diffuso clima di terrore imposto a Follonica (Grosseto), in taluni casi anche coi metodi della criminalità mafiosa, a imprenditori locali. Ora la Dda di Firenze, pm Giuseppina Mione, ha notificato la chiusura delle indagini, con contestuale avviso di garanzia, al commercialista Evans Capuano, 58 anni, che si trova agli arresti domiciliari da un cugino a Porto Azzurro (Livorno), e a sei co-indagati, legati a Capuano sotto vari profili e accusati di reati diversi.

Nel dettaglio Capuano è indagato, anche in concorso, per estorsione, minacce, danneggiamento, incendio, lesioni, furto, corruzione, porto abusivo di pistola, ricettazione di steroidi. Gli altri indagati sono il catanese Angelo Murè, 48 anni, che per questa inchiesta si trova in carcere a Sollicciano (Firenze) con le accuse di furto, lesioni, estorsione, e che gli inquirenti segnalano come soggetto già condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso;  Giuseppe Imparato, 25 anni di Battipaglia (Salerno) per lesioni personali; Manuel Bernardini, 37 anni di Grosseto, per furto; Dante Martignetti, 46 anni di San Severo (Foggia), irreperibile, indagato per porto di pistola con matricola abrasa in concorso con Capuano; il cancelliere del tribunale di Grosseto, Cesare Ferreri, 67 anni di Vittoria (Ragusa), accusato di corruzione con Capuano poichè avrebbe passato al commercialista informazioni riservate su cause di interesse, ottenendo l’assunzione della figlia e del genero.

L’inchiesta, articolata su più episodi criminali tra il 2012 e il 2015 accertati dai carabinieri e dalla guardia di finanza, è emersa nel 2017 con gli arresti di Capuano e Murè. Capuano dal suo studio di commercialista – così risulta alle indagini della Dda -, sarebbe il promotore di episodi vessatori contro imprenditori allo scopo di ottenere denaro. Vicende che in taluni casi culminarono in minacce (anche di morte), incendi, furti, estorsioni anche per importi ingenti finchè dalle prime denunce non partirono le indagini.

Real Madrid-Juventus 1-3: miracolo sfiorato

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Le vittorie morali non vengono e non servono agli albi d’oro. Ma almeno danno forza dopo la rabbia. Strepitosa la Juve di Madrid. Passa subito in vantaggio con Mandzukic, soffre e a volte sbanda, perde per infortunio un ottimo De Sceglio, ma alla fine del primo tempo raddoppia con Mandzukic, fotocopia del primo gol, cross da destra e inzuccata vincente sul secondo palo. Nella ripresa, capolavoro: terzo gol, segna Matuidi, ora tutto è pari. Ma nel recupero accade qualcosa di clamoroso, un intervento discutibile di Benatia in area, viene punito col calcio di rigore, Buffon perde la calma e viene espulso ,Cristiano Ronaldo sigla dal dischetto l’1-3 che regala la qualificazione in semifinale al Real Madrid. Epilogo immeritato per la squadra di Allegri, che meritava di giocarsela ai supplementari e agli eventuali rigori. Il gap non c’è. Unica consolazione della serata amara bianconera in maglia gialla.

Cuore Napoli Basket sconfitta nel recupero di campionato, Treviglio ne mette 100 al PalaBarbuto

Il Cuore Napoli Basket ospita la Remer Treviglio, alla seconda trasferta consecutiva, per il recupero dell’8^ giornata del campionato di Serie A2 Old Wild West Girone Ovest. Partenopei rivitalizzati dallo stravolgimento della classifica dopo la penalizzazione di 34 punti inflitta alla Viola Reggio Calabria che, di fatto, regala a Napoli la penultima piazza che vale i play-out, Treviglio chiamata a dare continuità in ottica salvezza diretta. Il match si apre con la schiacciata di Vangelov che raddoppia subito dopo da sotto. Risponde Borra con canestro e fallo (aggiuntivo realizzato). A -8’ altri due punti di Borra. Risponde Mascolo da tre. A -7’27” Frazier in penetrazione. In sequenza triple di Turner e Mastroianni. A -6’16” ancora Borra. Mascolo si incunea in area per il +5. Per Treviglio continua a segnare Borra, già in doppia cifra, molto efficace in questa prima fase. Mascolo da centro area continua a far male alla difesa bianco blu. A -3’26” si iscrive anche Easley. Pecchia in contropiede alimentato da Frazier per il primo vantaggio Remer. A -2’19 Planezio per il +3 e time out immediato di Napoli. Alla ripresa Turner riduce il gap. A -1’10” assist di Frazier per Rossi. JJ penetra in area per il +5. Allo scadere due tiri liberi falliti da Napoli con Ronconi chiudono il parziale 18-23. Seconda frazione. Riapre Rossi da sotto, risponde Mastroianni dalla lunga distanza. A -9’17” Frazier sguscia in area e subisce fallo (due t.l. realizzati). A -8’20” Vangelov realizza ma in contropiede Pecchia ristabilisce le distanze di tre possessi. A -7’49” Thomas in allontanamento. Entra nel tabellino anche Dincic dalla lunetta. A -6’26” assist Frazier – Easley (che subisce anche fallo con supplementare realizzato) per il +9. Mascolo fa 1 su 2 dopo il primo fallo di Frazier. JJ per il +10. Sulla palla persa dai partenopei, altro time out per Napoli. A -5’34” ancora Frazier in velocità. Thomas ristabilisce il -10. L’inerzia ora passa nelle mani di Napoli, grazie anche alla poca precisione di Treviglio che colleziona anche un paio di palle perse. Thomas ancora a segno e siamo a -6. Vertemati corre ai ripari e chiama time out. Momento di evidente difficoltà per i trevigliesi. Borra commette fallo su Thomas che ha anche il canestro convalidato (t.l. realizzato per il -3). A -3’09” Palumbo interrompe l’inerzia napoletana. A -2’47” tripla di Mastroianni. A -2’18” due punti facili di Easley. A -1’44” fraseggio Frazier – Easley – Rossi con fallo e canestro (t.l. non realizzato). Planezio riporta Treviglio a +6 che a -49” replica. Allo scadere altro canestro di Frazier per il +12. Si va al riposo con un clamoroso 0-8 nei tiri da tre per Treviglio. Si torna in campo per la ripresa con Treviglio che perde subito il primo possesso. Frazier è sempre reattivo per Pecchia (+14). A -8’27” Frazier continua il digiuno delle realizzazioni da oltre arco. Borra da centro area per il +16. A -7’14” contropiede di Mascolo. A -6’54” Marino da sotto. A -6’25” lancio lungo di Frazier per Easley (+18). Mascolo da 2 prova a ricucire. A -5’25” Marino fallisce dalla lunga ma riprende Frazier che è micidiale da sotto. Risponde Vangelov. A -4’45” ci riprova ancora Marino da tre ma raccoglie Easley che realizza. A -4’ contropiede di Pecchia (+20). A -3’36” la partita perde un positivo Vangelov per infortunio. Palumbo segna sullo scadere dei 24”. A -2’50” tripla di Thomas che si ripte a -2’22” e time out Treviglio. A -2’09” penetrazione di Frazier. L’1 su 2 di Mascolo viene replicata dal 2 su 2 di Rossi. A -39” tripla di Mastroianni. Palumbo da centro area chiude la frazione. Ultima tempo quasi senza storia. Apre Turner per un gioco da tre. Pecchia è preciso dalla lunetta. Frazier, dopo l’ennesima tripla fallita va in penetrazione , realizza e subisce fallo con realizzazione del tiro libero seguente. Napoli gioca ormai solo da oltre arco ora con Ronconi. Rossi in reverse. A -7’07” si iscrive da tre anche il baby Bordi e Mastroianni da sotto riporta Napoli a -14. Altro time out di Vertemati. Treviglio continua con in tiri da entro area (Pecchia) mentre Napoli risponde da tre (Turner). Si arriva a -5’48” dal termine per registrare la prima bomba di Treviglio con Marino. La gara però non ha più storia. Esce, dopo un’ottima prova complessiva, Frazier e ormai le due squadre schierano la linea verde. Minuti anche per Mezzanotte che si iscrive anch’esso a referto. Ora arrivano anche due triple di Planezio. Bella giocata anche di Gallo che realizza un gioco da tre poi due tiri liberi di Pecchia fanno toccare a Treviglio quota 100. Ultima azione con Gallo che realizza da tre e chiude una gara sempre nelle mani trevigliesi. Bene per la Remer che continua la corsa alla salvezza in questo intenso finale di campionato. Sei uomini in doppia cifra con Frazier ancora cannoniere (23 punti,5 rimbalzi e 5 assist), Pecchia (16), Borra (13), Planezio (12), Easley (11 e 9 rimbalzi) e Rossi (10). Molto efficace la difesa sul temuto Turner mentre bene i giovani napoletani che acquisiscono minutaggio in questo finale di stagione. Da migliorare sicuramente la percentuale sui tiri dalla lunga distanza che stasera si chiude con un inusuale 15%.
Tabellino
Cuore Napoli Basket – Remer Treviglio 80-100 (18-23; 20-27; 16-22; 26-28)
Cuore Napoli Basket: Jermaine Thomas 19 (4/5, 3/5), Mattia Mastroianni 18 (3/3, 4/9), Bruno Mascolo 15 (5/11, 1/5), Elston jr Turner 10 (3/8, 1/4), Nikolay Vangelov 6 (3/8, 0/0), Antonio Gallo 6 (1/2, 1/1), Alessio Ronconi 3 (0/1, 1/3), Massimiliano Bordi 3 (0/0, 1/1), Antonio Crescenzi 0 (0/0, 0/0), Alessandro Puoti 0 (0/0, 0/0), Vincenzo Malfettone 0 (0/0, 0/0), Guglielmo Caruso 0 (0/0, 0/0)
Tiri liberi: 6 / 11 – Rimbalzi: 18 6 + 12 (Bruno Mascolo 5) – Assist: 17 (Bruno Mascolo 7)
Remer Treviglio: James Frazier jr. 23 (9/11, 0/8), Andrea Pecchia 16 (6/7, 0/1), Jacopo Borra 13 (6/8, 0/0), Marco Planezio 12 (3/3, 2/3), Tony bernard Easley 11 (5/6, 0/0), Emanuele Rossi 10 (4/5, 0/0), Mattia Palumbo 6 (3/4, 0/1), Tommaso Marino 5 (1/2, 1/5), Nemanja Dincic 2 (0/0, 0/1), Andrea Mezzanotte 2 (1/1, 0/0)
Tiri liberi: 15 / 16 – Rimbalzi: 41 12 + 29 (Tony bernard Easley 9) – Assist: 20 (James Frazier jr., Tommaso Marino 5).

Castellammare, la strana scomparsa di Manuel Spagnuolo

“Se questo è il conto da pagare io lo volevo pagare pur di nn perdere quello che era tutto quello che mi rimane voi nn siete di mia proprietà ma la cosa più bella che avevo e anche questa mi e stata tolta ma io credevo che anche sbattendo di qua e di la cera qualcuno che mi poteva mettere sulla strada gusta io da solo lo persa vi amo ciao”. Questo è l’ultimo messaggio postato da Manuel Spagnuolo su facebook poco prima di sparire. Il 39enne  di Castellammare è scomparso da ieri mattina quando ha lasciato la casa del fratello a Boscotrecase dove aveva passato la notte per poi scendere intorno alle 11 di ieri mattina. L’uomo forse in preda a una crisi esistenziale ha fatto perdere le sue tracce allontanandosi inspiegabilmente. Gli ultimi avvistamenti risalgano a ieri mattina. La richiesta d’aiuto arriva anche per questo caso dai social. Molto preoccupati i familiari affidano ai social l’appello a chiunque avesse notizie utile al suo ritrovamento.
La famiglia ha già segnalato l’allontanamento alle forze dell’ordine e alla trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto?”. Quando è uscito dalla casa del fratello indossava un pantalone blu e un giubbotto blu con cappuccio e anche scarpe blu. Porta occhiali da vista. Al cellulare non è raggiungibile perchè prima di uscire ha tolto la scheda che aveva. Eè stato poi visto nella trada mattinata di ieri a Castellammare prima di far perdere le sue tracce. La preoccupazione è tanta per amici e parenti che si sono attivati nelle ricerche anche attraverso il tam tam dei socia network. Da più di un giorno non si hanno notizie di Manuel e nemmeno gli amici hanno saputo fornire indicazioni.