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Clan Terracciano: a giudizio 52 imputati capeggiati dai boss Giacomo e Carlo

Firenze. Da Pollena Trocchia alla Toscana i boss del clan Terracciano avevano esportato usura, estorsioni e avevano riciclato i proventi di attività illeciti in locali notturni. Per 52 persone coinvolte nell’inchiesta della Dda di Firenze è stato disposto il rinvio a giudizio. Affronteranno il processo gli esponenti del gruppo, fiancheggiatori e prestanome che agivano in Toscana tra Firenze, Prato e Viareggio. Il gup Angelo Antonio Pezzuti ha rinviato a giudizio 52 soggetti: sono esponenti di vertice del gruppo criminale, fiancheggiatori e prestanome nel controllo di aziende commerciali. La prima udienza si terrà l’11 gennaio 2019 all’aula bunker di Firenze. Per 16 imputati l’accusa principale è di associazione a delinquere di stampo mafioso, armata, finalizzata a compiere numerosi delitti di usura, estorsione, scommesse clandestine, sfruttamento della prostituzione, commercio di merce contraffatta, riciclaggio, controllo e gestione di locali notturni e imprese di ristorazione, immobiliari, abbigliamento e automobili. Nell’esprimere la loro forza intimidatrice in Toscana, sostiene la Dda, i Terracciano hanno fatto valere le loro relazioni familiari e trascorsi nel gruppo Nuova Famiglia del clan di Raffaele Cutolo. Personaggi di spicco del clan, con base a Prato, sono Giacomo Terracciano, 66 anni, e Carlo Terracciano, 69 anni, originari di Pollena Trocchia, accusati di dirigere e organizzare l’associazione; il ‘cassiere’ Francesco Lo Ioco, 66 anni di Nicosia (Enna), considerato dagli inquirenti la ‘mente finanziaria’ del gruppo e specialista in usura; la guardia del corpo di Giacomo Terracciano, Pasquale Ascione, 48 anni, loro compaesano. A processo anche una serie di figure di riferimento per i vertici del clan tra cui gli stessi figli di Giacomo Terracciano, Francesco e Antonio Terracciano, e ancora Bruno Gori, Luca Pacini, Jonah Ghiselli, Luca Barollo, Luca Basile, Michele Di Tommaso, Paolo Posillico, Mirko Traficante, Dritan Vuji e Giuseppe Catapano. Intimidazione e omertà sono tratti dell’organizzazione, come ha rilevato il pm Giulio Monferini nella richiesta di rinvio a giudizio del settembre 2013. Per gli altri imputati sono contestati, a vario titolo, il concorso nei reati fine dell’associazione. Per le indagini, svolte dalla guardia di finanza, i proventi delle attività illecite in Toscana venivano riciclati in imprese commerciali. Aziende che nel corso delle varie inchieste sono state sottoposte a sequestro, anche per valori ingenti.

(Nella foto Giacomo e Carlo Terracciano)

Playoff Attività Mista: i risultati del secondo turno

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Sorrento-Afro United Napoli 3-0
San Vito Positano-Costa d’Amalfi 2-0
Sporting Sala Consilina-San Giorgio 0-3
Giugliano-Virtus Goti 4-0
Afragolese-Mondragone 1-2
Maddalonese-S.Agnello 1-0

Agli ottavi di finale playoff accedono le sei vincenti più le migliori due in Coppa Disciplina per ripescaggio (dovrebbero essere Afragolese e Sant’Agnello)

A Casalnuovo di Napoli la terza tappa di ‘Luoghi di Musica & Poesia’

A Casalnuovo di Napoli arriva la terza tappa di “Luoghi di Musica & Poesia”, il primo talent del territorio fondato sulle sinergie tra la musica e la poesia, forze che si fondono per dare vita a momenti teatrali inediti.
La terza tappa della rassegna è prevista per il prossimo 16 aprile, dalle ore 11.00 presso il Teatro-Auditorium interno all’ I.S.I.S. di Viale dei Tigli.
Ad esibirsi, questa volta, saranno gli allievi dell’Istituto Comprensivo Ragazzi D’Europa.
“Un abbraccio al Preside Claudio Mola per aver accolto con favore il progetto. Ringrazio le docenti per la passione che ci mettono e ringrazio i ragazzi, che accettano sempre di mettersi in gioco”, questo il commento di Giovanni Nappi, fondatore del Premio Letterario Una Città Che Scrive e ideatore del progetto finanziato e patrocinato dalla Città Metropolitana di Napoli.
Sarà presente, come negli appuntamenti precedenti, Antonello Cossia, attore che con generosità accompagna il Centro Studi Nappi in questo percorso. Cossia era nel cast di “Ammore e Malavita”, film che con 15 nomination ha ricevuto il maggior numero di candidature ai David di Donatello 2018.
Dall’esperienza di Una Città Che Suona anche Mario Pelliccia, Luigi Esposito, Joe Romano e Lauro Giovanna a cui si va ad aggiungere un nuovo ospite, il giovane attore Francesco Rivieccio che con “Sciamissa, richiamo poetico a Nino Taranto”, uno spettacolo di cui è interprete e autore, omaggerà il repertorio del “sarto” diventato artista.
Direttore artistico della rassegna è il maestro Marco Zurzolo, sassofonista e compositore tra i più apprezzati del panorama jazz partenopeo.

Napoli: Insigne spera di risorgere a Milano

Potrebbe essere il Meazza la cura migliore per Lorenzo Insigne. Il folletto di Frattamaggiore vive un momento di nervosismo, come dimostrato dal battibecco con i tifosi domenica contro il Chievo e punta alla trasferta contro il Milan per ritrovare gol e sorriso. San Siro ha una tradizione positiva per Lorenzinho che ne ha fatto terra di conquista per se’ e per il Napoli che torna alla trasferta in casa rossonera dopo aver vinto le ultime sfide. Due anni fa Insigne fu assoluto protagonista con una doppietta e l’assist del primo gol ad Allan: fini’ 4-0 per il Napoli in un trionfo azzurro che i tifosi hanno ancora negli occhi. Ma la tradizione positiva in casa Milan e’ proseguita anche lo scorso anno con un sinistro a incrociare che gelo’ il Meazza dopo soli sei minuti. All’appuntamento con il gol ai rossoneri Insigne non vuole mai mancare e lo ha confermato anche nella gara d’andata di questo campionato, vinta 2-1 dal Napoli al San Paolo proprio con una rete del numero 24 azzurro, prima annullata dall’arbitro per fuorigioco poi convalidata dal Var. Insigne aspetta San Siro per tornare al gol: l’appuntamento con la rete gli manca da oltre un mese, per la precisione dallo scorso 3 marzo quando segno’ un’inutile gol alla Roma nel ko del Napoli per 4-2. Un gol senza gioia per una stagione che ha visto un netto calo del feeling di Insigne con la rete: lo scorso anno dopo 31 giornate Lorenzo aveva gia’ segnato 14 gol in campionato, mentre stavolta i gol sono 7, la meta’ esatta. Insigne ha giocato di piu’ per la squadra, pero’: finora gli assist che hanno portato al gol in serie A sono 9, mentre lo scorso anno alla stessa giornata era fermo a quota 7. Al di la’ dei numeri, Insigne ha pero’ affermato quest’anno la sua personalita’ in campo di uomo-squadra al pari di Hamsik, due giocatori che si identificano con il Napoli. E Lorenzo, l’unico napoletano nella rosa, avverte fortissimo anche lo stress di una stagione che sembrava poter portare allo scudetto e che invece si e’ complicata con il sorpasso della Juventus. E’ proprio la “sensibilita’ azzurra” uno dei motivi del gesto di stizza nei confronti dei tifosi che mormoravano rumorosamente sugli spalti al suo tiro sbagliato contro il Chievo. I tifosi gli hanno tributato uno striscione di pace a Castel Volturno. Ora Lorenzinho guarda a San Siro per ritrovare gol e sorriso, sognando un’altra trasferta in cui poter essere decisivo, quella dello scontro diretto allo Juventus Stadium.

Benevento: De Zerbi sceglie di non arrendersi

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“Mi considero aziendalista a modo mio sin dall’inizio. Brignola, ad esempio, non mi è stato imposto e gioca perchè merita. Lo stesso discorso vale per Volpicelli che ha esordito in Serie A. Essere aziendalista per me vuol dire mettere la migliore squadra possibile – ha aggiunto – e se i prodotti del vivaio fanno parte di questo progetto giocheranno sicuramente. Nessuna scelta verrà fatta in funzione del prossimo anno, perchè è presto e perchè non si sa cosa accadrà”. “In queste ultime sette partite dobbiamo continuare a far risaltare la dignità di una squadra, di una città e di una società che non voleva fare qualche brutta figura che in campo purtroppo è stata fatta”, ha sottolineato De Zerbi. “Per questo abbiamo il tempo per poter far bene così come fatto contro Lazio, Verona e Juve. Io non ho ancora alzato bandiera bianca”, ha concluso l’ex allenatore del Palermo.

Caivano, arrestato il corriere della droga del Parco Verde: sequestrate 300 dosi di crak e kobret

Caivano. La Polizia di Stato, stamane, ha inferto un altro duro colpo alle organizzazioni criminali che gestiscono l’illecito mercato della droga,  in una delle più grosse “piazze di spaccio” del mezzogiorno: il “Parco Verde” di Caivano. Una intensa attività investigativa, svolta da qualche giorno dagli agenti del Commissariato di Afragola,  ha consentito di portare alla luce il modus operandi di due individui, stabilendone i ruoli e le responsabilità. Alle prime luci dell’alba, così come era avvenuto nei giorni scorsi, i poliziotti hanno osservato l’abitazione di  Gennaro Oliviero, 24enne residente nel Parco Verde di Caivano. Il giovane, alternandosi con un complice, aveva la mansione di “corriere”, occupandosi, in particolar modo, di approvvigionare le varie “piazze di spaccio” all’interno dell’edilizia popolare di Via Circumvallazione Ovest. Quando stamane Oliviero è uscito dallo stabile ove abita, si è recato vicino ad un balcone posto ad un piano rialzato, per prelevare un involucro in cellophane, custodito in una intercapedine. E’ stato proprio in quel momento che gli agenti lo hanno accerchiato ed arrestato. Gli agenti hanno accertato che,  proprio all’interno di quella intercapedine, ricavata sotto il balcone, erano custodite varie confezioni in cellophane, contenenti 300 dosi di cocaina ed eroina, del tipo crak e kobret. I poliziotti hanno arrestato Oliviero, perché responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, conducendolo alla Casa Circondariale di Poggioreale.

I Cinque Stelle esultano: ‘Grazie a noi parte la bonifica delle discariche di Pianura’

“Dopo anni di immobilismo a tutti i livelli istituzionali, i cui effetti producono ancora oggi un incremento esponenziale dell’inquinamento di un’area a ridosso di territori densamente popolati, grazie al Movimento 5 Stelle si dà finalmente il via all’iter che porterà alla bonifica delle cinque discariche al confine tra i Comuni di Pianura e Pozzuoli. Questa mattina, nel corso di un’audizione da noi fortemente voluta in Commissione regionale Ambiente, è stato costituito un tavolo tecnico per coordinare i soggetti coinvolti negli interventi di indagine preliminare e caratterizzazione volto ad accertare lo stato di inquinamento del suolo nell’area dell’ex Sin Napoli-Pianura. Un’operazione arenatasi nel 2013, nonostante uno stanziamento di ben 3,5 milioni di euro da parte del Ministero dell’Ambiente. Si riparte dall’anno zero, ma sarà finalmente possibile avviare le procedure per la bonifica di una delle più grandi bombe ecologiche del nostro paese”. E’ quanto annunciano i consiglieri regionali, Maria Muscarà e Vincenzo Viglione, a margine dell’audizione in Commissione regionale Ambiente alla quale era presente, tra gli altri, il consigliere della IX Municipalità Mario Stoccuto. “Si esce una volta per tutte da una fase di stallo aggravata, tra gli altri, dall’amministrazione Caldoro che nel 2012, ingiustificatamente, non impugnò il decreto che riperimetrava i Siti di Interesse Nazionale, escludendo l’area di PIANURA-Pozzuoli. Un’emergenza passata nel disinteresse dell’attuale amministrazione De Luca, nonostante una conclamata emergenza sanitaria denunciata da comitati di cittadini e avallata dal parere di esperti e dagli esiti di consulenze di periti nominati dalla Procura di Napoli. Con l’istituzione del tavolo tecnico, composto da Regione, Comune di Napoli, Comune di Pozzuoli, Sogesid e Arpac, crediamo si possa finalmente dare il via libera al superamento degli ostacoli burocratici che fino ad oggi hanno impedito di avviare le procedure funzionali agli interventi di bonifica. Saranno inoltre avviate indagini radiometriche e campionamenti in profondità per calcolare il livello radioattività presente nei suoli di Pianura”. 

Sarno, si dichiara innocente il pregiudicato che ha ferito il finanziere suo rivale in amore

Si dichiara estraneo ai fatti il pregiudicato di Sarno, Carmine Ingenito, posto in stato di fermo dopo l’agguato che ha avuto come obbiettivo il rivale in amore. L’articolata e mirata attività investigativa, posta in essere subito dopo il ferimento di Alessandro Rea, sottufficiale della Guardia di Finanza, ha indirizzato le indagini verso Carmine Ingenito. L’uomo 39 anni disoccupato padre di tre figli avuti da precedenti relazioni, pregiudicato per reati di spaccio, è l’attuale compagno dell’ex moglie del militare, dalla quale è separato e ha avuto tre figli. Il movente si troverebbe nella vita sentimentale molto travagliata dei protagonista. Dissapori tra i due uomini animati da precedenti aggressioni alimenterebbero i sospetti. La ricostruzione dei fatti vede Ingenito appostato a mezzanotte circa di martedì, in via Ponte Alario sparare nove colpi di pistola indirizzati verso l’auto di Rea. Ferito ma cosciente il 44enne chiede soccorso. Sul posto giunge un’ambulanza del 118 e una pattuglia del 117. Soccorso viene trasportato presso il nosocomio sarnese. I medici ricontrano sul corpo diverse ferite riconducibili a colpi d’arma da fuoco: tre proiettili hanno raggiunto Rea a un braccio, alla spalla e a una gamba. Ricoverato nel reparto di chirurgia generale potrebbe essere sottoposto ad intervento chirurgico. Ingenito raggiunto dai finanzieri nella sua abitazione dove si trovava agli arresti domiciliari si dissocia da ogni coinvolgimento nei fatti, potrebbe essere sottoposto anche allo stub, esame utilizzato dalla polizia giudiziaria per la rilevazione dei residui da sparo sulle mani.

 (nella foto il luogo della sparatoria e a sinistra il finanziere ferito Alessandro Rea e a destra il suo presunto feritore, Carmine Ingenito)

Napoli, moto abbandonata sulla scale di salita Pontecorvo blocca il transito ai pedoni. LE FOTO

Napoli. Più che indisciplinati probabilmente queste persone non sanno neanche cosa significa il senso civico.Il presidente associazione Afida di Napoli,  Michele Onorato ci ha inviato questo foto dalle quali si evince come una moto parcheggiata e abbandonata da mesi le Scale di Salita Pontecorvo che si trova  li da mesi abbandonata dal suo proprietario ostacolando la viabilità dei pedoni e tra questi i numerosissimi studenti che frequentano la scuola media Oberdan moltissimi minori ed il famoso istituto superiore Margherita Di Savoia. Ci troviamo alle Scale di Salita Pontecorvo quartiere Avvocata appartenente alla Seconda Municipalità. “Ci auguriamo-dice Michele Onorato- facendo un appello agli amministratori della città che la la stessa venga rimossa a breve anche per la sicurezza di chi usufruisce delle scale per arrivare a Piazza Dante”.

 

Camorra, i pentiti: ‘Zagaria fece picchiare Inquieto e lo mandò in Romania dopo una lite con un affiliato’

Come faceva il boss dei boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria a scegliere un fedelissimo? Uno che gli avrebbe permesso di restare in un bunker sotterraneo per anni e anni nel suo quartiere generale, ovvero Casapesenna nel Casertano? Le risposte la magistratura di Napoli le ha avute dal racconto dei collaboratori di giustizia che via via hanno ricostruito tutti i passaggi che hanno portato alla cattura del super latitante nel 2011 nella villa di Vincenzo Inquieto, i cui fratelli questa mattina sono stati arrestati perche’ considerati gli imprenditori del clan. Dovevano essere innanzitutto incensurati, non girare con le armi, poveri e soprattutto finte vittime della Camorra. Massimiliano Caterino, ex boss ora pentito, nel verbale dell’11 giugno del 2014 racconta che Nicola Inquieto, uno dei due, era stato finanziato da Zagaria “per l’apertura di un negozio di telefonia e gli fece sparare due colpi di pistola nella saracinesca per far credere alle forze dell’ordine che lui era vittima della criminalita’ e di richieste di pizzo”. La messinscena si concluse con una denuncia, imposta dal boss, “contro ignoti”. A casa di Nicola Inquieto, per esempio, il 13 gennaio 2004 i carabinieri trovano un covo sotterraneo al quale si accedeva con un ascensore e dove era nascosto Carmine Zagaria, fratello di Michele. Antonio Iovine, ex capoclan, nel verbale del 2 settembre del 2014 racconta che dopo che fu arrestato “Michele chiamo’ Nicola e lo fece andare in Romania perche’ non voleva piu’ inchieste sulla sua famiglia in quanto aveva deciso di nascondersi dal fratello Vincenzo”. A rendere inevitabile il trasferimento, un litigio che Nicola Inquieto aveva avuto con un ragazzo per strada, che era stato poi ferito a colpi di pistola. Generoso Restina, altro collaboratore di giustizia, nel verbale del 15 maggio 2017 lo spiega ai magistrati: “Zagaria mi racconto’ che Nicola si era sparato con una persona per un litigio per futili motivi. Questa circostanza fece arrabbiare molto Michele perche’ lo aveva esposto a rischi in quanto per suo volere tutti i suoi fiancheggiatori dovevano stare lontani dai fatti di natura delittuosa e, soprattutto, non dovevano possedere assolutamente armi da fuoco – dice il pentito ai pm – Per questo motivo, cosi’ come racconto’ Michele Zagaria, Nicola Inquieto fu picchiato e esiliato in Romania, il paese natale della moglie”.

In Romania si era insediato da anni una sorta di “dipartimento estero” del clan dei Casalesi fazione Zagaria, che, attraverso grossi investimenti nel settore dell’edilizia e la creazione di un vero e proprio network di imprese, poteva contare su capitali pronti a tornare in qualsiasi momento nel Casertano per far fronte ai momenti di difficoltà del clan e ai pagamenti ad affiliati e famiglie di carcerati. E’ quanto ricostruito dagli investigatori della Direzione distrettuale antimafia di Napoli che per anni hanno indagato sulle attività del clan camorristico fuori dal territorio italiano, arrivando oggi all’esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip di Napoli ed eseguita da personale della Dia nei confronti dei fratelli Giuseppe e Nicola Inquieto, rispettivamente di 48 e 43 anni. Nicola in particolare era l’uomo del clan in Romania, dove i Casalesi della fazione facente capo a Michele Zagaria avevano messo a punto operazioni imprenditoriali su larga scala, prova ne sia il sequestro di oltre 400 appartamenti ancora in corso di esecuzione.L’interesse del clan sulla Romania, spiegano gli investigatori, è determinato dal fatto che si tratta di un Paese povero ma con una forte crescita del Pil, quest’anno stimata in oltre il 5%, e quindi con grande capacità di espansione in questo caso nel settore delle costruzioni. Un fenomeno analogo a quanto avvenuto in Slovacchia, con l’attenzione della ‘ndrangheta concentrata sul settore dell’allevamento dei bovini. “Le organizzazioni criminali individuano Stati che hanno un Pil in forte crescita – spiegano – e impreparati dal punto di vista della legislazione, a differenza nostra. E’ il caso di molti Paesi dell’Est Europa”. L’indagine conferma inoltre l’esistenza e l’attuale predominanza di un volto “imprenditoriale” del clan dei Casalesi rispetto a quello violento che lo hanno reso noto: “Da 5 anni a Casal di Principe non si verificano omicidi di camorra – ricordano gli investigatori – ma questo non equivale all’esistenza di una situazione di disfatta della camorra sul territorio, affermazione che lascia il tempo che trova”. 

 (nella foto da sinistra Nicola Inquieto, Vincenzo Inquieto, Michele Zagaria, Carmine Zagaria, Antonio Iovine, Massimiliano Caterino)

 

Stupro di gruppo a una ragazza disabile a Milano: a giudizio anche un napoletano

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Avevano stuprato in gruppo in piu’ occasioni una loro amica con problemi psicologici e lievemente disabile e poi, per due volte, avevano filmato le violenze per poi condividere i video sulla loro chat. Per questo oggi un ventenne e’ stato condannato a Milano a 7 anni di carcere dal gup Natalia Imarisio. Per i suoi complici, invece, 7 giovani under 18 all’epoca dei fatti, la Procura dei Minori ha da poco chiuso le indagini. Le accuse, oltre alla violenza sessuale aggravata, sono produzione e detenzione di materiale pedopornografico.  Con la condanna a 7 anni di oggi, il gup Natalia Imarisio ha aumentato di un anno la pena proposta dal pm Stefano Ammendola, titolare dell’inchiesta che riguarda altri due maggiorenni accusati solo di detenzione di materiale pedopornografico: uno e’ stato condannato a 6 mesi mentre per l’altro gli atti sono stati trasmessi per competenza alla procura di Napoli. Il giudice inoltre ha stabilito una provvisionale di 25 mila euro nei confronti della ragazzina rimasta vittima delle ripetute violenze di quelli che considerava suoi amici. L’inchiesta e’ nata dopo la denuncia della ragazza che aveva iniziato a manifestare i primi sintomi di una grave depressione dopo l’ultimo episodio avvenuto dell’autunno 2016. Quindi pian piano si era aperta con la sorella e la madre alle quali era riuscita a confidare quel che era accaduto. Dopo di che la famiglia con la ragazzina si e’ rivolta al centro antiviolenza della Mangiagalli. Da qui sono partiti gli accertamenti e i giovani, tra maggiorenni e minorenni una decina in tutto e tutti italiani, sono stati identificati e indagati. A testimoniare di come non si fossero resi conto della gravita’ di quanto era accaduto ci sono pure alcune conversazioni intercettate: “Neanche avessimo rubato dei motorini!”, oppure “Non l’abbiamo mica legata!” sono stati i loro commenti. Nella ricostruzione di inquirenti e investigatori, la ragazza, non ancora 18enne, nei mesi precedenti agli stupri appariva particolarmente felice perche’ diceva di avere finalmente trovato degli “amici”. 

Terra dei Fuochi sul Vesuvio: sequestrate 14 aziende e 13 denunciati

Operazione di controllo straordinario del territorio nel comune di Ercolano, disposta dall’incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi nella regione Campania, Gerlando Iorio. In campo 36 equipaggi, per un totale di circa 90 unita’ appartenenti al raggruppamento “Campania” dell’Esercito Italiano, al Commissariato della Polizia di Stato di Portici-Ercolano, alla Compagnia dei Carabinieri e Stazione Carabinieri Parco di Torre del Greco, al Comando Compagnia di Portici della Guardia di Finanza, al Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Napoli, nonche’ funzionari dell’Arpac, dell’Asl Napoli 3 Sud Area Nord, dell’Ispettorato del Lavoro, del Comando della Polizia locale di Ercolano e della Polizia Metropolitana. Al fine di verificare il rispetto della normativa in materia ambientale, sono stati effettuati controlli presso 15 attivita’ imprenditoriali e commerciali del comprensorio ed e’ stato attuato un mirato servizio congiunto di pattugliamento del territorio. 14 sono state le aziende sequestrate, 44 le persone identificate di cui 13 denunciate all’Autorita’ Giudiziaria. Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, sono stati fermati 13 autocarri, di cui sei sanzionati ai sensi del Codice della strada. Sono state sequestrate circa 250 tonnellate di materiale, in prevalenza di natura tessile e calzaturiero, e contestate violazioni amministrative per circa 110.000 euro. Il materiale sequestrato, oltre ad alimentare l’abusivismo commerciale e il ciclo illecito di rifiuti usati, era destinato inevitabilmente a incrementare il fenomeno dell’abbandono e dell’incendio doloso di rifiuti. In particolare, in via dello Spacco e via Fosso Grande, all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, sono state sequestrate per smaltimento non autorizzato di rifiuti e scarti di lavorazioni cinque aziende dedite al recupero, trattamento e commercializzazione di indumenti usati. L’intera area e’ di circa 20.000 mq, di cui circa 5.000 mq costituiti da capannoni. Contestualmente, sono state poste sotto sequestro cinque macchine operatrici, dieci presse per imballaggio, quattro bilance elettroniche. Undici i dipendenti che lavoravano “in nero”. Sono inoltre state contestate violazioni alla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e denunciati i titolari delle cinque aziende. In via Luigi Palmieri e via Trentola, sempre nel Parco nazionale del Vesuvio, sono state sequestrate ulteriori sette imprese, tra cui cinque operanti nel settore tessile, una nel settore della movimentazione terra e l’altra in attivita’ di falegnameria, tutte prive delle prescritte autorizzazioni. I responsabili sono stati denunciati per l’attivita’ di smaltimento illecito di rifiuti. All’interno di una delle aziende sono stati anche rinvenuti circa 250 capi di abbigliamento falsificati, riproducenti loghi di noti marchi sportivi e il titolare e’ stato denunciato per produzione e commercio di articoli contraffatti. Tale significativa attivita’, tutt’ora in corso, discende dalla modalita’ operativa di contrasto promossa dall’Incaricato e approvata dai Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica di Napoli e Caserta, basata su azioni coordinate di controllo del territorio alle quali concorrono, con l’Esercito e le Forze dell’Ordine, anche le Polizie Locali. Gli esiti delle indagini saranno trasmessi alla Procura della Repubblica di Napoli.

Napoli: l’amore a distanza tra Maradona e Hamsik

L’argentino, su Facebook, ha risposto all’attuale capitano azzurro, ringraziandolo per la maglia che gli ha regalato, proprio quella in cui ha battuto il suo primato di gol. Maradona sprizza entusiasmo e afferma: ” “Marek, per me e’ stato un onore aver ricevuto la maglietta del record che hai battuto. Tanti giocatori sono passati da e non hanno lasciato niente, noi due possiamo dire di aver giocato in un grandissimo. Marek tanti auguri per il record e un abbraccio grande dal tuo amico Diego”. Appuntamento al prossimo post, anzi al San Paolo, magari per festeggiare qualcosa di veramente importante…

Infarto a bordo della Circum a Sorrento: 60enne salvato dal defibrillatore

Sorrento. L’uso del defibrillatore salva un passeggero che ha avuto un malore su treno a bordo di un treno della Circum. Il viaggiatore è salvo grazie al defibrillatore recentemente installato e in dotazione alla stazione dell’azienda di trasporto pubblico. E’ accaduto stamattina, a bordo del treno delle ore 9.37 in partenza da Sorrento. Pochi minuti dopo l’avvio del treno, un viaggiatore di 60 anni si è sentito male. Raffaella, agente in servizio dell’Eav e formata all’utilizzo del defibrillatore, è intervenuta ed è riuscita con l’applicazione di idonea scarica a far riprendere la respirazione del viaggiatore. L’uomo è stato poi preso in carico dal servizio di emergenza del 118 ed è stato trasferito in ospedale. L’Eav si è recentemente dotata di 22 defibrillatori in altrettanti sedi che coprono il 90 per cento circa dei dipendenti e utenti. 

Napoli, la pasticceria Poppella adotta via Arena alla Sanità

Napoli. E’ stata sottoscritta oggi la convenzione per l’affidamento alla societa’ “Poppella” di un tratto di via Arena alla Sanità che prevede l’inserimento di un’ isola pedonale sul versante destro della carreggiata con nuovi elementi di arredo quali panchine in ferro e legno “a segg”, l’integrazione e la piantumazione di nuove essenze arboree, interventi di riqualificazione delle attuali pavimentazioni, adeguamento della segnaletica orizzontale, e la manutenzione ordinaria di tutta l’area. La convenzione rientra tra gli interventi di riqualificazione partecipata e cura degli spazi urbani ai sensi della delibera di Consiglio comunale n. 29 del 16 luglio 2015, “Adotta una strada”. La convenzione avrà durata di 3 anni rinnovabili. “Tali proposte – dichiara l’assessore all’Urbanistica e ai Beni comuni, Carmine Piscopo – insieme con le altre già approvate e in fase di cantiere, confermano la volontà dei cittadini di partecipare direttamente alla progettazione, alla manutenzione e alla cura degli spazi urbani, garantendo un miglioramento complessivo della qualità urbana”. 

Narcotizzavano vittime sui treni Napoli-Roma per derubarle: quattro arresti

Roma. Le squadre di Polizia Giudiziaria dei Compartimenti Polizia Ferroviaria della Campania e del Lazio hanno arrestato quattro persone accusate di aver narcotizzato passeggeri sui treni della tratta Napoli-Roma per derubarle. Gli agenti hanno focalizzato la loro attenzione investigativa su una serie di episodi che vedevano coinvolti ignari passeggeri di treni regionali sulla tratta Napoli-Roma, i quali, dopo aver accettato una bevanda da persone che si confondevano tra i normali passeggeri, cadevano in un profondo sonno e venivano depredati degli oggetti di valore che avevano indosso. Le vittime in tutti i casi sono dovute ricorrere alle cure dei medici. Grazie alle testimonianze raccolte, e grazie ad un intenso scambio info-investigativo tra le due strutture operative dei Compartimenti, l’attenzione investigativa è stata cosè indirizzata nella Stazione di Aversa, dove si era appreso che i soggetti coinvolti erano soliti salire. Gli agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania, hanno individuato un tunisino di 32 anni che si aggirava a bordo di un treno regionale scrutando viaggiatori e bagagli. La polizia ha notato che il tunisino prendeva posto di fronte ad un cittadino srilankese, e dopo pochi minuti di conversazione gli offriva del the’. Qualche minuto e la vittima cadeva in un sonno profondo, così il malvivente gli ha infilato le mani nelle tasche impossessandosi del cellulare, di una somma di denaro e del passaporto. A quel punto gli uomini della squadra di Polizia sono intervenuti, il tunisino ha cercato di scappare ma stato arrestato nei pressi della stazione di Sessa Aurunca. A seguito di perquisizione nel suo zaino sono stati trovati diversi flaconi con sostanze soporifere.  In un altro intervento il personale della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Lazio, di scorta a bordo di un regionale partito dalla stazione di Napoli Centrale, ha notato salire a bordo del treno tre soggetti, uno dei quali si allontanava dal gruppo percorrendo il treno costantemente al telefono con un altro dei due rimasti a distanza. Dopo aver individuato la potenziale vittima, si è seduto di fronte e nel frattempo è stato raggiunto dagli altri due che da uno zaino estraevano un pacchetto di patatine che offrivano alla ignara vittima; poi hanno offerto all’uomo un succo di frutta. La vittima dopo alcuni minuti si è addormentato ed i tre hanno iniziato a rovistare nelle sue tasche. Gli agenti hanno bloccato i tre malviventi poco prima della stazione ferroviaria di Fondi. La vittima è stata trasportata presso l’ospedale di Fondi. I giovani, tre cittadini egiziani, di 19, 26 e 36 anni, sono stati arrestati per tentata rapina pluriaggravata e lesioni personali aggravate ed associati presso il carcere di Latina. 

Green Map of Naples, la prima mappa tascabile del verde di Napoli


Nasce Green Map of Naples, la mappa tascabile del verde della città di Napoli realizzata dall’associazione Premio GreenCare. Distribuita gratuitamente in occasione del Maggio dei Monumenti, è stampata in venti mila copie, in italiano e in inglese ed è disponibile presso gli infopoint del Comune di  Napoli e dell’aeroporto di Capodichino. Al suo interno la descrizione e la presentazione di trentasette tra ville storiche, giardini di quartiere, riserve naturali, orti botanici, chiostri e orti urbani. ”L’obiettivo – spiega Benedetta De Falco, presidente dell’associazione – è condurre per mano cittadini e stranieri alla scoperta del verde urbano e promuovere percorsi green per un turismo all’insegna della sostenibilità”. La mappa propone anche itinerari con visite che legano diversi giardini attraverso l’uso delle scale, delle pedamentine napoletane, delle funicolari e della metropolitana. La legenda della mappa inoltre evidenzia le opportunità di fruizione dei giardini: panchine, fontane e fontanelle, aree attrezzate per bambini o picnic, belvedere con viste sul golfo di Napoli  ma anche i luoghi adatti alla lettura, alla meditazione e per la pratica sportiva. Tra le aree verdi spicca il Real Bosco di Capodimonte che – sottolinea De Falco – ”ha subito il cambiamento più spettacolare grazie al nuovo approccio messo in campo che ha fatto del Bosco un parco che accoglie sportivi, famiglie, amanti delle passeggiate botaniche ma anche chi vuole rilassarsi. E’ – ha aggiunto – un modello da replicare anche in parchi più piccoli”. La mappa è anche interattiva.
”Sosteniamo questa iniziativa – commenta il sindaco Luigi de Magistris – perché è realizzata da persone che si prendono cura della città e si uniscono al lavoro di tanti altri. Il verde è una grande ricchezza, ma anche una sofferenza che si può curare mettendosi insieme con l’obiettivo di costruire la comunità del benessere”. La prima copia della Green Map è donata al Presidente della Repubblica Mattarella. E proprio a Villa Rosebery, residenza napoletana del Presidente, è dedicata una parte della guida. Sfogliando le pagine spazio al Real Bosco di Capodimonte, ai due orti botanici federiciani, alla Villa Floridiana, al Parco Virgiliano e al Parco Viviani, a Villa Pignatelli e ai giardini della Certosa di San Martino, ma anche ad aree verdi forse meno note come i giardini di Re Ladislao, mentre andando fuori città occhi puntati sui giardini degli Scavi archeologici di Pompei, sulle ville della penisola, della costiera e delle isole da Villa Cimbrone a Villa Rufolo, ai Giardini della Mortella fino al Parco della Reggia di Caserta e al Parco Sorgenti Ferrarelle di Riardo.

Truffa sportello antiracket Salento: sequestro beni tra Puglia e Campania

Lecce. Truffa sportello antiracket, sequestrati beni per 1 milione e trecento mila euro nella disponibilità dell’associazione rappresentata da Antonietta Gualtieri. Dopo l’inchiesta penale sulla presunta truffa dell’associazione antiracket Salento, arriva il conto da saldare per le dieci persone coinvolte nell’inchiesta della Procura di Lecce. Sequestrati beni per oltre 1,3 milioni di euro ai funzionari e dipendenti pubblici dei comuni di Lecce e Brindisi e alla rappresentante legale dello Sportello antiracket, Antonietta Gualtieri. Lo ha disposto la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Puglia, su richiesta della Procura Regionale della Corte dei Conti: sono stati sequestrati beni immobili e conti correnti bancari. L’azione cautelare fa seguito all’indagine condotta dai finanzieri del nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Lecce nel maggio 2017, sfociata in una serie di arresti eccellenti, tra cui la Gualtieri e i suoi più stretti collaboratori, accusati, associandosi fra loro, di aver posto in essere falsa documentazione finalizzata alla percezione di contributi erogati dal Mef-Ingrue (Ragioneria generale dello stato) per un importo di oltre 2milioni di euro. In ordine a quanto disposto dalla magistratura contabile, pertanto i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lecce hanno dato esecuzione al provvedimento ponendo sotto sequestro, a Lecce, Brindisi, Veglie, Carmiano, Parabita, e nelle province di Roma, Siena, Milano, Napoli, immobili e disponibilità finanziarie fino alla concorrenza del danno erariale accertato. 
Il maxi processo per la truffa dell’associazione antiracket Salento di Lecce è iniziato il mese scorso al tribunale di Lecce ed ha visto la costituzione di parte civile oltre che del Comune anche del Ministero dell’Interno e l’Associazione Nazionale Antiracket, la Regione Puglia; l’associazione Antiracket Lecce e quella di Taranto e due ex dipendenti che risultavano “parti offese” nel procedimento. Maria Antonietta Gualtieri risponde delle accuse di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione, concussione, falso ideologico e materiale, millantato credito. Non solo, anche di associazione a delinquere nel ruolo di capo, ma anche di promotore assieme a Giuseppe Naccarelli e Pasquale Gorgoni. I tre principali imputati sono stati arrestati lo scorso anno.

Tarumbò ha la sua festa d’aprile. Da questa sera, un lungo week end di musica

Con più di tre accordi è Jazz, diceva Lou Reed. E questa sera Andrea Santaniello 4TET Feat Giovanni Amato, di accordi riempirà Tarumbò (via Galileo Galilei, Scafati).
Il progetto Andrea Santaniello trio Feat. Giovanni Amato, nasce dall’incontro dei tre amici musicisti campani.
Insieme fondono arrangiamenti personali e molto accurati dei più celebri standard della tradizione afro-americana, sfruttando le sonorità soul dell’organo hammond di Alessio Busanca insieme all’ottimo drumming di Gino Del Prete e il “nuovo strumento” – sax baritono – di Andrea Santaniello che nasce come alto-saxofonista. Punta di diamante  l’inserimento del bravissimo trombettista Giovanni Amato il quale, con il suo swing e il suo lirismo degno dei più grandi trombettisti jazz (Clifford Brown, Freddie Hubbard, Lee Morgan, Chet Baker) si inoltrerà insieme agli atri, in un viaggio musicale che spazia dal be bop al cool jazz passando per le sonorità bossa nova fino al jazz contemporaneo.
Ma è solo l’inizio!
Venerdì 13 aprile le porte di Tarumbò si aprono a Radio Tuhuania.
Tahuania è un luogo della foresta amazzonica, distante nello spazio e nel tempo, così distante che le uniche notizie di Tahuania vengono da una Radio, che trasmette la Cumbia psichedelica, sospesa negli anni Settanta, tra il Perù e il sud Italia, ma forse nuova, mai ascoltata, mai recepita.
Il gruppo Radio Tuhuania nasce di ritorno da un progetto di aiuti umanitari nell’Amazzonia peruviana, da parte dall’onlus “Pachacamac” e dall’associazione ALAS DE ESPERANZA, fondate sulle sponde del Volturno, in contatto e in collaborazione continua, con i “sud” del mondo, con altri fiumi e altri luoghi.
I Radio Tahuania sono: Pietro Sgueglia, voce e chitarra elettrica; Sara Sossia Sgueglia, voce e percussioni; Roberto Celentano, chitarra elettrica; Alessandro Perrone, batteria; Antonio Gomez, basso.
Sabato 14 aprile Fitness Forever (ingresso 5 euro). Una delle pop band senza dubbio tra le più stravaganti sulla scena nazionale. Guidata dal compositore e poli-strumentista Carlos Valderrama, questo sabato sera Tarumbò vivrà le atmosfere degli anni a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta, per ritornare a ballare con un aspirante Tony Manero.
La scena più o meno potrebbe essere questa: 1985 o giù di lì, sabato pomeriggio, interno salone di parrucchiere uomo/donna. C’è odore di lacca, tanta lacca, in sottofondo la radio passa i Duran Duran, il parrucchiere cotona chiome per la serata in discoteca, e appena chiude il negozio anche lui, vestiti sgargianti e via a ballare come un aspirante Tony Manero.
Mentre il primo disco, “Personal Train” ( Elefant Records, 2009 ) proponeva un inconsueto mix tra l’indie pop di Belle and Sebastian e The Smiths, i maestri italiani delle colonne sonore come Ennio Morricone e Piero Umilani e il sound sixties di Beach Boys, Byrds e Love, il gruppo ha successivamente espanso il proprio universo sonoro incorporando il sound di artisti come Marcos Valle, Serge Gainsboug, Chic, Jacksons 5, ABBA, Lucio Battisti, Steely Dan, Quincy Jones, oscure referenze Italo – disco come KANO e Number One Ensemble, e il totale gradimento per il percorso di gruppi contemporanei come Metronomy, Daft Punk, Ariel Pink e Thundercat.
Con una nuova attitudine jazz/funk e la stessa ossessione per armonie celestiali e arrangiamenti raffinati, il gruppo comincia a sviluppare un nuovo sound, elegante e pieno di groove, partendo da “COSMOS” (Elefant Records, 2013 ) un disco adorato dalla critica Mondiale!
L’attesissimo seguito di “Cosmos”- Tonight, è stato pubblicato il 29 Settembre 2017, in versione CD e LP a tiratura limitata e numerata, missato a Milano da Mario Conte ( MEG, Colapesce, Christeaux ) è stato masterizzato a Parigi da CHAB ( premiato con un Grammy Award per il lavoro svolto sul capolavoro Random Access Memories dei DAFT PUNK !!!).
I Fitness Forever sono: Luigi Scialdone – bass, vocals; Andrea De Fazio – drums; Nicoletta Battelli – vocals; Roberto Porzio – keyboards; Francesca Diletta Iavarone – flute; Massimo Imperatore – guitars; Pietro Santangelo – sax, percussions; Carlos Valderrama – vocals, gtr, keys.
Ritmi e sonorità, geometrie e geografie in una unica cornice, dove trova spazio un altro momento artistico con la mostra di “Vesuvius – Elegia delle nude ceneri” di Ciro Ciliberti.
Art director: Atom – Concerti, Tarumbò, Rock Events

Investì un giovane a Trento, cuoco beneventano non risponde al Gip: chiesta la scarcerazione

Trento. Non ha risposto alle domande del Gip di Trento, il 33enne cuoco beneventano, Loris Cocca, arrestato lunedì scorso con l’accusa di omicidio stradale pluriaggravato perchè ritenuto responsabile dell’investimento mortale di Mattia Sommariva, 20 anni, avvenuto poche ore prima nei pressi di Moena, in provincia di Trento, lungo la ex statale 48 delle Dolomiti. Sottoposto al test alcolemico, il giovane – che ha già un precedente specifico per guida in stato di ebbrezza – era risultato positivo all’alcoltest. La magistratura ha inoltre disposto l’esame autoptico sulla salma della vittima, Mattia Sommariva. “Loris Cocca – ha spiegato l’avvocato Marco Vernillo, difensore dell’indagato – è ancora molto provato. Quindi, ha preferito non rispondere alle domande. Anche perchè Cocca aveva già reso dichiarazioni spontanee alla polizia giudiziaria in merito all’incidente mortale”. Il pm, Carmine Russo, aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, contestata però dai legali del cuoco 33enne perchè non c’è pericolo di reiterazione del reato, dal momento che l’auto è stata sequestrata, la patente sospesa e Cocca si trova in regime di custodia cautelare. Il gip, Francesco Forlenza, si è riservato la decisione.