Arzano.Incarico alla cognata del vice presidente del consiglio Regionale Tommaso Casillo, polemiche ad Arzano. Una storia che ha dell’incredibile e non tanto per il fatto che le procedure di scelta di un esperto presso l’ufficio legale del comune (attualmente senza dirigente) sono quelle previste dalla norma, ma perché ad essere “baciata” dalla fortuna è stata nientemeno che la cognata del vice presidente della Regione Campania. Una delibera di giunta e del sindaco Fiorella Esposito che ha deciso così, su due piedi, di incaricare a mezzo convenzione con la formula del “prestito” tra enti (precisamente con il comune di Volterra), di incaricare la dottoressa Alida Di Napoli, sorella della moglie di Casillo, quale istruttore direttivo amministrativo a quanto pare senza nemmeno porsi il problema di effettuare una ricerca o una selezione. Insomma…quando si dice tutto in famiglia. E ad Arzano, fortemente sponsorizzata dall’ala socialista che in queste momento detiene la maggioranza in comune, di certo non li hanno fatti sentire fuori posto. E la cosa pare non abbia nemmeno scalfito più di tanto la sindaca Fiorella Esposito dal suo “palazzo di cristallo”. La Di Napoli non è nuova allo scatenare polemiche. Infatti, l’attuale vice presidente di Campania Libera Casillo, aveva già avuto a che fare con i malumori di mezza Casoria allorquando la cognata, nel 2016, è risultata tra le prime in graduatoria in un concorso bandito proprio dal comune di Casoria e dovette almeno per placare gli animi, scrivere al comune e sospendere la sua immissione in organico. E chissà ora il sindaco Pasquale Fuccio attaccato proprio dai fedelissimi di Casilllo su trasparenza e legalità, cosa ne pensano del loro alter-ergo politico. Alter-ego, l’ex Senatore Casillo che da poco è stato anche raggiunto da un avviso di conclusione delle indagini per il bilancio “dopato”nel 2013 lui ed altri 24 amministratori, e per la nomina a capo della SMA Campania finita nella bufera dopo gli scandali di presunte tangenti del suo fedelissimo Giuseppe Esposito, amministratore sciolto per camorra nel 2005 quando ricopriva la carica di assessore al comune di Casoria. Insomma, ad Arzano sta succedendo di tutto e di più.
Sarno: danneggia auto in sosta e scappa
La peggior cosa per un automobilista? ritrovare la propria auto parcheggiata rigata o ammaccata. E’ successo questa mattina in via Sarno – Palma, traversa Campo Sportivo. La strada dovrebbe essere chiusa al traffico veicolare durante l’orario d’ingresso e uscita alla scuola primaria di Borgo. Delimitata da transenne, presiediata da agenti della polizia municipale o da altre figure ad esempio il “nonno civico”, volontari di associazioni, ciò purtroppo non accade. Il conducente di un auto incurante della segnaletica indicante il divieto in vigore per tutti i giorni scolastici, da lunedì a venerdì, ha imboccato la traversa, percorrendola ha urtato diverse auto provocando danni senza fermarsi. Alcuni testimoni oculari avrebbero assistito al sinistro, si spera che abbiano avuto la prontezza di annotarsi il numero di targa del colpevole. L’episodio mette ancora una volta in evidenzia l’assenza di provvedimenti obbligatori che garantiscano la sicurezza nell’accesso agli alunni
e gestiscano il traffico veicolare nelle aree scolastiche Ad oggi questo succede mediamente a giorni alterni, in altri i vigili sono assenti per intere settimane.
Omicidio Vassallo, la Procura riapre l’inchiesta: si punta sullo spaccio
Salerno. Bastava un solo indizio per aprire un nuovo fascicolo e continuare ad indagare. Ed ora quell’indizio c’è e c’è anche il nuovo fascicolo. L’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, è un caso ancora aperto. Questa eventualità era nell’aria già all’indomani del decreto di archiviazione del primo fascicolo processuale firmato dal Gip Emiliana Ascoli, due mesi fa, con l’archiviazione della posizione dell’unico indagato noto per l’omicidio, Bruno Humberto Damiani. La necessità di ‘archiviare’ formalmente l’indagine era nata per l’impossibilità di ottenere ulteriori proroghe per il delitto avvenuto 8 anni fa. Qualsiasi atto successivo fatto dagli inquirenti sarebbe stato inutilizzabile ai fini di un’eventuale prova. E, dunque, il momentaneo segno di resa. Ma sul delitto Vassallo la Procura di Salerno si gioca una partita importante, in termini di giustizia e credibilità.
La pista sulla quale si basa il nuovo fascicolo è quella legata allo spaccio di stupefacenti. Un movente più volte emerso nel corso della prima indagine e al centro delle accuse anche nei confronti del ‘brasiliano’ Damiani. La Procura e in particolare il pm Rosa Volpe che anche dopo il suo trasferimento a Napoli non ha mai abbandonato l’indagine hanno selezionato alcuni elementi che ritengono importanti, non ultime le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia sia della camorra che della ‘ndrangheta calabrese, oltre ad elementi emersi nel corso della mastodontica indagine seguita dal Ros di Salerno e che sembrano di minore importanza. Sono proprio questi elementi che costituiscono la struttura del nuovo fascicolo. E ancora una volta la pista è quella legata allo spaccio di stupefacenti a Pollica e nella frazione di Acciaroli. Una pista che non è essenzialmente basata sulla responsabilità del delitto legata alla criminalità organizzata e a clan che pure hanno interessi nell’area del Cilento. Nel primo fascicolo d’inchiesta sono sempre stati tenuti ‘segreti’ altri nomi di possibili sospettati, tre in particolare, sui quali si concentrano ora le attenzioni della Procura antimafia di Salerno. L’apertura del nuovo fascicolo è tecnicamente indispensabile per non chiudere negli armadi il caso di Angelo Vassallo. Lo avevano chiesto a gran voce i familiari, organizzando una petizione da inviare al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ma anche istituzioni e politici. E l’apertura del nuovo fascicolo d’inchiesta era l’unica soluzione possibile per evitare che sulla morte del sindaco di Pollica cadesse il silenzio della giustizia. Gli elementi ripescati, ripercorrono – sostanzialmente – quelli già noti agli inquirenti, anche se l’attenzione è focalizzata ora in un’unica direzione. Accantonato il movente passionale, quello legato all’imprenditoria spregiudicata che avrebbe voluto mettere le mani sulla perla del Cilento, ma anche quello di dissidi sorti in ambito locali, si punta sullo spaccio di sostanze stupefacenti nel paese affollato nei periodi estivi da migliaia di turisti.
Per dare una definitiva risposta sui responsabili dell’omicidio avvenuto nel settembre del 2010 ci vorrà ancora del tempo. Si va per esclusione e si accantonano tutti quegli elementi che hanno escluso responsabilità dei sospettati e che hanno portato l’indagine in un vicolo cieco. Si studiano anche le modalità del delitto, eseguito da qualcuno che non può essere definito un killer esperto. Anche l’impossibilità, ormai a 8 anni di distanza di recuperare l’arma del delitto, pesa molto sull’inchiesta. Si riparte, insomma, da alcuni elementi di base, ma il tempo della verità non è vicino. (r. f.)
Napoli, spari contro il chiosco di un fioraio ai Quartieri e da stasera parte il nuovo piano sicurezza
Napoli. La stesa ma senza spari di Piazza di Trieste e Trento, un nuovo attentato la notte scorsa da parte dei signori del racket in vico Sergente Maggiore ai Quartieri Spagnoli contro il chiosco di un fioraio rappresentano solo l’ultimo atto delle tensioni tra i clan della camorra del centro di Napoli. Il titolare de “la Bottega Fiorita” si è trovato il chiosco sforacchiato di proiettili. E’ una persona incensurata e alla polizia che lo ha interrogato ha riferito di non aver mai subito minacce ne richieste estorsione. Le indagini partono sulla base delle conoscenze degli ultimi movimenti criminali tra le famiglie camorristiche dei Quartieri Spagnoli. E così dopo gli spari nella movida del Lungomare di domenica scorsa parte il piano sicurezza. Da stasera e fino a domenica, squadre di polizia, carabinieri, Guardia di finanza, vigili e ausiliari della sosta controlleranno più numerosi le zone a rischio. Dalle 18 a notte fonda, ogni fine settimana, più agenti in strada e maggiori controlli nelle aree sensibili. Il piano concordato in Questura ieri, alla presenza anche del comandante della Polizia municipale Ciro Esposito, prevede maggiore presenza di agenti anche a piazza Trieste e Trento, teatro della stesa rivelata da un video, via Caracciolo, via Chiatamone , via Carducci, via San Pasquale a Chiaia, oltre alla zona dei baretti. Questo weekend sarà il banco di prova per rafforzare i presidi e calibrarli a seconda delle necessità che emergeranno. La riunione è stata aggiornata alla prossima settimana, con i risultati del primo fine settimana di controlli a tutto campo da verificare. La polizia municipale sarà impegnata anche nel controllo dei motoveicoli. Intanto l’Anm schiera 40 unità di personale complessive tra stasera e domani con 3 furgoni e 3 automobili. Possibile un presidio anche domenica. Gli ausiliari della sosta avranno il compito di controllare le auto parcheggiate arbitrariamente nelle strisce blu e multarle. Ma il loro lavoro non finisce qui: dovranno restare a presidiare le strade indicate nel piano, per non mollare la presa e indurre i parcheggiatori già multati a non tornare sul posto. Finora sul lungomare c’è stato un presidio di 18 agenti della municipale distribuiti in 3 turni con due agenti per volta in servizio dalle 8,30 alle 24 nell’area pedonale di via Partenope e da piazza Vittoria fino all’intersezione con via Santa Lucia.
Arrestati a Torino i responsabili del panico durante la finale di Champion League
Operazione della questura e della procura di Torino contro le persone sospettate di avere scatenato il panico in piazza San Carlo il 3 giugno 2017 durante la proiezione su maxi schermo della finale di Champions League. Si tratta di otto persone per le quali si sta procedendo all’arresto. Secondo quanto si apprende, e’ un gruppo che tento’ di mettere a segno delle rapine spruzzando dello spray urticante. A coordinare le indagini sono il procuratore Armando Spataro e i pm Antonio Rinaudo e Vincenzo Pacileo.
Un gruppo di giovani che avrebbe commesso altre rapine analoghe con lo spray urticante in grandi raduni pubblici. Sarebbero stati loro, secondo le indagini della polizia e della procura di Torino, a scatenare il panico in Piazza San Carlo la sera del 3 giugno 2017. Alcuni, in base a quanto si apprende, sarebbero di origine extracomunitaria. Il gruppo e’ stato individuato grazie alle intercettazioni telefoniche nel corso di un’altra indagine: stavano parlando di una collanina, rubata in piazza, del valore di diverse centinaia di euro.
Omicidio stradale della salernitana Ilaria Dilillo, dai test emerge che: ‘la mente di Diele è quella di un tossicodipendente cronico’
La struttura della mente di Domenico Diele è quella tipica di un tossicodipendente. E’ quanto sarebbe emerso dai test effettuati un mese fa sull’attore romano accusato dell’ omicidio stradale della salernitana Ilaria Dilillo. Non a caso per avere la certezza della sua dipendenza dalla droga si è deciso un breve slittamento dell’udienza, nell’ambito del processo a carico di Domenico Diele. Fissata in un primo momento per il 23 aprile, davanti al gup del Tribunale di Salerno Piero Indinnimeo, con rito abbreviato, l’udienza ha subito una proroga di quindici giorni che nasce dalla esigenza di visionare non solo i risultati degli esami tossicologici ma prendere in esame anche i protocolli. E, cioè, rendersi conto di come si sia arrivati a tali risultati.
Presso lo studio del professore Antonello Crisci, mercoledì sera si è tenuto un incontro tra i vari consulenti e i periti nominati dal gup Indinnimeo proprio per discutere il caso e da parte della difesa di Diele è arrivata la richiesta di conoscere anche i protocolli rispetto ai quali sono stati effettuati gli esami tossicologici.
Circostanza ritenuta essenziale da tutti i presenti alla riunione proprio per la delicatezza della vicenda: da qui la necessità di richiedere una proroga di quindici giorni in modo da consentire il deposito dei tabulati dei calcoli ed inserirli in perizia. Intanto i test mentali già effettuati avrebbero accertato come l’imputato abbia la mente di un tossicodipendente cronico. Era stato proprio il giudice Piero Indinnimeo (in seguito alla requisitoria del pm) ad incaricare il professore di medicina legale presso l’Università di Salerno, Antonello Crisci (esperto in psicopatologia forense e psicologia clinica) ed il perito tossicologico Ciro Di Nunzio dell’Università di Catanzaro a stabilire in che misura l’assunzione di stupefacenti avesse condizionato la guida di Diele e fino a che punto l’imputato fosse lucido al momento dell’impatto. Insomma gli effetti provocati dalla droga sull’organismo di Diele tenendo conto che la Cassazione ha stabilito che gli effetti degli stupefacenti variano da soggetto a soggetto.
All’ingegnere Lima, sempre su richiesta del gup, spetta il compito di chiarire la velocità dell’auto di Diele e lo spazio di arresto e frenata rilevato in autostrada e, cioè, il livello di lucidità al momento dell’incidente. A febbraio scorso, il pm Elena Cosentino aveva chiesto per l’attore romano otto anni di reclusione, riconoscendogli solo lo sconto previsto dalla scelta del rito abbreviato: secondo la procura salernitana Domenico Diele, infatti, si è messo alla guida della sua Audi A3 in stato di alterazione psicofisica a causa dell’uso di stupefacenti. Quindi “negligenza, imprudenza, imperizia nonché inosservanza della normativa prevista dal codice della strada”. L’auto di Diele travolse e uccise la quarantottenne salernitana Ilaria Dilillo, in sella al suo scooter lungo la corsia nord dell’autostrada del Mediterraneo nei pressi dell’uscita autostradale di Montecorvino Pugliano.
Farà tappa a Napoli “Assofranchising Tour”
Napoli. Farà tappa a Napoli, il prossimo 17 aprile, “Assofranchising Tour”, evento promosso dall’Associazione Italiana del Franchising allo scopo di promuovere la rete delle affiliazioni commerciali.
Che il franchising sia una voce importante dell’economia nazionale lo dimostrano i dati sull’occupazione (quasi 200mila addetti) e il volume d’affari, prossimo ai 24 miliardi di Euro. In questa prospettiva la parte del leone la fa la Campania (e il CIS di Nola, in particolare), prima regione del Sud Italia per numero di punti vendita in franchising (3.350) e terza in assoluto – dopo Lombardia e Lazio – con il 10 per cento di tutte le aziende che oggi fanno franchising in Italia. Difatti, il giro d’affari prodotto nella nostra regione dal settore sfiora il miliardo e mezzo di Euro, con oltre tredicimila occupati.
«Assofranchising – spiega una nota dell’Associazione – rappresenta, difende e promuove gli interessi economici, sociali e professionali delle reti in franchising associate. Dal 1971, anno della sua nascita, Assofranchising si è contraddistinta per la fitta rete di relazioni con le istituzioni e gli altri enti o associazioni che hanno interessi coincidenti o vicini ai suoi. Attiva servizi e consulenza mirata, organizza eventi promozionali per i soci, di networking e di studio su temi d’interesse, offre accordi quadro e convenzioni sui molteplici aspetti e prodotti che interessano le aziende che fanno franchising e la relativa rete di punti vendita».
Organizzato nella prestigiosa cornice dell’Hotel Royal Continental di via Partenope (sala Vesuvio), dalle 14 alle 18, di martedì 17 aprile, “Assofranchising Tour” sarà l’occasione giusta per conoscere i benefici derivanti dall’affiliazione ad un brand di successo, che – cosa da non sottovalutare – prevedono finanziamenti per l’apertura di un punto vendita in franchising, come ad esempio il bando “Resto al Sud” o il “Bonus Sud”, ma anche i vantaggi della locazione operativa ed i finanziamenti bancari. A illustrare tutto ciò saranno Emanuele Basile di Assofranchising, Filippo Calda dello Studio De Simone&Partners, Roberto Amodeo dello Studio Amodeo, Cristiana Ferrara di Tempi Moderni e Andrea Maria Meschia di “3io”.
Per partecipare all’evento (totalmente gratuito) è obbligatoria l’iscrizione, tramite e-mail all’indirizzo assofranchising@assofranchising.it, o consultando direttamente il sito dell’associazione www.assofranchising.it.
Napoletani scomparsi in Messico: altri due arresti, ma non si sa chi sono
“Il segretario del Governo di Jalisco, in Messico, Roberto Lopez Lara, ha dichiarato in una conferenza stampa l’altro ieri che ci sono due mandati di arresto sul caso dei tre italiani scomparsi: sono due settimane che dice la stessa cosa però non fa mai i nomi. Vorrei che l’Italia richiedesse almeno di sapere di chi si tratta”. Sfoga così la sua rabbia e la sua preoccupazione Francesco Russo, figlio di Raffaele Russo, fratello di Antonio e cugino di Vincenzo Cimmino, i tre italiani che dalla fine dello scorso mese di gennaio risultano scomparsi in Messico. Le famiglie Russo e Cimmino hanno più volte sottolineato di non avere fiducia nelle autorità messicane e chiesto un maggiore coinvolgimento italiano, anche nell’attività di indagine. Ma nonostante i vari solleciti e la visita e il confronto con gli investigatori messicani da parte del sottosegretario Vincenzo Amendola e del console italiano in Messico oramai da tre settimane non arrivano novità investigative. E l’annuncio dell’altro giorno sembra più un contentino per la stampa internazionale che da mesi ormai tiene i fari puntati su Jalisco. Le famiglie dei tre napoletani sono sempre pronte a partire per il Messico per seguire da vicino le indagini e lo sviluppo dell’inchiesta ma vorrebbero una maggiore attenzione da parte del governo italiano che non arriva. Nel frattempo hanno anche messo a disposizione due milioni di pesos , pari a circa 90 mila euro italiani, come ricompensa per chi fornisce notizie utili alle indagini. Dopo i primi giorni sembrava che qualcosa di fosse mosso. Poi nel frattempo sono arrivate solo telefonate di sciacalli che volevano speculare sulla vicenda. Ora l’annuncio di altri due fantomatici arresti. Il giallo e il mistero continua.
Barista insospettabile nascondeva 5 chili di droga e una pistola: arrestato
Pagani. Un insospettabile aveva nel suo garage un grosso quantitativo di droga e una pistola pronta all’uso. A ritrovare il tutto è stata la “mascotte” dell’unità cinofila utilizzata dalla polizia di stato di Nocera Inferiore durante una perquisizione nella zona adiacente allo stadio Marcello Torre di Pagani. Ad essere arrestato un incensurato 1983 proprietario del garage dove è stato trovato più di cinque chili di hashish e trenta grammi di cocaina purissima. Nessun problema con la giustizia per il barista 35enne che è stato trasferito in carcere. La droga era conservata in una busta termica da mare per eludere il controllo dei cinofili senza successo. Il blitz degli uomini alla guida del dirigente Amato è scattato ieri mattina dopo una serie di accertamenti avvenuti nelle ultime settimana. Gli investigatori ipotizzano si tratti solo di un prestanome legato a terze persone, intanto il 35enne è al carcere di Fuorni e lì dovrà chiarire la sua posizione.
Nuova scossa di terremoto nella notte in provincia di Macerata
Una nuova scossa di terremoto nelle Marche. Infatti la notte scorsa una scossa di magnitudo 3.4 e’ stata registrata, poco prima della mezzanotte, alle 23.59, dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ad un chilometro a nord ovest di Pieve Torina, in provincia di Macerata. L’epicentro è stato localizzato ad una profondità di 8 chilometri. Nella stessa zona si sono susseguite altre tre scosse di minore intensità tra le 02.29 e le 05.10. E’ stesso territorio interessato da giorni dello sciame sismico della scorsa settimana che aveva causato danni in tutta la zona e aveva gettato nel panico e nella paura la popolazione. Il sisma della notte scorsa è stato avvertito anche dagli abitanti.
Con la scusa dei santini entra in casa di una 80enne e le ruba la pensione
Un giovane ladro di origini napoletane, ieri in trasferta nel piccolo centro abitato di Grotte di Castro in provincia di Viterbo, si è intrufolato a casa di una anziana 80 enne del luogo, con la scusa di perorare una buona causa e chiedendo un contributo per statuine religiose e santini, appena l’ anziana si è distratta, il ladro le ha rubato 300 euro, e immediatamente dopo si è dileguato. Le investigazioni dei carabinieri della stazione locale, hanno consentito di identificarlo in un giovane di Secondigliano di Napoli. Immediatamente sono stati allertati i carabinieri competenti per territorio della stazione locale di Napoli e, questa mattina si sono presentati presso la sua abitazione, e alla vista dei carabinieri non gli è rimasto altro che confessare, e preso dal rimorso ha addirittura provveduto a fare un bonifico alla anziana donna per restituirgli i soldi rubati. Ovviamente verrà comunque denunciato per furto dai carabinieri e risponderà all’autorità giudiziaria di Viterbo.
Scafati, Aliberti resta ai domiciliari ma senza braccialetto
Resta agli arresti domiciliari a Roccaraso insieme con i genitori, l’ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti. La Cassazione infatti ha respinto il ricorso della Dda di Salerno della richiesta del provvedimento cautelare ma con il braccialetto elettronico per controllare i suoi spostamenti. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Aliberti in caso di accoglimento rischiava di tornare di nuovo in carcere in attesa dell’arrivo del dispositivo elettronico. L’ex primo cittadino era stato arrestato il 24 gennaio scorso per voto di scambio politico mafioso per i suoi legami con gli esponenti del clan Loreto -Ridosso di Scafati. Era stato scarcerato il 17 febbraio. Due giorni fa è comparso davanti al gup Emiliana Ascoli del Tribunale di Salerno per l’udienza preliminare insieme con la moglie Monica Paolino, il fratello Nello Aliberti, e poi il collaboratore di giustizia, Alfonso Loreto; l’ex vicepresidente dell’Acse, Ciro Petrucci; i cugini Gennaro, Andrea e Luigi Ridosso; l’ex consigliere comunale Roberto Barchiesi; l’ex staffista Giovanni Cozzolino; il ragioniere capo del Comune Giacomo Cacchione; l’ingegnere dell’ente, Nicola Fienga; Giuseppina Ametrano, legale rappresentante de l’Eternità, Alfonso e Catello Cesarano, amministratori della ditta Cesarano Nicola Pompe funebri, all’epoca dei fatti.. Il pm Vincenzo Montemurro della Dda di Salerno che rappresenta l’accusa ha chiesto di effettuare l’incidente probatorio per sei testimoni ritenuti chiave nell’ambito del processo. Si tratta diDiego Chirico (ex assessore), Pasquale Coppola (ex presidente del consiglio comunale, Filippo Sansone (ex amministratore delegato della Copmes), gli imprenditori Fabio e Aniello Longobardi, e la giornalista Valeria Cozzolino dovrebbero – secondo la procura – cristallizzare le loro accuse nella fase preliminare. Il gup si è riservato la decisione rinvio l’udienza al prossimo 26 aprile.
Camorra, il pentito: ‘Il superboss Zagaria si incontrava con Luigi Cesaro’
E’ stato la persona che ha coperto la latitanza del boss dei Casalesi, Michele Zagaria, tra il maggio del 2005 e il luglio del 2008 all’interno di una villa bunker in via Colombo a Casapesenna. Generoso Restina ha poi iniziato a collaborare con la giustizia il 6 novembre del 2014, pur non essendo organico ai gruppi criminali. Un insospettabile e proprio per questo scelto per gestire la latitanza di pericolosi criminali. Ed e’ stato lui a raccontare ai pm della Dda di Napoli degli incontri che aveva il boss, arrestato poi nel 2011, con i politici del Casertano tra i quali e’ citato Luigi Cesaro, deputato di Forza Italia e all’epoca dei fatti presidente della provincia di Napoli, oltre che Fortunato Zagaria, ex primo cittadino di Casapesenna e Domenico Ciaramella, ex sindaco di Aversa. A questi verbali fa riferimento una sintesi del gip Federica Colucci che ha firmato l’ordinanza eseguita dalla Dia di Napoli contro i fratelli Nicola e Giuseppe Inquiento, contenuta proprio in quel documento. Il gip parla del ruolo di Restina all’interno del clan perche’ e’ uno degli accusatori degli Inquieto ed e’ ritenuto credibile. Restina, nel corso dei suoi interrogatori, ha accennato al rapporti dei tre politici con i boss del clan dei Casalesi nella gestione delle tangenti per gli appalti milionari nell’area della provincia di Caserta e di Napoli dei quali fino ad ora non si aveva notizia. “Si tratta di indicazioni connotate dall’elemento dell’assoluta novita’, quelle rese da Restina, in quanto e’ stata la persona piu’ vicina a Michele Zagaria negli anni di maggiore espansione economico-imprenditoriale del clan, agevolate dai rapporti con i politici locali e imprenditori”, scrive il gip. Se saranno tutte riscontrate le dichiarazioni di Restina, sostiene il magistrato, saranno in grado di “lumeggiare in ordine ai recentissimi rapporti politico-criminale-affaristici in seno al clan insistente sui comune dell’agro-aversano”.
Europa League: Lazio rimontata ed eliminata
Non è bastato alla squadra di Inzaghi il successo casalingo per 4-2 dell’andata. Lazio in vantaggio al 55′: assist perfetto di Luis Alberto per l’inserimento di Immobile che con un tiro a giro insacca. Al 57′ pareggio immediato dei padroni di casa, Luiz Felipe devia in rete il tiro innocuo dal limite di Sabbur. Al 73′ vantaggio Salisburgo, Haidara calcia da distanza siderale e batte l’incolpevole Strakosha. 3-1: al 75′ lancio in profondità’ per l’inserimento perfetto di Hwang che calcia e insacca all’angolino. Infine il 4-1 al 76′: Lainer stacca sul secondo palo e di testa batte.
Camorra, torna libero il boss Ciro Rinaldi: non è lui il mandante del duplice omicidio Cepparulo-Colonna
Torna libero dopo due settimane il boss Ciro Rinaldi detto my way: il Tribunale del Riesame, dodicesima sezione in serata ha scarcerato il boss del rione Villa di San Giovanni a Teduccio. I suoi avvocati difensori, Raffaele Chiummariello e Salvatore Impradice hanno convinto i giudici sulla mancanza dei gravi indizi di colpevolezza a carico di Rinaldi quale mandante del duplice omicidio di Raffaele Ultimo Cepparulo e dell’innocente Ciro Colonna uccisi il 7 giugno del 2016 in un circolo ricreativo al lotto 0 di Ponticelli. Rinaldi era stato arrestato due settimane fa insieme con i due presunti killer Michele Minichini (per Cepparulo) e Antonio Riviecco detto cocò (per Ciro Colonna). Con loro erano finite in carcere anche Anna De Luca Bossa, matrigna di Minichini, Luisa De Stefano, moglie del boss Schisa, la sua nipote Vincenza Maione, Giulio Ceglie e Cira Cepollaro, madre di Minichini ed ex compagna del boss detenuto Ciro Minichini. La donna ieri era stata scarcerata dal Riesame. Ma con la scarcerazione di Rinaldi cade gran parte del castello accusatorio contenuto nelle 100 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip Alessandra Ferrigno.
Donna muore dopo liposuzione, il compagno: ‘Nove mesi di agonia’
Sono stati nove mesi “di agonia” quelli che ha vissuto, stando alla denuncia del suo compagno, Ana Maria Cracium, romena di 36 anni che lo scorso luglio si e’ sottoposta ad una liposuzione in un “centro di chirurgia plastica ed estetica” in pieno centro a Milano e poi e’ morta ieri in un hospice nel Bresciano, dopo una serie di operazioni, anche a Bucarest, a causa di una “infezione devastante” seguita a quell’intervento estetico. La Procura milanese ha inviato il Nas dei carabinieri a perquisire lo studio-appartamento di un 32enne, che sul suo sito si definisce “medico chirurgo” (ma sono in corso verifiche) e che ora e’ indagato per omicidio colposo. Quando i militari oggi sono entrati nello studio il medico stava proprio effettuando una liposuzione e c’erano altri clienti in attesa. Sul web si descrive come “autorevole esperto in campo di rigenerazione dei tessuti con cellule staminali da tessuto adiposo” e spiega che “esercita presso la struttura SHB Clinic situata nel cuore di Lugano”, in Svizzera. Il 5 luglio 2017, la donna, che viveva in Romania, si e’ presentata in quello studio “su consiglio di un’amica”, come ha precisato il legale del compagno, l’avvocato Laura Gravina, per una liposuzione, ossia l’asportazione di parte del tessuto adiposo, ai fianchi, all’addome e alle gambe, ma appena dimessa, stando alla denuncia, si e’ sentita male con febbre e convulsioni. E’ rimasta alcuni giorni in una stanza d’albergo a Milano e poi col compagno e’ tornata in Romania dove sarebbe arrivata in condizioni gia’ gravi. E’ stata operata piu’ volte a Bucarest, sempre stando alla denuncia presentata circa un mese fa alla Procura bresciana e poi trasmessa a Milano, anche per una “fascite necrotizzante”. Poi, stando ancora all’esposto, su decisione del compagno, dato che le sue condizioni non miglioravano, e’ stata trasferita alla Fondazione Poliambulanza di Brescia, dopo vivono amici della coppia, e alcuni giorni fa “in condizioni ormai disperate” e’ stata ricoverata in un hospice di Orzinuovi, dove e’ morta ieri. La salma, su disposizione della magistratura, e’ stata portata agli Spedali civili di Brescia. “Aveva un’infezione devastante nelle parti basse del corpo”, ha chiarito l’avvocato Gravina. A breve, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dall’aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Luisa Baima Bollone, verra’ fissata l’autopsia per chiarire le cause della morte (tra i periti saranno nominati anche un chirurgo plastico e un infettivologo). Le indagini dovranno verificare, in particolare, anche se nell’operazione chirurgica siano state rispettate tutte le prescrizioni igienico sanitarie. Intanto, la Procura di Cagliari indaga sulla morte, avvenuta domenica scorsa, di un’anziana di 76 anni. Il sospetto dei parenti e’ che alla donna sia stato somministrato un farmaco a cui era allergica. Era ricoverata nella clinica San Salvatore e la denuncia dei familiari ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati per omicidio colposo di un medico. Atto di garanzia anche in vista dell’autopsia.
Nuovo Governo: il Cavaliere sfotte, Salvini s’incavola
Irritato. Così Matteo Salvini, al termine della conferenza stampa post-consultazioni al Quirinale. Al leader della Lega non è piaciuto lo “show” di Silvio Berlusconi davanti ai giornalisti. Lo ha infastidito il gesticolare e l’accompagnare con il labiale del Cavaliere mentre lui parlava. Non gli è piaciuta quella “spinta” giù dal palco, nè le dure parole che il leader leghista ha usato nei confronti dei 5 Stelle. Tanto che una mezz’ora dopo, il Carroccio ha fatto uscire una nota ufficiale su quanto accaduto: “I veti non ci piacciono a prescindere dalla provenienza. Non era condiviso e non lo sarà mai da parte nostra un no al dialogo con il Movimento 5 Stelle, seconda forza politica in Parlamento. Le parole finali di Berlusconi oggi al Colle non rispecchiano la posizione della Lega, né quella del centrodestra che oggi si è espresso in maniera unitaria e concordata”. Così il capogruppo della Lega al Senato Gianmarco Centinaio.
Napoli, ambulanze bloccate dalle auto in sosta: autisti aggrediti
Napoli. “Anche nella notte scorsa, come accade quasi sempre purtroppo, le ambulanze hanno avuto difficolta’ a raggiungere le case dei pazienti bisognosi di cure a causa delle auto parcheggiate in modo incivile”. A denunciarlo il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanita’, raccontando che “il primo caso s’e’ verificato in vico Rosario di Palazzo, nei Quartieri Spagnoli, dove medico e infermiere sono scesi a piedi per non perdere tempo visto che non si riusciva a capire di chi erano le auto che bloccavano il passaggio”. “Il secondo caso, invece, ha coinvolto l’equipaggio del 118 che doveva intervenire a Salita Miradois, nel quartiere Sanita’, dove uno dei proprietari delle auto parcheggiate in malo modo ha addirittura aggredito verbalmente medico e infermieri invitandoli a fare presto perche’ doveva rimettere la macchina allo stesso posto” ha aggiunto Borrelli sottolineando che “questa volta, anche grazie alla scelta di andare a piedi nelle case dove bisognava portare i soccorsi, tutto e’ andato per il meglio, ma cosa sarebbe successo se ci fosse stata una persona che avrebbe dovuto essere trasportata urgentemente in ospedale?”.
Castellammare: Manuel è stato ritrovato
E’ stato rintracciato dalla polizia l’uomo scomparso da Castellammare di Stabia martedì 10 Aprile. La famiglia ha dato la notizia diramando un messaggio su facebook. Manuel Spagnuolo si trova a Napoli nei pressi di Piazza Garibaldi. Il fratello lo stà raggiungendo per riportarlo a casa. Dopo oltre 48 ore dall’allontanamento, il caso si è risolto positivamente. In tanti si erano mobilitati per la scomparsa del 39 enne che stà attraversando un periodo critico legato alla mancanza di lavoro. Il caso è stato ripreso anche dal programma televisivo Chi l’ha visto andato in onda ieri sera. Mobilitato in molti sui social network diffondendo la foto di Manuel dopo l’appello lanciato dalla famiglia la quale ringrazia sentitamente tutti coloro che hanno contribuito anche solo con parole di conforto a vivere la situazione in maniera più unita.
Serie D, il recupero del girone H: Picerno-Turris 3-1
Vantaggio della squadra di casa con capitan Esposito: altra sua perla al 30′ quando conclude con un rasoterra. Raddoppio di Agresta al 42′, bravo di testa su assist di Esposito dalla sinistra, servito da Claps. Poi nella ripresa il gol del neo entrato U. Improta, al 24′, e nel recupero il tris firmato da Romano su assist di Langone Soumahoro.
PICERNO (4-2-3-1): Ioime, Cosentino, Giordano, Imbriola, Lolaico (47′ st La Gioia), Crucitti, Agresta (34′ st R. Esposito), Matinata (48’ st Sgovio), Claps (29′ st Langone Soumahoro), Romano, E. Esposito. A disp. Romaniello, Sinisgalli, Salcino, Palladino, Barbaro. All. Arleo
TURRIS (4-3-3): D’Inverno, Esempio (12′ st Ferrieri), Follera, Pontillo, Guastamacchia (35′ st Guarracino), Caso, Borriello (1′ st Valentino), Liberti (9′ st Gazzaneo), Liccardi (21′ st Improta U.), Improta G., Piacente. A disp. Testa, Brogna, Migliaccio, Roghi. All. Carannante
ARBITRO: Catanoso di Reggio Calabria (Pedone-Sciammarella)
RETI: 30′ pt E. Esposito (P), 42′ pt Agresta (P), 24’ st Improta U. (T), 49’ st Romano
NOTE: Spettatori 400 circa di cui 50 ospiti. Espulso al 43′ del st Caso (T) per condotta antisportiva. Ammoniti: E. Esposito, Ioime, Langone S. (P), Liccardi, Esempio, Pontillo, Improta U. (T): Angoli: 7-6. Rec. 2’ pt, 6′ +1’ st.



