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Libia: morto Haftar, preoccupazione per il futuro

Il generale libico, Khalifa Haftar, comandante delle forze armate che fanno capo al Parlamento di Tobruk, sarebbe morto. Lo ha riferito sul proprio account Twitter il sito d’informazione `Libya Observer´, spiegando che la notizia sarebbe stata confermata da «fonti diplomatiche».
Erano giorni che si inseguiva la notizia di un suo malore. Informazione prima smentita poi confermata: il comandante delle forze armate fedeli al Parlamento di Tobruk si trovava ricoverato all’ospedale Val de Grace di Parigi dallo scorso 5 aprile a causa di una emorragia celebrale causata da un ictus.

Assolto il giudice Marino: rivelò che un avvocato era sotto inchiesta

La vicenda, lunga, finalmente è arrivata a conclusione. Il giudice Raffaele Marino, ex pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ora in servizio al Tribunale di Salerno, è stato assolto dall’accusa di rivelazione di segreto di ufficio, assolto con formula piena: il fatto non sussiste. L’imputazione si riferiva al fatto che Marino, da procuratore aggiunto a Torre Annunziata, aveva riferito a Carmine Confuorto, un sottufficiale dei carabinieri, investigatore presso la Dda, che un avvocato era sotto inchiesta, Catello Di Capua, legale dei Casalesi. In primo grado, Marino era stato condannato a 5 mesi.

Controlli nell’Agro, la polizia sequestra droga e armi in un garage di Pagani

Pagani. Controlli antidroga: sequestrati 5 chili di hashish in un garage di Pagani. Arrestato il 30enne che custodiva la droga e una pistola clandestina. Gli agenti del Commissariato di Nocera Inferiore sono stati impegnati in servizi straordinari di controllo del territorio, disposti dal Questore di Salerno e volti ad arginare il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti e contrastare l’illegalità diffusa. Ieri nel corso di una perquisizione in un garage di Pagani, nella zona retrostante lo stadio “Marcello Torre”, sono stati rinvenuti oltre 5 chilogrammi di hashish, 30 grammi di cocaina purissima, un bilancino di precisione, un’arma clandestina con matricola abrasa, il colpo in canna e il caricatore pieno e una busta piena di proiettili. La droga sequestrata qualora immessa sul mercato avrebbe potuto fruttare oltre 30 euro. L’uomo che nascondeva l’arma e lo stupefacente nel proprio garage, un incensurato di circa 30 anni residente a Pagani, è stato arrestato in attesa dell’udienza di convalida. Dovrà rispondere del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e del possesso di arma clandestina e di relativo munizionamento senza licenza.
Sempre ieri pomeriggio, un’ulteriore perquisizione è stata effettuata in uno stabile di Nocera Inferiore, nella zona di via San Pietro. Il controllo degli agenti ha permesso di scoprire la realizzazione di due allacciamenti abusivi alla rete idrica e di un manufatto edilizio abusivo in violazione della legge. In particolare durante il controllo è stato accertato che il committente dei lavori ed usufruttuario dell’immobile, un pluripregiudicato, in concorso con la moglie, aveva realizzato un corpo di fabbrica totalmente abusivo adiacente ad un preesistente fabbricato. Inoltre erano stati realizzati due allacci abusivi alla rete idrica, uno per l’appartamento in questione e un altro a servizio di un secondo locale dove risiede un pregiudicato. La casa è stato sequestrata e i tecnici della società di erogazione dell’acqua hanno ripristinato il corretto flusso attraverso i contatori precedentemente manomessi. Le tre persone, tutte pregiudicate, sono state denunciate per furto aggravato di acqua e costruzione edilizia in violazione di legge.
Stamane, invece, è stata fermata un’autovettura con targa polacca con a bordo un uomo e due donne di nazionalità rumena che hanno dimostrato segni di insofferenza al controllo di polizia. Una successiva verifica ha permesso di rilevare che i soggetti, di fatto residenti nella provincia di Napoli, con molteplici alias, vantavano numerosissimi precedenti di polizia per furti in abitazione. Per i tre, che, dopo il foto-segnalamento quali persone sospette, sono stati allontanati, è stato avviato il procedimento per l’adozione del foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno nel comune di Nocera Inferiore.
Nel pomeriggio di oggi è stato effettuato un controllo ad un individuo sottoposto agli arresti domiciliari in Nocera Inferiore. L’uomo, un quarantenne pluripregiudicato per reati connessi agli stupefacenti, è stato sorpreso a parlare con un altro pregiudicato attraverso le sbarre del cancello della propria abitazione. Una successiva ispezione al fabbricato ha permesso di scoprire un allacciamento abusivo alla rete elettrica, realizzato attraverso un “bypass” a monte del contatore. Una squadra dell’Enel intervenuta sul posto ha ripristinato la situazione ristabilendo il corretto flusso dell’energia. Il soggetto sarà denunciato per furto di energia elettrica e per la violazione delle prescrizioni impostegli dal regime di detenzione domiciliare. 
Le operazioni sono state condotte con l’ausilio di unità cinofila antidroga del reparto Cinofili di Napoli ed equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Campania”. Nel corso dei servizi di controllo del territorio, sono state 28 le persone identificate, 14 i veicoli controllati su strada e 404 i veicoli controllati con il sistema “Mercurio”(controllo telematico delle targhe), 5 le perquisizioni domiciliari effettuate ed 1 contravvenzione al Codice della Strada elevate. 1 esercizio pubblico è stato sottoposto a controllo amministrativo e sono state rilevate irregolarità in merito al possesso dei requisiti da parte del gestore che verranno segnalate al competente ufficio comunale per la revoca della licenza di vendita di bevande alcooliche. Sono inoltre state controllate 5 persone sottoposte agli arresti domiciliari.

Due agguati a Napoli: feriti il cognato del ‘Pirata’ e un pregiudicato della Sanità

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Spari in strada e due probabili agguati a distanza ravvicinata. Napoli vive ancora una volta un pomeriggio violento. Nel quartiere san Giovanni a Teduccio in due, secondo una prima ricostruzione, hanno fatto fuoco contro Giovanni Salomone, cognato del boss Salvatore D’Amico, di via Villa a San Giovanni, ritenuto vicino al potente clan Mazzarella. Sono stati infatti trovati sette bossoli in corso Protopisani, li’ dove e’ stato ferito il pluripregiudicato 50enne Giovanni Salomone. Un conflitto a fuoco al quale sarebbe riconducibile la segnalazione della sparatoria verificatasi nel rione Villa e pervenuta alla Polizia. In seguito a rilievi e accertamenti degli agenti, infatti, nel rione Villa non e’ stato trovato nulla che accerti il conflitto a fuoco. Poco dopo c’e’ stata un raid proprio a San Giovanni, dove gia’ questa notte erano stati esplosi cinque colpi verso la casa del boss Ciro Rinaldi scarcerato poche ore prima. Infine in via Porta San Gennaro, un 30enne, Giovanni Novaca, gia’ noto alle forze dell’ordine, e’ rimasto ferito da un colpo di pistola ed e’ stato trasportato all’ospedale Pellegrini. Indagini della polizia e dei carabinieri.  Novaca ferito alle gambe, non e’ in pericolo di vita. In ospedale e’ arrivato accompagnato in sella a uno scooter. Sul luogo degli spari sono stati rinvenuti alcuni bossoli che sono stati acquisiti dai carabinieri.

Incentivi e condizioni di lavoro, i dipendenti comunali di Scafati ‘diffidano’ la Commissione straordinaria

Scafati. Pagamento del fondo incentivante: i dipendenti del Comune di Scafati diffidano la Commissione straordinaria a pagare il fondo incentivante per gli anni 2016 e 2017. Dopo la diffida, la Prefettura convoca un tavolo di trattative. Una lettera decisa quella dei dipendenti, iscritti alla Cisl, scritta dall’avvocato dell’organizzazione sindacale Gaetano Galotto e indirizzata alla triade commissariale del comune. La richiesta di liquidare le spettanze ripartite attraverso il fondo salario accessorio è arrivata dopo numerosissime richieste di incontro con il responsabile del Personale, nominato dalla triade commissariale, dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione camorristica. Incontri tutti disattesi, per il momento, che hanno determinato la decisione di inviare una lettera formale per il pagamento delle spettanze del 2016 e 2017. L’accordo sindacale per il 2017 non è stato ancora sottoscritto, nonostante entro marzo dovevano essere liquidate le spettanze. Nei mesi scorsi i dipendenti avevano proclamato lo stato di agitazione con minaccia di sciopero e avevano chiesto alla prefettura un tavolo di trattative per il ‘raffreddamento del conflitto’, ma c’è voluta la diffida inoltrata nei giorni scorsi e lettere alla commissione straordinaria e al ministero dell’Interno, per ottenere una convocazione che è giunta ieri per il 18 aprile prossimo. In quell’occasione al tavolo siederanno le organizzazioni sindacali, un rappresentante della Commissione e uno della Prefettura. “Se la trattativa non dovesse andare a buon fine – dice il rappresentante sindacale della Cisl dei dipendenti comunali scafatesi, Giovanni Santonicola – questo non fermerà l’azione della Cisl. In caso contrario siamo ben lieti di strappare la diffida. La questione non riguarda esclusivamente la questione fondo incentivante, ma è ben più complessa. Chiediamo da mesi di creare un’organizzazione della macchina amministrativa capace di affrontare le problematiche della cittadinanza con risposte chiare ed efficaci atteso che su un organico di minimo 340 dipendenti noi siamo solo 160”. La questione dell’organico, secondo i dipendenti, ricade immancabilmente oltre che sui cittadini che attendono risposte anche sui dipendenti, costretti a lavorare oltre il proprio turno di lavoro per adempiere alle incombenze. “Proprio su questa questione – continua Santonicola – abbiamo chiesto alla commissione un incontro monotematico, i problemi ricadono soprattutto sui dipendenti costretti a svolgere il proprio lavoro oltre l’orario di servizio senza autorizzazione dei dirigenti per adempiere al proprio compito. E’ inutile che i dirigenti minacciano i dipendenti che non rispondono in tempo alle loro richieste, se la carenza di organico incide in maniera determinante sulle condizioni di lavoro. I dipendenti non sono contenti della metodologia usata da questa commissione per il raggiungimento degli obiettivi, in questo modo lasceranno quando andranno via una macchina amministrativa incapace di supportare o di attuare i programmi che il nuovo sindaco vorrà dare alla città”.

Rosaria Federico

Inquinamento ambientale: sequestrate tre vasche di raccolta

Inquinamento ambientale, falsità ideologica, smaltimento illecito di rifiuti e traffico illecito di rifiuti. Sono i reati ipotizzati nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Potenza che stamani ha sequestrato tre vasche di raccolta delle acque di falda e della condotta di scarico dall’impianto nucleare Itrec di Rotondella (Matera). L’ordinanza “preventiva” serve ad evitare che continui lo scarico nel mare Jonio di acqua contaminata proveniente dal sito il cui smantellamento potrà proseguire.
In seguito al referendum sul nucleare, l’ex centro di ricerca Enea di Rotondella è stato avviato alla fase di decommissioning. Alla Sogin è stato affidato l’incarico dello smantellamento e del monitoraggio dell’area circostante.

Napoli: De Laurentiis, Sarri e il Milan dietro l’angolo

“Il rinnovo a Sarri l’ho gia’ proposto. Ci siamo incontrati a gennaio in Toscana e lui sa perfettamente come io la penso e che ha tutta la mia stima. Quindi quando vorra’ firmare, anche con eventuali modifiche da lui richieste noi siamo qua, io sono disponibile a negoziare h24”. Aurelio De Laurentiis butta la palla nel campo dell’avversario nella trattativa a distanza con Maurizio Sarri sul futuro della panchina del Napoli. Il presidente azzurro fa il punto della situazione a margine di un evento a Roma e parla chiaro: il rinnovo l’ha proposto al tecnico, ad una cifra di circa 3,5 milioni netti compresi bonus, ora tocca a Sarri fare la prossima mossa. Anche perche’ il tecnico toscano, ricorda De Laurentiis, ha un contratto per altri due anni, anche se con una clausola rescissoria da otto milioni, che il patron vorrebbe togliere nel rinnovo: “Sarri – spiega il produttore cinematografico – mi risulta che abbia un contratto fino al 2020. Lo puo’ rescindere, certo, ma prima parliamone, sediamoci uno di fronte all’altro, vediamo insieme cosa si deve fare e troviamo le soluzioni. Sono disponibile sempre. Gli ho gia’ proposto il rinnovo e sono pronto a discutere pure eventuali modifiche”. Testimonianza del fatto che e’ stato il tecnico a frenare la trattativa a meta’ stagione in attesa dell’evoluzione dei risultati sportivi. De Laurentiis vorrebbe tenersi l’allenatore e gli ha anche lanciato segnali forti come i lavori di allargamento del Centro tecnico di Castel Volturno con nuovi campi e una piscina per allenamenti e riabilitazione dei giocatori, ma e’ chiaro che se dovessero arirvare offerte di contratto da 5-6 milioni l’anno da club come Chelsea, Monaco o Galatasaray, il NAPOLI non le pareggerebbe e De Laurentiis si lancerebbe su un nome nuovo: “Sarri – ha rivendicato – l’ho voluto io a NAPOLI e mi sono preso pure gli improperi dei tifosi, ma sapevo bene quel che facevo. Ho sempre scelto io gli allenatori. Poi io sono fatalista, ma non un piano B o un piano C, io ho soltanto piani A”. Tutto in stallo, quindi, almeno fino allo scontro diretto della verita’ contro la Juventus del 22 aprile, e’ quello che sembra emergere dalle parole dello stesso patron: “Avete visto – dice – quanto fuma Sarri? Perche’ e’ concentrato, io non vado a disturbarlo mentre prepara la sfida al Milano, e poi tre giorni dopo l’Udinese e poi La Juventus. Il problema e’ importantissimo ma e’ secondario rispetto alle partite”. E proprio alla partita di San Siro pensa Sarri che prepara la sfida senza Mario Rui, qualificato: Hysaj si spostera’ a sinistra, mentre dalla panchina entrera’ Maggio a destra. Per il resto tutto invariato, con il rientro di Albiol e Jorginho dalla squalifica e la carta Arek Milik pronta a essere giocata.

Capri ‘isola svantaggiata’, dai vip un coro di no

Lo stilista Rocco Barocco ne fa una questione di marketing: “Associare Capri a una situazione di svantaggio? I turisti non capirebbero”. Mentre il caprese piu’ famoso del mondo, Peppino di Capri, non condivide la forma: “Il termine disagiato e’ sbagliato, ci danneggia”. Insomma, per un motivo o per un altro, ai vip dell’isola dei Faraglioni non va giu’ la proposta di iniziativa popolare per la modifica dell’articolo 119 della Costituzione perche’ sia riconosciuto a Capri lo svantaggio derivante dal suo essere isola. Eppure, dopo il clamore mediatico dei giorni scorsi, uno dei promotori della raccolta di firme, il sindaco di Anacapri Franco Cerrotta, prova a chiarire i veri obiettivi dell’iniziativa popolare: “La richiesta avanzata dai sindaci delle isole minori non riguarda assolutamente l’aspetto relativo a benefici fiscali o vantaggi economici di cui lo Stato dovrebbe farsi carico – prova a sminuire – ma cosi’ come accade per le comunita’ montane e’ rivolta a ottenere uno status che andrebbe solo a beneficio dei servizi pubblici, della sanita’ e della territorialita'”. “Nostro obiettivo – spiega Cerrotta – e’ che un insegnante o un dipendente di uffici pubblici residente sull’isola possa avere priorita’ di assunzione evitando cosi’ il suo spostamento in terraferma ed evitando anche disagi a chi dalla terraferma deve spostarsi ogni giorno a Capri. La battaglia e’ per fare in modo che il numero dei dipendenti pubblici e del settore della sanita’ vada rapportato non a quello della popolazione residente, come avviene ora, ma al numero di persone che realmente sono presenti sull’isola che in alcuni periodi dell’anno toccano le 40mila unita’ al giorno. Con piu’ assunzioni, piu’ servizi e piu’ benefici per tutti”. Spiegazione che convince solo in parte Peppino di Capri: “Capri – spiega il popolare cantante – deve essere un’isola privilegiata, non disagiata. Il termine disagiato e’ sbagliato, danneggia l’immagine di fama nel mondo e non si addice alle bellezze che la natura ci ha regalato, anche se persistono alcune problematiche relative a sanita’, trasporti, scuola e sovraffollamento sulle quali bisogna intervenire da parte dei sindaci per eliminarle”. Secondo l’artista “l’isola deve restare quel paradiso che tutti ambiscono di visitare”. “Perche’ Capri – conclude – al di la’ della raccolta di firme, resta l’isola che fa incantare tutti con una parola, cosi’ come nei versi di Luna Caprese”.

Napoletani scomparsi in Messico, l’eurodeputato Cozzolino annuncia iniziative a livello europeo

 

Il caso dei tre italiani scomparsi in Messico approda al Parlamento europeo. Mercoledi’ 18 aprile l’europarlamentare dem Andrea Cozzolino terra’ una conferenza stampa per chiedere piena luce sulla vicenda di Raffaele Russo, Antonio Russo e Vincenzo Cimmino, scomparsi il 31 Gennaio di quest’anno. All’incontro parteciperanno Claudio Falleti, avvocato della famiglia e Francesco Russo, figlio e fratello degli scomparsi. L’eurodeputato napoletano aveva presentato un interrogazione al Parlamento Europeo insieme con Pina Picierno in cui chiedevano di attivare immediatamente la Rappresentanza Ue in Messico, per offrire assistenza tempestiva alle famiglie, informandole in maniera costante e puntuale sugli sviluppi e lavorare in stretta cooperazione con autorità messicane ed italiane, per supervisionare le indagini, evitando ulteriori interferenze o depistaggi dovute a organizzazioni criminali o autorità colluse, con l’obiettivo di assicurare alla giustizia i criminali e di riportare a casa i tre cittadini”.  Per Pina Picierno “la notizia dei tre cittadini italiani scomparsi in Messico è gravissima. Riportiamoli a casa e facciamo luce su questa ennesima notizia che riguarda gravissime violazioni dei diritti umani in Messico”. Per Cozzolino è “urgente chiedere quali misure siano state messe in campo, per loro e per tutti i cittadini europei in viaggio in quel Paese. Quali garanzie possano essere date ai cittadini europei che, presumibilmente ancora in numero maggiore rispetto ad oggi, si recheranno in Messico per affari dopo l’approvazione del nuovo accordo globale?”.

Regione Campania, Ciarambino: “Eccellenza aerospazio a rischio”

“Non solo il rischio di cessione a fornitori esterni delle attivita’ di progettazione, su cui avevamo gia’ chiesto chiarimenti a Leonardo, ma anche la possibilita’ di trasformare la joint venture ATR in una Spa che, in assenza di adeguate garanzie per gli stabilimenti meridionali, comportera’ inevitabilmente il rischio di depotenziare l’attivita’ produttiva della Divisione Aereostrutture, con gravi conseguenze occupazionali per i siti campani. Uno scenario catastrofico per le conseguenze sul piano sociale, ma anche perche’ da un lato si darebbe il via ad un’opera di smantellamento di un’eccellenza del comparto aerospaziale in Campania e nel resto del Sud, dall’altro si andrebbe a disperdere un patrimonio di competenze di professionisti del nostro territorio che sono essi stessi un’eccellenza”. E’ quanto sostiene il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino, che sulla questione ha inviato una seconda lettera indirizzata al management di Leonardo spa, al ministero dello Sviluppo economico, oltre che al governatore della Campania e all’assessore regionale alle Attivita’ produttive. “Esprimiamo grande preoccupazione circa la mancata assunzione di responsabilita’ da parte del management della Divisione Aerostrutture. Se i risultati ad oggi non sono quelli sperati, andrebbero analizzate tutte le responsabilita’ e intrapresi i dovuti correttivi, visto che non c’e’ tempo da perdere. Allo stesso modo non trapelano notizie rassicuranti dal nuovo piano industriale – sottolinea Ciarambino – che doveva essere improntato al rilancio della Leonardo, ne’ si prevedono nuove commesse per la Divisione Aerostrutture e i siti campani, nonostante la qualita’ della produzione abbia ottenuto un prestigioso riconoscimento con il premio “Best Performer” ricevuto da Airbus”. “Come Movimento 5 Stelle abbiamo la massima attenzione su questo tema a tutti i livelli istituzionali e da anni portiamo avanti la nostra battaglia in Consiglio regionale per il rilancio di Leonardo e dell’intero comparto dell’aerospazio in Campania. In questi giorni – aggiunge – abbiamo pure depositato un’interrogazione a risposta scritta, con la quale chiediamo di conoscere gli esiti di ben tre mozioni del M5S approvate dall’aula, con le quali avevamo impegnato la Regione a porre in essere ogni iniziativa col Governo finalizzata all’apertura di un tavolo nazionale con Finmeccanica e Leonardo. Ci risulta che la Regione, dimostrando totale irresponsabilita’, ad oggi abbia fatto zero; eppure aveva ricevuto il mandato di supportare un piano per il lancio del nuovo Turbo Prop o comunque di nuovi programmi per gli stabilimenti campani, dove l’orizzonte produttivo e’ solo di un paio d’anni. E dopo? Noi non ce ne staremo a guardare”.

Napoli, fuoco continuo: ferito al braccio un parente del boss di san Giovanni a Teduccio

Un pluripregiudicato 50enne di Napoli e’ arrivato poco fa all’ospedale Loreto Mare con una ferita di arma da fuoco al braccio. Secondo una primissima ricostruzione della Polizia di Stato potrebbe avere legami di parentela con un capo clan della zona di San Giovanni. Un’area, quella di San Giovanni, dove poco fa e’ stata segnalata alla Questura – ci sono verifiche in corso – una sparatoria: conflitti a fuoco al rione Villa. E’ l’ennesimo sparatoria che si verifica nella zona dove lo scontro in atto tra il clan del boss Ciro Rinaldi detto my way scarcerato proprio ieri sera , e il clan Mazzarella.

Napoli: striscione 6×8 su palazzo San Giacomo, “No a debito ingiusto”

Continua la “guerra degli striscioni” sulle facciate dei palazzi istituzionali di Napoli. Uno striscione di 6 metri per 8 è stato posizionato tra il primo e il secondo piano di Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, con la scritta: “No al debito ingiusto, Napoli libera”. Lo slogan è anche il titolo della manifestazione in programma domani mattina alle ore 10 in piazza Municipio e promossa dall’Amministrazione comunale per protestare contro il debito legato ai commissariamenti risalenti al periodo post terremoto del 1980 e dell’emergenza rifiuti del decennio scorso. “Toglieremo questo striscione solo quando ci sarà tolto il debito ingiusto”, dichiara de Magistris. Sempre domani mattina alla stessa ora si terrà un presidio nella vicina piazza Trieste e Trento, promosso da diverse associazioni e al quale aderiscono Pd, Forza Italia e Lega che si contrappone alla manifestazione del sindaco Luigi de Magistris. Ieri, sulla facciata del palazzo del Consiglio comunale di Napoli in via Verdi, i consiglieri Pd Valeria Valente e Aniello Esposito hanno esposto uno striscione con la scritta: “Salviamo Napoli: de Magistris a casa!”, iniziativa dalla quale si sono dissociati gli altri tre componenti del gruppo Pd in Consiglio comunale Federico Arienzo (capogruppo), Alessia Quaglietta e Salvatore Madonna. Poche ore dopo anche alcuni consiglieri del gruppo Dema hanno esposto un altro striscione, con la scritta: “Lega Nord e Pd alleati per il fallimento di Napoli! Jatevenne”, richiamo allo slogan delle manifestazioni promosse dalla rete Stop Biocidio.

Tornano a Napoli decorazioni rubate 24 anni fa dal Tempio della Scorziata

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Torneranno alla loro collocazione originale, ma per ora sono in mostra a Castelnuovo. Dopo 24 anni due decorazioni marmoree policrome con rilievi di maestranze napoletane riconducibili al XVII – XVIII secolo sono state riconsegnate al Comune di Napoli. Nel 1994 furono trafugate dal Tempio della Scorziata. Sono state ritrovate dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Perugia. Erano finite sul mercato clandestino dei beni artistici ed erano state acquistate da un privato, che disponeva anche di altre opere d’arte trafugate. Attraverso la Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti sono state riconosciute proprio come le decorazioni rubate a Napoli. Questa mattina la riconsegna da parte dei carabinieri al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. “Torneranno nel Tempio ma saranno esposte prima – spiega de Magistris – grazie anche al soprintendente Luciano Grella stiamo facendo un lavoro importante per riconsegnare alla citta’ i suoi beni e diffondere la cultura della tutela da parte dei cittadini stesi. Non dobbiamo chiudere queste opere nel cassetto, al contrario dobbiamo aprire i cassetti e rendere i napoletani orgogliosi dei loro tesori”.

Turista canadese accusa malore e muore su Sentiero degli Dei a Positano

Un turista morto e un altro ricoverato a causa di un infarto. E’ l’epilogo di una passeggiata lungo il percorso del “Sentiero degli Dei”, strada con panorami mozzafiato che collega Positano ad Agerola in Costiera amalfitana. Un 57enne canadese, concluso il percorso del sentiero insieme con un gruppo di connazionali, e’ deceduto dopo aver avvertito un malore. Si e’ accasciato al suolo nei pressi della localita’ La Sponda, non lontano dalla fermata degli autobus. Sul posto, i sanitari del 118 di Positano i quali, nonostante i tentativi di rianimazione, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. E’, invece, ricoverato all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno l’altro turista, un brasiliano, che, al termine del “Sentiero degli Dei” e’ stato colto da infarto e trasportato, in eliambulanza, al nosocomio salernitano. Considerato dagli appassionati di natura e di trekking una meta irrinunciabile, il percorso panoramico che attraversa la colonna montuosa dei Lattari, negli ultimi anni, e’ stato spesso teatro di incidenti. Il 28 ottobre dello scorso anno, una turista americana di 63 anni perse la vita dopo una caduta. Il 18 agosto del 2015, un’altra donna di 63 anni originaria di Firenze cadde in dirupo; dopo circa 5 ore la recuperarono, ma mori’ dopo il ricovero in ospedale. Il 23 settembre del 2016, un turista straniero fu colto da infarto mentre attraversava il sentiero, tra Agerola e Nocelle. Il 25 aprile dell’anno scorso, una turista, cadendo sul selciato, riporto’ la frattura di una caviglia. Il 26 settembre del 2016, i vigili del fuoco, a bordo di un elicottero, intervennero sul sentiero dopo la richiesta di aiuto di una donna che aveva accusato un malore per un affaticamento. Qualche giorno prima, un turista cardiopatico fu soccorso, sempre dai caschi rossi, per un infarto.

Allarme terrorismo: bloccato un furgone sospetto

Un furgone proveniente dalla Francia è stato bloccato dalla Polizia al traforo del Monte Bianco. Secondo quanto si apprende, nei successivi controlli sarebbe stato trovato materiale che potrebbe essere dell’esplosivo.
L’autista del furgone, un soggetto dell’est Europa, sarebbe stato fermato e nei sui confronti sono in corso accertamenti.

L’indagine è condotta dalla squadra mobile di Milano e sarebbe legata ad vicenda di criminalità. Gli inquirenti al momento escluderebbero qualsiasi collegamento con il terrorismo.

 Il furgone – un Mercedes sprinter di colore bianco – è stato fermato all’alba di oggi mentre era in entrata sul territorio nazionale. L’operazione è stata condotta in collaborazione con la polizia di frontiera. Sono intervenuti anche gli artificieri, che hanno portato via diversi candelotti probabilmente di esplosivo che sarebbero stati nascosti in una portiera del mezzo.
Oltre all’autista – secondo quanto si è appreso – sul furgone viaggiavano altri passeggeri, anche loro originari dell’est europeo, che da alcune ore sono sotto interrogatorio da parte dell’autorità giudiziaria. Sul posto sono giunti il procuratore capo di Aosta, Paolo Fortuna, e il sostituto procuratore Luca Ceccanti. L’operazione nasce da un’indagine anti-droga della squadra mobile di Milano.

Castellammare, fango mescolato all’Acqua della Madonna. Il commissario prefettizio ordina la chiusura della Fonte

Castellammare. Fango mescolato all’Acqua della Madonna. Il commissario prefettizio ordina la chiusura della Fonte. «Premesso che a seguito di segnalazione telefonica del comando Vigili Urbani inerente a residui individuati all’atto dell’erogazione e del prelievo dell’ cqua proveniente dalla mescita pubblica della fonte ” Madonna”, all’apparenza definiti come ;’fango”. ordina il divieto di prelievo delle acque provenienti dalle fontane pubbliche della sorgente ;,Acqua della Madonna”, site in questa città aila via Duilio, nelle more della esecuzione dei lavori di manutenzione e delle successive analisi.»
Questo si legge nell’ordinanza a firma Anna Nigro, il commissario prefettizio di Castellammare di Stabia. In sintesi: Vietato riempire le bottiglie con l’acqua della Madonna. In molti avranno pensato che si trattava di ordinaria manutenzione, quando hanno visto la fonte di via Duilio transennata, ma invece è un evento straordinario. Infatti, come si legge appunto nell’ordinanza, dalle fontane fuoriesce anche il fango mescolato all’acqua. In effetti, quasi ogni anno l’amministrazione comunale pare sia costretta a vietare il prelievo dell’acqua. Anche quest’anno, l’amministrazione ha dovuto correre ai ripari ed interdire il prelievo. Dall’ufficio tecnico però non sono tanto ottimisti. Infatti l sospetto dei tecnici comunali è che ci sia stato uno smottamento sotterraneo che abbia causato la rottura della condotta dell’acqua della Madonna. Al momento non si tralascia nessuna ipotesi, l’unico punto fermo è l’interdizione alla fonte.

Ciro Serrapica

Crac della Cassa di risparmio di Ferrara, indagati anche due finanzieri napoletani

Ferrara. Crac Carife: ci sono anche due professionisti napoletani indagati per bancarotta fraudolenta nello scandalo della Cassa di Risparmio di Ferrara, inserito nel decreto Salvabanche del 2015 con Banca Marche, Etruria e Carichieti. La Procura di Ferrara ha chiesto un ultimo atto di proroga di indagini per i reati di bancarotta fraudolenta per dissipazione e per distrazione. Sono accusati gli ex amministratori di Carife che si sono succeduti dal 2007 al 2013 nella gestione della banca commissariata da Banca Italia per irregolarità e perdite del patrimonio. E anche tutti coloro che hanno avuto rapporti economici con Carife in questo periodo. Negli atti notificati in questi giorni, ai 25 indagati di cui si era già a conoscenza si sono aggiunti altri 9 nuovi indagati, mentre nelle migliaia di pagine depositate dalla Guardia di finanza di Ferrara alla procura sono state denunciate altrettante 99 persone e per le quali sono in corso verifiche, da qui la necessità di prolungare le indagini fino al novembre prossimo. Tra i nuovi indagati i dirigenti di vecchia Fondazione Carife, Piero Puglioli e Guido Reggio (già coinvolti ma poi archiviati nella prima indagini conclusa del crac Carife-aumento di capitale, processo fissato al 18 giugno con 12 imputati) e tecnici di Carife, Michele Sette (già imputato nel crac-aumento di capitale) e Gabriele Galliera, direttore commerciale. Due i professionisti napoletani coinvolti nell’inchiesta l’ex dirigente della finanziaria Commercio & finanza di Napoli, Giovanni Coraggio e il finanziere napoletano Raffaele Petrone, della FinPosillipo, società che aveva rapporti con ‘Commercio e Finanza’, una finanziaria che Carife acquistò nei primi anni 2000, e che diventò con l’esposizione documentata e denunciata dal commissario Antonio Blandini negli atti di 1 miliardo e 200 milioni di euro, la vera zavorra di Carife. I due napoletani sono le vere new entry dell’inchiesta. Gli altri indagati sono i dirigenti di CariCesena: Germano Lucchi, Maurizio Teodorani e Adriano Gentili, per i rapporti avuti con Carife e per altri fatti slegati al crac-aumento di capitale, processo per cui sono già imputati per bancarotta patrimoniale. 
L’inchiesta di procura e Guardia di finanza, come ribadiscono gli inquirenti nell’atto di proroga, deve «verificare le cause del dissesto e più in generale le eventuali condotte di rilevanza penale nella gestione della banca, nel corso degli anni». Una indagine complessa, le indagini hanno portato gli inquirenti a raccogliere riscontri ora selezionati in migliaia e migliaia di pagine: solo i nuovi documenti presentati un mese fa, sono racchiusi in oltre 11 faldoni e questo sarebbe il quinto deposito documentale, per dare l’idea della mole di carta da studiare e valutare. Nell’inchiesta, oltre ai nuovi 9 indagati figurano anche i vertici che si sono succeduti negli anni: l’ex dg Giuseppe Grassano, rimasto appena un anno su incarico consigliato da Banca Italia a Carife, Daniele Forin e Sergio Lenzi, vertici succeduti alla gestione storica Murolo-Santini. Poi i membri del vari cda dagli anni 2007 al 2013: gli ex consiglieri Tiziano Artioli, Marco Berti, Antonio Bondesani, Andrea Calamanti, Aleandro Capatti; Giuseppe Vancini, Simonetta Talmelli, Riccardo Fava, Paolo Govoni, Mario Guidi, Ennio Manuzzi, Massimo Marchetti, Teodorico Nanni, Corradino Merli e Renzo Ricci. Poi i sindaci Paolo Lazzari, Luigi Argentini e Valter Bignozzi, Stefano Leardini e Marco Massellani.

Napoli, sparatoria a Porta San Gennaro: ferito un 30enne

Si torna a sparare a Napoli. Un uomo di  30 anni è stato ferito a colpi di arma da fuoco in via Porta San Gennaro. È stato soccorso e trasportato all’Ospedale dei Pellegrini; non è ferito gravemente. Indagano i Carabinieri della Compagnia Napoli Centro.Gli investigatori stanno cercando riscontri al racconto del ferito che è arrivato da solo al pronto soccorso dell’ospedale: Era in sella ad uno scooter che ha lasciato a terra e sanguinante ha chiesto aiuto. Aveva due ferite da  arma da fuoco ad un braccio ed una coscia. I medici stanno valutando la necessità di effettuare un’operazione chirurgica per estrarre i due proiettili. Gli investigatori stanno cercando di scoprire eventuali collegamenti del ferito con i clan del rione Sanità attraversato negli ultimi tempi da pesanti contrasti e numerose stese.

Il boss stragista pentito ‘cacciato’ dal programma di protezione: ‘E ora come faccio a vivere senza un lavoro?’

“Mi hanno fatto uscire dal programma di protezione senza un motivo. Sono stato abbandonato dallo Stato dopo sette anni. E ora non so più come andare avanti con una famiglia e con un bimbo piccolo di poco più di due anni che è nato durante il periodo in cui ero sotto protezione. Io non chiedo di vivere ma almeno di farmi sopravvivere per far crescere questo piccolo”. Parole e firma di Giuseppe Esposito detto ‘o maccarone, 53 anni, boss fondatore del famigerato clan Sarno di Ponticelli, cugino di Ciro ‘il sindaco’, e degli altri fratelli. Esposito, uno dei protagonisti della spietata strage del bar Sayonara a Ponticelli (novembre 1989, con 6 morti di cui 4 innocenti e numerosi feriti) è agli arresti domiciliari, dopo venti anni trascorsi in carcere. Deve scontare un’altra dozzina di anni di arresti in casa. “Posso uscire di casa per tre ore al mattino e tre ore la sera – spiega – ma dove vado? Non ho neanche i soldi della spesa. E non posso andare da nessuna parte a chiedere lavoro. Chi mi prende a questa età e con il mio curriculum criminale? Non capisco questa decisione della Procura di Napoli. Eppure io mi sono sempre comportato bene durante il programma di protezione. Mi fa rabbia questa cosa perché due anni fa dopo la ‘nuova stagione’ di omicidi a Ponticelli nella nostra famiglia con le uccisioni di Mario Volpicelli e Giovanni Sarno si è deciso di portare via dal quartiere e proteggerli circa 60 persone legate da vincoli familiari e di affiliazione. E io che sono uno dei fondatori del clan e che ho collaborato con lo stato dopo sette anni vengo scaricato senza motivo? Eppure Papa Francesco e il cardinale Sepe e tanti parroci napoletani non invitano sempre i camorristi a pentirsi, a convertirsi e a deporre le armi?. Ebbene io l’ho fatto. E a che è servito? E’ giusto che io sia stato abbandonato come un giocattolo che non piace più? Che devo fare? Mettermi un corda al collo?”.

La Finanza sequestra 45mila litri di alcol illegale: denunciate tre persone

Nell’ambito del piano di controllo del territorio per il contrasto dei traffici illeciti una pattuglia su strada del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta ha intercettato un carico di alcool per uso alimentare introdotto in Italia in totale evasione di imposte, sottoponendo a sequestro oltre 45.000 litri di prodotto e l’autoarticolato su cui ha viaggiato il carico. I Finanzieri della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della
Guardia di Finanza di Caserta nella prima mattinata odierna hanno individuato lungo la strada statale Nola-Villa Literno un autoarticolato sospetto che hanno seguito a distanza al fine di verificare il luogo di destinazione, vedendolo poi terminare la propria corsa a Mariglianella in un piazzale sito in un’area agricola dove insisteva un capannone senza alcuna insegna commerciale.
I militari operanti hanno, pertanto, monitorato per alcuni minuti l’automezzo per capire la tipologia del carico trasportato e, avendo riscontrato che l’autista – risultato poi un soggetto di nazionalità slovena, S.S. (classe 1969) – unitamente ad altre 2 persone ivi presenti aveva avviato le operazioni di scarico, hanno deciso di accedere presso l’area per controllare la liceità della merce e l’effettiva rispondenza del sito rispetto al luogo di destinazione indicato sui documenti di trasporto della merce. A seguito delle attività ispettive è, quindi, emerso che si trattava di 24 cubi di polietilene della capacità di 1000 litri cadauno contenenti alcool etilico destinato alla produzione di bevande alcoliche mentre dalla documentazione di trasporto (CMR) risultava glucosio liquido (quindi prodotto qualitativamente del tutto differente e non sottoposto ad accisa) da scaricare, peraltro, in un luogo completamente diverso, presso un’azienda con sede in
altra provincia campana. Inoltre, nel corso della successiva perquisizione del capannone antistante al piazzale, le Fiamme Gialle casertane hanno rinvenuto ulteriori, numerose taniche di alcool già lì stipate, per le quali i soggetti presenti, due napoletani B.A. (classe 1965) e M.A. (classe 1968), non sono stati in grado di fornire alcuna spiegazione né di esibire alcuna documentazione giustificativa in merito alla loro origine o provenienza. In particolare, su centinaia di confezioni di latta da 18 litri cadauna era apposta un’etichetta che attestava falsamente che il contenuto era costituito da olio di girasole prodotto in
Bulgaria, mentre all’interno era contenuto sempre alcool, evidentemente illecitamente così occultato per la successiva vendita in nero agli esercenti commerciali destinatari finali del prodotto illecito.
Nello stesso capannone sono state trovate e sequestrate anche due elettropompe utilizzate per il travaso del prodotto dalle cisterne alle lattine. Per quanto riguarda gli autori del traffico illecito, si è proceduto alla denuncia a piede libero alla competente Autorità Giudiziaria dell’autista e dei 2 soggetti trovati nel deposito abusivo in quanto ritenuti responsabili, il primo, del reato di sottrazione all’accertamento ed al pagamento dell’accisa sull’alcole trasportato, e i secondi due anche del reato di ricettazione per l’illecita detenzione dell’ulteriore prodotto ivi rinvenuto. Inoltre, i militari operanti hanno sottoposto a sequestro, per un valore stimato di oltre 650.000 euro, l’autoarticolato e 45.000 litri di alcool, di cui si accertava l’avvenuto consumo in frode per circa 17.000 litri, risultati introdotti nel territorio italiano con un’evasione di tributi (tra accise ed IVA) pari ad oltre 560.000 euro. Dopo i recenti sequestri di ingenti carichi di olio lubrificante per motori e di gasolio per autotrazione provenienti da Paesi dell’Est Europa, l’operazione di oggi costituisce un’ulteriore testimonianza della pervasività sul nostro territorio del fenomeno delle frodi fiscali nel settore dei prodotti sottoposti ad accise o a imposta di consumo, con conseguenti rilevanti danni commerciali per i commercianti onesti e, parimenti, un altrettanto grave nocumento per le casse dell’Erario nazionale e dell’Unione Europea.