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Scoperto a Crispano un deposito per il confezionamento della droga: un arresto

Napoli. I Carabinieri del nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casoria hanno arrestato a Crispano, insieme a colleghi della locale Stazione, il 20enne Ferdinando Bervicato, di Caivano. L’uomo è stato sorpreso all’interno di un appartamento in via Lucrario che, lo si è scoperto dopo l’irruzione, veniva usato come deposito e come base per il trattamento e il frazionamento in stecche e dosi di sostanze stupefacenti da destinare allo spaccio al dettaglio. Nel locale, infatti, i CC hanno rinvenuto e sequestrato 27,350 Kg. di hashish. 99 stecchette erano già pronte per lo smercio al dettaglio mentre il restante quantitativo, in via di trasformazione, era composto da 26 pacchi da un chilo e 8 Panetti da 100 grammi. Sul posto, trovati anche 25 grammi circa di cocaina, due coltelli da cucina con tracce che fanno ritenere l’utilizzo per ridurre l’hashish in stecchette e materiale vario per il confezionamento. L’arrestato è stato trasferito nel carcere di Poggioreale.

Nocera Inferiore: in scena L’amore per le cose assenti (di Isabella Tramontano)

L’amore per le cose assenti, andato in scena al teatro Diana di Nocera Inferiore (rassegna Artenauta “L’Essere & L’Umano), è niente di più niente di meno che la rappresentazione di un amore, della scelta di un amore. È la messa in scena del nostro modo di amare, sempre e di tutti. Tutti tutti.
Immaginate di vedere in scena all’inizio dello spettacolo, il vostro amore: un terzo sesso che vuol fare da guida, che ha una funzione narrativa, ma che a ben vedere non è nient’altro che il ‘duale’ di memoria ellenica: io e te insieme, la coppia. (E quel terzo sesso per diventare tale ha fatto la stessa fatica che fa una coppia per diventare coppia).
Poi appaiono loro DUE, lui e lei, il giorno del compleanno di lei (a cui ogni lei tiene e che ha onorato con scarpe rosse e filo di perle bon ton).
Primo atto: egli lascia ella.
Come la lascia? Cosa dice per farlo? Be’, ciò che diciamo tutti quando abbandoniamo: ‘è stato bello, ma poi tu’, ‘ho bisogno di’, ‘ho resistito’. Un po’ grida, un po’ no, lui. E lei? Fa come si fa di fronte a un ‘vado via da te’. L’attrice ferma in posizione plastica si lascia riempire dal vuoto delle mille parole degli addii, che sanno di nostalgia e colpa ed hanno un pessimo sapore.

Alle spalle dei due una grossa rete con dentro: i detriti di NoiDue? Un cuore? Un letto? Tutto. La rete cade, come le rane in Magnolia ed ecco che inizia il secondo atto.

Ella, forte come i distrutti, lancia sassi, anzi le carte francesi di un annoiato castello della coppia, che lei inconsapevolmente proteggeva con le mani dalle folate di vento. Qui altra dinamica del NostroAmore: chi abbandona vuole che qualcuno resti. Perché? Perché dà un senso a ieri, alla nostra capacità di dare, a noi. Dell’altro poco importa.
Giacche per andar via, tricicli di figli che sembrano soluzioni o armi, ma che alla resa dei conti, nel duale, non compaiono (se fosse entrato il bambino? Il suo dolore avrebbe calmato il tremore di lei e la poltrona lanciata da lui? Si sarebbe accesa la luce invece di quei candelabri? Mi sa di no, il duale è duale, un figlio non rende migliori, rende diversi), sessualità menzionata senza risparmio, tremori.

Poi a letto, sul cuore, sulle macerie. E il punto di inizio e di arrivo sta lí, scusate la sfrontatezza: in quel letto, il lettone che se non si è in due non si ha, nel talamo ossia il nascosto de NostroAmore. È lì che ogni volta, mi sa, ci diciamo la verità, noi due.

Dove vuole arrivare uno spettacolo che ci dice ciò che sappiamo già?
Ci vuole insegnare l’eleganza del ‘luogo comune’, che diventa eccezionale se detto al momento giusto. Il resto è noia.
Nel contempo ci vuole ricordare di quanto siamo ridicoli, alla Calvino, nel NostroAmore, finché non lo diamo in pasto al pubblico pagante, finché esiste per se stesso (all’inizio e alla fine, no?), poi diventa ‘composto’.
Nel ‘mentre’ è un progetto alla ricerca di applausi, di ‘riconoscimento’.
E si è ridicoli perché si è liberi, e noi siamo dei liberi ‘scomposti e osceni’ perché non ne siamo abituati.

Attenzione, ci fa vedere anche un’altra cosa facilmente travisabile: la paura della solitudine sembra la star, la causa e forse anche L’epilogo. No no: il NostroAmore non inizia per essere in due, ma per quella libera ridicolaggine; non si abbandona per essere uno, ma perché già la sensazione di duale ci aveva lasciato. La solitudine fa capolino quando appare quel terzo sesso, senza perché e percome. O è su quel triciclo quando nessun bimbetto ci sgambetta .Spettacolo furbo e fraintendibile. (Banale o disturbante? E noi pubblico a camminare tesi sul filo sperando di cadere dalla parte giusta: disturbante). Ammiccante e ‘culturale’, fastidioso quanto una persona che ti ‘tuzzulea’ a una cena per dirti una cosa vera, ma ‘eccheccazz’, ho capito!’.

Alla richiesta del regista ‘scrivetemi il finale’ non rispondete, il NostroAmore era già tutto lì sul palco. Perché avete visto anche voi ‘L’amore per le cose immanenti’, vero?

Isabella Tramontano

Fratelli d’Italia: a sostegno della palestra Maddaloni di Scampia

“Fratelli d’Italia ha scelto di non restare a guardare: per lanciare un messaggio chiaro allo Stato e a tutte le istituzioni locali, come il Comune di Napoli e la Regione Campania, i nostri parlamentari sottoscriveranno simbolicamente un abbonamento annuale per sostenere la palestra ‘Judo Star’ di Scampia”. Lo annuncia la presidente di Fdi Giorgia Meloni, facendo riferimento alla palestra del maestro Gianni Maddaloni, che nei giorni scorsi ha lanciato una richiesta di aiuto per riuscire a mantenere aperta la struttura presidio di legalita’ ed inclusione sociale nel quartiere alla periferia di nord di Napoli. “La ‘Judo Star’ di Scampia di Gianni Maddaloni rischia di chiudere. Quella conosciuta come la ‘palestra anticamorra’ che per moltissimi giovani rappresenta da sempre la speranza di una vita sana e normale – sostiene Meloni – potrebbe svanire a causa dell’ottusita’ delle Istituzioni, a partire dal Comune di Napoli guidato da De Magistris che da qualche tempo ha iniziato a chiedere canoni d’affitto esorbitanti e insostenibili. In questi anni la struttura di Maddaloni, che conosco dai tempi del ministero della Gioventu’ e con il quale ho avuto il piacere di collaborare, ha regalato all’Italia straordinari successi sportivi e ha tolto dalla strada un incredibile numero di giovani in una delle zone piu’ critiche di Napoli. E’ per tutti un modello da emulare, eppure oggi e’ stata completamente abbandonata a se stessa: nessun aiuto, nessun sostegno e da qualche tempo anche richieste folli di pagamento”. “Sappiamo – prosegue – che realta’ sportive come l’Opes e altre organizzazioni sono impegnate in iniziative analoghe e per questo invitiamo tutte le realta’ sportive, le associazioni e tutti i cittadini che lo vorranno a mobilitarsi per salvare questa palestra che consideriamo patrimonio per la citta’ di Napoli e per l’Italia tutta”, conclude Giorgia Meloni.

Corsa del Mito, svelato il primo testimonial: è un ex calciatore della Roma e della Nazionale

«Scatta l’ala, una finta e poi vola sul fondo, dimmi chi la fermerà ma stanotte che notte di pace e di guai forse un uomo vincerà. Forse l’uomo vincerà». «Correndo Correndo» è la canzone che Antonello Venditti ha dedicato a Sebastiano Nela, l’ex calciatore della Roma e della Nazionale Italiana di Calcio che è stato confermato come primo testimonial alla Corsa del Mito, la gara podistica di 15 chilometri che si svolge tra Palinuro e Marina di Camerota con la partenza prevista per sabato 12 maggio alle ore 17.30.
«Abbiamo scelto Sebino Nela non solo per il suo grande e straordinario passato da calciatore – fanno sapere dall’organizzazione i membri dell’associazione Tuttinsieme – abbiamo scelto Nela perchè ha vinto nella vita. Ha vinto sia nel conquistare gli obiettivi che si era prefissato da bambino, ma ha vinto soprattutto sconfiggendo il cancro». Sebino Nela è nato a Rapallo il 13 marzo 1961. E’ un commentatore televisivo e ha militato nelle fila di Genoa, Roma e Napoli. Fino ad approdare nel calcio a 5 al termine della sua carriera. Ricopriva il ruolo di terzino. Era un calciatore dotato fisicamente e propenso al gioco d’attacco.
Dopo gli esordi con il Genoa, con il quale disputò tre stagioni in Serie B ottenendo 70 presenze, nel 1981 fu acquistato dalla Roma. Esordì in Serie A con la maglia giallorossa a 20 anni, il 13 settembre 1981. Con i capitolini vinse lo scudetto della stagione 1982-1983, contribuendovi con buon rendimento. Affermatosi come uno dei migliori difensori del campionato (secondo una giuria di esperti fu il miglior terzino destro della stagione 1983-1984), nel 1987 fu vittima di un infortunio che lo allontanò dai campi da gioco per un anno.
Lasciò la Roma nel 1992, dopo aver vinto anche tre Coppe Italia, per approdare al Napoli con cui chiuse la carriera nel 1994, con un totale di 315 gare e 16 reti in Serie A, e di 70 presenze e 6 reti in Serie B. La stagione seguente si cimentò con il calcio a 5, giocando insieme all’amico Odoacre Chierico nelle file del Marino, in Serie A.
Fu anche impiegato in nazionale, con la quale esordì il 22 maggio 1984 contro la Germania Ovest. In totale sono state cinque le sue presenze in maglia azzurra, con la partecipazione al campionato del mondo 1986 in Messico.
Dopo essere stato commentatore per vari canali nazionali e satellitari, lavora per Mediaset Premium, nei canali di Premium Calcio, come commentatore tecnico. La Roma lo ha inserito nella sua hall of fame. Attualmente è opinionista della neonata emittente radiofonica RMC Sport Network.
Nela ha in seguito rivelato di avere sconfitto un tumore al colon. Del suo «incontro» con il cancro ne ha parlato così in una intervista rilasciata a ‘Il Mattino’: «Niente vergogna, la mia storia può servire a tanti che hanno avuto la stessa malattia. A quelli che stanno lottando come ho fatto io». «Fu mia moglie a spingermi a farmi visitare – rivelò Nela al giornalista -. Feci bene a darle retta. Non perdemmo tempo, a novembre era già fatto tutto. Pronto per iniziare le cure successive». Vuol dire la chemioterapia? «Sì, proprio quella. Giorni duri in cui devi convincerti che sei più forte dell’avversario. Io, d’altronde, sono sempre sceso in campo per vincere».
Intanto la macchina organizzativa è nel pieno delle sue attività. «Sarà un grande evento quest’anno – aggiunge l’associazione Tuttinsieme – mancano pochissimi giorni e approfittiamo di questo spazio per lanciare un appello agli atleti: chi è intenzionato a partecipare alla nona edizione della ‘Corsa del Mito’ è pregato di iscriversi subito. Abbiamo deciso che quest’anno, al via, ci saranno al massimo 1100 partecipanti. I pettorali a disposizione non sono moltissimi». Per iscriversi è semplice, troverete tutte le indicazioni sul sito web www.corsadelmito.it.

Tifosi Juve: alzano la voce, chiedono attributi…

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“Tirate fuori i c…….”. E’ questo il coro che un nutrito gruppo di tifosi della Juventus del gruppo ‘Tradizione’ ha intonato all’ingresso del centro sportivo di Vinovo, dove anche oggi la squadra bianconera ha in programma un allenamento in vista della sfida decisiva di sabato contro l’Inter. Le immagini di Mediaset mostrano i tifosi bianconeri compatti invitare la squadra ad un confronto, per spingere i giocatori a dare il massimo nelle ultime quattro partite di campionato con il Napoli tornato a -1. Tifosi juventini quindi spaccati in questo momento cruciale della stagione, visto che ieri un altro storico gruppo di ultras bianconeri, i Drughi, avevano garantito il loro supporto alla squadra mostrando uno striscione con la scritta: “Noi con la voce, voi con il cuore: vinciamolo!”.

Ergastolo all’inventore del Nautilus per l’uccisione di una giornalista

E’ stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della giornalista svedese Kim Wall l’inventore del sottomarino Nautilus, Peter Madsen. I resti della ragazza, che lui aveva invitato sul suo sommergibile per un reportage, furono trovati su una spiaggia vicino a Copenaghen alla fine di agosto, 11 giorni dopo la scomparsa, da un ciclista di passaggio.Lo scrive il Daily Mirror. Peter Madsen ha ammesso di aver smembrato il cadavere di Kim Wall, morta nel sottomarino mentre stava lavorando una storia sull’inventore e le sue realizzazioni, come il sottomarino stesso. Ma ha ripetutamente negato di averla assassinata. La decisione e’ arrivata dopo 11 giorni di udienze hanno svelato le oscure fantasie sessuali del 47enne che coinvolgono donne decapitate e torturate. I pubblici ministeri, che accusano l’eccentrico inventore di omicidio premeditato, aggressione sessuale aggravata e vilipendio di cadavere, avevano chiesto l’ergastolo, che in Danimarca ha una media di circa 16 anni. La condanna rende Madsen la quindicesima persona in 10 anni a ricevere un ergastolo nella nazione nordica che ha la reputazione di essere sicura. Madsen ha ammesso di aver smembrato il corpo di Wall e aver gettato i suoi resti in mare, reato punibile con sei mesi di prigione, ma nega di averla uccisa. Il pubblico ministero Jakob Buch-Jepsen ha detto che Madsen ha ucciso Wall, 30 anni, come parte di una macabra fantasia sessuale e “ha cercato di creare il crimine perfetto”. Madsen, ha sostenuto che la giornalista, che ha imbarcato il suo sottomarino auto-costruito il 10 agosto per farsi intervistare, e’ morta in un incidente quando la pressione dell’aria improvvisamente si e’ abbassata e fumi tossici hanno riempito la sua nave. “Sono davvero, davvero dispiaciuto per quello che e’ successo”, ha detto al giudice dopo che le due parti hanno presentato i loro argomenti di chiusura lunedi’. 

Torre Annunziata. Violenza sulle donne, costituita un’associazione temporanea di scopo

Costituita l’associazione temporanea di scopo in merito ad un progetto legato alla violenza sulle donne.
Il comune di Torre Annunziata, in partenariato con le associazioni “Apeiron” e “Catena Rosa”, e insieme all’Ordine degli Avvocati oplontino, risulta aggiudicatario del finanziamento per il bando pubblico sulla prevenzione e il contrasto della violenza di genere, promosso dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Questo importante progetto si aggiunge anche ad altre iniziative che l’Amministrazione Comunale sta portando avanti sul tema della violenza di genere, come lo Sportello Anti-violenza e il Concilia-Point.
«Troppo spesso vengono ignorate le problematiche che coinvolgono le donne – afferma l’assessore alle Pari Opportunità Sofia Felicia Donnarumma -. Questo tema non deve essere più trascurato o trattato con superficialità. Iniziative come quelle che sta mettendo in campo l’Amministrazione hanno proprio lo scopo di mantenere alto il livello di guardia su tematiche così delicate, in modo da poter monitorare la situazione e prendere i necessari provvedimenti».
Il bando è un primo traguardo, frutto del percorso di condivisione avviato tra le istituzioni, le associazioni e gli enti territoriali attraverso la Cabina di Regia e l’Osservatorio Nazionale sul fenomeno della violenza.

Vomero, buche sulle strade: arriva il fai da te

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, fondatore e amministratore di uno dei gruppi più cliccati e seguiti sul social network Facebook, dal titolo provocatorio: “Buche partenopee, vedi Napoli e poi…cadi, al link: https://www.facebook.com/groups/buchepartenopee/ , gruppo che conta 3.155 iscritti e dove vengono pubblicate le foto delle numerose buche che si aprono continuamente sulle carreggiate e sui marciapiedi di Napoli, offre l’ennesima testimonianza del clima di esasperazione che serpeggia tra i residenti e tra gli operatori commerciali del popoloso quartiere collinare della Città per i mancati interventi a fronte delle segnalazioni al riguardo effettuate.
” I vomeresi – afferma Capodanno – sono stanchi di dover passeggiare in strade gruviera, col pericolo di cadere in qualche fosso, dovendo, in diverse occasioni, poi ricorrere alle cure dei sanitari, e nel contempo di dover guardare con occhio attento verso l’alto visto che, da un momento all’altro, potrebbero rimanere vittime della caduta di calcinacci o peggio, come è accaduto di recente nella centralissima via Luca Giordano, di qualche lastra di vetro piovuta dall’alto “.
” Così qualcuno deve aver deciso di correre ai rimedi, applicando presumibilmente l’antica ma mai superata tecnica del fai da te – puntualizza Capodanno -. E’ accaduto ancora una volta proprio in via Luca Giordano. Passeggiando ieri sera, ho notato che una mano al momento ignota, stanca forse di osservare le persone cadere nel tratto di marciapiede antistante l’accesso a uno dei tanti esercizi commerciali presenti nella suddetta strada, cadute determinate da un insidioso buco, generato dall’espulsione di alcuni ciottoli, che si nascondeva sotto un gradino, sfiduciata presumibilmente per il fatto di non aver avuto alcun riscontro alle segnalazioni tese a far riparare la buca da una delle ditte incaricate del Comune di Napoli, ha deciso di far riempire il fosso con una colata di malta di cemento, ponendo dinanzi alla cavità colmata un pezzo di cartone con la scritta “stop cemento fresco” “.
” Un comportamento che, perdurando l’attuale situazione, potrebbe fare proseliti – sottolinea Capodanno – cosa che, se attuata da un privato cittadino, resta del tutto sconsigliabile anche sulla scorta di quanto accaduto a un pensionato del ferrarese – notizia riportata al link: https://www.ilgiornale.it/news/cronache/chiude-buca-davanti-casa-e-viene-multato-594-euro-1394862.html -, il quale, colto sul fatto, ha ricevuto dai vigili urbani una contravvenzione di ben 849 euro, per violazione dell’art. 21 del codice della strada, per aver tamponato una buca, che si era aperta sul marciapiede davanti al cancello di casa, con un gettata di cemento. Nel verbale gli è stato contestato di aver aperto un cantiere sulla pubblica via, senza richiedere la preventiva autorizzazione “.

Vigile in pensione uccide il figlio e si suicida

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Era un vigile urbano in pensione da alcuni anni, Giovanni Tramutola, l’uomo che – secondo la prima ricostruzione – stamani ha ucciso il figlio Giuseppe, di 37 anni. Secondo quanto si e’ appreso, l’allarme e’ stato lanciato da un altro figlio che intorno alle ore 6:30 ha sentito i colpi di pistola. Il cadavere di Giuseppe Tramutola e’ stato trovato all’interno di un’automobile Fiat “Punto” nel cortile dell’abitazione di famiglia. La Polizia sta ascoltando alcuni parenti per comprendere il movente alla base dell’Omicidio-suicidio. 

 

Castellammare, la città ha bisogno di un cambiamento radicale

La Città ha bisogno di un cambiamento radicale e i cambiamenti veri richiedono scelte impopolari e coraggiose. Da quasi 20 anni mi occupo di politiche culturali in particolare per la Campania e il territorio vesuviano, mentre sono impegnata politicamente per Castellammare di Stabia da circa 8. Tempo in cui ho avuto modo di maturare una visione sistemica delle problematiche che impediscono alla mia Città di essere florida e vivibile. In passato ho chiesto più volte di operare scelte lungimiranti agli attori della scena politica stabiese che, diciamolo chiaramente, troppo spesso, non solo nei Partiti, hanno il nome di coloro che inseguono o scimmiottano potentati di voto, con accordi e promesse che hanno consegnato la Città al degrado economico, civico e morale in cui si trova. La corsa al voto si esercita a costo di qualsiasi nefandezza, peggiorando di volta in volta e trascinando la Città nel baratro. Accade tanto più oggi che gli stabiesi onesti, svegliandosi dal sonno, vorrebbero partecipare alla discussione politica ritrovandosi, spesso e inconsapevolmente, ad interloquire con personaggi spregiudicati, che da anni curano i propri interessi, saltando di carro in carro e da una nomina all’altra. Film di cui vediamo un remake ogni due anni.
Nuovi attori, qualche variazione sul tema, ma stessa storia inquietante, dal finale scontato, in cui persone indicate come libere e oneste si sottomettono ad affaristi e “capibastone” pur di vincere le elezioni, diventando così parte del sistema. Donne e uomini di partito che trasbordano con disinvoltura da una compagine politica all’altra, pur di restare sul carro vincente; aspiranti sindaci che lasciano ad altri la formazione della propria giunta e che accettano candidati evidentemente fantocci di incandidabili; mogli, figli, sorelle che prestano la propria identità come copertura della candidatura di un congiunto, politicante usurato; parlamentari che patteggiano con i capi corrente per garantire posizioni di spicco ai propri protetti. Insomma, l’ambizione della gloria fa sì che gli interessi della collettività vengano subordinati al tornaconto di lobby di potenti. In tale quadro ha preso piede una tendenza al civismo, purtroppo spesso falso, qualche volta sfruttato da compagini partitiche in calo di consensi. Una modalità che ha trasformato le competizioni elettorali in una guerra tra bande e le amministrazioni in percorsi disseminati di piccoli e grandi ricatti e pagamenti di cambiali elettorali.
La firma delle dimissioni dei consiglieri nello studio di un notaio è la deriva estrema di questo modo di intendere la politica.
È una modalità che, avendo perso di vista l’azione amministrativa quale funzione guida di una città, dilaga a causa di interpretazioni strumentali della legge elettorale, secondo le quali sarebbe perdente per un aspirante sindaco presentare liste di candidati al consiglio comunale “ripulite” dalla logica dei potentati. Di conseguenza gli eletti sono personaggi poco autorevoli e privi di cultura politica e amministrativa. Una condanna certa per Castellammare che passa dalla trascuratezza del bene comune per arrivare alla distruzione di ogni possibilità di sviluppo e crescita per il territorio amministrato. È così che il governo della Città degli ultimi anni, progressista o conservatore che sia stato, ha determinato una graduale involuzione socio-economica e della vivibilità.
Troppo pochi sono coloro che prendono le distanze da tali facili scelte continuando a occuparsi di politica in modo sano.
Bisogna rivedere profondamente la modalità di intendere la politica, trovare criteri e incentivi per promuovere il voto d’opinione e il valore aggiunto di cui è portatore: qualità e libertà di una Politica in grado di anticipare, o comunque cogliere per tempo, grazie all’ascolto dei cittadini quotidianamente impegnati ad affrontare emergenze e coltivare bellezza, i bisogni della società in continua e veloce evoluzione. Una Politica in grado di guidare la Città anche moralmente.
Ci avviciniamo alle ennesime elezioni amministrative anticipate e i nodi si ripresentano.
Da un lato l’elenco degli ex – sindaci, vicari e assessori – pentiti perché bocciati anzi tempo, alla ricerca di riscatto; dall’altro pacchetti di voti, aggregati intorno a pochi nomi, alimentati da greggi di “yes women” e “yes men”, che fanno gola a chi vuole “la poltrona”, ma fanno tremare le vene e i polsi di chi sa che questi hanno messo sotto scacco la Città.
Cambiare i nomi è vano. Bisogna cambiare le modalità.
Mi rivolgo a tutte le forze politiche, soprattutto quelle di ispirazione ideologica democratica. Bisogna avere il coraggio di rischiare, di riunirsi e candidarsi forti di idee e sostenitori liberi e onesti. Bisogna emarginare i potentati, riducendo lo spazio della prepotenza a favore della competenza. Possiamo scrivere dei programmi bellissimi, mettere in campo idee innovative e avveniristiche, ma se ci sottomettiamo ai potentati di voto la Città resterà immobile a sprofondare nel fango degli affaristi e dei trasformisti assetati di potere, che trovano convenienza nell’incancrenirsi dei problemi.
Castellammare di Stabia ha bisogno di un fronte democratico che si compatti su qualità, competenze, capacità e piccoli-grandi sogni.
Affermiamo il diritto degli stabiesi di scegliere i propri candidati senza ingerenze e scegliamo in base a criteri chiari e certi coloro che vogliono e possono far crescere la Città. Se necessario, le segreterie dei Partiti prendano le distanze dai livelli regionali, che, pur di “vincere”, nella nostra Città hanno alimentato i potentati e, attraverso di essi, illegalità, trascuratezza, invivibilità e gravi diseguaglianze.

Napoli, faceva shopping al Vomero con banconote false: arrestata

Napoli. Al Vomero i Carabinieri arrestano una 47enne che spacciava banconote false. Una l’aveva “spesa” in rosticceria. Poi stava tentando in un bar e in un negozio di abbigliamento. I Carabinieri del nucleo Operativo della Compagnia Vomero hanno tratto in arresto Silvana De Vita, 47 anni, del rione Sanità. La donna ha cercato di spendere una banconota falsa da 100 euro in un Bar del quartiere Vomero ma, non riuscendo nell’intento perché il titolare si è accorto della falsità della banconota, si è allontanata facendo perdere momentaneamente le tracce.
Ricevuta notizia del fatto, i Carabinieri si sono messi alla sua ricerca riuscendo a rintracciarla poco dopo in via Solimena mentre verosimilmente si apprestava a tentare di rifilare la banconota falsa a un negozio di abbigliamento. La sua perquisizione ha portato al rinvenimento di 4 banconote da 100 euro false nonché di altre banconote da 100, 50, 20, 10 e 5 euro che le sono state sequestrate e sulle quali sono ancora in corso accertamenti. Nel corso dello svolgimento delle formalità di rito in caserma si è presentato ai militari dell’Arma il titolare di una Rosticceria di viale Colli Aminei dicendo che intendeva denunciare di essere stato vittima di un analogo episodio: appena intravista la 47enne ha subito affermato che quella donna era colei che poco prima gli aveva dato una banconota falsa da 100 a fronte della spesa di una decina di euro per l’acquisto di rustici. Formalmente riconosciuta anche in sede di individuazione di persona, la donna è stata sottoposta agli arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Forte scossa di terremoto nel Molise: tutti in fuga dalle case

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E’ di magnitudo 4.2 la scossa sentita oggi in Molise. Lo rende noto l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, secondo cui il Terremoto e’ stato registrato alle 11.48 con epicentro Acquaviva Collecroce  in provincia di Campobasso ad una profondita’ di 31 chilometri. In particolare, il Terremoto e’ avvenuto a un chilometro a Sud-Est di Acquaviva Collecroce, in provincia di Campobasso. Altre localita’ a pochi chilometri dall’epicentro sono Palata, Castelmauro, Tavenna, San Felice del Molise e Guardialfiera. -La scossa di Terremoto di magnitudo 4.2 che stamane e’ stata registrata in Molise e’ stata avvertita anche in alcune zone di confine con la Puglia, ma non si registra finora alcun danno ne’ alle cose ne’ alle persone. Lo si apprende dalla Protezione civile regionale pugliese che ha verifiche in corso. Alcune persone – a quanto viene riferito – hanno chiamato i numeri di emergenza per segnalare l’evento, ma dopo qualche momento di paura la situazione e’ tornata subito alla normalita’. 

“Io con altri amministratori ero al centro del Paese, in piazza, la scossa si è avvertita abbastanza forte, la gente è scappata fuori dalla case, adesso il panico è passato e molti sono rientrati. Ho allertato i vigili che stanno controllando con i tecnici le condizioni di tutta la cittadinanza”. Lo ha detto Michele Berchicci, sindaco di Palata, in provincia di Campobasso, uno dei comuni vicini all’epicentro della scossa di terremoto avvertita questa mattina in Molise.

Las Palmas: Ramirez arrestato, calcio in manette

Il presidente dell’Unione Sportiva Las Palmas, Miguel Ángel Ramírez, è stato arrestato mercoledì all’aeroporto di Gran Canaria, dopo essere atterrato su un aereo privato da Miami. Secondo il quotidiano iberico La Provincia, agenti della polizia spagnola hanno arrestato l’uomo d’affari delle Canarie non appena è atterrato, portandolo subito in tribunale. Il patron del Las Palmas, club appena retrocesso in seconda divisione, era ufficialmente ricercato per essersi opposto a una convocazione in tribunale lo scorso 19 aprile davanti alla Corte di Las Palmas, per rispondere dell’accusa di reati di natura fiscale e contro la sicurezza sociale.

Torre Annunziata, rapina con sparatoria in un bar di via Piombiera

Sparo durante una rapina. E’ accaduto nella tarda serata di ieri, intorno alle 23, in un bar-caffetteria a Torre Annunziata in via Piombiera. In due in sella a uno scooter con il volto coperto sono entrati armati nei locali dell’esercizio commerciale e hanno minacciato con una pistola la cassiera che per la paura si e’ abbassata sotto il bancone. Il rapinatore che ha portato via con due mani il registratore di cassa, poiche’ non aveva lasciato la pistola per compiere il gesto, ha sparato accidentalmente. Per fortuna il proiettile si e’ conficcato in un muro. I due sono fuggiti in sella del ciclomotore. La polizia, che indaga sul caso, ha trovato poi un bossolo calibro 45. Al vaglio degli investigatori le immagini delle telecamere di videosorveglianza nella zona. 

Brasile: il caso Battisti riesplode

L’ex membro dei Proletari Armati per il Comunismo (Pac) e’ stato condannato all’ergastolo in Italia nel 1993 per quattro omicidi ed e’ considerato latitante dalla giustizia italiana dagli anni ’80. Battisti e’ fuggito prima in Francia e poi, dal 2004, in Brasile, dove e’ stato arrestato a Rio de Janeiro nel 2007. Nel 2009 il Supremo tribunale federale ha autorizzato l’estradizione dell’ex terrorista rosso, negata dall’ex presidente Luiz Ina’cio Lula da Silva nel 2010, con un decreto firmato l’ultimo giorno del suo mandato presidenziale, il 31 dicembre, con il quale gli concedeva l’asilo politico. Nell’analizzare l’appello presentato dalla difesa di Battisti, la sezione del Stj ha seguito il voto espresso dal giudice Nefi Cordeiro, che ha considerato che le misure precauzionali sono state emanate in modo generico. L’intera sezione ha votato all’unanimita’.

Napoli, sequestro di droga alle ‘Case dei Puffi’ e a San Pietro a Patierno

Napoli. ennesimo sequestro di droga da parte dei carabinieri a Scampia e a san Pietro a Patierno. I carabinieri infatti hanno sequestrato droga nascosta nella Case dei Puffi e in una aiuola.
I militari a San Pietro a Patierno e Scampia hanno recuperato, in 2 distinti interventi, 12 dosi di cocaina, 21 di eroina e 7 di crack all’interno di un deposito in disuso nell’isolato 7 del complesso di edilizia popolare chiamato “Case dei puffi”, a Scampia, in via Eugenio Colorni.
In un’aiuola di via delle Filandare invece, a San Pietro a Patierno, sono state rinvenute e sequestrate due stecche di hashish del peso di circa 20 grammi.

Pompei: trovato scheletro di un bimbo di 7-8 anni durante i lavori di scavo alle Terme centrali

Lo scheletro di un bambino di 7 -8 anni e’ l’ultimo rinvenimento di una giovane vittima dell’eruzione, individuata in un ambiente del grande complesso delle Terme Centrali negli scavi di Pompei. Il ritrovamento e’ straordinario sia per la fortuita e inaspettata scoperta nel corso di un intervento di consolidamento e restauro del complesso termale gia’ scavato nell’800, sia per la collocazione inusuale del corpicino rispetto alla stratigrafia vulcanica del 79 d.c. Lo scheletro e’ emerso durante la pulizia di un ambiente di ingresso. Al di sotto di uno strato di circa 10 centimetri, e’ affiorato prima il piccolo cranio e in un secondo momento le ossa, disposte in maniera raccolta: i resti hanno permesso di formulare le prime ipotesi circa l’eta’ del bimbo che, in fuga dall’ eruzione, aveva trovato ricovero nelle Terme Centrali. Grazie alle indagini antropologiche sara’ possibile determinare eventuali patologie. I resti sono stati rimossi e trasferiti al Laboratorio di Ricerche applicate del Parco Archeologico di Pompei. Altra peculiarita’ del ritrovamento e’ che lo scheletro e’ immerso nel flusso piroclastico (mix di gas e materiale vulcanico). Normalmente nella stratigrafia dell’eruzione del 79 d.C. e’ presente nel livello piu’ basso il lapillo e poi la cenere che sigilla tutto. In questo caso si doveva trattare di un ambiente chiuso dove il lapillo non e’ riuscito a entrare ne’ a provocare il crollo dei tetti, penetrando invece direttamente il flusso piroclastico dalle finestre, nella fase finale dell’eruzione.Quegli ambienti delle Terme erano stati al centro di campagne di scavi tra il 1877 e il 1878 e probabilmente lo scheletro doveva essere gia’ stato individuato ma non portato alla luce perche’ lo strato vulcanico non permetteva la realizzazione di un calco. “Pompei e’ a una svolta per la ricerca archeologica – sottolibea Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico di Pompei – per le scoperte eccezionali che regalano forti emozioni come questo ritrovamento e anche perche’ si e’ consolidato un nuovo modello di approccio scientifico che affronta in maniera interdisciplinare le indagini di scavo. Un team di professionisti specializzati quali archeologi, architetti, restauratori ma anche ingegneri, geotecnici, archeobotanici, antropologi, vulcanologi lavora stabilmente, fianco a fianco e con il supporto di risorse tecnologiche all’avanguardia, per non lasciare al caso nessun elemento scientifico, e ricostruire nella maniera piu’ accurata possibile un nuovo pezzo di storia”. Le Terme Centrali, poste all’incrocio tra via di Nola e via Stabiana, si sviluppano sullo spazio di un intero isolato, l’insula 4 della Regio IX, reso disponibile dalla spianamento di edifici preesistenti, probabilmente danneggiati dal terremoto del 62 d.C. La loro costruzione e’ posteriore a quella data e al momento dell’eruzione non era ultimata. L’intero complesso e’ oggetto di interventi di consolidamento (trattamento delle lacune, consolidamenti, sarcitura delle lesioni, ripristino delle sommita’ murarie; ripristino dei livelli dei davanzali e delle soglie; sostituzione di architravi) e di restauro (revisione e restauro dei paramenti murari e degli intonaci; pulitura e restauro dell’impluvio, delle vasche e della scala; restauro dei tubuli nel calidarium) avviati a gennaio scorso. 

Scoperto a Crispano il laboratorio per il confezionamento della droga. IL VIDEO

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I Carabinieri del nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casoria hanno arrestato a Crispano, insieme a colleghi della locale Stazione, il 40enne Ferdinando Bervicato, di Caivano, già noto alle forze dell’ordineL’uomo è stato sorpreso all’interno di un appartamento in via Lucrario che, lo si è scoperto dopo l’irruzione, veniva usato come deposito e come base per il trattamento e il frazionamento in stecche e dosi di sostanze stupefacenti da destinare allo spaccio al dettaglio.Nel locale, infatti, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato 27,350 Kg. di hashish. 99 stecchette erano già pronte per lo smercio al dettaglio mentre il restante quantitativo, in via di trasformazione, era composto da 26 pacchi da un chilo e 8 Panetti da 100 grammi.Sul posto, trovati anche 25 grammi circa di cocaina, due coltelli da cucina con tracce che fanno ritenere l’utilizzo per ridurre l’hashish in stecchette e materiale vario per il confezionamento. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale.

Portato davanti al boss per quantificare il pizzo: 5 arresti

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Portato davanti al “boss” per quantificare il “pizzo”. carabinieri arrestano il capo e i suoi 5 complici, tra i quali una donna. Prima avvisato, poi, dopo un’ora, costretto a seguire un uomo e una donna che lo hanno portato davanti al “capo” per quantificare il “pizzo” da pagare subito, e anche quello da versare poi, mensilmente.
E’ quanto capitato il 30 dicembre a un piccolo imprenditore di Cercola che ha dovuto seguire gli emissari di un 45enne di Pollena Trocchia ritenuto elemento di spicco del clan camorristico dei “De Luca-Bossa-Minichini” fino a un centro scommesse di Pollena Trocchia.
Convocata “al cospetto” del 45enne, la vittima è stata accerchiata e poi spostata in un punto poco a vista del centro scommesse. ed è proprio lì che si è concretizzata la richiesta di “pizzo” aggravata dal metodo mafioso: puntando sulla riconosciuta appartenenza al clan il 45enne ha intimato il pagamento di 500 euro subito dopo l’incontro e, poi, di 200 euro al mese.
I carabinieri della tenenza di Cercola, che a partire dalla constatazione della presenza continua del 45enne nel centro scommesse, osservavano i movimenti dei personaggi in questione, hanno ricostruito tutta la faccenda e, dopo le inevitabili ammissioni della vittima, hanno sottoposto a fermo per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso il 45enne (sorvegliato speciale) e 4 dei suoi complici: 3 già noti alle forze dell’ordine uno incensurato, tutti ritenuti vicini al clan “De luca Bossa-Minichini” operante tra Cercola e i quartieri napoletani di Barra e Ponticelli.
Gli arrestati sono Roberto D’Ambrosio, 45enne (sorvegliato speciale) di Pollena Trocchia, Luca Concilio, 34 anni, Bruno Solla, 54enne del “lotto zero” (fratello di Salvatore ucciso a Ponticelli), Eduardo Mammoliti Fiorentino, 25 anni di Ponticelli e Gerardo Russo Ferdinando, 20enne di Cercola e Mariarca Baldassarre 44 anni di Massa di Somma. Gli uomini portati tutti al carcere di Secondigliano.
Il gip di Nola ha convalidato i fermi dei primi 5 per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e disposto la custodia cautelare in carcere per tutti trasmettendo gli atti per competenza alla direzione distrettuale antimafia partenopea. La Dda ha poi chiesto e ottenuto un’ordinanza dal GIP di Napoli.
Il 19 febbraio la donna è stata arrestata su ordinanza di custodia cautelare chiesta dalla DDA ed eseguita dai carabinieri di Castello di Cisterna per altra estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un imprenditore edile del vesuviano.
I militari della Tenenza di Cercola le hanno ora notificato l’Ordinanza di Custodia Cautelare riguardante i fatti di Pollena Trocchia all’interno del Carcere di Santa Maria Capua Vetere 

Luci bagno: errori da evitare assolutamente

Quando si allestisce un bagno si pensa che la luce del soffitto o quella della specchiera soddisfino tutti i requisiti d’illuminazione dell’ambiente, ma non è assolutamente così. Se volete evitare di trovarvi in un bagno poco illuminato oppure illuminato in modo sbagliato, dovete assolutamente evitare questi errori.

Una luce media

Il bagno è un luogo dove si svolgono azioni di precisione, come truccarsi o farsi la barba, quindi serve una luce nitida, non troppo calda, che illumini senza aloni la zona interessata, però è un luogo dove ci si rilassa, quando, a fine giornata, ci si tuffa sotto una bella doccia rigenerante, quindi non va bene una luce troppo fredda. In questo caso sono perfetti i led a luce naturale che soddisfano entrambe le necessità.

Tenere conto delle dimensioni della stanza

Molti scelgono l’illuminazione esclusivamente valutando l’aspetto estetico. Questo non va bene perché la stanza, in base alle dimensioni, ha bisogno di un’illuminazione specifica. Una sala da bagno grande con una luce sottodimensionata sembrerà illuminata dai ceri da cimitero, viceversa una stanza troppo piccola con una luce troppo potente diventerà fastidiosa. La luce deve essere dimensionata e per fare questo si possono usare plafoniere, applique, barre luminose, tutte rigorosamente a led. Una delle soluzioni più interessanti per il bagno è quella di attrezzarlo con lampade in gesso: versatili per forme e colori (che potrete scegliere a vostra discrezione) sono pratiche, economiche e a risparmio energetico quando dotate di luci led.

Non basarti su un solo punto luce

Chi ha un bagno piccolo, spesso, pensa che un punto luce, magari centrato sul soffitto, basti per espletare tutte le funzioni della zona bagno. Sbagliato! Non può essere considerata un’illuminazione funzionale. Provate a farvi la barba con la luce alle spalle che vi illumina dall’alto e lo specchio, davanti a voi, al buio! I risultati potrebbero essere disastrosi. Serve utilizzare una fonte di luce centrale e almeno un’altra nella zona specchio.

La luce attorno allo specchio

L’illuminazione attorno allo specchio, merita un discorso a sé. Non basta mettere una luce come capita, ma deve avere determinate caratteristiche. In primo luogo non deve scaldare, per evitare che il trucco coli mentre le signore stanno tentando di rifinire il make-up. Inoltre la luce deve illuminare uniformemente l’area dello specchio, senza formare zone d’ombra, per permettere una visione globale omogenea. Meglio scegliere una luce che corre lungo tutto lo specchio, con una fila di led a luce bianca.

Pensa all’altezza quando posizioni le luci dello specchio

La soluzione migliore è sempre quella delle luci attorno allo specchio ma se vuoi mettere una sola luce, ad esempio, sopra allo specchio, ricordati che, in base all’altezza, verranno accentuati certi difetti estetici come le occhiai. se la luce è troppo alta.

Attenzione agli standard di sicurezza da applicare in bagno

Elettricità ed acqua devono sempre stare accuratamente separate e il bagno è uno di quei luoghi dove la sicurezza è essenziale. Non mettete nessun genere di presa o luce dentro al doccia, utilizza tutte le prese e gli interruttori a doppia sicurezza, non toccare mai con le mani bagnate prese o interruttori.