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Anziano reagisce ai rapinatori: muore in ospedale per le botte ricevute

E’ morto ieri pomeriggio all’ospedale Rummo di Benevento dove era ricoverato da 15 giorni, Giovanni Andrea Parente, l’82enne, che lo scorso 10 aprile fu aggredito e rapinato in casa insieme con la sorella Angela. Si era ritrovato i banditi in casa al borgo Latonuovo di Montesarchio e nonostante l’età avanzata aveva reagito e ingaggiato una colluttazione con i banditi. naturalmente aveva avuto la peggio. Picchiato selvaggiamente aveva riportato la frattura del femore e aveva ferite al volto e in varie parti del corpo. Ieri pomeriggio il suo cuore ha cessato di battere. I banditi, armati di pistola e con il volto coperto da passamontagna erano entrati in casa forzando una finestra al piano terra dell’abitazione. alla reazione di Giovanni non esitarono a picchiarlo costringendo la donna a consegnargli il denaro che avevano in casa. Bottino magro: solo 350 euro, poi la fuga. da quel giorno i carabinieri stanno indagando per risalire ai responsabili.

Napoli, nuova stesa a San Giovanni sotto casa del cognato del boss D’Amico

Napoli. Il botta e risposta a suon di stese e agguati tra i clan Rinaldi-Reale da una parte e i Mazzarella-D’Amico dall’altro è continuato anche nella serata di ieri nonostante la giornata festiva. Nel mirino di nuovo Giovanni Salomone, cognato dei fratelli D’Amico di San Giovanni a Teduccio. Pistoleri in sella a due moto hanno effettuato l’ennesima scorribande nella serata di ieri al corso Protopisani dove abitano sia Salomone sia altri pregiudicati legati ai D’Amico di vi nuova Villa. Sette colpi esplosi in aria in rapida successsione e poi la fuga. Quando la polizia, arrivata sul posto, avvertita dai cittadini ormai abituati a convivere con la paura, hanno trovato i sette bossoli calibro 9 per terra. Fortunatamente questa volta non ci sono feriti. I colpi però hanno danneggiato due auto parcheggiate e scalfendo il portone di ingresso dell’abitazione, situata nel parco Colombo. Ma solo due settimane fa in quella zona Salomone sfuggì miracolosamente a un agguato. Rimase ferito a una spalla grazie alla sua prontezza di riflessi e alla velocità nell’accorgersi dell’arrivo dei killer e nella fuga. Era lo stesso giorno in cui era uscito dal carcere il boss Ciro Rinaldi detto may way, arrestato due settimane prime perché ritenuto il mandante del duplice omicidio di Raffaele Ultimo Cepparulo e dell’innocente Ciro Colonna. da quel giorno nella zona di san Giovanni a Teduccio ci sono state altre due stese sempre sotto casa del boss al rione Villa. Ieri è arrivata la risposta. E le stese continuano…

 

Preso dopo 40 anni il ‘mostro’ della California: 12 omicidi, 45 stupri e 120 rapine

Per oltre quarant’anni era rimasto uno spettro senza volto. Ora polizia ed Fbi sembrano davvero vicine alla soluzione di un ‘cold case’, con la cattura di un uomo che pensano sia il mostro che ha terrorizzato la California per anni e anni. Si tratta del famigerato ‘Golden State Killer’, un ex agente di polizia accusato di aver commesso ben 12 omicidi, 45 stupri e 120 rapine, tutti perpetrati in un’area tra le contee di Sacramento e di Orange. A incastrare definitivamente l’assassino sarebbero gli esami del Dna. A confermare la cattura e’ stata la portavoce del Bureau investigativo federale, Angela Bell. Le autorita’ statali hanno poi fatto sapere che sono state proprio le tracce genetiche ritrovate sul luogo di due degli omicidi compiuti nel 1978 a Sacramento a portare all’arresto dell’uomo. Sulla sua testa pendono per ora due capi d’imputazione per omicidio, ma e’ quasi certo che la persona arrestata sia anche l’autore degli altri crimini. L’individuo finito in manette nella contea di Sacramento si chiama Joseph James DeAngelo, e oggi ha 72 anni. La sua descrizione sembra corrispondere perfettamente a quella degli identikit di colui che ha scatenato il terrore nello stato negli anni Settanta e Ottanta. Le ricerche erano ripartite all’inizio di quest’anno, dopo l’uscita di un libro dal titolo “I’ll Be Gone in the Dark”, scritto da Michelle McNamara, autrice che da anni si e’ appassionata al caso del serial killer. Caso sul quale l’investigatore della contea di Contra Costa, Paul Holes, ha lavorato per decenni, affermando il mese scorso che il killer continuava a seguire le notizie riguardanti i suoi crimini cambiando il modo in cui attaccava le sue vittime. “Ha coperto le sue tracce molto bene”, ha detto Holes: “Cio’ di cui pero’ non ha tenuto conto e’ stato l’uso della tecnologia per paragonare il suo Dna con le tracce rinvenute sulla scena del crimine”. L’investigatore ha spiegato quindi che il killer negli anni ha lasciato molte tracce del suo Dna, quele che ora sono servite per identificarlo. Il primo stupro del ‘Golden State Killer’ risale al 18 giugno 1976: la vittima, Jane, stava dormendo con il figlio di 3 anni mentre il marito era gia’ andato al lavoro. A un certo punto un uomo mascherato entro’ nella camera da letto con in mano un coltello da macellaio, lego’ madre e figlio, li bendo’, e poi violento’ la donna. Da quel momento il killer e’ diventato uno degli uomini piu’ ricercati d’America. Ma lui nel frattempo continuava a compiere omicidi, stupri e rapine in diverse comunita’, sempre in California. All’inizio prese di mira donne sole con figli, diventando conosciuto come ‘Original Night Stalker’, poi – sino al 1986 – colpi’ anche diverse coppie all’interno delle loro case. Nessuno era mai stato catturato o identificato, ma secondo i le informazioni diffuse dalle forze dell’ordine il killer avrebbe dovuto avere tra i 60 e i 75 anni. Proprio come l’uomo arrestato. Nel 2001 l’Fbi offri’ una ricompensa di 50 mila dollari a chi avesse fornito informazioni per arrivare al suo arresto. 

Napoli, medico aggredito da un paziente al pronto soccorso del San Paolo

Napoli. Ancora un’aggressione in un ospedale della città La numero 24 dall’inizio dell’anno. E’ accaduto all’ospedale san Paolo di Fuorigrotta. E anche questo caso viene segnalato dall’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate” la cui pagina facebook sta diventando un vero punto di riferimento per gli operatori sanitari della Campania. L’episodio si è verificato alle 20.40 circa di oggi, all’interno del Pronto Soccorso del nosocomio di Fuorigrotta. Un utente, ricostruisce l’associazione, si sarebbe scagliato con modi violenti contro un medico, prima insultandolo e minacciandolo e poi colpendolo con uno schiaffo. Sul posto sono intervenute le pattuglie della Polizia di Stato per raccogliere le testimonianze e identificare l’aggressore.

Camorra, il pentito: ‘Il carabiniere corrotto disse al boss di iscriversi al Sert così in caso di arresto sarebbe uscito subito’

Non solo soffiate, favori di varia natura ma anche suggerimenti su come uscire presto dal carcere in caso di arresto. E’ l’inquietante spaccato che esce fuori dai verbali dei pentiti che accusano il carabiniere corrotto Lazzaro Cioffi in servizio al comando di Castello di Cisterna e finito in carcere la scorsa settimana insieme con altri dodici persone tra cui la moglie (che è ai domiciliari) per legami con il clan Ciccarelli del parco Verde di Caivano e in modo particolare con il reggente, il boss Pasquale Fucito detto ‘o marziano. Il rapporto tra il carabiniere corrotto e il boss del parco Verde era così intenso che il militare secondo il pentito Andrea Lollo gli suggerì “di iscriversi al Sert e farsi fare una visita psichiatrica per prepararsi il terreno per essere poi scarcerato”. Sono due le deposizioni di Lollo che toccano questo argomento e del grado di corruzione di Cioffi. La prima è del 15 ottobre del 2017:

” … omissis .. La SV mi chiede e sono a conoscenza di forze dell’ordine corrotte. Le dico che sono amico e ho rapporto dii “lavoro” con tale Fucito Pasquale di Caivano il quale a sua volta è molto amico di un carabiniere di Cisterna tale “Marcolino”…. Il predetto Marcolino aveva un1 ristorante a Caserta, 50 metri dopo l’uscita di Caserta nord verso la Reggia, sulla destra, sono anche andato mangiare, ha tre vetrine sulla strada. Questo ristorante lo ha rilevato nel 2016 ma poi siccome non andava bene, lo ha comprato il fratello di Fucilo Pasquale, Giovanni, al prezzo di 120.000 – 130.000 euro circa, ma in realtà il ristorante vale 50-60.000 euro perché non lavorava. Io e Pasquale andavamo a mangiare proprio per farlo lavorare perché era sempre vuoto. Giovanni ha recuperato i soldi tramite la sua attività dell’Eurobet ma per lo più dall’illecito traffico di eroina che il predetto Giovanni Fucilo tratta con la mamma e con il fratello Mimmo. Chiaramente il prezzo maggiorato probabilmente non risulta ufficialmente ma comunque rientra nel rapporto particolare tra Pasquale e quel carabiniere il quale da ultimo ha riferito a Pasquale che tra ottobre e novembre vi sarebbe stato un blitz che avrebbe colpito anche me lui e altri soggetti di Caivano. Pasquale mi disse che lui sarebbe subito uscito in quanto, come stanno facendo tutti, si stanno iscrivendo al Sert in modo che appena arrestati escono subito. Fucito Pasquale mi ha anche detto che da dei soldi mensili a Marcolino ma non mi ha mai detto quanto. Costui è andato ospite suo a Mondragone quest’estate. Preciso che Pasquale ha due amici alla Maggiore di Capodichino tramite i quali ha fatto noleggiare la macchina alla figlia di Marcolino una 5OOX bianca. Attualmente Pasquale, Fulvio e Ivano del suo gruppo di cui vi parlerò, noleggiano macchine cambiandole ogni mese … omissis … “.

E a proposito delle auto tre giorni dopo il collaboratore di giustizia in un altro verbale contenuto nelle 252 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Francesca Ferri precisa: “… Fucito non sta comprando più macchine le sta noleggiando. Fu Pasquale a dirmi che Marcolino gli aveva consigliato di noleggiare e  non di comprare .. . omissis …Fucito Pasquale fin dal 2015 ha iniziato a parlarmi di Marcolino: preciso che nel Parco Verde Marcolino è molto conosciuto perché ha fatto diversi blitz, l’ultimo me lo ricordo nel 2005-2006 oltre ad altri arresti di spacciatori vari. Il predetto Fucito con il quale avevo un ottimo rapporto mi disse che Marcolino si era aperto un ristorante a Caserta Nord e gli aveva chiesto di portargli un po di clientela, avevo già capito che i rapporti tra Pasquale Marcolino erano buoni. Siamo andati a mangiare una decine di volte con le famiglie da Marcolino: nel ristorante c’era sempre lui o la figlia e la moglie. Poi come già Le ho detto dopo pochi mesi, forse sette otto mesi, il ristorante andava male come mi disse Pasquale e gli propose l’acquisto. Ricordo in particolare a novembre del 2015 un1 giorno ero a casa di Fucito, io lui Zio Michele e la moglie Veronica, Pasquale mi disse che nell’arco di 2 settimane doveva dare 60.000 euro a Marcolino perché aveva dei problemi economici. Ricordo che era sotto Natale 2015. Pasquale mi disse che glieli doveva dare ma che Marcolino aveva detto che glieli avrebbe restituiti a gennaio 2016. Pasquale mi disse che gli aveva detto che non voleva nessuna restituzione, glieli regalava. Nell’occasione però Pasquale rivolgendosi a me mi disse “Siccome lavoriamo insieme 50.000 euro li metto io e 10.000 li metti tu. I 60.000 era stati raccolti da Pasquale in quest’ordine: 25.000 erano stati dati dalla madre di Pasquale, dal fratello Mimmo e dall’altro fratello Giovanni, 25.000 lo stesso Pasquale e 10.000 li avevo messi io. Pasquale mi diceva sempre che in questo modo stava tranquillo perché Marcolino “aveva un occhio di riguardo” ovvero se c’era un blitz o una perquisizione lo avvertiva sempre. lo gli diedi 10.000 euro che ovviamente avrei fatto in modo di recuperare nelle vendite che gli facevo. Ricordo anche che dopo quest’episodio dei 60.000 euro, quindi nel corso del 2016, un giorno Pasquale mi disse che Marcolino lo aveva avvisato che il giorno successivo alle 16.30 sarebbero a fargli una perquisizione e quindi di farsi trovare pulito.
lo chiesi a Pasquale se andava proprio Marcolino a fargli la perquisizione ma lui mi disse che Marcolino non sarebbe andato ma era stato avvisato dai colleghi di fuori zona perché, così mi spiegò Pasquale, quando i colleghi di fuori zona dovevano fare una perquisizione dovevano avvisare i carabinieri competenti. Marcolino fa servizio a Cisterna. Infatti il giorno successivo effettivamente nel pomeriggio andarono a .fare una perquisizione a casa di Fu cito Pasquale, mi ricordo che mi disse che erano andati insieme Carabinieri e Polizia, ma non avevano trovato nulla. Dico ciò perché Fucito normalmente ha grossi quantitativi di droga a casa sua almeno fisso uno o due chili per smerciarli, ovviamente con vedette sotto casa che lo avvisano davanti e dietro e hanno già pronta una via di fuga dal tetto. A casa Fucito viene coadiuvato dalla moglie Veronica, ricordo che Pasquale mi ha detto che per timore che la moglie venisse arrestata ha deciso di avere un nuovo bambino così potrà godere degli arresti domiciliari. Come Le ho già detto trovandosi in difficoltà il predetto Marcolin0 ha chiesto a Pasquale di comprarsi il suo ristorante che negli ultimi periodi non andava affatto bene… il ristorante è stato pagato tra i 100-130.000 euro ed è stato comprato da Giovanni fratello di Pasquale Fucito.
Preciso che quando ultimamente Pasquale Fucito che Marcolino gli aveva anticipato che fra ottobre e novembre io e lui saremmo rientrati in un blitz e saremmo stati arrestati, gli aveva anche consigliato di iscriversi al SERT e farsi fare una visita psichiatrica per prepararsi il terreno per essere poi scarcerato.Mi disse pure che a settembre il predetto aveva avuto problemi di salute e in quell’occasione era stato visitato presso la sua abitazione da ufficiali importanti di Roma. Mi diceva sempre che Marcolino godeva di una grande stima all’interno della sua caserma”.

 Rosaria Federico

 @riproduzione riservata

Liberazione: boom di turisti a Napoli, Vesuvio, Scavi, Faito. Ma scatta l’ingorgo serale sul litorale flegreo

Napoli e la provincia invasi dai turisti in un 25 aprile all’insegna dell’arte e della cultura. Complice il bel tempo e il clima primaverile, secondo i dati del consorzio Arte’m concessionario del servizio di biglietteria, oggi sono stati 4.255 gli accessi al sentiero del Gran Cono del Vesuvio, uno dei piu’ battuti dai turisti che conduce fin sopra la vetta del vulcano. Bene anche i siti archeologici che, si apprende dalla Soprintendenza, fanno registrare un totale di 17.538 presenze. Boom a Pompei con 14.535 visite, Ercolano con 2.742, Oplonti 249 e il Museo di Boscoreale 12.
Un giorno di grande afflusso di gente per l’Eav quest’oggi. La funivia del Faito ha fatto registrare ben mille e duecento transiti, con servizio prolungato eccezionalmente fino alle 17.30. Affluenza record anche per Cumana e Circumflegrea con molte persone che da Napoli si sono spostate verso l’area flegrea e la zona di Cuma e Licola. Nelle stazioni c’è stato un massiccio controllo da parte delle guardie giurate dell’azienda di trasporto pubblico della regione Campania anche con l’ausilio di unità cinofile.
A Capodimonte migliaia di cittadini hanno invaso i prati dal lato del Cellaio, la zona che Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte ha destinato allo svago, consentendo a tutti di stendersi sul prato e giocare a pallone. Grandi e piccini si sono goduti il sole e l’aria aperta. Il Museo di Capodimonte che ha rinunciato al suo giorno di chiusura è stato premiato dall’invasione di cittadini in festa. E anche dai turisti che ne hanno affollato le sale. Ricco il programma delle animazioni a cura dell’associazione MusiCapodimonte per il 25 aprile: nelle sale dell’Armeria c’è stata la performance della Compagnia Arcoscenico ‘O Cantastorie (Napoli 1890) tratto dall’omonimo sonetto di Ferdinando Russo con Margherita Rago e Rodolfo Fornario, mentre la Dama di Corte Antonella Quaranta ha accolto i piccoli visitatori nelle sale del museo. Poi nel cortile il duo di Posteggia napoletana, con Aldo Cozzolino e Angelo Coraggio hanno cantato canzoni classiche napoletane. Un programma che si ripeterà anche durante il weekend (sabato 28 e domenica 29 aprile), in cui si potrà assistere alla performance del maestro Rosario Ruggiero con La Musica al tempo dei Borbone.

Invece in serata centinaia di automobilisti sono rimasti intrappolati per ore a Varcaturo. Impossibile contare le auto che dal primo pomeriggio sono ostaggio del traffico, complice la totale assenza di vie alternative per chi abbia scelto di percorrere il tratto litoraneo che da Lago Patria si snoda fino alle strutture ricettive di Licola, tra il giuglianese ed il Comune di Pozzuoli. 

Napoli, l’odissea delle Funicolari: oggi stop a quella di Chiaia

“ Mi trovavo in via Cimarosa, stamani, nei pressi della stazione superiore della funicolare di Chiaia, quando, poco prima di mezzogiorno, la mia attenzione è stata richiamata da un capannello di persone, che andava via via crescendo nella piazzola, antistante l’ingresso della stazione stessa – esordisce Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari e del trasporto pubblico – . Avvicinatomi ho potuto così constatare che l’ingresso era chiuso, con cancelli di ferro sbarrati, nel mentre su una delle porte era stato affisso un volantino, che evidentemente fa parte di un modulo preconfezionato, sul quale si leggeva: “Impianto temporaneamente fuori servizio. Stiamo lavorando per ripristinarlo nel più breve possibile. Ci scusiamo per il disagio”. Trattandosi evidentemente di un prestampato, non compariva nessuna notizia dei motivi dai quali era scaturito il “fuori servizio” né sulla durata dello stesso.

” Mentre questa situazione si protraeva nel tempo, il capannello cresceva e anche le proteste per un fermo che appariva, agli occhi dei presenti, del tutto immotivato, senza, peraltro, che, nel frattempo, fosse stato neppure disposto un servizio alternativo con un mezzo su gomma, per consentire, tra l’altro, il rientro di tante persone che si erano recate al Vomero nella mattinata di festa – prosegue Capodanno -. Tra loro anche una famigliola di turisti spagnoli, composta da tre persone, che erano andate a visitare San Martino e che ora doveva rientrare per il pranzo nell’albergo, situato nella zona di Chiaia. Trasformatomi in guida turistica, ho spiegato loro che avrebbero potuto prendere, in alternativa, la funicolare Centrale e che, una volta giunti in via Roma, avrebbero potuto chiedere indicazioni per proseguire a piedi per raggiungere l’albergo “.

“Purtroppo anche quello che un tempo rappresentava il “gioiello” del sistema di trasporto pubblico al Vomero, con le tre funicolari Centrale, di Chiaia e di Montesanto – sottolinea Capodanno -, oramai manifesta disfunzioni continue con fermi improvvisi quanto irritanti per la numerosa utenza. Tanti i guasti alla funicolare Centrale dopo la riapertura a luglio scorso, uno, eclatante, nello stesso giorno della ripresa delle corse, altri guasti con conseguenti fermi hanno riguardato la funicolare di Montesanto, ma l’impianto che attualmente desta maggiori preoccupazioni è proprio quello di Chiaia, sulle porte delle carrozze del quale negli ultimi tempi è comparsa, sempre con maggiore frequenza, la scritta “porta guasta”. Un impianto che, va ricordato, sta operando in regime di proroga dal momento che già l’anno scorso avrebbe dovuto fermarsi per la revisione obbligatoria ventennale “.

“Ma – puntualizza Capodanno -, a meno che non venga richiesta e concessa un’ulteriore proroga, cosa che appare di difficile realizzazione, visto che l’impianto oltre che in data odierna si è già fermato in diverse occasioni, il mese prossimo l’impianto a fune di via Cimarosa, il più antico tra le quattro funicolari presenti a Napoli, dal momento che fu inaugurato nel lontano 15 ottobre 1889, dovrebbe chiudere, e per ben dieci mesi, confidando nel fatto che, a differenza di quanto accaduto per i lavori di revisione della funicolare Centrale, dove i dieci mesi iniziali sono poi diventati di fatto quasi dodici, tale tempistica venga poi rispettata “

“Resta poi la questione più volte sollevata e a tutt’oggi non ancora risolta del prolungamento delle orari di funzionamento – ricorda Capodanno -. Al riguardo, affinché venisse ripristinato, per i mezzi di trasporto pubblico su ferro, l’orario vigente prima dell’estate dell’anno scorso, con il prolungamento degli orari per le funicolari di Chiaia e Centrale, oltre che del metrò collinare, fino alle 24:00, e, nei giorni di venerdì e sabato, fino alle due di notte, fu anche promossa una petizione on line che al momento ha superato le 1.850 firme, senza però che vi siano state risposte operative, visto che le due funicolari continuano ad effettuare l’ultima corsa alle 22:00

“ Infine – conclude Capodanno – i guasti che, negli ultimi tempi, stanno costringendo a fermare con eccessiva frequenza questi impianti, oltre a causare irritazione e rabbia, potrebbero generare, nella numerosa utenza, stimata complessivamente, per le tre funicolari presenti al Vomero, in circa 55mila persone nei giorni feriali, una sorta di diffidenza che potrebbe farli ritenere non del tutto affidabili, benché si tratti d’impianti, come quello della funicolare Centrale, rammodernati con l’investimento di notevoli risorse finanziarie pubbliche. Laddove, ancora oggi, si ricorda che, quando la gestione degli stessi era affidata alle società private che li avevano costruiti, gli impianti a fune non si fermavano mai e la manutenzione, costante e continua, veniva effettuata sempre nel corso delle ore notturne “.

Per richiamare ancora una volta l’attenzione della pubblica amministrazione sul problema del malfunzionamento del trasporto pubblico, con particolare attenzione a quello su ferro, il Comitato Valori collinari, insieme ad altre associazioni e comitati di zona, ha in programma di organizzare a breve un flash mob, che potrebbe svolgersi già sabato prossimo, durante il quale verrà intonata la nota melodia napoletana funiculì, funiculà.

Napoli, stesa di camorra vicino al Policlinico: recuperati 6 bossoli

Ancora spari in strada a Napoli. Oggi verso le 17:30 invia delle Anticaglie, nei pressi del vecchio Policlinico non lontano da via Duomo, ignoti, in un un raid a scopo intimidatorio hanno esploso sei colpi d’arma da fuoco passando in scooter. Nessun danno a negozi o vetture parcheggiate. Indaga la polizia. Alcune persone hanno visto una moto allontanarsi; sul posto la ‘ scientifica’ ha rinvenuto sei bossoli calibro 9×21. Nessun danno, secondo primi accertamenti, a danni e persone. Ma probabilmente, viste i tanti cittadini che in queste ore di festa stanno affollando le strade della città, diverse persone erano in zona. E’ l’ennesima stesa che si verifica nelle strade del centro storico di Napoli da mesi attraversato da frizioni tra le varie famiglie camorristiche per il controllo del mercato della droga. In questo caso lo scontro vede contrapposti i Mazzarella con i nuovi Giulianodi Forcella alleati a loro volta dei Rinaldi di san Giovanni a Teduccio, nemici storici degli stessi Mazzarella. Gli investigatori stanno guardando in queste ore i filmati delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e quelle private poste lungo la strada per cercare di risalire al commando che ha fatto fuoco in strada.

Napoli: invasione a Firenze mentre Adl vuole una squadra in Belgio

Un’invasione azzurra pronta per spingere il Napoli nell’inseguimento al sogno scudetto. Saranno almeno diecimila i tifosi del Napoli domenica pomeriggio all’Artemio Franchi per la sfida di Insigne e compagni alla Fiorentina, ma soprattutto, per rispondere alla Juventus che giochera’ sabato in anticipo contro l’Inter. I supporter del Napoli sperano che la trasferta di Firenze possa essere gia’ quella del sorpasso in caso di risultato positivo della squadra di Spalletti contro i bianconeri, ma comunque la volata e’ lanciata e nessuno vuole perdersela. I posti nel settore ospiti, oltre 2.500, si sono volatilizzati, ma i tifosi del Napoli da tutto il nord Italia stanno acquistando i biglietti per altri settori per sostenere la squadra di Sarri, tanto che la partita e’ considerata ora anche a rischio incidenti vista la massiccia presenza di tifosi del Napoli, anche se non c’e’ una particolare rivalita’ con la Fiorentina. Anzi, le due tifoserie sono da sempre legate da un ideale anti-juventino. Ideale che non si vedra’ in campo, visto che da Firenze sono arrivati molti segnali sul fatto che i viola non hanno intenzione di “scansarsi”, visto che il sesto posto che porta in Europa League e’ si’ lontano quattro punti ma ancora idealmente raggiungibile. Per questo Sarri in questi giorni oltre a preparare la gara contro i viola ha anche spento gli entusiasmi dello spogliatoio azzurro, cercando di far passare la sbornia di Torino per restare con i piedi per terra. Il tecnico azzurro ha fatto sostenere oggi una doppia seduta di allenamento, con la solita particolare attenzione ai difensori, ma anche con una attenta valutazione degli attaccanti, in particolare del ballottaggio Mertens-Milik che si riproporra’ alla vigilia della gara di Firenze. Con il tecnico toscano oggi a chiacchierare dello sprint anche Eddy Reja, esperto allenatore ancora molto amato a Napoli, che ha valutato con il tecnico azzurro il rush finale per lo scudetto. Intanto il Napoli pensa al futuro. Younes, messo ai margini dall’Ajax ma con un contratto gia’ firmato per gli azzurri, continua a fare di testa sua e a trattare con il Wolfsburg: probabile che il Napoli lo lasci decantare per poi aprire un’asta in estate e cederlo al miglior offerente. Intanto tra le cose per il futuro torna di moda l’idea di De Laurentiis di comprare un club all’estero: secondo la radio ufficiale del club, Kiss Kiss Napoli, il patron azzurro avrebbe nel mirino una societa’ di serie B in Belgio. Ma la prospettiva che temono i tifosi e’ quella di un addio di Sarri e qualche ombra sul futuro l’ha lanciato la decisione di Alessandro Pellegrini, manager di Sarri, di aprire una collaborazione con il procuratore Fali Ramadani per le operazioni all’estero.

Tre morti e uno grave, tragico incidente in Sicilia: tra le vittime anche una donna incinta

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Giuseppe Marino, la moglie Chiara Carrubba, in stato di gravidanza, e Giovanni Violano sono le tre persone decedute nell’incidente stradale avvenuto oggi pomeriggio nel Siracusano. La quarta persona che si trovava all’interno dell’auto, sorella di Chiara Carrubba, e’ stata sbalzata in strada ed e’ stata trasportata con l’elisoccorso all’ospedale Cannizzaro di Catania, dove si trova ricoverata in gravi condizioni. Tutte le vittime erano di Floridia in provincia di Siracusa. I quattro, due coppie, viaggiavano a bordo di Ford Focus. Per cause da accertare Marino, che si trovava alla guida, ha perso il controllo della macchina che si e’ capovolta ed e’ finita in una scarpata. Immediato l’arrivo delle ambulanze del 118 e dei vigili del fuoco che hanno estratto i cadaveri dall’auto. 

Scafati, il repubblicano De Luca: ‘La città va amministrata senza compromessi’

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Parte nel giorno della Liberazione l’attacco politico del  responsabile del partito repubblicano di Scafati, Raffaele De Luca: “Siamo pronti al voto, mai una città commissariata è stata cosi allo sbando, i commissari delegati che rinunciano all’incarico il nuovo che rimane fermo non curandosi al male che la città sta vivendo , il segretario comunale che andrà via per motivi personali il comandante dei vigili che rimane fino settembre -ottobre perché ancora sotto contratto”. E’ lunghissimo l’elenco delle cose che non funzionano secondo De Luca che per questo motivo ritiene che ci siano “tutte le condizioni per chiedere e ottenere lezioni anticipate, i repubblicani che da mesi lavorano per dare un governo alla città sono pronti a scendere in campo con una coalizione”. De Luca spiega: “La città va governata da persone serie, per questo noi diciamo no alle ammucchiate politiche. Ho incontrato alcuni imprenditori della città pronti a sostenere il nostro progetto. Nel  nostro percosso politico in questi mesi abbiamo aperto a noti avvocati penali e civili per la guida di palazzo Mayer. Il lavoro più duro sarà quello di risollevare la città dal crack finanziario. Bisogna dare spazio a quei professionisti locali per anni sono stati emarginati dalla politica ma che sarebbero in grado di dare una mano importante. La città é pronta a dimenticarsi questi due anni di cattiva amministrazione. Il nostro candidato sindaco sarà uno scafatese doc in grado di governare senza compromessi e con amore la nostra città”.

Napoli, circa 200 accessi in 48 ore al Pronto soccorso del Cto

“Circa 200 accessi al Pronto Soccorso del CTO nelle prime 48 ore. E’ un risultato importante per Napoli per la sicurezza dei cittadini. E’ la conferma che la riapertura del pronto soccorso, rimasto chiuso 9 anni, e’ una svolta decisiva per migliorare l’assistenza e decongestionare gli altri presidi. Si conferma la vocazione traumatologica dell’Ospedale: il 58% degli accessi sono stati dovuti a traumi. L’80% dei pazienti e’ giunto al Cto con mezzi propri”. Cosi’, in un post su Facebook, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. 

Napoli, il grande ex Careca: “Scudetto possibile”

“Il Napoli è stato perfetto ed ha meritato la vittoria perché esprime un calcio bellissimo, tra i più belli in Europa. Vedo una squadra matura ed intelligente e lo so che Sarri vuole sempre un bel gioco dai suoi, ma adesso guarda anche il risultato, dato che alla fine conta vincere”. Parola di Antonio Careca, ex centravanti dei campani che ai microfoni di Radio Crc ha commentato così il successo ottenuto dagli azzurri contro la Juventus che ha riaperto il campionato. “Ho visto la partita fino all’80’ e quindi non il gol, poiché ero in viaggio. Anche fino a quel momento, però, gli azzurri hanno cercato sempre il gol – ha aggiunto – C’è ancora un punto tra Napoli e Juve, ma credo che gli azzurri debbano crederci, perché lo scudetto è possibile. Ho parlato con De Laurentiis e gli ho detto che deve vincere a Napoli per dare una gioia ai tifosi. Noi napoletani formiamo un altro Paese, Napoli è così”.L’ex giocatore brasiliano ha poi ricordato che “quando vincemmo lo scudetto c’erano calciatori che facevano la differenza, su tutti Maradona, mentre oggi il Napoli è forte soprattutto per il gioco che esprime. Napoli incanta il mondo e Sarri è un fenomeno perché ha una buona squadra, ma lui li sa esaltare. E poi sa preparare i propri calciatori ed è in continua sintonia col gruppo – ha concluso – Allan non molla mai, è un calciatore molto interessante, ma il Brasile ha diversi calciatori in quel ruolo. E’ migliorato tantissimo come Jorginho che ha imparato ad essere più continuo”.

In coma il tifoso del Liverpool aggredito da romanisti. L’Uefa minaccia: ‘Sanzioni severe’

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E’ in coma, con gravi danni al cervello, Sean Cox, 53 anni, il tifoso d’origine irlandese del Liverpool aggredito fuori dalla stadio prima di Liverpool-Roma. Lo riferiscono i familiari ai media britannici. La moglie, secondo altri parenti sentiti dal Mirror e dal Liverpool Echo, si sta chiedendo in queste ore “se non sia il caso di lasciarlo andare”. Per la vicenda sono stati arrestati due sostenitori romanisti, accusati di tentato omicidio, ma – dicono i familiari – l’aggressione sarebbe stata compiuta da “13 teppisti”. L’Uefa si e’ detta “profondamente sconvolta” dall’aggressione davanti ad Anfield in cui e’ stato gravemente ferito un tifoso del Liverpool. L’Uefa, si legge in una nota, “e’ profondamente sconvolta per il vile attacco, i nostri pensieri sono per la vittima e i suoi familiari. Gli autori di questo ignominioso attacco non hanno alcun posto nel calcio e confidiamo che saranno trattati con la massima severita’ dalle autorita'”. “L’Uefa attende di ricevere un rapporto completo prima di decidere eventuali procedimenti disciplinari”, si legge ancora nella nota. 

25 aprile: Manifesto delle Terre di Don Diana contro la camorra

Nel giorno della Liberazione dal Nazifascismo, il Comitato Don Diana lancia l’appello contro le nuove forme di camorra, quasi una “road map” di progetti e azioni concrete per liberare una volta per tutte il territorio casertano dalla piaga mafiosa e renderlo piu’ vivibile. La sintesi e’ nel Manifesto delle Terre di don Peppe Diana, frutto di un Patto d’azione corale con il contributo di magistrati, forze dell’ordine, giornalisti, medici, docenti, sociologi, cittadini, imprenditori, sacerdoti, economisti, formatori, amministratori, studenti, operai e volontari. A febbraio, il Comitato don Peppe Diana, con il coordinamento provinciale di Libera Caserta, aveva lanciato un appello a tutte le categorie per mettere a sistema le conoscenze e le esperienze acquisite nel tempo e nei diversi settori di competenza. Il risultato e’ appunto questo documento che indica soluzioni e da’ suggerimenti per superare le criticita’ relative a temi come la giustizia, lo sviluppo locale, il welfare sociale ed una buona pubblica amministrazione. Sul tema della giustizia, e di quelli correlati di ambiente, risorse e salute, e’ necessario, si legge nel manifesto, “serrare le fila del contrasto con magistratura e forze dell’ordine di alta professionalita’ giudiziaria, cercando magari di limitare o rendere meno frequente quella turnazione che rischia di interrompere indagini, far perdere il filo delle connessioni spesso sfuggevoli”. Il manifesto dice “no all’autoreferenzialita’ dell’associazionismo”, che deve aprirsi ad un’idea di sviluppo che non abbia paura di confrontarsi con il mercato del profitto.

 C’e’ infatti la necessita’ di rendere piu’ efficace e concreto le collaborazioni socio-economiche tra imprese sociali e imprenditori sani del mondo profit. Si chiede poi esplicitamente di “ripartire dal rilancio socio economico del territorio di Castel Volturno come luogo prospettiva che vuol dire orientamento di risultato e avere obiettivi. Si tratta di risanare un territorio dalle potenzialita’ enormi per troppi decenni abbandonato a se stesso”. Sul tema dello sviluppo locale, il Manifesto propone “un nuovo sistema di welfare con al centro il riutilizzo dei beni confiscati, la cui ristrutturazione potrebbe essere inserita nei Piani triennali delle opere pubbliche o comunque nei piani urbanistici locali”. Urge inoltre un “percorso di recupero dei familiari dei camorristi o degli stessi ex camorristi che espiata la pena decidono di cambiare vita, chiedendo una chance alla societa’, e’ chiaramente non oltre rinviabile. Alla base del percorso e’ fondamentale la pubblica abiura di quell’ex camorrista o familiare, rispetto all’intero sistema criminale”. Per ridurre e arginare il fenomeno della corruzione nella Pubblica amministrazione, che mina la fiducia dei cittadini, andrebbero previsti “migliori e piu’ efficaci strumenti di valutazione e selezione della classe dirigente, la rotazione dei dirigenti di settore anche tra Enti diversi, soprattutto quelli degli Uffici tecnici, per evitare assuefazione e comportamenti abitudinari e a volte scontati e sfrontati”. Bisognerebbe poi “stimolare la partecipazione e la semplificazione amministrativa per dare risposte piu’ immediate e istituire un Osservatorio provinciale sulla corruzione”. 

Inquinamento del mare a Portici, è scontro tra Cuomo e il vice sindaco della Città Metropolitana

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“Il Sindaco di Portici, come oramai spesso gli capita, non ha perso occasione per attaccare la Città Metropolitana di Napoli su questioni di cui è competente il Comune di Portici. In realtà, il Sindaco Cuomo si dimostra sempre poco attento a riconoscere le competenze in capo alla sua Amministrazione: in questo caso, mi riferisco in particolare alla sua denuncia circa l’inquinamento che affligge le coste antistanti il Comune di Portici. Egli, infatti, si è scagliato contro il presunto immobilismo degli uffici della Città Metropolitana nell’intervenire in merito e anche contro il Comune di Napoli che, a suo dire, inquinerebbe con le sue emissioni Portici. A tale riguardo, sono costretto a ricordargli, innanzitutto, che oramai dal lontano 2010 la competenza a verificare ed autorizzare gli scarichi è stata trasferita ai Comuni e non è quindi potere della Città Metropolitana intervenire”. E’ quanto si legge in una nota rilasciata oggi dal Vice Sindaco Metropolitano Salvatore Pace in merito alle polemiche relative al rischio inquinamento costa a seguito di scarichi nei collettori in zona San Giovanni a Teduccio Napoli. “In secondo luogo – continua la nota – per quanto attiene al Comune di Napoli, bisogna dire che in località Boccaperti, adiacente a Pietrarsa, hanno sbocco a mare due collettori pluviali di grandi dimensioni: il collettore di Volla e quello di Levante. Mentre il collettore di Levante rientra nelle competenze del Comune di Napoli, il primo, quello di Volla, è di competenza della Regione, avendo una dimensione sovracomunale. Il Comune di Napoli ha, comunque in essere, fin dall’epoca del Commissariato emergenza sottosuolo, un progetto per eliminare le proprie immissioni nere all’interno del collettore. Il progetto si è tradotto in un appalto di lavori suddiviso in due lotti. Il primo lotto è stato realizzato e collaudato, mentre il secondo è in corso di esecuzione. Circa il collettore di Levante, in aggiunta alle programmate verifiche, su sollecitazione costante del Sindaco de Magistris, nei prossimi giorni verranno effettuate ulteriori verifiche straordinarie. Spero, a tutela di tutti, che il Sindaco Cuomo possa chiedere ai suoi uffici lo stesso zelo. Pur non volendo entrare in polemica, sono costretto dunque a puntualizzare come stanno le cose a causa della violenza e della falsità degli ormai quotidiani attacchi che subiamo dal Sindaco Cuomo”. “Infine – conclude Pace – lontano dai clamori mediatici, egli scrive ai nostri uffici per chiedere migliaia di euro di contributi per la pulizia del suo litorale, attività questa che sarebbe sempre di competenza dello stesso Comune di Portici! Ebbene noi, nonostante il comportamento del Sindaco Cuomo, non abbiamo fatto e non faremo mai mancare ai cittadini di Portici il nostro assoluto, incondizionato e solidale servizio”. 

Giornalisti nel mirino, Verna: ‘Fronte comune contro minacce e bavagli’

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“Sei tu il giornalista? Ti faccio fare io uno scoop” e via con le ‘mazzate’. Stefano Andreone, giornalista della testata online MetNews, racconta la cronaca locale dei Comuni a nord di Napoli e si e’ ritrovato in ospedale, picchiato da tre persone per un articolo che aveva scritto sulle ‘mazzette’ sulle esumazioni. Oggi, a distanza di tempo, e’ lui stesso a raccontare che quella frase fu il preambolo di un pestaggio da parte di tre persone. Andreone ha raccontato la sua storia, oggi a Napoli, in occasione della manifestazione per la liberta’ di stampa, organizzata dal Sindacato unitario dei giornalisti della Campania, Odg Campania e Fnsi. Come Andreone, anche Domenico Rubio e Giuseppe Bianco, nel 2014, hanno ricevuto minacce: “Vi spariamo”. Era una lettera anonima indirizzata ai due cronisti per il loro lavoro di inchiesta sulla commistione tra politica e camorra ad Arzano, hinterland partenopeo. Oggi resta la paura, ma la tenacia di continuare a raccontare i fatti. Le loro sono storie tra tante portate a esempio della difficolta’ di essere giornalisti oggi. “Liberi di informare, contro le minacce delle mafie, senza discriminare. No al linguaggio dell’odio, no al carcere per i giornalisti, alle querele bavaglio”. I cartelloni parlano chiaro: la liberta’ di stampa “e’ minacciata”. Da Napoli la Fnsi lancia due manifestazioni nazionali in difesa della liberta’ di stampa, una a Milano, l’altra nel capoluogo partenopeo. A Milano si parlera’ di contrasto al lavoro precario, a Napoli (a giugno) di bavaglio alla liberta’ di informazione. Perche’ di fronte, come spiega Giuseppe Giulietti, presidente della Fnsi, “abbiamo una emergenza democratica” che rende necessario “un incontro urgente al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e ai presidenti di Camera e Senato”. “Ogni testata data a un giornalista, e’ una testata all’articolo 21 della Costituzione – dice – E’ diventato normale minacciare, picchiare, aggredire”. Vittime non sono solo “i 19 cronisti sotto scorta, ma decine di cui dobbiamo parlare perche’ non vanno lasciati soli”, accendendo i riflettori, formando “una scorta mediatica” a tutela di chi corre rischi per il suo lavoro. La Campania, ad oggi, e’ tra le regioni in cui risiede il maggior numero di giornalisti minacciati. “A Caserta – ha affermato Claudio Silvestri, segretario del Sugc – ci sono 4 giornalisti sotto scorta armata e solo 10 denunce. Questo significa che la camorra e’ riuscita a mettere a tacere i cronisti. Dobbiamo essere presenti”. Non ci sono solo le minacce fisiche e le aggressioni. L’altra faccia della medaglia sono le querele temerarie, quelle che mettono il bavaglio alla liberta’ di informazione. “Chi querela un giornalista molesta il diritto di cronaca – aggiunge – e dovremmo prevedere che il querelante che perde lasci meta’ dei soldi a un fondo per il precariato”. “Nella passata legislatura – ha ricordato Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi – proposte di legge a tutela della stampa sono state scientificamente fatte naufragare, come, per esempio, quella che puntava al contrasto del precariato, altra debolezza del nostro mestiere”. Invoca un “fronte comune del giornalismo” Carlo Verna, presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. “Dobbiamo essere tutti uniti – ha sottolineato – contro la precarieta’ che si salda con le minacce fisiche e morali. Dobbiamo resistere per rilanciare il ruolo dell’informazione”. Ottavio Lucarelli, presidente dell’Odg Campania, parla di “fenomeno diffuso” a cui occorre contrapporre “una scorta mediatica, la viva cronaca dei fatti, tornare nei luoghi di cui si racconta senza timori”.

Legambiente e la crisi dei rifiuti: ‘E’ venuta fuori l’instabilità dell’incompleto ciclo integrato dei rifiuti in Campania’

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“E’ stato sufficiente un blocco al Termovalorizzatore e un problema allo Stir ed ecco che i nodi vengono al pettine ed evidenziano ancora una volta l’instabilità dell’incompleto ciclo integrato dei rifiuti in Campania. Se da un lato in questi anni è cresciuta la raccolta differenziata con la Campania, che raggiunge il 51,6 % di raccolta differenziata, e si conferma tra le regioni più virtuose nell’intero Mezzogiorno e con performances migliori anche di regioni del Centro Nord, il rovescio della medaglia è rappresentato dalla mancanza realizzazione degli annunciati impianti di compostaggio che di fatto hanno creato le condizioni per far di nuovo precipitare la nostra regione di nuovo nella perenne emergenza. E nella ricerca delle responsabilità con politici e amministratori che fanno da scaricabarile, ancora una volta il tempo è trascorso senza trovare soluzione.” In una nota Mariateresa Imparato presidente Legambiente Campania commenta la crisi dei rifiuti a Napoli e in Campania.

“Nel frattempo- prosegue presidente Legambiente Campania- corre inesorabile il contatore a tempo della sanzione giornaliera di 120.000,00€ inflitta dalla Corte di Giustizia Europea, nel 2015 e che ricade nel silenzio assoluto sul portafoglio dei cittadini. E’ evidente la necessità di procedere nei tempi più brevi possibili nella realizzazione degli impianti per l’organico, non con le parole ma con fatti concreti. Riguardo alle opposizioni alla realizzazione degli impianti- conclude Imparato di Legambiente- servirà un forte impegno e un atto di responsabilità delle Pubbliche Amministrazioni, a partire da Napoli , nell’operare con responsabilità, trasparenza e coerenza, informando e coinvolgendo le comunità locali nella scelta dei luoghi per riguadagnare la fiducia dopo anni di annunci rimasti solo sulla carta.”

Verso Inter-Juve, parla Frey: “La Juve? Ciclo finito”

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A proposito della constestazione odierna a Vinovo nei confronti della Juventus, Frey ha ammesso che “è strano, in questi anni non abbiamo mai sentito parlare di queste situazioni. La Juventus da stagioni vince sempre in campionato e fa bene in Champions, una competizione molto difficile – ha ricordato – Il ciclo di Allegri è finito? Credo di sì, molti giocatori sono a fine carriera. Ci vorrà un ricambio e ci sta che nei prossimi anni sarà meno facile vincere, la società deve ricostruire la squadra. Alla fine i tifosi dovranno ringraziare Allegri per tutto quello che ha fatto”. Nella lotta scudetto “sto un po’ facendo il tifo per il Napoli, considerando che Inter e Fiorentina non sono in corsa per lo Scudetto. Vorrei vedere cosa succederebbe nella piazza azzurra con un’eventuale vittoria finale – ha proseguito l’ex portiere – Devo ammettere che negli ultimi 2 mesi ero molto scettico sulla formazione di Sarri, che ora dovrà gestire bene la pressione e lo stress”. In chiusura una battuta sul Liverpool, che ‘vede’ ormai la finale di Champions League dopo il successo di ieri sulla Roma per 5-2. “Ha fatto fatica all’inizio in Inghilterra, ma ora sta dimostrando tutto il suo valore. Il Liverpool non ha avuto problemi ieri contro la Roma, ha dominato dall’inizio alla fine. Bisogna anche sottolineare la prova di Salah, protagonista di una stagione esaltante – ha concluso – Se merita il Pallone d’Oro? Considerando l’annata lo metterei tra i 3-4 papabili vincitori. Non sarà facile, perchè Messi e Ronaldo sono sempre al top. Vedremo come andrà a finire la Champions League”.

Smaltimento illecito di rifiuti: ventuno denunce nel Parco del Vesuvio

Smaltimento illecito di rifiuti nel parco del Vesuvio: 21 denunce e sequestri. Il Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Vesuvio ha disposto una serie di controlli per contrastare lo smaltimento illecito di rifiuti nel territorio del parco e nelle aree contigue. Le verifiche sono state effettuate dal Reparto di San Sebastiano al Vesuvio e dalle 4 Stazioni Carabinieri Parco, quelle di Boscoreale, Ottaviano, San Sebastiano al Vesuvio e Torre del Greco che operano nel territorio dei 13 comuni dell’Area Protetta. Hanno riguardato soprattutto attività e aziende ritenute a maggior rischio riguardo allo smaltimento illecito e all’inquinamento ambientale. Sono stati sequestrati 4 opifici tessili, 3 autolavaggi, 5 officine meccaniche o di autocarrozzeria e un impianto di recupero rifiuti, nonché un’area adibita a discarica e un deposito di rifiuti non autorizzati. Denunciate all’autorità giudiziaria 21 persone e comminate 12 sanzioni amministrative per l’importo complessivo di 30.000 euro circa. Negli opifici tessili poi sequestrati sono stati rinvenuti rifiuti speciali consistenti in scarti di lavorazioni tessili tenuti senza annotazione nei prescritti registri di carico e scarico. Gli autolavaggi operavano gestendo o smaltendo illegalmente i rifiuti speciali, anche pericolosi, derivanti dalle particolare attività, violazioni riscontrate anche nei casi delle autofficine meccaniche e delle autocarrozzerie; queste ultime non rispettavano le particolari prescrizioni a riguardo delle emissioni in atmosfera.