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Pratella, Paesaggio di Terra e di Acqua. L’evento che celebra le risorse del territorio

L’acqua simbolo del territorio, un suggestivo borgo medievale, tradizioni gastronomiche da conservare e tutelare tanto da farne strumenti di sviluppo e promozione territorio: tutto questo è “Pratella, Paesaggio di Terra e di Acqua”, evento promosso dal Comune di Pratella e finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del POC 2014-2020(linea strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”) che si svolgerà dal 29 aprile all’1 maggio prossimi. Al centro dell’iniziativa – che mette insieme cultura, musica, gastronomia ed ambiente – c’è l’acqua con l’obiettivo di sensibilizzare al consumo attento della risorsa ma anche di valorizzarla facendo leva sulla biodiversità del luogo. Tutto nell’ottica di promuovere il territorio, farlo conoscere, valorizzare le risorse endogene di Pratella e la sua location di pregio, il caratteristico borgo medievale, arricchito dalla presenza del fiume Lete, che scorre alle pendici del borgo, e dal fiume Volturno. Da segnalare la biodiversità del territorio e le numerose specie che vivono questi luoghi, arricchiti dalla presenza di una gran varietà di erbe spontanee. Il progetto, perciò, vuole sintetizzare le peculiarità di Pratella, riuscendo ad imporsi, anche attraverso le attività di promozione, quale “terra di terra e di acqua”. L’evento, con la direzione artistica di Dante Del Vecchio, vede la collaborazione di Anspi Sant’Anna Mastrati, Anspi Shalom Pratella, Cai Matese, Trekking Matese, Cisom Assistenza Medica. “Con questo evento – dichiara il Sindaco di Pratella, Romualdo Cacciola – mettiamo insieme tutti i tasselli per un discorso finalmente integrato di promozione e valorizzazione territoriale. L’acqua è come un filo trasparente che tiene tutto insieme, che ci racconta il trascorrere delle epoche e che lambisce il nostro splendido borgo, l’acqua dà la vita alle nostre produzioni tipiche, l’acqua ha reso possibile la prosecuzione della nostra comunità e ancora oggi è risorsa imprescindibile per il nostro territorio. La celebriamo attraverso tanti linguaggi e mezzi espressivi: dalla musica allo sport fino alla cucina. Siamo molto contenti, perciò, della ricchezza del programma per un evento che ci auguriamo possa essere importante momento di rafforzamento della nostra identità di comunità e possa contribuire a far conoscere sempre più le nostre eccellenze”. Si inizia domenica 29 aprile, alla frazione Mastrati, alle ore 10 con il seminario su “Le proprietà delle erbe neglette” e successiva passeggiata alla scoperta delle stesse: il raduno e partenza presso la Chiesa di Sant’Anna. Al termine della passeggiata degustazione di pasta e, dalle ore 17, apertura stand gastronomici di prodotti locali in collaborazione con Associazione Produttori di Zafferano Terra di Lavoro. Presso la Chiesa di Sant’Anna, a seguire, seminario divulgativo su “Le tradizioni contadine locali e focus sul valore storico ed economico del mais”, con lo svolgimento di una seduta di consiglio comunale aperta per l’approvazione della delibera di denominazione comunale per la tutela e difesa del prodotto gastronomico locale “Frattacchio”, una sorta di polenta dura preparata con farina di mais, una pietanza gustosa, tipica della civiltà contadina, tramandata fino ai nostri giorni come esempio di gusto e tipicità.

Dalle ore 18.30 degustazione di mozzarella di bufala campana con i produttori locali e attivazione e inaugurazione degli Antichi Forni collettivi per la preparazione del Frattacchio. Alle ore 20 si terrà l’evento “Un territorio tra fertilità e biodiversità”, con la preparazione del Frattacchio ed esibizione gastronomica delle contadine di Mastrati con lo Chef Angelo Fabozzo: un ideale confronto tra due modalità di preparazione di questo piatto tipico, quella tradizionale e quella rivisitata attraverso la lente delle nuove tendenze della ristorazione. La serata si chiuderà alle ore 21 con lo spettacolo di musica folk e percussioni a cura di giovani percussionisti locali. Lunedì 30 aprile la giornata comincerà alle ore 9 a Roccavecchia con il trekking “archeologico” in collaborazione con il Cai Matese e Trekking Matese. Si raggiungerà l’area archeologica del Monte Cavuto, con partenza da Piazza del Centenario ed arrivo alle ore 12.30 a Roccavecchia, in località Palombiscio. Si prevede la visita della Cisterna dei Sanniti fino al Teatro di Pietra e dell’insediamento sannitico con vista spettacolare su tre regioni: Lazio, Molise e Campania. Alle ore 13 in piazza Palombiscio degustazione di prodotti tipici del territorio. Alle ore 19.30, presso la Chiesa Santa Famiglia, concerto di musica classica e, alle ore 21, in piazza Palombiscio spettacolo di musica folk e percussioni a cura di Tony e Rosita. Martedì 1 maggio si comincerà alle ore 10 in Piazza dei Caduti con una passeggiata alla scoperta delle fonti di acque oligominerali, percorso didattico sulle proprietà delle acque minerali delle fonti locali e visita al centro storico. Alle ore 11.30, presso la Scuola Media, convegno sulle tradizioni contadine e la conservazione del territorio come valore culturale ed economico e, alle ore 13,30, sempre presso la Scuola Media, degustazione di prodotti tipici del Matese in collaborazione con l’Istituto Alberghiero “Marconi” di Vairano Scalo. Alle ore 20.30 spettacolo musicale dedicato alle percussioni e alla musica folk popolare a cura del gruppo “Estate Italiana, musica e percussioni popolare” e, alle ore 21,30, gran finale con lo spettacolo di Federico Salvatore. 
Per informazioni:  347 99 049 55 – www.pratellaterraeacqua.it

In giro per Napoli con orologi rubati e attrezzi da scasso: fermati in tre

Napoli. Gli agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale, insieme ai poliziotti della locale Squadra Mobile, poco dopo le 12.00 di ieri, su segnalazione della Sala Operativa si ponevano alla ricerca di un’autovettura sulla quale erano state segnalate persone armate. I poliziotti che transitavano in quella area durante i servizi di controllo del territorio, finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati in genere, hanno intercettato l’auto ricercata e hanno dato l’alt all’autista il quale, arrestava la corsa ma, insieme ad una delle passeggere, si davano a precipitosa fuga in direzioni diverse.La prontezza di riflesso dei poliziotti ed il tacito coordinamento operativo, ha dato i risultati voluti visto che, dopo un rocambolesco inseguimento i due fuggiaschi sono stati bloccati ed identificati per N.D. 28enne milanese, J.S. 21enne serba.La terza passeggera, rimasta in auto era una sedicente cittadina belga di 18 anni.

Durante il tentativo di fuga, la donna serba ha lasciato cadere una borsa di colore nero, recuperata successivamente.Gli agenti hanno condotto i tre fermati presso gli Uffici , fotosegnalandoli, ed hanno proceduto ad un controllo personale che non ha dato alcun risultato ma, all’interno dell’autovettura, occultati sotto il tappetino, hanno trovato attrezzi idonei allo scasso, quale un grosso scalpetto e nel bagagliaio, nascosti tra calzini, buste ed una cassettiera, hanno trovato numerosi orologi di marchi importanti, presumibilmente di illecita provenienza.Tutti gli orologi e gli attrezzi sono stati sequestrati, così come l’autovettura che è risultata intestata ad un soggetto ritenuto la classica “testa di cuoio” essendo intestatario di 152 veicoli.I tre soggetti sono stati denunciati, in stato di libertà per il reato di ricettazione, eccezione fatta per la donna serba che , ad un controllo effettuato sugli archivi è risultata essere, con un alias destinataria di un provvedimento di carcerazione emesso dal Giudice di Sorveglianza i Caserta e con altro alias, destinataria di un provvedimento di custodia cautelare, emesso dal GIP di Napoli, pertanto è stata associata alla casa circondariale femminile di Pozzuoli.

Cuore Napoli Basket, la carica dei tifosi in vista dei playouts

Il Cuore Napoli Basket continua la preparazione in vista del delicato trittico di incontri che attendono la truppa di Coach Bartocci a partire da domenica 29 aprile. Come noto, i partenopei disputeranno la post-season nonostante le sole tre vittorie conseguite in trenta incontri a seguito della penalizzazione inflitta alla Viola Reggio Calabria che, di fatto, ha permesso ai campani di abbandonare l’ultimo posto della graduatoria. Nel primo turno dei playouts (al meglio delle tre gare ndr), gli azzurri se la vedranno con la UCC Assigeco Piacenza: le gare si disputeranno domenica 29 aprile alle ore 18 a Piacenza, gara 2 al PalaBarbuto di Napoli giovedi 3 maggio alle ore 21 e l’eventuale gara tre ancora a Piacenza in seguito al miglior piazzamento in classifica degli emiliani nel girone Est che permetterà di poter disputare all’Assigeco sia la prima che l’eventuale gara tre al PalaBanca. In vista dell’importante match in programma domenica a Piacenza, la frangia del tifo organizzato di Napoli ha deciso di radunarsi venerdi al PalaBarbuto per incitare la squadra, quando la squadra affronterà l’ultimo allenamento prima di iniziare i playouts. Di seguito, quanto pubblicato dai tifosi:
”Venerdì la squadra disputerà l’ultimo allenamento prima di iniziare i playout. Per chi volesse mettersi alle spalle questo anno maledetto, e fare fronte comune per mantenere la categoria conquistata l’anno scorso coi denti, l’appuntamento è venerdì alle 18:00 all’esterno del settore ospiti del palazzetto di Fuorigrotta. Facciamo presente alla squadra che la piazza ci crede, e che anche loro hanno l’obbligo di crederci e lottare fino all’ultimo secondo. Il destino ci ha dato una possibilità per salvare questa annata, cogliamola tutti insieme”.
Mario Miccio

Napoli: corteggia Rui Patricio ma deve difendere Jorginho

Il nuovo Reina ? Potrebbe arrivare dal Portogallo. Secondo il sito del quotidiano lusitano “A Bola”, infatti, il Napoli e’ interessato al portiere dello Sporting Lisbona, Rui Patricio, gia’ la scorsa estate entrato nei radar del ds Giuntoli. La sua valutazione, secondo il giornale portoghese, e’ tra i 20 e i 25 milioni di euro. Attenzione però a non perdere Jorginho. Mourinho e Guardiola hanno inserito il regista del Napoli nelle rispettive liste dei rinforzi. Per il tabloid britannico la base d’asta parte dai 50 milioni di sterline. L’United sarebbe in vantaggio sulla concorrenza.

Messina Denaro, Motisi e Di Lauro i primi tre superlatitanti nella nuova lista del Viminale

 Matteo Messina Denaro, Giovanni Motisi e Marco Di Lauro. Sono due mafiosi e un camorrista i primi tre superlatitanti inseriti nella lista dei “most wanted” stilata dal Viminale. Lista che – dopo l’arresto del settembre scorso a Montevideo del ‘ndranghetista Rocco Morabito – comprende anche un quarto e ultimo nome, quello di Attilio Cubeddu: niente mafie per lui ma un ruolo da protagonista nell’Anonima sequestri sarda. Il piu’ conosciuto, e pericoloso, di tutti resta Messina Denaro, “u siccu”, “il magro”, letteralmente sparito nel nulla nel ’93, l’anno delle bombe a Milano, Firenze e Roma, dopo una vacanza a Forte dei Marmi con i fratelli Graviano: e’ ricercato in campo internazionale – precisa la scheda della Direzione centrale della Polizia criminale – per “associazione di tipo mafioso, omicidio, strage, devastazione, detenzione e porto di materie esplodenti, furto ed altro”. Figlio di Francesco, capo della cosca di Castelvetrano e del relativo mandamento, compie giusto oggi 56 anni ma non deve essere il piu’ felice dei compleanni visto che pochi giorni fa l’ennesimo blitz di polizia e carabinieri gli ha bruciato ancora piu’ terra intorno, decapitando i vertici delle cosche del Trapanese (compresi due cognati) da lui stesso investiti della responsabilita’ di gestire gli “affari di famiglia”. Protagonista di un numero imprecisato di esecuzioni e tra gli organizzatori del sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo – rapito per costringere il padre Santino a ritrattare le rivelazioni sulla strage di Capaci e poi strangolato e sciolto nell’acido dopo 779 giorni di prigionia – Matteo Messina Denaro secondo molti inquirenti non sarebbe il capo di Cosa nostra ma sicuramente continua a rivestire un ruolo di assoluto rilievo: la rivista “Forbes” lo ha incluso tra i dieci latitanti piu’ pericolosi del mondo. Difficile distinguere il vero e il falso in quello che di lui raccontano informatori e pentiti: che, beffando chi lo bracca da anni, vivrebbe in Sicilia, spostandosi di continuo; che si sarebbe sottoposto in Bulgaria (o in Piemonte) a una plastica ai polpastrelli e al viso; che avrebbe seri problemi agli occhi e ai reni, tanto da aver bisogno della dialisi; che godrebbe della protezione dalla ‘ndrangheta. Di volta in volta, c’e’ chi lo ha collocato sulle tribune del “Barbera” per un Palermo-Sampdoria, chi su una spiaggia greca, in vacanza con la compagna Maria, chi in una casa di Baden, in Germania. “Non so se a breve o a brevissimo, ma al suo arresto si arrivera’ certamente”, ha assicurato pochi giorni fa il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho. Nel frattempo, la caccia continua.

A lui come a Giovanni Motisi, “u pacchiuni”, “il grasso”, 59 anni, palermitano doc, ricercato dal ’98 per omicidio, dal 2001 per associazione di tipo mafioso e dal 2002 per strage: due anni fa e’ finito anche nella lista dei criminali piu’ ricercati dall’Europol. Ha l’ergastolo da scontare, il killer di fiducia di Toto’ Riina, secondo un collaboratore di giustizia presente anche quando si parlo’ per la prima volta di ammazzare il generale Dalla Chiesa. Nel ’99, durante la perquisizione della sua villa di Palermo, spunta una fitta corrispondenza tra lui e la moglie Caterina, bigliettini recapitati da ‘postini’ fidati assieme a vestiti e regali. Ed e’ dello stesso anno l’ultima ‘apparizione’ certa in Sicilia di “u pacchiuni”, alla festa di compleanno della figlia: nelle foto ritrovate diversi anni dopo risaltano le pareti coperte con lenzuola bianche per non far riconoscere il posto. Da allora, piu’ niente o quasi tanto da alimentare il sospetto – ricorrente nelle grandi latitanze – che Motisi possa essere morto. Un’altra ipotesi e’ che abbia cercato, e trovato, riparo in Francia: l’esattore del racket Angelo Casano ha raccontato che nel 2002 Motisi ‘perse’ la reggenza di Pagliarelli a vantaggio di Nino Rotolo e che per un paio d’anni si nascose nell’Agrigentino, ‘terra’ di Giuseppe Falsone. Boss arrestato nel 2010 dalla Gendarmeria francese a Marsiglia.

 Di Marco Di Lauro, 38 anni a giugno, ricercato dal 2005 per associazione di tipo mafioso, gira una sola foto ufficiale, quella con la faccia da bravo ragazzo, “invecchiata” due anni fa dalla polizia con il software di age progression: del resto, ha appena 24 anni quando sfugge alla “notte delle manette”, maxi blitz delle forze dell’ordine. Numero due della lista del ministero dell’Interno, il latitante di camorra piu’ ricercato al mondo e’ stato indicato da un pentito come mandante di quattro omicidi. Quarto figlio del boss Paolo, detto “Ciruzzo o’ milionario” (per questo nel libro mastro degli stupefacenti viene indicato con la sigla F4, dove F sta appunto per figlio), scala le gerarchie del suo clan giovanissimo e sfrutta il suo talento di calciatore per attirare e affiliare giovanissimi ‘soldati’: di lui dal luglio 2013 si occupano anche gli 007 a stelle e strisce per presunti affari poco chiari a New York. Le voci sono tante e tanto discordanti dallo sconfinare nella leggenda: una villa nel Vesuviano per summit e incontri; l’amore per una donna legata a un clan di Torre Annunziata; il debole per i motori e le scarpe griffate; la capacita’ di nascondersi, all’occorrenza, sotto abiti e parrucche da donna; l’intervento di plastica facciale. Dopo un periodo a Dubai, si sarebbe spostato in Slovenia, o in Grecia, o piu’ probabilmente in Francia: ma senza mai rinunciare a puntate sporadiche a casa, a Secondigliano. Pronto a riprendersi la sua fetta di “Gomorra”.

 Anche di Attilio Cubeddu, l'”ultimo bandito” di Ogliastra non ci sono piu’ tracce da tempo, e anche di lui si dice che sia passato a miglior vita, forse ucciso. Nato nel 1947 ad Arzana, in provincia di Nuoro, brucia le tappe della carriera criminale e partecipa in Toscana ed Emilia Romagna ai rapimenti di Cristina Peruzzi, Ludovica Rangoni Machiavelli e Patrizia Bauer: arrestato nell’aprile dell”84 a Riccione e condannato a 30 anni, si guadagna diversi permessi premio con la sua condotta da detenuto modello. Peccato che il 7 febbraio del ’97 al carcere di Badu ‘e Carros attendano invano che rientri da uno di questi permessi: e da latitante cede presto al vecchio ‘vizietto’, restando coinvolto nel sequestro di Giuseppe Soffiantini (e’ lui il custode dell’ostaggio). E’ ricercato in campo internazionale, ma chi tuttora gli da’ la caccia e’ convinto che viva protetto dalla sua terra e da una rete di fiancheggiatori: la moglie 62enne e la seconda figlia abitano ancora nella casa di Arzana confiscata poche settimane fa dal Ros, un edificio di quattro piani che nel febbraio di un anno fa era stato passato al setaccio dallo stesso Ros, insieme con altri due appartamenti del paese. Cercavano Cubeddu, i carabinieri. E si cercano i vivi, non i morti. 

Pomigliano, trovata tartaruba azzannatrice in Villa Comunale

I carabinieri Forestali del CITIES trovano in villa Comunale un’altra tartaruga azzannatrice. E’ il secondo caso in poche settimane. I Carabinieri Forestali del CITES (Nucleo per la tutela delle specie di flora e fauna selvatiche in via d’estinzione) sono intervenuti a seguito di segnalazione del responsabile alla gestione della villa Comunale di Pomigliano d’Arco rinvenendo un esemplare di Chelydra Serpentina la cosiddetta “tartaruga azzannatrice” che qualcuno aveva lasciato li.
Si tratta del secondo caso, il primo risale agli inizi di aprile, nello stesso luogo e in circostanze identiche.L’animale è incluso nell’elenco allegato a un dm del 1996 ove vengono annoverati gli esemplari considerati pericolosi per la pubblica incolumità dei quali è vietata la detenzione. La Chelydra serpertina predilige le acque stagnanti o i fiumi a lento corso, appartiene ad una specie originaria del nord America e fuori dal proprio habitat manifesta aggressività anche nei confronti dell’uomo (i suoi morsi possono staccare le dita a una persona adulta). L’esemplare è stato portato in un primo momento in un poliambulatorio veterinario del luogo e successivamente trasferito allo zoo di Napoli. Sono in corso le indagini per identificare chi ha abbandonato le due tartarughe.

Campania, Pagliaro: “Discarica di Mondragone? Un importante passo in avanti”

“Alcuni Consiglieri regionali di minoranza ci hanno segnalato, ha esordito Gianni Pagliaro, portavoce dell’AMBC, la delibera di Giunta regionale n. 166 del 20 Marzo scorso ( www.regione.campania.it), con la quale si prende atto del piano operativo elaborato da INVITALIA e si approva lo schema di protocollo d’intesa da sottoscrivere con i comuni interessati. Nel piano c’è anche Mondragone per la discarica della Cantarella. Si, un piccolo passo in avanti è stato finalmente fatto, ma si corre il rischio di portarla troppo per le lunghe. Per il momento continuiamo, infatti, a restare nei passaggi burocratici, lunghi e farraginosi, e a non vedere concretamente l’inizio della rimozione dei rifiuti e della bonifica del pericoloso sito della Cantarella. E pensare che il Sommo Governatore- ha chiosato Pagliaro- aveva fatto della lotta alla burocrazia il suo cavallo di battaglia. Un cavallo che si sta rivelando, anno dopo anno, un povero ronzino. Ma, veniamo a qualche segnalazione più concreta e, soprattutto, più immediata. La Federazione Italiana Golf, ha continuato il portavoce dell’AMBC, nell’ambito del Progetto Ryder Cup 2022 ha dato avvio al progetto <50 Ryder Compact Biogolf> con la collaborazione dell’Istituto per il Credito Sportivo, Legambiente, FederParchi, Fondazione Univerde e Golf Evironment Organization (GEO). Si tratta di recuperare e rendere disponibili aree urbane o semiurbane dismesse, inutilizzate o degradate, dove poter sviluppare impianti polisportivi e luoghi di aggregazione, con conseguenti vantaggi per le attività turistico -ricettive, a cui il golf è strettamente legato. Aree che da noi certamente non mancano. Per ulteriori informazioni: info@biogolf.it, https://www.creditosportivo.it/golfics/biogolf.html. Passiamo ad un’altra possibilità relativa ai rifiuti. I comuni, ha precisato Gianni Pagliaro, potranno presentare progetti di comunicazione locale finalizzati al miglioramento della gestione dei rifiuti di imballaggio. Le regole e le modalità di presentazione dei progetti sono stabilite all’interno delle . I progetti vanno presentati entro e non oltre il prossimo 18 Maggio tramite Pec all’indirizzo: bandoanciconai@conai.legalmail.it. Per info: https://www.conai.org/notizie/nuovo-bando-anci-conai-per-la-comunicazione-locale/. L’AMBC, ha concluso Gianni Pagliaro, come fa da un anno a questa parte, continua la sua azione politica cercando di sensibilizzare, informare, mettere in guardia, criticare costruttivamente e proporre. Ma, come fa da un anno a questa parte, anche offrendo piena disponibilità a dare il proprio contributo per concretizzare le tante possibilità segnalate. Non ci stancheremo mai di essere disponibili. Anche di fronte alle più ottuse indisponibilità.”

Bandiera verde 2018: la spiaggia di Castellabate a misura di bambino

Castellabate ha ottenuto un altro riconoscimento per la qualità delle sue coste conquistando anche quest’anno la Bandiera Verde, assegnata dai pediatri per segnalare l’idoneità alle vacanze dei più piccoli. La località cilentana compare infatti tra le 136 località balneari italiane premiate nel 2018 perché a misura di bambino. Le spiagge insignite del riconoscimento, che gode dell’alto patrocinio del Parlamento Europeo, del Ministeri della Salute e dei Beni ed Attività Culturali e Turismo e della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, devono rispettare alcune caratteristiche fondamentali per le esigenze dei bambini e dei loro genitori: la qualità delle acque basse vicino alla riva, la pulizia di spiagge e fondali, la presenza di attrezzature turistiche, spazi idonei al gioco, sabbia per torri e castelli, controllo constante di bagnini, servizi e strutture ricettive nelle vicinanze. «È una conferma non scontata frutto della sinergia tra enti del settore, un plauso va ai nostri operatori turistico-balneari che di anno in anno migliorano la qualità dei servizi sulle spiagge, nonostante le incertezze normative derivanti dall’applicazione della direttiva Bolkestein», afferma l’Assessore al Turismo e alla Cultura Luisa Maiuri: «La Bandiera Verde che si somma ad altri prestigiosi riconoscimenti come la Bandiera Blu e le 5Vele Legambiente, fa del nostro Comune uno dei gioielli nella mappa del mare italiano d’eccellenza».

Picchiarono un detenuto: a giudizio 11 agenti penitenziari di San Vittore

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La procura di Milano ha chiuso le indagini, in vista della richiesta di rinvio a giudizio, per 11, tra ispettori e agenti di polizia penitenziaria del carcere di San Vittore, per la vicenda con al centro presunte minacce e pestaggi di un tunisino di 50 anni, detenuto per tentato omicidio, che sarebbero avvenute tra il 2016 e il 2017 per ‘punire’ l’uomo che nel 2011, quando era in cella a Velletri, aveva denunciato altri agenti per furti in mensa e percosse e per impedirgli di essere teste al processo.Il pm Leonardo Lesti ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini per intralcio alla giustizia, lesioni, falso e, tra l’altro, sequestro di persona in quanto in uno dei due episodi di pestaggio, il migrante sarebbe stato portato in un luogo separato della casa circondariale. Uno degli agenti, inoltre, lo scorso novembre e’ stato arrestato per aver intimidito un compagno di cella del tunisino chiamato a rendere testimonianza. Tunisino che, da quasi un anno a Opera, lo scorso febbraio, in video conferenza ha deposto nel procedimento a Velletri. A sporgere denuncia era stato proprio il tunisino, Ismail Ltaief, assistito dall’avvocato Alessandra Silvestri. Da qui le indagini e poi, lo scorso novembre un incidente probatorio davanti al gip Chiara Valori, per ‘cristallizzare’ le asserite vessazioni e botte denunciate dal tunisino mentre si trovava a San Vittore confermati tra l’altro da due testi oculari e da una consulenza medico legale che attribuisce i segni di violenza che l’uomo aveva sul corpo a oggetti (per esempio tirapugni) non compatibili con quelli che si trovano in genere in cella. Gli agenti di San Vittore indagati, sono stati trasferiti altrove e anche la vittima da giugno dell’anno scorso si trova ad Opera e risponde del tentato omicidio di un egiziano in un ‘boschetto della droga’. 

Inchiesta Fondazione Banco Napoli, Marrama: “Chi mi ha accusato ne risponderà’

“E’ finito il tempo in cui si dicono parole in liberta’, le persone che hanno detto lanciate accuse alla gestione della Fondazione Banco di Napoli, dovranno essere chiamate a rispondere dei danni che hanno provocato e non manchero’ di farlo”. Lo ha detto l’ex presidente della Fondazione Banco di Napoli Daniele Marrama, nel corso della presentazione del bilancio 2017 della Banca Regionale di Sviluppo di cui e’ presidente. Proprio l’investimento da otto milioni di euro della Fodnazione Banco di Napoli nella Brs era stato uno dei motivi di attacco nei confronti della sua gestione: “La Fondazione Banco di Napoli – sottolinea Marrama – e’ stata oggetto di una ispezione ministeriale durata sei e mesi conclusa con una relazione ispettiva di 61 pagine che non contiene alcun rilievo alla gestione della fondazione. Io sono stato accusato con il cda della Fondazione Banco di Napoli di aver fatto un investimento illecito in Brs e di aver snaturato la Fondazione, avendola resa un soggetto imprenditoriale. La relazione ministerale ha smentito di netto queste gravi accuse e la relazione di una societa’ di revisione, la Kpmg, ha attestato che il valore della partecipazione in Brs sia intatto, quindi non c’e’ stata una perdita di valore dell’investimento. Parlano i fatti”.

Confsal a Napoli il primo maggio per rilancio lavoro al Sud

Sarà Napoli a ospitare, nella storica Piazza del Plebiscito, la celebrazione del 1° maggio organizzata dalla confederazione sindacale Confsal. La scelta non è casuale, perché è dal Sud, segnato dal maggior tasso di disoccupazione e da un forte disagio sociale, soprattutto giovanile, che può e deve ripartire la crescita del Paese. Il rilancio del Mezzogiorno, il problema dell’occupazione dei giovani, la creazione di nuovi lavori e di nuove opportunità, anche per la terza età, la sicurezza sul lavoro e il diritto alla salute saranno i temi centrali dell’intervento del segretario generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta. La confederazione sarà presente con tutte le sue federazioni in rappresentanza di più di 1 milione e mezzo di lavoratori del pubblico e del privato impiego e della sicurezza. Arriveranno in tanti e verranno da tutto il Paese con ogni mezzo possibile, auto, treno, aereo, pullman e insieme ai cittadini napoletani trascorreranno la giornata del lavoro tra i saluti dei segretari generali delle federazioni, l’intrattenimento dei giovani Confsal e momenti di musica e spettacolo. La prima parte della manifestazione, dalle 11.00 alle 12.00, sarà riservata ai giovani con testimonianze, proposte e musica. Dopo l’intervento dei segretari generali di federazione, chiuderà la manifestazione il segretario generale Margiotta.

Graziano (Pd): ‘Solidarietà al personale dell’ospedale di Aversa”

“Solidarieta’ al personale dell’ospedale Moscati di Aversa, che ha visto, ancora una volta, la propria incolumita’ messa a rischio durante l’orario di servizio” . Lo dichiara il presidente del Pd campano e consigliere regionale Stefano Graziano che spiega: “l’ultimo episodio si e’ verificato nel reparto di Pediatria, dove l’attuale direzione ha revocato il servizio di vigilanza che serviva a garantire la sicurezza del personale e da deterrente contro aggressioni fisiche e verbali. Alla luce di quanto accaduto mi auguro quanto prima che la sorveglianza sia ripristinata perche’ la sicurezza di chi lavora deve essere una priorita’ a tutela anche dei tanti pazienti che usufruiscono del nosocomio normanno”.

Napoli: Flash mob per dire basta alle ‘morti bianche’

Un flash mob per dire basta alle morti sul lavoro: è l’iniziativa promossa per domani, venerdi 27 aprile alle ore 16, in largo Berlinguer a Napoli, da Cgil e Fillea Cgil Campania in occasione della Giornata Mondiale per la salute e la sicurezza del lavoro. Si tratta di un appuntamento di sensibilizzazione, attraverso un volantinaggio, per informare la cittadinanza sul fenomeno delle morti bianche. Un eccidio che nel corso di un decennio ha prodotto 14 mila vittime. Sono 195 i decessi che si contano da gennaio 2018. Quattordici quelli occorsi in Campania. In edilizia, secondo i dati diffusi da Fillea Campania, il numero delle morti è aumentato del 50%. Le cause, non la ripresa del settore, ma un pesante detrimento delle condizioni dei lavoratori a danno della loro salute e sicurezza sui cantieri, oltre all’aumento della presenza di personale non più giovane (il 25% degli addetti è ultrasessantenne), né specializzato, troppo spesso costretto in piccoli cantieri abusivi e a nero. Quella delle morti sul lavoro è però una catena che si può spezzare. Come? Per la CGIL e Fillea Campania attraverso il rispetto delle norme antinfortunistiche previste sia per legge che dai contratti, una maggiore formazione preventiva e campagne informative continue rivolte alle aziende e ai lavoratori, la fine del ricorso al massimo ribasso e alla catena del sub-appalto, maggiori controlli, rafforzando i servizi ispettivi e favorendo il coordinamento tra gli enti deputati. Secondo Cgil e Fillea Campania sono necessari, inoltre, l’applicazione del DURC, la fine dei contratti pirata e del lavoro nero, l’inasprimento delle sanzioni e la certezza della pena, la promozione di un lavoro di qualità, l’inserimento del reato di omicidio di lavoro nel codice penale.

Vergogna senza fine dei tifosi della Roma: a Liverpool esposto striscione per De Santis. Aperta un’inchiesta

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“DDS con noi”, che sta per Daniele De Santis è con noi. E’ lo striscione della vergogna esposto da tifosi giallorossi durante la semifinale contro il Liverpool nello stadio di Anfield di due sere fa. Lo striscione  inneggia a Daniele De Santis, condannato per la morte del tifoso napoletano Ciro Esposito. Anche su questo la Digos sta indagando per identificare chi ha esposto lo striscione. Al vaglio le immagini delle telecamere di sicurezza e le fotografie. Intanto dall’Inghilterra arriva la notizia che è decaduto l’accusa di tentato omicidio per i due ultrà della Roma arrestati a seguito della rissa scoppiata mercoledì prima dell’incontro Liverpool-Roma, semifinale di Champions League, sconti che hanno provocato il ricovero in condizioni critiche di un 53enne tifoso del Liverpool. “Possiamo confermare – si legge in una nota della polizia locale – che i nostri detective hanno incriminato due uomini italiani in seguito agli incidenti avvenuti all’Anfield martedì 24 aprile in cui un 53enne è rimasto seriamente ferito. Il 20enne Filippo Lombardi è stato incriminato per tumulti e per aver inflitto lesioni fisiche gravi; il 29enne Daniele Sciusco per disordini violenti”. “Entrambi – prosegue la polizia britannica – restano in detenzione e devono comparire di fronte alla South Sefton Magistrates Court oggi. Mentre la vittima rimane ricoverata in condizioni critiche presso il Walton Neurological Centre”. Al più giovane dei due ultrà viene contestato il reato di disordini violenti, aggressione, lesioni gravissime nei confronti del 53enne; l’altro è accusato soltanto di disordini violenti. C’è un terzo nome, Edoardo Ranalli, 28 anni: è accusato di lancio di monetine. Lombardi e Sciusco compariranno davanti ai giudici oggi stesso. Sean Cox è un imprenditore di 53 anni originario di Dunboyne, nella contea irlandese di Meath, ed è padre di tre figli. Era arrivato dall’Irlanda con il fratello per assistere al match.

Ragazzine scomparse da Salerno ritrovate dalla polizia a Solofra

Nella nottata odierna si presentavano presso l’Ufficio Denunce della Questura di Salerno i genitori di due ragazze salernitane, rispettivamente di 15 e 16 anni, per denunciare l’allontanamento delle proprie figlie minorenni. Gli stessi raccontavano che non avevano notizie delle ragazze dal pomeriggio di mercoledì allorquando le stesse avevano lasciato le abitazioni per una passeggiata senza fare più rientro. Esponevano, inoltre, che non vi era stato nessun litigio in famiglia e che le ragazze non avevano mai avuto atteggiamenti simili in passato, descrivendole come due adolescenti tranquille e studiose. Immediatamente allertati, gli agenti della Sezione Volanti della Questura di Salerno si attivavano per ricostruire il quadro di relazioni delle due adolescenti scomparse e, dopo una serie di attività investigative, anche con l’ausilio di moderni apparati per la geolocalizzazione delle utenze cellulari, all’alba di stamane ritrovavano le due giovani infreddolite e spossate per la lunga notte passata fuori casa in una piazza di Solofra  dove erano giunte utilizzando dapprima un autobus e successivamente il treno. Gli operanti, provvedevano a rifocillare le due minori e a condurle presso la sede della Questura di Salerno, dove erano ad attenderle i familiari visibilmente sollevati dal loro ritrovamento. Dai primi accertamenti si appurava che la causa dell’allontanamento era da attribuire alle vicissitudini sentimentali di una delle due ragazze con un giovane, anch’egli minorenne, originario della zona di Solofra.

Terrorismo, l’indagine di Napoli partita da una segnalazione dalla Spagna

Napoli. E’ partita da una segnalazione dell’intelligence spagnola l’indagine della procura di Napoli che ha portato al fermo, con l’accusa di terrorismo, del richiedente asilo gambiano Alagie Touray. Le autorita’ di Madrid avevano scoperto su Telegram il video del giuramento di fedelta’ al califfo girato dal giovane. Touray e’ stato catturato venerdi’ scorso, giorno della preghiera islamica, all’uscita della moschea di Licola, in provincia di Napoli. Dal suo telefonino aveva cancellato il video, che pero’ e’ stato recuperato dagli esperti informatici. L’inchiesta e’ coordinata dal procuratore di Napoli Giovanni Melillo, con l’aggiunto Rosa Volte e il pm Gianfranco Scarfo’ del pool antiterrorismo. 

“Giuro di prestare fedelta’ al Califfo dei musulmani Abu Bakr Al Quaraishi Al Baghdadi, nei momenti difficili e facili, nel mese di Rajab giorno 2 e Allah e’ testimone di quello che dico”. Questa la formula del giuramento pronunciata in un video da Alagie Touray, il 21enne del Gambia fermato in provincia di Napoli  con l’accusa di terrorismo. Il giovane gambiano, Alagie Touray, è stato fermato il 20 aprile scorso ma la notizia è stata coperta da riserbo. Il grave indizio a carico di Touray (nato il 10 dicembre 1996) è quello di partecipazione all’organizzazione terroristica conosciuta come Islamic State o Daesh. L’indagine, come hanno sottolineato sia il procuratore di Napoli, Giovanni Melillo, che il capo della polizia, Franco Gabrielli, è stato adottato dalla Procura su attività di indagini frutto di un coordinamento fra Digos della Questura di Napoli e il Ros dei carabinieri. In sostanza, gli inquirenti hanno acquisito un video diffusi sui canali della app Telegram, in cui il giovane prestava giuramento al “Califfo” Abu Bakr al Baghdadi riconosciuto come capo dell’organizzazione terroristica cui sono attribuiti efferati attacchi anche nei territori dell’Unione europea. La registrazione era stata effettuata all’interno del Centro di accoglienza per migranti di Pozzuoli, dove il gambiano era da circa un anno. 

 

‘Afghanistan. Diario di un Medico’ di Rino Pauciulo per Venerdì d’Autore a Sant’Egidio del Monte Albino

Si va su scenari di guerra per la terza serata dei Venerdì d’Autore della Pro Loco di Sant’Egidio del Monte Albino con “Afghanistan. Diario di un Medico” di Rino Pauciulo – Gaia Edizioni – che sarà presentato venerdì 27 aprile alle ore 20.00 nella Biblioteca Civica Ferdinando Ferrajoli in via Pulcinella.
Ancora una volta la rassegna letteraria cambia argomento e, dopo l’attualità e la narrativa noir, passa ad un racconto di vita vissuta. “Afghanistan. Diario di un Medico” è un libro originale, autentico e coinvolgente. Narra in prima persona l’esperienza vissuta in Medio Oriente da un uomo, prima ancora che medico, che è andato là dal 14 febbraio ai 16 giugno 2012 come ufficiale medico della Croce Rossa Italiana, partito volontario per curare militari e popolazioni. La volontà di ricordare la quotidianità dei giorni della missione Isaf, il suo pensiero e le molteplici emozioni, fanno da architrave a libro di Pauciulo, che colpisce per l’autenticità e l’immediatezza con le quali lo si legge. Nella prefazione del libro il lettore è avvisato: “ Sembra di essere in quelle zone e di sentirne quasi gli odori sfogliando le pagine del suo racconto, tanto sono descritte minuziosamente le giornate di lavoro che fanno trasparire sempre si più l’uomo che il militare, il volontario più che il collezionista di patacche da mettere sull’uniforme”.
L’autore del diario, Rino Pauciulo, è un chirurgo. Ha prestato per anni servizio all’ospedale Umberto Primo di Nocera Inferiore nel reparto di Chirurgia d’Urgenza, oggi è dirigente responsabile del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Eboli. Si occupa da tempo di volontariato, tra l’altro è ufficiale medico del Corpo Militare della Croce Rossa. Ha prestato la sua opera di medico su scenari di crisi come l’Afghanistan, la Libia, i Balcani all’epoca della Missione Arcobaleno. È stato imbarcato sulle navi della Marina Militare per l’operazione Mare Nostrum a soccorso dei migranti nel Mediterraneo e sulla portaerei Cavour per la missione “Il Sistema Paese in Movimento” che ha toccato diversi paesi dell’Africa.
La presidente della Pro Loco Angela De Rosa dichiara: “ Con il terzo appuntamento diamo voce ad un autore del territorio. Con gli incontri del Venerdì d’Autore vogliamo invitare le persone a riflettere e confrontarsi su vari argomenti, non è un caso che la seconda parte dell’appuntamento, dopo un’intervista moderata, sia tutta lasciata alle domande del pubblico. Venerdì sera contiamo di avviare un interessante confronto con una persona delle nostre terre che ci porta un’esperienza umana particolare in luoghi difficili, che può aiutarci a capire la tragedia che si sta consumando nel Medio Oriente dilaniato dalle guerre”.
Dopo l’appuntamento con “Afghanistan. Diario di un medico” del 27 aprile, i Venerdì d’Autore proseguono il 4 maggio con “Da Sud” volume di autori vari a cura di Mimmo Oliva per Polis Sa Edizioni, nel quale firme importanti del panorama culturale campano analizzano il Meridione d’Italia da un punto di vista singolare, mai scontato, contrapposto alla questione meridionale ed alla questione settentrionale.
Venerdì 11 maggio si affronta un altro argomento di grande interesse: il terrorismo, che viene affrontato ed analizzato con un giornalista che ha scritto diversi volumi sul tema. Simone Di Meo presenta il suo: “ Ho scelto di andare a vivere all’inferno. Confessioni di un terrorista dell’Isis”.
Venerdì 18 maggio si squarcia il velo su uno dei più feroci eccidi dei nazifascisti: la strage di Niccioleta del 1944, con Redenta Formisano ed il suo “Prima che me ne scordi”.
Venerdì 25 maggio il giornalista olandese Maarten Van Aalderen, corrispondente dall’Italia per il De Telegraaf, uno dei giornali più prestigiosi d’Olanda, presenta il suo “Talenti d’Italia”, viaggio attraverso le giovani eccellenze del Bel Paese.
La chiusura è per venerdì 1 giugno, con Isaia Sales che analizzerà come le mafie stiano scalando l’economia col volume “Le mafie nell’economia globale. Fra la legge dello Stato e le leggi di mercato”, scritto a quattro mani con Simona Melorio.

Napoli: a Firenze arbitrerà Mazzoleni

Il derby d’Italia a Daniele Orsato. L’arbitro della sezione di Schio e’ stato designato per dirigere sabato sera Inter-Juventus. Insieme a lui i guardalinee Di Fiore e Manganelli, gli addetti Var Valeri e Giallatini, mentre Tagliavento sara’ il quarto ufficiale di gara. Fiorentina-Napoli, in programma domenica alle 18 al Franchi, e’ stato assegnata a Paolo Silvio Mazzoleni di Bergamo.

Napoli, il procuratore Melillo: ‘Non sappiamo dove avrebbe colpito il giovane terrorista’

Il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo, ha spiegato che non sono note le circostanze “di tempo e di luogo” in cui l’atto terroristico che doveva compiere il giovane gambiano, arrestato nei giorni scorsi a Licola in provincia di Napoli, sarebbe stato organizzato.  Aveva fatto ingresso in Italia il 22 marzo 2017 Touray Alagie, il 21enne gambiano ritenuto gravemente indiziato di partecipazione all’organizzazione terroristica Isis. Il ragazzo era arrivato al porto di Messina con 638 migranti, di cui 209 provenienti dal Gambia, partiti dalla Libia. Da circa un anno era ospite di una struttura alberghiera di Licola, nel comune di Pozzuoli, dove è stato allestito un centro accoglienza. All’interno del centro accoglienza ha realizzato il video nel quale presta giuramento al califfo Al Baghdadi, capo riconosciuto dell’Isis. Non sono stati ancora identificati gli utenti Telegram che hanno ricevuto il video.

 Il fermo del gambiano accusato di terrorismo e’ avvenuto venerdi’ scorso, 20 aprile. Il 24 il gip ha convalidato il fermo ed emesso a suo carico una ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di partecipazione a una associazione terroristica denominata ‘Islamic State’ o ‘Daesh’. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati in una conferenza stampa cui hanno preso parte tra gli altri il procuratore di NAPOLI Giovanni Melillo, il capo della polizia Franco Gabrielli, il questore di Napoli, Antonio De Iesu, il comandante del Ros Pasquale Angelosanto. Alagie Touray, questo il nome del gambiano, risiedeva in un centro per l’accoglienza dei migranti a Licola, sul litorale flegreo. Era titolare di un foglio di soggiorno provvisorio, in attesa che venisse esaminata la sua richiesta di asilo politico.

 Touray Alagie e’ nato in Gambia il 10 dicembre 1996, e deve rispondere di partecipazione all’organizzazione terroristica denominata Islamic state o Daesh. Le indagini sono partite dall’acquisizione del video diffuso da canali della app Telegram che lo ritraeva proprio nell’atto di prestare giuramento al capo riconosciuto dell’organizzazione terroristica; gli inquirenti sono poi risaliti a lui, identificando la persona ritratta nel video nel 22enne fotosegnalato al momento dello sbarco. La registrazione del video e’ avvenuta all’interno del centro di accoglienza per migranti di Pozzuoli dove lui era da un anno. Il gambiano, durante l’interrogatorio dopo il fermo, ha ammesso di aver personalmente curato questa registrazione audio/video e di aver ricevuto sempre attraverso la stessa app istruzioni per questo attacco terroristico che avrebbe dovuto compiere. Il video e’ stato girato con un cellulare e il 10 aprile scorso all’interno della sala mensa della struttura alberghiera in localita’ Licola che e’ adibita a centro di accoglienza ed e’ stato inviato attraverso un canale Telegram a utenti che non sono ancora identificati fra il 12 e il 13 aprile. Poi Touray in alcune chat di Telegram ha chiesto a diversi interlocutori a mezzo di messaggi vocali di “pregare per lui” perche’ era “in missione”. Il fermo e’ stato convalidato dal gip p di Napoli 24 aprile scorso con la contestuale emissione di un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere perche’ il 22enne in concorso con altre persone non ancora identificate partecipava a una associazione terroristica internazionale ramificata in piu’ Stati anche europei capeggiata dal califfo al Baghdadi che ha come finalita’ quella di compiere atti di violenza per intimidire e destabilizzare strutture politiche e costituzionali degli Stati interessati. Il ragazzo ha giurato “fedelta’ al califfo dei musulmani nei momenti difficili e facili, nel mese di Rajab giorno 2” in nome di Allah “testimone di quello che dico”. Le indagini proseguono per ricostruire ogni aspetto della vicenda ma soprattutto le modalita’ e le circostanze del percorso di radicalizzazione di reclutamento del 22enne. 

Napoli, il terrorista conferma: ‘Dovevo lanciarmi con un’auto contro la folla’

Napoli. L’immigrato del Gambia fermato con l’accusa di terrorismo avrebbe ammesso di aver ricevuto la richiesta di lanciarsi con un’auto sulla folla. L’uomo si chiama Alagie Touray, 21 anni, ed era sbarcato a Messina con altre centinaia di migranti il 22 marzo 2017. Da un anno risiedeva a Pozzuoli . Il migrante gambiano fermato  a Licola non intendeva dar corso alla richiesta – giuntagli attraverso il social network Telegram – di compiere un attentato lanciandosi sulla folla a bordo di un auto. E’ quanto lo stesso giovane ha detto agli inquirenti dopo essere stato fermato.  Ma su una chat chiedeva ai confratelli islamici di pregare per lui. “Sono in missione”, scriveva.   Lo scorso 20 aprile presso l’uscita di una moschea a Licola è stato eseguito il fermo di, Alagie Touray, di 22 anni. Il fermo è stato poi convalidato in arresto martedì scorso 24 aprile. Il provvedimento si è reso necessario dopo l’acquisizione di un video, diffuso su Telegram, che ritraeva il ragazzo nell’atto di prestare giuramento Lo ha reso noto il Procuratore di Napoli, Giovanni Melillo, in una conferenza stampa presso la Procura.

 Aveva fatto ingresso in Italia il 22 marzo 2017 Touray Alagie, il 21enne gambiano fermato nel Napoletano lo scorso 20 aprile e ritenuto gravemente indiziato di partecipazione all’organizzazione terroristica Isis. Il ragazzo era arrivato al porto di Messina con 638 migranti, di cui 209 provenienti dal Gambia, partiti dalla Libia. Da circa un anno era ospite di una struttura alberghiera di Licola, nel comune di Pozzuoli, dove è stato allestito un centro accoglienza. All’interno del centro accoglienza ha realizzato il video nel quale presta giuramento al califfo Al Baghdadi, capo riconosciuto dell’Isis. Non sono stati ancora identificati gli utenti Telegram che hanno ricevuto il video.