Ancora un agguato a Napoli nella zona Est della città. In via Al chiaro di luna, nel rione Conocal del quartiere Ponticelli, questa sera un 19enne e un 30enne sono stati feriti in strada da colpi di arma da fuoco. Il più giovane Emanuele Errico era agli arresti domiciliari per droga e quindi, al momento del ferimento, in stato di evasione. Il 19enne è stato trasportato alla vicina clinica Villa Betania in gravissime condizioni. I medici lo hanno trasportato in sala operatoria ma il giovane è morto poco dopo. Il secondo invece Rosario Ciro Denaro è stato colpito alla gamba sinistra e le sue condizioni non sono gravi. Sulla sparatoria stanno indagando i carabinieri che in questo momento stanno anche cercando di parlare con il ferito per avere informazioni sull’agguato.
Napoli, il Pd organizza la pulizia dell’arenile a San Giovanni a Teduccio
Napoli, La sezione del Pd di San Giovanni a Teduccio scende in campo contro il degrado e l’abbandono della passeggiata a mare nelle zona orientale della città. Il segretario del circolo Antonio Borriello invita i cittadini a partecipare a una manifestazione di pulizia e disifenttazione della spiaggia che è stata organizzata dal partito per sabato mattina. “Ormai si è giunti a una situazione di totale abbandono e degrado – spiega Borriello-del tratto di passeggiata a mare di San Giovanni a Teduccio. L’amministrazione comunale di Napoli ormai sorda alle problematiche di vivibilità e decoro delle periferie e le municipalità senza fondi ma anche senza un’iniziativa di lotta nei confronti della stessa ha portato a una situazione di degrado e abbandono della passeggiata a mare di San Giovanni a Teduccio. Invitiamo tutti i cittadini e le associazioni a partecipare sabato mattina alla nostra iniziativa”.
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Napoli: un film a puntate su storia e presente
Si ripercorrono i giorni di gloria del primo scudetto e la rinascita del club dalla Serie C al ritorno in Champions League. Il primo episodio, dedicato ai tifosi del club, e’ disponibile su www.dugout.com da oggi (giovedi’ 26 aprile) e le altre puntate saranno poi pubblicate settimanalmente ogni giovedi’ seguendo questo calendario: 3 Maggio- Il primo scudetto del NAPOLI (1986/87) 10 Maggio. La citta’ e il caratterere dei Napoletani 17 Maggio. La rinascita della SSC NAPOLI; 24 Maggio – Marek Hamsik: il Capitano 31 Maggio – Versione integrale: NAPOLI – A Football City.
M5S: “Rifiuti, ecco la delibera che ricostruisce il gioco delle tre carte per dirottare fondi”
“E’ assolutamente incomprensibile la scelta dell’amministrazione De Luca di concentrare, fin dal primo momento, ogni sforzo e ogni risorsa su una fallimentare operazione di smaltimento delle ecoballe, trattando come argomenti di second’ordine la gestione ordinaria del ciclo rifiuti, la bonifica delle aree inquinate e la rimozione dei veleni interrati nei nostri suoli. La delibera 12 del 16 gennaio ricostruisce una strategia che si è rivelata del tutto improduttiva. Dei 250 milioni destinati al piano di bonifica delle aree inquinate, ne sono stati sottratti dapprima 50 da dirottare sullo smaltimento delle ecoballe, quindi ulteriori 40 sempre con la stessa finalità. A fronte di una differenza di appena 160 milioni, la stessa amministrazione si è vista costretta a rimodulare gli interventi di bonifica programmati, diminuendo considerevolmente in numero dei siti sui quali intervenire. Medesimo espediente è stato individuato quando, per far quadrare i conti sulle bonifiche che nel frattempo erano stati sparigliati dalle ecoballe, dal fondo residuo di oltre 32 milioni destinati alla “Ottimizzazione della gestione dei rifiuti urbani” è stata sottratta la somma di 14,5 milioni di euro”. E’ quanto denunciano il segretario della Commissione regionale Ambiente Vincenzo Viglione e il consigliere regionale M5S e membro della stessa commissione Maria Muscarà.
“Le ecoballe restano un tema da affrontare con la necessaria priorità, ma non facendo il classico gioco delle tre carte. Spostando fondi da un intervento a un altro, si è prodotto un doppio flop. Un ritardo di oltre due anni sullo smaltimento delle ecoballe e interventi zero sulle vere cause dell’emergenza spazzatura, dalla gestione ottimale del ciclo dei rifiuti, all’impiantistica e alla rimozione dei veleni interrati nei nostri suoli. Le stesse ragioni che hanno portato anni fa la Commissione europea ad avviare un procedura di infrazione contro la Campania che ancora oggi ci costa una multa di 120mila euro al giorno. Si continua con i tentativi di curare gli effetti, dimenticando di agire sulle vere cause di un’emergenza che, di questo passo, resterà eterna”
Napoli, il terrorista: ‘Mi fu detto prendi una macchina e uccidi, per il video avrei incassato 1500 euro’
Napoli.”Non dimenticare di pregare per me, sono in missione” ”Ho bisogno delle vostre preghiere e del Corano”. Sono alcuni dei messaggi in chat di Telegram recuperati dagli esperti informatici dal telefonino di Alagie Toray, il gambiano arrestato nell’ambito dell’indagine dei carabinieri del Ros e degli investigatori della Digos con l’accusa di terrorismo internazione per presunta appartenenza all’Isis. La conversazione, con un interlocutore non identificato, risale al 12 marzo scorso. Il 10 marzo invece l’immigrato – ospite da oltre un anno in un albergo di Licola – registra quattro volte, parlando in arabo, la formula di giuramento al Califfo Al Baghdadi, e solo l’ultima versione (nelle precedenti aveva infatti commesso errori) e’ quella che inviera’ nella chat di Telegram e che poi cancellera’ dal telefonino. “E’ chiaro – scrive il gip Isabella Iaselli nella ordinanza di custodia emessa dopo la convalida del fermo – che il giuramento registrato due giorni prima della chat e’ propedeutico ad una missione da compiere per la quale Touray ha bisogno di essere sostenuto dalla preghiera ed e’ consapevole di non potersi piu’ far sentire (“se non ti scrivo non scrivermi nemmeno tu”, ndr) e si preoccupa che l’altro possa esporsi scrivendo quando lui non puo’ rispondere”.
Due interrogatori in due giorni, versioni contraddittorie, spiegazioni spesso confuse. Le ”verita”’ che Alagie Touray – il migrante gambiano accusato di appartenenza all’Isis e che avrebbe dovuto compiere un attentato lanciandosi con un’auto sulla folla – offre agli inquirenti della procura di Napoli non sono apparse convincenti, soprattutto per quanto riguarda le spiegazioni sul video in cui giura fedelta’ al Califfo. Alagie, la sera del 20 aprile scorso – poco dopo essere stato fermato all’uscita della moschea di Licola – portato in caserma ha raccontato al pm di trovarsi in Italia da 13 mesi, dopo un viaggio attraverso Gambia, Senegal, Mali, Niger e Libia, dove si sarebbe imbarcato da Sabaratha per raggiungere la Sicilia. Qui era rimasto un paio di giorni per poi essere accompagnato a Licola, sul litorale flegreo. Aveva pagato a un connazionale 800 euro per raggiungere il campo libico. ”In Italia non ho trovato lavoro, vivo con 77 euro al mese forniti dal Centro che mi assicura vitto e alloggio. Ho un solo cellulare pagato 115 euro”. Per quanto riguarda il video del giuramento all’Isis della durata di 21 secondi (che si accertera’ girato nella sala mensa della struttura di Licola) ha affermato di averlo fatto per scherzo: ”volevo realizzare un video comico e avevo imparato la frase in arabo”, spiega dopo aver negato di aver utilizzato Telegram per diffonderlo. La formula del giuramento l’avrebbe trovata in rete insieme con un suo amico del Gambia, Batch Jobe. ”Si’, in Gambia sia i musulmani che i non credenti sanno chi e’ Al Baghdadi. So che e’ il capo dei terroristi dell’Isis”. Poi scoppia a piangere. ”Batch Jobe scherzava, mi chiedeva di realizzare un video e che in cambio sarei stato pagato. In passato mi ha detto anche di uccidermi in cambio di denaro, ma era un gioco”. L’indomani pomeriggio nuovo interrogatorio. ”Batch Jobe mio amico? Lavora in un negozio di cambio denaro e mi aveva dato l’utenza di una persona da contattare in caso di problemi”. Aveva chiamato quel numero circa un mese prima e l’interlocutore gli avrebbe chiesto di girare il video del giuramento. ”Dovevo realizzare il video, poi avrei ricevuto 1500 euro. Sempre la persona con quel numero mi ha chiesto di prendere una macchina e di andare addosso alle persone”. ”Ma io – precisa – non avrei mai accettato di uccidere nessuno”. Non gli sarebbe stata indicata la citta’ ma gli fu detto solo ”di prendere una macchina e investire delle persone per ucciderle”. Gli domandano delle piaghe sulla fronte che si sarebbe procurato battendo la testa sul pavimento durante le preghiere che recita da fervente musulmano. ”Io prego tutti i giorni cinque volte al giorno, anche se a volte mi dimentico e prego di meno, magari anche solo due o tre volte, la carne e’ debole”.
Touray Alagie era un “assiduo” frequentatore della moschea di Licola, vicino Pozzuoli dove da un anno viveva in un centro di accoglienza. Era sbarcato in Italia, in Sicilia, a marzo 2017 direttamente dalla Libia dove era salpato con altri connazionali. Frequentava molto la zona Flegrea e si faceva vedere spesso in giro. L’arresto per un decreto di fermo emesso dalla Procura di Napoli il 20 aprile, poi convalidato due giorni fa dal gip e’ avvenuto proprio davanti la moschea. Il richiedente asilo fermato dalla procura di Napoli con l’accusa di Terrorismo, ha parlato spontaneamente agli inquirenti della richiesta di compiere un attentato lanciandosi con un’auto sulla folla. Al momento del fermo, infatti, nessun elemento faceva pensare che Touray fosse coinvolto in un progetto del genere: il gambiano era finito sotto osservazione a causa del suo giuramento di fedelta’ al califfo Al Baghdadi e di altri elementi che indicavano una sua radicalizzazione. Durante l’interrogatorio, Touray – le cui dichiarazioni sono apparse a tratti contraddittorie e confuse – ha prima sostenuto di aver girato “per gioco” il video del giuramento, poi ha raccontato della richiesta di compiere un attentato lanciandosi sulla folla con un’auto, richiesta che gli sarebbe arrivata via Telegram da un connazionale: il giovane ha aggiunto che gli sarebbero stati promessi dei soldi in cambio di questo gesto, ma che lui non aveva mai avuto intenzione di attuarlo. Non sarebbe mai stato precisato dove e quando compiere l’ipotetico attentato.
“Non è stato sventato un attentato a Napoli o da un’altra parte. E’ stato individuato un soggetto che aveva fatto giuramento di fedeltà al califfato e che riteniamo altamente probabile potesse porsi in una condizione di dare seguito a quel giuramento. Ma tutto questo ad oggi non c’è”. Lo ha detto il capo della Polizia Franco Gabrielli, sottolineando che “è la prima volta che si arriva a un giuramento prima della commissione di un attentato. In tutti gli altri episodi i giuramenti sono stati accertati in una fase postuma, questa volta abbiamo accertato il giuramento preventivamente. Ovviamente, e lo ha sottolineato il procuratore, senza una chiara progettualità terroristica”. Gabrielli ha spiegato che “c’è tutta una serie si altre attività in corso” e che “si indaga su un ampio spettro di soggetti che a vario titolo possono essere venuti in contatto” con il 21enne gambiano”. L’arresto del presunto terrorista gambiano “è stata una operazione esemplare”. Così il ministro dell’Interno Marco Minniti parlando da Palermo. “C’è stata una grande cooperazione tra le forze di polizia, l’intelligence e la magistratura”, aggiunge Minniti.
M5S, Saiello: “Debiti fuori bilancio, subito una commissione regionale di inchiesta”
Il capogruppo M5S: “Assurdo pagare per le finte misure assistenzialiste di Bassolino”
“I cittadini della Campania si troveranno a pagare, ancora una volta, gli errori di un passato impossibile da archiviare. Per una legge palesemente propagandistica, nel 2004 la giunta Bassolino promosse una misura che istituiva, in forma sperimentale, un sedicente reddito di cittadinanza. Un provvedimento di matrice puramente assistenziale, che prevedeva un assegno mensile di 350 euro a quanti avevano un reddito al di sotto dei 5mila euro annui, per la durata di 3 anni e 9 mesi. Nella smania di guadagnare popolarità a fini elettorali, non fu fatta alcuna valutazione del monte risorse rispetto ai potenziali aventi diritto, molti dei quali furono esclusi dall’elenco dei beneficiari, pur essendo risultati idonei in quanto in possesso dei requisiti richiesti. Cittadini a cui oggi i giudici hanno riconosciuto il diritto al risarcimento, lievitato fino a quasi un milione di euro. Una beffa che ripropone la necessità una Commissione regionale d’inchiesta sui debiti fuori bilancio, la cui costituzione è alla base di una proposta del Movimento 5 Stelle. Un organo che faccia luce sulle responsabilità di chi ha prodotto e alimentato debiti come quello prodotto dal reddito di cittadinanza targato Bassolino”. Così il capogruppo M5S in Consiglio regionale e segretario della Commissione Bilancio Gennaro Saiello.
“Il debito votato oggi in Commissione Bilancio – sottolinea Saiello – ci ricorda quanti danni hanno prodotto e ancora producono le politiche assistenzialiste inaugurate con l’era Bassolino. Politiche che auspichiamo non siano al centro del piano lavoro annunciato da De Luca, con numeri in cali di annuncio in annuncio. Di certo distanti anni luce dal vero reddito di cittadinanza previsto nel programma di governo del Movimento 5 Stelle, una misura pro-attiva che prevede la riorganizzazione dei centri per l’impiego e un serio investimento nella formazione al fine di intercettare le reali esigenze del mercato del lavoro e pervenire al concreto reinserimento occupazionale”.
Benevento, evasione fiscale: sequestro beni da mezzo milione di euro
La Guardia di Finanza a Benevento ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per equivalente, emesso dal gip sannita, per 553.594 euro relativo a depositi bancari, titoli finanziari, beni mobili e immobili nella disponibilita’ di una societa’ a responsabilita’ limitata operante nel settore dell’edilizia avente sede nella provincia beneventana, nonche’ nei confronti del legale rappresentante pro-tempore della stessa. L’amministratore dell’impresa, un 60enne originario di Benevento, e’ stato denunciato perche’ la societa’ ha omesso di dichiarare al fisco per l’anno d’imposta 2011 un ammontare complessivo di 2.767.972 euro, cui corrisponde un’Iva dovuta per un ammontare corrispondente alla somma sequestrata. Nella fase preliminare di esecuzione del provvedimento di sequestro sono stati gia’ individuati nella disponibilita’ del legale rappresentante beni mobili soggetti a registrazione ed immobili costituiti da fabbricati ubicati nel comprensorio sannita per un oltre un milione di euro. Sono in corso di effettuazione, presso varie banche , sistematiche operazioni di ricerca finalizzate all’individuazione di disponibilita’ bancarie e finanziarie che saranno sottoposte a sequestro, sino alla concorrenza del tributo evaso.
Regione, ospedali Rummo e Sant’Agata Goti: confermati obiettivi riqualificazione
Nel corso di una riunione convocata dal Presidente Vincenzo De Luca, questa mattina è stata riconfermata, alla presenza dei vertici della sanità regionale, con i direttori generali, il consigliere regionale Erasmo Mortaruolo e il sindaco di Telese Pasquale Carofano (delegato Anci), l’attenzione dell’amministrazione regionale alle questioni della sanità a Benevento e provincia, con particolare riferimento agli obiettivi di qualificazione e potenziamento dell’offerta grazie all’accorpamento del “Rummo” e dell’0spedale di S. Agata dei Goti. Il lavoro è pienamente in corso e grazie all’intensa collaborazione di Asl e Azienda Ospedaliera, sono stati già raggiunti risultati positivi, a cominciare dal mantenimento del Dea di II livello al “Rummo” e alla chiusura evitata del presidio di Sant’Agata. Con determinazione sarà realizzato il Polo oncologico al servizio di un ampio territorio che ne era sprovvisto, nel pieno rispetto dei parametri nazionali. Sarà ovviamente garantito tutto quanto occorre per il raggiungimento dell’obiettivo, dalle dotazioni al personale. Si conferma l’impegno per le attività riabilitative e il pronto soccorso h.24 a Sant’Agata dei Goti, salvo che per prestazioni di estrema complessità che saranno trasferite al “Rummo”, a tutela della salute dei cittadini. E’ stato già definito un cronoprogramma che anticipa tutti i passaggi necessari per arrivare nel più breve tempo possibile all’efficace riorganizzazione dei servizi. In relazione a figure professionali che hanno scelto altre strutture ospedaliere o sono andati in quiescenza, sono già partite le procedure concorsuali e si conferma la presenza settimanale di alte professionalità.
Santa Maria Capua Vetere, arrestato pregiudicato di ritorno dall’Inghilterra
I Carabinieri della Stazione di Teano hanno arrestato il pregiudicato Severino De Spirito, classe 1988, residente a Teano. L’uomo è destinatario di un’ordinanza di esecuzione per la carcerazione emessa dal Tribunale Ordinario di Napoli per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Fatti accertati a Santa Maria Capua Vetere da settembre 2013 a febbraio 2016. I militari dell’Arma hanno rintracciato e bloccato l’uomo appena rientrato dall’Inghilterra, luogo dove si era temporaneamente spostato. De Spirito dovrà scontare una pena detentiva di 3 anni, 7 mesi e 26 giorni al carcere di Santa Maria Capua Vetere.
Pompei: al via esami su scheletro bambino ritrovato per studiare stato di saluto alla morte
Il Laboratorio di ricerca applicate del Parco Archeologico di Pompei sara’ il punto di partenza per le analisi preliminari dello scheletro del bambino ritrovato alle Terme Centrali di Pompei. Gli studi antropologici effettueranno un primo screening della stato di salute della giovane vittima, per poi indirizzare le successive indagini esterne sul DNA. In questa prima fase, si tratta di analisi metriche, morfologiche e dei markers di stress scheletrici, ovvero di misurazioni delle ossa e valutazioni di impronte muscolari sulle scheletro, queste ultime utili a valutare se ci sono tracce di eventuali attivita’ fisiche (trasporto pesi, deambulazione ecc.). Incrociando la misura della lunghezza delle ossa con le analisi dello sviluppo dentario sara’ possibile determinare con maggiore precisione l’eta’ del bambino, al momento stabilita tra i 7 e gli 8 anni. Ulteriori informazioni potranno riguardare eventuali patologie rilevabili, considerato che non tutte le malattie sono identificabili sulle ossa.
Non sara’ invece possibile in questa fase stabilire il sesso dell’individuo, in quanto i caratteri di dimorfismo tipicamente maschili o femminili non son ancora definiti in eta’ infantile. Tali determinazioni saranno possibili solo in un eventuale seconda fase di analisi sul DNA, qualora si presenti in un buono stato di conservazione. Lo scheletro e’ stato rinvenuto pressoche’ completo ad eccezione di una porzione del torace destro, della mandibola e di parte degli arti superiori e di arti inferiori e non appaiono lesioni dovute alle intercettazioni ottocentesche. “Le indagini sui resti della piccola vittima delle Terme Centrali – ha dichiarato il responsabile del Laboratorio di ricerche applicate, Alberta Martellone – saranno fondamentali per ricostruire la composizione e lo stato di salute degli abitanti di Pompei nel 79 d.C. I risultati che ne deriveranno potranno fornire un ulteriore contributo alla conoscenza della storia della citta’ prima che l’evento eruttivo del 79 d.C. la cristallizzasse”.
Normalmente i dati antropologici che ci pervengono dalla storia sono relativi a individui, deceduti per morte naturale e ritrovati nelle sepolture delle necropoli. Nel caso unico di Pompei ci troviamo di fronte, invece, a resti umani di individui nel pieno della loro vitalita’, morti a causa di calamita’ naturali, quali l’eruzione. Le analisi su tali resti consentono di aprire uno spaccato sulla popolazione vivente dell’epoca, che in nessun altra situazione sarebbe stato possibile.” Nella fase di rinvenimento, oltre all’antropologa hanno contribuito allo studio della giacitura del reperto anche esperti vulcanologi e geologi, allo scopo di determinare le fasi stratigrafiche e le dinamiche di seppellimento. Le analisi del DNA saranno condotte a breve grazie alla collaborazione del dipartimento-di-medicina-molecolare-e-biotecnologie-mediche della Federico II.
Scambio di voto a Scafati, Aliberti & C. rinviati a giudizio: il consigliere Paolino rischia la sospensione
Scafati. Scambio di voto con la camorra: rinviato a giudizio l’ex sindaco Pasquale Aliberti e tutti gli imputati nel processo scaturito dall’indagine Sarastra, inclusa la moglie Monica Paolino, consigliere regionale di Forza Italia che ora rischia la sospensione dalla carica. Solo tre richieste di rito abbreviati con sconto di pena, nell’udienza preliminare che si è conclusa poco dopo le 15, 30 nell’aula bunker del carcere di Fuorni. A chiedere il rito alternativo i capi dell’organizzazione criminale Loreto-Ridosso che avrebbe ottenuto benefici dall’amministrazione dell’ex sindaco Aliberti, in cambio di voti alla coalizione. Luigi Ridosso jr, suo cugino Gennaro Ridosso e Alfonso Loreto saranno giudicati il 25 giugno prossimo dal Gup Emiliana Ascoli che ha accolto la richiesta dei difensori, Michele Sarno, Pierluigi Spadafora e Luigi Ferrone.
Decreto di rinvio a giudizio e processo fissato il sei giugno prossimo, dinanzi al primo collegio del tribunale di Nocera Inferiore, presieduto da Raffaele Donnarumma, per Pasquale Aliberti, il fratello Nello Maurizio, la moglie Monica Paolino, il factotum-staffista Giovanni Cozzolino, l’ex consigliere comunale Roberto Barchiesi, l’ex vicepresidente dell’Acse Ciro Petrucci e per Andrea Ridosso. Per il filone ‘pompe funebri’ è stato disposto il processo per il dirigente dell’area economica del Comune Giacomo Cacchione, l’ingegnere Nicola Fienga, Giuseppina Ametrano, legale rappresentante de l’Eternità, Alfonso e Catello Cesarano, amministratori della ditta Cesarano Nicola Pompe funebri, all’epoca dei fatti.
Il rinvio a giudizio del consigliere Regionale Monica Paolino con l’accusa di 416 ter (scambio di voto politico mafioso) apre di fatto la procedura di sospensione dalla carica elettiva, che dovrà essere proposta dal Presidente del consiglio dei Ministri. E Monica Paolino, moglie dell’ex sindaco, potrebbe finire anzitempo la sua esperienza nella legislatura guidata dal Presidente Vincenzo De Luca, in cui è stata anche presidente della Commissione antimafia fino all’arrivo dell’avviso di garanzia nel settembre del 2015. Il decreto di rinvio a giudizio sarà trasmesso al Consiglio Regionale della Campania e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per gli opportuni provvedimenti.
E’ la debacle politica della famiglia Aliberti quella scaturita dall’indagine Sarastra seguita dalla Direzione investigativa antimafia, coordinata dal colonnello Giulio Pini e dal capitano Fausto Iannaccone, con il coordinamento della Dda di Salerno. Stamane, il definitivo passo verso il processo dibattimentale che si celebrerà al Tribunale di Nocera Inferiore. Un processo basato sull’apporto politico fornito dal clan Loreto-Ridosso, operante a Scafati, all’ex sindaco Pasquale Aliberti nelle amministrative del 2013 a Scafati e alla moglie Monica Paolino nelle Regionali del 2015, in cambio di favori per le ditte ‘apparentemente pulite’ . E’ il primo filone che arriva al vaglio dei giudici del dibattimento. Uno dei tanti aperti dall’indagine che ha portato poi allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose e all’arresto dell’ex sindaco Aliberti, detenuto attualmente ai domiciliari a Roccaraso. Stamane, Aliberti ha accennato delle dichiarazioni spontanee riguardanti in particolare un’intercettazione ambientale che riguardava Aliberti e Cozzolino a proposito dell’affare pompe funebri, dichiarazioni smorzate dalle lacrime in aula. Poi, l’ex sindaco ha lasciato il bunker senza assistere alla lettura del dispositivo del Gup Ascoli. Non sono state ammesse, invece, le dichiarazioni spontanee che ha tentato il fratello dell’ex primo cittadino Nello Maurizio Aliberti, riguardanti gli ultimi atti depositati dal pm Vincenzo Montemurro il 23 aprile scorso. La documentazione ‘aggiuntiva’ riguarda l’attività social degli Aliberti, ma anche alcune intercettazioni ambientali captate dagli investigatori tra Nello Aliberti e Giovanni Cozzolino, l’uomo che da staffista e portaborse è diventato amico di famiglia e di affari politici della famiglia. Le ambientali sono state registrate negli ultimi mesi e annesse agli atti che arriveranno dinanzi ai giudici nocerini.
Stamane, il Gup Emiliana Ascoli ha sciolto anche il nodo decisivo dell’udienza preliminare quella che riguarda l’incidente probatorio chiesto dalla pubblica accusa per sentire testimoni chiave, in audizione protetta, e blindare così le dichiarazioni di accusa. Due i testi ammessi che saranno sentiti dal Gup il 16 maggio prossimo. si tratta di Aniello Longobardi, ex presidente dell’Acse, imprenditore conserviero, costretto a pagare tangenti al clan Loreto-Ridosso, costituitosi parte civile nel processo con l’avvocato Giovanni Annunziata e Raffaele Lupo, ex consigliere comunale, tra gli ispiratori della lista Grande Scafati che candidò Barchiesi al consiglio comunale del 2013 al posto di Andrea Ridosso, dal cognome compromesso perchè figlio di Salvatore Ridosso, ucciso dalla camorra. Longobardi e Lupo sono tra i principali testi di della pubblica accusa, in relazione proprio al reato di scambio di voto. Entrambi hanno raccontato episodi che avvalorano la tesi delle cointeressenze tra Pasquale Aliberti e i Ridosso-Loreto, nelle fasi elettorali clou, con l’organizzazione di liste ad hoc e incontri elettorali, come quello a casa della zia dei Ridosso, alla vigilia delle Regionali 2015. Le testimonianze dei due imprenditori verranno cristallizzate e trasfuse, poi, nel processo che si terrà a Nocera senza che i due debbano essere ascoltati come testimoni.
Un processo che racconterà un epoca politica, affaristica e malavitosa di circa un decennio nella città di Scafati. Un processo nel quale verranno messe a nudo le vite degli amministratori pubblici della città e i loro legami, in un intreccio che – secondo l’antimafia – ha consentito alla criminalità organizzata di instaurare una trattativa di ‘dare e avere’ con le istituzioni pubbliche.
Rosaria Federico
Napoli, incidente in Tangenziale: muore centauro
Napoli. Autostrade per l’Italia comunica che intorno alle ore 13.40 sulla Diramazione di Capodichino, all’altezza del km 3 in direzione di Napoli, è avvenuto un incidente autonomo di una moto, nel quale il conducente ha perso la vita. Nell’incidente sono intervenute le pattuglie della Polizia Stradale, i soccorsi sanitari e meccanici, oltre al personale della Direzione 6° Tronco di Cassino. Costanti aggiornamenti sulla situazione della viabilità saranno diramati tramite: i collegamenti “My Way” in onda sul canale 501 Sky Meteo24 e su Sky Tg24 (canali 100 e 500 di Sky e canale 50 del Digitale Terrestre) e sulla App My Way scaricabile gratuitamente dagli store di Android e Apple. E ancora su Sky Tg24 Hd; sul sito www.autostrade.it; su Rtl 102.5; su Isoradio 103.3 Fm; attraverso i pannelli a messaggio variabile e sul network Tv Infomoving in Area di Servizio. Per ulteriori informazioni si consiglia di chiamare il Call Center Autostrade al numero 840.04.21.21, attivo 24 ore su 24.
Sant’Antonio Abate, si perdono durante una passeggiata sui Monti Lattari: 3 giovani recuperati da icarabinieri forestali
Tre amici di Sant’Antonio Abate di 22 e 23 anni erano partiti dalle campagne del loro paese dove stavano facendo una scampagnata e volevano salire fino a “punta Cerreto”. durante la passeggiata, però, sono usciti fuori dal percorso -il sentiero “c.a.i. 340”- e nel pomeriggio si sono smarriti.
Hanno provato a ritrovare la strada maestra confidando nelle loro capacità ma, non riuscendoci, non hanno esitato a chiamare il 112.
la centrale operativa ha attivato i carabinieri forestali di Castellammare i quali, in servizio di pattuglia, hanno chiesto ai ragazzi indicazioni su cosa avessero intorno per capire dove si trovassero e, grazie alla conoscenza della zona, sono riusciti a localizzarli sul versante di Lettere, in località “Cresta”.
in poco tempo li hanno raggiunti, hanno constatato che, salvo un po’ di timore, stavano bene e li hanno accompagnati a casa.
Ancora uno spettacolo pluripremiato alla stagione Mutaverso Teatro: venerdì 27 ‘The hard way to understand each other’
Mondi interiori raccontati attraverso il corpo. Venerdì 27 aprile alle 21.00, all’Auditorium Centro Sociale di Salerno (Via Cantarella 22 – quartiere Pastena), Vincenzo Albano presenta nella stagione che dirige artisticamente – Mutaverso Teatro – lo spettacolo pluripremiato (Spettacolo vincitore del Premio Scintille 2016 e Giovani Realtà del Teatro 2016; Selezione Visionari Kilowatt Festival 2017) “The hard way to understand each other”, della compagnia Teatro Presente. Un’ospitalità a Salerno nata in collaborazione con Napoli Est Teatro (NEST). Attraverso i corpi cinque attori mettono in scena i mondi interiori dei protagonisti. Per raccontare l’universo dell’emotività, viene accantonata per un momento la parola. Una via di ricerca caratterizzata da immagini e metafore, gesti minimi e poesia. “The hard way to understand each other” è un delicato dipinto sulla quotidianità contemporanea. Una visione ironica del tentativo costante di comprenderci l’un l’altro. È quello che resta delle relazioni fisiche ed emotive in un’era di parole digitali. Una partitura musicale su cui il gesto si muove silenzioso. Come un’emozione che non si può spiegare. Progetto e regia sono di Adalgisa Vavassori; drammaturgia collettiva con Daniele Cavone Felicioni, Gabriele Ciavarra, Clelia Cicero, Julio Dante Greco e Adele Raes; composizioni sonore Gianluca Agostini, scenografia Hillary Piras.
Bimbo di 5 anni muore schiacciato sotto il trattore: indagato il padre
Il padre del bambino di 5 anni che e’ morto schiacciato da un trattore a Pontenure in provincia di Piacenza e’ stato indagato per omicidio colposo. La procura della Repubblica di Piacenza ha aperto un fascicolo a carico dell’uomo che era alla guida del trattore al momento dell’incidente. Dalle prime indagini svolte dai carabinieri pare che le testimonianze raccolte confermino in pieno la dinamica del tutto accidentale dei fatti.
Frattamaggiore, giovane rapinatore ed evasore seriale spedito nel carcere minorile
Gli agenti del Commissariato di PS Frattamaggiore, nel tardi pomeriggio di martedì scorso, hanno arrestato in esecuzione all’Ordine Esecuzione della Procura Minori presso il Tribunale Napoli G.C. 18enne napoletano.Il giovane è stato raggiunto dai poliziotti presso una comunità per minori, dove era collocato alla detenzione domiciliare.Il giovane, già con numerosi precedenti di polizia, dovrà scontare una pena di anni 3, mesi 9 e giorni 16 di reclusione, poiché in varie occasioni si era allontanato arbitrariamente e senza alcun motivo da diverse comunità dove era stato affidato. Il 18enne è stato condannato a tale pena residua poiché nel dicembre 2015 e nel gennaio 2016, da minorenne, aveva commesso in Napoli due rapine a mano armata in danno di giovani che, si intrattenevano all’interno della stazione Metropolitana, sottraendogli denaro e cellulari. Come disposto dalla Procura dei Minori presso il Tribunale di Napoli il giovane è stato condotto presso l’I. P. Minore di Airola, dove espierà la pena.
Detenuto aggredisce agenti nel carcere di Aversa e ne manda due in ospedale
Poteva avere conseguenze ben più gravi l’episodio avvenuto ieri pomeriggio alla Casa di Reclusione di Aversa dove a farne le spese sono stati ancora una volta i poliziotti penitenziari. Un detenuto, già recidivo, ha aggredito i poliziotti penitenziari intervenuti per riportarlo alla ragionevolezza, nonché per garantire l’ordine e la sicurezza all’interno dell’istituto. I poliziotti che hanno dovuto ricorre alle cure mediche del nosocomio di Aversa hanno riportato prognosi di 2 e 3 giorni.
A denunciare l’accaduto è il Si. N. A. P.Pe, Sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria. Pasquale Gallo, Segretario del Sindacato per la Regione Campania, commenta così l’accaduto: “quel che è avvenuto è un fatto gravissimo, che poteva avere pericolosissime ripercussioni sia per l’incolumità dei poliziotti che sul mantenimento dell’ordine e della sicurezza all’interno del carcere di Aversa. La professionalità e l’abnegazione del personale di polizia penitenziaria del reparto, cui va il mio apprezzamento, ha gestito al meglio un evento critico che avrebbe potuto avere drammatiche conseguenze. È stata un’esperienza pericolosissima gestita con grande sangue freddo e professionalità dagli agenti di polizia penitenziaria. Ciò conferma la tensione che continua a caratterizzare le carceri, al di là di ogni buona intenzione. Le carceri non sono più sicure. Servono interventi strutturali ed incisivi. Dopo la consistente riduzione delle dotazioni organiche, dettata dalle recenti disposizioni ministeriali, gli istituti penitenziari si trovano a fronteggiare quotidianamente situazioni di emergenza e di sovraffollamento con risorse sempre più esigue e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Siamo ai limiti del collasso e a farne le spese é sempre chi lavora in prima linea per garantire la sicurezza dei cittadini. ” Il Si.N.A.P.Pe non esclude legittime manifestazioni di protesta finalizzate a porre l’accento sulle sempre piú difficili condizioni lavorative dei poliziotti penitenziari nei penitenziari della regione.
Napoli, truffa due anziane al Rione Amicizia: in manette 26enne
Napoli. I carabinieri della stazione di Secondigliano, hanno arrestato un 26enne del rione Amicizia, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip di Napoli. La misura cautelare si riferisce a due truffe aggravate ai danni di anziane consumate a gennaio e febbraio e a seguito delle quali sono state intraprese indagini che hanno portato a un grave quadro indiziario a carico del 26enne, poi condiviso dall’autorità giudiziaria.Il 16 gennaio la prima vittima viene contattata dal ‘nipote’ che la informa che sta arrivando un ‘corriere’ e le chiede di anticipare mille euro. Poco dopo arriva il ‘corriere’ in questione, lascia il pacco e prende il contante. Qualche minuto dopo una chiamata identica in cui lo stesso ‘nipote’ dice che sta arrivando un altro ‘corriere’ per una seconda consegna: la nonna prepara i 1.200 euro e, quando giunge l”addetto’, c’è il secondo scambio. Ma il ‘nipote’, non soddisfatto, fa una terza telefonata chiedendo alla signora se può consegnare al ragazzo che le avrebbe bussato di lì a poco altri duemila euro per una terza e ultima consegna e la donna, anche in questa occasione, dà nelle mani del ‘corriere’ gli altri duemila euro. Le consegne sono terminate e la nonna telefona al nipote – vero – per rassicurarlo di aver ricevuto tutte le borse che aspettava. A quel punto si scopre che era tutto un inghippo e il giovane è costretto a dire alla nonna che era stata appena truffata.
I militari dell’Arma hanno poi accertato che lo stesso malvivente aveva commesso un’altra truffa, a distanza di pochi giorni, l’8 febbraio. Anche in questo caso aveva chiamato un’anziana fingendosi il ‘nipote’ e, dopo la telefonata, aveva bussato a casa della donna il ‘corriere’. Era avvenuto lo scambio del pacco col contante e il truffatore aveva raggranellato mille euro.La signora, insospettita, aveva anche telefonato al numero da cui era stata contattata ma, ricevendo la risposta del ‘nipote’, si era persuasa. Dopo lo scambio, però, aveva chiamato il figlio che, a sua volta si era confrontato con il nipote della vittima svelando così la truffa.Le descrizioni, oltre che il modus operandi, coincidono e le telecamere della seconda vittima forniscono la prova del nove. Le vittime, inoltre, lo hanno riconosciuto nelle foto. Raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare, il giovane è finito ai domiciliari.
Don Luigi Ciotti inaugura a Pollica il primo presidio scolastico Libera intitolato ad Angelo Vassallo
Cresce a famiglia di Libera in provincia di Salerno. Domani, venerdì 27 aprile, a Pollica, comune del “sindaco pescatore” Angelo Vassallo, sarà inaugurato alle ore 11.00 il primo Presidio Scolastico di Libera in provincia di Salerno presso l’Istituto Comprensivo “G. Patroni” e sarà intitolato alla memoria di Angelo Vassallo. Sarà presente , assieme alla famiglia Vassallo, don Luigi Ciotti presidente nazionale di Libera.
Camorra: sciolto il consiglio comunale di Caivano, proroga dei commissari a Crispano e Casavatore
Il Consiglio dei ministri, riunito oggi a Palazzo Chigi, sotto la presidenza di Paolo Gentiloni, su proposta del ministro dell’interno Marco Minniti, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (Tuel), ha deliberato lo scioglimento dei Consigli comunali di Bompensiere (Caltanissetta), Caivano (Napoli), Limbadi (Vibo Valentia), Manduria (Taranto) e Platì (Reggio Calabria), in ragione delle riscontrate ingerenze da parte della criminalità organizzata. Inoltre il Cdm ha deliberato la proroga, per una durata di sei mesi, dello scioglimento dei Consigli comunali di Casavatore e Crispano, entrambi in provincia di Napoli, “in ragione della necessità di proseguire l’opera di risanamento dagli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata”.



