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Playoffs. Givova Scafati, ”BUY TICKET NOW”: l’ offerta di Scafati ai propri sostenitori

E’ stata denominata “Buy ticket now” l’iniziativa pensata dalla Givova Scafati, per venire incontro alle esigenze di tutti i propri sostenitori ed appassionati. Ancora una volta, la dirigenza di Viale Della Gloria si è mostrata sensibile e disposta ad effettuare l’ennesimo sacrificio economico, pur di accontentare quanti abbiano interesse a seguire le vicissitudini sportive della prima squadra, impegnata da domenica prossima in questa seconda e decisiva parte di stagione agonistica, in serie A2. La proposta conferisce la possibilità di acquistare contestualmente i biglietti per le prime due gare della serie (ottavi di finale) contro la Bondi Ferrara (in programma al PalaMangano alle ore 20:30 di domenica e alle ore 18:00 di martedì), con il 50% di sconto sul biglietto di gara due. Entro l’inizio di gara uno, sarà quindi possibile acquistare entrambi i titoli di ingresso al PalaMangano, pagando a prezzo pieno quello di gara uno e a metà prezzo quello di gara due. L’offerta è quindi valida solo ed esclusivamente per chi acquisterà contestualmente entrambi i biglietti, presso gli uffici del PalaMangano fino a sabato 28/04/2018 (ore 09:00 – 13:00; ore 16:00 – 20:00), oppure, in alternativa, il giorno stesso della partita, a partire da un’ora prima l’inizio della stessa, presso il botteghino. Si precisa, infine, che l’offerta è valida solo ed esclusivamente per il biglietto intero e non per il ridotto. Si informa, inoltre, che le tariffe di acquisto dei biglietti sono rimaste le medesime della stagione regolare, ovvero:

– BIGLIETTO GRADINATA INTERO: € 10,00 RIDOTTO: € 5,00 (per i ragazzi dai 13 ai 16 anni, nati dal 01/01/2000 al 31/12/2003)

– BIGLIETTO TRIB. NUMERATA A e C: INTERO: € 15,00 RIDOTTO: € 7,50 (per i ragazzi dai 6 ai 16 anni, nati dal 01/01/2000 al 31/12/2010)

– BIGLIETTO TRIB. NUMERATA B: INTERO: € 18,00 RIDOTTO: € 9,00 (per i ragazzi dai 6 ai 16 anni, nati dal 01/01/2000 al 31/12/2010)

Tutto pronto, per quanto concerne il campo, per l’ultima e decisiva parte di stagione agonistica del campionato di serie A2, quella ad eliminazione diretta che deciderà, attraverso i play-off e i play-out, le due formazioni che il prossimo anno parteciperanno ai due campionati di serie A e di serie B. In virtù della seconda posizione conquistata nel girone ovest, la Givova Scafati gode del vantaggio del fattore campo nel primo turno play-off (ottavi di finale), contro la Bondi Ferrara, arrivata settima nel girone est. Non inganni però la diversa posizione di classifica. Non sarà facile affrontare una squadra come quella estense, che dispone di un roster competitivo ed esperto a giocare sfide così importanti. Ben quattro atleti ferraresi hanno infatti concluso la prima parte di stagione con una media punti superiore alla doppia cifra: la guardia Cortese (17,1), l’ala grande Hall (16,1), l’ala piccola Rush (12,5) e l’ex di turno, il centro Fantoni (11,8). E non solo. Altri atleti in casacca biancoblù meritano attenzione e rispetto, come il playmaker Moreno, il centro Molinaro, il play di scorta Panni ed un gruppo di giovani interessanti, che completano l’organico di coach Andrea Bonacina, che sta facendo ottime cose da quando (lo scorso gennaio) è passato dal suolo di assistente a quello di capo allenatore, subentrando all’esonerato Alberto Martellossi. La Givova Scafati si sta preparando a scendere in campo domenica sera, alle ore 20:30, sul parquet di viale Della Gloria, con la formazione al gran completo e con la giusta mentalità, sicura di poter godere del calore e dell’affetto del pubblico amico, pronto a dare il proprio contributo alla causa.

Dichiarazione dell’assistente allenatore Alessandro Marzullo: «Andiamo incontro al momento più interessante ed eccitante della stagione agonistica. Tutte le squadre lavorano da agosto per raggiungere questo obiettivo. Noi siamo soddisfatti del cammino compiuto finora e della seconda posizione con la quale abbiamo avuto accesso a questa seconda fase e speriamo di fare ancora tanta strada. Affrontiamo la Bondi Ferrara nel primo turno, formazione che nella seconda parte di stagione ha fatto molto bene. In corso d’opera ha cambiato allenatore e modificato il roster, che oggi si compone di atleti esperti come Hall e Fantoni e di grande talento come Cortese (gran realizzatore), Rush e Moreno, oltre a Panni e Molinaro, ragazzi giovani ed interessanti. E’ una squadra molto fisica, contro cui non sarà facile spuntarla, che ha conquistato con largo anticipo la qualificazione ai play-off. Sarà importante per noi il calore del PalaMangano, già a partire da queste prime due gare della serie, perché l’affetto del popolo scafatese potrebbe darci maggiore energia e forza, sicuri di aver finora meritato l’affetto dei nostri sostenitori».

Dichiarazione del capitano Nicholas Crow: «Finalmente inizia la parte di stagione agonistica più divertente, quella per la quale abbiamo lottato e sudato. Ci aspetta la Bondi Ferrara, squadra che merita grande rispetto, perché dispone di un quintetto base di primissimo livello, che si compone di atleti di indiscusso valore come Fantoni, Hall, Rush, Cortese e Moreno. Sarà una battaglia, dovremo essere pronti mentalmente a concentrarci sul singolo incontro, perché di sicuro i nostri avversari non verranno a Scafati per farci regali. Ci stiamo allenando duramente, siamo concentrati, conosciamo le difficoltà dell’incontro, sappiamo di affrontare una squadra molto fisica e vogliamo subito dimostrare che al PalaMangano non si passa. Ci servirà tanta difesa, per avere poi vantaggi in attacco, consapevoli che molto dipenderà dagli accoppiamenti e dalla guerra tattica che ne verrà fuori. In passato ho visto il PalaMangano pieno ed è davvero da pelle d’oca, ora confido di ritrovarlo nuovamente gremito».

Arbitreranno l’incontro i signori D’Amato Alex di Roma, Longobucco Andrea di Ciampino e Marota Giampaolo di San Benedetto Del Tronto (Ap).

Torre del Greco, minaccia di morte la moglie che vuole lasciarlo poi le incendia vestiti e foto: arrestato

Torre del Greco, litiga con la moglie e le incendia vestiti e foto e la minaccia: arrestato 44enne. Intervenuti a seguito di una disperata chiamata al 112, i carabinieri dell’aliquota radiomobile di torre del greco hanno arrestato in flagranza di atti persecutori e lesioni personali un 44enne incensurato del luogo. L’uomo ha aggredito e minacciato di morte la moglie all’interno di un bar poi si è diretto a casa dove, davanti agli occhi dei 3 figli, tutti minori, ha preso i vestiti della consorte insieme ad alcuni album fotografici e vi ha appiccato il fuoco fuori dall’abitazione. I militari intervenuti lo hanno reso inoffensivo e arrestato quindi hanno ascoltato la donna che ha denunciato precedenti minacce di morte da parte dell’uomo dopo essere venuto a conoscenza della propria decisione di interrompere il rapporto coniugale. Adesso il soggetto si trova in carcere.

Nigeriano residente a Napoli aveva in casa titoli di credito per un milione e 500mila dollari

Doveva essere un normale controllo nell’azione di contrasto allo spaccio di droga, ma per i finanzieri del Comando provinciale di Sassari la perquisizione nell’appartamento di un nigeriano si e’ rivelata una vera sorpresa: il cittadino extracomunitario, residente a Napoli, teneva nascosti in casa titoli di credito, presumibilmente falsi, del valore complessivo di 1,5 milioni di dollari. Si tratta di 1.500 ordini di pagamento dell’istituto di intermediazione finanziaria Money Gram, ciascuno del valore nominale di 994 dollari, emessi in Texas. L’uomo e’ stato denunciato per ricettazione, mentre le indagini continuano per risalire ad eventuali complici e stabilire l’esatta provenienza dei titoli sequestrati. Gli inquirenti sono convinti che l’uomo li tenesse per conto di qualcuno.

Camorra, il boss al 41bis comparava armi e minacciava il pm: ‘Anche dal carcere posso far fare una brutta fine alle persone’

In vista di quella che si pensava fosse un’imminente uscita dal carcere del boss di Mondragone , Augusto La Torre, il clan si stava riorganizzando sul territorio comprando armi e avvisando gli imprenditori. Lo ha scoperto la Dda di Napoli, che ha chiesto e ottenuto dal Gip la carcerazione preventiva per Antonio La Torre, 62 anni, per il nipote 31enne Tiberio, figlio di Augusto, per il 29enne Luigi Meandro e il 41enne Salvatore De Crescenzo, con l’accusa per tutti di detenzione illegale di armi comuni da sparo e da guerra con l’aggravante del metodo mafioso. Per il boss, in carcere dal 1996, e’ arrivato invece un avviso di garanzia per estorsione aggravata. Nell’indagine, realizzata dai carabinieri della Compagnia di Mondragone e dal personale del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, sono stati intercettati numerosi colloqui in carcere tra Augusto e i parenti, tra cui quello in cui il boss minaccia esplicitamente il pm anticamorra Alessandro D’Alessio, titolare dell’inchiesta insieme alla sostituta Maria Laura Morra. Dai colloqui captati dalla Penitenziaria, si evince come Augusto fosse sicuro, gia’ nel 2015, di uscire di cella e di andare ai domiciliari, essendo stato colpito da due sentenze definitive a 22 anni e 9 anni per i reati di associazione mafiosa ed estorsione aggravata; in passato aveva collaborato con la giustizia senza pero’ ricevere sconti di pena, in quanto le sue dichiarazioni erano state ritenute riduttive dai giudici; in carcere aveva inoltre dato prova di voler cambiare, essendosi laureato in psicologia. Cosi’, con la collaborazione del figlio e del fratello, peraltro gia’ raggiunto da provvedimenti per reati associativi, ha iniziato a riorganizzare l’arsenale del clan, reperendo armi e custodendole; tra quelle sequestrate vi sono una pistola Glock, un mitra da guerra, una calibro 38 e un 7,65, un fucile M52. Armi che servivano a presentarsi dagli imprenditori cui chiedere il pizzo. Ma gli inquirenti hanno scoperto di piu’: lo stesso boss, tra marzo e aprile 2015, ha inviato dal carcere di Pescara una lettera minatoria all’amministratore di un condominio di Mondragone, con la quale pretendeva l’assunzione di suo figlio Tiberio, fatto che poi non si e’ verificato per il rifiuto della vittima; nello stesso periodo, Augusto La Torre ha inviato una seconda lettera di minacce al proprietario di numerose abitazioni all’interno del condominio, con la quale ha richiesto la somma di 25.000 euro. Anche in questa occasione la vittima pero’ non ha aderito alla pretesa.

 “D’Alessio deve sapere che se anche se sto al 41bis comando lo stesso e posso sempre far fare una brutta fine alle persone”. Parole choc quelle che il boss della camorra casertana Augusto La Torre pronuncia contro il pm della Dda di Napoli Alessandro D’Alessio nel corso di un colloquio in carcere avuto con il fratello Antonio. La minaccia emerge dall’indagine che oggi ha portato in carcere proprio Antonio La Torre e il figlio 31enne di Augusto, Tiberio. Per il boss, in carcere dal 1996 dopo essere stato arrestato in Olanda, e’ arrivato un avviso di garanzia per estorsione aggravata. Una vicenda particolare quella di La Torre, divenuto collaboratore di giustizia nel 2003, quando fu arrestata la moglie; in tale veste La Torre ha fatto arrestare numerosi affiliati al suo clan confessando decine di omicidi e facendo ritrovare anche resti umani nelle campagne di Mondragone. Ma per i giudici il suo contributo non e’ stato ampio ed esaustivo, ma riduttivo, in quanto avrebbe taciuto le circostanze che potevano danneggiarlo dal punto di vista economico, infatti non ha mai fornito indicazioni sul tesoro accumulato negli anni, forse depositato proprio in Olanda. Il contributo in ogni caso fornito gli ha permesso di avere una mitigazione del carcere duro nel 2011. Proprio nel giugno di quell’anno si e’ laureato in psicologia presso l’allora Seconda Universita’ degli studi di Napoli (oggi Universita’ della Campania Luigi Vanvitelli) con studi che hanno riguardato Jacques Lacan e la scuola della psicologia della Gestalt, e hanno comportato la lettura dell’opera omnia di Sigmund Freud e Carl Gustav Jung. Per un periodo e’ stato anche difeso dall’ex pm di Palermo, protagonista delle indagini sulla trattativa Stato-Mafia, Antonio Ingroia.

Napoli, ieri altre due aggressioni a medici e infermieri

Napoli. Tre aggressioni a medici e infermieri degli ospedali napoletani e delle ambulanze nel giro di 48 ore. E siamo così a 26 dall’inizio dell’anno. L’ultima ieri sera poco prima della mezzanotte al San Giovanni Bosco dopo due infermieri sono stati aggrediti da un paziente. L’uomo che si era fatto visitare per un malore chiedeva di avere in tempi rapidi i risultati delle analisi. E così ha colpito con calci e pugni gli infermieri che lo stavano assistendo. Entrambi hanno dovuto far ricorso alle cure con una prognosi di 25 giorni. Sempre nella giornata di ieri un medico di base invece è stato aggredito al rione Sanità come segnala il gruppo “Nessuno tocchi Ippocrate”. mentre fa ancora discutere il caso dell’aggressione di una dottoressa avvenuto al Pronto soccorso dell’ospedale San Paolo. Era inizato prima con una lite tra il medico e un portantino. Poi è intervenuta una paziente ricoverata nel reparto di Chirurgia dell’ospedale, ma inspiegabilmente in quel momento in libera uscita al pronto soccorso. La donna parente del portantino, non ha esitato a sferrare un pugno in pieno volto alla dottoressa, facendole volare gli occhiali dal naso e procurandole lesioni giudicate guaribili in tre giorni.
 Il direttore sanitario dell’ospedale, Vito Rago informato dei fatti ha poi spiegato: “Ho appurato che la donna che ha aggredito la nostra dipendente avverte è ricoverata in Chirurgia da molte settimane. Non c’era alcun motivo perché fosse in pronto soccorso. Evidentemente è ben guarita e ho chiesto al primario della Chirurgia di dimetterla immediatamente. Ho inoltre saputo che la aspetta il rientro al carcere femminile di Pozzuoli dove deve scontare una lunga condanna per gravi reati”.
La donna, infatti, ha precedenti penali e anche, a quanto è stato appurato, una parentela con una delle famiglie camorristiche di spicco del Rione Traiano.
I medici del pronto soccorso del San Paolo sono esasperati, questo del 25 aprile sera è l’ennesimo episodio di violenza. “Siamo pronti – dice un dottore – a presentare una denuncia penale collettiva, firmata da tutti. Non è possibile che un medico intento al proprio dovere a vantaggio della collettività, sia malmenato. È una vergogna”. Intanto il direttore sanitario Rago ha disposto il reclutamento di una ulteriore unità di guardiania da utilizzare in pronto soccorso: “Provvederò con i fondi dell’ospedale, così come ho provveduto stamani a disporre la pulizia dei giardini sul retro che mesi fa avevo chiesto fossero sistemati”.

E’ polemica sul Gay pride di Salerno. La Lega non gradisce l’evento, il Comune patrocina il pride

Polemiche dalla Lega per il pride che si terrà a Salerno il 25 e il 26 maggio. Il partito di Salvini parla di “manifestazione di sapore carnevalesco, che sfilerà per le strade della città nelle prossime settimane mettendo alla berlina chi vive in modo legittimo la propria sessualità”, criticando il patrocinio dato dalla Amministrazione comunale. L’assessore alle Politiche Giovani e all’Innovazione, Mariarita Giordano, difende l’evento annunciando la sua stessa partecipazione: “polemiche sterili fine a se stesse. Saranno due giorni di eventi, incontri, laboratori. Sarà un interessante momento di confronto organizzato da Arcigay con il supporto e il coinvolgimento di tante associazioni. Il 26 io stessa parteciperò ad una iniziativa che si terrà alla Camera di Commercio con la senatrice Monica Cirinnà. Alla fine dell’incontro, una piccola delegazione di persone andrà da piazza Portanova fino al lungomare cittadino. Un convegno dove si parlerà di diritti, la Lega, dunque, parla di qualcosa che non c’è. Non ci sarà alcuna “sfilata carnevalesca”, ma solo un’aggregazione di persone. Non sarà un gay pride ma si chiamerà solo Pride proprio perché i temi trattati saranno tanti e trasversali: si andrà dall’ambiente alla scuola, senza dimenticare i diritti declinati in ogni forma. Voglio anche ricordare che la Corte di Strasburgo ci ha condannati per non aver, nel 2015, ancora una legge sulle unioni civili. Se queste critiche sono contro una legge del governo, allora non vedo come ci possano essere i presupposti, per i salviniani di governare”.
“E’ notizia di queste ore – dicono, invece, dalla Lega – che il Comune di  Salerno  senza interpellare nessuno elargirà un contributo di 2.500 euro per il gay pride, manifestazione di sapore carnevalesco. Ribadiamo ancora una volta che i soldi pubblici debbono essere utilizzati per dare servizi ai cittadini e per le famiglie in difficoltà così come ribadiamo che quelli che sono i diritti naturali e fondamentali delle famiglie vanno difesi gridando forte il nostro no a quelle che sono definite unioni civili, alle adozioni di bambini da parte di coppie gay ed ha qualsiasi tipo di teoria gender”.
Il presidente della Commissione Trasparenza al Comune di Salerno , Antonio Cammarota, invece, ribadendo di essere “sempre stati, come la maggior parte dei salernitani, contro ogni discriminazione per inclinazioni sessuali o il colore della pelle”, è però convinto che “il Gay Pride è un’altra cosa, e la decisione della Giunta di concedere il centro di  Salerno e il patrocinio con contributi pubblici, merita una riflessione. L’ansia modernista e progressista di questa giunta leggera produce solo guasti, perché non è il carnevale di Rio o la fanfara dei Bersaglieri, ma un evento obiettivamente divisivo. Dunque – conclude Cammarota – si faccia pure il Gay Pride ma in un luogo dedicato, come il Parco Pinocchio o il Parco Mercatello, senza imporre il corteo a tutta la città e alla sua sensibilità”.

Festa del Primo maggio: ecco i nuovi 69 ‘Maestri del lavoro’ della Campania

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Martedì 1° maggio alle ore 11,00 presso l’Auditorium del Complesso Universitario S. Giovanni – Università degli studi di Napoli “ Federico II “ – alla presenza delle massime autorità civili e militari, avrà luogo la cerimonia della consegna delle “Stelle al Merito del Lavoro” conferite dal Presidente della Repubblica a 69 nuovi “ Maestri del Lavoro” campani.
Tale riconoscimento viene attribuito a lavoratrici e ai lavoratori che si sono particolarmente distinti nello svolgimento della loro attività nei vari settori produttivi.
ELENCO DEGLI INSIGNITI IN AVELLINO E PROVINCIA

COMUNE DI ATRIPALDA
Maestro del Lavoro sig. Antonio MAZZOCCHI della Capaldo – Manocalzati

COMUNE DI AVELLINO

Maestro del Lavoro sig. Salvatore CUCCINIELLO della Denso Thermal Systems
Maestro del Lavoro sig. Michele DEL REGNO della De Matteis Agroalimentare
Maestro del Lavoro sig. Giacinto MAIOLI di Confindustria
Maestro del Lavoro sig.ra Assunta MASTROMARINO dell’Alto Calore Servizi
Maestro del Lavoro sig. Eugenio STANCO di Trenitalia

COMUNE DI LACEDONIA

Maestro del Lavoro sig. Rocco MEGLIOLA dell’Officine Meccaniche Irpine

COMUNE DI MERCOGLIANO

Maestro del Lavoro sig. Orazio DE LISIO della Mive

COMUNE DI MONTEFORTE IRPINO

Maestro del Lavoro sig. Giuseppe VITALE della BNL Gruppo BNP Paribas

COMUNE DI MONTEMILETTO

Maestro del Lavoro sig. Sabato BONITO della HTT Centro Affilatura

COMUNE DI MONTORO SUPERIORE

Maestro del Lavoro sig.ra Maria Grazia FIORE delle Poste Italiane

COMUNE DI ROCCABASCERANA

Maestro del Lavoro sig. Antonio PRINCIPE delle Poste Italiane

COMUNE DI S. MICHELE DI SERINO

Maestro del Lavoro sig. Angelo Domenico DE VITA della Denso Thermal Systems

COMUNE DI S. PAOLINA

Maestro del Lavoro sig. Carmine EGIDIO della Rete Ferroviaria Italiana

COMUNE DI SIRIGNANO

Maestro del Lavoro sig. Giorgio CORTESE della TIM S.p.A

ELENCO DEGLI INSIGNITI IN BENEVENTO

COMUNE DI BENEVENTO

Maestro del Lavoro sig. Giosuè GIANGREGORIO dell’Ente Autonomo Volturno

ELENCO DEGLI INSIGNITI IN CASERTA E PROVINCIA

COMUNE DI CASERTA

Maestro del Lavoro sig. Luciano BELARDI della Unicredit
Maestro del Lavoro sig. Salvatore DE CRESCENZO delle Poste Italiane

COMUNE DI GALLO MATESE

Maestro del Lavoro sig.ra Anna MAURIELLO delle Poste Italiane

COMUNE DI MARCIANISE

Maestro del Lavoro sig. Marco Patrizio IORIO della Leonardo S.p.A.

COMUNE DI S. NICOLA LA STRADA

Maestro del Lavoro sig. Angelo DE FELICE della Barilla F.lli S.p.A.

COMUNE DI S. MARIA CAPUA VETERE

Maestro del Lavoro sig. Dario DE DOMINICIS della Icimen due

ELENCO DEGLI INSIGNITI IN SALERNO E PROVINCIA

COMUNE DI FURORE

Maestro del Lavoro sig. Luigi ANASTASIO della BNL Gruppo BNP Paribas

COMUNE DI MERCATO SAN SEVERINO

Maestro del Lavoro sig. Gennaro MINIERI della Crown Imballaggi Italia

COMUNE DI SALERNO

Maestro del Lavoro sig. Giovanni Luigi MURANTE della Salerno Sistemi

COMUNE DI PONTECAGNANO

Maestro del Lavoro sig. Nicola RICCIARDI dell’Industria Meridionale Conduttori

ELENCO DEGLI INSIGNITI IN NAPOLI E PROVINCIA

COMUNE DI ACERRA

Maestro del Lavoro sig. Andrea PETRELLA della Leonardo S.p.A.

COMUNE DI AGEROLA

Maestro del Lavoro sig.ra Antonella GIORDANO della Leonardo S.p.A.

COMUNE DI BACOLI

Maestro del Lavoro sig. Vincenzo CARANNANTE della Leonardo S.p.A.
Maestro del Lavoro sig. Giuseppe DE PASQUALE della Leonardo S.p.A.
Maestro del Lavoro sig. Pasqualino MONTESANO della Leonardo S.p.A.
Maestro del Lavoro sig. Corrado ORIENTE dell’Ansaldo STS

COMUNE DI BOSCOREALE

Maestro del Lavoro sig. Vincenzo TORTORA della E- distribuzione

COMUNE DI BRUSCIANO

Maestro del Lavoro sig. Antonio CIPOLLARO della GE Avio

COMUNE DI CASAMARCIANO

Maestro del Lavoro sig. Franco AMOROSO della Leonardo S.p.A.

COMUNE DI CASANDRINO

Maestro del Lavoro sig. Antonio FARO della MBDA Italia

COMUNE DI CASORIA

Maestro del Lavoro sig. Ferdinando SALZANO della GETRA Power

COMUNE DI CASTELLO DI CISTERNA

Maestro del Lavoro sig. Ernesto ESPOSITO della GE Avio

COMUNE DI CICCIANO

Maestro del Lavoro sig. Giuseppe MARTINISI della Leonardo S.p.A.

COMUNE DI GIUGLIANO

Maestro del Lavoro sig. Domenico PANICO della GE Avio

COMUNE DI MARIGLIANO

Maestro del Lavoro sig. Domenico ALIPERTI della Leonardo S.p.A.

COMUNE DI MONTE DI PROCIDA

Maestro del Lavoro sig. Michele CAPUANO della MBDA Italia

COMUNE DI OTTAVIANO

Maestro del Lavoro sig.ra Rosa AVINO dell’Adler Plastic

COMUNE DI POMIGLIANO D’ARCO

Maestro del Lavoro sig. Aldo ALBANO di Trenitalia
Maestro del Lavoro sig. Francesco PANICO della Leonardo S.p.A.
Maestro del Lavoro sig. Vincenzo REA della Leonardo S.p.A.
Maestro del Lavoro sig.ra Raffaela TOSCANO della Leonardo S.p.A.

COMUNE DI PORTICI

Maestro del Lavoro sig. Luigi ASCIONE di Leonardo S.p.A.
Maestro del Lavoro sig. Mario RUSSO di Poste Italiane S.p.A.

COMUNE DI POZZUOLI

Maestro del Lavoro sig. Procolo COPPOLA della MBDA Italia
Maestro del Lavoro sig. Mario MARROCCHELLI di Unione Industriali
Maestro del Lavoro sig. Maria Francesca PIZZO della Leonardo S.p.A.

COMUNE DI SAN GENNARO VESUVIANO

Maestro del Lavoro sig. Vincenzo DEL VECCHIO della Leonardo S.p.A.

COMUNE DI SAVIANO

Maestro del Lavoro sig. Giuseppe NAPOLITANO della Leonardo S.p.A.

COMUNE DI SORRENTO

Maestro del Lavoro sig.ra Maria Carla PONTECORVO del Grande Albergo Excelsior Vittoria
Maestro del Lavoro sig.ra Maria Grazia TALAMO del Grande Albergo Excelsior Vittoria

COMUNE DI TERZIGNO

Maestro del Lavoro sig. Antonio GIORDANO della Hitachi Rail Italy

COMUNE DI NAPOLI

Maestro del Lavoro sig. Antonio CARRESE del Grand Hotel Vesuvio
Maestro del Lavoro sig.ra Assunta CATALANO della Leonardo S.p.A.
Maestro del Lavoro sig.ra Assunta D’AMORE delle Poste Italiane
Maestro del Lavoro sig.ra Carmela FIORE di E.distribuzione
Maestro del Lavoro sig. Aldo FRANCI di Enel Italia
Maestro del Lavoro sig. Carmine LORETO di TMB Italia
Maestro del Lavoro sig. Tommaso PARIOTA di TIM S.p.A.
Maestro del Lavoro sig.ra Donatella QUINTALE della Cimmino e C. Rappresentanze
Maestro del Lavoro sig. Pasquale RIEMMA della MBDA Italia
Maestro del Lavoro sig.ra Daniela SEGRETI dell’ANCE Campania
Maestro del Lavoro sig. Calogero Elio Maria VENTIMIGLIA di TIM S.p.A.
Maestro del Lavoro sig. Ulderigo ZONA dell’Ansaldo STS

In giro con l’Apecar per Secondigliano con banconote false: fermato pregiudicato di Afragola

Napoli, a Secondigliano: sorpreso con soldi falsi nell’ “ape”: arrestato dai carabinieri. Transitando lungo via Limitone d’Arzano i carabinieri dell’aliquota operativa della compagnia di Torre del Greco hanno notato un uomo fermo a bordo di un Apecar. insospettiti hanno proceduto a perquisizione e hanno rinvenuto nella portiera 25 banconote da 20 euro false.
Fermato con l’accusa di spendita ed introduzione nello stato di banconote false un 37enne di Afragola già noto alle forze dell’ordine, Gioacchino Ambrosio,  è stato anche denunciato per ricettazione poiché il “tre ruote” è risultato avere il numero di telaio illeggibile.
Dopo le formalità è stato posto agli arresti domiciliari.

La perizia su Diele: ‘Non è certo che fosse drogato alla guida al momento dell’incidente’

 “Non è possibile affermare che Diele, al momento dell’incidente, fosse in uno stato di alterazione psicofisica tale da giustificare una sua incapacità alla guida”. E’ scritto nella relazione dei periti medici secondo i quali non sono stati effettuati specifici test psicoattitudinali nella immediatezza dei fatti. Anche le visite mediche e le testimonianze di quanti erano presenti andrebbero in questa direzione. E’invece confermata l’assunzione di eroina nella ventiquattr’ore precedenti. Centocinquanta pagine di perizia  a firma del medico legale Antonello Crisci, del tossicologo Ciro Di Nunzio e dell’ingegnere Alessandro Lima per rispondere ai quesiti posti dal gup Piero Indinnimeo. E se, carte alla mano, l’ipotesi della guida in stato di alterazione psicofisica viene ad essere ridimensionata, le perizie sull’auto avrebbero dimostrato che Diele avrebbe potuto frenare in tempo e (così) non sbalzare in aria lo scooter a bordo del quale viaggiava Ilaria Dilillo, la giovane salernitana rimasta uccisa nella notte tra il 23 e il 24 giugno scorso nei pressi dello svincolo di Montecorvino Rovella dell’Autostrada del Mediterraneo.
La perizia, come riporta l’edizione di Salerno de Il Mattino,  è stata depositata ieri mattina presso la cancelleria dell’ufficio gup del tribunale di Salerno e ora il processo in abbreviato per l’attore potrà finalmente andare avanti.
Quando Diele fu arrestato risultò positivo sia ai cannabinoidi che agli oppiacei (i primi esami gli furono fatti nell’immediatezza dei fatti) ma, poiché la Cassazione ritiene che gli effetti della droga possono variare da soggetto a soggetto, è stato necessario verificare quei risultati. L’attore, comunque, non poteva guidare in quanto gli era stata sospesa (un anno prima) la patente di guida, anche allora per uso di stupefacenti. Diele però ha sempre sostenuto di non aver fatto uso di alcuna droga quel giorno ma di essersi solo distratto mentre era alla guida dell’auto: stava cambiando un cd – ha dichiarato più volte – quando è avvenuto l’impatto con lo scooter della vittima. Così il gup aveva posto chiesto di sapere se sui tempi di reazione di Diele incidesse il suo stato di alterazione; quindi di verificare il tempo di reazione all’urto tenendo conto anche dell’incidente dei tempi meccanici di attivazione del sistema frenante. 

Pompei. Chiedeva “regali per i carcerati”: 4 anni per Vincenzo Severino

Pompei. Aveva preso parte al tentativo di estorsione a danni di imprenditori titolari di un’industria conserviera anche se “non ha mai parlato”. Indagine lampo degli agenti del commissariato di Pompei che avevano accertato l’azione estorsiva della banda nello scorso agosto quando quattro uomini avevano avvicinato i due fratelli imprenditori chiedendo un “regalo per i carcerati”, 3mila euro da versare a Natale, Pasqua e Ferragosto. Tre rate per conto del boss Dario Federico a cui loro appartenevano. Finirono così in manette Aniello Cirillo, di 43 anni, Angelo Cirillo di 22 anni e Valerio Varone, di 39 anni. Un quarto componente del gruppo, invece, è stato arrestato in secondo momento con l’accusa di concorso in tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Si tratta del 25enne incensurato di Pompei Vincenzo Severino che incassa una condanna a 4 anni di reclusione su richiesta del pm Cimmarotta della DDA di Napoli. Severino era stato riconosciuto in secondo momento tradito da un tatuaggio che l’aveva reso riconoscibile ai poliziotti. L’uomo è imparentato con uno dei tre arrestati. Era giunto in commissariato per salutare e ai poliziotti non è passato in osservato il tatuaggio ed il collegamento è stato facile ed immediato.

Ercolano. Ludi scaenici, suoni e danza nel Parco archeologico il 29 aprile

Domenica 29 aprile, dalle ore 15.00 in poi, alcune delle location più affascinanti del Parco Archeologico di Ercolano torneranno alla loro vita, ravvivandosi con suoni, danze e immagini provenienti dal mondo antico. Il Parco si animerà in una giornata di “archaeomusica” dal vivo, scandita dalle performance di Ludi Scaenici e Tangatamanu con Pino Ninfa.
La performance archaeomusicale prevede due momenti:

  • dalle 15:00 alle 18:00, tra la Terrazza di M. Nonio Balbo, l’Area Sacra, la Casa del Salone Nero e la Casa dell’Albergo, i Ludi Scænici proporranno esempi di paesaggi sonori di epoca romana suonando strumenti musicali accuratamente ricostruiti attraverso un paziente lavoro di studio, analisi dei materiali originali e sperimentazione.
  • alle 18:00, presso la Piscina cruciforme della Palestra, il duo Tangatamanu e il fotografo Pino Ninfa presenteranno un originale viaggio tra tempo, luce e suono, combinando strumenti musicali dell’antichità e strumenti tradizionali dell’area mediterranea alle moderne tecnologie.
    Nel corso dell’evento, verranno inoltre illustrati brevemente i risultati ottenuti dal progetto Emap (European Music Archeology Project) realizzato con il contributo del Comune di Tarquinia, e sarà annunciata la convenzione stipulata tra il Parco Archeologico di Ercolano e l’Università della Tuscia.
    L’evento è inserito nelle attività dell’EMAP, un inedito programma di ricerche e ricostruzioni che ha consentito di riportare in vita alcuni tra i più prodigiosi strumenti musicali e congegni sonori dell’antica Europa.
    “Offriamo ai nostri visitatori un’occasione di fruizione multisensoriale che verrà poi ripresa dalle viste teatralizzate che verranno proposte nella stagione estiva – dichiara il Direttore del Parco Francesco Sirano – Si tratta di una modalità diversificata di godibilità del sito archeologico, un piacevole intrattenimento che permette di conoscere la vita quotidiana e la società vesuviana in epoca romana attraverso una diversa chiave di lettura”.
    Gli spettacoli sono inclusi nel prezzo del biglietto di ingresso al Parco Archeologico di Ercolano.

Camorra: ‘Qui sono nato e qui morirò, rione Conocal’. E così è stato. La funesta profezia di Emanuele ‘Pisellino’ Errico

“Qui sono nato e qui morirò, rione Conocal”. E così è stato. La sua profezia si è avverata. Emanuele “Pisellino” Errico, è stato ucciso, come geli stesso forse inconsapevolmente aveva previsto, ieri sera al via Chiaro di Luna al rione Conocal di Ponticelli. Un solo proiettile alla schiena gli ha perforato un polmone e non gli ha lasciato scampo. Inutile la corsa alla vicina Villa Betania. E’ morto prima di entrare in sala operatoria. Piccolo spacciatore 19 anni, ex calciatore, e soprattutto legato a doppio filo al clan D’Amico “Fraulella” del Conocal, quello sgominato due anni fa con il maxi blitz Delenda con quasi 90 arresti. Sul profilo facebook del ragazzo ucciso ci sono foto e post che non lasciano dubbi sul sul legame con il clan D’Amico. Uno zio è tra gli arrestati e condannati nel maxi blitz. C’è una foto che ritrae Nunzia D’Amico, la donna boss, la “passilona” assassinata sotto casa nell’ottobre del 2015. E due mesi dopo, quando aveva soli 16 anni, Pisellino aveva posta quella foto con la scritta “Si a vita mij passllo”, racchiusa in una stella e con un cuore spezzato. Ma Emanuele Errico era anche grande amico di Mariano Abbagnara, il baby killer del clan D’Amico diventato famoso per essere stato il protagonista del docufilm di Michele Santoro “Robinù”. Alcune fotomontaggi lo ritraggono con Abbagnara e in uno si legge la scritta ’O mbiancon, sì frat’ a vit”. Abbagnara era soprannominato “faccia janca”. E poi ancora prima in un post del 2014, ricorda Antonio Minichini, figlio del boss Ciro, ucciso nel 2013 insieme con Gennaro Castaldi:  “Nessuno muore sulla Terra finché rimane nel ricordo di chi resta”, aveva scritto. E ancora “Conocal Comanda”, e “Posso soffrire d’amore ma non di carcere”. Insomma nessun dubbio sul suo legame con i “Fraulella”. Errico doveva essere agli arresti domiciliari. E invece era sotto casa con il pregiudicato di Volla, Rosario Ciro Denaro di 30 anni, rimasto ferito da un proiettile alla gamba. E’ stato più fortunato: ne avrà per 30 giorni. E proprio a Volla che porta una pista importante. Qualche giorno fa il 19enne ucciso, continuando a violare il regime degli arresti domiciliari sarebbe andato proprio a Volla: qui avrebbe incontrato alcuni personaggi legati ad ambienti della criminalità organizzata della zona con i quali avrebbe avuto un violento litigio. La presenza del pregiudicato di Volla rimasto ferito nell’agguato di ieri potrebbe avere un significato importante ai fini investigativi. I carabinieri che conducono le indagini, sotto il coordinamento della Dda, lo hanno già interrogato. Sono stati sentiti anche familiari ed amici della vittima. Una svolta importante potrebbe arrivare dall’analisi del telefono che è stato sequestrato. Non si esclude che vi siano chat e messaggi che possano ricondurre alle persone con le quali aveva appuntamento ieri sotto casa quando è stato ammazzato. Una cosa è certa qualcuno lo ha tradito e ha avvisato i killer della sua presenza in strada.

Da Sant’Antimo e Carinaro vendevano vino adulterato in tutta Italia: 9 misure cautelari

Questa mattina, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta, unitamente agli ispettori dell’ICQRF (Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari) del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli Nord applicativa di 9 misure cautelari personali, di cui 4 arresti domiciliari e 5 obblighi di presentazione alla P.G., nonché al connesso decreto di sequestro preventivo di beni immobili, rapporti finanziari e partecipazioni societarie per oltre 12 milioni di euro.
I soggetti destinatari dell’ordinanza sono gravemente indiziati di aver costituito e fatto parte di un’associazione per delinquere, con base operativa in provincia di Napoli, attiva nella commissione di plurimi reati tributari nonché nell’immissione illecita nel mercato nazionale di partite di zucchero, soprattutto di origine serba e slovena, commercializzate da una società con sede a Sant’Antimo  e luogo di esercizio in Carinaro, che le vendeva “in nero” a numerosi operatori nazionali del settore vitivinicolo per la sofisticazione dei loro prodotti.
L’esecuzione dei provvedimenti cautelari costituisce l’epilogo di un’articolata attività di indagine svolta attraverso l’incrocio dei dati risultanti dalle intercettazioni telefoniche, dalle registrazioni video, dall’attività di osservazione, controllo e pedinamento e dalla comparazione di tali evidenze con le annotazioni ufficiali sul registro telematico di carico e scarico delle sostanze zuccherine presente sulla piattaforma SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale). L’elaborazione di tutte le evidenze investigative ha quindi disvelato l’esistenza di una ramificata compagine criminale, con proiezione transnazionale, che ha operato fraudolentemente nel mercato vitivinicolo avvalendosi di una fitta rete di persone e imprese compiacenti dislocate, tra l’altro, in Campania, Puglia, Sicilia e Veneto.
Sono 36 le persone indagate, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere, frode nell’esercizio del commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine, falsità in registri e notificazioni, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione fiscale, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed autoriciclaggio. In particolare, l’associazione per delinquere si approvvigionava di masse di saccarosio di provenienza estera (Croazia, Isole Mauritius Serbia e Slovenia) che venivano veicolate alla società con sede a Sant’Antimo  attraverso l’interposizione fittizia di imprese “cartiere” nazionali, cioè formalmente attive ma di fatto non operative, risultate essere anche inadempienti agli obblighi fiscali. Quindi, attraverso tale complesso sistema di frode, la compagine criminale riusciva a commercializzare zucchero in evasione di imposta e a prezzi estremamente competitivi a compiacenti imprenditori vitivinicoli. In tal modo, questi ultimi compravano “in nero” partite di saccarosio che non avrebbero potuto, invece, acquistare atteso che la normativa nazionale e comunitaria non consente loro la detenzione di sostanze zuccherine e, ancor più, il loro impiego nei rispettivi opifici. In spregio alle regole, invece, tali imprenditori utilizzavano lo zucchero così acquistato (perpetrando il c.d. “autoriciclaggio merceologico”) per la sofisticazione del vino, attraverso l’incremento della gradazione alcolometrica, nonché per la produzione di mosti, mosti concentrati e zuccheri liquidi d’uva, successivamente oggetto di vendita ad ignari acquirenti. Oltre alle misure cautelari personali è in atto il sequestro per oltre 12 milioni di euro, anche per importo equivalente al profitto dei reati tributari, di autoriciclaggio e di vendita di sostanze alimentari come genuine contestati agli indagati. Si è anche fatto ricorso all’istituto della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche che consente – sussistendo determinati presupposti (nel caso di specie, la contestazione di vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine) – di aggredire il patrimonio delle società che hanno tratto vantaggio dalla commissione delle fattispecie criminose da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione all’interno delle stesse.

Assalto armato al Tir di prosciutti: bottino da 100mila euro

Crispano. Ieri mattina poco dopo le sei cinque malviventi hanno preso d’assalto un autoarticolato carico di prosciutti dal valore di 100mila euro destinati a tutti i negozi della catena MD della Campania. I banditi hanno agito a bordo di un’auto e di una motrice, hanno sparato ai pneumatici della motrice del tir ed hanno costretto a scendere l’autista, un 61enne, dalla cabina. I malviventi hanno agganciato la loro motrice al rimorchio e sono scappati via. Tutto in una manciata di minuti. L’auto con l’ostaggio a bordo si è mossa in direzione della vicina periferia di Orta di Atella dove si è fermata nei pressi di un centro abitato ed ha scaraventato via l’autista preso come ostaggio. Sul posto sono giunti i carabinieri di Casoria che hanno recuperato la motrice del tir, chiuso tutta la zona con una serie di posti di blocco. Non è stata trovata alcuna traccia dei malviventi e del carico. I militari, inoltre, hanno anche eseguito perquisizioni nei capannoni abbandonati e dislocati lungo il confine tra la provincia di Napoli e Caserta.

Flop Terme di Stabia, deserta la gara di vendita delle strutture sportive

Castellammare di Stabia. Flop per i bandi che prevedevano la vendita delle strutture sportive non strumentali al termalismo e di proprietà della Sint. La società partecipata del comune aveva bandito lo scorso marzo la cessione dei due beni considerati non strumentali al termalismo e rimasti in possesso della società. Fino alla scadenza, il 23 aprile, nessun privato ha chiesto di visionare i beni e non è pervenuta nessuna proposta di acquisto. Quindi si concludono con un nulla di fatto le due vendite per le quali era stato previsto un incasso di almeno 2milioni di euro. L’area campi da tennis che si estende per 8500 metri quadri all’interno del Parco Idropinico del complesso partiva da una base d’asta di 1milione e 10mila euro. Attualmente la struttura è in fitto ad un’associazione e lo sarà fino al 31 dicembre 2020, stessa cosa per l’area sportiva di viale delle Puglie che al suo interno ha la pista di pattinaggio ed il pallone geodetico ed è in fitto al comune fino al 2022. “Sebbene i bandi di vendita siano andati deserti – commenta Biagio Vanacore presidente della Sint – il nostro obiettivo resta la manifestazione di interesse che scadrà in prima fase il 15 maggio prossimo. Il nostro sguardo è verso il progetto complessivo che – conclude – riporterà il termalismo a Castellammare”. Nei prossimi giorni si riunirà l’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio 2017, l’anno scorso si era chiuso l’esercizio con una perdita di 1milione ed 800mila euro per Sint. Quest’anno si dovranno aggiungere i soldi delle vendite, i debiti in aumento per tasse e tributi vari e anche verso Palazzo Farnese che ha pagato per conto di Sint la rata del mutuo al Monte Paschi di Siena di 800mila euro.

Nuovo intervento chirurgico per il baby calciatore colpito dal proiettile vagante

E’ stato sottoposto a un nuovo intervento chirurgico il baby calciatore  Luigi Pellegrino, colpito alla testa da un proiettile vagante la vigilia di Natale mentre passeggiava con due amici sul corso di parete, sua città Natale, e rimasto in coma per circa due mesi. Un un intervento programmato ed effettuato nella giornata di ieri all’ospedale di Caserta per  richiudere la breccia ossea cranica. Gli specialisti della neurochirurgia dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, infatti, ieri, come riporta l’edizione locale de Il Mattino, hanno operato il ragazzo per richiudere una parte di quelle aperture causate dalla pallottola che entrò nel cranio, oltre alla “finestra” creata dagli stessi medici per la decompressione cerebrale e ridurre l’edema. Un intervento durato diverse ore, ma riuscitissimo. I camici bianchi hanno chiuso con una protesi la finestra utile per la decompressione.  La prossima settimana Luigi dovrebbe ritornare a casa e cominciare a riprendere la vita normale. Aveva già effettuato alcuni mesi di riabilitazione neuro-motoria nella clinica specializzata di Telese ed era tornato a casa da circa un mese. Nei giorni scorsi era andato a far visita ai suoi compagni di squadra e il suo allenatore aveva postato sul suo profilo facebook una foto che li ritrae insieme accompagnata da una citazione di Pablo Neruda: “Nascere non basta. È per rinascere che siamo nati. Ogni giorno”. Intanto continua ad essere senza un nome e un volto la persona che quel maledetto pomeriggio del 24 dicembre scorso ha esploso dei colpi di pistola nelle vicinanze del centro di Parete colpendo alla testa lo sfortunato Luigi. Le indagini continuano ma l’omertà non consente agli investigatori di fare passi avanti nelle indagini.

Due stranieri uccisi nella notte a Milano: uno per una lite e uno per rapina

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Due stranieri sono stati uccisi nella notte a Milano: uno per una lite e uno per rapina. In due differenti episodi e in due zone della città. Il primo è avvenuto, ieri sera, a Milano, a seguito di un’aggressione in strada. Ne ha dato notizia la Polizia di Stato. L’uomo e’ deceduto nella notte. Alle 21.30 circa una volante e’ intervenuta in via Padova, all’uscita di un bar all’altezza del civico 179, per un aggressione ai danni di un romeno di 43 anni, con precedenti, che era stato colpito, a suo dire, al volto da un altro straniero fuggito subito dopo. “Trasportato in codice verde al S.Raffaele – ha precisato la Questura – e’ morto verso l’1.30 per emorragia cerebrale”. Il secondo invece un bengalese di 23 anni e’ stato ucciso con una coltellata al torace durante una rapina in via Settembrini 47, a Milano. E’ accaduto alle 2.15 della notte scorsa, lo straniero e’ stato trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda ma e’ morto prima di arrivare al pronto soccorso. Sul caso indagano i carabinieri che stanno raccogliendo le immagini delle telecamere per individuare il responsabile.

Nuova scossa di terremoto in provincia di Campobasso

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Una lieve scossa di terremoto è stata registrata dall’Ingv, nella notte, in provincia di Campobasso. La scossa, delle ore 00.26, è stata di magnitudo 2.1. I comuni più vicini all’epicentro sono stati Montecilfone, Palata e Guglionesi. Si tratta della stessa zona in cui il 25 aprile è avvenuta la scossa forte di magnitudo 4.3 e, a seguire, altre scosse più leggere. 

Camorra: arrestati il figlio e il fratello del boss La Torre, avevano creato un nuovo clan

Nelle prime ore della mattinata, nelle province di Caserta, Benevento e Torino, i carabinieri di Mondragone, unitamente a personale del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, stanno dando esecuzione a una misura di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli nei confronti di 4 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione illegale di armi da sparo e da guerra, tentata estorsione e tentata rapina, con l’aggravante del metodo mafioso. L’indagine, avviata nel febbraio del 2015, ha consentito, tra l’altro, di accertare l’esistenza di un gruppo nel territorio di Mondragone, che vede, tra gli appartenenti, il figlio e il fratello del capo dell’omonimo clan Augusto La Torre attualmente detenuto. Augusto La Torre, a sua volta figlio del boss di Mondragone Tiberio, 55 anni, al quale e’ succeduto nella leadership della cosca, e’ stato arrestato in Olanda l’8 giugno 1996 e’ stato subito sottoposto al regime carcerario del 41 bis. Imputato in vari processi anche per associazione a delinquere di stampo mafioso e omicidi con condanne definitive, e’ diventato collaboratore di giustizia dal 2003, anno in cui fu arrestata la moglie da cui poi si e’ separato, facendo arrestare buona parte dei suoi affiliati, autoaccusandosi di estorsioni e diversi di omicidi, dando anche indicazioni per il ritrovamento dei corpi delle vittime. Il suo pentimento, tuttavia, e’ stato giudicato non completo anche perche’ non ha mai rivelato dove e’ la ‘cassaforte’ del clan, che si ritiene in banche dei Paesi Bassi, e quindi ha beneficiato solo di una mitigazione del regime carcerario duro, sospesogli a partire dal giugno 2011. In carcere si e’ laureto in psicologia. 

 Minacce nei confronti del pm che conduceva l’inchiesta per la nascita di un nuovo gruppo di camorra legato al figlio e al fratello del boss. C’e’ anche questo nell’indagine dei carabi ieri che tra Caserta, Benevento e Torino, ha portato all’esecuzione di 4 misure cautelari emessi dal gip si Napoli. Una indagine iniziata nel 2015 a Mondragone e che contesta agli indagati i reati di detenzione illegale di armi comuni da sparo e da guerra, con l’aggravante del metodo mafioso. Intercettazioni telefoniche e ambientali, nonche’ lo stretto monitoraggio in carcere del boss Augusto.La Torre, capo indiscusso a Mondragone tra gli anni ’80 e ’90, e del fratello Antonio, hanno evidenziato come i due, dal luglio di tre anni fa abbiano illegalmente detenuto e portato in luogo pubblico piu’ armi comuni da sparo e un’arma da guerra (pistola Glock, mitra da guerra, pistola cal. 38, fucile M52, pistola cal. 7.65) per riaffermare l’egemonia del clan in quel territorio.Dalle conversazioni ambientali, registrate durante i colloqui in carcere, e’ emerso che Augusto, fratello Antonio e il figlio di Augusto, Tiberio, in piu’ occasioni abbia fatto riferimento alle armi e a come nasconderle, formulando minacce di morte nei confronti del pm Alessandro D’Alessio, titolare dell’indagine insieme a Maria Laura Lalia Morra. Destinatari del provvedimento Antonio La Torre, 62 anni, e Francesco Tiberio La Torre, 31 anni, rispettivamente fratello e figlio del boss. Colpiti anche i pregiudicati Luigi Meandro, e Salvatore De Crescenzo, gia’ detenuto. Lo stesso Augusto La Torre e’ indagato per estorsione, aggravata dal metodo mafioso, poiche’, tra marzo e aprile 2015, in qualita’ di capoclan, invio’ dal carcere di Pescara da dove era detenuto una lettera minatoria all’amministratore di un condominio di Mondragone, con la quale pretendeva l’assunzione di suo figlio Tiberio, cui L’uomo oppose un rifiuto. Nello stesso periodo il boss risulta aver inviato, con le stesse modalita’ intimidatorie, una lettera al proprietario di numerose abitazioni all’interno di quel complesso edilizio, con la quale richiedeva 25.000 euro; anche in questa occasione la vittima prescelta non aderi’ alla richiesta estorsiva. 

Verso Firenze: biglietti di Tribuna per i tifosi del Napoli

Potranno essere acquistati anche dai tifosi del Napoli, purche’ residenti in Toscana, 2.600 biglietti di tribuna dello stadio Franchi per la partita Fiorentina-Napoli di domenica prossima. E’ quanto stabilito oggi dal gruppo operativo sicurezza (Gos), riunitosi in questura a Firenze, su indicazione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Secondo quanto reso noto dalla questura, 800 tagliandi della tribuna coperta e 1.800 della Maratona saranno in vendita “ai tifosi fidelizzati della Fiorentina e ai non fidelizzati residenti in Toscana, presso le rivendite TicketOne” dalle 10 di domani e fino alle 19 di sabato. “Restano riservate ai soli tifosi fidelizzati della Fiorentina la curva Fiesole e la curva Ferrovia”. I tifosi del Napoli in possesso di un biglietto per il settore ospiti, tutto esaurito, dovranno portare con loro obbligatoriamente le tessera del tifoso. Ancora, i supporter ospiti che arriveranno in auto dovranno uscire al casello di Firenze Sud del’A1 per poi essere indirizzati allo stadio. “Ai fini dell’organizzazione di arrivi e partenze con treni ordinari – conclude la questura – si rammenta che al termine della partita non sara’ consentita l’uscita dallo stadio fino al completo deflusso dei tifosi fiorentini”.