Castellammare di Stabia. Un incidente ha visto coinvolti due giovani nella periferia nord della città. È accaduto poco dopo le 21 lungo via Schito. Due motociclisti si sono scontrati cadendo rovinosamente lungo il manto stradale, si tratta di due giovanissimi. Uno in sella ad un Honda SH 300 e l’altro su Honda Transalp. Sul posto sono giunti gli agenti della polizia municipale ed un’ambulanza dell’ospedale San Leonardo. Ad avere la peggio il giovane in sella al Transalp che ha riportato escoriazioni al piede sinistro. Il giovane poco più che 20enne è stato trasportato dai medici del 118 al nosocomio stabiese per ricevere le cure mediche. L’altro ragazzo, invece, ha riportato delle contusioni alle braccia. Non è ancora chiara la dinamica dell’incidente che resta da stabilire, ai caschi bianchi il compito di effettuare i rilievi del caso.
Napoli: inizia il lungo conto alla rovescia per Firenze
Non piace alla Fiorentina il ruolo di giudice dello scudetto che qualcuno vorrebbe affibbiarle. Vero che c’e’ chi sussurra che una parte dei tifosi viola pur di vedere la Juve perdere il 7mo titolo di fila digerirebbe domenica anche una sconfitta della propria squadra, ma ce sono anche tanti che se ne infischiano di chi tra bianconeri e napoletani alla fine lo conquistera’ e ai quali preme solo che Chiesa e compagni tornino a vincere dopo i recenti ko e restino fino alla fine in corsa per l’Europa. Al riguardo Pioli e’ stato chiaro e a margine della sua partecipazione oggi a Roma all’incontro con gli arbitri insieme ai suoi colleghi, ai dirigenti e ai capitani della A ha ribadito deciso: ”Noi arbitri dello scudetto? Giocheremo la nostra partita perche’ vogliamo finire bene il campionato”. Tradotto: al clan viola non interessa il duello Juve-Napoli, solo lottare fino all’ultimo per i propri obiettivi. Dopo due giorni di riposo la squadra da oggi riprendera’ ad allenarsi: domenica rientrano dalla squalifica Pezzella e Sportiello ma Pioli confida di recuperare pure altre due pedine importanti, Thereau e in particolare Badelj. Dopo l’espulsione di sabato manchera’ Dabo e la presenza del croato, out da tempo per infortunio, e’ dunque piu’ che mai fondamentale per il gioco dei viola. Cosi’ come sara’ fondamentale la spinta dei tifosi: non a caso societa’ e allenatore hanno deciso di far svolgere giovedi’ alle 15 una partitella di allenamento all’interno dello stadio aperta al pubblico, previsto numeroso anche per la supersfida con il Napoli. Al Franchi pero’ e’ annunciata domenica anche un’invasione di sostenitori partenopei e i 2400 biglietti gia’ venduti per il settore ospiti (al completo) non basteranno. Per questo e per una questione di ordine pubblico nei prossimi giorni si terra’ un vertice in prefettura.
Editoria, i giornalisti de Il Mattino annunciano 3 giorni di sciopero contro il trasferimento della sede
Il Cdr de Il Mattino di Napoli (gruppo Caltagirone Editore) ribadisce lo stato di agitazione e dichiara, su mandato unanime dell’assemblea, un pacchetto di tre giorni di sciopero per il trasferimento annunciato dall’azienda della sede storica, in pieno centro di Napoli, ad una piu’ decentrata nel centro direzionale della citta’. “Abbandonare una sede storica come quella di via Chiatamone, entrata nella letteratura anche cinematografica, non puo’ essere considerato un semplice trasloco. Ne’ si puo’ negare la minore centralita’ geografica e culturale del Centro direzionale, in cui la stragrande maggioranza di uffici chiude alle 18, lasciando la zona deserta” si legge in una nota del cdr diffusa dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Caltagirone Editore Albino Majore. Quest’ultimo, al termine dell’assemblea di bilancio della societa’, nella quale ha motivato la decisione con un risparmio di 700mila euro sui canoni di affitto, ha detto di non condividere le affermazioni del cdr del Mattino su una rottura del legame storico con la citta’. Il cdr del Mattino nella sua risposta aggiunge di avere consapevolezza “dello stato delle cose, dei risparmi economici necessari, ma non ancora della praticabilita’ e della sicurezza della situazione”.
Nocera Inferiore, figlio del boss spara e ferisce un uomo nei pressi del Tribunale
Nocera Inferiore. Sparatoria nei pressi del Tribunale di Nocera Inferiore: potrebbe essere il figlio di un boss il responsabile della sparatoria avvenuta oggi pomeriggio fuori al Tribunale di Nocera Inferiore e che ha visto il ferimento di un uomo ora ricoverato all’ospedale Umberto I per un intervento chirurgico. Gli agenti del Commissariato di Nocera Inferiore sono al lavoro per delineare i contorni della sparatoria avvenuta oggi pomeriggio, in via Borsellino la strada parallela a quella dell’ingresso del palazzo di giustizia nocerino. Gli inquirenti, coordinati dai magistrati della Procura, pare abbiano già identificato l’aggressore un parcheggiatore abusivo, figlio un vecchio boss della camorra nocerina, che ancora non è stato rintracciato dalle forze dell’ordine.
Pare che il ferimento sia arrivato al culmine di una lite. Il ferito è stato raggiunto all’addome da un proiettile. Trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Umberto I, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Il proiettile, infatti, gli ha perforato l’intestino. Un altro colpo ha distrutto il finestrino di un’automobile in sosta. La magistratura nocerina ha delegato alla polizia del locale commissariato le indagini. Alla fine dell’intervento, se i medici lo riterranno opportuno, gli inquirenti, che stanno già visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona, intendono ascoltare la testimonianza della vittima. (Ro.Fe.)
Napoli, ladro di appartamenti ‘beccato’ dalla polizia a Fuorigrotta
Napoli. Questa mattina gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato San Paolo hanno arrestato Romeo Cioffi, 40enne di Napoli, per il reato di furto in appartamento.I poliziotti, allertati dalla sala operativa hanno raggiunto via Alessandro D’Alessandro dove sono stati segnalati dei rumori al terzo piano di uno stabile e tre persone , di cui due a bordo di una vettura, e l’altra, con indosso un berretto, tipo baseball, di colore scuro, salire su un balcone di un’abitazione, al terzo piano, per poi fuggireI poliziotti dopo poco hanno bloccato Romeo Cioffi zoppicando vistosamente, al passaggio dell’autovettura della Polizia aveva tentato di scavalcare il muro di recinzione dei binari della metropolitana, per cercare di fuggire verso via Kennedy.Gli agenti sono riusciti a recuperare la refurtiva nascosta dietro ad una fioriera. Cioffi Romeo è stato arrestato e dopo aver celebrato il rito direttissimp è stato condannato, dall’Autorità Giudiziaria a 2 anni con obbligo di firma.
La polizia salva un’escursionista ferita al Santuario dell’Avvocata a Maiori
Elicottero della Polizia di Stato soccorre escursionista sulla Madonna dell’Avvocata di Maiori. Ieri il “Poli 102”, del VI Reparto Volo, attivato dal soccorso alpino Campania, è arrivato presso il santuario della Madonna dell’Avvocata di Maiori per recuperare una escursionista traumatizzata. Il santuario è raggiungibile solo attraverso un impegnativo sentiero di 16 chilometri e non accessibile alle auto. Una volta recuperata, la donna è stata trasportata all’ospedale San Leonardo di Salerno.
Napoli: il sogno può e deve continuare…
Scaricare la tensione rimanendo carichi. Un gioco di parole, ma anche un esercizio psicologico quasi impossibile da realizzare che e’ affidato a Maurizio Sarri. La vittoria all’Allianz Stadium con la Juventus e’ costata al Napoli un gran dispendio di energie psicofisiche per cui c’e’ bisogno di rilassarsi, ma forse non basteranno le poche ore di liberta’ che l’allenatore ha potuto concedere alla squadra. I giocatori si sono svegliati molto tardi, d’altronde la serata, dopo il colpo a Torino e la festa, si e’ conclusa solo all’alba. Tutti sono rimasti sorpresi dall’accoglienza ricevuta in piena notte all’aeroporto di Capodichino dove erano accorsi 15 mila tifosi, impazziti di gioia. Da domani, pero’, si ricomincia e non c’e’ tempo per distrarsi. Domenica alle 18 i partenopei scenderanno in campo al Franchi di Firenze contro la Fiorentina e li attende un’altra dura battaglia. Quando giocheranno con i viola, gli azzurri gia’ sapranno se l’Inter, il giorno prima, sara’ riuscita a fermare la Juventus capolista. In quel caso la squadra di Sarri potrebbe giocare per il sorpasso. Una prospettiva esaltante e al tempo stesso sorprendente, se si considera che fino a mezz’ora dalla fine delle partite del turno infrasettimanale di mercoledi’ scorso, il distacco dai bianconeri era arrivato a ben nove lunghezze. Ora, invece, dopo l’impresa di Torino, c’e’ un solo punto di distacco e il campionato e’ ancora tutto da giocare. Il concetto e’ semplice e chiaro: il Napoli ha fatto un’impresa, ma la Juve e’ ancora davanti e dunque rimane la favorita. Lo ha ribadito anche Marek Hamsik nel messaggio che il capitano affida al proprio sito. ”La Juventus – scrive lo slovacco – e’ ancora davanti a noi, un punto in piu’. Mancano quattro partite, continuiamo a sognare il nostro sogno”. ”I nostri tifosi – aggiunge Hamsik – sono molto per noi. Quando abbiamo visto la loro eccitazione prima di partire per Torino di fronte al nostro hotel, di fronte all’aeroporto… Semplicemente fantastico! Ci hanno dato molta forza e coraggio. Un grande grazie”. Hamsik racconta anche che per uscire dall’aeroporto il bus ci ha messo piu’ di un’ora per la festa dei tifosi. ”E’ stata una festa. In campo eravamo preparati benissimo per la sfida, eravamo attivi, abbiamo fatto il nostro gioco fino alla fine e poi e’ arrivato il gol. Siamo molto felici. Abbiamo raggiunto l’obiettivo oggi ora continuiamo cosi’ ricordandoci che dobbiamo approfittare ancora di uno stop della Juventus”. Insomma una buona parte del lavoro e’ stata fatta, soprattutto quella piu’ difficile che richiedeva l’impresa, quale e’ stata espugnare il fortino bianconero. Ora pero’ il lavoro va completato. E la Fiorentina, che nonostante le sconfitte nelle due ultime giornate e’ ancora in piena lotta per la qualificazione all’Europa League, non e’ un cliente facile. E allora la parola d’ordine che Sarri fara’ girare a partire da domani a Castel Volturno e’ una sola: dimenticare le feste e darci sotto con il lavoro. Nella speranza che la Juventus si complichi ancora da sola la vita.
Anacapri, spara con un fucile ad aria compressa e colpisce un ragazzino al gluteo
Anacapri. Colpisce a un gluteo un bambino di 10 anni mentre si stava divertendo a sparare con un fucile ad aria compressa: è successo in piazza San Nicola, ad Anacapri. I genitori del ragazzino, dopo avere fatto medicare il figlio nell’ospedale Capilupi di Capri, hanno denunciato l’accaduto ai carabinieri che hanno individuato il responsabile. Si tratta di un uomo di 64 anni che abita nella piazza dove è avvenuto l’incidente. L’uomo è stato denunciato e dovrà rispondere del reato di lesioni personali lievi. Il fucile ad aria compressa è stato sequestrato. La prognosi per il bimbo è di cinque giorni.
Omicidio Vassallo, scambio di informazioni tra Dda Napoli e Salerno dopo l’arresto del brigadiere
Salerno. Gli atti dell’indagine che ha portato all’arresto del brigadiere dei carabinieri Lazzaro cioffi, detto Marcolino, verranno trasmessi alla Procura di Salerno e ai magistrati titolari dell’inchiesta sull’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo. La notizia arriva all’indomani degli arresti della settimana scorsa, anche alla luce della riapertura del fascicolo d’indagini sul delitto di Pollica, archiviato nei mesi scorsi, dopo sette anni, per mancanza di nuove prove. Lo scambio di informazioni tra le due procure (anche i pm di Napoli infatti acquisiranno atti dai colleghi salernitani) si riferisce alla posizione del brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi, arrestato nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Napoli – coordinata dal pm della Dda di Napoli Mariella Di Mauro e dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli – e sospettato di stretti legami con uno dei boss del narcotraffico, Pasquale Fucito, ‘o marziano, del Parco Verde di Caivano. Il nome di Cioffi, accusato di far parte dell’associazione per delinquere capeggiata da Fucito, spuntò anche negli atti di indagini svolti sull’omicidio del sindaco di Pollica. Cioffi, in servizio presso il gruppo di Castello di Cisterna, all’epoca dell’omicidio e fino a pochi giorni fa, fu visto da un testimone e la sua presenza fu riferita agli inquirenti, ma tale circostanza non risultò confermata dagli approfondimenti investigativi (Cioffi, va precisato, non è stato mai indagato nell’ambito dell’inchiesta sul delitto Vassallo). Proprio oggi il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, in un’intervista all’edizione napoletana di Repubblica rilasciata in vista di un dibattito in memoria di Vassallo che si terrà domani al Teatro San Carlo, ha affermato che quel delitto non deve restare impunito. “Il sindaco – ha ricordato Cafiero de Raho – aveva dato fastidio alla criminalità sotto diversi profili. Il porto di Acciaroli, il traffico di stupefacenti del Cilento, altre situazioni di cui si sentiva l’unico conoscitore”. Per il procuratore Antimafia bisognerà prestare la massima attenzione per poter individuare i responsabili”.
Gli inquirenti salernitani, si concentrano infatti sul movente dello spaccio di stupefacenti per dare un volto e un nome all’assassino del sindaco di Pollica, ucciso il 5 settembre del 2010.
M5S, Saiello: “Dopo la figuraccia dei 4 euro, la Regione finalmente paga i forestali”
“C’è voluta la figuraccia degli statini compilati male perché la Regione Campania decidesse, finalmente, di cominciare a liquidare gli stipendi arretrati ai lavoratori idraulico-forestali. Alla vigilia della data annunciata di pagamento della prima tranche, l’intera procedura è stata annullata per una discrepanza di appena 4 euro. Speriamo che, dopo l’erogazione della mensilità di gennaio, si trovi la quadra per recuperare anche gli altri arretrati e regolarizzare una volta per tutte il pagamento delle spettanze a una categoria di lavoratori sottovalutata, nonostante la loro opera sia necessaria ai fini della salvaguardia dei boschi e della tutela del nostro verde, in vista soprattutto della stagione degli incendi. Appena qualche giorno fa la situazione, che negli annunci pareva essersi sbloccata, era tornata ad arenarsi a causa di un errore ridicolo nella compilazione di una delle voci nelle buste paga emesse dagli Uffici del servizio territoriale di Avellino”. Così il capogruppo del Movimento 5 Stelle in l Consiglio regionale, che sulla vicenda ha annunciato un ordine del giorno da inserire nella prossima seduta del Consiglio “finalizzato ad evitare il reiterarsi di ritardi così consistenti che si traducono in veri e propri drammi nei casi di lavoratori monoreddito e con famiglia”.
Vomero: nuovo appello stamani per l’area dell’ex gasometro
Un anno e mezzo fa, nel novembre del 2016, a seguito dell’ennesima nota inviata da Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, il quale, da lustri, si batte per la nascita del parco agricolo didattico, in fase di realizzazione nell’area dell’ex gasometro, su un terreno posto tra viale Raffaello e salita Cacciottoli, al Vomero, l’annosa vicenda era finita alla ribalta delle cronache, anche con un servizio, dedicato espressamente alla vicenda, del TGR Campania.Stamani le telecamere del TG regionale, sollecitate dallo stesso Capodanno, sono tornate sui luoghi per verificare lo stato dei lavori dopo la ripresa avvenuta negli ultimi tempi.
Presenti oltre alla troupe del TGR e a Gennaro Capodanno, alcuni residenti.Nessuno invece si è presentato sui luoghi per la municipalità collinare, che comprende i territori del Vomero e dell’Arenella e per il Comune di Napoli.
” Insieme ai cittadini e al giornalista del TGR abbiamo potuto verificare la presenza di alcuni operai a lavoro – afferma Capodanno – ma non si sono potuti acquisire i dati relativi ai lavori in esecuzione, vale a dire il tipo di opere da realizzare, l’importo dei lavori, le modalità di realizzazione, gli estremi delle autorizzazioni e/o permessi, il nome dell’impresa esecutrice, i nomi del progettista, del direttore dei lavori, del coordinatore per la sicurezza, del responsabile del procedimento e del direttore del cantiere, nonché la durata dei lavori con l’indicazione dell’inizio e della fine degli stessi, dal momento che non è stato possibile reperire il cartello di cantiere, per il quale vi è obbligo di esposizione, ai sensi del comma 4 dell’art. 27 del D.P.R. 380/2001.
Tale mancanza è stata immediatamente segnalata, a mezzo mail, per i provvedimenti del caso, anche all’ufficio antiabusivismo del Comune di Napoli “.
” Va precisato – puntualizza Capodanno – che, nel caso di lavori pubblici, le dimensioni di tale cartello sono fissate dalla Circolare del Ministero dei lavori pubblici n. 1729/UL del 1 giugno 1990 e stabilite nelle misure minime di 1 m di base per 2 m di altezza.La stessa circolare indica che la tabella anzidetta deve essere “collocata in sito ben visibile indicato dal Direttore dei lavori, entro cinque giorni dalla consegna dei lavori stessi.
Per le opere con rilevante sviluppo dimensionale, il Direttore dei lavori dovrà altresì provvedere affinché venga installato un numero di tabelle adeguato all’estensione del cantiere.Tanto la tabella quanto il sistema di sostegno della stessa, dovranno essere eseguiti con materiali di adeguata resistenza e di decoroso aspetto.
La tabella dovrà recare impresse a colori indelebili le diciture riportate nello schema tipo allegato alla presente con le opportune modifiche e integrazioni da apportare, ove occorra, in relazione alle peculiarità delle singole opere.In fondo alla tabella dovrà essere previsto un apposito spazio per l’aggiornamento dei dati e per comunicazioni al pubblico in merito all’andamento dei lavori.
In particolare, dovranno essere indicate in tale spazio le sospensioni e le interruzioni intervenute nei lavori, con illustrazione dei motivi che le hanno determinate e con le previsioni circa la ripresa dei lavori e i nuovi tempi di completamento dell’opera “.
” Tornando a quanto riscontrato in sito – sottolinea Capodanno – si è potuto riscontrato il perdurare dello stato d’abbandono che regna nella zona.In particolare in un tratto della salita Cacciottoli, dove da tempo è presente, su un muro posto a confine dell’area interessata, una struttura provvisionale, realizzata con ponteggi tubolari e mantovane parasassi, che versa in condizioni manutentive sempre più precarie.
Ponteggi per i quali alcuni residenti paventano che possano essere corrisposti da anni gli oneri per il noleggio “.Nel corso dell’intervista Capodanno ha ripercorso alcune tappe fondamentali dell’annosa vicenda che parte nel lontano 1996, 22 anni fa. “ Il parco era stato progettato su un’area vincolata, dell’estensione di circa 14mila metri quadrati, di proprietà privata, all’interno della quale si trovava una campana gassometrica da tempo dismessa.
Sotto una parte del terreno interessato si ventilava, all’epoca, l’ipotesi che potesse sorgere un parcheggio interrato, cosa che, con il vincolo dell’area, non sarebbe stata mai possibile – ricorda Capodanno -.Dopo una serie di battaglie sostenute dai comitati e dalle associazioni di zona, il Comune di Napoli elaborò una variante per un progetto di riqualificazione, pubblicato all’epoca anche nelle cartografie del sito internet del Comune di Napoli, variante approvata con deliberazione consiliare n. 44/2001 e con deliberazione di Giunta comunale n. 2365/2002.
Successivamente, con decreto del Presidente della Giunta regionale della Campania n. 529 del 24 settembre 2004, la stessa variante fu approvata anche dalla Regione Campania “.
” Nel 2008 – prosegue Capodanno – l’amministrazione comunale ottenne un finanziamento per i lavori relativi alla realizzazione del parco, per un importo di 2,5 milioni di euro, dei quali 139mila euro per l’indennità provvisoria di esproprio, destinati al proprietario dell’area.Successivamente, nel marzo del 2011, dopo varie traversie, il parco fu presentato, in pompa magna alla stampa, nel mentre, dopo anni d’attesa, erano da poco iniziati i lavori per la sua realizzazione, lavori che sarebbero dovuti durare sei mesi ma che invece furono improvvisamente sospesi di lì a poco.
Successivamente sono nate le ben note vicende giudiziarie tra la proprietà del terreno e l’amministrazione comunale partenopea.Durante l’estate dello scorso anno, infine, i lavori sono ripresi e, stando a quanto emerso nel corso di una riunione della commissione comunale competente, tenutasi a febbraio, sarebbero dovuti essere in dirittura d’arrivo.
Stamani invece si è saputo che, se tutto va bene, il completamento dei lavori avverrà poco prima della pausa estiva ma che potrebbe essere rinviato anche a settembre.L’assenza, già evidenziata, del cartello di cantiere, che, per legge, in materia di opere pubbliche, consente ai cittadini di seguire tutta la cronistoria dei lavori nel corso della loro evoluzione, non consente, al momento, certezze al riguardo “.
M5S, Viglione: “Al via bonifica siti Terra dei Fuochi, ma non dimentichiamo situazioni più critiche”
“Con la Delibera di Giunta Regionale numero 166 del 20 aprile 2018, pubblicata sul Burc di oggi, vengono destinati 46,5 milioni di euro ad una serie di interventi finalizzati alla messa in sicurezza e bonifica di siti interessati da sversamenti di rifiuti rientranti nell’area della cosiddetta Terra dei fuochi. Un segnale sicuramente positivo per chi attende da anni interventi concreti in questo senso, ma che non deve far calare l’attenzione su un tema tanto delicato come quello delle bonifiche che, oltre ai siti “minori” inclusi nella pianificazione richiamata nella delibera, deve interessare in tempi rapidi anche situazioni molto critiche come nel caso della discarica Ex Pozzi Ginori”. Così il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e segretario della Commissione Ambiente Vincenzo Viglione.
“Grazie alle comunità che ogni giorno vigilano costantemente su queste criticità, abbiamo il dovere di impegnarci sempre più per ripristinare le normali condizioni di vivibilità dopo anni di avvelenamento del territorio”.
Caserta: condannato dirigente del Comune per aver mentito al giudice
Il processo riguarda le false dichiarazioni rese dal funzionario pubblico Marcello Iovino – un “super-dirigente” con numerose deleghe tra cui l’Ecologia e l’Edilizia Residenziale Pubblica – nel corso del processo civile instaurato dall’avvocato amministrativista Luigi Adinolfi, che dopo alcune consulenze commissionategli dal comune di Caserta, non fu pagato, e cosi’ cito’ l’amministrazione in giudizio per vedersi riconosciuto quanto gli spettava, ovvero una somma di 10 mila euro. Sei mesi di reclusione sono stati confermati in Appello per il dirigente del comune di Caserta, condannato per il reato di falsa testimonianza, il cosiddetto spergiuro. I fatti risalgono al 2013, quando Adinolfi rappresento’ l’Ente in due ricorsi davanti al Tar e forni’ una consulenza davanti al Consiglio di Stato. Iovine, sentito come testimone dal giudice civile, presto’ il cosiddetto “giuramento decisorio”, dichiarando che Adinolfi era stato regolarmente pagato; tale affermazione chiuse il processo, ma ebbe poco dopo un epilogo penale, in quanto Adinolfi denuncio’ il funzionario alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Nel corso del processo penale, Iovine ritratto’ in parte, affermando che aveva provveduto a pagare ad Adinolfi (difeso dall’avvocato Vincenzo Tessitore) solo le spese procedurali, ma non quelle spettanti per la prestazione, in quanto a suo dire l’avvocato non voleva farsele corrispondere. Parole che hanno in pratica “condannato” Iovino (difeso da Alfonso Quarto), in quanto contraddicevano il giuramento decisorio.
Bimbo con due mamme, il sindaco De Magistris: “Il primo è stato scritto all’anagrafe di Napoli”
Non vuole mollare il primato del primo bimbo iscritto all’anagrafe in Italia, il sindaco Luigi De Magistris dopo l’annuncio fatto dalla collega di Torino, Chiara Appendino, ci tiene a precisare “Non voglio dare al sindaco Appendino un dispiacere ulteriore dopo quello di ieri sera ma di fronte a siti che dicono che per la prima volta questo viene fatto a Torino voglio chiarire che la prima volta è di Napoli”. “Napoli fa parte integrante dell’Italia – dice il sindaco di Napoli, De Magistris, commentando l’iscrizione all’anagrafe torinese di un bambino con due madri – e tre anni fa fu il Comune di Napoli a dirimere la delicata vicenda di Ruben, nato a Barcellona da due donne italiane, una sarda e una napoletana, che non riuscivano a rientrare in Italia con lui perchè nessuno voleva dare al bimbo una carta di identità con loro come genitori. Lo facemmo noi, e mi costò anche un precedimento civile e penale. Ma abbiamo superato gli ostacoli e Ruben è italiano e con due madri”.
Chiusura Auchan di via Argine, la dirigenza: “Non abbandoniamo la Campania, ma questo è in perdita”
Napoli. Fronte sindacale compatto nella vertenza che ha coinvolto 246 lavoratori della multinazionale francese della grande distribuzione organizzata dipendenti degli ipermercati di Napoli Argine e di Catania La Rena, in difficoltà gestionale e prossimi alla chiusura dei battenti entro fine aprile. Le federazioni nazionali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, si legge in una nota congiunta trasmessa ai vertici aziendali, hanno proclamato lo stato di agitazione sull’intero perimetro aziendale dei 48 punti vendita dove complessivamente sono occupati circa 10mila addetti. Le tre sigle nei giorni scorsi hanno sollecitato l’attivazione di un tavolo di confronto al ministero dello Sviluppo Economico. E’ confermato intanto il negoziato con l’azienda programmato a livello nazionale per il prossimo 8 maggio. Per il segretario nazionale della Fisascat Cisl Mirco Ceotto. Nelle scorse settimane la direzione di Auchan ha illustrato ai sindacati l’andamento gestionale: sono negativi i risultati del 2017 il -3.4% di clienti e il -2.4% di fatturato. Solo 14 ipermercati sarebbero in progressione, 6 prossimi alla parità e 28 in perdita oltre il -2%; nei reparti soffre soprattutto il settore non food, i reparti casa, comunicazione e bazar, mentre la minore regressione si registra nel settore food.
Ma i dirigenti del del gruppo sostengono che la catena di ipermercati non vuole abbandinare la Campania e il sud. “Auchan non ha mai dichiarato di abbandonare la Campania e il Sud e non sono coinvolti nella problematica gli altri iper mercati della Campania”. Ha affermato Eustachio Tarquinio, Direttore generale delle Risorse Umane di Auchan, nell’audizione tenuta stamani nella III Commissione consiliare permanente, sulla vertenza dell’ipermercato Auchan di via Argine, a Napoli, presieduta dal consigliere regionale del Pd, Nicola Marrazzo, e alla quale hanno partecipato l’assessore regionale al lavoro, Sonia Palmeri, il consigliere Questore alle finanze del Consiglio regionale della Campania, Antonio Marciano, il consigliere regionale del M5S, Gennaro Saiello. “Abbiamo letto sulla stampa dichiarazioni che non abbiamo mai fatto, siamo coscienti di aver fatto una scelta difficile ed impopolare, ma gli attacchi subiti sono inspiegabili anche tenuto conto che la nostra azienda è da tempo presente in Campania con cinque punti di vendita ed è impegnata per il territorio, ha stipulato per tutti i dipendenti contratti a tempo indeterminato, ha 1400 prodotti campani nei propri ipermercati, 40 prodotti campani vengono esportati attraverso Auchan nel resto d’Europa, muove un indotto che realizza sei milioni di fatturato, e si è spesa per attività sociali, attraverso la propria fondazione ed altre associazioni, anche a beneficio della cosiddetta Terra dei Fuochi. Il problema – ha chiarito – riguarda solo l’ipermercato di via Argine che, aperto nel 2010, ha sempre fatto registrare perdite per un totale di quindici milioni. Da qui la scelta di uscire dal ramo d’azienda e di sottoscrivere un contratto preliminare per l’affitto del ramo d’azienda ad un player che si farà carico di assumere 70 collaboratori, più della metà dell’attuale personale, che lavorano in questo ramo, con il medesimo contratto terziario, distribuzione e servizi, mentre per i restanti 68 lavoratori si aprirà il confronto sindacale e si entrerà nel merito delle possibili soluzioni, che vanno dal trasferimento in altri punti vendita campani non interessati da ammortizzatori sociali, all’assorbimento in servizi che potranno essere internalizzati, all’inserimento in altre aziende campane esterne ad Auchan, agli incentivi all’esodo su base volontaria. Nei prossimi giorni ci aspettiamo la convocazione da parte dei sindacati per entrare nel merito delle questioni, come previsto dalla norme vigenti. Fino a quando questo confronto non avverrà, sarà difficile giungere alla soluzione”. All’audizione era presente anche una delegazione di lavoratori. “L’assenza del sindacato, oggi, a questa importante e utile audizione, non ci aiuta – ha detto Mina Evangelista , dipendente di Auchan di via Argine -, la nostra speranza è che, con l’aiuto delle Istituzioni, si possa concretizzare un percorso che ci salvaguardi tutti e che possa restituire speranza alle nostre famiglie che, da quando è ‘esplosa’ la notizia dei nostri licenziamenti, hanno perso ogni serenità”.
Delfini nel mare del Cilento, avvistamento a 300 metri dalla costa di Pisciotta
Pisciotta. Una coppia di delfini è stata avvistata nel Cilento, a trecento metri dalla costa di Pisciotta. I cetacei si sono più volte avvicinati alla barca di appassionati di pesca tra lo stupore e il divertimento, quasi a voler ‘giocare’ con i diportisti. Non è la prima volta che si verificano avvistamenti del genere in quell’area, da sempre meta di turisti provenienti da tutto il mondo. Non è la prima volta che i delfini vengono avvistati nel mare del Cilento, solitamente in questa stagione sono numerosi gli avvistamenti, complice il caldo il primaverile e un mare poco affollato da diportisti. Lo scorso anno, proprio in questo periodo un drone riuscì a filmare la danza di un gruppo di delfini seguendoli per oltre un chilometro al largo di marina di Camerota, non lontano da Pisciotta.
Napoli, già venduti tutti i 2400 biglietti per Firenze. Si aspetta una ‘marea azzurra’ al Franchi
La Juve già rappresenta il passato per Sarri e per il napoli. Bisogna resettare, ripartire dalla certezze e da quel -1 dalla vetta che non permette passi falsi. Oggi Sarri ha concesso un giorno di riposo alla squadra, con gli azzurri che torneranno domani a Castel Volturno per preparare la partita di domenica contro la Fiorentina. Il settore ospiti del Franchi è già tutto esaurito (2400 tagliandi venduti), un’altra marea azzurra pronta a invadere Firenze e ad incitare Insigne e compagni al solito coro di incitamento: “Abbiamo un sogno nel cuore…”. Un sogno che è ancora lontano, ma da ieri forse non è più un’utopia.
Nessun dorma. Da Mergellina al Vomero, da Chiaia ai Quartieri Spagnoli. Tutta Napoli si è svegliata questa mattina con ancora in mente l’immagine di Koulibaly che svetta su Benatia e di testa fa 1-0 al 90′, espugnando l’Allianz Arena e battendo la Juve, ora solo a -1 in campionato. Una notte insonne per tanti supporter partenopei, ricca di festeggiamenti, fuochi d’artificio e cori d’incoraggiamento rivolti al Napoli e a Maurizio Sarri, con oltre 10mila persone che si sono riversate nelle strade e poi all’aeroporto di Capodichino per salutare i propri beniamini di ritorno da Torino. Una vittoria meritata sia sul piano tattico che su quello fisico, testimoniata anche da quello zero nella casella dei tiri in porta per la Juventus, quasi mai pericolosi dalle parti di Pepe Reina, se non con la punizione di Pjanic nel primo tempo deviata da Callejon sul palo. Tre punti importanti, festeggiati così da Marek Hamsik sul proprio sito ufficiale: “Siamo felicissimi, la Juve è ancora davanti di un punto, ma noi vogliamo vincere le ultime quattro e sperare in un loro passo falso per continuare a credere nel nostro sogno per tutti i nostri tifosi”, ha detto il capitano azzurro pronto ad un finale da protagonisti, un messaggio di speranza condiviso anche dai suoi compagni, da Callejon a Milik, da Allan a Machach, che sui social hanno postato foto e video per rendere omaggio alla folla partenopea accorsa festante in nottata. – Il web è stato invaso da messaggio di festa, anche di tifosi illustri: dal “Mamma mia” di Diego Maradona, al “Credeteci” dell’ex azzurro Lavezzi su Instagram, fino ad arrivare al sindaco Luigi De Magistris, che su Facebook ha postato il seguente messaggio: “Ieri il Napoli ha fatto gioire tutti i napoletani. Esempio di umiltà e di potenza, di carattere e di semplicità. Il Napoli e Napoli sono un’unica entità, uno stesso corpo, un’unica magia. Sono orgoglioso di essere napoletano sempre, nella gioia e nel dolore”, ha scritto il sindaco di Napoli, ribadendo il forte legame tra città, popolo e squadra di calcio, una gioia condivisa anche da tanti tifosi napoletani in giro per il Mondo.
Napoletani scomparsi in Messico, l’avvocato: ‘Dimenticati dalla politica’
“Siamo stupiti di quella politica che si erge a difesa della patria ma dimentica i propri cittadini. Per i familiari dei nostri connazionali scomparsi ogni giorno trascorso allunga l’agonia”. Lo sottolinea, in una nota, l’avvocato Claudio Falleti, legale delle famiglie dei tre napoletani scomparsi in Messico. “A voi rivolgo lo stesso pensiero di Francesco Russo – dice ancora Falleti -: ‘se al posto loro ci fossero stati vostro padre, vostro fratello, vostro figlio avreste risposto aspettiamo, o avreste chiesto di fare l’impossibile?’ Io questa domanda me la sono posta e sono accanto a loro. Questo lo dico agli interlocutori di quella politica che resta silente e che ritiene che non sia necessario per il momento cooperare con il Messico per indagini piu’ approfondite, lo dico a quella Chiesa che come istituzione centrale e’ presente in tutto il mondo, viaggia per il mondo ma che non ha speso una parola di solidarieta’. Prossimamente agiremo anche davanti all’Onu, non esistono cittadini di serie A o serie B siamo tutti italiani”, conclude l’avvocato Falleti.
Ercolano, operazione Chanel, ‘Biscotti Plasmon’ e ‘ricariche’: così le lady dello spaccio vendevano la droga
Ercolano.Ci sono anche due minori tra gli indagati dell’operazione Chanel che tra Ercolano, Portici e Torre del Greco stamane ha portato all’emissione di 24 ordinanze di custodia cautelare. L’indagine riguarda complessivamente 35 indagati, nonché i due minori all’epoca dei fatti per i quali procede la magistratura competente. Per 25 di questi, di cui 10 donne, i pm avevano chiesto al gip il carcere, mentre per altri 10, di cui 6 donne, il beneficio dei domiciliari. Il gip Isabella Iaselli ha disposto per 7 indagati la custodia in carcere mentre per gli altri 18 l’arresto con i domiciliari, mentre ha rigettato per 11 il provvedimento restrittivo. Molti degli indagati hanno precedenti e anche specifici, tanto che l’inchiesta, focalizzata sugli ultimi mesi del 2016, mostra come alcuni di loro gestissero le proprie piazze di spaccio mentre erano sottoposti a misure restrittive, anche agli arresti domiciliari. Nelle conversazioni alla droga e alle somme dovute si allude spesso con nomi in codice, dalle ‘sigarette’ alle ‘magliette’, ‘biscotti Plasmon’, ‘ricariche’.
Infatti, nel corso di perquisizioni, i carabinieri scoprono diversi nascondigli nelle abitazioni di indagati nei quali vengono riposti droga, quaderni di contabilita’ e contatti, denaro e bilancini di precisione in caso di controlli delle forze dell’ordine. E’ quanto accade il 24 ottobre di due anni fa, quando i militari dell’Arma si recano a casa di due coppie di conviventi, con le quali abita anche la madre di uno di loro. Dopo aver atteso piu’ di 5 minuti perche’ la porta venga aperta, scoprono una intercapedine ricavata sotto una mattonella del pavimento del balcone della cucina che si apre solo passando davanti a un sensore posizionato al di sopra di un mobile della cucina una ‘pennetta’, riposta in maniera apparentemente casuale in un portapenne. Nel vano dosi di droga, anche cocaina, in bustine o palline, un quadernetto e block notes con nomi e cifre annotati, un bilancino, e piu’ di mille euro in contanti. I cinque verranno arrestati. L’indagine nasce come approfondimento investigativo di due arresti legati a un’altra perquisizione, a Ercolano. madre e figlia, Filomena Gallotti e Lucia Sasso, hanno in casa un grosso quantitativo di cocaina, e in caserma ammettono di custodirla e dicono di averla presa da un’altra donna, tra gli arrestati di oggi, che, dopo aver iniziato a spacciare con il marito, anche dopo averlo lasciato per maltrattamenti, ha continuato in questa attivita’. Le varie piazze nei tre comuni del vesuviano vengono via via individuate grazie anche a intercettazioni che nascono come ambientali, ma comprendono diverse telefonate dato che, come spiega il gip, molti indagati hanno l’abitudine di parlare a “cornetta sollevata”, in pratica in viva voce. Lo spaccio e’ itinerante e con ordini telefonici da parte dei clienti, ma il “panorama e’ frastagliato”, tanto da non permettere di contestare il reato di associazione a delinquere.
Arrestato insegnante di sostegno: picchiava bambina disabile e guardava foto porno sul pc della scuola
Malmenava, tirandole i capelli e dandole schiaffi e pizzichi, e insultava “quotidianamente” l’alunna di nove anni, affetta da invalidita’ motoria e cognitiva e a lui affidata. L’insegnante di sostegno arrestato oggi – al termine delle indagini avviate dai Carabinieri del Nucleo investigativo di Potenza dopo la denuncia di uno dei suoi genitori – e’ accusato del reato, aggravato e continuato, di maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli. Questi maltrattamenti avevano creato alla bambina disabile “uno stato totale di prostrazione” tale “da indurla – e’ specificato in un comunicato diffuso dalla Procura della Repubblica di Potenza – a piangere quando doveva recarsi a scuola e a soffrire durante le ore di ‘lezione'”. Le indagini sono partire dalla denuncia di una bambina di nove anni che frequenta una scuola primaria a Ruoti. A seguito della segnalazione sono stati sentiti molti dei bambini appartenenti alla stessa classe ed e’ stato accertato che l’insegnante infliggeva quotidianamente sofferenze fisiche e morali alla minore a lui affidata perche’ affetta da invalidita’ motoria e cognitiva. Sequestrati anche i quaderni sui quali i bimbi della quarta elementare avevano descritto in termini negativi il loro insegnante in un tema assegnato loro da un’altra maestra. Gli investigatori hanno anche sentito la vittima delle presunte violenze con l’aiuto di un’esperta in psicologia infantile ed hanno avuto definitiva conferma dell’ipotesi accusatoria. Le indagini dei Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Potenza, hanno inoltre permesso di accertare che l’insegnante, quando sostituiva le maestre di ruolo, prendeva a schiaffi anche altri alunni e infliggeva loro punizioni per evitare che riferissero che in classe guardava sul suo pc foto a contenuto pornografico.



