Un 55enne e’ morto a Cerro a Volturno, in provincia di Isernia, per le conseguenze delle ustioni che si e’ procurato accendendo il fuoco nel camino di casa. L’incidente domestico risalirebbe a qualche giorno fa, ma la notizia ufficiale della morte, avvenuta giovedi’ scorso a Napoli, in un centro specializzato per ustionati, si e’ avuta solo oggi. Le fiamme sarebbero fuoriuscite dal camino, avvolgendo il corpo dell’uomo, poiche’ alimentare con l’uso di sostanze infiammabili. In un primo momento l’uomo era stato ricoverato nell’ospedale di Isernia.
Napoli, maltrattamenti in famiglia: preso 40enne di San Giovanni a Teduccio
Napoli. Gli agenti del Commissariato di Polizia San Giovanni Barra hanno arrestato G. D.M. 40enne napoletano, per il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi. Poco dopo le 17.00 di ieri, su segnalazione della Centrale Operativa, i poliziotti, hanno raggiunto Vico Detto Emanuele, per una violenta lite all’interno di un’abitazione. I Poliziotti, prontamente raggiunto l’appartamento hanno notato una donna in compagnai dei tre figli minori, in palese stato di shock. Gli agenti hanno accertato che la donna era stata malmenata dinanzi ai tre figli dal marito, che in quel momento si era allontanato dall’abitazione. In particolare, il marito l’avrebbe aggredita in seguito ad un litigio scaturito dalla scoperta che la donna avrebbe fatto del suo tradimento. L’uomo non solo la malmenava colpendola con calci e pugni ma distruggeva numerose suppellettili della cucina e di altre stanze della casa.La donna è stata medicata presso il pronto soccorso dell’ospedale Loreto Mare con una prognosi di giorni cinque per diversi traumi. I poliziotti, poco dopo hanno bloccato e arrestato l’uomo quando ha tentato di rientrare nell’abitazione. Il 40enne è stato condotto presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale.
Ritrovati mamma e neonato rapito dall’ospedale
La polizia di Salerno ha ritrovato, questo pomeriggio alle 18.30, la donna polacca di 32 anni che, nella serata di ieri, ha portato via il proprio figlio dall’ospedale di Salerno, nonostante il divieto imposto dal giudice per i minorenni. La donna si era rifugiata a casa del fratello, in via Eugenio Caterina, zona alta del capoluogo. Sul posto, anche la dirigente della squadra mobile, Lorena Cicciotti, che ha coordinato le operazioni ed e’ in contatto con il procuratore presso il tribunale per i minorenni di Salerno. Il bimbo sembra stia bene. Ora, un’ambulanza dell’Humanitas lo ha trasportato all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Era in una struttura d’accoglienza per bambini, probabilmente una casa famiglia, il futuro del piccolo nato lo scorso 28 marzo e prelevato ieri sera dalla madre, una polacca di 33 anni, dall’ospedale Ruggi d’Aragona eludendo la sorveglianza. La donna era in stato di ebbrezza al momento del parto, avrebbe potuto solo allattarlo cosi’ come disposto dal tribunale per i minorenni con un’ordinanza del 24 aprile scorso. Il bambino, una volta dimesso dall’ospedale, sarebbe stato assegnato a una struttura idonea. La direzione sanitaria del Ruggi, dunque, attendeva solo di sapere quale fosse la struttura per procedere alle dimissioni. Nel frattempo, proprio per monitorare e controllare la situazione familiare del piccolo, il bimbo non era stato spostato dal reparto di Terapia Intensiva Neonatale anche se stava bene. Nella stesso giorno in cui la donna ha partorito in stato di ebbrezza, l’ospedale ha allertato il Tribunale per i Minorenni e dopo pochi giorni lo stesso ha chiesto all’ospedale di trattenere il piccolo anche se era gia’ in condizione di essere dimesso. Si va chiarendo, intanto, la dinamica dei fatti. La donna ha approfittato del cambio turno dei sanitari per allontanarsi col bimbo dopo la consueta poppata serale. Un’altra mamma che stava allattando il figlio nella stessa stanza, infatti, non si sarebbe resa conto di quello che stava accadendo. Dalle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza si vede che la 33enne allontanarsi a piedi con andatura normale, accompagnata da un uomo che aveva con se’ un porta enfant. I due, con il piccolo, si sono diretti sotto la pioggia verso la metropolitana ma non e’ chiaro se ad attenderli vi fosse una vettura. A quanto si apprende, la donna nei giorni scorsi non rispondeva alle telefonate degli assistenti sociali per chiarire la sua situazione, ma sicuramente aveva intuito che il Tribunale stava monitorando la sua posizione. Intanto, la commissione d’inchiesta presieduta dal direttore medico di presidio, Angelo Gerbasio e disposta dal direttore generale del Ruggi, Giuseppe Longo, avra’ dieci giorni di tempo per relazionare su quanto accaduto.
Mattarella, a Sarno ci fu incuria e superficialita’
“E’ stata una tragedia immane, innescata da eventi meteorologici di portata eccezionale, tuttavia favorita e ingigantita da uno sconsiderato sfruttamento del suolo, da incuria e superficialita’ nell’affrontare i pericoli derivanti dall’assetto idrogeologico”. E’ il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con un messaggio inviato ai sindaci dei comuni coinvolti nell’alluvione che venti anni fa, il 5 maggio 1998, spazzo’ via uomini (ben 160 le vittime) e case in tutta la valle del Sarno, a ricordare la portata di quella tragedia evidenziando le responsabilita’ dell’uomo. “Il comune di Sarno – sottolinea Mattarella – pago’ il tributo piu’ elevato di vite umane. Ma le frane e le spaventose colate di fango del 5 maggio 1998 portarono lutti anche nei comuni di Quindici e di Siano e non risparmiarono quelli di Bracigliano e San Felice a Cancello. A tutti questi nostri concittadini va un pensiero commosso. Le immagini di quelle ore drammatiche sono ancora impresse nella nostra memoria e restano monito per l’intera nazione”. Anche il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha voluto ricordare la tragedia, il dolore delle famiglie e l’impegno dei soccorritori, che vide “gesti di concreta solidarieta’ e atti di autentico eroismo”. Il Comune di Sarno ha onorato la memoria delle vittime con una serie di eventi distribuiti su tre giorni. “Oggi e’ il momento di ricordare, commemorare e onorare le vittime di quei tragici eventi” ha detto il presidente della Provincia e sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora, che ha parlato di “immane disastro ambientale”. “Dal 1998 ad oggi – ricorda Canfora – sono state avviate e realizzate numerose opere di messa in sicurezza per mitigare il rischio idrogeologico. Complessivamente per le opere di messa in sicurezza sono stati spesi finora 150 milioni di euro. Ma, soprattutto, la manutenzione dei canali e la salvaguardia dell’ambiente sono obiettivi da perseguire con perseveranza”. Nel giorno del ricordo e del dolore, tante le iniziative organizzate nel salernitano per testimoniare che tragedie del genere non devono e possono piu’ accadere. A Sarno, dopo la manifestazione commemorativa della mattina, messa nel Duomo al pomeriggio e, a seguire, corteo della memoria che arrivera’ fino al monumento delle vittime. In serata nel Duomo di Episcopio concerto della Fanfara con il soprano Gilda Fiume. Domani altra giornata di eventi con una mostra, la sfilata della fanfara dei bersaglieri, alcune esibizioni canore e la consegna dei premi ai vincitori del concorso artistico “Mario Mancusi”. Iniziative sono previste anche a Siano, altro territorio colpito dalla frana. Infine, per fare il punto su cosa e’ stato fatto in questi venti anni, il Consiglio Nazionale dei Geologi, l’Ordine dei Geologi della Regione Campania e l’associazione Italiana di Geologia Applicata hanno organizzato, a SALERNO, il convegno “20 anni dopo Sarno: cosa e’ cambiato”. Nell’occasione l’associazione che riunisce le vittime di quella strage ha annunciato l’iniziativa di una borsa di studio annuale sul tema dell’efficacia degli interventi di riduzione del rischio in conseguenza degli eventi del 5 maggio 1998 a Sarno.
Italiani e islamici puliscono insieme spiaggia flegrea
Italiani e islamici uniti dall’amore per l’ambiente: nel Napoletano i volontari dell’associazione ‘Licola Mare Pulito’ e i giovani della moschea di Licola hanno pulito un tratto di arenile di circa 500 metri a Licola (NAPOLI), tra i comuni di Pozzuoli e Giugliano. Una sinergia nata dopo l’arresto del presunto terrorista islamico Alagie Touray, ospitato in un centro per immigrati della zona. All’iniziativa hanno partecipato una trentina di giovani guidati dall’imam della moschea di Licola, Ibrahim Ali Mohammed e dal presidente dell’associazione ‘Licola Mare Pulito’, Umberto Mercurio. “E’ stata una bellissima giornata in cui i nostri ragazzi e i giovani della moschea hanno lavorato in perfetta sintonia”, ha commentato Mercurio. “Una importante dimostrazione dell’integrazione – ha aggiunto – che qui, in questo territorio, si va realizzando gia’ da tempo. I frequentatori della moschea di Licola sono brave persone, gente che lavora e non crea tensioni. Ci tengono al territorio e a difendere le zone dove abitano”. Gia’ programmati nuovi interventi di bonifica per migliorare la vivibilita’ dell’area. Intanto, oggi, nel tratto ripulito tra il depuratore di Cuma e la foce dell’alveo dei Camaldoli sono stati raccolti 300 sacchi di residui di plastica oltre a numerosi ingombranti. Le operazioni si sono svolte con l’ausilio di un mezzo meccanico messo a disposizione di un volontario dell’associazione.
M5S: “Ospedale Rummo, no al progetto di smantellamento previsto dal piano De Luca”
“Questa mattina abbiamo voluto effettuare un’ispezione all’ospedale Rummo di Benevento per accendere i riflettori sulle criticità di un presidio fondamentale per la sua tradizione, per il bacino di utenti che serve e per le eccellenze che vi lavorano, ma sul quale è in atto una illogica e scellerata opera di smantellamento predisposta con il piano sanitario del governatore De Luca. Il pronto soccorso che abbiamo visitato questa mattina è dimensionato su 14 persone, ma ogni giorno ne accoglie oltre doppio. Pazienti ai quali si riesce a garantire adeguata assistenza soltanto grazie al sacrificio di operatori straordinari, alle prese con disservizi di ogni tipo. Questa mattina abbiamo trovato la tac rotta, mentre le refertazioni venivano fatte a mano per un blocco del sistema. Chiederemo di capire perchè questi continui guasti e quando arriveranno i macchinari nuovi. Un pronto soccorso che andrebbe assolutamente potenziato, creando un’Obi mai realizzata, insieme al potenziamento dei reparti che non riescono ad accogliere i pazienti per carenza di personale e posti letto. E invece De Luca ha pensato piuttosto di indebolire questo presidio ospedaliero nell’ambito di uno scellerato progetto di accorpamento col presidio di Sant’Agata dei Goti. Al fine di dar vita a un’unica azienda ospedaliera, si otterrà l’effetto di depotenziare due strutture. Il presidio di Sant’Agata, nella riconversione a polo oncologico, perderà il pronto soccorso, finendo con l’essere escluso dalla rete delle emergenze. Senza più reparto di gastroenterologia, con la neurochirurgia che sarà spacchettata sui due presidi ospedalieri, il Rummo finirà con l’essere declassato da Dea di II livello. Il risultato sarà un inevitabile peggioramento della qualità dell’assistenza per un bacino di oltre due milioni di residenti”. E’ quanto dichiarato dai componenti di una delegazione del Movimento 5 Stelle, rappresentata dalla consigliera regionale Valeria Ciarambino, dai senatori Danila De Lucia e Sabrina Ricciardi e dai deputati Pasquale Maglione e Angela Ianaro, che questa mattina si sono recati in vista al presidio ospedaliero Rummo.
“Non consentiremo – aggiungono i portavoce M5S – che si continuino a fare campagne elettorali sulla pelle dei cittadini, con piani che prevedono sistematici smantellamenti di presidi fondamentali, con la creazione di nuovi e inutili reparti, funzionali solo a piazzare primari amici, o creando presidi in risposta a richieste di politici del territorio e non alle reali esigenze di assistenza sanitaria. E’ un paradosso immaginare che due ospedali come il Rummo e il presidio di Sant’Agata possano integrare l’offerta sanitaria con una distanza di 55 chilometri l’uno dall’altro e con gli atavici problemi di viabilità dell’area sannita. Come Movimento 5 Stelle abbiamo già presentato un’interrogazione al Consiglio regionale e siamo pronti a dare battaglia anche a livello parlamentare. Tenuto conto che l’atto aziendale è oggetto di ricorso, chiederemo delle modifiche e un piano alternativo che preveda a PO di Sant’Agata strutture e reparti di supporto al Rummo, per esempio nell’ambito della riabilitazione o delle cure palliative, e non reparti che sostituiscano e sopprimano quelle presenti all’ospedale di Benevento. La proposta del Movimento 5 Stelle punta al potenziamento dei presidi esistenti, a differenza del piano De Luca che ne stabilisce lo svuotamento con conseguenze inimmaginabili sulla pelle e la salute dei cittadini del Sannio e dell’Irpinia”.
Salerno, la Fai replica a De Luca confermando 5 giorni di fermo e chiedendo subito un tavolo tecnico
“Siamo contenti che Vincenzo De Luca sia immediatamente intervenuto in merito alla situazione incresciosa che vive la mobilità all’interno e all’esterno del porto di Salerno” ha replicato Angelo Punzi, Segretario regionale Coordinamento F.A.I., in merito alle esternazioni fatte dal governatore della Campania su LiraTv, riprese anche dal quotidiano La Città, all’indomani della proclamazione di 5 giorni di agitazione degli autotrasportatori. “Ma occorre sottolineare – continua Punzi – che la confusione che si genera soprattutto all’esterno del varco dello scalo salernitano non è dovuta ai camion ma all’inefficienza del sistema di mobilità del porto. Siamo i primi a chiedere le regole, che siano rispettate da tutti, ed è per questo che abbiamo annunciato lo stato di agitazione. Se però De Luca ritiene che la soluzione al problema sia il semplice divieto di transito dei tir noi rispondiamo che siamo pronti a mettere in atto il blocco delle attività per 5 giorni, in modo tale da fare emergere che questa non è la vera soluzione: fermare i tir significa non avere più i camion che accedono al porto ma significa anche paralizzare l’economia della città e dello stesso scalo. Siamo pronti ad un confronto perché conosciamo le criticità e possiamo proporre soluzioni, e restiamo perplessi per la totale assenza del presidente dell’Autorità portuale Pietro Spirito, rispetto a tutte le problematiche lasciate irrisolte da più di due anni. Porta ovest, cartellonistica, sicurezza: non è stato fatto nulla. Chiediamo subito un tavolo tecnico con l’Autorità di sistema portuale di concerto con gli imprenditori marittimi e dei trasporti”. Il Segretario regionale Coordinamento F.A.I. ha poi concluso affermando che “Gli autotrasportatori sono gli unici che subiscono l’inesistenza della logistica del porto di Salerno. Infatti da un lato gli imprenditori, a causa dei lunghi tempi di attesa di accesso al varco, vedono ridursi i viaggi a fronte di costi sempre più elevati; dall’altro i loro autisti stazionano ore ed ore per entrare al porto e vivono, incolpevoli, una vita da prigionieri tra gas di scarico e interminabili file, in un ambiente insalubre con alti rischi per la persona e con l’unico desiderio di non lavorare più per uno scalo così inefficiente ed insicuro”.
Vomero, via Scarlatti: danneggiato uno dei cassonetti seminterrati
” Dopo le panchine di recente scomparse nelle isole pedonali di via Scarlatti e di via Luca Giordano, dopo i tre alberi danneggiati nella scorsa settimana in via Tino di Camaino, l’ultimo atto di vandalismo ha interessato uno dei due cassonetti seminterrati che, proprio un anno fa, nel maggio 2017, furono collocati all’incrocio tra via Scarlatti e via Luca Giordano “. A segnalare l’ennesima barbarie ai danni del già scarno arredo urbano e delle strutture d’utilizzo pubblico al Vomero è ancora una volta Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari.
” Stamani – puntualizza Capodanno -, osservando i due contenitori in questione, ho notato che sul coperchio di uno di essi, per l’esattezza quello verde per la raccolta del vetro, era stato praticato un grosso taglio mentre lo stesso coperchio appariva distorto e staccato dalla base. Inoltre il cassonetto era stato imbrattato con una scritta realizzata con una bomboletta spray “.
” Sono preoccupato – afferma Capodanno – dalla recente recrudescenza di episodi di vandalismo che contribuiscono a rendere ancora meno vivibile un quartiere, un tempo definito “bene” ma che negli ultimi tempi versa in un evidente stato di degrado e di abbandono “.
” Eppure è uno dei quartieri più video sorvegliati di Napoli se non dell’intero Paese con decine telecamere, poste su un’area di appena due chilometri quadrati – aggiunge Capodanno -. Difatti, proprio sopra i due cassonetti seminterrati, posti al limite dell’isola pedonale di via Scarlatti, si nota la presenza di una telecamera della videosorveglianza. Dunque, visionando le immagini, non dovrebbe essere difficile scoprire, chi ha operato il profondo taglio sulla copertura del contenitore, distorcendolo successivamente “.
Con l’occasione Capodanno chiede agli uffici preposti una maggiore attenzione e sorveglianza al fine di evitare il ripetersi degli episodi di vandalismo, più volte segnalati, ai danni dell’arredo urbano, individuando i responsabili che, non solo andranno denunciati all’autorità giudiziaria ma dovranno pagare le eventuali sanzioni previste dai vigenti regolamenti oltre a essere condannati a ripristinare lo stato dei luoghi a loro cura e spese.
Morti bianche, Spera (Ugl): “Tante, troppe sono le vittime”
“I tanti incidenti mortali sul lavoro sono il chiaro segnale della persistente sottovalutazione della cultura della sicurezza, che viene alimentata dal non rispetto delle norme previste dalle leggi vigenti nel nostro paese. Certo non possono essere consolatorie le cifre degli ultimi dati contenuti nel rapporto INAIL riferiti al 2017”.
Lo sostiene il segretario generale dell’Ugl metalmeccanici, Antonio Spera commentando i dati INAIL che riportano 1029 i morti complessivi nel 2017 mentre, per l’Osservatorio Indipendente sono 1380. “Si evince un’attestazione alta degli infortuni sul lavoro, segnatamente di quelli mortali, che sono in percentuali superiori anche per la conseguenza della contrazione delle attività produttive nella nostra nazione. In ogni caso – prosegue il sindacalista – per l’Ugl il loro numero reale è sicuramente più alto poiché restano fuori dalle statistiche tutti gli incidenti che ogni anno non vengono denunciati. Segnali tragici, dell’urgenza di incrementare il livello di sicurezza nei luoghi di lavoro. Dall’elaborazione del centro studi Ugl, si evince la spartizione per regione con i relativi incidenti mortali: Lombardia 32, Veneto 28, Piemonte 20, Campania 18, Emilia Romagna 18, Toscana 16 , Sicilia 15, Calabria 13, Abruzzo 11, Lazio 10, Basilicata 8, Sardegna 7, Marche 5, Liguria 5, Friuli Venezia Giulia 4, Umbria 3, Puglia 3, Molise 2, Trentino Alto Adige 2. Per questo è stato l’esito di un 1° maggio Ugl listato a lutto: dal 1° gennaio 2018 ad oggi, 220 sono i morti sui luoghi lavoro in Italia. E’ necessario impegnarsi e fare di più nell’ambito della prevenzione – continua Spera -, anche attraverso il potenziamento della rete di sicurezza tra gli enti pubblici. Una azione combinata e coordinata che renderebbe più efficaci le politiche di tutela della salute e della vita dei lavoratori. In linea con questa necessità operativa, a nostro avviso ancora molto rimane da fare, in special modo per quanto attiene alla ‘cultura della prevenzione’ delle malattie e degli infortuni, oltre che sul versante dei controlli e della vigilanza. Con questi dati è evidente che se nelle aziende muoiono in pochi mesi 220 lavoratori – denuncia il segretario dell’Ugl – si può parlare di un generale e pericoloso allentamento delle misure di sicurezza a livello nazionale e regionale. Purtroppo né le istituzioni preposte né alcune imprese dove avvengono fatti tragici mortali hanno dimostrato finora la dovuta sensibilità. Con i nostri mezzi chiederemo alle Istituzioni di conoscere come sono impiegate le risorse regionali e nazionali assegnate alle province sulla formazione per la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro. In Italia, oggi, – conclude Spera – è necessario rendere consapevole tutto il mondo del lavoro, dagli stessi lavoratori e dalle fabbriche, e le istituzioni della Repubblica, affinché le risorse per l’attuazione di norme e di accordi sindacali sulla sicurezza siano utilizzate efficacemente e con tempi certi affinché si possano impedire altre vittime innocenti”
Scafati, riapertura ospedale: appello al presidente De Luca
Questo l’appello del presidente del Comitato per la Tutela del Cittadino, Michele Raviotta. Sette anni fa i sigilli alle porte del ‘Mauro Scarlato’ a seguito della morte di Maria Rosaria Ferraioli, giovane ragazza originaria di Angri deceduta con i suoi due gemelli all’ottavo mese di gravidanza, ed è da allora che il leader del Comitato è sempre stato in prima linea, scagliandosi contro la chiusura del nosocomio scafatese.
“Numerose sono state le manifestazioni a favore della riapertura del pronto soccorso dell’ospedale di Scafati. Noi del Cotucit siamo stati gli unici ad avere il coraggio di incatenarci all’esterno dell’ospedale cittadino, e siamo pronti a rifarlo, e ad andare oltre, se il nostro appello da parte del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, resterà inascoltato – tuona, Michele Raviotta. “E’ paradossale – insiste il presidente del Comitato – che siano trascorsi 7 anni dalla chiusura dello Scarlato, e che i cittadini debbano ancora subire la negazione del diritto alla salute, un diritto sancito anche dalla Costituzione italiana”.
Le tante battaglie del Cotucit hanno prodotto risultati. Raviotta infatti, durante i numerosi incontri tenuti con i responsabili della Regione Campania, durante il governo Caldoro, ha ottenuto il reinserimento del ‘Mauro Scarlato’ all’interno del nuovo piano ospedaliero, come struttura preposta all’emergenza-urgenza, questione riconfermata dall’attuale presidente regionale, Vincenzo De Luca.
“Un eccellente risultato – commenta Michele Raviotta – ma non basta. I lavori all’interno dei reparti vanno a rilento, e il nostro timore è che la riapertura del nosocomio cittadino diventi becero strumento politico da parte di chiunque intenda presentarsi alle prossime elezioni amministrative. Tutto questo bisogna evitarlo. Per questo – conclude il leader del Cotucit – lanciamo un accorato appello al presidente De Luca, per un’accelerazione dei lavori. L’ospedale deve essere riaperto al più presto. Non bisogna più perdere tempo. Qui la situazione è tragica. I cittadini si rivolgono a noi disperati”.
Gli fa eco Silvio Ruotolo, responsabile area Sanità del Comitato Cittadino :
“Decine sono stati gli incontri in sede regionale, e negli stessi più volte ci è stato assicurato – afferma Ruotolo – che la struttura ospedaliera cittadina sarebbe rientrata nel piano dell’emergenza. Ci tengo a sottolineare oggi, così come fatto durante gli incontri regionali, che a parer mio visto che l’ospedale è stato chiuso dalla politica, è responsabilità della stessa riaprirlo. Siamo stanchi delle tante promesse”. E poi conclude: “Dobbiamo avere il coraggio di essere europei in un pezzo d’’Italia dimenticato da tutti. Non c’è bisogno adesso di tante parole ma di mobilitazione. Non bisogna dimenticare che l’ospedale è stato costruito grazie al contributo degli stessi scafatesi. Per cui oltre ‘l’appartenenza’, i cittadini devono avere la possibilità di curarsi senza andare lontano”.
Napoli, si ripete il miracolo di maggio di San Gennaro: sciolto il sangue
Si è ripetuto il prodigio della liquefazione del sangue di San Gennaro. Quella del sabato che precede la prima domenica di maggio è la prima delle tre date in cui è atteso il miracolo di San Gennaro, insieme al 19 settembre, giorno del Santo Patrono, e il 16 dicembre. All’uscita dal Duomo e durante la processione che ha portato il busto e l’ampolla nella basilica di Santa Chiara, il sangue all’interno dell’ampolla appariva già sciolto ed è stato riconosciuto tale anche dai fedeli. “Ho il dovere, come cittadino responsabile e come Pastore di questa terra, di lanciare un grido d’allarme, per contrastare la cultura della violenza e richiamare alla propria responsabilità tutti e ciascuno di noi, perché la società non è una entità astratta ma è fatta da tutte le persone, dalle categorie sociali, dagli enti, dalle associazioni, dalle istituzioni”. Dice il Cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita della città di Napoli, durante l’omelia per le celebrazioni di San Gennaro, nella basilica di Santa Chiara. “Tutti siamo chiamati in causa”, afferma il cardinale Sepe, “a cominciare dalla Chiesa. Credenti e non debbono sentirsi impegnati in ragione del proprio ruolo e della propria responsabilità”. “Tutti dobbiamo fare la nostra parte”, dice ancora il presule, “e dare risposte agli ammalati, ai poveri, ai senza dimora, ai lavoratori rimasti disoccupati, alle donne, all’infanzia sofferente, alle famiglie. E soprattutto nei riguardi dei giovani, che non vanno dimenticati, non vanno trascurati, non vanno abbandonati al loro destino, non vanno traditi”. Auspicando una sinergia tra Chiesa, Istituzioni, Scuola e forze economiche, Sepe conclude dicendo: “A San Gennaro, però, non possiamo chiedere senza dare. Come figli devoti, gli assicuriamo la nostra fedeltà, la nostra sincera devozione, le nostre preghiere, ma anche il nostro impegno a cambiare in noi stessi per cambiare la società, per far prevalere il bene comune, per avere una società più giusta e migliore”.
Castellammare di Stabia : ladri inseguiti e fermati dai vigilantes
Raid notturno a Castellammare di Stabia. Nel mirino dei ladri un auto parcheggiata in via Napoli. Il colpo sarebbe andato a buon fine se non fosse stato sventato dalle guardie giurate in servizio di ronda all’interno dell’ex stabilimento “Multiservizi”. I vigilantes hanno notato due uomini sospetti che si aggiravano intorno a una Fiat Punto bianca nel tentativo di portare a termine un furto. Sorpresi i malviventi scappano e si nascondono in uno stabile diroccato ubicato in una traversa lungo la strada. La latitanza dura poco perchè i poliziotti privati, dipendenti dell’istituto di vigilanza “Hermes”, li stanano. Sul posto è stato richiesto l’intervento del 113. La polizia ha arresato la coppia accusata di tentato furto.
Napoli: Sarri non risponde alle provocazioni…
Vincere per mantenere in vita il campionato. L’imperativo per il NAPOLI nella gara con il Torino e’ uno solo perche’, anche se le speranze di aggancio alla Juventus sono ridotte quasi a zero, nel calcio ai miracoli non si puo’ mai smettere di credere. Il compito di Sarri durante l’intera settimana e’ stato principalmente quello di far dimenticare alla sua squadra la prestazione di Firenze. Nelle ultime ore, poi, e’ arrivata a Castel Volturno l’eco delle dichiarazioni alla stampa di Aurelio De Laurentiis che sicuramente avranno contribuito a destabilizzare non poco l’ambiente. Il presidente, fra l’altro, ha accusato Sarri di aver condotto alla resa con il suo comportamento la squadra per la stanchezza accumulata, dovuta all’uso eccessivo sempre degli stessi calciatori. E non solo. All’allenatore il presidente imputa anche una uscita troppo rapida dal palcoscenico europeo. Infine la considerazione molto fredda sul futuro:’Se il NAPOLI gli sta stretto, accoglieremo un altro’. La durezza delle parole di De Laurentiis lascia pensare che il presidente gia’ sia al corrente della decisione di Sarri di andar via da NAPOLI, probabilmente con destinazione Chelsea, una societa’ che sarebbe disposta a pagare la clausola rescissoria di otto milioni di euro. Piuttosto che il tanto atteso colloquio chiarificatore tra i due arrivano dunque a poche ore dalla partita con il Torino le bordate presidenziali che hanno il sapore di una chiusura definitiva del rapporto. Come reagira’ la squadra che fino a ora ha sempre dimostrato di subire contraccolpi negativi da fattori esterni che incidono sulla psicologia del gruppo? Il Torino, dal canto suo, arriva a NAPOLI disinvolto e senza grandi pretese. Mazzarri e’ un ex che tra i tifosi azzurri ha lasciato buoni ricordi. Ora che e’ alla guida dei granata dovra’ sfruttare le ultime partite di campionato per decidere come impostare la campagna acquisti e stabilire soprattutto chi possa restare a far parte del suo gruppo. Insomma il Torino vorra’ giocare la sua partita senza fare barricate e senza pensare a distruggere. Una tattica che va bene al NAPOLI, apparso sempre in difficolta’ quest’anno con le squadre che hanno praticato il catenaccio. Quanto alla formazione, Sarri rimarra’ sicuramente fedele al proprio cliche’. Andranno in campo i titolari, con il solo Tonelli al posto dello squalificato Koulibaly. Come e’ ormai consuetudine radicata, nel corso della partita entreranno in campo Milik, Zielinski e forse Rog. Sono gli unici che l’allenatore consideri piu’ o meno a livello degli altri. Il resto dei disponibili rimarra’ fuori. D’altro canto se prima delle dichiarazioni di De Laurentiis Sarri non aveva mai cambiato idea sull’argomento, figurarsi ora, dopo l’intervento a gamba tesa del presidente.
Salernitana-Entella 1-0: Bocalon suggella la salvezza
La Salernitana batte 1-0 l’Entella. I granata con questa vittoria raggiungono matematicamente la salvezza. Una gara quella dell’Arechi in cui i padroni di casa hanno dominato, ma che è stata decisa da Bocalon a inizio ripresa.
La Salernitana domina il primo tempo, ma non riesce a sbloccare la gara. Grande protagonista dei primi quaranticinque minuti è Rosina che va vicino alla segnatura in due occasioni ma prima trova Pellizzer a deviare la conclusione sulla linea di porta e poi Paroni compie il miracolo. Liguri che si sono resi pericolosi solo una volta a inizio gara con Petkovic che a due passi da Radunovic non è riuscito a deviare la palla in porta.
Padroni di casa in vantaggio all’8′ della ripresa con Bocalon che sfrutta al meglio un errore della difesa ligure per bucare Paroni. Ospiti vicini al pareggio prima con un colpo di testa di La Mantia che però si spegne sul palo a Radunovic battuto e poi con Petkovic che si vede deviare il tiro a botta sicura dall’attento numero uno granata.
TABELLINO
SALERNITANA – VIRTUS ENTELLA 1-0
SALERNITANA (3-4-1-2): Radunovic; Tuia, Schiavi. Mantovani; Casasola, Akpa Akpro, Minala (1’st Odjer), Vitale (28’st Popescu); Rosina, Bocalon (40’st Signorelli), Sprocati. A disp.: Iliadis, Russo, Monaco, Asmah, Ricci, Kiyine, Palombi, Di Roberto, Orlando, Rossi. All.: Colantuono.
VIRTUS ENTELLA (3-5-2): Paroni; Pellizzer, Ceccarelli, Benedetti (22’st Crimi); Belli, Troiano, Acampora (11’st Nizzetto), Ardizzone (27’st De Luca), Curranino; Petrovic, La Mantia. A disp.: Iacobucci, Massolo, De Santis, Brivio, Aramu, Eramo, Llullaku, Aliji. All.: Aglietti.
Arbitro: Rapuano di Rimini.
Ammoniti: Schiavi (S), Currarino (E), Benedetti (E), De Luca (E), Belli (E).
Reti: 8’st Bocalon.
Faceva il cuoco in Germania il ricercato del clan Mazzarella preso ieri sera
Fa parte di un gruppo di affiliati alla camorra che ha seminato il panico tra novembre e dicembre a San Giovanni a Teduccio, rione della zona est di Napoli, al centro di continui raid intimidatori, conosciuti come ‘stese’. Il 15 febbraio, destinatario di un decreto di fermo, non e’ stato trovato a casa. Ieri sera pero’ e’ finita la fuga di Arcangelo Cimminiello, nato a San Giorgio a Cremano il 30 gennaio del 1997, destinatario di un mandato di arresto europeo, esponente del clan Mazzarella. Era in Germania dove lavorava come cuoco e barista e con estrema probabilita’ era gia’ li’ al momento del fermo disposto dalla Procura di Napoli. Il provvedimento restrittivo fu eseguito quando nell’area orientale si stavano verificando una seria di episodi criminosi di chiara matrice camorristica conseguenza dell’acuirsi dello scontro tra i Rinaldi-Formicola e i Mazzarella per il controllo delle piazze dello spaccio di sostanze stupefacenti e delle estorsioni. La cattura di Cimminiello e’ stata eseguita dalla polizia tedesca a cui la Squadra Mobile di Napoli ha fornito, attraverso il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, le informazioni utili alla localizzazione del latitante. Il giovane nonostante fosse latitante postava foto mentre era al lavoro sul suo profilo facebook.
Ascoli-Avellino 1-1: i Lupi sprecano l’occasione
Al 6′ minuto Lores Varela sfonda sulla sinistra, assist per Monachello che ciabatta la conclusione in area, poi ci prova Addae sul secondo palo ma si salva la difesa irpina. Sul fronte opposto colpo di testa insidioso di Castaldo che sfiora il legno alla destra di Agazzi. Al minuto 11 sinistro dal limite dell’area di Mogos bloccato a terra da Radu. Al 17′ fendente dalla distanza di Gavazzi che non inquadra di poco lo specchio della porta. Gara equilibrata, con il Picchio che con pazienza prova a trovare varchi nell’attenta difesa irpina. Al 27′ giallo pesante per Padella per un intervento in tackle su Molina, il difensore bianconero salterà per squalifica la prossima gara di Pescara. Poco dopo la mezzora l’Avellino passa in vantaggio: cross teso dalla destra per Castaldo che sul secondo palo salta più in alto di Mogos e Padella e beffa Agazzi (undicesimo centro in campionato per l’esperto centravanti irpino). Continua a sbandare la difesa bianconera, con Cosmi agitato in panchina che chiede ancor più sostegno dal pubblico ascolano. Al 39′ sinistro a giro interessante di Lores Varela dalla luneta, si distende Radu e sventa la minaccia. Al 44′ arriva il pari dell’Ascoli: rimessa lunga con le mani di Mogos, sponda di Addae per Pinto che da distanza ravvicinata supera Radu col destro (primo gol in Serie B per l’esterno pugliese). Torna subito in avanti l’Avellino: prima Wilmots sfiora il palo con un destro leggermente deviato poi sul corner seguente è bravo Agazzi ad opporsi all’insidiosa zampata del possente Migliorini.
Ad inizio ripresa Cosmi inserisce subito Bianchi per uno spento Buzzegoli, con Kanoute sposato in cabina di regia. Al 51′ altra chance in area per Castaldo, girata mancina di poco a lato dopo un bel cross di Marchizza dalla sinistra. Al 61′ velenoso cross basso di Lores Varela dalla sinistra, devia in uscita bassa Radu, bravissimo Ngawa ad anticipare Monachello pronto al tap-in vincente. Al 66′ problemi al ginocchio per l’autore del gol Pinto, Cosmi è costretto a sostituirlo con Mignanelli. L’Ascoli soffre le avanzate di un vivace Molina sulla sinistra. Al 72′ doppio cambio di Foscarini: entrano Bidaoui e Moretti per Vajushi e Wilmots. Al minuto 80 sinistro rasoterra di Addae dai 20 metri che va a sbattere sui cartelloni pubblicitari. Nel finale infortunio serio per Marchizza che esce in Barella, al suo posto Foscarini schiera Kresic. Tanta tensione e paura in campo, non succede più niente con il match che finisce in parità dopo sei minuti di recupero.
ASCOLI (3-5-2): Agazzi 6; Padella 5, Gigliotti 5.5, Cherubin 6; Mogos 5.5, Addae 6, Buzzegoli 5 (46′ Bianchi 5.5), Kanoute 6 (75′ D’Urso 6), Pinto 6.5 (66′ Mignanelli 5.5); Lores Varela 5.5, Monachello 5.
AVELLINO (4-1-4-1): Radu 6; Laverone 7, Migliorini 6, Ngawa 6, Marchizza 6 (84′ Kresic sv); Di Tacchio 6; Vajushi 6 (72′ Bidaoui 6), Gavazzi 6, Wilmots 7 (73′ Moretti 6), Molina 6.5; Castaldo 7.
Arbitro: Ghersini di Genova
Reti: 32′ Castaldo, 44′ Pinto
La Salernitana vince ma i tifosi mandano a… Lotito. IL VIDEO DELLA CONTESTAZIONE
Dura contestazione del patron della Salernitana Claudio Lotito. Il presidente granata al termine del triplice fischio finale è stato ampiamente contestato dai ragazzi della curva ma soprattutto da un gruppo di tifosi del settore distinti. Così il presidente ha deciso di scendere in campo e, insieme alla squadra presente già sotto la curva per festeggiare, ha parlato ai tifosi che dopo qualche minuto l’hanno applaudito. I tifosi della “Siberiano” hanno affisso uno striscione con scritto “Non ci basta la solidità… è tempo di restituire un sogno a questa città” per tutta la partita. Una contestazione che, probabilmente, deriva dalla mancata qualificazione ai play off della compagine guidata da Colantuono.
Emilio D’Averio
Ritrovate in mare i corpi di compagna e figlia dell’imprenditore scomparso tre giorni fa
Sono della compagna e della figlia di Pierluigi Iacobucci, 32enne imprenditore scomparso il 2 maggio e ritrovato senza vita il giorno dopo, i corpi senza vita trovati abbracciati questa mattina al largo di Terracina. La conferma arriva dai Carabinieri della compagnia di Mondragone, comune del Casertano del quale era originario Iacobucci. Il 2 maggio Iacobucci era uscito a bordo di una moto d’acqua intorno alle 14 partendo da un cantiere navale a Castel Volturno. Il suo corpo senza vita è riaffiorato a Baia Domizia, località turistica divisa tra i comuni di Sessa Aurunca e Cellole, in provincia di Caserta. Erano in mare da almeno 5 giorni i corpi senza vita della donna, di 30 anni, e della bimba di circa due anni trovati abbracciati questa mattina al largo di Terracina. In attesa dell’autopsia, si valutano più ipotesi. Il fatto che non siano stati trovati documenti e che non risultino denunce di persone scomparse farebbe pensare alla pista dell’immigrazione clandestina. Secondo altre fonti però, potrebbe invece trattarsi di una donna cubana e di sua figlia: entrambe sarebbero uscite in mare giorni fa con una moto d’acqua alla cui guida si trovava il compagno di lei, trovato morto lo stesso giorno a Baia Domizia. Anche il giubbotto trovato addosso alle due vittime sarebbe quello tipico di chi utilizza le moto d’acqua. Iacobucci, 32 anni, che gestiva con il fratello alcuni supermercati nell’estremo sud della provincia di Latina, a Scauri e Minturno, era uscito in mare su una moto d’acqua lungo la Costa Domizia. Con lui la compagna, di origine cubana, e la figlia. Erano partiti da un cantiere navale a Castel Volturno. Il cadavere dell’uomo e’ stato trovato giovedi’ scorso dai vigili del fuoco a circa 6 chilometri di distanza. Era ancora legato all’acquascooter. La salma e’ stata sequestrata per essere sottoposta ad autopsia, per accertare la causa della morte. A denunciare la scomparsa dell’uomo era stato il fratello.
Musicanti ‘mmiezo ‘a via: un incontro a Napoli per presentare un’opera prima con le canzoni di Pino Daniele
Venerdì 11 maggio, alle 11.00, piazza Santa Maria La Nova a Napoli diventerà palcoscenico di “Musicanti ’mmiezo ’a via”, una conferenza stampa ma anche un incontro con la città per presentare, in maniera originale e coinvolgente, “Musicanti” un’opera prima – oltre il musical – con le canzoni di Pino Daniele. L’evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Napoli, l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e la Municipalità II.
All’incontro saranno presenti il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, l’Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele, il Presidente della Municipalità II Francesco Chirico, il direttore artistico di “Musicanti” Fabio Massimo Colasanti, il produttore Sergio De Angelis e il regista Bruno Oliviero.
La performance spin-off “Musicanti ’Mmiezzo ’a via” he anticiperà la conferenza stampa, è ispirata al teatro d’avanguardia e alle proteste degli anni ’70 e per questo filologicamente in linea con lo spettacolo “Musicanti”. Si svolgerà in ’mmiezzo ’a via, nei luoghi di Pino Daniele, per arrivare a comunicare con lo spettatore in un gioco tra realtà e finzione in cui il coinvolgimento diventa diretto e attivo, come solo a Napoli può accadere ancora oggi. Una storia originale scritta da Alessandra Della Guardia e Urbano Lione, realizzata e fortemente voluta dalla società di produzione Ingenius Srl, con la direzione artistica di Fabio Massimo Colasanti.
Legambiente boccia la scelta di realizzare il Villaggio Atleti delle Universiadi alla Mostra d’Oltremare
Ancora una volta l’incapacità delle istituzioni di prendere decisioni nei lunghi tempi avuti a disposizione viene risolta violentando uno dei pochi luoghi fruibili dai cittadini nel già esiguo e spesso degradato patrimonio di beni ambientali e culturali della città. In spregio ad una seria pianificazione dei grandi eventi che comportano una concentrazione del carico pressorio sulle strutture e sulle infrastrutture per i sottoservizi, si chiude un accordo che penalizza un bene monumentale, quello sì comune, perché racchiude non solo valenze ambientali e culturali,ma soprattutto identitarie della città. Legambiente si unisce al coro di quanti, intellettuali, urbanisti, associazioni cittadini, giudicano sconsiderata la scelta di realizzare il Villaggio degli Atleti delle le Universiadi alla Mostra d’Oltremare.
Scelte del genere – commenta Anna Savarese di Legambiente Campania – ben lontane dallo spirito concertativo e da serie valutazioni degli impatti ambientali e sociali, rischiano di legittimare analoghi percorsi di deroga alle norme di tutela, troppo spesso eluse dalla cosiddetta “provvisorietà”. Ma per la Mostra d’Oltremare sono da considerarsi provvisorie le iniziative espositive per cui è stata concepita, non certamente la costruzione di un villaggio di 2500 casette prefabbricate per 7200 atleti! In questo caso la pretestuosità del ricorso alla “provvisorietà” per evitare il parere della Soprintendenza su un bene vincolato non può essere accettata per la quantità, la durata, l’incisività degli interventi, i rischi non commisurati ai valori del bene e offende che si adducano motivazioni economiche a compensazione della violenza perpetrata a un luogo che così faticosamente sta rinascendo. Si trovi un accordo interistituzionale – conclude Savarese di Legambiente – per un’alternativa immediata a questa scelta che per i colpevoli ritardi maturati, rischia seriamente di penalizzare, con la Mostra d’Oltremare, l’intera città.”



