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Sicurezza stradale a Napoli: una questione urgente

Un altro incidente sulle strade di Napoli

Mentre la tangenziale di Napoli continua a essere un percorso pericoloso, un recente incidente ha sollevato l’ennesimo allarme. Un ferito, tanta paura e una comunità incredula. Ma la questione va oltre il singolo fatto: parla di una rete viaria che sembra non reggere il peso del traffico crescente.

Una città sotto stress

La viabilità a Napoli è un tema caldo, e l’incidente in tangenziale lo dimostra. Ogni giorno migliaia di veicoli affollano le strade, ma le infrastrutture non sono sempre all’altezza. Le condizioni di stress del sistema viario, tra buche e segnaletica carente, creano un mix esplosivo. E chi ci rimettere? Ovviamente noi, cittadini in balia delle auto.

Autonomia e responsabilità

Non possiamo dimenticare che la sicurezza stradale è anche una questione di responsabilità individuale. Rispettare le regole del codice della strada è fondamentale. Ma le autorità hanno il compito di creare le condizioni per farlo. Gli investimenti in manutenzione e sicurezza sono più che mai necessari.

Una questione di sopravvivenza

Il ferito di ieri non è solo un numero, ma una testimonianza della precarietà a cui siamo esposti. I cittadini meritano strade sicure, non solo per la loro integrità fisica, ma anche per una qualità della vita migliore. Servono interventi urgenti e una strategia chiara da parte delle istituzioni. Non è solo questione di incidenti, ma di far rispettare la vita.

Che ne pensi? Serve un cambiamento radicale per la sicurezza stradale a Napoli, oppure siamo costretti a convivere con il rischio ogni giorno?

Caso Domenico, «Costretta a operare senza esperienza»: le accuse dell’ex primario

Ci sono tragedie che si consumano nel silenzio freddo di una sala operatoria e altre che, da quel silenzio, esplodono trasformandosi in un caso clinico, giudiziario e politico. La morte del piccolo Domenico Caliendo, due anni e cinque mesi, rientra tragicamente in questa seconda categoria. Deceduto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli, Domenico si è arreso dopo sessanta giorni di coma farmacologico.

Il suo cuore nuovo, quello che avrebbe dovuto salvargli la vita in quel disperato intervento del 23 dicembre, è arrivato a Napoli letteralmente “bruciato” dall’uso scorretto di ghiaccio secco durante il trasporto da Bolzano.

Oggi, su quel tavolo operatorio e lungo la rotta aerea che collega l’Alto Adige alla Campania, la Procura di Napoli sta cercando di fare luce, con sette medici indagati per omicidio colposo. Ma l’inchiesta giudiziaria è solo una parte di una storia fatta di presunte omissioni, accuse tra colleghi e scontri istituzionali.

“Costretta a operare senza esperienza”: le accuse dell’ex primario

A squarciare il velo sulle dinamiche interne al reparto di cardiochirurgia pediatrica del Monaldi è stato Giuseppe Caianiello, ex direttore del reparto ed ex responsabile dei trapianti.

Intervistato da Massimo Giletti nel programma Rai Lo stato delle cose, Caianiello ha tracciato un quadro inquietante, puntando il dito contro il suo successore, il chirurgo Guido Oppido, l’uomo che ha materialmente rimosso il cuore malato di Domenico per poi scoprire che l’organo donato era inutilizzabile.

«Gabriella Farina ha lavorato con me, non ha mai fatto un trauma-espianto, non aveva l’esperienza giusta», ha dichiarato l’ex primario in diretta televisiva. «Lo ha fatto perché è stata costretta da Guido Oppido». Accuse pesantissime, a cui si aggiunge il sospetto di una rete di tutele attorno al chirurgo bolognese: «Lui era protetto politicamente», ha rincarato Caianiello. E a chi gli ha chiesto se fosse l’ex governatore Vincenzo De Luca a garantirgli questa protezione, la risposta è stata lapidaria: «Uno più uno fa due».

Al momento, però va detto, che la Procura non ha trovato riscontri formali su questa presunta costrizione. Tuttavia, agli atti dell’inchiesta si sommano le dichiarazioni di diversi collaboratori e una lettera firmata da undici infermieri, elementi che disegnano un clima di forte tensione in reparto.

Il giallo del frigorifero e il sospetto di prove alterate a Bolzano

Ma il dramma non si esaurisce a Napoli. L’attenzione degli inquirenti del pm Giuseppe Tittaferrante e del procuratore aggiunto Antonio Ricci è rivolta anche all’ospedale San Maurizio di Bolzano, dove è avvenuto l’espianto dell’organo.

Qui subentra la difesa della dottoressa Gabriella Farina. Gli avvocati Dario Gagliano e Anna Ziccardi hanno depositato un’istanza sollevando dubbi su incongruenze significative nelle testimonianze del personale altoatesino.

Il punto nevralgico è un mistero logistico: il frigorifero utilizzato per conservare l’organo. Secondo quanto documentato dalle telecamere de Lo stato delle cose, la dicitura “ghiaccio secco” sarebbe comparsa sul contenitore solo dopo che lo scandalo è diventato di dominio pubblico.

Non solo: il frigorifero sarebbe stato in seguito rimosso dalla struttura. La difesa parla apertamente di una «possibile alterazione dello stato dei luoghi», chiedendo alla Procura di verificare le reali responsabilità sulla catena del freddo che ha distrutto il cuore del bambino.

60 giorni di agonia e un muro di omertà

In mezzo a questo scontro di perizie e accuse, c’è il dolore lucido e implacabile di una madre. Patrizia Mercolino non cerca vendetta, ma verità. «Sono qui per Domenico, ci sarà tempo per stare a casa a piangere. Io chiedo solo di avere giustizia», ha dichiarato la donna.

Il suo atto d’accusa più forte è contro la mancata comunicazione. Per due mesi, la famiglia ha visto il figlio spegnersi senza conoscere il reale motivo del fallimento dell’operazione. «Nessuno mi ha mai detto niente. Mai. Sapevano e non mi hanno detto nulla nemmeno loro», ha denunciato. Un silenzio che ha spinto il legale della famiglia, l’avvocato Francesco Petruzzi, a depositare due esposti agli ordini dei medici di Cosenza e Benevento contro Oppido e Farina.

Lo scontro televisivo: Giletti contro De Luca

Una vicenda di tale gravità non poteva non innescare un cortocircuito politico-mediatico. L’ex governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in un videomessaggio ha invitato a «evitare derive mediatiche strumentali, perfino sul piano politico».

Una richiesta che ha provocato la durissima replica in diretta di Massimo Giletti: «Lei non può chiedere a me di tacere, lei non può chiedere a questa donna di restare in silenzio», ha tuonato il conduttore, ricordando come già nel 2022 vi fossero state proteste all’interno del Monaldi per la carenza di posti letto, proteste che De Luca all’epoca bollò come «forme di camorrismo».

Il caso arriverà ora in Consiglio regionale l’8 aprile, con una seduta monotematica chiesta a gran voce dal centrodestra per fare luce sugli esiti delle verifiche ispettive.

Oltre il dolore: nasce la Fondazione Domenico Caliendo

Nonostante le polemiche, le inefficienze e il dolore insopportabile, dalla tragedia di Nola è fiorita un’imponente catena di solidarietà. In poche settimane, le donazioni giunte da ogni angolo del mondo (dagli Stati Uniti alla Lettonia) hanno superato i 30mila euro.

Questi fondi permetteranno la nascita della Fondazione Domenico Caliendo, presieduta dalla madre Patrizia, con l’obiettivo di sostenere la ricerca e la trasparenza in ambito sanitario.

Alla raccolta fondi si sono uniti esponenti politici, imprenditori e artisti, con iniziative benefiche promosse da cantanti come Sal Da Vinci e Francesco Merola. «Da oggi Domenico non è soltanto figlio mio, è il figlio di tutti gli italiani», ha chiosato Patrizia. Una promessa di memoria, affinché nessun altro bambino debba morire per un cuore di ghiaccio e nessun altro genitore debba scontrarsi con un muro di silenzio.

Treni Fs in ritardo per controlli sulla linea dopo la scossa di terremoto

Una forte scossa di terremoto di magnitudo 5,9 ha interessato il mare antistante l’isola di Capri e il Golfo di Napoli poco dopo la mezzanotte di martedì 10 marzo. L’epicentro è stato localizzato nel mar Tirreno, a circa 10 chilometri dalla costa caprese e a una profondità di ben 414 chilometri.

Proprio la notevole profondità ipocentrale ha fatto sì che gran parte della popolazione non avvertisse il sisma, scongiurando il panico e riducendo drasticamente il rischio di danni strutturali.

Nessun danno alle strutture

I controlli scattati immediatamente dopo l’evento sismico, come da prassi consolidata in questi casi, hanno dato esito rassicurante: non si registrano danni a edifici, infrastrutture o beni culturali né sull’isola di Capri né nei comuni costieri del Golfo di Napoli. Le autorità competenti hanno monitorato la situazione per tutta la notte, senza rilevare criticità.

Disagi mattutini sulla linea Napoli-Salerno

L’unico impatto concreto sulla vita quotidiana dei cittadini si è registrato questa mattina lungo la linea ferroviaria Napoli-Salerno, dove si sono verificati ritardi e soppressioni di alcuni convogli.

I disagi sono la diretta conseguenza delle verifiche tecniche condotte durante la notte sull’intera rete e sulle infrastrutture ferroviarie della tratta. Anche in questo caso, però, le notizie sono positive: dai controlli non sono emersi danni. RFI e i gestori del servizio hanno assicurato che i ritardi accumulati saranno progressivamente recuperati nel corso della giornata.

«Tranquillo, è per uso personale»: giovanissimi con droga fermati dai carabinieri nella movida di Napoli

La movida napoletana è tornata sotto il mirino dei carabinieri del Comando provinciale. Nella notte, mentre si spegnevano i locali del centro storico e dei Quartieri spagnoli, si è chiuso l’ultimo servizio “Alto impatto”, con la luce dei lampeggianti a stagliarsi sui vicoletti dove la festa si mescola spesso a storie di droga e degrado.

Focus degli uomini in divisa: i giovani assuntori di stupefacenti. Sullo sfondo, un copione ormai noto: luci basse, cocci di bottiglie sul selciato, gruppi di ragazzi ubriachi o straniti, e all’orizzonte la sagoma del pusher che si allontana appena vedono arrivare la pattuglia.

“Tranquillo, è per uso personale”

Nella notte in corso, i militari del nucleo operativo della Compagnia Napoli Centro hanno segnalato 4 ragazzi, incrociati in pieno centro storico. Nelle loro tasche, modiche quantità di hashish e marijuana, sufficienti però a far scattare la procedura prevista per l’uso personale di sostanze stupefacenti.

Non si conoscono, ma la reazione è pressoché identica: “Tranquillo. E’ per uso personale!”. Una frase che, più che giustificare, evidenzia spesso una mancanza di consapevolezza. In realtà, anche se non si tratta di reato penale, il possesso di droga destinata all’uso personale è un illecito amministrativo che lascia una traccia negli archivi della Prefettura.

Cosa significa “uso personale”

Quando un carabiniere trova una persona in possesso di sostanze destinate all’uso personale, la droga viene sequestrata e il soggetto viene segnalato alla Prefettura territorialmente competente. Il possesso rimane sotto il profilo penalistico un’illecito di natura amministrativa, e non penale, ma comporta comunque una serie di conseguenze.

La normativa prevede che, dopo la segnalazione, la Prefettura avvii un procedimento amministrativo. Entro 40 giorni dalla ricezione del verbale, il Prefetto può convocare la persona per un colloquio con un funzionario e un assistente sociale, durante il quale vengono illustrate le conseguenze legali e sanitarie dell’uso di stupefacenti, oltre alla situazione personale dell’interessato.

Sanzioni e servizi per le dipendenze

Nei casi di minore gravità, soprattutto se si tratta della prima segnalazione e della quantità di sostanza è modesta, il procedimento può concludersi con un formale invito a non fare più uso di sostanze stupefacenti, senza applicazione di sanzioni vere e proprie.

In altri casi, il Prefetto può disporre sanzioni amministrative che possono riguardare la sospensione della patente di guida, del passaporto o di altri documenti validi per l’espatrio, nonché del porto d’armi, per un periodo che va da uno a dodici mesi, a seconda delle circostanze e del tipo di sostanza.

La normativa prevede inoltre la possibilità di indirizzare i giovani ai servizi territoriali per le dipendenze, che offrono supporto sanitario, psicologico ed educativo per chi ne abbia necessità.

38 segnalati in 20 giorni

In un’ottica di prevenzione, i carabinieri del Comando provinciale di Napoli hanno intensificato i controlli anti movida nelle ultime settimane. Negli ultimi 20 giorni sono state controllate circa 1100 persone nelle principali piazze e zone della movida partenopea.

Tra questi, 38 ragazzi sono stati segnalati alla Prefettura per detenzione di sostanze a uso personale: in media, quasi un giovane ogni 30 controllati. Un dato che restituisce l’ampia diffusione del fenomeno, soprattutto tra i più giovani, ma anche la capacità di intercettarlo prima che si trasformi in consumo più grave o in passaggio alle sostanze pesanti.

Giugliano, droga nascosta tra i detersivi in lavanderia: arrestato

Giugliano  – Un insolito detersivo, dal potentissimo effetto “stupefacente”. È quanto hanno scoperto i Carabinieri della compagnia di Giugliano nel corso di un controllo antidroga nel primo pomeriggio di ieri. L’operazione ha portato all’arresto di un 36enne del luogo, accusato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio.

La scoperta in lavanderia

I militari, insospettiti dal viavai nell’abitazione dell’uomo, hanno deciso di effettuare un accesso. All’apparenza, la casa si presentava in ordine, ma i carabinieri hanno deciso di procedere con un’ispezione approfondita stanza per stanza. È stato durante il controllo del locale lavanderia che è scattato l’allarme.

Oltre 2,5 chili di droga pronta allo smercio

Aprendo un mobile, gli agenti hanno inizialmente notato dei normali flaconi di ammorbidente e detersivi. Tuttavia, nascosti dietro di essi, c’erano tre buste di plastica. Il loro contenuto era ben diverso da quello che ci si aspetterebbe in una lavanderia: nella prima, 185 grammi di marijuana; nella seconda, 13 panetti di hashish per un peso complessivo di 1 chilo e 350 grammi.

Nella terza busta, conservata sottovuoto, un altro chilo circa di marijuana, già pronta per essere suddivisa in dosi.

Il kit del perfetto spacciatore

La perquisizione ha permesso di sequestrare anche tutto l’occorrente per il confezionamento della droga: un bilancino di precisione, materiale per il taglio e una macchina per il sottovuoto, fondamentale per conservare la sostanza e eliminarne gli odori.

In un cassetto della camera da letto, i militari hanno inoltre trovato la somma di 5.220 euro in contanti, ritenuta il provento dell’attività illecita.

Al termine delle operazioni, per il 36enne non c’è stato nulla da fare. L’uomo è stato dichiarato in arresto e accompagnato nel carcere locale, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida. Dovrà rispondere dell’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

Napoli, suicida in ospedale l’aggressore del bus

Si è tolto la vita in ospedale Antonio Meglio, il 39enne che giovedì 5 maggio aveva accoltellato una donna a bordo di un autobus dell’Anm nel quartiere Vomero, a Napoli.

L’uomo era ricoverato nel reparto psichiatrico dell’ospedale San Giovanni Bosco, dove si trovava piantonato dopo l’arresto disposto dalle autorità. ieri il gip aveva confermato la mìsura cautelare-

Secondo quanto emerso, sarebbe riuscito a suicidarsi dopo due tentativi falliti. L’aggressione risale alla serata di giovedì scorso, quando l’autobus della linea 132 stava percorrendo via Simone Martini, tra i quartieri Vomero e Arenella. All’improvviso il 39enne ha estratto un coltello e si è scagliato contro una passeggera, una avvocata di 32 anni, ferendola al volto e alle braccia.

La donna tenuta in ostaggio per oltre dieci minuti

Durante i momenti più concitati l’uomo ha tenuto la vittima sotto la minaccia dell’arma per circa un quarto d’ora, creando il panico tra i passeggeri presenti sul mezzo.

Determinante è stato l’intervento del conducente dell’autobus, che ha tentato di gestire la situazione nell’attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine. Poco dopo sul posto sono giunti i carabinieri, che sono riusciti a bloccare l’aggressore e a mettere in sicurezza la donna ferita.

Le urla durante l’arresto e la rabbia dei presenti

Durante le fasi dell’arresto, mentre veniva condotto verso l’auto di servizio, il 39enne ha urlato di aver compiuto il gesto per attirare l’attenzione del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri.

La tensione tra i presenti è stata altissima. Diverse persone che avevano assistito all’aggressione hanno tentato di avvicinarsi e di colpirlo, sfiorando il linciaggio. Solo l’intervento dei militari ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente.

Il ricovero e il suicidio

Dopo l’arresto, Antonio Meglio era stato trasferito all’ospedale San Giovanni Bosco per accertamenti legati alle sue condizioni psichiche. Ricoverato e piantonato, avrebbe tentato più volte di togliersi la vita, riuscendovi infine nelle ultime ore.

Bonifici trappola e fondi alla camorra: blitz della Dda, colpita rete tra Italia e Spagna

Un’organizzazione radicata tra l’Italia e la Spagna, specializzata nelle truffe informatiche e capace, secondo gli investigatori, di alimentare economicamente il clan dei Casalesi. È questo lo scenario emerso dall’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone.

Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Napoli, è stato eseguito dai militari del Nucleo speciale Polizia valutaria della Guardia di Finanza, con il supporto dei comandi provinciali di Caserta e Milano. I due arrestati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere e autoriciclaggio, con l’aggravante di aver agevolato il clan dei Casalesi.

Il sistema delle truffe

Al centro dell’indagine c’è un articolato meccanismo illecito costruito per “svuotare” i conti correnti di ignari correntisti. L’organizzazione, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, utilizzava tecniche ormai note ma ancora estremamente efficaci: phishing via mail, smishing attraverso sms e vishing mediante contatti telefonici diretti con le vittime.

Il metodo più frequente partiva dall’invio di un messaggio o di una email apparentemente provenienti dall’istituto di credito della vittima. Nel testo veniva segnalata l’esecuzione di un bonifico o di un addebito sospetto. Poco dopo scattava la telefonata del truffatore, che fingendosi operatore dell’ufficio antifrode della banca induceva il correntista a trasferire il denaro con un bonifico istantaneo su un conto in realtà controllato dal sodalizio criminale.

La trappola della Sim clonata

In altri casi, il gruppo avrebbe agito con una tecnica ancora più insidiosa: la fraudolenta attivazione di una copia della sim telefonica associata al conto corrente della vittima. In questo modo gli indagati riuscivano ad accedere all’home banking e a intercettare i codici otp inviati via sms, completando così trasferimenti immediati delle somme disponibili verso rapporti bancari riconducibili all’organizzazione.

Una volta incassato il denaro, i fondi venivano rapidamente spostati su altri conti, anche esteri, oppure prelevati in contanti. In alcune circostanze, sempre secondo gli accertamenti, il denaro sarebbe stato convertito anche in valute virtuali, ritenute dagli indagati uno strumento più sicuro per ostacolare l’identificazione dei titolari dei portafogli digitali.

Ventiquattro indagati e 38 episodi

L’inchiesta, sviluppata anche attraverso i canali di cooperazione internazionale di polizia, ha coinvolto complessivamente 24 persone e si è concentrata su 38 episodi di truffa contestati ai danni di altrettante vittime italiane. Il danno complessivo stimato dagli investigatori si aggira intorno a 800mila euro.

Una parte di queste somme, almeno secondo l’impostazione accusatoria, sarebbe confluita nelle casse del clan dei Casalesi. Gli inquirenti ritengono infatti che circa il 40% dei proventi illeciti venisse consegnato in contanti a esponenti del gruppo camorristico, con il duplice obiettivo di finanziare l’operatività del clan e sostenere economicamente le famiglie dei detenuti, consolidando così la presenza criminale sul territorio.

I due arrestati

I principali destinatari della misura cautelare sono due imprenditori casertani attivi nel commercio di automobili e domiciliati tra l’Italia e la Spagna. Per loro il gip ha disposto il carcere, ritenendo sussistente un grave quadro indiziario.

Per gli altri indagati, pur in assenza di misure custodiali analoghe, il giudice ha comunque riconosciuto l’esistenza di elementi indiziari ritenuti idonei a delineare la partecipazione a un’associazione per delinquere finalizzata alla frode informatica, al riciclaggio e all’autoriciclaggio. Per sei persone è stata inoltre contestata l’aggravante della finalità di agevolare il clan dei Casalesi.

Le perquisizioni

Nel corso delle attività investigative sono state eseguite anche 21 perquisizioni tra abitazioni e attività commerciali nelle province di Napoli, Caserta, Modena, Benevento, Potenza e Isernia. Gli accertamenti, fanno sapere gli inquirenti, sono finalizzati ad acquisire ulteriori elementi di prova e a ricostruire in maniera completa la rete di complicità, i flussi di denaro e i collegamenti con gli ambienti della criminalità organizzata.

Campania terza in Italia per rapine in banca

In Italia si registra una diminuzione complessiva delle rapine in banca, ma la distribuzione regionale resta fortemente sbilanciata. Su scala nazionale, le rapine sono in calo in tredici regioni, tra cui la Lombardia, dove il dato è sceso del 53%. Resta però forte la concentrazione di episodi nel Mezzogiorno, che guida la classifica delle regioni più colpite.

Sicilia in testa, Lombardia seconda, Campania terza

Secondo i dati prodotti dall’Ossif, il centro di ricerca dell’Abi sulla sicurezza antincendio e anticrimine aggiornati a fine 2025, la Sicilia è al primo posto con 10 rapine in banca nel 2024, seguita dalla Lombardia con 9 colpi. Terza posizione per la Campania, con 7 rapine commesse lo scorso anno. In particolare, Catania è risultata la città più colpita nell’Isola, con ben 6 rapine, mentre Palermo si ferma a 2 casi.

Indice di rischio più alto in Sicilia

Il rapporto tra numeri assoluti e sportelli bancari mostra come la Sicilia sia la regione a maggiore rischio: 1 rapina ogni 100 sportelli, il valore più elevato in Italia, ben superiore rispetto alla media nazionale di 0,3 rapine per 100 sportelli. A livello provinciale, il dato più preoccupante è quello di Catania, con 2,8 rapine ogni 100 sportelli (dai 1,3 del 2023), seguita da Caltanissetta con 1,7 e Palermo con 0,8.

Campania: meno colpi rispetto al Nord, ma livello di rischio ancora alto

Nella Campania, con 7 rapine nel 2024, il numero di episodi è inferiore rispetto a Lombardia e Sicilia, ma resta elevato se rapportato al numero di sportelli attivi sul territorio. La regione conferma così il proprio ruolo di area sensibile dal punto di vista della sicurezza bancaria, con un livello di rischio che continua a destare preoccupazione tra le sigle sindacali e le strutture di vigilanza.

Malviventi in coppia, travisati e veloci

Gabriele Urzì, dirigente nazionale Fabi e responsabile salute e sicurezza del sindacato per la provincia di Palermo, ha commentato l’andamento puntando i riflettori anche sulle modalità operative dei rapinatori. Nel 2024, spiega Urzì, i malviventi hanno agito prevalentemente in coppia (44% dei casi) o da soli (35% dei casi), con un chiaro uso di travisamenti: il 79% dei rapinatori ha coperto il proprio volto. La maggior parte degli episodi si è consumata rapidamente, in un lasso di tempo non superiore ai 10 minuti (63% dei casi), e quasi tre quarti degli assalti (77%) hanno avuto come punto di ingresso la porta principale delle filiali.

Appello alla sicurezza: controlli, formazione e investimenti

Dalla lettura complessiva dei dati emerge un quadro contraddittorio: da un lato il calo generale dei colpi, dall’altro un’area del Sud, a partire dalla Sicilia e coinvolgendo anche la Campania, che resta esposta a un rischio molto elevato. La Fabi rilancia così l’appello a potenziare controlli, sistemi d’allarme, formazione del personale e investimenti nelle misure di sicurezza fisica e tecnologica, per ridurre sia la probabilità di attacco sia la vulnerabilità delle banche al centro delle comunità locali.

Napoli, scatta il piano straordinario: pugno duro contro camorra e spaccio

Napoli – Una risposta decisa e coordinata dello Stato per riprendere il controllo del territorio. Dopo i gravi episodi di cronaca che hanno segnato l’ultimo fine settimana tra Napoli e provincia, il Prefetto Michele di Bari ha convocato oggi a Palazzo di Governo un vertice d’urgenza del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Al tavolo, oltre ai vertici delle forze dell’ordine e all’assessore comunale Antonio De Jesu, sedevano il Procuratore di Napoli Nord, Domenico Airoma, e i rappresentanti dei comuni di Torre Annunziata, Marano e Arzano.

Task force sul territorio e primi arresti

L’obiettivo è chiaro: stroncare le piazze di spaccio e restituire sicurezza ai cittadini attraverso un piano di interventi “mirati e stringenti”. La strategia, condivisa con la Procura di Napoli Nord, prevede un incremento massiccio della presenza delle forze di polizia nelle aree calde dell’hinterland.

I primi risultati non si sono fatti attendere. Durante le operazioni a tappeto disposte nelle ultime ore, i Carabinieri hanno tratto in arresto un uomo incensurato ad Arzano: è stato trovato in possesso di un’arma da fuoco clandestina. Il setacciamento capillare delle strade e dei “punti sensibili” proseguirà senza sosta nei prossimi giorni, affiancando l’attività investigativa a quella di prevenzione.

Il ruolo del sociale: l’alternativa alla “strada”

Il Prefetto di Bari ha tuttavia ribadito che la sola repressione non basta. Rivolgendosi ai Commissari straordinari di Arzano e Marano, ha lanciato un forte appello per il potenziamento delle iniziative di inclusione sociale. L’idea è quella di creare una rete di “presidi di prossimità” che coinvolga attivamente il Terzo Settore, le realtà del privato sociale e le parrocchie.

“Dobbiamo offrire alternative concrete ed etiche alla devianza,” è il messaggio uscito dal summit. Promuovere la cultura della legalità non è solo un dovere istituzionale, ma l’unico presupposto per uno sviluppo sano del tessuto comunitario, sottraendo giovani braccia alla manovalanza criminale.

Pioggia di fondi per la videosorveglianza

Oltre agli uomini in strada, il controllo passerà anche per la tecnologia. Durante l’incontro è stata confermata l’assegnazione di fondi specifici nell’ambito del POC Legalità, finanziato dal Ministero dell’Interno guidato da Matteo Piantedosi.

Nello specifico, sono in arrivo circa 150.000 euro per il Comune di Arzano e oltre 173.000 euro per il Comune di Marano. Queste risorse saranno destinate esclusivamente all’installazione di nuovi sistemi di videosorveglianza di ultima generazione, che permetteranno un monitoraggio costante e capillare del territorio, fungendo da deterrente per i reati di strada e da supporto fondamentale per le indagini.

L’oroscopo di Paolo Tedesco del 10 marzo 2026

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Salve a tutti, cari amici e amiche delle stelle. Oggi la Luna nel segno del Leone ci invita a brillare, ma attenzione a non scottarci con la propria fiamma. Mercurio in Pesci ci rende intuitivi, ma anche un po’ sognatori. Ecco cosa ci riserva questa giornata, segno per segno.

♈ ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

  • Amore: La giornata è carica di energia, ma evitate di essere troppo impulsivi con il partner. Per i single, un incontro fugace potrebbe lasciare il segno, ma solo se saprete ascoltare più che parlare.

  • Lavoro: Ottime idee, ma oggi è meglio scriverle piuttosto che gridarle. Qualcuno potrebbe tentare di rubarvi la scena, mantenete la calma e la vostra autorevolezza.

  • Salute: Testa e circolazione sotto pressione. Concedetevi una pausa e un po’ di movimento all’aria aperta per scaricare le tensioni.

  • Finanze: Spese improvvise per la casa o la famiglia. Niente di grave, ma tenete d’occhio il conto.

  • Consiglio astrologico: Indossa qualcosa di blu. Ti aiuterà a placare l’impulsività e a pensare prima di agire.

♉ TORO (20 aprile – 20 maggio)

  • Amore: Giornata di grande sensualità. Siete magnetici e attraenti. In coppia, la passione si accende con un gesto semplice. Single, qualcuno vi osserva da lontano… e gli piacete.

  • Lavoro: La vostra praticità è richiesta. Riuscite a districare matasse che sembravano impossibili. Ottimo momento per negoziati e contratti.

  • Salute: In forma. La vostra resistenza fisica è al top. Approfittatene per iniziare quella dieta o quel percorso sportivo che rimandavate.

  • Finanze: Rientri inaspettati o vecchi crediti che tornano a casa. Una piccola manna che fa sempre piacere.

  • Consiglio astrologico: Mangia una mela. Simbolicamente, ti riconnette alla terra e alla tua natura, portando benessere concreto.

♊ GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

  • Amore: Comunicazione è la parola chiave. In coppia, chiarite un vecchio malinteso. Single, una chiacchierata inaspettata potrebbe trasformarsi in un appuntamento.

  • Lavoro: La mente è un vulcano. Idee brillanti e creative, ma attenzione a non disperdervi in mille rivoli. Concentratevi su un obiettivo alla volta.

  • Salute: Nervi un po’ a fior di pelle. L’iperattività mentale potrebbe disturbare il sonno. Relax e tisane.

  • Finanze: Occhio alle piccole spese quotidiane che, sommate, incidono sul budget. Oggi è meglio rimandare acquisti tecnologici.

  • Consiglio astrologico: Scrivi un pensiero su un foglietto e poi buttalo. Libera la mente da ciò che è superfluo.

♋ CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

  • Amore: Vita familiare e di coppia al centro. Siete più bisognosi di coccole e attenzioni del solito. Se single, la figura della “mamma” o del “papà” è importante in chi vi piace.

  • Lavoro: Intuito fuori dal comune. Perfetto per capire le dinamiche in ufficio o per concludere un affare immobiliare. Seguite il vostro istinto.

  • Salute: Tutto bene, ma attenzione all’umore. La Luna vi rende particolarmente sensibili. Non lasciatevi sopraffare dalla malinconia.

  • Finanze: Gestione oculata delle risorse domestiche. Potreste ricevere una buona notizia legata a una pratica burocratica.

  • Consiglio astrologico: Accendi una candela profumata alla vaniglia in casa. Crea un’atmosfera protettiva e accogliente per te e i tuoi cari.

♌ LEONE (23 luglio – 22 agosto)

  • Amore: La Luna nel vostro segno vi rende protagonisti. Siete irresistibili, ma attenzione all’ego: non volete essere amati, ma ammirati. Cercate il vero contatto.

  • Lavoro: Momento di gloria. I vostri sforzi vengono notati dai superiori. Buttatevi, è il vostro momento per brillare.

  • Salute: Energia vitale alle stelle. Ottima giornata per attività fisiche e per rimettersi in gioco.

  • Finanze: Potreste essere tentati da un acquisto di lusso per gratificarvi. Se ve lo potete permettere, concedetevelo, ma senza esagerare.

  • Consiglio astrologico: Indossa un ciondolo con il tuo segno. Rafforza la tua autostima e ti ricorda chi sei veramente.

♍ VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

  • Amore: Giornata di introspezione. Avete bisogno di silenzio e intimità. Il partner deve capire i vostri spazi. Single, meglio una serata in solitudine che una compagnia chiassosa.

  • Lavoro: La vostra precisione e capacità di analisi sono fondamentali per risolvere un problema tecnico. Siete l’ago della bilancia in una discussione.

  • Salute: Benessere generale, ma piccoli acciacchi muscolari dovuti allo stress. Un massaggio o uno stretching vi faranno miracoli.

  • Finanze: Revisione del budget. Vi accorgete di poter tagliare delle spese superflue, aumentando il risparmio.

  • Consiglio astrologico: Fai ordine nella tua scrivania. Un ambiente ordinato porta chiarezza mentale e fortuna nel lavoro.

♎ BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

  • Amore: Armonia e bellezza. La giornata perfetta per una cena romantica o per dichiarare i vostri sentimenti. In coppia, l’intesa è ai massimi livelli.

  • Lavoro: Collaborazione vincente. Lavorare in team oggi vi darà grandi soddisfazioni. La vostra diplomazia appiana ogni conflitto.

  • Salute: Forma fisica equilibrata. Prestate attenzione alla pelle, potreste essere più sensibili del solito a sbalzi termici o cosmetici nuovi.

  • Finanze: Guadagni legati all’arte, alla bellezza o alla consulenza. Un piccolo investimento culturale potrebbe rivelarsi fruttuoso.

  • Consiglio astrologico: Regala un fiore a una persona cara, o a te stesso. Coltiva la bellezza e l’armonia intorno a te.

♏ SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

  • Amore: Passione intensa e profondità. Con il partner vivete un momento di forte connessione emotiva. Single, potreste essere attratti da una persona “proibita” o molto diversa da voi.

  • Lavoro: Determinazione e potere. Riuscite a portare avanti le vostre idee con fermezza. Ottimo per chi cerca finanziamenti o nuovi soci.

  • Salute: Energia profonda, ma attenzione alla sfera emotiva. Non reprimete la rabbia, imparate a gestirla con attività fisica intensa.

  • Finanze: Questione di eredità o di gestione di risorse comuni da affrontare. Transazioni finanziarie importanti, valutatele con cura.

  • Consiglio astrologico: Bevi un infuso allo zenzero. Ti aiuta a riscaldare il corpo e a dare vigore alla tua determinazione.

♏ SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: Voglia di libertà e di nuove avventure. In coppia, progettate un viaggio. Single, l’orizzonte si allarga: occhi aperti agli stranieri o ai viaggiatori.

  • Lavoro: Nuove opportunità di business all’estero o con l’estero. Ottimismo e voglia di fare, ma non bruciate le tappe.

  • Salute: Energia positiva, ma attenzione agli eccessi. Gambe e fegato vanno protetti da sforzi eccessivi o da pasti troppo ricchi.

  • Finanze: Entrate legate a progetti a lungo termine. Ottimismo, ma senza fare voli pindarici con il budget.

  • Consiglio astrologico: Porta con te una piccola pietra di ossidiana. Ti radica a terra mentre la tua mente vola lontano.

♑ CAPRICORNO (22 dicembre – 20 gennaio)

  • Amore: Giornata di responsabilità e impegno. In coppia, potreste fare un passo importante (convivenza, progetto serio). Single, siete attratti da persone mature e stabili.

  • Lavoro: Riconoscimenti meritati. La vostra costanza e serietà vengono premiate. Potrebbe arrivare una proposta di promozione o di ruolo più autorevole.

  • Salute: Tutto nella norma, con un’ottima resistenza. Prestate attenzione alle ossa e alle articolazioni, non sforzatele eccessivamente.

  • Finanze: Investimenti sicuri e a lungo termine. Ottima giornata per parlare con il vostro consulente finanziario.

  • Consiglio astrologico: Indossa un orologio classico. Ti ricorda il valore del tempo e dei tuoi obiettivi a lungo termine.

♒ ACQUARIO (21 gennaio – 19 febbraio)

  • Amore: Amicizia e amore si mescolano. In coppia, rivalutate il vostro partner come migliore amico. Single, l’amore può nascere da un gruppo di amici o da un’idea comune.

  • Lavoro: Genio e innovazione. Siete pieni di idee originali. Perfetto per chi lavora nel sociale, nella tecnologia o nell’innovazione.

  • Salute: Sistema nervoso e circolazione. Momenti di stanchezza improvvisa. Alternare lavoro a brevi pause rigeneranti.

  • Finanze: Guadagni inaspettati da attività di gruppo o da progetti innovativi. Ottimo momento per crowdfunding o idee collaborative.

  • Consiglio astrologico: Ascolta musica con le cuffie. Ti isola dal caos e ti connette con la tua parte più creativa e innovativa.

♓ PESCI (20 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: Sogno e romanticismo. Mercurio nel vostro segno vi rende poetici e affascinanti. In coppia, gesti d’amore da favola. Single, un amore platonico o a distanza vi fa battere il cuore.

  • Lavoro: Creatività e intuito al potere. Ottimo per artisti, musicisti e chi lavora nel mondo dell’aiuto agli altri. Ascoltate le vostre correnti interiori.

  • Salute: Piedi e sistema linfatico sotto i riflettori. Concedetevi pediluvi e riposo. Attenzione agli sbalzi d’umore.

  • Finanze: Guadagni attraverso l’intuito o donazioni. Ma occhio agli acquisti troppo impulsivi dettati dall’emotività.

  • Consiglio astrologico: Fai un bagno caldo con i sali. Lascia che l’acqua purifichi le tue emozioni e porti via le tensioni.

Cosa ci riservano le stelle per questo martedì?

Martedì 10 marzo 2026 si presenta come una giornata dal sapore squisitamente leggero ma intenso. La Luna in Leone ci chiede di uscire allo scoperto, di mostrarci per quello che siamo, senza paura del giudizio, ma con l’avvertenza di non trasformare la nostra luce in un riflettore che acceca chi ci sta intorno. L’ego è il grande protagonista, ma anche il grande nemico di oggi.

La presenza di Mercurio in Pesci aggiunge una nota di sogno e di intuizione. Non sempre tutto deve essere logico e razionale; oggi, le risposte possono arrivare da un sussurro interiore, da un’emozione colta al volo. È una combinazione affascinante: il coraggio del Leone che si fonde con la sensibilità dei Pesci. Un invito a brillare, ma con il cuore in mano.

Dal punto di vista collettivo, l’oroscopo di oggi ci parla di riconciliazione. Che sia con il partner (Toro, Cancro, Pesci), con un collega (Vergine, Capricorno) o con noi stessi (Acquario, Scorpione), l’energia generale favorisce la chiusura di cerchi e la chiarificazione. È una giornata per mettere ordine nei sentimenti prima ancora che nelle faccende pratiche.

Infine, un pensiero va alla salute e al benessere, che emerge come un tema trasversale: non solo fisico, ma soprattutto mentale ed emotivo. Le stelle ci esortano a prenderci cura del nostro “guscio” interiore, a proteggerci dagli sbalzi d’umore e a trovare rituali quotidiani (un bagno caldo, una mela, una musica) che ci riportino al centro di noi stessi.

In sintesi: siate audaci, ma siate veri. Il palcoscenico è pronto, ma a decretare il successo della vostra giornata non sarà il volume della vostra voce, ma l’autenticità del vostro cuore.

Buon martedì a tutti!

Violento terremoto nel Golfo di Napoli, scossa nella notte: magnitudo 5.9 al largo di Capri

Una forte scossa di terremoto è stata registrata nella notte tra lunedì e martedì nel Golfo di Napoli. I sismografi hanno rilevato un evento di magnitudo 5.9 alle ore 00:03, con epicentro localizzato nello specchio d’acqua compreso tra il capoluogo campano e l’isola di Capri.

Il movimento tellurico, seppur di intensità significativa, non avrebbe provocato danni né feriti.

Epicentro tra Napoli e Capri

Secondo le prime rilevazioni, le località più vicine al punto dell’epicentro sono Anacapri, distante circa 8 chilometri, e il comune di Capri, a circa 10 chilometri.

L’area interessata dal sisma si trova dunque nel tratto di mare che separa l’isola dal capoluogo partenopeo, una zona dove eventi sismici, seppur non frequenti, possono essere registrati dagli strumenti di monitoraggio.

La profondità ha attenuato gli effetti

A limitare le conseguenze del terremoto è stata soprattutto la profondità dell’ipocentro, stimata intorno ai 414 chilometri sotto la superficie terrestre. Una caratteristica che ha contribuito ad attenuare in modo significativo l’impatto delle onde sismiche in superficie.

Per questo motivo, nonostante la magnitudo elevata, al momento non risultano segnalazioni di danni a edifici o persone nelle aree più vicine all’epicentro.

Segnalazioni sui social anche da Roma e Milano

Nonostante gli effetti limitati al suolo, la scossa è stata chiaramente percepita in diverse zone della costa campana. Numerose segnalazioni sono comparse anche sui social network, dove diversi utenti raccontano di aver avvertito il movimento sismico anche a grande distanza.

Alcuni messaggi parlano infatti di vibrazioni percepite persino a Roma e Milano. Un fenomeno che può verificarsi quando il terremoto ha un ipocentro molto profondo: in questi casi le onde sismiche tendono a propagarsi su distanze più ampie, rendendo il sisma percepibile anche lontano dall’area dell’epicentro.

La maledizione del Napoli Basket: infortuni e squalifiche che affliggono la squadra

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Una stagione promettente, ma…

Il Napoli Basket è sulla bocca di tutti, ma non per le ragioni che ci si aspetterebbe. L’entusiasmo per il nuovo arrivo di Zemaitis è svanito in un batter d’occhio: il giocatore è già ko per infortunio! E non basta, Totè, uno dei pezzi pregiati della squadra, salta la sfida contro Cantù per squalifica. Una situazione a dir poco incresciosa.

Maledizione o sfortuna?

C’è chi parla di maledizione, chi di semplice sfortuna. Fatto sta che la dirigenza deve affrontare una crisi di panchina, mentre i tifosi sperano in un recupero lampo dei loro beniamini. Tanta era l’attesa, tanta è la delusione. Con Cantù all’orizzonte, l’assenza di Totè è un duro colpo. Come si riorganizzerà la squadra?

Il peso della pressione

La tensione è palpabile, e la pressione aumenta. Ogni infortunio e ogni squalifica si trasformano in un ulteriore peso sulle spalle del coach. Riorganizzare la squadra non è mai facile, e questo è il momento che farà la differenza. I tifosi chiedono risposte, ma le soluzioni non si trovano nel baretto sotto casa.

Verso un cambiamento?

È in momenti come questi che il vero carattere di una squadra si rivela. I ragazzi del Napoli Basket devono dimostrare di poter superare anche le difficoltà più ataviche. Cambieranno le cose? La speranza è l’ultima a morire, ma la strada è in salita. E voi, che ne pensate? Riusciremo a voltare pagina o sarà un’altra stagione da dimenticare?

Sal Da Vinci conquista il web con la sua versione giapponese di ‘Per sempre sì’

Un successo che va oltreconfine

Il nome di Sal Da Vinci risuona sempre più forte nel panorama musicale italiano e internazionale, grazie al suo talento e alla sua versatilità. La recente pubblicazione della versione giapponese della celebre canzone ‘Per sempre sì’ ha catturato l’attenzione di fan e neofiti, diventando virale sui social.

Un fenomeno di viralità

In un’era in cui la musica può attraversare oceani in un batter d’occhio, Sal Da Vinci dimostra come il suo stile distintivo riesca a toccare anche culture lontane. L’adattamento della sua canzone in giapponese non è solo un’operazione commerciale, ma rappresenta un’apertura significativa a una dimensione globale, in cui la canzone napoletana trova nuova vita e risonanza.

Risonanza e riconoscimento

L’impatto sui social è palpabile; i video della sua interpretazione giapponese stanno accumulando visualizzazioni a un ritmo vertiginoso. Questo successo può essere interpretato come un segno che la musica, e in particolare quella della nostra tradizione, può avere una diffusione oltre i confini nazionali. La capacità di Sal Da Vinci di adattarsi e innovare rende il suo lavoro degno di attenzione.

Una opportunità per l’industria musicale

Il trionfo di ‘Per sempre sì’ in versione giapponese apre anche a una riflessione più ampia sull’industria musicale italiana. Fare breccia nel mercato estero non è mai stato così accessibile, e artisti come Da Vinci possono rappresentare il volto di una nuova era musicale. È il momento di esplorare e valorizzare le nostre radici in una scala globale.

Falsi contratti per migranti: a capo dipendente dell’Ispettorato del lavoro. Tutti i nomi

Una rete strutturata, capace di muoversi tra uffici pubblici, aziende agricole e centri di assistenza fiscale per aggirare il sistema del decreto Flussi e trasformarlo in una macchina capace di produrre guadagni milionari.

È lo scenario ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile di Napoli, che hanno eseguito 18 ordinanze di misure cautelari emesse dal gip partenopeo su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

Nel registro degli indagati risultano 37 persone.

Al centro dell’inchiesta c’è un dipendente dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Napoli, 63 anni, ritenuto dagli inquirenti il vertice operativo dell’organizzazione. Sarebbe stato lui, secondo la ricostruzione investigativa, a garantire che le pratiche seguissero un iter amministrativo apparentemente regolare.

Un ruolo chiave che avrebbe consentito alla rete di ottenere senza ostacoli i nulla osta necessari per l’ingresso in Italia di lavoratori stranieri, anche quando dietro la richiesta non esisteva alcun posto di lavoro reale.

Il cuore del sistema a Marcianise

Secondo quanto emerso dalle indagini, il centro operativo dell’organizzazione sarebbe stato individuato a Marcianise, in provincia di Caserta.

Da qui venivano gestite le pratiche per ottenere i nulla osta al lavoro subordinato, cioè i provvedimenti amministrativi attraverso i quali lo Sportello unico per l’immigrazione della Prefettura autorizza un datore di lavoro ad assumere un cittadino straniero residente all’estero.

In teoria il sistema è pensato per regolare i flussi di ingresso dei lavoratori stranieri in base alle esigenze del mercato del lavoro italiano.

Secondo gli investigatori, però, la rete criminale sarebbe riuscita a trasformare questo meccanismo in un vero e proprio mercato parallelo dei permessi di ingresso.

Il ruolo del dipendente pubblico

Il nodo centrale dell’intero sistema sarebbe stato proprio all’interno di un ufficio pubblico.

Il dipendente dell’Ispettorato del lavoro, secondo la ricostruzione della polizia, si occupava di esprimere i cosiddetti “pareri di congruità”, cioè gli atti amministrativi con cui viene certificato che la richiesta di assunzione avanzata da un datore di lavoro è compatibile con la struttura dell’azienda e con il numero di dipendenti.

Un passaggio decisivo nell’iter burocratico.

Grazie alla collaborazione di altri dipendenti pubblici, ora finiti sotto indagine, questi pareri venivano rilasciati anche quando le condizioni reali non giustificavano affatto nuove assunzioni.

In questo modo le richieste apparivano formalmente corrette e potevano proseguire il loro percorso amministrativo fino al rilascio del nulla osta.

Aziende agricole compiacenti e contratti inesistenti

Il sistema si reggeva anche sulla disponibilità di imprenditori compiacenti, in particolare titolari di aziende agricole.

Secondo gli investigatori, queste imprese venivano utilizzate come copertura formale per simulare l’assunzione di lavoratori stranieri che in realtà non avrebbero mai svolto alcuna attività lavorativa.

I datori di lavoro, in cambio, ricevevano un compenso che poteva arrivare fino a 2mila euro per ogni pratica.Di fatto, l’azienda diventava una semplice “vetrina burocratica” necessaria per far risultare legittima la richiesta di ingresso del lavoratore.

Il passaggio finale al Caf

A completare il percorso delle pratiche sarebbe stato un Caf del Casertano, ritenuto dagli investigatori un tassello strategico dell’organizzazione.

Qui venivano predisposti e trasmessi i documenti necessari per finalizzare l’iter amministrativo.

Il risultato era un dossier apparentemente regolare che consentiva di arrivare fino al rilascio del nulla osta da parte dello Sportello unico per l’immigrazione.Dietro la procedura formale, però, non esisteva alcuna reale opportunità di lavoro.

Il prezzo della “pratica sicura”

Il sistema funzionava anche perché aveva un tariffario ben definito.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i migranti interessati a entrare in Italia pagavano cifre comprese tra 6.500 e 9mila euro per quella che veniva presentata come una “pratica sicura”.Un investimento enorme per chi cercava un futuro lavorativo nel Paese.

In molti casi, però, una volta arrivati in Italia i lavoratori scoprivano che il posto di lavoro promesso non esisteva, ritrovandosi senza occupazione e con una posizione amministrativa fragile.

Tremila pratiche bloccate

Nel corso delle indagini gli investigatori sono riusciti a individuare e bloccare circa 3mila pratiche sospette legate alla rete.

Un numero che restituisce la dimensione del fenomeno e che lascia intravedere un giro d’affari potenzialmente enorme, considerando il costo medio di ogni pratica.

La struttura organizzativa, secondo gli inquirenti, era ormai rodata e in grado di gestire un flusso continuo di richieste di ingresso attraverso il sistema del decreto Flussi.

L’allarme della Cgil: “Le vere vittime sono i migranti”

Sul caso è intervenuta la Cgil di Napoli e della Campania, che ha parlato di una situazione estremamente grave.

Secondo il sindacato, il sistema delle truffe legate al decreto Flussi dimostra le criticità strutturali del meccanismo del click day, che negli anni ha alimentato un mercato parallelo di intermediazioni illegali.

«Riteniamo che la truffa sul decreto Flussi vada affrontata in maniera seria e risolutiva – affermano dalla Cgil –. Vanno bene indagini e arresti, ma non possiamo dimenticare le vittime di questa vicenda».

Il riferimento è proprio ai lavoratori stranieri che, dopo aver pagato migliaia di euro, si ritrovano senza lavoro e spesso senza documenti regolari.

Per il sindacato è necessario individuare una forma di regolarizzazione per chi è rimasto intrappolato in questo sistema.

Elenco degli arrestati

1. ALLOSSO Giuseppe
2. BRUNITO Gabriele
3. DELLA VALLE Aniello
4. EL HHALLOUMI Cherki
5. JABBOUR Larbi
6. LAL Harbans
7. LAMPITELLI Salvatore
8. MONTI Ciro
9. PORFIDIA Giuseppe
10. RAINONE Francesco
11. RICCIARDI Giuseppe
12. SCALA Agostino
13. SINGH Sukhjit
14. TARTARO Michele
15. TESONE Raffaele,

Arresti domiciliari

1. AYAT BAIYH Hafid
2. LANDOLFO Antonio
3. PEZONE Giovanni

Campagna referendaria sbarca su «Tifosi napoletani»: pagina pro-Sì nello stadio Maradona

Roma – La campagna a favore della riforma della giustizia approda tra le pagine di “Tifosi napoletani”, la rivista distribuita gratuitamente allo Stadio Maradona durante le partite del Napoli. Sul numero di marzo, oltre agli approfondimenti sul centrocampista Antonio Vergara e alla sfida contro il Torino, è comparsa una pagina firmata dal Comitato Mario Pagano per il Sì, con il Vesuvio e lo stadio sullo sfondo, accompagnata da un messaggio chiaro: «Il tifoso del Napoli vota Sì al referendum perché l’arbitro, come il giudice, deve essere imparziale, sempre!».

La pagina illustra cinque punti chiave per un giusto processo penale, tra cui la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la riforma del Consiglio superiore della magistratura per garantire terzietà e indipendenza, e l’istituzione di una corte autonoma per sanzionare gli errori dei magistrati.

L’appello finale non lascia dubbi: «Per vincere, vota Sì!». L’iniziativa segna un inedito intreccio tra sport e politica, con un messaggio referendario che raggiunge direttamente i tifosi nel loro ambiente, tra articoli sportivi e pagine dedicate alla squadra del cuore.

Napoli, assolto amministratore giudiziario accusato di turbativa d’asta

Dopo un decennio di travagli giudiziari, la quinta sezione penale della Corte di Appello di Napoli ha assolto Salvatore Ziccardi, noto amministratore giudiziario, dall’accusa di turbativa d’asta. La decisione definitiva arriva dopo il rinvio della Cassazione e segue la richiesta della Procura Generale di confermare l’assoluzione con la formula «perché il fatto non sussiste».

Il procedimento aveva preso le mosse nel 2016, quando Ziccardi era stato accusato anche di tentata induzione indebita ai danni dell’imprenditore Alberto Di Nardi, legata a una presunta mazzetta di 200mila euro mai versata per ottenere informazioni su una gara relativa alla vendita dello zuccherificio Ex Ipam. Già in primo grado Ziccardi era stato assolto dall’ipotesi di induzione indebita, basata esclusivamente sulle dichiarazioni di Di Nardi, ritenute inattendibili. Tuttavia, la condanna per turbativa d’asta era stata confermata in appello fino all’intervento della Cassazione, che annullò la sentenza rinviando il caso per un nuovo giudizio.

Oggi la Corte di Appello ha accolto le indicazioni della Cassazione, riconoscendo l’innocenza dell’amministratore giudiziario e ponendo fine a una vicenda giudiziaria che ha pesantemente inciso sulla sua vita personale e professionale. Gli avvocati Domenico Ciruzzi e Marco Campora, legali di Ziccardi, hanno espresso grande soddisfazione, sottolineando come il loro assistito si sia sempre comportato correttamente nell’esclusivo interesse dello Stato e dell’autorità giudiziaria.

«Resta il rammarico per una vita distrutta per circa dieci anni – hanno dichiarato i legali – Salvatore Ziccardi era uno dei più noti e stimati amministratori giudiziari in Italia e purtroppo, da quando è stato coinvolto in questa vicenda assurda, ha dovuto interrompere completamente la sua attività, con grave danno per sé e per l’intera collettività».

Cosenza, agente della Penitenziaria arrestato per corruzione: favori ai detenuti

Un agente della Polizia penitenziaria in servizio nella casa circondariale di Cosenza è stato arrestato con l’accusa di corruzione al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della città calabrese. Il provvedimento riguarda M. F., finito agli arresti domiciliari insieme a cinque familiari di detenuti che, secondo gli investigatori, avrebbero beneficiato dei favori concessi all’interno dell’istituto penitenziario.

L’inchiesta ruota attorno a presunti vantaggi illeciti che l’agente avrebbe garantito ad alcuni reclusi dietro la promessa o la consegna di denaro e altri corrispettivi. In particolare, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe consentito comunicazioni vietate con l’esterno e l’introduzione di oggetti non autorizzati all’interno del carcere.

Tra le accuse contestate c’è anche la possibilità concessa ai detenuti di effettuare videochiamate in numero superiore rispetto a quanto previsto dai regolamenti. L’agente, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe inoltre introdotto sostanze stupefacenti all’interno della struttura e avrebbe chiuso gli occhi sulla presenza di telefoni cellulari e schede sim tra i detenuti.

Oltre all’agente, il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per cinque persone ritenute coinvolte nel sistema di favori: Emanuela Pezzi, Daniela Mira Rostas, Idolo Iuele, Rosario Paolo Furno e Chiara Debora Maria Falcone. Nei confronti di un altro indagato è stata invece applicata la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza accompagnata dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Le indagini sono state condotte dal Nucleo investigativo centrale della Polizia penitenziaria, in particolare dal nucleo regionale della Calabria con sede a Catanzaro, con il supporto del reparto di Polizia penitenziaria e con la collaborazione del nucleo investigativo regionale della Campania con sede a Napoli. Durante le attività investigative sono stati effettuati diversi sequestri di droga e telefoni cellulari all’interno del carcere, elementi che hanno contribuito a rafforzare il quadro accusatorio al centro dell’inchiesta.

Terra dei Fuochi, accordo per rimuovere i rifiuti dalle strade provinciali di Napoli e Caserta

Un nuovo passo per contrastare il degrado ambientale nella Terra dei Fuochi. È stato firmato a Caivano un accordo di collaborazione tra sei soggetti istituzionali con l’obiettivo di rimuovere i rifiuti abbandonati lungo le strade provinciali delle province di Napoli e Caserta, una delle criticità ambientali più evidenti dell’area.

La firma è avvenuta presso la sede della struttura commissariale straordinaria e segna l’avvio di un sistema operativo coordinato per affrontare in modo strutturale il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti lungo la viabilità. Al tavolo hanno partecipato il commissario straordinario per gli interventi infrastrutturali e di riqualificazione sociale, il prefetto Fabio Ciciliano, il sindaco metropolitano di Napoli Gaetano Manfredi, il presidente della Provincia di Caserta Anacleto Colombiano, l’amministratore unico di Sapna Alberto Boccalatte, il presidente del consiglio di amministrazione di Gisec Vincenzo Caterino e il direttore generale di Arpac Luigi Stefano Sorvino.

La presenza costante di rifiuti lungo le arterie provinciali rappresenta da anni una delle immagini più evidenti del degrado ambientale nella Terra dei Fuochi, oltre a costituire un potenziale rischio per la salute pubblica. Con il nuovo protocollo si punta a passare a una gestione concreta e coordinata delle operazioni di rimozione e smaltimento, con compiti e responsabilità ben definiti per ciascun soggetto coinvolto.

Il commissario straordinario avrà il ruolo di coordinare l’intero piano, individuando le priorità degli interventi e garantendo la copertura economica attraverso le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione disponibili sulla contabilità speciale della struttura commissariale. La Città Metropolitana di Napoli e la Provincia di Caserta si occuperanno invece del raccordo amministrativo e tecnico con le società che gestiscono il ciclo dei rifiuti nei rispettivi territori.

Saranno proprio Sapna e Gisec a curare le fasi operative del conferimento e del trattamento dei rifiuti raccolti lungo le strade provinciali, assicurando il trasferimento negli impianti autorizzati e la tracciabilità completa dei flussi attraverso i formulari di identificazione dei rifiuti e la rendicontazione periodica delle attività.

L’accordo prevede inoltre il rafforzamento delle attività di controllo ambientale affidate ad Arpac. La struttura commissariale metterà infatti a disposizione risorse per l’inserimento di otto nuove figure professionali specializzate per un periodo di due anni, con il compito di intensificare le operazioni di campionamento, analisi e caratterizzazione dei rifiuti rinvenuti sul territorio.

L’obiettivo dichiarato è ridurre progressivamente la presenza di discariche abusive lungo la viabilità provinciale e rafforzare il monitoraggio ambientale in una delle aree più delicate della Campania, dove per anni l’abbandono illecito di rifiuti ha rappresentato una delle emergenze più difficili da affrontare.

Ultrà del Napoli condannato per devastazione ai servizi sociali: il tribunale concede misura alternativa

Il tribunale di sorveglianza di Napoli ha disposto la misura alternativa dell’affidamento ai servizi sociali per Luciano Treglia, storico esponente del tifo organizzato del Calcio Napoli e per anni leader della curva A dello stadio cittadino.

Treglia era stato arrestato nel maggio dello scorso anno per scontare un cumulo di pene pari a nove anni e otto mesi di reclusione per i reati di devastazione e associazione a delinquere. Dopo la concessione dell’indulto e il successivo ricalcolo della pena residua, i giudici hanno deciso di concedere la misura alternativa per i quattro anni di detenzione ancora da scontare.

La decisione arriva al termine della valutazione del percorso giudiziario e personale dell’ultrà, difeso dall’avvocato cassazionista Emilio Coppola. La vicenda giudiziaria affonda le radici negli scontri avvenuti il 20 settembre 2003 allo Stadio Partenio, durante il derby tra Avellino e Napoli. In quelle ore di tensione e violenza negli scontri tra tifosi perse la vita il diciannovenne Sergio Ercolano.

Per quei fatti il tribunale di Avellino condannò Treglia e altri sette ultras con pene comprese tra tre e nove anni di reclusione per devastazione e saccheggio. Con il nuovo provvedimento del tribunale di sorveglianza, l’ex leader della curva A potrà ora scontare la parte finale della pena fuori dal carcere, sottoposto al programma di affidamento ai servizi sociali previsto dalla legge.

Si infiamma la corsa scudetto e Champions, Simonelli: «Campionato incerto e spettacolare fino all’ultimo»

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La Serie A entra nella fase decisiva della stagione con scenari ancora tutti da scrivere. A dieci giornate dalla fine, la lotta per lo scudetto e quella per la qualificazione alla prossima Champions League restano apertissime, alimentando un finale di campionato ricco di tensione e colpi di scena.

Il derby di Milano ha riacceso la corsa al titolo. La vittoria del Milan contro l’Inter, decisa dal gol di Pervis Estupiñán, ha ridotto il vantaggio dei nerazzurri a sette punti. Un margine ancora consistente, ma che restituisce speranze ai rossoneri quando mancano dieci turni alla fine del torneo.

La squadra guidata da Cristian Chivu resta comunque padrona del proprio destino. Prima del derby l’Inter arrivava da una lunga serie positiva fatta di otto vittorie consecutive in campionato e quindici risultati utili di fila. Un cammino che sembrava aver congelato la corsa allo scudetto, anche alla luce dei passi falsi delle inseguitrici. Ora però lo scenario cambia e tra i nerazzurri potrebbe riaffiorare il timore di rivivere il finale della scorsa stagione, quando il titolo sfumò all’ultimo con il trionfo del Napoli.

Nel prossimo turno l’Inter ospiterà l’Atalanta a San Siro, mentre il Milan sarà impegnato all’Stadio Olimpico contro la Lazio. Due partite che potrebbero cambiare ancora gli equilibri. Se la corsa scudetto resta accesa, la battaglia per la Champions League non è da meno. La sconfitta della Roma sul campo del Genoa allenato dall’ex Daniele De Rossi ha ricompattato un gruppo di quattro squadre racchiuse in appena sei punti. Il Napoli, grazie al successo sul Torino, ha fatto un passo avanti importante e ora mantiene cinque punti di vantaggio su Como e Roma e sei sulla Juventus.

Proprio i bianconeri, dopo il netto 4-0 sul Pisa, si sono riportati a un solo punto dai giallorossi allenati da Gian Piero Gasperini, raggiunti in classifica anche dal sorprendente Como 1907 guidato da Cesc Fàbregas. Il prossimo turno offrirà uno scontro diretto pesantissimo proprio tra Como e Roma, mentre la Juventus farà visita all’Udinese con il possibile rientro in attacco di Dušan Vlahović.

Tra scudetto, Champions e lotta salvezza, con tre squadre racchiuse in tre punti per evitare la retrocessione, il campionato italiano si conferma uno dei più equilibrati tra i principali tornei europei. Un dato che soddisfa il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli.

«Come Lega siamo orgogliosi di poter offrire al pubblico un campionato sempre avvincente, quest’anno c’è una lotta per la Champions con tante squadre coinvolte e una per la retrocessione ancora aperta», ha dichiarato intervenendo alla trasmissione “La Politica nel Pallone” su Gr Parlamento. «Rispetto a tanti altri il campionato di Serie A si caratterizza come il campionato più incerto, da guardare con il fiato sospeso fino all’ultimo minuto».

Il derby di Milano ha confermato anche l’interesse del pubblico, facendo registrare oltre 75mila spettatori e il record assoluto di incasso. «Il pubblico del derby ha offerto uno spettacolo bellissimo, con oltre 75mila spettatori e un incasso record. Vuol dire che c’è ancora grande attenzione per la nostra Serie A», ha spiegato Simonelli. «È quello che vogliamo vedere ogni domenica. Nonostante la carenza di strutture, il pubblico ha ancora voglia di vedere il nostro calcio».

Il presidente della Lega ha poi richiamato l’attenzione anche sul tema degli stadi e delle infrastrutture, guardando agli Europei del 2032 come a una grande occasione. «Gli Europei del 2032 sono una grande opportunità, ma mi auguro che per quella data ci siano tanti nuovi stadi e non solo nelle cinque città che saranno scelte».

Non sono mancate infine le polemiche arbitrali, soprattutto dopo il derby. Simonelli ha comunque difeso l’utilizzo della tecnologia. «Il Var ha migliorato molto le decisioni arbitrali. Le polemiche c’erano prima e ci sono anche adesso perché l’errore del Var viene tollerato meno di quello in campo. Il mio giudizio resta positivo, anche se dobbiamo continuare a migliorare». Il confronto tra la Lega e la classe arbitrale proseguirà nei prossimi giorni. «Il 23 marzo incontreremo Gianluca Rocchi. Vogliamo confrontarci sulle linee guida e sulle rispettive esigenze per trovare soluzioni utili al campionato e al pubblico», ha concluso Simonelli.