Dodici avvocati donna diventate modelle per un giorno con l’obiettivo di ricordare, in occasione della giornata internazionale contro la violenza di genere, che esistono donne indifese ma anche donne forti, che hanno scelto di vestire la toga per difendere chi e’ vittima di abusi. E’ il calendario “Donne in Difesa” 2019, realizzato dall’avvocato napoletano Sergio Pisani e dal suo amico fotografo Giancarlo Rizzo. Dodici scatti che gli autori hanno voluto associare anche a 12 norme, la prima tra tutte l’articolo 24 dalla Costituzione, che tutela il diritto inviolabile di difendersi in giudizio. Le restanti undici, invece, sono inserite nel Codice Penale e tristemente note per essere state contestate, troppo di frequente nel 2018, a uomini diventati violenti perche’ incapaci di gestire il proprio amore “malato”. Lo scatto di gennaio testimonia e ricorda a tutti il diritto di poter ricorrere alla giustizia per difendersi, ma quelli su cui Pisani e Rizzo hanno deciso di puntare descrivono le varie forme di violenza che vedono vittime le donne. Come la violazione degli obblighi di assistenza familiare di febbraio, che lasciano le donne sole a fronteggiare le difficolta’ economiche in cui cadono dopo la separazione (art. 570), la violenza sessuale di luglio (art. 609 bis) e lo stalking di novembre (art. 612 bis). Il calendario e’ stato realizzato anche per ricordare la prima donna avvocato d’Italia, Lidia Poet, laureata in giurisprudenza nel 1881, e le difficolta’ che fu costretta a fronteggiare per farsi largo in un mondo fino a quel momento esclusivamente nelle mani degli uomini. Il calendario cerca di mettere in risalto “la figura della donna avvocato, non piu’ soggetta alle stupide discriminazioni di un tempo ed oggi sempre piu’ protagonista di una delle piu’ nobili delle professioni”.
Morto l’operaio casertano caduto in una cisterna a Pompei
Un’agonia durata un mese prima di cedere alla morte. È il destino a cui è andato incontro Raffaele Bracciano, l’operaio di Caserta che cadde in un pozzo nei pressi di un distributore di benzina di via Plinio a Pompei. Il 57enne stava lavorando quando finì vittima della spaventosa caduta che lo ridusse subito in fin di vita. Per settimane è stato ricoverato in rianimazione all’ospedale Ruggi di Salerno ma non ce l’ha fatta e si è arreso alla morte. Sui fatti indagano gli agenti del commissariato di polizia di Pompei che adesso si trovano di fronte ad una nuova ipotesi di reato: omicidio colposo. Per questo incidente sono indagate tre persone. Solo l’inchiesta potrà stabilire se ci siano state delle responsabilità nell’ennesimo caso di morte sul lavoro.
Gustavo Gentile
Inchiesta sulla morte dell’operaio della ditta casertana morto a Brescia
La procura di Brescia ha aperto un’inchiesta sulla tragedia sul lavoro che ieri lungo la linea ferroviaria Milano-Venezia, ha causato la morte du un 35enne di origini casertane che è stato investito ed ucciso da un treno. Si tratta di Nicola Di Sanzo, 35 anni dipendente di una ditta Casertana, morto nella località di Roncadelle nel bresciano per dinamiche e cause in fase di accertamento. Il 35enne era dipendente di un’azienda di Caserta la quale si è aggiudicata l’appalto per i lavori di manutenzione della linea e viveva a Rotonda, vicino Lagonegro. L’operaio, dai primi accertamenti, non si è accorto dell’arrivo del treno partito da Brescia e diretto a Sesto San Giovanni. Di Sanzo, originario di Rotonda, in provincia di Potenza, lascia moglie e figlio piccolo.
Gustavo Gentile
Impresa di Maradona, i suoi Dorados vanno alla finale play off della serie B messicana
Impresa della squadra allenata da Diego Maradona. I Dorados di Sinaloa, si sono infatti qualificati alla finale dei playoff della Liga Ascenso, la serie B messicana, nonostante la sconfitta per 1-0 nella semifinale di ritorno contro il Juarez, primo in classifica al termine della regular season. Il Dorados si era imposto 2-0 nel match di andata. “È la mia prima finale con questi meravigliosi giocatori e la chiave è il lavoro”, ha commentato Maradona in conferenza stampa. “Non abbiamo magia, ma disciplina, e i ragazzi lo hanno capito sin dal primo allenamento”. Il ‘Diez’ ha preso le redini del Dorados all’ottava giornata, quando la squadra era al 13° posto in classifica e l’ha condotta al settimo che ha consentito l’accesso ai playoff promozione. In finale affronterà la vincente di Atletico San Luis-Atlante, con la prima favorita dopo il successo per 3-0 ottenuto all’andata.
Voragine sul Circeo, trovata l’auto ma non il conducente: inghiottito dall’acqua
I vigili del fuoco stanno cercando un uomo che risulta disperso in seguito alla smottamento della via Pontina, nei pressi di San Felice Circeo. Secondo il racconto fatto da alcuni testimoni ai soccorritori, l’uomo sarebbe stato trascinato via dall’acqua, ma al momento i vigili del fuoco non hanno trovato il corpo. L’auto finita all’interno dell’enorme voragine e’ stata recuperata ed e’ vuota.
Quaranta anni di carcere per la banda di rapinatori di Scampia che assaltava banche e uffici postali nell’Agronocerino
Pesanti condanne per la banda di rapinatori di Scampia che negli anni scorsi aveva compiuto una serie di rapine a uffici postali e banche dell’agro nocerino. I giudici del Tribunale di Nocera Inferiore (presidente Anna Allegro) hanno condannato Salvatore Di Tota, a 7 anni e 4 mesi di carcere, i fratelli Giovanni e Sabatino Perrotta, a 9 anni di reclusione, il 30enne Nicola Scotto, a 8 anni e il sarnese Pasquale Robustelli, a 7 anni. Assolti Salvatore Pappagallo e Carmine Giordano. L’altro sarnese, Ferdinando Manzo, era stato condannato in primo e secondo grado, con rito abbreviato. Fu proprio lui, non avendo ricevuto soldi dopo una rapina, a raccontare ai magistrati tutta la verità su quella banda di rapinatori che nel 2015 partendo da Scampia e grazie alla sua conoscenza del territorio che furono messi a segno una serie di colpi. Le rapine furono commesse all’ufficio postale di Sarno, che fruttò circa 20mila euro, alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna di Roccapiemonte, ma il bottino fu di appena 1000 euro. E ancora un fallito colpo a San Marzano sul Sarno. Il gruppo spesso usava pistole finte e parrucche, prendeva in ostaggio i dipendenti di uffici postali e banche. La base logistica era una casa a Sarno, di uno degli imputati.
Maxi deposito di pneumatici ad Aversa: scatta il sequestro penale
Maxi deposito di pneumatici ad Aversa. Scatta il sequestro penale. Intera zona è finita sotto sequestro. Controlli anche nei prossimi giorni. Gli agenti della polizia municipale di Aversa, a seguito di un esposto, hanno sequestro un grosso magazzino di pneumatici su viale Europa. Nella giornata di ieri i vigili hanno sequestrato l’area per deposito incontrollato di pneumatici delle più svariate tipologie, di proprietà di un’officina meccanica, con annessa attività di gommista. Inoltre l’intera area è stata sottoposta a sequestro penale cautelativo, con segnalazione all’autorità giudiziaria. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni sull’intero territorio comunale di Aversa e comuni limitrofi.
Gustavo Gentile
Maltempo, si apre una voragine sul Circeo: auto dentro. Ci sono dispersi
Un’auto che stava transitando sulla via Pontina nei pressi di San Felice Circeo, in provincia di Latina, e’ rimasta coinvolta in uno smottamento della strada, dovuto molto probabilmente al maltempo. Lo smottamento e’ avvenuto all’altezza di San Vito. Al momento, secondo le prime informazioni riferite ai vigili del fuoco, non e’ chiaro se ci siano dei dispersi. I vigili del fuoco stanno intervenendo sulla via Pontina per una voragine che si è verificata in località San Vito di San Felice Circeo. Un’autovettura, è rimasta coinvolta. Sono in corso le ricerche da parte dei vigili del fuoco per la presenza di possibili dispersi.
Fiume Sarno: dal disastro al riscatto. Non bastano le parole
Ieri presso la sala Don Bosco di Scafati si è tenuto un incontro tematico dal titolo interessante accattivante: Fiume Sarno e Grandi Emergenze ambientali: dal Disastro al Riscatto. Il Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa – Generale dei del Corpo Forestale di suo, transitato nei Carabinieri per Legge, sicuramente esperto di problematiche ambientali – è stato la punta di Diamante del tavolo dei conferenzieri. L’incontro ha annoverato, tra gli altri, anche la partecipazione della Senatrice Virginia La Mura della Commissione Ambiente del senato, nonché quella di Gennaro Oliviero, Consigliere Regionale e Presidente della Commissione Ambiente Regione Campania. Ci fermiamo qui con la elencazione dei numerosi relatori intervenuti all’Incontro. Esso però non prevedeva un dibattito finale. E ciò non è mai un bene, visto oltretutto che, nel caso specifico, il pubblico è stato folto e attento. Un bilancio quindi solo apparentemente positivo. Perché apparentemente? E cosa dire nel merito dell’incontro? Ebbene, intanto diciamo subito che l’incontro è sembrato troppo simile ai tanti del genere tenutisi ai tempi delle cosiddette prima e seconda Repubblica, atteso che questa dei tempi che stiamo vivendo è stata spesso definita Terza Repubblica dagli stessi protagonisti. Poi diciamo ancora che il tema era troppo allettante e importante e più d’uno degli intervenuti ha mostrato in più momenti la corda di una informazione sommaria e abborracciata che ha fatto perdere smalto all’intero incontro. E poi impegni verbali tanti, promesse tantissime, ma proposte concrete e operative poche, a parte quelle che hanno riguardato la attivazione del coordinamento delle Prefetture competenti territorialmente per i tre tratti fluviali con i quali il Fiume Sarno, lungo/breve meno di 20 chilometri, attraversa tre delle cinque provincie della Campania, Avellino, Salerno e Napoli. Il fiume pluriprimatista di inquinamenti vari e di morte biologica della propria fauna, attraversa infatti tre provincie, andando dalla “foce” a monte alla foce a mare. E non è un refuso tipografico parlare di “foce” a monte, perché il Sarno, tra i tanti suoi primati – ahinoi! negativi – ha anche questo strano e solitario “record” di avere le proprie sorgenti in una località che si chiama Foce, come quella a mare. Lo stesso intervento di chiusura, apparso sincero e per certi versi quasi accorato, del generale Sergio Costa – che ha tenuto a ribadire, come spesso fa, che lui da ministro non percepisce una lira in più di quanto percepiva da Generale – non ha dato il grande apporto di concretezza propositiva e programmatica, che la parte più attenta e competente dei partecipanti all’incontro si aspettava. Questa infatti è la sintesi dei giudizi e delle impressioni come da noi raccolte tra la gente alla fine dell’incontro, con tanto di schieramento di ragazzini a far da corona all’uscita dalla Sala parrocchiale Don Bosco, sede dell’incontro. Nessuno degli intervenuti, ad esempio, ha speso una parola sulla destinazione dei poco meno di due milioni di metri cubi di fanghi più o meno tossici che infangano – è il caso di dirlo – e intasano il letto e le sezioni del suo corso verso il mare e della rete di canali collegata al fiume. Immaginare di passare dal Disastro al Riscatto senza trovare allocazione ai suoi fanghi tossici sarebbe voler continuare nella linea movimentista, ma improduttiva di risultati veri e concreti, tracciata non molti anni fa dal generale Jucci, imperante Berlusconi, che lo volle Commissario Straordinario. Ovviamente è un fatto indispensabile e prioritario la eliminazione delle fonti inquinanti urbane, sempre maggiori, e quelle industriali, sempre minori, per fortuna e purtroppo, a causa della crisi globale che ci attanaglia. Nessuno ha relazionato con dati statistici sugli effetti tossici a largo spettro che il Sarno determina – e ha determinato per decenni – sulla salute degli abitanti dei territori attraversati, anche perché mancano statistiche oggettive e affidabili. Né alcuno ha nominato le strutture idrauliche borboniche che giacciono lungo le sue sponde in località Ponte Nuovo. Esse potrebbero esser almeno protette per un futuro loro ripristino, anche in chiave di Turismo colto diretto agli Scavi di Pompei. Insomma per il Sarno e i suoi problemi non basteranno annunci, promesse e impegni, anche se connotati da buona fede. Occorreranno soprattutto conoscenze e competenze, vaste e variegate. Meglio ancora se consolidate da anni di impegno e vigilanza.
Federico L.I. Federico
Salerno sportiva in lutto: muore giovane calciatore di 17 anni
Salerno. La Salerno calcistica, e non solo, piange la morte della giovane promessa del calcio locale Andrea Gismondi di 17 anni. Il cuore dell’attaccante della Sanseverinese si è fermato ieri pomeriggio dopo cinque giorni di agonia nel reparto rianimazione dell’ospedale Ruggi di Salerno. Andrea era rimasto vittima di un incidente stradale lunedì scorso nelle zona di Fratte mentre andava a scuola. Era in sella al suo scooter quando si era scontrato contro un’auto e nonostante indossasse il casco era rimasto ferito gravemente. Nelle ultime ore si era scatenata una campagna social in suo soccorso con la Salernitana in prima linea per invocare la richiesta di donazioni di sangue. Purtroppo ieri il suo cuore si è fermato. Andrea Gismondi, studente di Liceo Scientifico e tesserato per la Sanseverinese dopo le esperienze con Atletico Granata e Rappresentativa Giovanissimi, era una promessa del calcio salernitano: dopo le esperienze in società del nord Italia, militava nella Sanseverinese calcio, nel girone C del campionato di Promozione, con il ruolo di attaccante. Oggi sui campi di calcio dei campionati dilettanti della Campania sarà osservato un minuto di silenzio in suo ricordo. Sui social in tanti ricordano un ragazzo educato e responsabile oltre che un bravo calciatore.
Guerriglia prima di River Plate-Boca Juniors: 4 giocatori intossicati dai lacrimogeni, gara rinviata
Guerriglia al Monumental prima della finale di ritorno della Copa Libertadores tra River Plate e Boca Juniors. Poco prima delle 20, mentre gran parte dei tifosi Millonarios era entrata già allo stadio il pullman del Boca è stato preso d’assalto con pietre, accendini e gas urticante che sono penetrati all’interno del mezzo, rischiando di colpire anche il conducente che ha lasciato il volante al vicepresidente del Boca. Altro obiettivo degli scontri la polizia che presidiava i cancelli. Sono volate pietre ed oggetti. La Polizia ha risposto con il lancio dei fumogeni. All’arrivo allo stadio vomito e dolori per alcuni giocatori, tra cui Carlos Tevez e Agustín Almendra, i due indicati alla vigilia per sostituire l’infortunato Cristian Pavón. Quattro Xeneizes sono rimasti feriti: i più gravi sono Pablo Pérez e Gonzalo Lamardo, problemi anche per Leonardo Jara e Nahitan Nández. Carlos Tevez è incontenibile e lancia accuse alla Conmebol: “Non siamo in condizione. Ci stanno obbligando a giocare, credo che stiano facendo pressioni ai medici per far giocare questa partita”, ha detto l’Apache ai media argentini. La partita è stata rinviata a questa sera alle 21, esattamente 24 ore dopo la data prevista, e ci sarà il pubblico, presumibilmente lo stesso che ha riempito lo stadio visto che i Millonarios hanno comunicato che i biglietti restano validi. Il presidente della confederazione sudamericana Alejandro Domínguez ha dichiarato a caldo: “In queste condizioni si snaturalizzava il gioco. Questo è calcio, non una guerra! Voglio congratularmi con i due presidenti delle squadre perché è stato un patto tra gentiluomini: una squadra era in condizione di giocare e l’altra non voleva giocarla così”.
Detenuto esce dal carcere rompe le auto degli agenti e poi li picchia: torna in cella
Sabato pomeriggio di follia e violenza nel carcere di Velletri dove un detenuto, appena scarcerato, ha prima danneggiato alcune auto del personale di Polizia Penitenziaria e poi aggredito alcuni Agenti. Lo riferisce in una nota Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sappe, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso. Sono state tolte, ovunque, le sentinelle della Polizia Penitenziaria sulle mura di cinta delle carceri, le telecamere ed i sistemi anti intrusione ed anti evasione spesso non funzionano, le aggressioni contro i poliziotti penitenziari – che non hanno alcuno strumento di difesa – sono all’ordine del giorno e questo è gravissimo. I vertici del Ministero della Giustizia devono assumere urgenti e concreti provvedimenti per fronteggiare questa grave emergenza”, denuncia il Segretario Generale, Donato Capece.
A Udine e Torino cori anti Napoli, Gravina presidente Figc: “Contrasto rigoroso”
Cori contro Napoli e Firenze nella curva sud dell’Allianz Stadium, durante Juventus-Spal. I gruppi degli ultra’ bianconeri hanno intonato i soliti cori denigratori contro i napoletani invocando il Vesuvio e, questa volta con ricorrenza ancora maggiore, contro i fiorentini. “Il ripetersi di cori con evidente riferimento alla discriminazione territoriale negli stadi italiani e’ un comportamento incivile che va condannato e contrastato con determinazione”. Lo ha detto il presidente della FIGC Gabriele Gravina commentando i cori di discriminazione territoriale verso Napoli delle tifoserie unite di Udinese e Roma durante l’incontro allo stadio Friuli di Udine. “Bisogna intensificare i programmi educativi che coinvolgono i tifosi e applicare rigorosamente le norme previste dal nostro ordinamento”, aggiunge Gravina.
“A tal proposito – prosegue il presidente Figc Gravina – ho sentito sia il presidente dell’Aia Nicchi che il designatore Rizzoli con i quali abbiamo condiviso tutte le valutazioni del caso”.
Casertana, poker alla Paganese per archiviare la crisi
Paganese vicina al gol al 12′ Errore incredibile di Pinna che calcia una punizione dalla trequarti in orizzontale consegnando letteralmente la palla a Cappiello. L’attaccante avanza verso il centrocampo e lancia in profondità Parigi che dal limite dell’area, col diagonale di destro, sfiora il palo. Altra occasione per la Paganese. Parigi riceve palla a destra, si accentra e calcia col mancino dal limite colpendo in pieno Zito. Sulla ribattuta ci prova ancora dalla distanza Carotenuto ma per la seconda volta la difesa della Casertana riesce a respingere. Non segnano gli azzurrostellati, segnano invece i falchetti. Funziona lo schema su punizione dalla trequarti sinistra. Pinna al centro per D’Angelo che prende il tempo a Parigi e Diop per poi battere Santopadre col destro al volo dal limite dell’area piccola. Raddoppio sfiorato tre minuti dopo: ancora una punizione di Pinna, stavolta dal lato corto destro dell’area, tiro cross verso l’incrocio dei pali e Santopadre è costretto ad intervenire col pugno. Il raddoppio arriva non molto dopo: Alfageme entra in area partendo da destra, anticipa il possibile intervento di Tazza e batte Santopadre con un diagonale non molto forte ma estremamente preciso che va ad insaccarsi all’angolino basso. Al 35′ azione spettacolare di Mancino che prova la girata al volo sul cross verso il centro dell’area di Castaldo. Santopadre blocca in due tempi. Falchetti ad un passo dal terzo gol. Diop si fa soffiare palla da Alfageme, subentra Mancino che si invola verso la porta ma sbaglia l’ultimo controllo e viene chiuso dall’uscita disperata di Santopadre. La Paganese incassa il ko nel primo tratto della ripresa, incassando il terzo gol: spunto di Alfageme sulla destra, l’argentino arriva all’altezza della trequarti e taglia in orizzontale per Mancino che immediatamente premia la sovrapposizione di Zito. Cross dal fondo e conclusione al volo di De Marco dal cuore dell’area che non lascia scampo a Santopadre. La squadra di De Sanzo ha un moto d’orgoglio: cross dalla sinistra per Parigi che si coordina e calcia al volo col destro dal vertice dell’area piccola. La conclusione di controbalzo diventa un assist per Cappiello che siul secondo palo e batte Russo. Ancora Paganese: sviluppi di un corner, Nacci prova a rimetterla in area per Cappiello, lasciato libero dalla retroguardia rossoblu in uscita. L’attaccante tenta una conclusione col destro e poco non sorprende Russo. Apertura di Diop per Scarpa che entra in area dal lato corto sinistro, si accentra e prova il destro ribattuto da Pinna. Rigore per i padroni di casa, fallo di Piana su Alfageme, dal dischetto Castaldo sigla il poker.
Cavese, pari con l’uomo in meno
Al 4′ Rende già pericoloso: Franco serve Vivacqua a tutto campo, il numero nove biancorosso a tu per tu, con la palla defilata a destra, non riesce a superare Vono. Prova la risposta immediata Migliorini: da fuori, col destro, senza eccellere in precisione. Il vero brivido per Savelloni, arrivà così: cross teso che arriva dalla destra: Favasuli stacca bene di testa, di poco a lato. Si continua sullo stesso registro: Bettini per Manetta, colpo di testa con qualche sussulto. Poi la mazzata dell’inferiorità numerica: Vono esce fuori area in scivolata e per l’arbitro è chiara occasione da gol, scatta il rosso diretto. Modica toglie un attaccante per far entrare il portiere di scorta: nasce il 4-4-1 forzato. Arriva il vantaggio dei biancorossi ospitii, c’è la firma di Godano. Palla arpionata col destro, poi sinistro centrale che beffa il suo ex compagno di squadra. Proteste metelliane per presunta posizione di fuorigioco. Ancora pericoloso Godano al 37′, stavolta la Cavese riesce ad arginare. per l’estremo difensore del Rende, Savelloni risponde presente alla botta da fuori area di Migliorini. Segna Rossini ma è tutto inutile: è in fuorigioco. La Cavese non ci sta: mischia pericolosa in area di rigore. Savelloni sventa, la difesa calabrese fa il resto. Rosafio prova ad inventarsi un tiro a giro, Savelloni è costretto a un intervento in tuffo. Al 25′ il debole destro di Vivacqua consente a De Brasi di partecipare. Blaze pesca Vivacqua, che sbaglia il controllo e la mette fuori. Quando nessuno l’aspetta più, ecco il pari: zampata di Flores Healtey a pochi passi da Savelloni, difesa anticipata e beffata.
Le parole di Schiavone junior fanno tremare il clan:’Ecco come Zagaria si è preso Caserta’
Caserta. Le parole di Schiavone nel processo sul delitto di Michele Iovene da parte di Michele Zagaria fanno tremare il clan. “L’omicidio di Michele Iovine è stato uno spartiacque, lui era il referente del clan su Caserta e paesi limitrofi. Era un lontano di Antonio Iovine, ma Zagaria disse che c’erano stati problemi con i lavori a Caserta e anche attentati incendiari nei cantieri”, il referente casertano dei Casalesi, per Michele Zagaria, anche a costo di rompere l’alleanza doveva morire: era necessario per prendersi il capoluogo campano e chiudere il cerchio.Schiavone, figlio di Sandokan, chiamato a testimoniare proprio nel processo su quel delitto, quando era ancora libero non rilasciò dichiarazioni dal momento che non aveva intenzione di stravolgere gli equilibri dell’organizzazione criminale.
Dalle testimonianze del collaboratore di giustizia si evince che Nicola Panaro, il cugino proprio di Schiavone diede inconsapevolmente il consenso a Zagaria che sorprese tutti facendo un agguato pianificato dai suoi uomini di fiducia. “Voleva piazzare a Caserta persone di fiducia in modo che a noi non arrivassero informazioni sui lavori nella zona” ha spiegato Schiavone ai magistrati della Dda. Così, dieci anni fa, Zagaria si prese pure il capoluogo con una scalata che ha l’ha portato a insinuarsi in politica, sanità e imprenditoria. In realtà la direzione distrettuale antimafia aveva già individuato in “Capastorta” come colpevole dell’omicidio Iovine del 28 Gennaio 2008, all’epoca dei fatti, proprio Michele Iovine ricopriva il ruolo di capo zona del territorio di Caserta e dintorni ed era il capo di un gruppo con la competenza di estorsioni, sotto l’egida della famiglia degli Schiavone.
Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Antonio Iovine e Nicola Panaro hanno costituito il materiale probatorio ed hanno riferito ciò che hanno appreso da Michele Zagaria, durante i loro incontri prima e dopo l’omicidio, anche le attestazioni di Attilio Pellegrino e Massimiliano Caterino convergono queste testimonianze. Da come si evince dalle dichiarazioni rilasciate dai pentiti, la volontà di Zagaria era quella di eliminare Michele Iovine che dopo la scarcerazione voleva riprendere possesso delle sue mansioni estorsive, molte volte rivolte contro imprenditori o parte della fazione dello stesso Zagaria.
Gustavo Gentile
Benevento, col Perugia vittoria all’ultimo assalto
Vittoria al 90′ per il Benevento che riesce a superare in extremis il Perugia per 2-1. E’ Bandinelli a realizzare la rete che consegna i 3 punti ai sanniti e che salva la panchina traballante di Bucchi. Dopo l’1-0 firmato da Coda, il Perugia riesce ad impattare nel primo tempo con Verre. Gli umbri restano in inferiorità numerica per l’espulsione dell’ex Avellino Falasco al 75′ e in 10 uomini subiscono il gol di Bandinelli al 90′. I sanniti salgono così a quota 20 punti in classifica. Passa in vantaggio la squadra di Cristian Bucchi, brava a prendere fiducia negli ultimi minuti. Cross perfetto di Di Chiara dalla sinistra e colpo di testa del bomber Coda, lasciato forse troppo solo: la palla colpisce il palo interno e poi si deposita in rete. Per Massimo Coda è il settimo gol stagionale. Il quinto consecutivo al Vigorito. Pareggia Valerio Verre. Il giocatore, scuola Roma, trova spazio tra le linee e lascia partire un tiro fantastico che non lascia scampo a Montipò. E fa gol per la quarta partita di fila. AL 90’rete in controbalzo di Bandinelli, che punisce Gabriel con un gol capolavoro. Al 92′ il Benevento si salva grazie a un miracolo di Montipò. El Yamiq raccoglie palla al limite dell’area e carica il destro: Montipò si distende e devia la conclusione del difensore in corner.
Benevento: Montipò, Letizia, Billong, Di Chiara, Tello, Coda, Viola (dal 26′ st Bonaiuto), Volta, Improta (dal 38′ st Ricci), Bandinelli, Asencio. A disposizione: Puggioni, Gori, Antei, Filogamo, Ricci, Sparandeo, Gyamfi, Insigne, Goddard, Cuccurullo. Allenatore: Bucchi.
Perugia: Gabriel, Verre (dal 32′ st El Yamick), Bianco (dal 40′ Moscati), Vido (dal 23′ st Mustacchio), Melchiorri, Kingsley, Ngawa, Cremonesi, Dragomir, Falasco, Gyomber. A disposizione: Sgarbi, Terrani, Felicioli, Bianchimano, Mustacchio, Mazzocchi, El Yamick, Leali, Kouan, Moscati, Perilli, Bodin. Allenatore: Nesta.
Reti: al 17′ Coda, al 34′ Verre, al 45′ st Bandinelli
Ammonizioni:Gyomberg, Bandinelli, Vido, Viola
Espulsioni: Falasco
Recupero: 1′ nel primo tempo e 5′ nella ripresa
Juventus-Spal 2-0: partita a senso unico
Il nono gol in campionato di Cristiano Ronaldo, il sesto per Mandzukic: senza grandi sforzi la Juventus ha vinto la dodicesima partita in campionato regolando con un 2-0, un gol per tempo, la Spal di Semplici. Cristiano Ronaldo ha segnato nel primo tempo, cogliendo alla grande il perfetto assist su punizione di Pjanic. Il raddoppio di Mandzukic è stato roba da semplice tap-in. Nel primo tempo annullato un gol a Douglas Costa, nel secondo Cristiano Ronaldo ha sbagliato il gol del bis personale da pochi passi, dopo il legno centrato da Douglas Costa.
Stanca di subire le percosse del marito si rivolge al centro antiviolenza
Stanca di subire percosse da parte del marito, ha prima denunciato tutto alla Polizia di Stato e poi ha deciso di sua volonta’ di seguire un percorso di vita in una casa antiviolenza. Lei e’ una donna di Portici per mesi vessata da un marito violento che, sotto l’effetto di stupefacenti, non esitava a malmenarla anche per futili motivi. Dopo vessazioni reiterate nel tempo, ha finalmente deciso di mettere la parola fine ad una triste storia denunciando l’altro ieri gli episodi agli agenti del locale Commissariato della Polizia di Stato. E agli assistenti sociali che hanno preso in carico il caso, lei ha espresso la ferma volonta’ di lasciare l’abitazione che divide con marito e figli maggiorenni e di iniziare una nuova vita in una casa protetta per donne maltrattate. Nei confronti dell’uomo e’ scattata una denuncia per maltrattamenti in famiglia. E sempre a Portici, nello stesso giorno, la Polizia di Stato ha notificato un divieto di avvicinamento alla casa familiare ad un uomo responsabile di stalking.
Napoli, gli operai licenziati ex Auchan sul tetto del centro commerciale di via Argine
Sono rimasti senza lavoro e si sono incatenati sul tetto della galleria commerciale Neapolis, l’ex Auchan di via Argine a Napoli. Va avanti da alcune ore la trattativa per far desistere i due operai, dipendenti di una ditta di pulizie impegnata all’interno del centro commerciale, che minacciano di lanciarsi nel vuoto. Sul posto la Polizia di Stato ed i Vigili del fuoco. I due raccontano una lunga storia di riduzioni dello stipendio e poi di allontanamento dal lavoro, nonostante il centro commerciale abbia riaperto i battenti .
“Senza lavoro è inutile continuare a vivere – spiegano i due lavoratori – ci buttiamo di sotto. La ditta di pulizie, Papalini Spa, ha in forza per queste attività, 15 dipendenti ed ha deciso di ridurre l’organico con un criterio discriminatorio. Il nostro stipendio era di 500 euro al mese vogliono negarci anche questo diritto. La riduzione di stipendio è stata per noi una minaccia più che una proposta, non ci saremmo rientrati neanche con le spese”.



