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‘Se il mondo torna uomo’, presentazione del libro di Lidia Cirillo allo Spazio Pueblo di Cava de’ Tirreni

Sarà presentato questo pomeriggio (martedì 11 dicembre alle ore 19.30), presso la sede di Spazio Pueblo di Cava de’ Tirreni (via Raffaele Baldi,11) il libro “Se il mondo torna uomo – Le donne e la regressione in Europa” di Lidia Cirillo, Edizioni Alegre. Si parlerà di lotte femministe, dei movimenti e delle conquiste delle donne, delle “sessualità non conformi”, con una delle figure simbolo del femminismo italiano e internazionale, Lidia Cirillo. Alla realizzazione del testo hanno collaborato le autrici Romina Amicolo, Silvia Brignoni, Eleonora Cirant, Carlotta Cossutta, Claudia Mattalucci, Roberta Paoletti, Massimo Prearo, Ilaria Santoemma. Chi è Lidia Cirillo. Napoletana di nascita, ha vissuto la maggior parte della sua vita a Milano. Attiva nel movimento femminista fin dalla fine degli anni sessanta. Da sempre politicamente impegnata, è stata attivista dei Gruppi Comunisti Rivoluzionari, di Democrazia Proletaria, di Rifondazione Comunista (di cui fu membro del Comitato Politico Nazionale) e poi di Sinistra Critica (con cui fu candidata al Senato alle elezioni del 2008). Fa parte della redazione della rivista Erre e ancor prima del periodico Bandiera rossa, inoltre ha collaborato per diversi anni con il quotidiano Liberazione. Ha scritto vari libri sul femminismo ed è la curatrice del seminario permanente dei Quaderni viola[2] che dalla fine degli anni Ottanta elabora opuscoli e libri sul tema dell’emancipazione femminile. È attiva anche sulle tematiche LGBT. È stata fra le protagoniste italiane della Marcia mondiale delle donne e relatrice in varie assemblee del Social Forum Europeo sui temi del femminismo. Ha inoltre partecipato come relatrice a numerose edizioni del Campo giovani della Quarta Internazionale. Nell’introduzione al volume curato per Edizioni Alegre e reperibile nelle librerie dal 29 Novembre scorso, Lidia Cirillo, classe 1940, precisa subito che il testo vuole “mettere in guardia un’area di femminismo militante, giovane e meno giovane” che deve prepararsi a fronteggiare gli attacchi sempre più frequenti del “nuovo ciclo politico globale”. Una nuova svolta reazionaria e conservatrice in tutto il mondo sta infatti mettendo in discussione le conquiste ottenute dalle donne, e non solo da loro. I tentativi di repressione e la minaccia di regressione sono costantemente dietro l’angolo e il femminismo ha bisogno di conoscere origini e prospettive di queste correnti regressive, altrimenti rischia un “interramento (…) in qualcuna delle cavità che la storia produce, per un periodo indeterminato”. Il discorso femminista e le lotte per l’emancipazione femminile e contro la violenza di genere sono strettamente legati alla volontà politica di costruire una società più giusta e solidale. Come Spazio Pueblo ci si impegna quotidianamente nella battaglia contro gli effetti nefasti delle politiche neoliberiste e le brutture della società civile. Le lotte femministe sono dunque da considerarsi quanto mai attuali, e come detto nella descrizione del testo che si presenterà domani sera, “ognuno dei saggi di questa raccolta è uno scudo per reggere l’urto di questa offensiva”.

Pompei, ripreso dalla videosoreglianza mentre ruba nelle auto dei turisti: arrestato 26enne

I Carabinieri della Stazione di Pompei insieme a colleghi della Stazione di Giugliano in Campania hanno arrestato Adzovic Massimo, un 26enne domiciliato a Giugliano già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e la persona destinatario di Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal GIP di Torre Annunziata su richiesta della locale Procura della Repubblica. Il provvedimento è stato emesso per furto aggravato dopo indagini eseguite dai militari di Pompei mediante analisi di filmati di videosorveglianza e dichiarazioni testimoniali.
Riguarda 2 furti di effetti personali perpetrati il 1° giugno scorso all’interno di 2 autovetture proprietà di turisti stranieri lasciate in sosta una all’interno del parcheggio di un supermercato e l’altra nei pressi dell’ingresso Anfiteatro del Parco Archeologico. L’arrestato è stato rinchiuso nella Casa Circondariale di Poggioreale.

Napoli, la Finanza scopre fabbrica di scatole per gioielli di lusso falsi

La guardia di finanza di Napoli ha scoperto una fabbrica specializzata nella contraffazione di scatole e contenitori per monili ed orologi di noti marchi italiani e internazionali. Un responsabile è stato denunciato all’autorità giudiziaria per il reato di ricettazione e commercio di prodotti con segni falsi. L’opificio, di circa 300 mq, era ubicato nei pressi dell’area aeroportuale di Napoli-Capodichino. All’interno erano presenti 17 macchinari industriali, oltre a strumenti e materiali per il confezionamento e oltre 4mila confezioni per braccialetti ed orologi, griffati rolex e cartier. Nel corso dell’intervento sono stati trovati 6 operai completamente in nero, alcuni erano cittadini extra-comunitari.

Ritardi sulla Caserta-Roma: caos pendolari

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Ritardi sulla Caserta-Roma: caos pendolari. Un inconveniente tecnico sta provocando rallentamenti. Ancora problemi questa mattina per i pendolari casertani che, quotidianamente, utilizzano il treno per recarsi nella Capitale a lavorare. Da questa mattina alle ore 6 la circolazione ferroviaria rallentata sulla linea Caserta-Roma, via Formia, in direzione Roma, per un inconveniente tecnico agli impianti di Falciano-Mondragone. I treni in viaggio registrano fino a 30 minuti di ritardo. Sul posto sono presenti i tecnici di RFI.

18enne guida senza patente, si da alla fuga e investe auto in transito: 5 contusi. Finisce in carcere

La notte del 9 dicembre i Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco hanno arrestato un 18enne del luogo incensurato che alla guida di una Smart (sebbene privo di patente – non avendola mai conseguita) dopo non essersi fermato a un posto di controllo si è dato alla fuga insieme a un giovane determinando un inseguimento tra Torre del Greco ed Ercolano. Nel corso del tentativo di fuga ha finito per investire una Panda in transito sul corso Resina di Ercolano procurando contusioni guaribili dai 3 ai 7 giorni ai 4 giovani che vi erano a bordo (3 di 27 anni – due delle quali donne – e uno di 31 anni).
Anche il 22enne incensurato in compagnia del 18enne ha riportato contusioni guaribili in 7 giorni. L’arrestato è stato rinchiuso nella Casa Circondariale di Poggioreale.

Napoli, era stato subito individuato e aveva fornito un falso alibi il 46enne responsabile della morte del salumiere

Si e’ costituito la scorsa notte, negli uffici della Questura di Napoli, l’uomo che, a Napoli, ha tentato di rapinare il salumiere Antonio Ferrara, nel suo storico negozio di piazza Montesanto, che colto da malore, e’ poi morto a causa di un infarto. L’uomo, che ha 46 anni – secondo quanto riferiscono organi di stampa – si e’ presentato accompagnato dal suo avvocato negli uffici della Squadra Mobile. Gli agenti lo avevano gia’ identificato nel corso delle indagini scattate subito dopo la tragedia. Infatti era gia’ stato avvicinato dagli investigatori, coordinati dal pm Ida Frongillo, ai quali, pero’, ha riferito che quella tragica sera era al lavoro in un pub di via Chiaia. Gli agenti della Squadra Mobile hanno subito controllato la sua versione dei fatti e hanno appurato che, invece, al lavoro quel giorno non c’era andato. A questo punto, prima che venisse fermato, il 46enne si e’ recato dalla Polizia con il suo legale. Al termine di un lungo interrogatorio, e’ stato sottoposto a fermo con l’accusa di avere provocato la morte del salumiere come conseguenza della tentata rapina.

Alla guida di un’auto rubata cerca di investire i carabinieri a un posto di blocco: inseguito e arrestato

Fugge da un posto di blocco e rischia di investire un carabiniere. E’ successo a Novesche di Palma Campania, in provincia di Napoli, dove un 31enne di Castel Volturno , già noto alle forze dell’ordine, è stato inseguito e fermato. Durante un posto di controllo i militari di Carbonara di Nola hanno notato due auto giungere ad alta velocità e insospettiti hanno cercato di fermarle. Il guidatore della prima automobile, dopo aver finto di fermarsi, è ripartito all’improvviso riuscendo a darsi alla fuga e a far perdere le sue tracce. L’uomo alla guida della seconda ha provato ad effettuare la stessa manovra, rischiando di investire un maresciallo. Dopo un lungo inseguimento è stato fermato. L’autovettura che guidava è risultata oggetto di furto denunciato il 5 dicembre ad Aversa. Il fermato è stato portato al carcere di Poggioreale di Napoli. Il GIP ha convalidato il fermo effettuato dai Carabinieri e disposto la custodia cautelare ai domiciliari.

Notte revival al teatro Mediterraneo: New Trolls, Ribelli e Gianfranco D’Angelo

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E’ la notte del revival, a partire dal titolo che evoca le celebri feste scolastiche del quinto anno. Arriva al Teatro Mediterraneo venerdì 15 dicembre il “Mak π 100”, show con sul palco i New Trolls che in occasione dei 50 anni di carriera tornano con una nuova formazione che prevede il suffisso “of” davanti al nome. Una notizia veramente speciale per gli amanti della musica e del gruppo, con due pilastri e fondatori, Nico Di Palo, chitarra e voce, e Gianni Belleno, batteria e voce, per far rivivere le magiche atmosfere degli anni ’70 e successivi con canzoni epocali come “Una miniera”, “Vorrei comprare una strada”, “Quella carezza della sera”. I due ritornano insieme, con le loro esperienze, grande energia e volontà di recuperare il passato. Con loro una band di musicisti di alto spessore: Claudio Cinquegrana, Stefano Genti, Umberto Dadà e Nando Corradini. Gli of New Trools assieme ad una altra band storica, I Ribelli, che furono il gruppo di Adriano Celentano ad inizio carriera e che annoverano il leader e fondatore Gianni Dall’Aglio, saranno al centro della serata al teatro Mediterraneo (ingresso ad inviti) per “Medici senza frontiere” voluta dall’Ortopedia Meridionale Zungri. Un happening diretto artisticamente da Mario Fasciano, batterista e compositore napoletano con nel curriculum progetti musicali condivisi con tante star del rock, da Rick Wakeman, a Ian Paice e Steve Morse dei Deep Purple. A fare da maestro di cerimonie e intrattenitore nobile, una star della tv degli anni ’70-’80, Gianfranco D’Angelo, anche navigato attore di teatro. La regia è di Fabio Mazzeo e i balletti sono della Eskhara Ballet Company con coreografie tratte dallo storico show di Mediaset, “Drive in” che vedeva proprio D’Angelo come primattore.

Aversa, baby gang aggredisce e insulta volontari Caritas

Tre volontari della Caritas di Aversa aggrediti, in piena notte, da un gruppo di una decina di ragazzi che li hanno rincorsi, beffeggiati con epiteti scurrili, infliggendo loro anche qualche calcio e qualche schiaffo. Un’azione a cavallo tra l’atto teppistico e quello di razzismo, avvenuta in piazza Mazzini, davanti alla stazione ferroviaria normanna.
«Durante il giro notturno, attività tesa a fornire sostegno morale e beni di conforto ai senza fissa dimora che abitano le nostre piazze, condotto da tre volontari presso la stazione ferroviaria, in piazza Giuseppe Mazzini, alle ore 1,30 di domenica – scrive il responsabile della Caritas cittadina, don Carmine Schiavone, nella denuncia ‘per atti intimidatori’ inviata al reparto territoriale carabinieri, al commissariato di polizia e alla polizia ferroviaria – un gruppo di ragazzi (circa dieci), i quali sono apparsi tutti minorenni dalle testimonianze dei volontari presenti, hanno dapprima intimidito e successivamente agito violenza fisica ai danni degli stessi». Da qui la denuncia alle autorità di polizia anche per chiedere la predisposizione di servizi che possano evitare il verificarsi di episodi di questo tipo.

 Gustavo Gentile

ErcolanoVesuvio Card per l’ingresso di quattro siti: Parco archeologico, Vesuvio, MAV e Villa Campolieto

ErcolanoVesuvio Card per l’ingresso a quattro attrattori culturali che insistono sul territorio: Parco archeologico, Vesuvio, Museo archeologico virtuale e Villa Campolieto. Si tratta della nuova iniziativa di Scabec, la società in house della Regione Campania per la valorizzazione e promozione dei beni culturali regionali che accompagna turisti e visitatori alla scoperta di un’area di circa trenta chilometri quadrati, ricca di attrattori culturali per la prima volta messi in rete tra loro. La ErcolanoVesuvio Card costa 22 euro, dura tre giorni e consente l’accesso ai quattro siti in convenzione: un ingresso al Parco del Vesuvio, uno agli Scavi di Ercolano, uno al Mav e uno a Villa Campolieto. La Card offre anche sconti e agevolazioni sul trasporto che collega la stazione di Ercolano con l’accesso al Gran Cono del Vesuvio e a ciascuno dei siti inclusi nell’itinerario.

Corona aggredito durante un reportage nel ‘boschetto della droga’

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L’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona e’ stato vittima nella tarda serata di ieri di un’aggressione da parte di alcuni pusher mentre stava realizzando un servizio nel cosiddetto ‘Boschetto di Rogoredo’, la principale piazza di spaccio di droga alla periferia di Milano. Corona, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, e’ stato soccorso da una pattuglia dei carabinieri ed era sdraiato a terra, con una leggera ferita al volto. I militari hanno chiamato un’ambulanza ma il 44enne non ha voluto salirci. “Ero con la troupe di una societa’ che fornisce materiale per la trasmissione ‘Non e’ l’Arena’ di Giletti – ha raccontato al Corriere – Io volevo documentare lo spaccio di droga in un posto dove spesso le forze dell’ordine non entrano. Avevo una telecamera nascosta e insieme a un ragazzo mi sono addentrato nel bosco. In cima a una collina, ho trovato due persone, che si sono fatte subito avanti con fare minaccioso… Mi hanno riconosciuto, sia io che il ragazzo abbiamo rimediato dei pugni in faccia…”. Allo stato non risulta che l’ex re dei paparazzi abbia sporto una denuncia formale. La troupe (proprietaria di quelle Land Rover) era formata da sei dipendenti, rimasti illesi, che sono stati ascoltati dai militari.

Cava, giallo sull’attentato all’auto dell’assistente sociale dell’associazione Frida

A Cava de’ Tirreni, nella notte tra sabato e domenica, un ordigno pirotecnico, posizionato sulla ruota posteriore ha danneggiato la Fiat Sedici di Mena Avagliano, presidente dell’associazione Resilienza e membro della sezione cittadina del Partito della Rifondazione Comunista. Un secondo episodio si è verificato con il danneggiamento del lunotto posteriore della macchina di un’assistente sociale dell’associazione Frida. Al momento non c’è alcun elemento che possa far ipotizzare un collegamento tra i due fatti. Non ci sono indizi concreti per provare la matrice dolosa. Intanto proseguono le indagini per scoprire chi ha posizionato il botto sopra la ruota dell’auto di Mena Avagliano. Gli agenti del commissariato, diretti dal vicequestore Imma Acconcia, stanno lavorando senza tralasciare alcuna pista. Gli investigatori stanno cercando di trovare qualche indizio dalle telecamere, in funzione nelle zone limitrofe all’abitazione della presidente di Resilienza. Nella stessa serata di domenica, molte donne cavesi si sono ritrovate sotto Palazzo di Città e in piazza Duomo per manifestare la loro solidarietà e sostegno a Mena. “Io sto con Mena”, il grido che ha risuonato sotto i portici e nelle decine e decine post su Facebook. Mena Avagliano non è rimasta però in silenzio, a dimostrazione che l’episodio, di cui è rimasta vittima, non l’ha fermata. “La vicinanza con  un messaggio, una telefonata, con attestati di stima da Cava che è la mia città, e non solo dalla mia città mi ha commosso davvero – ha scritto in un lungo post sul suo profilo Facebook – Continuo a pensare che sia una bravata Non riesco davvero a pensare altrimenti, troppo grave, troppo più grande di me. Anche la bravata però, se cosi fosse, ci deve far riflettere, è triste che per scherzo per noia si distruggono macchine. Sono certa che la polizia ci dirà come siano  andate le cose Però è bello che la mia città non mi ha lasciato sola. Grazie di cuore a tutti. Ovviamente non mi arrendo”.

Turisti negli Scavi di Pompei: niente più torso nudo, bikini e ombrellini parasole

E’ stato pubblicato il nuovo regolamento che i turisti devono osservare per visitare Pompei antica. È vietato, in particolare, avvicinarsi eccessivamente e toccare oggetti, affreschi, arredi; è vietato deturpare con oggetti appuntiti, pennarelli, matite, vernici pavimenti, muri, arredi antichi, affreschi, panchine, statue, fontane, banconi e qualsiasi altra superficie. Non si può salire o arrampicarsi sui muri, sulle fontane, sui banconi e su qualsiasi struttura o arredo antico, abitudine invalsa negli ultimi tempi soprattutto per scattare i famigerati selfie. Non si può accedere alle aree delimitate da transenne e dissuasori; scavalcare transenne, recinzioni, dissuasori; aprire cancelletti chiusi o accostati e sostare sui cigli degli scavi. Non si possono consumare alimenti al di fuori dei luoghi appositamente predisposti. Non si possono introdurre attrezzature ottiche e audio di tipo professionale (telecamere, microfoni, mixer audio). E ancora: è vietato introdurre cani di grossa taglia (oltre i 25 chilogrammi) anche se al guinzaglio e con museruola; gli animali ammessi dovranno essere dotati di guinzaglio e tenuti in braccio all’interno degli edifici. Il regolamento è stato redatto dal dal direttore generale del Parco Archeologico, Massimo Osanna e contempla anche qualche divieto un po’ più bizarro come, per esempio, il divieto di girare per le domus seminudi e con l’ombrello: i trasgressori “saranno puniti secondo le norme in materia amministrativa e penale e immediatamente allontanati dal Parco Archeologico”. E’ vietata l’introduzione di mezzi di qualsiasi tipo, fossero essi elettrici, biciclette e monopattini. E’ vietato anche entrare con zaini, valigie e borse voluminose ed altri oggetti ingombranti, che devono essere lasciati al deposito bagagli (il servizio è gratuito) dove vanno lasciati anche gli ombrelli, considerati oggetti potenzialmente contundenti per via della punta che può danneggiare affreschi e monumenti. Ora ci si chiede, così come per le tenute estive, come fare quando piove e come convincere – d’estate – le migliaia di turisti a lasciare il sito se indossano shorts o minigonne succinte e se sono a torso nudo se si tratta di uomini. Si pone quindi un problema organizzativo. Le guide, poi, abituate ad innalzare ombrelli colorati per farsi identificare dal gruppo che accompagnano, dovranno trovarsi un altro vessillo. Ma andiamo avanti: è vietato parlare ad alta voce così come vietato è correre o disturbare in qualsiasi modo gli altri visitatori. Guai a fumare al di fuori degli spazi consentiti. Non è possibile raccogliere frutti o fiori, accendere fuochi, gettare sigarette accese o comunque tenere comportamenti che possano provocare rischio incendio. Scavare buche. Entrare con abiti da cerimonia, maschere e costumi. Esibire bandiere e vessilli. C’è poi il codice delle responsabilità: “I percorsi interni al sito, coincidendo per la quasi totalità con la città antica, presentano dislivelli e altezze variabili e discontinuità più o meno marcate. Dovrà, pertanto, essere usata la massima cautela e attenzione. Eventuali danni a persone o cose, derivanti dalla tenuta di un comportamento poco diligente e prudente, esulano da ogni responsabilità dell’amministrazione; si esclude, pertanto, ogni pretesa risarcitoria a carico del Parco Archeologico. Inoltre, tenuto conto della naturale fragilità del sito dovuta alla storicità delle strutture, esulano da ogni responsabilità dell’Amministrazione eventuali danni a persone o cose provocati da casi fortuiti e non dovuti ad incuria”. Oggi entra in vigore il regolamento che i turisti dovranno osservare e oggi si inaugura la mostra “Pompei e gli Etruschi” nella Palestra Grande, curata dal direttore generale Massimo Osanna e da Stéphan Verger; è promossa dal Parco Archeologico di Pompei con il supporto del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il Polo Museale della Campania e l’organizzazione di Electa. Osanna, per garantire la sicurezza nel sito archeologico che registra numeri come quattro milioni e mezzo di visitatori, ha dotato la città sepolta di metal detector e guardie private armate, che collocherà ad ogni ingresso delle antiche vestigia. Questa ultima circostanza ha sollevato le ire dei sindacati che, questa mattina, manifesteranno davanti a Porta Anfiteatro. “Sono stati noleggiati con contratto trimestrale dei metal detector al costo di 18mila euro e relative guardie giurate private per controllare gli ingressi – spiega Maurizio De Martino della Usb – mortificando gli assistenti alla fruizione, accoglienza e vigilanza del Mibac. Basta con le esternalizzazioni”. De Martino denuncia anche i ritardi dell’espletamento del bando per l’assegnazione dell’appalto del verde del sito: “Sono mesi che i giardinieri non percepiscono stipendio, per la scadenza del contratto e in attesa del nuovo bando. Queste ritardi danneggiano gravemente i lavoratori. Il direttore generale Osanna nonostante abbia sempre garantito, in ogni sede, il mantenimento dei posti di lavoro, ha affidato in maniera temporanea il servizio del verde ad una società che si avvale della manodopera di altri operai”.

Morte di Astori: si indaga sulle idoneità rilasciate tra 2015 e 2017

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Sono le visite per l’idoneità all’attività agonistica effettuate da Davide Astori dal 2015 al luglio del 2017 quelle messe sotto la lente d’ingrandimento dai magistrati della procura di Firenze che indagano sulle cause della morte del capitano della Fiorentina, avvenuta il 4 marzo scorso, a 31 anni, a causa di una patologia cardiaca, una tachiaritmia degenerata in fibrillazione ventricolare. Il difensore viola era stato trovato senza vita alle 9.30 del 4 marzo nella sua camera d’albergo, a Udine, dove era in ritiro con la squadra prima del match contro l’Udinese, che avrebbe dovuto disputarsi alla Dacia Arena nel pomeriggio di quella domenica.E’ di ieri la notizia che due medici che lavorano in strutture pubbliche incaricate di certificare l’idoneità sportiva, una con sede a Firenze e l’altra con sede a Cagliari, sono stati raggiunti da avvisi di garanzia per l’ipotesi di reato di omicidio colposo in merito alla morte di Astori. Il giocatore infatti, era arrivato in prestito alla Fiorentina nel 2015 con il certificato di idoneità già ottenuto dal centro di Medicina dello sport di Cagliari. A Roma, dove pure il difensore aveva giocato in prestito ai giallorossi la stagione 2014-2015, non dovette effettuare alcuna prova di idoneità in quanto arrivato in agosto, con la prova già fatta a Cagliari. Nel giugno successivo rientrò in Sardegna e lì un mese dopo effettuò i nuovi test a luglio.Uno dei due professionisti indagati è il professor Giorgio Galanti, direttore del centro di riferimento regionale di Medicina dello sport all’ospedale fiorentino di Careggi. Giovedì dovrebbe comparire davanti ai magistrati che conducono l’inchiesta: il procuratore Giuseppe Creazzo e il sostituto procuratore Antonino Nastasi. Ai pm Galanti dovrà spiegare perché non vennero effettuati approfondimenti ulteriori malgrado nel referto del tracciato dell’ellettrocardiogramma sotto sforzo del luglio 2017 fosse stata sottolineata dagli stessi cardiologi un’extrasistolia a due morfologie.Astori soffriva di una forma iniziale di cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, patologia evidenziata nella perizia consegnata alla procura di Udine dal professore emerito Gaetano Thiene, di Anatomia patologica all’Università di Padova, e Carlo Moreschi, patologo, professore dell’Università di Udine. Questa forma di cardiomiopatia, detta anche displasia aritmogena del ventricolo destro, è una malattia che uccide progressivamente le cellule del miocardio, sostituendole con cellule di grasso e fibrose che possono ostacolare il funzionamento elettrico del cuore, risultando anche fatale.

Caserta, 300 famiglie senza assistenza scolastica: bambini diversamente abili costretti a rimanere a casa. Anziani senza assistenza domiciliare

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Caserta. Esistono servizi che sembrano non rappresentare una priorità per le istituzioni cittadine, a dispetto della fondamentale importanza che rivestono nella vita di tante famiglie casertane. Dallo scorso settembre, infatti, circa 300 nuclei familiari tra le città di Caserta capoluogo, Casagiove, Castel Morrone e San Nicola la Strada, affrontano la difficoltà quotidiana di gestire la frequentazione scolastica dei loro figli diversamente abili, di fatto privati del servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione.
Si tratta, sostanzialmente, di un “sostegno al sostegno” prestato da una figura professionale di fondamentale importanza nella gestione del contesto di classe.
Questo servizio è erogato da educatori che affiancano gli insegnanti di sostegno (e molto spesso li sostituiscono, coprendo le ore di sostegno mancanti) nelle attività non esclusivamente didattiche, occupandosi di agevolare l’autonomia e l’integrazione dei piccoli studenti diversamente abili delle scuole materne, elementari e medie.
Il lavoro di queste figure professionali si configura come fondamentale per l’inserimento del disabile nel contesto della classe, nell’approccio con i compagni e con la scuola in generale.
Dal 19 settembre di quest’anno, ovvero dall’inizio del corrente anno scolastico, ciascuno dei quasi 300 bambini diversamente abili di Caserta e dintorni è costretto a fare a meno di questa assistenza specialistica: questo vuol dire, per molti di loro, non poter frequentare la scuola quando non “coperti” dalle ore di sostegno, perché in numerosi casi questa categoria di studenti non può rimanere in classe senza assistenza in quanto non autonomamente gestibile dal professore ordinario e dalla classe. Il fatto curioso è che i fondi destinati ai Servizi Sociali sono stati regolarmente erogati dalla Regione Campania, in misura anche maggiore, per la provincia di Caserta, rispetto agli anni scorsi. Da qualche giorno si è fermato anche un altro servizio di fondamentale importanza per i cittadini, quello dell’assistenza domiciliare per gli anziani.

 Gustavo Gentile

Napoli, si è consegnato il bandito della rapina mortale della Pignasecca

Napoli. Si è costituito alla Squadra Mobile di Napoli l’autore della rapina alla Pignasecca che è costata la vita al salumiere Antonio Ferrara, morto d’infarto durante una colluttazione con il bandito. E’ un uomo di 46 anni dello a zona di Montesanto. Sentendosi braccato ha deciso di consegnarsi e accompagnato dal suo avvocato Diego Pedicini si è presentato ieri in questura. Ha spiegato che non voleva che accadesse la tragedia e di aver chiesto “solo cento euro al salumiere“. Ma anche di non essersi reso conto della gravità della situazione. Ora si aspettano le decisioni del magistrato che coordina le indagini anche perché gli unici due testimoni del fatto ovvero il fratello della vittima e una cliente della zona non sono stati in grado di riconoscerlo con certezza. Il bandito aveva un capellino con la visiera abbassata, grossi occhiali scuri da sole e il bavero della felpa che gli copriva il volto.

 

False ditte di autotrasporto per far sparire i carichi di merce: 5 arresti

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La Polizia Stradale di Verona ha eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare (4 in carcere una ai domiciliari), tra Verona, Salerno e Milano, nei confronti di altrettante persone accusate di associazione a delinquere finalizzata alle truffe, alla appropriazione indebita ed alla ricettazione. Il sistema era tanto semplice quanto geniale e remunerativo: i truffatori avevano intestato ad un prestanome una ditta di autotrasporti che si proponeva sul mercato a prezzi stracciati (circa la metà del valore di mercato). Una volta ottenuta da ditte e distributori la commessa per effettuare un trasporto merci, si presentavano con regolari bolle a prelevare il carico per poi sparire. Grazie anche all´utilizzo dei social network da parte dei camionisti, la Polizia di Stato è riuscita a recuperare due carichi per un valore di oltre 150.000 euro e ad avviare un’indagine che si è conclusa con l´emissione di ordinanza di custodia cautelare eseguita dai poliziotti di Verona. I dettagli verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10,15 presso la Questura di Verona.

Blitz contro i fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro: 25 perquisizioni

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Carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani, coordinati dalla Dda di Palermo, stanno effettuando delle perquisizioni nei confronti di 25 indagati ritenuti, a vario titolo, fiancheggiatori e favoreggiatori della latitanza di Matteo Messina Denaro. Fermato un esponente di spicco di Cosa nostra di Mazara del Vallo, indagato per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori e violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale. L’attivita’ e’ finalizzata alla cattura di Matteo Messina Denaro e riguarda i mandamenti mafiosi di Mazara del Vallo e di Castelvetrano, costituisce un’ulteriore fase dell’articolata manovra investigativa sviluppata dal R.O.S., con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, finalizzata alla cattura del predetto latitante.
L’attivita’, che vede l’impiego di circa 200 carabinieri, costituisce un’ulteriore fase delle indagini del Ros per la cattura del superlatitante attraverso il progressivo depotenziamento dei circuiti di riferimento e il depauperamento delle risorse economiche del gruppo criminale. Le perquisizioni dei numerosi obiettivi individuati, come abitazioni, proprieta’ rurali ed esercizi commerciali, hanno gia’ permesso di arrestare in flagranza di reato due degli indagati, trovati rispettivamente in possesso di pistole illegalmente detenute, una Baby Browning cal. 635 munita di caricatore con 5 colpi e un revolver cal. 22 con 20 cartucce. Sequestrate apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni e una copiosa documentazione, materiale questo che e’ gia’ al vaglio dei tecnici e degli analisti del Rosa e che, ritengono i carabinieri, potra’ fornire spunti utili per il proseguo delle investigazioni. Militari dell’Arma hanno anche fermato, su disposizione della Dda della Procura di Palermo, Matteo Tamburello, esponente di spicco della famiglia di cosa nostra di Mazara del Vallo, indagato per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori e violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale. Al centro delle indagine ci sono i mandamenti mafiosi di Mazara del Vallo e di Castelvetrano nel cui alveo sono state documentate “qualificate interlocuzioni intrattenute da Tamburello con soggetti riconducibili al reggente del mandamento di Castelvetrano, Gaspare Como, cognato del latitante Matteo Messina Denaro”, arrestato sempre dal Ros lo scorso aprile nell’ambito della indagine ‘Anno zero’. Le investigazioni sul clan mafioso mazarese hanno permesso di “individuare la fase riorganizzativa degli assetti di vertice, fornendo importanti elementi sulla sua collocazione baricentrica nelle relazioni criminali nella Sicilia occidentale”.

Napoli è la notte di Anfield. Ancelotti: ‘La torta è stata fatta, manca solo la ciliegina’. Le probabili formazioni

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Partita da dentro o fuori per il Napoli a Liverpool. Vigilie del genere Carlo Ancelotti ne ha vissute tante ed è quello che cerca di trasmettere ai suoi giocatori: normalità. “Dal punto di vista tattico – dice – non so cosa farà il Liverpool, ma so cosa dobbiamo fare noi per passare questa partita. Abbiamo il confronto della gara d’andata che ci ha dato più fiducia, più convinzione. Non so se saremo in grado di ripeterla, ma sappiamo cosa voler fare”. Qualche perplessità ha sollevato la designazione di Skomina. “Dobbiamo essere preoccupati il giusto. L’arbitro è di esperienza e, dunque, affidabile”. Attenzione dal primo all’ultimo minuto: “Se siamo intelligenti nella fase difensiva – dice – in fase offensiva abbiamo le possibilità di passare il turno. Ora è l’ultimo step e non l’affronteremo con superficialità”. Spartiacque della stagione? Assolutamente no: “Questa partita non è uno spartiacque, non ho bisogno di questa partita per sapere quanto sia forte la mia squadra. Questo gruppo ha già fatto cose straordinarie, ciò non toglie che la nostra stagione andrà avanti con o senza la Champions”. Rispetto per Anfield, mai paura: “Avremo al seguito 3000 tifosi e nel mondo ce ne saranno milioni a tifare Napoli. Giocheremo anche per loro. Si deciderà la qualificazione,  e dobbiamo avere la consapevolezza che ce la giocheremo con un piccolo vantaggio, l’avere a disposizione due risultati. La torta è stata fatta, ora manca la ciliegina”.

Probabili formazioni di Liverpool-Napoli, partita della 6/a e ultima giornata del Girone C della Champions League, in programma stasera(alle 21) ad Alfield Road.

LIVERPOOL (4-3-3): 13 Alisson, 66 Alexander-Arnold, 32 Matip, 4 Van Dijk, 26 Robertson, 5 Wijnaldum, 14 Henderson, 8 Keita, 11 Salah, 9 Firmino, 10 Mane’. (22 Mignolet, 18 Alberto Moreno, 6 Lovren, 3 Fabinho, 7 Milner, 23 Shaqiri, 15 Sturridge). All.: Klopp.

NAPOLI (4-4-2): 25 Ospina, 19 Maksimovic, 26 Koulibaly, 33 Albiol, 6 Mario Rui, 7 Callejon, 5 Allan, 17 Hamsik, 8 Fabian Ruiz, 14 Mertens, 24 Insigne. (1 Meret, 2 Hysaj, 31 Ghoulam, 30 Rog, 42 Diawara, 20 Zielinski, 99 Milik). All.: Ancelotti.

Arbitro: Skomina (Polonia).

Quote Snai: 1,63; 4,25; 5,00.

Napoli, diplomi per gli insegnanti pagati fino a 10mila euro: l’inchiesta

La Procura di Napoli indaga sui “finti insegnanti di sostegno” riusciti a ricevere attestati per scalare di graduatoria pagando fino a 10mila euro. Un mercato di finti diplomi che riesce a far portare a casa un’abilitazione come docente di sostegno. I magistrati stanno cercando di fare luce sulla vicenda, puntando sia su istituti scolastici che piattaforme e-learning che rilasciano questi attestati. E’ quanto riporta l’edizione odierna de “Il Mattino”. L’inchiesta è condotta dal pool di indagine che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione. Ciò che infittisce l’inchiesta è anche l’incendio a parte dell’archivio del Provveditorato Scolastico di Salerno. Non è da escludere, infatti, che le indagini e l’incendio di natura dolosa siano collegati. Sono tante le domande che si aggiungono, dopo l’incendio di domenica, all’inchiesta. Perché bruciare quell’archivio del Provveditorato? Molto probabilmente qualcuno per evitare di essere coinvolto nell’inchiesta ha pensato bene di bruciare eventuali prove. Anche su questo aspetto la Procura sta cercando di fare chiarezza.

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