I carabinieri di Caravaggio hanno notificato questa mattina a un uomo di 37 anni, italiano, di Fornovo San Giovanni, nella Bassa bergamasca, una misura di sicurezza personale provvisoria della liberta’ vigilata. L’uomo era imputato davanti al tribunale di Milano per stalking, riguardo a fatti risalenti all’autunno del 2016 e commessi in danno di Michelle Hunziker. In particolare, il bergamasco avrebbe inviato diverse email al Gabibbo della trasmissione televisiva Striscia la Notizia, con allegate foto di nudi femminili e di un coltello, ingenerando cosi’ uno stato d’ansia nei confronti della conduttrice, che gia’ in passato aveva subito atti persecutori da parte di altre persone. L’aver utilizzato mezzi informatici e telematici ha costituito un’aggravante. La misura applicata da oggi prevede anche una cura per il trentasettenne in una struttura sanitaria. Gia’ in passato l’uomo era stato destinatario di provvedimenti sanitari a causa dei suoi problemi psicofisici. Una perizia ne aveva pero’ accertato le capacita’ di intendere e volere.
Fece arrestare il marito per violenze, ma era falso: ‘Volevo salvarlo dalla droga’
Il tribunale di Nocera Inferiore assolve un ragazzo di ventinove anni accusato di violenza sessuale, estorsione e lesioni nei confronti della moglie. Accuse che gli erano costate prima un divieto di dimora, poi anche il carcere. Ma quando è toccato alla presunta vittima testimoniare, è emerso che la moglie aveva denunciato il marito solo per salvarlo dalla tossicodipendenza. I fatti si riferiscono allo scorso anno, ma avrebbero avuto una evoluzione nel marzo 2018, quando la donna presentò una denuncia contro il marito. Ai carabinieri raccontò di essere stata picchiata più volte dall’uomo e costretta a consegnare denaro che serviva per comprare la droga, dichiarò di essere stata obbligata a consumare rapporti sessuali con la forza. Una violenza cui la stessa aveva acconsentito – stando alla denuncia – per evitare di essere picchiata. I dettagli raccontati dalla donna erano specifici per rendere convincente il suo racconto. Alla denuncia, come riporta Il Mattino, fu allegato anche un referto medico che riportava tre giorni di prognosi dopo una visita in ospedale. Quando è stata chiamata per deporre e confermare tutto dinanzi ai giudici del tribunale, la vittima ha cominciato a tentennare, incalzata dal collegio e dal contro esame dell’avvocato difensore. Con il risultato, inaspettato, di fornire un’altra versione: “Ho mentito – ha confessato – non sono mai stata violentata da mio marito. I nostri rapporti erano consenzienti, ma volevo salvarlo dalla droga”. Al termine dell’udienza, il tribunale ha disposto una sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto nei confronti dell’imputato. Per le bugie contenute nella querela, la donna rischia ora un processo per calunnia.
Il prof di musica molestava gli alunni: chiesti sei anni di carcere
E’ prevista per il 13 febbraio la sentenza che deciderà le sorti del professore di musica accusato di molestie sessuali nei confronti di alcuni alunni e per il quale il pm ha chiesto sei anni di reclusione. La vicenda venne alla luce lo scorso anno quando al professore furono dati gli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale su minori: fino a quel momento i ragazzi commentavano tra loro quegli atti sessuali (palpeggiamenti) tra di loro e solo a scuola. Ma a far scoprire le presunte tendenze pedofile dell’insegnante di scuola media – quarantaquattr anni, residente ad Eboli e originario di un comune dell’Alto Sele – fu un sedicenne avvicinato dal professore mentre entrambi erano a bordo di un autobus che da Eboli li conduceva a Campagna. Dopo la denuncia di quell’alunno, ne sono giunte altre quattro. Il ragazzo non fu in grado di dire il nome dell’uomo che lo aveva molestato ma lo riconobbe in mezzo ad una serie di foto che gli vennero mostrate dai carabinieri. I militari scoprirono anche altre quattro presunte vittime (ex alunni di scuola media) che raccontarono quando il professore, durante una lezione, avvicinandosi al banco avrebbe appoggiato una mano sulla coscia fino a risalire ai genitali.
Scosse di terremoto di magnitudo 3.5 in provincia di Palermo
Tre scosse di terremoto di magnitudo comprese tra 2.7 e 3.5 sono state registrate nelle Madonie, nel Palermitano. La prima di magnitudo 3.0 alle 21.50 di ieri, e le altre due, di magnitudo 3.5 e 3.0, rispettivamente alle 05.15 e alle 05.43 di stamattina. L’epicentro per i tra eventi e’ stato localizzato a pochi chilometri a ovest di Gangi, a profondita’ variabili tra gli 8 e i 10 chilometri. Nei paesi del Palermitano raggiunti dal sisma non si registrano registrano feriti o danni alle abitazioni. I vigili del fuoco del comando provinciale non hanno ricevuto alcuna segnalazione o richiesta di aiuto. “Diversi residenti hanno avvertito le scosse – dice il vicesindaco di Gangi, Giuseppe Ferrarello – ma al momento solo un po’ di apprensione, ma non ci sono feriti o danni”.
Da Boscoreale alla Piana del Sele per vendere droga al ras pentito: in 4 a processo
Dal Vesuviano alla provincia di Salerno per vendere droga: in quattro a processo. E’stato l’ex ras della droga della Piana del Sele, Nino Marino, pentito dallo scorso anno a raccontare agli investigatori come da Torre Annunziata e Boscoreale arrivava la droga. A processo oltre allo stesso collaboratore di giustizia sono finiti Luca Merolla, Lello Matrone e Luca Aquino di Torre Annunziata e Boscoreale. E’ stato lo stesso pentito a raccontare agli investigatori come attraverso ordinativi telefonici fatti a Merolla la cocaina arriva nella Pina del Sele attraverso il corriere Luca Aquino. I tre hanno chiesto di essere processati con rito abbreviato. L’udienza è stata fissata per gli inizi del 2019.
Gli uomini della ‘ndrangheta percepivano i contributi agricoli della Regione: 8 arresti
È in corso dalle prime ore di questa mattina un’operazione del Comando carabinieri per la Tutela Agroalimentare, coordinata dalla Dda reggina, in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di 8 persone, ritenute responsabili di associazione per delinquere e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, aggravate dalla finalità di agevolare le consorterie mafiose. I carabinieri hanno accertato che nel periodo 2010-2018 alcuni indagati, appartenenti o contigui a cosche della ‘ndrangheta reggina, hanno beneficiato di contributi economici erogati dall’Agenzia della Regione Calabria per le erogazioni in agricoltura per un ammontare di diverse centinaia di migliaia di euro, attestando falsamente lo svolgimento di attività imprenditoriale e il possesso di requisiti soggettivi previsti per legge. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10.30 presso la sala conferenze di questo Comando provinciale.
Prendeva appuntamento e poi rapinava le trans in casa: scoperto
Individuato il rapinatore seriale delle trans della provincia di Salerno: si tratta di un quarantenne calabrese, ma residente a Fisciano. Per l’uomo il pm Roberto Lenza, della Procura presso il Tribunale di Nocera Inferiore, ha richiesto la misura cautelare dell’allontanamento dalla Regione Campania. L’uomo è già noto alle forze dell’ordine per reati specifici. Alla sua individuazione si è arrivati grazie al certosino lavoro investigativo dei carabinieri della compagnia di Mercato San Severino, agli ordini del maggiore Cisternino. Due i casi su cui si stava indagando. In entrambi l’uomo aveva fatto telefonate con le quali aveva preso appuntamento con le trans. Ma appena arrivato in casa le aveva aggredite e rapinate. I carabinieri hanno incrociato il traffico telefonico delle due vittime e sono risalite al numero di telefono dell’uomo poi hanno preso visione delle immagini delle telecamere di sorveglianza pubbliche e private presenti nella zona dove si erano consumati i colpi. E avendo notato la sua presenza per i militari è stato facile risalire a lui.
Incendio di capannoni al Cis di Nola: prosciolti i quattro imputati
Il Gup del Tribunale di Nola, Sepe, al termine di una lunga Camera di Consiglio ha prosciolto i fratelli Antono, Angelo e Massimo Pagano unitamente al loro datore di lavoro Iervolino Aniello (titolare della società Giam Srl ubicata presso il Cis di Nola). Gli stessi erano stati accusati in concorso di “incendio doloso finalizzato alla truffa assicurativa”.
Circa 2 anni fa, e precisamente il 25 gennaio del 2017 alcuni capannoni siti presso l’isola 1 del Cis di Nola venivano coinvolti in un incendio. A seguito degli accertamenti svolti dagli investigatori l’incendio veniva ritenuto di natura dolosa ed identificati quali responsabili i fratelli Pagano unitamente al loro datore di lavoro; difatti il pm procedente chiedeva ed otteneva verso quest’ultimi l’ applicazione di misure cautelari (arresti domiciliari).
I difensori dei fratelli Pagano ( gli avvocati Federico Bonagura e Giovanni Vecchione entrambi di Palma Campania) unitamente ai difensori di Iervolino (avvocati Antonio Tomeo e Luca Capasso) tutti del foro di Nola, facevano chiarezza sull’intera vicenda processuale smontando (in fase di udienza preliminare) l’intero impianto accusatorio della Procura di Nola. I quattro sin dall’inizio delle indagini, si sono sempre dichiarati estranei e ora è arrivata il proscioglimento da parte del Tribunale.
Maxi sequestro di prodotti ittici non a norma a San Giorgio
Maxi sequestro di prodotti ittici in una pescheria di San Giorgio a Cremano, a renderlo noto è proprio il primo cittadino Giorgio Zinno che dalla sua pagina Facebook fornisce i ragguagli sull’operazione condotta in concorso da Polizia Municipale e agenti della Capitaneria di Porto di Portici. I controlli sono cominciati a Portici e proseguiti sul territorio Sangiorgese condotti dal locale Comandante dei Vigili Urbani Gabriele Ruppi e dal Maggiore Attilio De Vita. In particolare in una pescheria sono stati sequestrati oltre cento kg di pesce apparentemente fresco ma che non possedeva i requisiti di tracciabilità e di etichettatura nonché sono state riscontrate anomalie su alcune bilance risultate non a norma.
Plaude il primo cittadino per l’attività in campo volta a tutelare i propri cittadini in questo particolare periodo che vede l’approssimarsi delle festività natalizie.
Il post del sindaco tuttavia non è stato esente da critiche, molti cittadini hanno chiesto invano di poter conoscere quale pescheria sia stata interessata da questo controllo altri invece hanno approfittato per muovere critiche in merito alle luminarie natalizie che ancora non sono state predisposte sul territorio. Tra i cittadini c’è anche chi sostiene che questo post sia stato scritto dal Sindaco solamente per distrarre la cittadinanza dalle critiche che in questi giorni imperversano sui social in merito alla mancanza di iniziative dell’amministrazione sul territorio proprio in questo periodo pre natalizio, all’assenza di luminarie e addobbi natalizi.
Giorgio Kontovas
Napoli, rapina mortale alla Pignasecca: il gip conferma il carcere per il bandito
Il giudice per le indagini preliminari di Napoli, Paola Piccirillo ha convalidato il fermo per Luigi Del Gaudio, l’uomo di 45 anni sospettato di aver tentato una rapina, armato di pistola, nella salumeria ‘Pietruccio’, alla Pignasecca, quartiere popolare di Napoli. Il gestore del locale, Antonio Ferrara, 64 anni, e’ morto d’infarto durante le fasi concitate del ‘colpo’. Due giorni fa l’uomo, dei Quartieri Spagnoli, si e’ consegnato alla polizia. Il pm Ida Frongillo aveva chiesto la convalida del fermo per tentata rapina, armi, e omicidio conseguente ad altro reato. Del Gaudio ha reso un’ampia confessione al pubblico ministero. L’altro giorno i funerali in chiesa alla Pignasecca di Antonio Ferrara e l’abbraccio tra il figlio Pietro, che fa il carabiniere, e il figlio del bandito che ha chiesto perdono.
Camorra, le minacce ai pentiti e ai parenti: sgominati i clan Grimaldi, Vigilia e Sorianiello, 52 indagati. TUTTI I NOMI
Sono complessivamente 52 gli indagati del blitz che stamane su ordine della Dda di Napoli ha sgominato i clan Grimaldi, Vigilia e Sorianiello operanti nella zona di Soccavo, Pianura e rione Traiano. Di questi 31 sono finiti in carcere o hanno ricevuto in prigione la nuova ordinanza come nel caso dei boss Ciro Grimaldi detto o’ settirò storico fondatore della cosca e dell’Alleanza Flegrea e il suo ex fedelissimo e poi scissionista Alfredo Vigilia detto Alfredo o’ niro. Nelle 694 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Chiara Bardi del Tribunale di Napoli su richiesta del pm Francesco De Falco della Dda di Napoli viene ricostruita la storia della camorra di Soccavo e la scissione dei Vigilia e l’alleanza con i Sorianiello, a loro volta diventati autonomi dopo l’uccisione di uno dei figli del boss Alfredo o’ biondo. Centinaia di intercettazioni telefoniche e ambientali, il racconti dei pentiti Salvatore Romano muollo muollo , Pasquale Pesce e Pasquale Esposito junior hanno contribuito a delineare ruoli e allenze dei clan di Soccavo nel traffico di droga anche verso la Puglia e in modo particolare a Foggia, ma anche le estorsione e il traffico di armi.
Per poter controllare il territorio di Soccavo ai confini del rione Traiano a Napoli il clan Grimaldi minacciava i pentiti e i loro familiari affinche’ nessuno seguisse il loro esempio; controllava le attivita’ imprenditoriali ed economiche; riciclava dei soldi che incassava ogni mese. E aveva creato una cassa comune diversa da quelle di altre cosche, una sorta di ‘ufficio previdenziale’ parallelo. A controllarlo il capoclan Ciro, e sotto di lui c’era il contabile, Giuseppe Rocco, che gestiva gli aspetti economici e finanziari delle attivita’ del gruppo, mantenendone la cassa e provvedendo alla suddivisione e distribuzione delle ‘mesate’ agli affiliati. Ognuno versava la sua quota e cosi’ facendo contribuiva a rimpinguare le casse della cosca. Il contabile ogni mese pagava prima i detenuti, poi le loro famiglie, i boss, e chi non poteva piu’ ‘lavorare’ perche’ ferito o perche’ sorvegliato speciale. Un meccanismo perfetto che a un certo punto si rompe. Il clan Grimaldi, dopo l’arresto dei boss, si sgretola e cosi’ sale alla ribalta i Vigilia, con Alfredo detto ‘o niro’ e Pasquale, poi assassinato. “Un frammento della realta’ camorristica del quartiere di Soccavo, appannaggio storicamente del clan Grimaldi, caduto in disgrazia – scrive il giudice – ricostruite in particolari le vicende che hanno portato alla nascita e all’ascesa di un nuovo sodalizio, scissosi dai Grimaldi e facente capo ai Vigilia che per salire al potere ha approfittato della detenzione dei boss dei Grimaldi. Una fazione legata al vecchio clan Grimaldi, all’epoca capeggiato da Antonio Scognamillo, tornato in carcere tra giugno 2013 e febbraio 2014. Un’altra capeggiata dai rampolli della famiglia Vigilia, diventata egemone nel quartiere negli ultimi anni e poi la compagine della famiglia Sorianiello dedita ai traffici delittuosi in materia di sostanza stupefacenti”. Antonio Scognamillo una volta in liberta’ ha riorganizzato il clan e “ha allestito un continuativo e redditizio traffico di cocaina, anche a carattere transnazionale, garantendo al clan i fondi necessari per munirsi di armi per combattere contro gli scissionisti. Questo perche’ Pasquale Vigilia ha tentato la scalato al potere, unendo attorno a se’ giovani intraprendenti e alcuni affiliati storici, intenzionati a recidere il loro legame alla famiglia Grimaldi”, spiega il magistrato. Sono stati arrestati tutti, di tutte le fazioni presenti a Soccavo: i Grimaldi innanzitutto, ma anche i Vigilia e i Sorianiello, che gestiscono la piazza di droga chiamata ’99’.
GLI INDAGATI
1 AMMENDOLA Gennaro, nato a Torre Annunziata il 28/1/1969;
2 BELLOPEDE Antonio nato a Napoli il 19/12/1996;’ IN CARCERE
3 BILOTTA Fabio, nato a Napoli il 19/05/1986;
4 BILOTTA Gianluca, nato a Napoli il 15/04/1981, detto “Luchetto”;
5 BORDINO Elena, nato a Napoli il 13.11.1969; IN CARCERE
6 CALAFIORE Umberto, nato a Napoli il 03/0511993; IN CARCERE
7 CARUSO Vincenzo, nato a Napoli il 05.03.1964;
8 CHIAIESE Marco, nato a Napoli il 12/09/1992; AI DOMICILIARI
9 CIOTOLA Mariano, nato a Napoli il 28/08/1993; IN CARCERE
10 CIOTOLA Walter, nato a Napoli il 25/03/1996; IN CARCERE
11 CORTEGGIANO Fortunato, nato a Napoli il 04102/1991,detto “à corteccia IN CARCERE
12 DE ROSA Silvio, nato a Napoli il 23/0211991, detto “a monet”; IN CARCERE
13 DELLA CORTE Gennaro, nato a Napoli il 13/06/1975, detto “à cuneglia”; IN CARCERE
14 DI NAPOLI Antonio, nato a Napoli il 30/06/1994, detto “popolin”; IN CARCERE
15 DIANA Luigi, nato a Napoli il 23/12/1990; IN CARCERE
16 DIANA Giuseppe, nato a Napoli il 02/08/1996; IN CARCERE
17 ESPOSITO Giorgio, nato a Napoli ill4/!2/1991, detto “maffettone”; AI DOMI
18 FENDERICO Carmine, nato a Napoli il 07/04/1990; IN CARCERE
19. GIAQUINTO Gennaro, nato a Napoli il 12/03/1981, detto o’micione”; IN CARCERE
20. GRANILLO Ciro, nato a Napoli il 14.03.1991, di GRIMALDI Ciro detto “ò settirò” e di GRANILLO Maria;
21. GRANILLO Giuseppe, nato a Napoli il 31/03/1965;
22. GRANILLO Salvatore, nato a Napoli il 29.12.1972, di Antonio e TORQUATO Gaetanina;
23. GRANILLO Salvatore, soprannominat “Cocò”, nato a Napoli il 15.11.1993;
24. GRIMALDI Ciro, nato a Napoli il 26.10.1959, soprannominato “ò settirò”;
25. GRIMALDI Rosario, nato a Napoli il 03/09/1965;
26 IVONE Gaetano, nato a Napoli il 11/03/1978, soprannominato “ò nano”·,
27 LICCARDI Gennaro, nato a Napoli il 18/09/1973, soprannominato “ò cinese)’;
28 MAUTONE Cesare, nato a Napoli il 12/02/1990, detto “ò pesiello”; IN CARCERE
29 MAZZIOTTI Francesco, nato a Napoli il 16.12.1983; IN CARCERE
30. MAZZIOTTI Giuseppe, nato a Napoli il 28/08/1987, detto “peppa pig”; IN CARCERE
31 MAZZIOTTI Salvatore, nato a Napoli il 01/05/1958, detto “turì”; IN CARCERE
32 MENNONE Vincenzo, nato a Napoli il 26/10/1989, detto “menno’; IN CARCERE
33. MONACO Cristian, nato a Napoli il 21104/1992, detto “melell”·, IN CARCERE
34 MONFRECOLA Ciro, nato a Napoli il 30/04/1954, detto “ò pompiere’; IN CARCERE
35 PAOLILLO Salvatore, nato a Napoli il 14/12/1981, detto “ò ntè”; IN CARCERE
36. PERSICHINO Eduardo, nato a Napoli il 01/10/1987, detto “à struttur”; IN CARCERE
37. PICCINELLI Maria, nato a Napoli il 02/12/1970;
38. PIPOLA Giuseppe, nato a Napoli il 04/07/1992; IN CARCERE
39. PUGLIESE Renato, nato a Napoli il 30.01.1986;
40 ROCCO Giuseppe, nato a Napoli il 25.11.1977;
41. SCOGNAMILLO Antonio, soprannominato “Tonino ò parente”, fu Scognamillo Pasquale, nato a Pozzuoli il 09.10.1968;
42 SORIANIELLO Simone, nato a Napoli il 15/05/1994; IN CARCERE
43 SORRENTINO Alfonso, nato a Napoli il 05.08.1976, soprannominato “ò buttafuori”;
44 SPIRITOSO Mario, nato a Foggia il 22/08/1983;
45 SPIRITOSO Antonio Pio, nato a Foggia il 20/11/1974;
46 TESTA Salvatore, nato a Napoli il 17/12/1991, soprannominato “ò Ti u T’;
47 TORTORA Alessandro, nato a Napoli il O 1/11/1993, detto ”giraffa’; IN CARCERE
48 VIGILIA Alfredo, nato a Napoli il 27.12.1967, detto “Alfredo ò nir”·, IN CARCERE
49 VIGILIA Alfredo Junior, Napoli il 30.4.1994, detto “Alfredino ò chiatt”; IN CARCERE
50 VIGILIA Antonio, nato a Napoli il 13.11.1969,detto “Antonio ò stuort”·, IN CARCERE
51. VIGILIA Luigi, nato a Napoli il 04/10/1989, noto “Gino Gigino”; IN CARCERE
52. VIGILIA Pasquale, nato a Napoli il 08.05.1988, detto “Lino”. IN CARCERE
(nella foto i due boss Alfredo Vigilia o’ niro e Alfredo Sorianiello o’ biondo)
Champions: Juve e Roma perdono senza conseguenze
Sconfitta a sorpesa e indolore per la Juve, che a Berna perde 2-1 contro lo Young Boys. Svizzeri vincenti grazie alla doppietta di Hourau, primo gol su rigore. Sullo zero a zero, tre occasionissime sprecate da Ronaldo. Nel finale, Dybala prima accorcia le distanze e poi segna il gol del pari, annullato per fuorigioco di Ronaldo. Nonostante la sconfitta, Juve prima nel girone grazie alla contemporanea vittoria del Valencia per 2-1 contro il Manchester United. A qualificazione col secondo posto già ottenuta, perde per 2-1 anche la Roma sul campo del Viktoria Plzen, gol della bandiera di Under, gol dei padroni di casa messi a segno da Kovanc e Chory.
Estorsione ai danni dei parenti: “datemi i soldi o vi ammazzo”, arrestato dalla polizia
Nella notte, personale della Polizia di Stato di Maddaloni, nel corso dei servizi di prevenzione e controllo del territorio, ha arrestato, in flagranza di reato di tentata estorsione ai danni di un parente, I. M., classe ’85, residente in San Nicola la Stradacon precedenti specifici. In particolare, gli operatori sono intervenuti in Maddaloni, a seguito di richiesta al 113 da parte di una delle vittime, la quale aveva riferito che I.M., si era presentato presso la propria abitazione con un bastone e, bussando insistentemente al portone, pretendeva denaro, minacciandola più volte di morte se non avesse
aderito alla sua richiesta. In tale circostanza il soggetto in questione, poiché la sua richiesta non veniva accolta, aveva scagliato un sasso verso la finestra, mandando in frantumi il vetro. Pertanto, i parenti spaventati e intimoriti per la loro incolumità e soprattutto perché il giovane era solito pretendere, con minacce, somme di danaro, hanno chiesto aiuto alla Polizia. Gli operatori, immediatamente giunti sul posto, hanno bloccato il soggetto nel parcheggio retrostante all’abitazione e hanno provveduto ad accompagnarlo presso gli Uffici del Commissariato di P.S. di Maddaloni, dove, al termine degli accertamenti di
rito, è stato tratto in arresto pe il reato di tentata estorsione e sottoposto agli arresti domiciliari, a disposizione dell’A.G. competente.
Napoli, avevano appuntamento con i killer al rione Amicizia le vittime dell’agguato di ieri sera durante Liverpool-Napoli
Napoli. Avevano un appuntamento con i loro killer i due uomini che ieri sera sono stati crivellati di proiettili in un’auto. Uno di loro, Giuseppe Santangelo, 29 anni, detto o’ casalese pluripregiudicato, legato fino a poco tempo fa al clan Amato-Pagano di Melito é morto in pochi attimi; l’altro, Fabio De Luca, 29 anni, uomo dei Mazzarella invece é ancora in rianimazione. Sono arrivati a bordo di un’auto a folle velocità all’ospedale San Giovanni Bosco, nei pressi dell’aeroporto di Capodichino. Secondo quanto ricostruito sinora dalla polizia, i due avevano un appuntamento con altre persone, probabilmente del clan Contini, che hanno il quartier generale proprio di fronte all’ospedale dove sono arrivati i due in fin di vita. Si tratta del rione Amicizia, un agglomerato di case popolari dove ieri, fino a tarda notte, la polizia ha cercato tracce del raid. La ricerca, per ora, non ha portato ai risultati sperati. De Luca, per gli inquirenti é vicino al clan Mazzarella, cosca da sempre nemica dei Contini. Tuttora c’e’ una faida che in più parti della città sta generando forti tensioni a suon di stese e attentati: a Forcella, a Poggioreale, ai Decumani. E proprio ai Decumani e quindi al centro storico, si arriva scavando nella vita di Santangelo che tre anni fa fu arrestato in un summit a casa dei Sibillo, gruppo criminale che ha seminato terrore tra i vicoli, con agguati e raid armati con spari in aria durante la faida della ‘paranza dei bambini’. Santangelo fu sorpreso nell’appartamento dei boss con altre nove persone di altre cosche. Lui rappresentava gli Amato-Pagano di Secondigliano. In quel periodo infatti era uno dei fidati del boss Ciro Mauriello e di Pietro Caiazza. Il nome infatti compare spesso nell’ordinanza cautelare che ha ricostruito il duplice omicidio di Alessandro Laperuta e Achir Muhamed Nuvo uccisi nell’estate del 2016 dal figlio minorenne della donna boss Rosaria Pagano e condannato a 18 anni di carcere. Santangelo era uno degli assidui frequentatori della casa di Ciro Mauriello dove avvenivano i summit intercettati e che hanno portato a scoprire gli autori del duplice omicidio delle palazzine di Melito. Il 6 febbraio del 2015 Giuseppe Santangelo era stato arrestato nel corso di un blitz del commissariato
Decumani in via Santi Filippo e Giacomo. Con lui c’erano personaggi della malavita di Secondigliano e del centro storico, tra cui Vincenzo Sibillo (padre del giovane defunto ras Emanuele e del fratello Pasquale. Al momento dell’irruzione, la Polizia sequestrò armi e munizioni che i partecipanti al summit avevano con loro. I fermati provarono a giustificarsi dicendo che erano li per una partita a carte ma non furono trovate le carte da gioco bensì 4 pistole e un borsello con all’interno 150 munizioni di vario calibro. L’appartamento risultò intestato ad una parente di Pasquale Sibillo che fu denunciata. In manette finirono il 40enne del Quartiere San Carlo Giuseppe Sollami, il 48enne del Quartiere Pendino Vincenzo Sibillo, il 36enne del Quartiere San Ferdinando Luigi De Crescenzo, il 30enne del Quartiere Miano Elia Cancello, il 45enne di Scampia Massimo Iair, il 24enne del Quartiere Pendino Luca Capuano, il 23enne del Quartiere Vicaria Pasquale Sibillo, il 23enne di Mugnano di Napoli Luigi Di Rupo, (ucciso in un agguato a Mleito nel gennaio del 2016) il 45enne di Secondiglian,o Corrado Orefice e l’allora 25enne di Secondigliano, Giuseppe Santangelo, ucciso ieri sera. Gli investigatori non tralasciano alcuna pista. Ma è certo che le fibrillazioni tra i vari clan della camorra sembrano aver coinvolto varie zone di Napoli e gli assetti criminali sembrano siano stati scompaginati negli ultimi tempi da nuove alleanze e tradimeneti. E dentro questo scenario che è maturato l’agguato di ieri sera poco dopo che ad Anfield era cominciata Liverpool-Napoli.
Aversa, 31enne catturato dopo numerose rapine: deve scontare quasi 5 anni di carcere
Aversa. Gli agenti del Commissariato P. S. diretti dal primo dirigente Vincenzo Gallozzi, hanno dato esecuzione al Provvedimento di Esecuzione di Pene Concorrenti emesso in data 07.12.2018 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Ufficio Esecuzioni Penali, nei confronti di D.P.G, aversano di 31 anni, condannato alla pena complessiva della reclusione di anni 4, mesi 7, giorni 5 e della Multa di 5.284,00 Euro perché ritenuto responsabile di numerose rapine aggravate commesse nella provincia di Caserta. Le mirate attività di ricerca si concludevano questa mattina con la cattura dell’uomo che veniva fermato nel comune di Lusciano. Ultimate le formalità di rito l’uomo veniva associato alla Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere.
Million Day: la fortuna arriva a Sant’Arpino in provincia di Caserta
Vinto un milione di euro a Sant’Arpino nel casertano. Nell’estrazione delle 19,00 a Sant’Arpino, il paese dell’agro aversano, con il nuovo gioco “Million Day” un fortunato giocatore ha beccato la cinquina vincente 15-20-25-41-43. Nel paese subito si è aperta la caccia al vincitore.
Cavese da urlo, gran vittoria sul campo della Reggina
Grande Cavese nel turno infrasettimanale, con la prima vittoria esterna conquistata in campionato. La dura legge dell’ex, quella di Sciamanna, che si esalta con una doppietta e conduce la truppa di Modica ad espugnare alla grande il Granillo di Reggio Calabria, il resto in termini di gol lo fa Flores Haetley. Ma gli applausi spettano a tutti, rotta la serie di pareggi con una vittoria strameritata e pesante. La Cavese crea subito una buona occasione al 7’ con Fella, che servito dallo scambio tra Palomeque e Logoluso, chiama alla respinta in angolo il portiere i casa. Vono, invece, mette i pugni sulla balistica tentata da Marino. Subito dopo, Ungaro mette di poco a lato. Bella chance sulla testa di Manetta al 21’ sugli sviluppi di un corner, bravo il Confente a sventare. Fella piazza un destro a giro che si perde largo di poco. Botta e risposta, Sandomenico telefona il diagonale a Vono. Al 5′ della ripresa, passa la Cavese. Logoluso recupera un pallone ai limiti dell’area serve al centro il liberissimo Sciamanna, che in spaccata fa gol. Reggina catapultata in avanti, ne approfitta ancora Sciamanna, che raddoppia con un sinistro all’incrocio dei pali. Fella fallisce l’occasione per il tris immediato, che invece arriva nel recupero grazie al contropiede finalizzato da Flores Haetley.
Caserta, il generale della guardia di finanza Pomponi in visita al comando provinciale
Il Comandante Regionale – accompagnato dal Colonnello Andrea Mercatili, Comandante Provinciale di Caserta, e dal Tenente Colonnello Luca Gennaro Cioffi, Comandante del locale Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria – si è, quindi, recato prima presso la Prefettura di Caserta e poi presso il Tribunale e la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere dove ha salutato, rispettivamente, il Prefetto, Raffaele Roberto, il Presidente del Tribunale, Gabriella Maria Casella, e il Procuratore Capo, Maria Antonietta Troncone, con i quali si è intrattenuto sulle peculiarità del contesto criminale territoriale, assicurando al riguardo la più ampia collaborazione da parte della Guardia di Finanza, con particolare riguardo agli ambiti di specialità del Corpo.
Festività natalizie a Napoli, il comitato ordine pubblico rafforza i controlli
Napoli. Festività natalizie e turismo: il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha deciso di rafforzare i controlli soprattutto in città. Una verifica “delle pianificazioni di sicurezza approntate per le prossime festività natalizie e di fine anno” è stata fatta oggi nel corso dei lavori del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Napoli, presieduto dal prefetto Carmela Pagano, alla presenza del Questore De Iesu, e dei Comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri, Del Monaco, e della Guardia di Finanza, D’Alfonso. I controlli, nel quadro della generale intensificazione delle attività delle Forze dell’Ordine, con il coinvolgimento dei corpi di polizia locale, saranno intensificati “nelle zone cittadine più interessate dalla presenza di turisti, come le aree museali, il centro storico, le zone della movida, il lungomare, porti, aeroporti, stazioni e arterie stradali nonché in occasione degli eventi organizzati durante le festività, con particolare riferimento al 24 dicembre e a Capodanno”. Uno specifico programma di controlli riguarderà le discoteche. Particolare attenzione è stata dedicata anche all’intensificazione delle attività di controllo di fabbriche, depositi ed esercizi di minuta vendita di fuochi e giochi pirotecnici nonché all’azione di contrasto della vendita di prodotti contraffatti e di giocattoli pericolosi.
Minacce e intimidazioni ai giornalisti campani: discussione nel Comitato provinciale per l’ordine pubblico
Napoli. Le intimidazioni e le minacce ai giornalisti nel Napoletano sono stati oggetto del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica di Napoli, presieduto dal prefetto Carmela Pagano. Alla presenza del presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, si legge in una nota, “è stato esaminato il fenomeno di atti intimidatori nei confronti di giornalisti, per il quale, a tutela della sicurezza dei medesimi e della libertà di informazione, costituzionalmente garantita, presso il Ministero dell’Interno opera un Centro di coordinamento ed un organismo di supporto per il monitoraggio, l’analisi e lo scambio di informazioni”. Da Lucarelli, prosegue la nota, è stato sottolineato “che un canale emergente e privilegiato per detti atti intimidatori è costituito dai social. Nello specifico, a fini di potenziamento della prevenzione, si è ritenuto di attivare un canale di comunicazione diretto tra l’Ordine dei Giornalisti e i vertici delle Forze di Polizia”. Il presidente dell’Ordine inoltre “sensibilizzerà i propri iscritti a segnalare ogni episodio afferente al fenomeno”. Le modalità convenute si aggiungono, conclude la nota, “alla stretta collaborazione già esistente tra Prefettura, le Forze dell’Ordine e l’Ordine dei Giornalisti nonché alle misure di tutela già attive nei confronti di giornalisti, destinatari di minacce, in quest’area Metropolitana”.



