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Salernitana, via Colantuono, c’è Drago in pole position

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Stefano Colantuono ha rassegnato le dimissioni da allenatore della Salernitana. E’ quanto fa sapere la societa’ campana con una nota pubblicata sul proprio sito. La decisione e’ arrivata dopo la sconfitta subita domenica a Carpi, la terza consecutiva per la squadra campana. “Nel ringraziarlo per le prestazioni offerte e la professionalita’ profusa, la societa’ augura al tecnico le migliori fortune”, il saluto del club a Colantuono. In attesa d’individuare il successore, la seduta di allenamento odierna nel ritiro di San Gregorio Magno sara’ diretta dall’allenatore in seconda Roberto Beni. Per la sua sostituzione il favorito è Drago. Ma attenzione ad altri candidati: Baroni, Calori, Cosmi e il grande sogno chiamato Delio Rossi.

Mourinho non è più l’allenatore del Manchester United

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José Mourinho non è più l’allenatore dei Red Devils. Lo ha annunciato lo stesso club inglese, con un breve comunicato sui suoi profili social: “Il Manchester United ha annunciato che José Mourinho ha lasciato il club – la nota ufficiale. Vogliamo ringraziarlo per il lavoro svolto in questo periodo e augurargli i migliori successi per il futuro”. Non è chiaro se Mourinho abbia lasciato lo United come si evincerebbe dalla breve nota del club o se sia stato licenziato. Formula volutamente vaga per evitare complicazioni legali dal momento che gli avvocati delle due parti stanno lavorando in queste ore per trovare una soluzione per la rescissione del contratto e l’indennizzo che spetterà al portoghese (pare circa 30 milioni di euro), legato allo United fino al 2020. Mourinho potrebbe aver chiesto di rendere pubblica la separazione sotto forma di addio volontario per questioni di immagine. “Un nuovo manager – scrive il club – sarà nominato fino al termine della stagione in corso, mentre il club avvierà un processo di reclutamento più approfondito per un nuovo manager a tempo pieno”, in vista del prossimo campionato. Potrebbe trattarsi di Michael Carrick ritiratosi al termine dell’ultima stagione, era subito entrato a far parte dello staff tecnico del Manchester.

Il faccendiere dei Casalesi era finito in carcere e il clan faceva estorsioni agli imprenditori Croati e Sloveni per recuperare: 7 arresti

La Dia di Trieste, con l’ausilio della DIA di Napoli, di Milano, di Padova e di Bologna e della guardia di finanza del capoluogo giuliano, ha eseguito 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di soggetti accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso, per avere costretto professionisti e imprenditori italiani e stranieri, attraverso minacce e intimidazioni, a rinunciare a ingenti crediti, al fine di favorire gli interessi del clan camorristico dei Casalesi.Sono in corso numerose perquisizioni domiciliari a Napoli, Milano, Modena, Padova, Treviso, Udine, Portogruaro  e Trieste. Sono in tutto 13 gli indagati. Devono rispondere di aver partecipato, a vario titolo, ad estorsioni commesse in Croazia e pianificate in Italia in danno di imprenditori e professionisti, alcuni dei quali italiani e operanti a Pola, in Istria croata. I delitti si sono consumati attraverso minacce e intimidazioni, perciò con metodo mafioso, finalizzate a favorire gli interessi del clan camorristico dei Casalesi. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere ottenute dal presidente della sezione per le Indagini preliminari Guido Patriarchi fanno seguito alle indagini coordinate dal procuratore della Repubblica Carlo Mastelloni e dal sostituto procuratore della Dda di Trieste.

Dall’indagine è emerso che Fabio Gaiatto, 43 anni, imprenditore, presunto intermediario finanziario di Portogruaro in provincia di Venezia, attualmente detenuto per altra causa, avrebbe investito 12 milioni di euro appartenenti a consorterie criminali riconducibili al clan dei Casalesi. Secondo gli investigatori Gaiatto avrebbe allestito un complesso sistema per investire illecitamente i capitali utilizzando diverse società con sede in Croazia, Slovenia, Gran Bretagna. Le autorità croate, nei primi mesi del 2018, sulla base di denunce acquisite da un professionista croato e accogliendo le istanze di altri creditori, hanno proceduto al pignoramento dei conti correnti delle società facenti capo a Gaiatto, disponendo il blocco finanziario delle stesse, così oggettivamente impedendogli di restituire quanto investito dal clan. Conseguentemente all’acuirsi del dissesto finanziario di Gaiatto e le contestuali pressanti esigenze dei suoi sodali campani di rientrare in possesso delle ingenti somme impegnate, gli stessi avrebbero messo in atto in un limitato arco temporale condotte estorsive nei confronti di numerosi professionisti, italiani e croati. In tale contesto è emerso il ruolo iperattivo di soggetti riconducibili a organizzazioni camorristiche i quali, in primis, assumevano la tutela di Gaiatto garantendogli una sorta di protezione da eventuali attività ritorsive dei creditori, esasperati per il mancato rientro dei capitali investiti, assicurando al medesimo la loro costante presenza nella sua abitazione e/o accompagnandolo in occasione dei suoi spostamenti.

Gli stessi arrestati – Francesco Salvatore Paolo Iozzino, 56 anni, imprenditore nato a Legnano ma di origini napoletane e residente a Resana in provincia di Treviso; Gennaro Celentano, detto ‘Genny’, 34 anni, di Napoli, già detenuto; Mario Curtiello, detto ‘Mariano’, 36 anni, di Napoli, già detenuto; Walter Borriello, 42 anni, di Torre del Greco; Luciano Cardone, 37 anni, di Torre del Greco e domiciliato a Soliera (Modena); Domenico Esposito, 45 anni di Napoli, residente a Sant’Antimo  – e altri sodali indagati, avvalendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo e delle condizioni di assoggettamento e di omertà che ne derivavano, avrebbero costretto le vittime a rinunciare agli ingenti crediti da essi vantati nei confronti di Gaiatto, inducendole anche a cedere a quest’ultimo beni mobili e immobili senza alcun corrispettivo, nonché a fare consistenti prestiti che poi avrebbero dovuto far confluire sul conto di società del faccendiere. Numerosi gli episodi estorsivi emersi che non solo hanno evidenziato la determinazione a delinquere degli arrestati ma anche i consistenti interessi economici in gioco, pari a un giro di affari di decine di milioni di euro. Decine sono le perquisizioni svolte nei confronti di altri indagati, tra cui diversi personaggi che avrebbero aiutato Fabio Gaiatto a eludere le investigazioni dell’autorità giudiziaria triestina. Complessivamente sono stati impiegati oltre una cinquantina di appartenenti alla Dia e 40 militari della guardia di finanza di Trieste, oltre all’Ottavo reggimento genio guastatori di Legnago (Verona). Gli arresti e le perquisizioni hanno investito i territori della provincia di Napoli, Milano, Modena, Treviso, Padova, Portogruaro , Udine e Trieste.

Napoli, l’Inter prepara il Boxing Day

L’Inter si prepara al primo ‘Boxing Day’ della Serie A a San Siro. Il campionato scendera’ in campo anche durante le feste natalizie e la sfida tra i nerazzurri e il Napoli andra’ in scena il giorno di Santo Stefano, mercoledi’ 26 dicembre, alle 20.30 a San Siro. Il pubblico al Meazza sara’ quello delle grandi occasioni: come informa l’Inter sul proprio sito, sono gia’ 56.000, infatti, i biglietti venduti e si va verso quota 60.000, con l’apertura del terzo anello rosso. Il pubblico di San Siro sara’ coinvolto in una coreografia natalizia che accogliera’ in campo le squadre prima del fischio d’inizio.

Napoli, chiusa la piazza di spaccio del parco Castellino: hashish targato ‘Instagram’

Ieri sera gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Scampia hanno arrestato Salvatore Cutarelli, 35enne, con precedenti di polizia, per il reato di detenzione e vendita di sostanza stupefacente tipo hashish. Grazie all’operosità investigativa, supportata da strumentazioni elettroniche ,gli agenti sono riusciti a mettere a scacco il fiorente mercato dello spaccio messo in essere dal 35enne, nel parco Castellino di Scampia.I poliziotti hanno rinvenuto, nascosti all’interno di una lavatrice e di un grosso vaso decorativo, adiacente all’abitazione del Cutarelli, 6 panetti di hashish, per un peso complessivo di circa 600 grammi. Inoltre all’interno dell’abitazione è stato rinvenuta una lama di 17 cm e tutto l’occorrente per il taglio e il confezionamento delle dosi.Elemento che ha incuriosito i poliziotti è che sui panetti venivano riportati i nomi di “Instagram” o “Oscar”, utilizzati per differenziare la qualità della droga. Salvatore Cutarelli è stato arrestato e condotto, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, presso il Carcere di Poggioreale.

Musica e solidarietà su palco del Modo Club di Salerno

Giovedì 20 musica e solidarietà nel club di Viale Bandiera. L’incasso della serata sarà devoluto alla Mensa dei Poveri di San Francesco. Beats, jazz, elettronica, melodia soul, ambient. È il sound avvolgente, intenso, notturno e riflessivo che segna il consueto appuntamento di dicembre targato Hub Music Project. Anche quest’anno, l’associazione salernitana, grazie alla disponibilità del Modo Club, si propone con la sua notte di musica e solidarietà. Appuntamento giovedì 20 dicembre in quel di Via Bandiera: l’incasso sarà devoluto alla Mensa dei Poveri di Salerno. L’evento è organizzato con il patrocinio del Comune di Salerno. Sul palco i Dining Rooms, il duo milanese formato da Cesare Malfatti e Stefano Ghittoni, e Georgette Kalweit, artista statunitense a tutto tondo che si divide tra la pittura e la musica. La sua voce inconfondibile è stata quella dei Delta V: immergersi fino a perdersi nel loro sound non sarà difficile.
The Dining Rooms prende il via nel 1998, in un’era musicale molto fluida dal punto di vista dell’evoluzione sonora. C’era in giro una notevole varietà nel suono elettronico non necessariamente destinato al dancefloor, dall’eco delle vicende di Bristol alle derive più astratte dell’hip hop, fino a quel filone che all’epoca venne definito downtempo. Vent’anni fa Malfatti cantautore e musicista, uno dei pionieri della scena musicale alternativa italiana, membro degli Afterhours tra la fine degli anni ’80, fa nascere i La Crus, vince il Premio Tenco e nello stesso anno, su iniziativa Ghittoni, dj e cantante milanese già con Subterranean Dining Rooms mette in piedi il progetto di elettronica vintage dei The Dining Rooms. Sonorità elettroniche e digitali, il loro mood è l’analogico. Dodici ad oggi gli album all’attivo. Con loro dal vivo sul palco del Modo Club anche Georgette Kalweit, poliedrica artista che può vantare molta esperienza nel mondo della musica elettronica, jazz e rock. Arrivata in Italia nel 1986 per studiare arte a Firenze (ha una laurea in pittura, incisione e storia dell’arte) è conosciuta al grande pubblico per essere stata la voce dei Delta V dal 2001 al 2004. Musicalmente ha lavorato anche in diversi gruppi funk, si è dedicata al lounge-jazz e, tra il 2009 ed il 2015, ha militato nel gruppo dei Kalweit and the Spokes che ha dato alle stampe 2 album. Con i the Dining Rooms ha inciso “Ink”, brano rifatto anche con The Cinematic Orchestra.
Tutto pronto dunque per questo esplosivo ed energetico happening di Natale targato Hub Music Project – un’occasione per scambiarsi gli auguri ma anche per fare una buona azione – a favore della storica mensa salernitana, fondata nel 1994 da Mario Conte, oggi punto di ristoro e luogo di aggregazione familiare per tanti bisognosi con una media di circa 150 pasti caldi al giorno distribuiti gratuitamente. All’ingresso del Modo una postazione permetterà di fare un’offerta libera in favore della Mensa di San Francesco.
INFO UTILI Per maggiori informazioni: 348 5680083 – info@hubmusicproject.it.
Modo 089 303130.

‘A Sud – Terzo Movimento’, il laboratorio artistico interculturale promosso da La Bazzarra

Aperte a Torre del Greco (NA) le audizioni per “A Sud – Terzo Movimento”, il nuovo progetto artistico realizzato da “La Bazzarra” di Gigi Di Luca grazie alla vittoria del Bando “S’Illumina – Periferie Urbane” emanato da S.I.A.E e Mibac. Attori, cantanti, danzatori e performers potranno partecipare ai provini che, prossimamente, selezioneranno i partecipanti a questo nuovo percorso di integrazione culturale. “A Sud” è un progetto artistico e sociale finalizzato ad offrire a giovani italiani ed immigrati momenti d’incontro e di scambio e opportunità di formazione professionale nel settore attraverso la partecipazione ad un percorso di formazione artistica interculturale e alla produzione di uno spettacolo multidisciplinare.
Laboratori artistici e workshop improntati al dialogo tra forme espressive differenti, con professionisti provenienti dai principali ambiti artistici. Il percorso prevede la produzione dello spettacolo multidisciplinare, con la regia di Gigi Di Luca, “A Sud – Terzo Movimento”, in cui confluiranno espressioni artistiche tradizionali rilette in chiave contemporanea e nuovi linguaggi metropolitani. I laboratori, che dureranno fino alla primavera 2019, si svolgeranno tra San Giorgio a Cremano, Torre del Greco e il centro di Napoli, saranno totalmente gratuiti e vi potranno partecipare i giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Sarà, inoltre, ammessa la partecipazione di over 35 nella misura del 20% dei componenti il gruppo. “Il Progetto A Sud si riaccende con il terzo movimento dedicato alle periferie culturali. Cresce l’esigenza – dichiara Gigi Di Luca – di indagare in quel mondo culturale, nuovo ed antico, che da periferia diventa “centro”, di idee, pensieri, fusioni. A Sud è un laboratorio artistico aperto ai giovani, che vuole raccontare l’umanità e la bellezza che nasce e si produce ai margini delle culture dominanti e che del Sud sono espressioni e simboli allo stesso tempo.”
Informazioni e contatti: generazioni@festivalethnos.it –  081 8823978

Ruba soldi dalla cucina del santuario di Pompei: inseguito e arrestato giovane serbo

Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Pompei hanno arrestato Kizo Omserovic, di 29 anni, responsabile del reato di furto. Ieri pomeriggio i poliziotti, nel percorrere lungo Viale Giovanni Paolo XXIII, hanno notato un giovane inseguito dal personale del santuario. Subito raggiunto e bloccato, gli agenti hanno scoperto che il giovane serbo poco prima era entrato nella chiesa aveva raggiunto la cucina rubando la somma di euro 675,00 che gli è stata trovata indosso. Nel momento in cui rubava il ladro era stato scoperto da una suora che ha dato l’allarme al personale presente in chiesa. Il ladro è stato bloccato poi in strada dai poliziotti, arrestato e stamane in attesa del giudizio direttissimo. Il denaro è stato poi restituito al santuario.

Ora sono tutti morti: sale a 5 il numero delle vittime del finanziere killer nel Casertano

Ora sono tutti morti: sale a 5 il numero delle vittime del finanziere-killer. È morta in ospedale anche Assunta Laurenza, ferita gravemente nel folle gesto di Marcello De Prata. Strage in famiglia, sale a 5 il numero delle vittime del finanziere-killer. È morta all’ospedale San Rocco di Sessa Aurunca Assunta Laurenza, quarta vittima della strage compiuta lo scorso 15 novembre dal finanziere Marcello De Prata nella cartoleria di via Roma a Vairano Patenora, in cui hanno perso la vita la moglie Antonella, la cognata Rosanna e il padre delle due sorelle, Mario.

Gustavo Gentile

Colpo grosso nella scuola: rubati 21 pc e 18 tablet. Arrestati due pregiudicati di Somma Vesuviana

I carabinieri del comando provinciale di Napoli con il supporto dei colleghi di Salerno hanno arrestato, a Mercato San Severino, 2 soggetti di Somma Vesuviana per un furto perpetrato questa notte nell’istituto “don Salvatore Guadagno”.
Salvatore Gatto, 38 anni e Ferdinando Buonocore, 41, si erano introdotti nella scuola dopo aver forzato il cancello d’ingresso e sono stati arrestati in flagranza mentre rubavano 21 p.c. e 18 tablet tenuti all’interno di armadi metallici.
Dopo il furto si sono precipitati fuori: Buonocore è saltato giù dalla finestra del primo piano procurandosi alcune fratture ed è stato arrestato fuori dal plesso; Gatto è stato invece preso all’interno della stazione ferroviaria dove verosimilmente voleva prendere il primo treno e tornare a casa. Il materiale didattico è stato recuperato dai carabinieri e riconsegnato al dirigente dell’istituto scolastico. Gli arrestati sono in attesa del giudizio direttissimo.

400 bambini autistici casertani restano senza terapia. Le mamme: ‘Aiutate i nostri figli’

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Bambini autistici di 6 anni esclusi da ogni progetto dell’Asl Caserta. Lo denunciano i familiari che hanno anche organizzato una petizione on line per chiedere al direttore generale Mario De Biasio di rivedere la delibera firmata il 14 dicembre scorso. Col provvedimento si sospende il servizio di terapia ABA ai bambini al di sopra dei 6 anni che soffrono di autismo senza motivarne le cause. “La conseguenza di questo provvedimento – denunciano i genitori – sospende dalla terapia nei centri convenzionati i bambini che di fatto resteranno senza nessun altro tipo di terapia neanche alternativa, in quanto i centri hanno lunghe file d’attesa e posti ormai già assegnati da qualche mese. Il problema è enorme in quanto un bambino che ha iniziato un percorso terapeutico non troverà continuità e tornerà al punto di partenza dopo enormi sacrifici sia del personale addetto, sia dei genitori e maestri di scuola che hanno cominciato questo percorso anni addietro. Al momento i bambini che resteranno fuori da questa prestazione sanitaria sono circa 400 solo nella provincia di Caserta”.

Gustavo Gentile

Arrestato a Roma il noto immobiliarista di Aversa, Giuseppe Statuto per un buco da 32 milioni di euro

La Guardia di Finanza di Roma ha arrestato ai domiciliari per bancarotta il noto immobiliarista di Aversa Giuseppe Statuto e il suo braccio destro Massimo Negrini.
La misura cautelare, emessa dal gip, è stata eseguita dai militari del comando provinciale di Roma, al termine delle indagini coordinate dalla procura. Giuseppe Statuto, 51 anni, e il suo collaboratore Massimo Negrini, 64 anni, sono ritenuti responsabili della bancarotta fraudolenta della ‘Brera Srl’. Secondo quanto spiega la Guardia di Finanza, Statuto sarebbe stato “protagonista di rilevanti iniziative speculative, soprattutto nel settore immobiliare”.
A fronte della crisi del comparto, il gruppo Statuto, a cui fanno capo centinaia di imprese, ha orientato il proprio business, nel tempo, verso la gestione di alberghi di lusso nelle città di Venezia, Milano e Taormina. Dagli approfondimenti investigativi condotti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, è emerso che gli arrestati “hanno distratto dal patrimonio della società fallita oltre 8 milioni di euro, relativi a un credito vantato verso la società controllante, la Michele Amari Srl, trasferendolo fittiziamente a due società con sede a Lussemburgo appartenenti allo stesso gruppo e rendendolo, come si legge nel provvedimento, ‘di fatto irrecuperabile, mediante un complesso intreccio di negozi giuridici fraudolenti, indice dell’elevata professionalità degli indagati'”.
In particolare, il credito, inizialmente costituito da somme che giacevano su un rapporto di conto corrente cointestato alla Brera e alla Michele Amari, è stato trasformato in un finanziamento fruttifero infragruppo concesso, in successione, a due persone giuridiche anonime lussemburghesi con una situazione economico-patrimoniale estremamente compromessa.
Questa condotta, sottolinea il gip nell’ordinanza, “non è stata occasionale o sporadica”, in quanto rientra “in un più ampio disegno criminale” messo in atto dagli indagati attraverso la “creazione di società al solo scopo speculativo, le quali sono state sistematicamente e in maniera preordinata portate al fallimento, come di fatto sta avvenendo per numerose società del gruppo Statuto”. I fatti contestati a Statuto e Negrini che, per impedire agli investigatori di risalire alle proprie responsabilità, hanno occultato parte della documentazione contabile, hanno provocato il dissesto e il successivo fallimento della Brera, dichiarato nel 2016, con un passivo pari a oltre 32 milioni di euro, gran parte dei quali nei confronti del Fisco.

 Gustavo Gentile

Quarto, picchia compagna, figlia e fidanzato e poi li chiude in casa: arrestato 36enne

Quarto. E’ accusato di aver malmenato la a compagna, la figlia 16enne ed il fidanzato di lei che ha tentato di proteggere le donne. Poi ha messo a soqquadro tutta l’abitazione, rotto mobili, gettato a terra effetti personali e suppellettili, poi ha chiuso in casa i 3 e si e’ allontanato. Ma e’ stato successivamente bloccato dai carabinieri che nel frattempo erano stati allertati dalle vittime. Il fatto e’ avvenuto a Quarto, dove in manette e’ cosi’ finito un 36enne del posto. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori erano mesi che percosse e ingiurie si ripetevano ma la donna non aveva denunciato. Adesso le dichiarazioni della vittime hanno permesso di arrestare l’uomo che e’ stato condotto in carcere.

Daniela Martani: ‘Ho salvato cinque cani di combattimento dalla Camorra a Napoli’

Daniela Martani parla a Rai Radio2, nel corso del format “I Lunatici”, del suo salvataggio di cinque cani a Napoli: “C’erano questi cinque cani legati a catena davanti alla porta di casa situata al piano terra. Mi sono introdotta in questa via e li ho visti, ho chiesto spiegazioni a quello che doveva essere il proprietario, a un certo punto mi hanno detto di andarmene perché quei cani erano di brutti ceffi, brutte persone. Ora questi cani sono stati adottati, erano tenuti per i combattimenti o per farli procreare. Erano in mano a brutti ceffi, si parla addirittura di camorra napoletana. Il mio nome non è apparso fino ad ora, adesso che questi cani hanno trovato una nuova sistemazione ho voluto raccontare cosa è accaduto, perché non bisogna mai voltare la testa davanti a chi ha bisogno di aiuto, sia che si tratti di esseri umani sia che si tratti di animali”. Martani ha poi raccontato di aver ricevuto un messaggio da Fedez: “Attacco da diverso tempo Chiara Ferragni perché continua a pubblicizzare pellicce sui suoi social. Anche Fedez ha indossato un pelliccione di coyote di un famoso marchio. Lui è un po’ ipocrita, aveva scritto una canzone contro le pellicce, poi si è sposato Chiara Ferragni ed ha cambiato idea. Ultimamente ho fatto un altro post dove ho taggato sia lui che Chiara Ferragni, insieme ad altri marchi che continuano a produrre pellicce, domandandomi se fossero intenzionati a smettere di usare pellicce o se avessimo invece dovuto definirli assassini. C’era il punto interrogativo. Lui mi ha scritto in privato minacciandomi di portarmi in tribunale, è rimasto molto colpito sia per lui che per la sua compagna. Mi ha detto che li ho chiamati assassini, ma non è così. Questa gente che continua nel 2019 a sponsorizzare il massacro di animali innocenti solo per vanità è intollerabile. Non si può più accettare una cosa del genere. Venissero a vedere con me un video in cui vengono scuoiati vivi gli animali. Chi usa le pellicce si dovrebbe vergognare di camminare per strada. Persone con milioni di fans dovrebbero assumersi la responsabilità di lanciare anche dei messaggi etici”.

Uccise il compagno dell’ex: fine pena mai

Uccise il compagno dell’ex, condanna all’ergastolo con l’isolamento diurno per sei mesi per Giovanni Calenzo. L’omicidio si consumò il 10 giugno del 2017. La vittima, Giuseppe Capraro, imprenditore 56enne fu colpito 90 volte al volto, al torace e al collo nella ex abitazione di Calenzo. L’uomo quella mattina si apprestava a fare colazione con la sua compagna, l’ex moglie di Giuseppe Capraro. La donna era fuggita dal marito che si rivelava violento nei suoi confronti. Nella giornata di ieri è arrivata la sentenza pronunciata dalla Corte d’Assise del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. I giudici hanno confermato che l’omicida in quel momento era capace di intendere e di volere ed è per questo che i giudici hanno disposto anche una serie di pene accessorie tra cui il risarcimento delle parti civili. Prima del delitto l’uomo scrisse una lettere a sorella e familiari dicendo anche che si sarebbe ucciso. Voleva uccidere l’intera famiglia e per questo ha ricevuto anche la condanna per tentato omicidio della figlia e dell’ex moglie.

‘Serata Romantica’, con Andrea Sirianni e i solisti del Balletto del Sud al Teatro Italia

Spettacolo con musiche di Chopin, Adam, Schneitzhöffer, Brahms, Verdi e le poesie di Giacomo Leopardi. Le più belle pagine del repertorio ballettistico romantico (Giselle, La Sylphide, la Bayadere, Les Sylphides) intervallate dai brani di Chopin e le rime del poeta di Recanati ritenuto il maggior poeta dell’Ottocento italiano e una delle più importanti figure della letteratura mondiale. Mercoledì 19 dicembre, alle ore 20,30, andrà in scena lo spettacolo, fuori abbonamento “Serata Romantica” con Andrea Sirianni e i “Solisti del Balletto del Sud”. Il programma, concepito e diretto da Fredy Franzutti, che cura anche alcune coreografie, è uno studio che realizza uno spettacolo di danza con diverse formule: esibizione con corpo di ballo, orchestra fino al raffinato programma per danzatori solisti, attore e pianoforte. Molte sono le qualità che accostano la poetica di Leopardi alle melodie di Chopin e la musica romantica, caratterizzate dal pessimismo degli autori: probabile effetto delle patologie che spesso li affliggevano e sviluppatesi successivamente in un sistema complesso poetico e filosofico. Durante la serata i brani più celebri del balletto per antonomasia e del più famoso poeta italiano dell’Ottocento, rievocheranno le “sempiterne” suggestioni del Romanticismo, di cui furono tra i massimi rappresentanti.

‘Sala d’attesa’, con Ivan e Cristiano per la regia di Pino L’Abbate al Teatro Nuovo

Saranno in scena al Teatro Nuovo di Napoli, da giovedì 20 dicembre 2018 alle ore 21.00 (in replica fino a sabato 22 dicembre) Ivan e Cristiano con lo spettacolo “Sala d’attesa”, scritto da Ivan Fedele e Cristiano Di Maio e diretto da Pino L’Abbate, che racconta la storia di due personaggi opposti in attesa di un ‘sogno’. L’allestimento scenico, presentato da Best Live, è a cura degli studenti di Extralab dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, condotto dal Professor Rino Squillante, la voce off è di Ilaria Scarano, le musiche originali di Gianpaolo Ferrigno e Antonio Ottaviano, i costumi di Mattia Sartoria. La vicenda si svolge nella sala d’attesa di un’importante azienda, la “Dream Agency” che produce giovani artisti. Qui s’incontrano Giulio (Cristiano Di Maio) e Camillo (Ivan Fedele), rispettivamente un poeta e uno sceneggiatore, due anime solitarie, due caratteri differenti, quasi agli antipodi, ma accomunati da un grande senso di solitudine. I due protagonisti attendono in una sorta di “acquario”, sospesi nel tempo e nello spazio, il fantomatico Dott. Raggi, un produttore che potrebbe cambiare loro la vita. “Come in Aspettando Godot di Beckett (testo cui i due autori si ispirano) – si legge in una nota del regista – l’attesa diventa un pretesto per mettere a nudo le anime dei protagonisti, per scavare in quella umanità che ha bisogno di essere riportata a galla. La sala d’attesa diventa, dunque, un non luogo sospeso”. I due malcapitati, da una primigenia timidezza e diffidenza, con evidenti, pur anche sfumate, tracce di schizofrenia, passano a una confidenza sempre maggiore, scoprendosi a parlare di sogni, incertezze, illusioni, delusioni, fino a confessarsi manie e preoccupanti linee d’ombra della propria lacerata personalità. Camillo e Giulio si ritrovano a dar vita a conversazioni dai temi sempre più ruvidi, in maniera lieve, con battute e sprazzi di stralunata comicità. Tra una partita di sottomuro con le monetine e il ricordo di un’infanzia segnata dal dolore, tra “merende Kolossal” e la preoccupazione per un futuro ricco di incertezze, arriveranno all’incontro finale con il produttore. Due personaggi strampalati, nati dalla scrittura e dalla presenza scenica di Ivan e Cristiano, che mantengono il tema degli opposti, e che a proposito commentano: “Era arrivato per noi il momento di rappresentare questo spettacolo, e abbiamo scelto un luogo storico come il Teatro Nuovo di Napoli. Veniamo dal mondo del teatro e Sala d’attesa rappresenta, per noi, l’esigenza di sperimentare e trovare nuovi stimoli”.

‘Terraneo’, una fiaba sul mare comune. Un messaggio di pace e fratellanza

C’era una volta “TERRANEO”, la favola del grande mare comune, che abbraccia e separa, scritta da due architetti napoletani, Marino Amodio e Vincenzo Del Vecchio, approda venerdì 21 dicembre (ore 16.30 ) alla Biblioteca Nazionale di Napoli per raccontare di storie fantastiche, di creature mitologiche, di miti insoliti: con gli autori intervengono Leonardo Di Mauro, (Presidente Ordine degli architetti P.P.C. di Napoli), Fabio Amato(Università di Napoli“L’Orientale” ), Davide Grossi (Università Europea di Roma); Maria Rascaglia e Francesco Mercurio (direttore della Biblioteca); reading di Giammarco Libeccio e Fiorenzo Madonna. Per l’occasione saranno esposti le tavole originali del volume disegnate da Vincenzo Del Vecchio.
Si tratta di un libro illustrato o forse solo un libro da leggere insieme adulti e bambini, dove le parole di Marino Amodio e le immagini di Vincenzo Del Vecchio sono concepite insieme, due linguaggi per raccontare un’unica storia: il mito del Medi-terraneo.
Le parole diventano parte delle immagini, la scelta dei colori proposizione compiuta, il tema degli sbarchi e dei migranti sempre più infuocato timidamente si tempera nei mezzi toni dei disegni, e lascia spazio alla fantasia ed all’immaginazione. L’isola che non c’è, si materializza nel mare dove migliaia di uomini, ogni giorno perdono la vita, Marino Amodio e Vincenzo Del Vecchio alla realtà di oggi contrappongono la grande isola di “Terraneo”, un luogo che accomuna ed unisce, isola pacifica per le genti che vi approdavano e luogo di scambio di cultura e risorse. Un mondo capovolto per capovolgere credenze e modi di pensare questa l’idea che ispira il volume, vincitore della VI edizione del Premio Internacional Álbum Ilustrado Edelvives (2017), e che in modo capovolto è stato pubblicato prima in Spagna e poi in Italia, lo scorso agosto da Gallucci

I depositi del Museo di Capodimoente saranno aperti al pubblico dal 21 dicembre

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Insieme alla casa editrice Electa. il museo di Capodimonte propone la mostra “Depositi di Capodimonte. Storie ancora da scrivere”, dal 21 dicembre 2018 al 15 maggio 2019) ed è il secondo capitolo di una trilogia di esposizioni  che conta 1220 opere esposte tra dipinti, statue, arazzi, porcellane, armi, e oggetti di arti decorative provenienti unicamente dai cinque depositi di Capodimonte – Palazzotto, Deposito 131, Deposito 85, Farnesiano e GDS (Gabinetto dei Disegni e delle Stampe) – per raccontarne il ruolo e la storia tra scelte imposte dai dettami del gusto, dalla natura della collezione del museo o dallo stato conservativo delle opere. Nonostante la vastità dello spazio espositivo – 15.000 mq organizzati in 126 sale – anche il Museo di Capodimonte conserva parte della sua collezione in cinque depositi medi e grandi che conservano opere di ogni tipo, importanti, con attribuzione incerta, in condizioni conservative precarie. Tra queste la collezione di oggetti esotici del Capitano James Cook donati da Lord Hamilton a Ferdinando IV di Borbone e i numerosi servizi da tavola in porcellana di Meissen, di Berlino, della Manifattura Richard Ginori, impossibili da esporre per l’elevato numero di pezzi. Nel corso degli anni, dai depositi, è stata ricostruita la collezione di oggetti rari di provenienza Farnese attualmente nella Wunderkammer del Museo e la collezione del cardinale Stefano Borgia suddivisa in tre sezioni – il Museo Sacro, l’Arabo Cufico e l’Indico – dopo lunghissimi lavori di ricognizione sull’antico inventario. Questa esposizione sarà seguita da “C’era una volta. Storia di una grande bellezza, dal 15 giugno 2019 al 15 aprile 2020: 150 personaggi delle grandi opere musicali del secolo d’oro napoletano incontreranno, nelle 19 sale dell’appartamento reale di Capodimonte, la storia visuale, la collezione di arti decorative del Museo (oltre 1000 oggetti), con particolare accento sulle porcellane, e l’alto artigianato sartoriale delle grandi produzioni del Teatro di San Carlo, reinterpretando in modo interdisciplinare il temperamento, le eccellenze e la creatività.

Napoli, tre sfrattati accampati da giorni fuori all’ospedale del Mare: appello alle istituzioni

Napoli. Vivono da alcuni mesi in auto accampati nel parcheggio dell’ospedale Del Mare. Una donna anziana con i due figli. Sono Stati sfrattati e in quiesti mesi stanno vivendo grazie all’aiuto e alla generosità degli abitanti di Ponticelli che portano loro da mangiare e alcuni generi di conforto. Ma con il freddo di questi giorni la situazione rischia di degenerare. Gli abitanti che fino ad oggi hanno aiutato i tre sfrattai lanciano un appello alle istituizioni e “alle perosne di buon cuore” dicono affinchè si trovi una sistemazione. All’appello si è aggiunto anche Giuseppe Alviti leader dell’associazione politica Identità Meridionale che si rivolge al Sindaco di Napoli de Magistris e al presidente della Regione Campania De Luca. “Vista la grave situazione dell ospedale del mare ,entrata principale, dove ci sono persone anziane da diversi giorni, che sfrattate e non avendo nessun mezzo economico, dormono è vivono li. Con una temperatura cosi fredda e tendenzialmente in aumento per gli sfortunati anziani credo se le istituzioni non intervengono siano a rischio vita”.

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