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L’intervento della società: “Azzurri condannati dall’imponderabile”

Come di consueto, la Ssc Napoli ha commentato la prova sul suo sito ufficiale: “Al minuto 89′ Zielinski tira a botta sicura da 5 metri e Asamoh sulla linea respinge con uno stinco. Al minuto 91 Lautaro Martinez gira in area dall’altro lato la palla che vale la vittoria. In due minuti la fotografia di questo “boxing day” di San Siro. Il giorno dopo Natale, l’Inter riceve non solo la benedizione di Santo Stefano ma anche della “Madunina” e di tutti i numi celesti. E’ la legge non scritta ma rigida del calcio. Il Napoli perde un match che aveva quasi vinto in 10 uomini in un finale rovente e discusso. La partita è stata molto vibrante, tesa, combattuta ed emozionante nonostante non ci fosse stato gol. Poi all’80esimo l’espulsione di Koulibaly (vessato più di una volta dai versi razzisti di San Siro). Il Napoli che stava prendendo il campo è costretto a retrocedere, ma quasi al 90esimo Insigne gira di sinistro in area, Handanovic respinge, arriva Zielinski in corsa piena e scarica a porta un tiro che 99 volte su 100 finisce in rete, ma che viene ricacciata fuori dal destino. Poi sull’assalto successivo vince l’Inter. Amarezza e delusione per gli azzurri condannati dall’imponderabile che sa riservare il pallone. Al Napoli resta una prestazione di ottimo livello alla Scala del Calcio. Si ricomincia da mercoledì contro il Bologna per l’ultimo match del 2018 al San Paolo. Per chiudere in bellezza e guardare verso l’orizzonte più radioso dell’anno nuovo…”.

Ancelotti: “Al prossimo insulto ci fermiamo direttamente noi”

“Alla fine gli animi erano agitati, ho chiesto all’arbitro particolari sull’espulsione di Koulibaly, l’episodio che ha cambiato faccia alla partita. Il clima stasera era particolare, abbiamo chiesto dalla panchina per tre volte, tramite il rappresentante della Procura Federale, di interrompere la partita. Agli annunci non è seguito niente. La prossima volta ci fermiamo direttamente, rischiando la partita persa. E’ una situazione insostenibile per il calcio italiano, Koulibaly era scosso”: sono il succo delle dichiarazioni di Carlo Ancelotti in sala stampa. Sull’idea di Callejon terzino: “Sapevo di poter prendere qualche rischio ma volevamo fare una partita offensiva, nel primo tempo il nostro intento è venuto, nel primo tempo soprattutto, quando loro hanno pressato molto. Nel secondo tempo è stata un’altra partita, avevamo il controllo totale. Insigne? Ha lavorato molto, s’è sacrificato a livello difensivo ed ha perso lucidità. Il risultato di stasera non cambia gli obiettivi, ora pensiamo a chiudere bene l’anno”.

Spalletti: “Ci siamo ritrovati ma quel salvataggio di Asamoah…”

Soddisfatto Luciano Spalletti a fine partita: “Ci siamo ritrovati? Diciamo di sì, abbiamo forzato molto e alla fine penso che la vittoria sia meritata, anche se dobbiamo Asamoah per quell’incredibile salvataggio. Naingolaan ? Le regole nel calcio sono importanti come il pallone, era talmente evidente il suo errore che sono stato io per primo a chiedere l’applicazione della sanzione. Lautario? Sta lavorando bene, non ha giocato dall’inizio per il semplice fatto che affrontare questo Napoli non poteva essere affrontato con un centrocampista in meno.La nostra partita? Ogni momento fa parte di una missione da portare a termini e noi questa missione non la portiamo mai a termine, caliamo l’attenzione e la lettura, come nella prima parte del secondo tempo”.

Le pagelle azzurre

Meret 6,5: una grande parata nel finale, il resto con grande attenzione

Callejon 6,5: doveva fare il terzino, torna avanti, chiude da terzino, il tutto con corsa e testa

Albiol 5,5: sul gol resta sopreso, dopo una partita attenta

Koulibaly 6: prestazione da marziano, macchiata da un’espulsione evitabilissima

Mario Rui 6: fascia sinistra copert degnamente

Zielinski 6,5: a corrente alternata ma con piede buono (dal 78′ Ghulam sv)

Allan 5,5: per la prima volta non all’altezza di se stesso

Hamsik sv (23′ Maksimovic 6: niente da imputargli, fa quel che può)

Fabian Ruiz 6,5: pensiero svelto, aperture quasi mai sbagliate

Insigne 5: serata inconcludente, rosso a parte

Milik 5.5: stavolta si vede ma non si nota (70′ Mertens sv)

Sparatoria per motivi passionali nel Ragusano, un morto e un ferito

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Una sparatoria per motivi personali nel Ragusano con una vittima. Si tratta di un cittadino romeno, Julian Anechiae, che e’ morto in ospedale dopo il suo ricovero. A sparare un vittoriese di 27 anni, Vincenzo Vindigni, che dopo aver colpito con due colpi di arma da fuoco il romeno e chi lo accompagnava, pare un amico vittoriese, si e’ costituito presso la stazione dei carabinieri. I fatti sono accaduti a Costa Fenicia, localita’ della frazione marinara di Vittoria, nel Ragusano. Alla base del fatto di sangue, la relazione tra il Vindigni e la sorella del romeno morto nel conflitto a fuoco. Una relazione non approvata e alla base del litigio poi scaturito in un delitto. L’indagine e’ coordinata dal pm di turno Gaetano Scollo, che sta interrogando l’uomo che ha sparato.

Inter-Napoli 1-0: segna Martinez nel recupero, espulsi Koulibaly e Insigne

Il Napoli vede rosso (due) e viene punito dal Toro. Lautaro Martinez decide il posticipo della 18^ giornata di campionato con un gol al 91′, gelando la squadra di Ancelotti che sperava di approfittare del passo falso della Juve a Bergamo. Adesso invece i bianconeri allungano (+9) in classifica, mentre l’Inter si avvicina agli azzurri. Partita vivace ma molto nervosa nel finale, con le espulsioni di Koulibaly e Insigne, intermezzate dal gol di Lautaro Martinez, inserito da Spalletti per approfittare della superiorità numerica. Al 90′, con l’uomo in meno a causa dell’espulsione di Koulibaly (plateale applauso a Mazzoleni dopo l’ammonizione, probabilmente innervosito dei beceri cori che una parte del tifo interista gli ha riservato dall’inizio alla fine), Asamoah salva sulla linea di porta su Zielinsky, che aveva colpito a botta sicura. Passa un minuto e l’appena entrato Lautaro Martinez, da pochi passi e su velo di Vicino, va a folgorare Meret. Prima del triplice fischio finale, rosso anche ad Insigne per reazione dopo un tocco di Keita. Chiusura folle di una partita cominciata in modo strano, ovvero col tiro di Icardi direttamente da palla al centro che aveva colpito la traversa. Primo tempo giocato a ritmi altissimi dall’Inter, con la squadra di Ancelotti partita con Callejon ma poi costretta a cambiare i piani a causa dell’infortunio di Hamsik. Secondo tempo meglio il Napoli fino agli episodi decisivi. Il Napoli va a – 9 dalla Juve mentre l’Inter accorcia sul Napoli e va a – 5.

INTER (4-3-3): Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah; Borja Valero (64′ Vecino), Brozovic, Joao Mario (83′ Lautaro Martinez); Politano, Icardi, Perisic (74′ Keita Balde). All. Spalletti

NAPOLI (4-4-2): Meret; Callejon, Albiol, Koulibaly, Mario Rui (78′ Ghoulam); Zielinski, Allan, Hamsik (23′ Maksimovic), Fabian Ruiz; Insigne, Milik (70′ Mertens). All. Ancelotti

Reti: 91′ Lautaro Martinez

Ammoniti: Brozovic (I), Borja Valero (I), Allan (N), Albiol (N)

Espulso: Koulibaly (N) al 80′ per doppia ammonizione e Insigne (N) al 94′

Quattro tifosi accoltellati vicino al Meazza: uno è in ospedale

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Quattro tifosi sono stati accoltellati questa sera nei pressi dello stadio Meazza, dove e’ in corso la sfida di serie A tra Inter e Napoli. Il ferito piu’ grave e’ un uomo di 43 anni, ricoverato in codice giallo all’ospedale Sacco di Milano. I tafferugli tra alcuni tifosi hanno coinvolto poche persone e sono avvenuti prima dell’inizio della partita. Tre delle quattro persone ferite, dopo i primi soccorsi dei sanitari del 118, sono tornate allo stadio per assistere alla partita Inter-Napoli. Anche l’uomo accoltellato e trasferito al Sacco in codice giallo non e’ in condizioni preoccupanti. Le forze dell’ordine stanno visionando le immagini delle telecamere per risalire agli autori.

Il Vescovo di Acerra tuona: ‘Il Natale strumentalizzato dalla politica’

”Come posso brandire il vangelo, il presepe ed il crocifisso e poi buttare fuori profughi ed immigrati? Il nostro e’ diventato un Natale ‘appezzottato’, che si festeggia senza il festeggiato, un Natale strumentalizzato da certa propaganda politica che si serve dei simboli cristiani per strumentalizzarli ipocritamente, brandendoli come spada contro gli altri”. Cosi’ il vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, ha ammonito i fedeli accorsi al Duomo per ascoltare le sue parole nei giorni delle sante feste natalizie. Il presule non ha risparmiato nessuno, dalla comunita’ cristiana che ”evita di nominare il festeggiato anche in Tv”, ai politici nazionali e locali. ”La nostra e’ una societa’ che vuole fare festa senza il festeggiato – ha tuonato – tra l’altro ipocrita, perche’ usufruisce dei vantaggi della festa, come le vacanze a scuola o al lavoro, ma non ne riconosce le origini cristiane. Ecco i natali “appezzottati”: quello negato dei regimi atei, svuotato dall’Occidente secolarizzato, o strumentalizzato”. Monsignor Di Donna, poi, si e’ soffermato sulla politica nazionale, sottolineando come si stia assistendo ”a un’opera di distrazione di massa, non saprei chiamare diversamente l’anestetizzazione di un intero popolo”. ”Ci stanno facendo credere che i migranti siano il problema numero uno – ha sottolineato – mentre un’indifferenza generale regna su problemi molto piu’ seri, che andrebbero al primo posto nell’agenda di Governo e delle altre istituzioni, come la mancanza cronica di lavoro, l’esodo massiccio dei giovani anche dalla nostra Acerra, che continuamente vanno via. Ma soprattutto, una grande indifferenza regna mentre si consuma la secessione delle regioni ricche del Nord. Capisco un certo sano federalismo, ma non a condizione che le altre regioni, soprattutto del Sud, vengano penalizzate”. Il presule non ha dimenticato di richiamare i problemi ambientali, affermando che la salvaguardia dell’ambiente ”ormai e’ fuori programma nazionale e locale”. ”Quante promesse del Governo – ha concluso – tra l’altro con un ottimo ministro, il generale Costa, che ha fatto tanto per le nostre terre quando era comandante della Guardia Forestale, ma attendiamo ancora le bonifiche. Tutti quelli che contro gli inceneritori perche’ ritengono non siano la soluzione al problema dei rifiuti, non spendono una parola su Acerra: gli altri non li vogliamo ma quello si deve sacrificare. E’ una citta’ martire, ma almeno ditecelo: vi dovete sacrificare per tutta la Campania, avremo una bella medaglia d’oro! E invece nessuno dice una parola”.

Flumeri, i Vigili del Fuoco hanno vietato gli spettacoli programmati alla Dogana Aragonese, per motivi di sicurezza

Flumeri, è stato uno dei tanti paesi della Campania beneficiario dei fondi per eventi e manifestazioni culturali e per il turismo, con un progetto finanziato con ben 70.000 Euro dalla Regione Campania, a cui si sono aggiunti altri 18.000 Euro, provenienti dalle casse comunali di Flumeri, per un totale da spendere di 88.000 Euro.Gli eventi programmati, dal 17 dicembre 30 dicembre 2018, dovevano tenersi presso il complesso quattrocentesco, Dogana Aragonese in località Doganelle, del Comune di Flumeri, e, per la maggior parte erano programmate nel periodo Natalizio, fatto salvo la tre giorni dedicato all’olio già tenutasi in ottobre.C’è da premettere, che tutte le manifestazioni con finanziamenti pubblici, che nel corso dell’anno si tengono a Flumeri, l’Amministrazione Comunale, ne ha affidato la gestione di esse alla Pro Loco Flumerese la Spiga e Dogana Blues, come in questo caso da quanto riportato sulla locandina pubblicata on line. Per gli eventi natalizi programmati 2018, è stato noleggiato un enorme tendone , posto nella corte del complesso Dogana Aragonese.

Alla luce di quanto successe a Torino, e più recentemente alla discoteca di Senigallia per manifestazioni simili, i sopralluoghi per il rilascio delle autorizzazioni in materia di sicurezza , si fanno sempre più stringenti. Ed’è quanto successo per le manifestazioni alla Dogana Aragonese, che sono state vietate dalle Autorità Competenti, per mancanza di sicurezza.Per quanto ci è dato sapere, i Vigili del Fuoco, hanno riscontrato alcune anomalie, tra cui, l’ entrata ed uscita di emergenza, alla corte della Dogana Aragonese, per gli eventi programmati, avvengono dal medesimo cancello, peraltro di dimensioni ridotte. E che in caso di incidenti, si creerebbero vere difficoltà, per l’entrata simultanea di eventuali mezzi di soccorso e di evacuazione immediata del pubblico.Allora è d’uopo porre una domanda al Sindaco di Flumeri, Angelo A. Lanza, che faccia vera luce su questi avvenimenti. Avvenimenti, che hanno messo “ alla berlina “ non solo l’Amministrazione Comunale, ma anche l’intero paese di Flumeri. Il tutto, per colpa di alcuni dilettanti allo sbaraglio, che hanno sempre operato, sul “ board line “ in materia di sicurezza, di cui la costruzione del giglio di grano ne è il classico esempio.

Carmine Martino

Sorpresa Ancelotti, Allan in difesa: le formazioni ufficiali di Inter-Napoli

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Senza Nainggolan, Spalletti schiera Joao Mario nel terzetto di centrocampo insieme a Borja Valero e Brozovic, nella formazione dell’Inter che affronta il Napoli nel posticipo della 18esima giornata di Serie A. In panchina anche Vecino. Per il resto confermati in difesa D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar e Asamoah; in attacco il tridente Politano, Icardi e Perisic. Nel Napoli, Ancelotti schiera Allan nell’insolito ruolo di terzino destro al fianco di Albiol, Koulibaly e Mario Rui. A centrocampo Callejon, Hamsik, Fabian Ruiz e Zielinski; Insigne e Milik sono le due punte.

INTER (4-3-3): Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah; Borja Valero, Brozovic, Joao Mario; Politano, Icardi, Perisic. A disp.: Padelli, Ranocchia, Vrsaljko, Dalbert, Gagliardini, Vecino, Candreva, Keita Baldé, Martinez. All. Spalletti.

NAPOLI (4-4-2): Meret; Allan, Albiol, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Hamsik, Fabian Ruiz, Zielinski; Insigne, Milik. A disposizione: Ospina, Karnezis, Maksimovic, Malcuit, Hysaj, Luperto, Ghoulam, Diawara, Rog, Ounas, Verdi, Mertens. All. Ancelotti.

Arbitro: Mazzoleni.

Etna: mille scosse in tre giorni, pericolo della faglia di Fiandaca. Sono 600 gli sfollati

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Dall’alto dei suoi 500mila anni, l’Etna e’ uno dei vulcani piu’ attivi al mondo e sta semplicemente facendo il suo mestiere. Parola di Eugenio Privitera, direttore dell’Ingv di Catania che da giorni sta seguendo la situazione soprattutto sulla faglia di Fiandaca, dove si e’ verificata la scossa che stanotte ha impaurito molti siciliani. “Se si muove puo’ essere pericolosa”, dice Privitera. “Dal 24 dicembre mattina – spiega – si sono succedute circa 1000 scosse, molte piccole e rilevabili solo dagli strumenti, quattro uguali o superiori a magnitudo 4. Quello della scorsa notte e’ stato uno strano terremoto nel senso che e’ periferico rispetto alle altre manifestazioni. Stiamo monitorando la situazione, ma sembra che siamo in fase di declino eruttivo e di raffreddamento delle colate. Ma non e’ escluso che possano aprirsi bocche a quote minori come ad esempio a Piano del Vescovo, a sud della Valle del Bove”. Di “diminuzione del fenomeno eruttivo” ha parlato anche il capo della Protezione civile Angelo Borrelli. Il sisma di magnitudo 4.8, causa la scorsa notte di crolli e paura, e’ “un fenomeno isolato – spiega Privitera – e non e’ altro che la risposta fragile del versante orientale del vulcano alla variazione di stress indotta dall’apertura della frattura eruttiva di tre metri nella faglia di Fiandaca. Questa faglia e’ una struttura che non si muoveva piu’ da tempo: la situazione ora ricorda quella dell’ottobre 1984 che provoco’ un morto a Zafferana Etnea. Quando si muove e’ pericolosa e ora ha subito spostamenti per la spinta del magma che ha aperto una frattura di 3 metri”. Sull’Etna sono posizionate ben 160 stazioni di monitoraggio alle quali ne sono state aggiunte ulteriori 15 nell’area di Casa del Vescovo oltre a telecamere termiche. “I vulcani garanzie non ne danno, siamo noi che dobbiamo convivere col vulcano che e’ passato dal vulcanismo sottomarino all’attuale posizione dei crateri centrali che si sono spostati – spiega Privitera – Si pensi che 20.000 anni fa il cono e’ stato distrutto”. E rassicura sul fatto che “non ci sono relazioni tra l’Etna e lo Stromboli perche’ appartengono a due contesti geodinamici diversi e hanno sistemi di alimentazioni separate. Siccome sono due vulcani molto attivi e’ alta la probabilita’ di una fase eruttiva nello stesso tempo, ma e’ puramente casuale”. Sta monitorando la situazione anche Fabio Tortorici, presidente siciliano della Fondazione Centro Studi del Consiglio nazionale dei geologi: “Il terremoto della scorsa notte e’ un evento che non ha nulla di eccezionale perche’ i terremoti nell’ area etnea hanno sempre una magnitudo medio-bassa e una profondita’ bassa. Questo significa che l’energia si distribuisce in una superficie molto ridotta, diversamente dai terremoti tettonici, come quelli, devastanti, di Messina del 1908 o del Belice”. Secondo il geologo tuttavia, seppure i segnali vanno verso un declino della fase eruttiva “non mi sento di escludere che questo terremoto non abbia liberato tutta l’energia conservata nei dotti magmatici”. Tortorici lancia un allarme: “Se quanto sta accadendo non mi stupisce da un punto di vista geologico e sismologico, mi stupisce invece che tanti comuni non siano dotati dei piani di emergenza comunale”.

Sono almeno seicento gli sfollati per il Terremoto che la notte scorsa ha colpito sei paesi etnei. E’ il dato emerso dalle richieste presentate alla Regione Siciliana. Intanto i tecnici hanno gia’ sottoscritto una convenzione con Federalberghi per poter ospitare chi non puo’ rientrare nella propria abitazione in strutture turistiche. Tutti coloro, invece, che hanno paura a rientrare a casa per il possibile ripetersi di qualche scossa potranno trascorrere la notte nei palazzetti dello sport aperti su disposizione delle autorita’ competenti. La presidenza della Regione Siciliana ha firmato con Federalberhi una convenzione per dare un alloggio a oltre seicento sfollati. Sono stati messi a disposizione quattro alberghi: gli hotel Airone, Primavera ed Emmaus a Zafferana Etnea (quest’ultimo e’ il paese con maggior numero di persone che hanno la casa inagibile) e il Maugeri di Acireale.

Paganese: sconfitta anche a Viterbo, espulso Scarpa

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Perde ancora la Paganese, stavolta è determinante l’uomo, ovvero l’espulsione di Scarpa. Ci prova in avvio Saraniti: tiro debole che arriva tra le braccia di Santopadre. Al 7′ i nuovo Saraniti, che però non impatta bene con la sfera spedendo la palla fuori. Passano altri dieci minuti: conclusione al volo di Baldassini, Santopadre respinge. Il forcing dei padroni di casa continua. Ad un passo dalla mezz’ora, altra chance: su punizione ci prova Vandeputte, Santopadre si distende e spedisce in corner. Al 33′ grande intervento di Santopadre che con la punta delle dita devia in corner una conclusione di Baldassini. Nella ripresa si ricomincia con un cambio azzurrostellato: fuori Gori, dentro Gaeta. Tutto precipita al 6′: cartellino rosso per capitan Scarpa, a seguito di una mischia generale. De Sanzo mette Diop al posto di Punzi. Subito dopo, Viterbese a segno: giocata stratosferica di Vandeputte, deviazione e poi pallone in angolo, dall’azione che ne scaturisce da palla inattiva, fa centro Saraniti. Ma la Paganese non molla. Pareggia Cesaretti al 20′: cross dalla sinistra, palla per Cesaretti che stoppa e batte in diagonale Forte. Dura poco la gioia della Paganese. Bismark, entrato da poco, fa subito centro: azione rocambolesca conclusa dallo scuola Chievo Verona che mette in rete con l’ausilio del palo. De Sanzo getta nella mischia anche Sapone e Alberti, intanto va a provarci Parigi con una conclusione velleitaria. 

La Juve Stabia chiude imbattuta il girone d’andata

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L’ultima partita del girone di andata della Juve Stabia termina in pari in casa della Virtus Francavilla. Un punto comunque importante viste le pessime condizioni del terreno di gioco che più di un campo di calcio sembrava un campo agricolo. Ma la banda di Caserta, nonostante tutto, riesce a mantenere l’imbattibilità per un intero girone.
La prima frazione è stata giocata sin da subito a ritmi molto alti, sia da una parte che dall’altra. L’inizio è favorevole agli uomini di Caserta, i quali cercano subito di sbloccare il match per poi gestire il possesso. E Paponi per poco non batte Nordi su una bellissima girata di destro disinnescata con un grande guizzo dal portiere avversario. Ma incredibilmente a passare in vantaggio è la Virtus Francavilla con Partipilo, bravissimo a sfruttare una disattenzione di Marzorati e a battere in uscita Branduani. Un errore della difesa gialloblu che raramente si è visto in questo girone di ritorno ma pochi minuti dopo un’azione quasi fotocopia stava per essere sfruttata dai padroni di casa questa volta con Sarao ma la sua conclusione termina di poco a lato. La reazione delle Vespe c’è ma Nordi è protagonista di alcune parate importanti, prima su Paponi e poi su Calò, che salvano il risultato.
Mister Caserta decide di giocarsi la ripresa con le due punte togliendo Carlini per El Ouazni e la scelta si rivela subito azzeccata. Proprio l’attaccante italo-marocchino è bravo a procurarsi un calcio di rigore con annessa espulsione a Sirri per chiara occasione da rete. Paponi dal dischetto non sbaglia e sigla il suo nono gol stagionale. L’inerzia del match dopo il pareggio cambia radicalmente e il possesso palla è completamente a favore della Juve Stabia, alla ricerca del gol del sorpasso. Ma in un campo in condizioni disastrose e la difesa ad oltranza della Virtus Francaviila, i gialloblu non riescono a proporsi in avanti con decisione nonostante l’uomo in più. A dieci minuti dal termine arrivano due importanti opportunità per la Juve Stabia, prima con El Ouazni che non riesce a contrallare davanti al portiere ospite e poi è Elia, subentrato in campo, a mettere un cross basso invitantissimo dove però nessun attaccante gialloblu riesce ad arrivarci. Dopo questi due tentativi terminano anche le emozioni a Brindisi, termina pari tra Virtus Francavilla e Juve Stabia.

Salah a Liverpool: via se prendete israeliano

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Grande protagonista oggi nella vittoria del suo Liverpool sul Newcastle, ‘Momo’ Salah si trova sui giornali non solo per i suoi gol e le belle prestazioni con la maglia dei Reds. Infatti il Jerusalem Post scrive che l’attaccante egiziano ex Roma avrebbe posto un ultimatum ai suoi attuali dirigenti: lascera’ il Liverpool se il club acquistera’, a gennaio o in estate, l’attaccante israeliano del Salisburgo Moanes Dabour, 20 reti e 6 assist in 30 partite con la maglia della formazione austriaca. Quanto scritto dal giornale di Gerusalemme e’ stato poi ripreso da ‘media’ inglesi e spagnoli, anche perche’ in effetti il Liverpool aveva fatto trapelare un certo interesse per Dabour. Persone vicine a Salah hanno fatto sapere che il calciatore vuole “essere lasciato in pace per concentrarsi sulle cose di campo” e che non s’interessa dei movimenti di mercato del suo club. Ma il ‘Jerusalem Post’ ricorda di quando Salah, in occasione di una sfida di coppe europee tra Maccabi Tel Aviv e Basilea (che all’epoca era la sua squadra), non strinse la mano ai giocatori avversari “con la scusa di doversi allacciare gli scarpini”. Viene poi ricordato il tweet dell’aprile scorso di Avigdor Lieberman, che e’ stato Ministro della Difesa israeliano, che, entusiasmatosi dopo aver visto Salah ‘schiantare’ la Roma nella semifinale di Champions finita 5-2, scrisse che lo avrebbe “arruolato nell’esercito israeliano”.

Guasto sull’alta velocità tra Napoli e Roma: ritardi fino a due ore

La circolazione ferroviaria sulla linea Alta Velocita’ Roma – Napoli e’ sospesa per un inconveniente tecnico alla linea elettrica di alimentazione dei treni riscontrato nei pressi di Caserta. Si registrano ritardi sui treni in arrivo e in partenza da Napoli fino a due ore. Un servizio sostitutivo con autobus e’ stato attivato tra Napoli Centrale e la stazione di Napoli Afragola. I tecnici di Rfi sono al lavoro per ripristinare la piena potenzialita’ dell’infrastruttura e la ripresa della regolare circolazione.

Ruba la moto del postino e porta via la corrispondenza: arrestato

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Ha rubato la moto del postino con tanto di corrispondenza ma poi, essendo senza casco, e’ stato inseguito e, quindi, arrestato. E’ successo a Vigevano , dove la fuga del ladro maldestro e’ durata circa mezz’ora, con i carabinieri che lo hanno braccato a Cilavegna, in provincia di Pavia, perche’ non indossava il casco. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, l’uomo avrebbe visto la moto del portalettere parcheggiata sul marciapiede, carica di corrispondenza e non avrebbe esitato a rubarla. Peccato che, durante la fuga, i militari, notando che il motociclista incrociato sulla provinciale non aveva il casco, sono riusciti a smascherare il falso postino. L’uomo e’ stato arrestato per furto aggravato.

Allegri: attacca De Laurentiis senza nominarlo

“Ho perso la pazienza. Mi girano le scatole, non sono di buon umore”. Il pareggio a Bergamo non va giu’ a Massimiliano Allegri, arrabbiato per il 2-2 e il rosso a Bentancur. “Non parlo degli arbitri. Banti ha arbitrato bene, ma succedono cose… – ha aggiunto il tecnico bianconero -. Ci sono dichiarazioni pesanti di responsabili di societa’ verso arbitri, si fa i moralizzatori e poi si fa cosi’. Allora mi arrabbio anch’io, non va bene. Sono amareggiato… In Italia tanto non si migliorera’ mai nonostante certe belle parole”. “Non sono di buonumore e mi girano un po’ le scatole. Perche’ sono arrabbiato? Non parlo mai degli arbitri, Banti alla fine ha arbitrato bene – dice ancora Allegri a Sky – pero’ poi a fine gara si parla tanto verso gli arbitri anche da parte di presidenti di altre squadre. Dispiace, perche’ anche fuori dal campo succedono cose, si parla tanto del comportamento. Ci sono dichiarazioni pesanti di responsabili di alcune societa’ nei confronti degli arbitri, quindi ci sta che mi possa arrabbiare anche io. Sono un po’ amareggiato, in Italia non si puo’ fare cosi’, non impareremo mai”. Allegri non fa nulla per nascondere il priprio fastidio, che sembra piu’ per certe dichiarazioni fatte da presidenti (vedi Aurelio De Laurentiis) nei giorni scorsi che per il risultato (2-2) di oggi a Bergamo. “Non e’ carino, elegante, fare certe dichiarazioni – dice ancora l’allenatore della Juve -. Dobbiamo essere noi ad educare i tifosi. Se parlassi io, adesso, succederebbe un casotto. In Italia non si impara mai. Poi quando ci sono degli incidenti, ci lamentiamo se mettono in mezzo i bambini, e se i tifosi non vengono piu’ allo stadio”. Poi qualche battuta sulla partita: “la squadra ha fatto un buon primo tempo, loro hanno fatto gol sull’unica occasione avuta – spiega Allegri -. Sapevamo che la partita sarebbe stata difficile, ma potevamo anche raddoppiare dopo lo 0-1. Nella ripresa siamo andati in inferiorita’ numerica, l’abbiamo recuperata e potevamo anche vincere. Alla fine e’ un buon punto contro un’ottima squadra. Ci tenevamo a vincere questa gara, ora sotto con la sfida contro la Sampdoria. La formazione? Senza Pjanic ho preferito far giocare Bonucci. Emre Can ha fatto una buona partita davanti alla difesa, come Khedira al rientro. Dispiace, perche’ volevamo vincere anche questa e non ci siamo riusciti”.

Regi Lagni: da canale artificiale per l’acqua pulita sorgiva e piovana a smaltitore di liquami

Reggi Lagni. Dopo il chiarimento del Procuratore Capo della Repubblica Maria Antonietta Troncone, pubblicando parte della missiva alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali ad esse correlati, dove chiarisce quale è il circolo delle acque reflue in “Terra di Lavoro” pubblichiamo a supporto un dettagliato intervento del Senatore Franco Ortolani membro della Commissione Territorio Ambiente e Beni Ambientali Professore Ordinario di Geologia presso l’Università di Napoli Federico II, pubblicato dal Centro Studi Officina Volturno

Senatore Franco Ortolani: Nei Regi Lagni come nel Sarno l’inquinamento non è stato volutamente eliminato, nelle decine di anni passati, in quanto è servito e serve come elemento di “ricatto ambientale” per richiamare denaro pubblico a più riprese. Ma non per risolvere definitivamente il problema, che non dovrebbe esistere se le leggi vigenti fossero fatte rispettare. Ma per creare occasioni di spesa finalizzate a spendere denaro pubblico facendo qualcosa di marginale, naturalmente.
La drammatica e pericolosa per la salute immissione di liquami in mare da parte dei Regi Lagni è stata denunciata il 12 dicembre 2018 dal Centro Studi Officina Volturno alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Come ricorda Tommaso Morlando all’esposto è stata allegata una corposa documentazione (oltre un Gigabyte di dati, foto, relazioni e pubblicazioni) che raccoglie oltre 20 anni di denunce e, soprattutto, una campagna di monitoraggio alla foce dei Regi Lagni organizzata, eseguita e pagata dall’Associazione “Centro Studi Officina Volturno”.
Ricordo che diversi anni fa la Regione Campania ha stanziato 50 milioni di euro per il “risanamento” sostenendo, a ragione, che i Regi Lagni fossero la maggiore fonte di inquinamento del litorale Domizio, nonostante siano stati realizzati costosissimi depuratori che non “depurano” le acque di oltre 100 comuni del casertano, napoletano e avellinese sversandole in mare. Così si leggeva sul progetto finanziato: “Il progetto prevede l’adeguamento delle attivita’ di depurazione, la regolazione degli scarichi dei comuni dell’area interessata, e un intervento mirato del consorzio di bonifica. Saranno, inoltre, realizzate, in collaborazione con la Provincia di Caserta, nuove griglie di contenimento alla foce delle condotte idriche (leggi: dei Regi Lagni). Per la realizzazione delle infrastrutture saranno utilizzati materiali edilizi ecosostenibili che favoriscono il risparmio energetico. Verranno, inoltre, realizzati dispositivi per la produzione di energia da fonte alternativa. “Il risanamento dei Regi Lagni e’ un passaggio fondamentale per il rilancio agricolo e industriale di uno dei territori strategici per lo sviluppo della Campania – sottolineava il Governatore Bassolino – gli interventi programmati sono molto innovativi anche dal punto di vista delle soluzioni e degli strumenti messi in campo”. “La nostra priorità è fare in modo che gli interventi programmati e l’avvio di azioni sperimentali di bonifica, risanamento e rinaturazione forestale siano avviate in tempi rapidi e in maniera coordinata tra tutti i soggetti interessati”, aggiungeva l’assessore Nappi. “Parte dai Regi Lagni – concludeva l’assessore all’ambiente Ganapini – anche la nuova strategia di custodia del territorio, sia attraverso il Corpo delle Guardie Ambientali volontarie sia con le più avanzate strumentazioni tecnologiche. Inoltre si avrà la totale rifunzionalizzazione dei depuratori operanti nella zona per il miglioramento della balneabilita’”.
Sembrava che i cittadini non dov’essero più avere paura!
Finalmente il presidente della Regione si era accorto dell’inquinamento del litorale Domizio causato in gran parte, da decine di anni e non da ieri, dai Regi Lagni e insieme all’assessore all’agricoltura e all’ambiente, in un momento di illuminazione rigorosamente fornita da energia alternativa (alla scienza, alla tecnica e al buon senso che finora sono clamorosamente mancati?) sprigionatasi dopo che i vermi avevano invaso buona parte del litorale Domizio, avevano capito che il problema doveva essere “valorizzato”, che non era la stessa cosa di “risolto”.
L’occasione dei liquami puzzolenti non poteva passare inosservata, dopveva trasformarsi in oro?
I cittadini volevano il disinquinamento, e lo avrebbero avuto (a parole, però con la spesa reale di tanto denaro pubblico)!
Non è possibile che le amministrazioni succedutesi dal 1973, anno del colera, abbiano investito denaro pubblico solo nel finto risanamento dei Regi Lagni.
Come tutti sanno, finora le amministrazioni regionali (anche l’attuale) hanno brillato in maniera del tutto originale per la tutela e valorizzazione delle risorse naturali e ambientali e delle attività agricole e zootecniche specializzate del nolano e casertano, dando poca importanza al fatto che il territorio compreso nel bacino dei Regi Lagni è uno dei territori strategici per lo sviluppo della Campania.
Una nuova strategia di custodia del territorio vuol dire che deve essere una strategia diversa da quella che ha acconsentito che si ubicassero proprio nel Bacino dei Regi Lagni circa 7-8 milioni
di rifiuti imballati in discariche “fuorilegge”, che si realizzasse la discarica di Lo Uttaro e quella di Ferrandelle a poche decine di metri dai collettori dei Regi Lagni in un sito non idoneo geologicamente, idrogeologicamente, geotecnicamente e ambientalmente tanto è vero che ha sversato e sversa percolato sul suolo, sottosuolo e nelle acque superficiali e sotterranee. Dovrebbe essere un comportamento regionale diverso da quello servile e acritico adottato nell’approvare in conferenza dei servizi la discarica di Chiaiano (in un parco regionale), Terzigno (in un parco nazionale e per di più zona SIC e ZPS) e anche la megadiscarica di San Tammaro, sempre a poche decine di metri dai collettori dei Regi Lagni e in area non idonea come Ferrandelle.
Essere amministrati da amministratori ignoranti è una iattura. Amministratori che non si rendono conto dell’importanza strategica del territorio agricolo e dei fertilissimi terreni del bacino dei Regi Lagni, un vero monumento della natura.
Monumento da tutelare e valorizzare e da non inquinare assolutamente.
Amministratori pubblici che non tutelano e valorizzano le risorse naturali e ambientali autoctone di importanza strategica per l’assetto socio economico quali il suolo fertilissimo, le acque superficiali e sotterranee e le spiagge, sono dannosi.
Da anni parte del litorale casertano ha acque non balneabili per l’inquinamento causato dai canali Savone, Regia Agnena, Regi Lagni, Lago Patria, Alveo Camaldoli a cui si aggiungono le acque non molto salutari, nei periodi non piovosi, del Volturno.
L’inquinamento è aggravato ancora dallo scarico del depuratore di Cuma e dell’Alveo Camaldoli. Si tenga presente che in un tratto di litorale di circa 27 km vengono scaricate acque inquinate provenienti da circa 4 milioni di abitanti e da numerosi insediamenti zootecnici e industriali ubicati
nella Pianura Campana, nel bacino dei Regi Lagni e del Volturno.
Tanto per avere un’idea si ricorda che in base alle ricerche eseguite nell’area si valuta che avvenga un’immissione, nei canali che attraversano il territorio, di circa 400 milioni di mc/anno di acque di scarico inquinate; circa 600 milioni di mc/anno di acque solo parzialmente e saltuariamente trattate sono immesse lungo il litorale. Le acque inquinate sono prevalentemente distribuite verso i Campi Flegrei e la costa sudorientale di Procida dalle correnti costiere determinando un sensibile ampliamento della costa non balneabile.
Il bacino pianeggiante dei Regi Lagni ha terreno fertile, acqua superficiale e deve essere famoso per queste prerogative naturali e non per quello che l’uomo vi aggiunge con gli sversamenti che lo hanno dipinto come Terra dei Fuochi, o meglio una delle tante terre dei fuochi italiane.

Gustavo Gentile

Musiche e danze per i pazienti dell’Hospice di Solofra. In scena la scuola di ballo Spanish Harlem

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Al Pain Control Center Hospice di Solofra continuano le iniziative artistiche e ricreative per festeggiare l’arrivo del nuovo anno rivolte ai degenti e ai loro familiari. Giovedì 27 dicembre 2018, con inizio alle 15.30, presso il centro residenziale per le cure palliative e la terapia del dolore dell’Asl Avellino, andrà in scena un mirabolante spettacolo della prestigiosa scuola di ballo salernitana “Spanish Harlem” di Salvatore Inghilleri, Monica Manzo e Mario Desiderio.
L’iniziativa è stata promossa da Consorzio Italia, la cooperativa sociale che gestisce i servizi sanitari presso l’Hospice, la struttura che fornisce cure e assistenza a pazienti affetti da malattie progressive o in fase avanzata.
Anche in occasione del periodo delle feste di fine anno, emerge e si consolida ulteriormente quello spirito di affetto e di condivisione che caratterizza e alimenta da sempre i rapporti umani all’interno dell’Hospice di Solofra tra i vari pazienti, unitamente ai loro familiari, l’equipe medica dell’Asl Avellino e tutto il personale di Consorzio Italia. Un’ulteriore testimonianza che prende vita nell’Hospice per ribadire il diritto del paziente a ricevere cure appropriate e per salvaguardare la dignità della persona ammalata.
Nel corso dello spettacolo, curato e diretto dal cantante Francesco Ferrara, numerosi artisti si esibiranno in interpretazioni canore dal vivo, in danze e balli latini, flamengo e mix musicali napoletani e spagnoli.
Sarà presente, tra gli altri, anche la ballerina professionista Michela Chirico, che sarà accompagnata dai danzatori allievi Annamaria Finamore, Lia Sorrenti e Giovanni Memoli.
L’evento artistico sarà condotto da Mario Desiderio, ballerino e maestro della “Spanish Harlem”.

Napoli, primo ferito per i botti: 51enne perde due dita della mano

Il primo ferito per i ‘botti’ di Capodanno a Napoli ha perso due dita della mano. Si tratta di un 51enne napoletano che e’ stato soccorso dal personale del 118 nei pressi della stazione della Cumana di Agnano. Poco prima delle 12.30 l’uomo ha raccolto un petardo dalla strada, cosi’ come ha raccontato ai sanitari che l’hanno soccorso. Il petardo e’ esploso al primo contatto con la mano del 51enne che ha riportato danni gravi a due dita ed e’ stato trasferito al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini dove e’ stata eseguita l’amputazione del pollice della mano destra mentre un altro dito, sempre della stessa mano e’ compromesso.

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