AGGIORNAMENTO : 11 Febbraio 2026 - 00:01
11.3 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 11 Febbraio 2026 - 00:01
11.3 C
Napoli
Home Blog Pagina 7324

Signori del racket scatenati ad Afragola: 6 raid in 10 giorni. Il sindaco: ‘Chiedo aiuto a Salvini’

Afragola. Sette attentati in dieci giorni ad Afragola, il primo cittadino chiede l’aiuto di Salvini. “Ho sollecitato e coinvolto il coinvolto il sottosegretario di stato Giuseppina Castiello eletta proprio con la Lega affinché solleciti il Ministero dell’Interno, Matteo Salvini, per un ulteriore quotidiana e straordinaria azione di controllo e di prevenzione del territorio”. Una vera e propria emergenza quella che vive la citta di Afragola, l’ultima esplosione risale alla notte di Capodanno dove alcuni hanno piazzato e fatto esplodere un ordigno artigianale nei pressi di un’attività commerciale di telefonia mobile che è stata aperta solo poche settimane fa. Un danno da oltre mille euro oltre allo spavento di tutti i residenti di via Francesco Russo sul quale insiste proprio l’attività commerciale. L’esplosione è avvenuta poco prima delle 3 di notte, sul posto sono giunti i poliziotti del commissariato di Afragola che hanno effettuato i rilievi del caso e sentito il titolare che ha dichiarato di non aver mai ricevuto minacce o estorsioni. Gli agenti non hanno alcun dubbio e seguono la pista degli attentati di natura camorristica. Pare che le esplosioni siano segno di lotta tra i nuovi gruppi criminali per il controllo del territorio dopo gli arresti di esponenti di spicco del clan Moccia egemone sulla città. Non è la prima volta che la città di Afragola è teatro di attentati esplosivi, qualche anno fa furono registrati venti esplosioni contro attività commerciali e ci fu anche un omicidio.

Lanciano bombe carta contro la casa dei vicini: arrestati in due

Hanno fatto esplodere due bombe carta contro la casa dei vicini, scoperti dai carabinieri ed arrestati. E’ accaduto la notte di Capodanno in via Roma a Cicciano. L’esplosione ha mandato in frantumi il vetro della cucina dove in quel momento vi era la proprietaria dell’appartamento. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Nola e i militari della stazione di Cicciano. Dopo i primi rilievi i carabinieri stavano facendo ritorno in caserma quando è avvenuta la seconda esplosione, questo ha aiutato i carabinieri ad identificare i due uomini che sono stati inseguiti e fermati. Si tratta di un 51enne di Cicciano e un 36enne di Cimitile e sono stati arrestati con l’accusa di violenza privata, estorsione, danneggiamento e lesioni personali in concorso. Dalle indagini è emerso che il 51enne vicino di casa della famiglia presa di mira è al centro delle indagini già avviate dal tribunale di Nola perché pretendeva che la coppia di coniugi rinunciasse all’acquisto dell’appartamento che è di proprietà del padre. Questa storia durava già da tempo ed era stata denunciata dalla coppia di coniugi che hanno già versato la caparra ed effettuato il contratto preliminare d’acquisto. Oltre ai carabinieri, quella notte, sul posto è arrivata un’ambulanza con i medici del 118 poiché la donna, dopo l’esplosione, ha accusato un malore. I bombaroli sono agli arresti domiciliari.

Boccia, presidente Confindustria: ‘E’ emergenza lavoro in Italia, apriamo tutti i cantieri’

“Nel Paese c’e’ una grande emergenza che si chiama lavoro. Occorre trovare soluzioni, creare occasioni di lavoro”. Lo sostiene il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, intervistato dal Corriere della Sera. Quella del governo, spiega, “e’ una manovra espansiva, la crescita e’ un’altra cosa. Quello che occorre, adesso che la legge di Bilancio e’ approvata e’ aprire tutti i cantieri pronti a partire. I costruttori dell’Ance hanno calcolato che sono bloccate in Italia 27 grandi opere al di sopra dei 100 milioni – al Nord, al Centro e al Sud – che se si avviassero darebbero posto a 400.000 persone, con una ricaduta sull’economia di 86 miliardi”. Tra le altre proposte per superare l’emergenza occupazione, Boccia chiede un “taglio netto del cuneo fiscale che tra tasse e contributi incide per il 70%, nonche’ detassazione e decontribuzione totale dei premi di produzione per i contratti di secondo livello aziendale”.

Niente telecamere Rai al processo contro i presunti stupratori di Meta

Non ci saranno le telecamere ne del programma Rai ‘Un giorno in Pretura’ ne di altri canali televisivi alla prima vera udienza prevista per il 17 gennaio del processo a carico della banda di stupratori di Meta accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una turista inglese. Le udienze saranno però pubbliche anche se si tratta di un caso di violenza sessuale ma essendo tutti i protagonisti maggiorenni i giudici hanno acconsentito alla partecipazione del pubblico. Alla sbarra ci saranno Fabio De Virgilio, Antonino Miniero, Gennaro Davide Gargiulo, Francesco Ciro D’Antonio e Raffaele Regio, i cinque ex dipendenti dell’Hotel Alimuri di Meta (estraneo alla vicenda) accusati di avere narcotizzato e violentato una turista inglese ospite dell’albergo insieme con la figlia la notte tra il 6 e il 7 ottobre 2016. I cinque sono agli arresti domiciliari dal 25 ottobre scorso dopo cinque mesi trascorsi in carcere. Nell’udienza del 17 gennaio saranno ascoltati il rappresentante del tour operator al quale la turista britannica confidò l’aggressione, la figlia della donna e i poliziotti di Sorrento che hanno svolto le indagini. Un processo che promette grande attenzione mediatico ma anche probabili colpi di scena da parte degli avvocati della difesa pronti a respingere le accuse della donna.

 

Messico: sindaco ucciso due ore dopo il suo giuramento

0

Alejandro Aparicio, sindaco di Tlaxiaco, citta’ nello Stato messicano di Oaxaca, e’ stato ucciso meno di due ore dopo il suo insediamento. Aparicio aveva appena prestato giuramento e stava andando a un incontro in municipio, quando un uomo ha aperto il fuoco contro di lui e lo ha ucciso. La notizia e’ resa nota dalla locale Procura. Aparicio e’ morto per emorragia interna dopo aver subito una perforazione del polmone destro. Un uomo di 34 anni e’ stato arrestato in relazione alla morte di Aparicio. Gli omicidi in Messico sono aumentati del 65% durante il primo mese di governo del neo presidente, Andre’s Lopez Obrador, in base a uno studio del quotidiano Reforma, ma il capo di Stato ha smentito i dati e criticato quella che ha chiamato la “stampa conservatrice e scandalistica”. Secondo uno dei giornali piu’ influenti della capitale messicana, a dicembre si sono avuti almeno 887 omicidi dolosi contro le 537 vittime registrate nell’ultimo mese di gestione dell’ex presidente, Enrique Pena Nieto. Dei decessi segnalati il mese scorso, all’avvio della presidenza di Lopez Obrador – che il 1 luglio 2018 ha vinto le elezioni in modo schiacciante, con il 53% dei voti – 800 erano uomini, 72 donne e 15 non sono stati identificati. Paradossalmente – sottolineano i media locali – la settimana con il maggior numero di omicidi e’ stata proprio la prima dopo l’insediamento di Lopez Obrador, il 1 dicembre. Il presidente, candidatosi per il centrosinistra, ha polemizzato con il quotidiano Reforma definendolo “snob” e accusandolo di divulgare notizie false.

Camorra: si consegnano al carcere di Secondigliano tre dei sette ‘latitanti’ del clan Rinaldi

Napoli. Si sono consegnati al carcere di Secondigliano nella giornata di ieri tre dei sette ricercati del clan Rinaldi del rione Villa di San Giovanni a Teduccio per scontare la loro condanna definitiva per estorsione aggravata. Si tratta di Pasquale Rinaldi (fratello del boss Ciro detto “Mauè” anch’egli latitante ma per il duplice omicidio Cepparulo-Colonna), Ciro Rinaldi nato nel 1975 (cugino omonimo del boss) e Giovanni Nocerino detto “Celentano”. Insieme con altri 4 complici erano  stati condannati per estorsione aggravata a un imprenditore di Ercolano, la cui sentenza è diventata definitiva dopo la pronuncia della Cassazione lo scorso 15 dicembre. Risultano ancora uccel di bosco i fratelli Ciro e Sergio Grassia detto Sergiolino, Raffaele Oliviero “o pop” e Raffaele Maddaluno “nzalatella”.  I sette condannati in via definitiva, come ricorda Il Roma, furono coinvolti nell’inchiesta che nel 2011 portò dietro le sbarre 32 esponenti della camorra orientale di Napoli e del centro per estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti dell’imprenditore di Ercolano, impegnato in lavori importanti a San Giovanni a Teduccio, finito nella morsa di 5 clan, il quale esausto per le continue pressioni si trasformò in detective. Con microtelecamere e registratore, documentò le richieste di tangenti e in 28 finirono dietro le sbarre: tutti appartenenti ai clan Mazzarella, Formicola, Rinaldi, Altamura e Contini.

Mafia: revocata la confisca beni ai cugini di Matteo Messina Denaro

0

La quinta sezione della Corte d’appello di Palermo ha revocato la confisca dei beni per sette milioni di euro disposta dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani nei confronti di Mario Messina Denaro, 65 anni, cugino del boss latitante di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro, e della moglie, Benvenuta Anna Maria Forte, di 66. I giudici di secondo grado hanno accolto la tesi degli avvocati difensori Francesco Moceri e Ferdinando Giannilivigni, secondo i quali i beni prima sequestrati (dicembre 2014) e poi confiscati “non sono beni di provenienza illecita”. La Corte d’appello di Palermo ha, quindi, disposto la restituzione ai due cugini del boss. Si tratta, in particolare, di un’azienda casearia intestata alla donna e di un appartamento a Castelvetrano. Per Mario Messina Denaro, pero’, la Corte d’appello di Palermo ha confermato la “misura personale” della sorveglianza speciale inflitta dal Tribunale di Trapani. Nel dicembre 2013, Mario Messina Denaro fu arrestato con l’accusa di tentata estorsione all’imprenditrice Elena Ferraro, titolare della clinica Hermes. Condannato a 4 anni e 2 mesi di carcere, il cugino del boss ha gia’ scontato la pena. Lo scorso 6 dicembre, invece, il Tribunale di Marsala lo ha condannato, insieme alla moglie, per bancarotta fraudolenta patrimoniale in concorso. Tre anni e 8 mesi di carcere per lui, tre anni per lei.

Col freddo arriva l’influenza: già 1,5 milioni di italiani a letto

0

Aumentano i casi di influenza dal Nord al Sud del Paese e sono gia’ circa un milione e mezzo gli italiani colpiti dal male di stagione, anche se il picco e’ atteso per fine gennaio e la corsa dei virus influenzali sembra procedere un po’ piu’ a rilento rispetto allo scorso anno. E’ il quadro che emerge dagli ultimi dati della sorveglianza epidemiologica delle sindromi influenzali, elaborati dal Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto superiore di sanita’ (Iss) attraverso il bollettino Influnet. Il numero di casi stimati nell’ultima settimana considerata – quella dal 17 al 23 dicembre 2018 – e’ pari infatti a circa 225.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 1.500.000 casi, sottolinea il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Iss Gianni Rezza. Al momento, il livello di incidenza in Italia e’ pari a 3,7 casi per mille assistiti. Ad essere colpiti maggiormente sono i bambini al di sotto dei 5 anni, tra i quali si osserva un’incidenza pari a 11,1 casi per mille assistiti. Si va dunque, per la fascia di eta’ pediatrica, verso un’intensita’ media dell’influenza, stabilita nella soglia pari a 12,89 casi per mille assistiti. Umbria, P.A. di Trento, Abruzzo e Sicilia le Regioni piu’ colpite. “Al momento, anche se siamo entrati nella fase epidemica – spiega Rezza – l’andamento dei casi e’ piu’ a rilento rispetto alla scorsa stagione, pur rilevandosi un aumento. I virus influenzali che stanno circolando maggiormente sono l’AH3N2, che colpisce maggiormente gli anziani, e l’AH1N1, virus che e’ e’ stato responsabile della pandemia influenzale del 2009. Ma il fatto che l’aumento dei casi proceda piu’ a rilento – chiarisce – puo’ dipendere da vari fattori, come la suscettibilita’ della popolazione o la mutazione dei virus”. Anche la vaccinazione antinfluenzale, che quest’anno sembrerebbe aver registrato un aumento, puo’ aver avuto un peso: “Non ci sono ancora dati definitivi – afferma Rezza – ma le scorte vaccinali si sono esaurite prima ed e’ probabile un maggior ricorso alla vaccinazione specie da parte degli anziani, e questo ha diminuito notevolmente il rischio di casi gravi. Dal momento che la maggioranza dei casi si registra pero’ tra i bambini, che solitamente non vengono vaccinati, l’andamento lento nella circolazione dei virus non credo possa attribuirsi all’effetto della vaccinazione”. Quanto al picco di casi, “se negli ultimi due anni si e’ registrato in anticipo agli inizi di gennaio, quest’anno arrivera’ probabilmente tra fine gennaio e inizi febbraio. Cruciali – rileva l’esperto – saranno pero’ le prossime settimane con la riapertura delle scuole”. Intanto, una conferma circa l’aumento delle vaccinazioni antinfluenzali arriva anche dalla Federazione dei medici di famiglia Fimmg: “Dai nostri studi – afferma il segretario generale Fimmg Silvestro Scotti – rileviamo quest’anno un aumentato ricorso alla vaccinazione”. Piu’ vaccinazioni antinfluenzali, sottolinea anche il vice segretario nazionale Fiorenzo Corti, “si sono registrate, secondo la nostra percezione, soprattutto tra anziani e malati cronici, con un aumento generale delle vaccinazioni che stimiamo di circa il 20%”. E per il momento, situazione tranquilla nei Pronto soccorso e nelle Guardie mediche: il maggior affollamento registrato nei giorni scorsi e’ stata la conseguenza della chiusura degli studi medici per le Feste natalizie e non dell’influenza.

Napoli, medico ricoverato in fin di vita al Cotugno per una meningite fulminante

Napoli. Un medico di 40 anni proveniente dalla provincia di Napoli è ricoverato in fin di vita all’ospedale Cotugno perchè colpito da una forma grave di meningite da pneumococco non contagiosa. Il professionista era stato ricoverato dalla notte di Capodanno all’ospedale del Mare con febbre alta e i sintomi della meningite. le sue condizioni si sono aggravate nel corso della giornata tanto da disporre il ricovero d’urgenza al Cotugno dove è arrivata la triste diagnosi. Il professionista ha subito dei gravi danni cerebrali ed è ora in fin di vita. E’ stata avviata subito la profilassi sia nella struttura sanitaria di Ponticelli sia sui familiari dell’uomo che è tenuto sotto strettissima osservazione.

Napoli, finite le feste tornano le stese: 12 colpi contro un mini market di Forcella

Napoli. La camorra e i signori delle stese non hanno aspettato la Befana che tutte le feste si porta via per far riecheggiare il sibilo dei proiettili, La notte scorso infatti sono entrati in azione ancora una volta a Forcella dove è stato preso di mira un minimarket in via Forcella. Il titolare ha trovato le vetrine sfondate da dodici colpi. Di cui sette esplosi da un fucile a pallettoni e cinque da una pistola.Sentito a sommarie informazioni ha riferito di non aver mai ricevuto minacce ne richieste estorsione. ma gli investigatori sembrano essere convinti che si tratti di un segnale ben preciso e che vada a inquadrarsi nella nuova faida in atto da mesi trai varie clan del centro storico

Supercoppa italiana, verso il tutto esaurito

0

E’ cominciata partendo a gonfie vele la vendita dei biglietti per la sfida della Supercoppa italiana, in palio a Jeddah il prossimo 16 gennaio tra Juventus e Milan. I biglietti, in vendita da oggi per gli appassionati arabi e per tutti i tifosi del mondo attraverso la piattaforma Sharek.sa, sono andati letteralmente a ruba, facendo registrare un dato di oltre 50mila tagliandi staccati in poche ore. Lo stadio King Abdullah Sports City Stadium contiene circa 60 mila tifosi, per cui si prevede una cornice di pubblico da “tutto esaurito” a fare da scenario alla gara.

Belardinelli passò il Natale a casa del ‘Rosso’ e ora Piovella si sente in colpa per la morte dell’amico

0

Marco Piovella, capo della curva nerazzurra arrestato lo scorso 31 dicembre e sentito oggi dal gip Guido Salvini per l’interrogatorio di garanzia, trascorse il Natale assieme a Daniele Belardinelli, l’ultrà rimasto ucciso negli scontri avvenuti a Milano lo scorso 26 dicembre, prima della partita Inter-Napoli. A riferirlo è il legale difensore di Piovella, che spiega: “Durante l’interrogatorio Piovella ha avuto un momento di emozione quando si è parlato della morte di Daniele”. Del resto “il giorno di Natale lo aveva passato insieme a lui, con la moglie e i figli”. Il ‘Rosso’ aveva deciso cioè di fare una sorpresa all’amico: “E questo ora è il suo rimorso”, aggiunge il legale. Perché pensa che “se magari non fosse passato da lui, forse Belardinelli non sarebbe andato allo stadio”. Marco Piovella, sentito oggi dal gip Guido Salvini per l’interrogatorio di garanzia a seguito dell’arresto per gli scontri avvenuti a Milano lo scorso 26 dicembre prima della partita Inter-Napoli, non avrebbe realizzato subito che la persona investita negli scontri fosse Daniele Belardinelli, né che questo fosse in pericolo di vita.”Ha spiegato di aver visto una persona investita, ma di essersi accorto che si trattava dell’amico solo in un secondo momento -spiega Perlino-. E poi le sue condizioni, per quanto serie, non sembravano gravi al punto di rischiare la vita”. Dopo l’investimento, prosegue il legale, “Belardinelli ha detto a Piovella di avere un problema alle gambe, probabilmente erano rotte, ma di stare tutto sommato bene; non sembrava in condizioni tali da essere in pericolo di vita. Dopodiché lo ha aiutato a salire sull’auto che lo ha condotto in ospedale”. Solo in seguito “ha saputo della sua morte; probabilmente avvisato dalla moglie di Daniele”.

Donna morta nel Casertano, la rabbia del figlio al funerale: ‘La giustizia arriverà, te lo prometto’

L’autopsia svela le cause della morte di Concetta Salomone.Ma il giallo non è chiuso.La rabbia del figlio durante i funerali:”La giustizia arriverà, te lo prometto a costo di passarci una vita ma arriverà”. L’autopsia, effettuata nella giornata di lunedì 31 dicembre, ha confermato le prime ipotesi avanzate dal medico legale in seguito all’esame esterno realizzato sul corpo sul posto, subito dopo la tragedia avvenuta a Falciano del Massico , ovvero che la donna è morta in seguito alla caduta, che ha provocato una lesione interna al cervello; lesione compatibile tanto con una caduta che con un colpo inferto con un bastone. Quello che l’autopsia ovviamente non rivela è se si sia trattato di una caduta accidentale, o se qualcuno abbia spinto la donna; I carabinieri della Compagnia di Mondragone e la Procura di Santa Maria Capua Vetere che coordinano le indagini, stanno ancora verificando se la 63enne possa aver sorpreso un ladro nel piccolo deposito per la legna adiacente all’abitazione, o se possa essere stata spinta tanto da cadere e battere violentemente la testa a terra. I funerali sono stati celebrati oggi pomeriggio alle 16 nella chiesa di San Rocco, a pochi metri dall’abitazione e dal luogo della tragedia.

 Gustavo Gentile

Rapina al portavalori, rubati i soldi delle pensioni: bottino 2,3 milioni di euro

0

Era organizzato da tempo ed e’ stato realizzato in modo fulmineo e spettacolare l’assalto ad un furgone portavalori della societa’ Ivri partito da Bari questa mattina e diretto a Matera dove avrebbe dovuto consegnare 2,3 milioni di euro destinati al pagamento delle pensioni. I rapinatori – che secondo i testimoni erano quattro o cinque ed erano armati – hanno bloccato il furgone a meta’ strada, mentre era in transito sulla statale 96 all’altezza di Melitto, nel barese. Hanno circondato il portavalori e chiuso la strada con due autocarri messi lungo la carreggia e dati alle fiamme. Hanno poi utilizzato due pale meccaniche per aprire il mezzo blindato come una scatoletta. Sono cosi’ riusciti ad impadronirsi del denaro per poi fuggire con un complice che li aspettava poco distante a bordo di un’automobile di grossa cilindrata. I due autocarri dati alle fiamme hanno protetto la loro fuga da eventuali inseguitori bloccando il traffico automobilistico per diverse ore. I banditi avevano i volti coperti ed erano armati con mitragliatori, ma nessun colpo e’ stato sparato e delle tre guardie giurate che erano a bordo del portavalori nessuna e’ rimasta ferita. Uno dei vigilanti, ancora sotto choc, ha raccontato che l’assolto e’ stato rapidissimo. Il commando ha circondato il loro mezzo costringendoli a fermarsi. Sono poi intervenuti fulmineamente con le pale meccaniche per arrivare al denaro e fuggire. L’uomo, che durante l’assalto ha detto di essersi sentito male fino a svenire, ha raccontato che l’azione e’ stata talmente rapida e decisa che non c’e’ stato nemmeno il tempo di pensare a reagire. Lungo il tratto di strada su cui e’ avvenuto l’assalto sono in corso lavori di sistemazione della carreggiata e per questo i banditi hanno potuto posizionare in anticipo, pare da diversi giorni, le pale meccaniche senza destare sospetti. Dopo la rapina, sul posto e’ intervenuto personale di un’ambulanza del 118 che ha assistito le guardie giurate in stato di choc. Le indagini sono condotte dai carabinieri di Altamura, mentre i vigili del fuoco hanno dovuto lavorare a lungo per spegnere le fiamme e rimuovere dalla carreggiata i due furgoni incendiati e distrutti. Per tutta la durata delle operazioni l’Anas ha chiuso la strada in entrambe le direzioni deviando il traffico su un percorso alternativo.

Salvini: ‘Buon anno anche a J-Ax, siamo tutti di passaggio…’

0

“Sogno un mondo senza guerre e senza Salvini”. Arrivano rumorose come un graffio sulla lavagna le parole di J-Ax, popolare rapper brianzolo che, stuzzicato dal Corriere della Sera sull’argomento, non ha peli sulla lingua nel commentare in maniera decisa ed inequivocabile la politica del vicepremier leghista, dicendosi “deluso da chi crea un allarme che non c’è, prendendo gli immigrati come capro espiatorio per qualsiasi cosa. O da chi passa la vita a trovare il modo per impedire che altri siano felici per assecondare la sua chiusura mentale”. Già due anni fa nel video di “Vorrei ma non posto”, in coppia con Fedez, il rapper dedicava una barra e un vistoso dito medio al politico, che però non l’aveva inserito nella black list insieme ai colleghi Salmo e Gemitaiz, in occasione del congresso di Piazza del Popolo a Roma, l’8 dicembre. “Si vede che Di Maio glielo ha impedito – scherza il rapper – Forse sono nel contratto di governo: niente campagne contro Ax che ha sostenuto i 5 stelle”. Ma Salvini non è tipo che sui social lascia correre, per cui risponde immediatamente postando su Twitter il link della notizia e dedicando a J-Ax “un doppio bacione”. Maliziosamente romantica anche la risposta del rapper, che senza utilizzare mezze misure risponde “Grazie per i baci, ma preferirei che restituissi i 49 milioni di euro che la Lega ha rubato agli italiani. Bacini spalmati di crema al cioccolato”. E Salvini posta un video sulla sua pagina facebook in cui dice: “Buon anno anche a J-Ax, uno splendido cantante che, per i miei gusti musicali, se la gioca con De Andre’, Battisti, Dalla, Guccini, Vasco, Dire Straits, Pink Floyd, Queen… Ha detto: spero che ‘mio figlio cresca in un mondo senza Salvini'”. Certo, “siamo tutti di passaggio su questa terra amico mio, anche se spero che il mio sia ancora prolungato… Io pero’ non riesco a voler male a nessuno e non capisco perche’ a sinistra abbiano questa cattiveria”. E poi “dicono che sono buoni”.

Napoli, la Città Metropolitana finanzia e ‘salva’ il corpo di ballo del San Carlo

0

‘La Citta’ metropolitana di Napoli e’ intervenuta in soccorso del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo con un finanziamento triennale di un progetto grazie al quale non solo se ne evita la soppressione o la contrazione ma si potranno fare assunzioni di giovani ballerini. Lo abbiamo fatto perche’ ritengo, a differenza di altri, che il San Carlo e’ tale anche grazie al suo Corpo di Ballo”. Lo ha detto il sindaco della Citta’ metropolitana e sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine dell’incontro con il Corpo di Ballo del San Carlo a cui ha annunciato il finanziamento ed ha rivolto i propri auguri di buon anno prima della replica de ‘Lo Schiaccianoci’, balletto per cui ad oggi – secondo i dati forniti – sono stati venduti 12mila biglietti e le cui repliche termineranno il 5 gennaio. Il finanziamento arriva – come sottolineato da de Magistris – ”in un momento di difficolta’ del bilancio del teatro perche’ e’ venuta meno una parte del finanziamento regionale e l’ente metropolitano e’ intervenuto per evitare un contraccolpo sull’intera stagione teatrale e per scongiurare che a pagarne le conseguenze fosse ancora una volta il Copro di Ballo che alcuni ritengono sia la parte piu’ fragile e da sacrificare del teatro”. Accanto alle risorse specifiche per il Corpo di Ballo, la Citta’ metropolitana ha stanziato nel bilancio 2018 un finanziamento ordinario a favore del Massimo partenopeo di circa 2 milioni e 300mila di euro. ”E’ uno sforzo enorme – ha evidenziato de Magistris – anche considerando che la cultura non sarebbe nelle competenze dell’ente metropolitano”. Sul fronte della valorizzazione del Teatro San Carlo, de Magistris ha riferito che prosegue il lavoro con il Demanio ”volto a far si’ che il San Carlo passi definitivamente nel patrimonio della citta’ di Napoli nell’ambito del federalismo demaniale. Il Comune e’ disponibile ad acquisire la titolarita’ del teatro cosi’ come di Castel dell’Ovo”.

La Guardia Costiera recupera la carcassa del capodoglio spiaggiato a Forio

Si sono concluse nel tardo pomeriggio di oggi le operazioni di recupero del capodoglio “Leopoldo” spiaggiato presso gli scogli degli innamorati nel comune di Forio la vigilia di natale. La prima fase delle operazioni ha consentito lo spostamento della carcassa dal luogo dove era stata posizionata lo scorso 30 dicembre al sito individuato per le attività di recupero e, più precisamente, nei pressi dello scivolo di alaggio del Molo Borbonico di Forio.
La seconda fase invece, più complessa, ha visto le squadre scientifiche all’opera per eseguire le attività di recupero dei tessuti e dei campioni di organi che saranno utilizzati per analizzare le cause del decesso e acquisire utili elementi ai fini della ricerca scientifica. Nel contempo, è stato recuperato l’intero scheletro che sarà lavorato per essere esposto nel futuro museo di biologia marina della Stazione Zoologica Anton Dorhn di Napoli. Tutti i residui liquidi e solidi sono stati recuperati da ditte autorizzate per il trasferimento in terraferma e per il successivo smaltimento.
Le attività hanno visto il coinvolgimento diretto di numerosi enti che, dopo aver partecipato alle attività di pianificazione, si sono riuniti questa mattina per l’importante operazione e, nello specifico, le squadre di specialisti della Stazione Zoologica Anton Dorhn e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, i team del CERT (Cetacean strandings Emergency Response Team) e del CREDIMA (Centro di Referenza Nazionale per le Indagini Diagnostiche sui Mammiferi Marini Spiaggiati), il personale dell’Università di Napoli Federico II, dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”, dell’Istituto Oceanomare Delphis e gli operatori specializzati della NETTUNO Lavori Subacquei e dell’ACQUAVET Sas. Importante anche il supporto logistico e di sicurezza delle squadre in mare e a terra che sotto il coordinamento dell’Amministrazione Comunale di Forio e dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Ischia hanno visto l’impiego del personale della Guardia Costiera, della Protezione Civile Forio CB, del Comando Vigili Urbani, anche con la collaborazione del personale della Società Marina del Raggio Verde, assicurando tutte le necessarie misure di prevenzione per la sicurezza degli operatori e dell’ambiente.
Nel corso della necroscopia è stato ritrovato materiale plastico (buste e cordame di nailon) che, sebbene per quantità non siano imputabili quali cause del decesso che saranno meglio definite al termine delle analisi in laboratorio, dimostrano ancora una volta il rischio a cui sono esposte le specie che abitano il nostro prezioso mare.
Grazie all’operazione odierna sarà possibile dare un importante contributo alla ricerca scientifica e alla tutela dell’ecosistema marino.

Litiga con i familiari e minaccia di prenderli a martellate: 40enne denunciato nel Casertano

Litiga con i familiari e minaccia di prenderli a martellate: solo i Carabinieri riescono a fermarlo. Una famiglia di Cellole minacciata da un congiunto armato di martello. L’episodio è accaduto ieri quando un uomo di circa 40 anni, al culmine di una lite con la sua famiglia, ha impugnato un martello minacciando tutti i presenti in casa in quel momento. Uno dei familiari ha allertato i carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca che in pochi minuti sono giunti sul posto fermando e denunciando il 40enne a piede libero.

 Gustavo Gentile

M5S, Manzo: “Sostegno ai Sindaci della provincia di Napoli con circa 22 milioni di euro”

“Il nostro Governo dimostra con i fatti che l’attenzione per i territori ed il sostegno ai Sindaci, sono assolute priorità’. Attiviamo un fondo da 400 milioni di euro complessivi, circa 22 milioni di euro a disposizione dei comuni sotto i 20.000 abitanti della Provincia di Napoli, per finanziare piccole opere in settori vitali come l’edilizia scolastica, la manutenzione e la sicurezza del territorio, la manutenzione degli edifici pubblici, la prevenzione del rischio sismico, la valorizzazione dei beni culturali e ambientali e la sicurezza stradale. I lavori di cui sopra devono essere avviati entro il 15 maggio. Lo dichiara in una nota la Deputata del MoVimento 5 Stelle, Teresa Manzo membro della Commissione Bilancio. “In particolare introduciamo, con la Legge di Bilancio, un contributo di 40 mila euro per i comuni fino a 2 mila abitanti, di 50 mila euro per quelli fino a 5 mila abitanti, di 70 mila euro per i comuni fino a 10 mila abitanti e di 100 mila euro per quelli fino a 20 mila abitanti. Con il contributo andiamo a coprire il 100% dell’importo delle opere”. Ecco alcuni Comuni della provincia di Napoli interessati dal finanziamento – continua Manzo- sono: Lettere, Casola di Napoli, Santa Maria la Carità, Sant’Antonio Abate, Pimonte, Terzigno, Palma Campania, Cercola, Sorrento, Brusciano, Saviano, Massa Lubrense, Piano di Sorrento, Cicciano, San Gennaro, Vesuviano, Boscotrecase, Sant’Agnello, San Sebastiano al Vesuvio, Trecase, Striano, Meta, Agerola, Capri, Anacapri, Scisciano, Massa di Somma, Visciano, San Paolo Bel Sito. “Questi maggiori investimenti locali si vanno ad aggiungere ad 1 miliardo di euro di maggiori fondi, derivanti dallo sblocco degli avanzi di amministrazione per i comuni virtuosi. Diamo ossigeno agli enti territoriali massacrati fino ad oggi dal Patto di Stabilita’ interno e dal principio del Pareggio di Bilancio”. conclude.

Incidente sulla pista da sci: muore bimba di 9 anni

0

Una bambina di 9 anni ha perso la vita questo pomeriggio in seguito a un’incidente sulle piste da sci a Sauze d’Oulx, in alta Val di Susa. La piccola, di origini romane, si trovava in settimana bianca con la famiglia. Avrebbe perso il controllo degli sci andando a colpire una barriera. Già in arresto cardiocircolatorio a causa del forte trauma, è stata soccorsa sul posto dal medico di pista, che ha tentato invano di rianimarla. Inutili anche i tentativi da parte dei soccorritori del 118 nel corso del tragitto in elicottero fino all’ospedale Regina Margherita di Torino. La bimba è deceduta circa 20 minuti dopo il suo arrivo in ospedale.